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di Mirco Salvadori

Falling Leaf

Enrico Coniglio & Matteo Uggeri / Open To The Sea

19 Gennaio 2020

E' giunto anche per me l'attimo del distacco e della caduta. Ora sto danzando avvitandomi, dondolando, volando nell'aria in attesa del dolce contatto con Madre Terra. Ricordo però quando vedevo le altre mie simili all'improvviso staccarsi e lanciarsi nel vuoto. Era una cerimonia semplice, diffusa, silenziosa. Si percepiva un leggero rumore, forse un suono impalpabile, Stac! e giù a contemplare ciò che sarebbe stato, esili creature non più irrorate di linfa vitale.
TicToc TicToc, il tempo è giunto e volo a nutrire quella terra che mi ha generato, chiudo il ciclo e al tempo stesso lo riapro perché ad ogni fine corrisponde un inizio.
Ondeggio lenta sostenuta dalla brezza e realizzo che quel suono impalpabile ascoltato svogliatamente tra lo stormire della vita, sù vicino al cielo, è ben altro che un meccanico distacco. Inizio a distinguere tutti i suoni che lo compongono, le melodie che lo avvolgono. Sono una semplice foglia che va a morire ma ora riesco a volare mentre la brezza mi porta alla deriva adagiandomi sopra un tappeto di suono che mi accompagnerà nel mio lungo percorso di rinascita.
Sono un esile creatura non più irrorata di linfa vitale, ora ho il suono che mi tiene compagnia.

Così ho immaginato potesse essere un approccio al secondo lavoro firmato da Enrico Coniglio e Matteo Uggeri con il moniker Open To The Sea. Un disco permeato di poesia, istantanee di silenzio, suono in bilico sul confine della contemporaneità, spoken word introspettivo, speranza ed estrema volontà di continuare. Morire sapendo di rinascere.

Time now to start again.

Heavy Like A Falling Leaf - liriche e voce Lau Nau

La sospensione data dall'apparente distanza tra la pesantezza e la caduta di una foglia è descritta perfettamente da una voce sognante che ci accompagna lungo il tragitto che separa la luce dalla penombra, la serenità dall'inarrestabile caduta sull'umido e buio terreno intriso di tristezza.

Particles Pt. 1 e 2 - liriche e voce Romina Kalsi/Animor

Introspettive parentesi dal forte accento soul-jazz che cullano l'ascolto e lo portano a vagare in territori metropolitani usualmente poco frequentati, lì dove ci si scontra direttamente con se stessi e quanto si fa strada e rimbalza tra lo specchio del bagno ed una porta chiusa, il divano infossato di stanchezze e una tv perennemente accesa.

Uninvited Ghost - liriche Matteo Uggeri / reading John Guilor

Il viaggio prosegue, sempre più intenso e profondo. Il bisogno di assenza si fa reale mentre si conta il tempo che passa, in bilico sui semplici e silenziosi accordi di una chitarra e la voce di John Guilor che recita un testo che più di tutti si avvicina alla purezza della poesia.

Duduk Confessions e Tapes and Cow Pt. 1 & 2

Sveliamo quanto di non detto, di inconfessato si cela dietro la normalità del quotidiano. Spinti dal battito irregolare del violoncello penetriamo a fondo nell'angolo più recondito fino a scontrarci con noi stessi, con la tagliente verità del suono di una tromba che squarcia il silenzio e fa solo intravvedere, una possibile via di uscita. Il percorso verso la serenità è sorvegliato dall'instabile tumulto creato da una volontà che sparge improvvisazione a piene mani, un mare aperto dal quale si scorge il confine della contemporaneità.

Crystal Dog Barks - liriche Luo Wanxiang / voce Yan Jun

E' nel solenne accompagnamento di un pianoforte e di una tromba lontana che si svolge la cerimonia del distacco lisergico, quando il cane di cristallo abbaia e tutto viene illuminato da una luce arancione proveniente dal frigo. La separazione, il bisogno di rompere gli schemi quotidiani per esplodere in una lingua lontana, sconosciuta e profondamente avvolgente. Visioni.

Facing The Waves - liriche e voce Dominic Appleton

Sono trascorsi oltre trent'anni eppure quel timbro di voce rimane immutato mentre incita tutti noi, vecchi reduci di anni indimintecabili, colmi di esplosivo fermento sonoro, ad insistere senza mollare. Dominic Appleton, frontman dei Breathless, impareggiabile voce dei This Mortal Coil si affaccia dalla penombra e produce una canzone che ha del magico. Uno struggente arpeggio di pianoforte sostenuto dalla batteria lo trasporta pian piano verso l'inconfondibile crescendo vocale e musicale che da sempre lo contraddistingue. E' pura danza di speranza e caparbietà, l'esegesi di un testo antico che rinasce grazie alla sua lettura, è lo splendore di un'epoca che ritorna e purtroppo lo fa per un periodo troppo breve, il tempo di una canzone.

Anothe Year Is Over, Let's Wait For Springtime - Liriche Gaia Margutti&Olivia Ruggieri / voce Gaia Margutti

Ed è quando la luna sale nel cielo che si iniziano a raccontare dolci fiabe, quando la vita continua a scorrere lenta lasciando dietro di sé un tutù di piume di pavone e una partita a tennis con le ghiande, quando tutti i segreti, scarpette, stivali, pozioni, parità hanno trovato i loro destinatari e la fiamma di un lontano razzo in letargo segna la via per il nuovo cammino, attraverso un girotondo di gemme e un tuffo nel verde.

Sono un esile creatura non più irrorata di linfa vitale, ora ho il suono che mi tiene compagnia nell'attesa della rinascita.

 
 

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