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Animatronic - REC, il viaggio animale di una jam

La recensione del primo lavoro di una band fotonica

9 Febbraio 2020

Legato al primo album degli Animatronic ho un bel ricordo della scorsa estate: il loro live sbucato all'ultimo al Bar ae Rose (Marsango, Padova) dove i ragazzi sono atterrati grazie al team del Brutto Collettivo.

Inutile dire che hanno distrutto tutto: il loro mix di power metal, grunge, rock and roll classico, miscelato in uno stile jazzistico ha lasciato me e i presenti colpiti, atterriti, ammazzati e rinati.

Era agosto e il caldo la faceva da padrone, quel caldo mefitico che ti fa venire voglia di denudarti e girare come mamma c'ha fatto anche senza piscine o mari, perché l'afa è la componente liquida. Immaginate che bagno sonoro è stato, mischiato fra sigarette stropicciate e birre sgasate.

Sembrava di stare in un mondo a parte, a quei festival sixties tanto mitizzati ma con il realismo della provincia che cala ogni dettaglio dentro una dimensione più scarna, scevra di cazzate, e conviviale.

Questa descrizione per mettervi nel giusto mood di ascolto dell'album, per farvi immaginare dove stare con la mente mentre le canzoni, o meglio dire i pezzi, vanno. Vanno come un treno fumoso per lande desolate e stepp(a)ose.

Sarebbe superfluo parlare di questa uscita come di quella del componente dei Verdena Luca Ferrari, quasi a cercare un appiglio celebre per spingere ad ascoltarlo. Sono altre terre e altre sensazioni.

Siamo fantasiosamente in una sauna turca, esploriamo i minareti instanbuliani, calchiamo le onde asfalto di San Francisco o scendiamo le Americhe del sud Diari della Motocicletta.

Siamo il Che ma siamo pure Hemingway in Fiesta, siamo nella fiesta degli anni del Jazz di Gatsby, eppure balliamo alla fine della guerra come in JoJo Rabbit; lasciamo che il funk di Black Caesar renda criminali le nostre intenzioni. Non ci lasciamo affascinare dei profili Instagram dei deejay underground ma facciamo finta di suonare selezionando quella musica.

Ad una festa.

Un'immensa unica sola jam rock che non è possibile dividere ma solo ascoltare tutt'assieme. Tutto in un unico sorso, Bloody senza Mary, sangue sudore e tabacco e alcool e inconsapevolezza in quella calda serata di agosto.

Questa l'atmosfera per REC. Go ahead!

 
 

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