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Passato dimenticato, Presente di sopravvivenza, forse nessun Futuro

di Mirco Salvadori

18 Marzo 2020

Un albero di Natale impacchettato immerso nell'abbandono di una casa in rovina, una palma dalla grossa testa mozzata di netto, lo scheletro di un tronco che affiora dalla sabbia, la sagoma di un pino privato della dolcezza del fruscio dei suoi rami. Immagini che si intravvedono nell'opaca visione donata dal finestrino appannato di un'auto o forse dalle piccole lacrime di commozione che si frappongono tra noi e l'osservazione di un mondo che sta collassando, lasciando dietro di sé le creature più amate. Stiamo procedendo lentamente attraverso il tempo e i suoi accadimenti usando come mappe due pubblicazioni che appartengono ad un esploratore solitario, un viaggiatore che ci ha preceduto in questo tragitto emotivo, colmo di immagini e suono.

La prima mappa è una intensa collezione di immagini accompagnate dalla presenza di suoni raccolti sul nastro magnetico di una cassetta da Adriano Zanni, fotografo e sound artist di rara e notevole sensibilità. Una raccolta fotografica e una cassetta rispettivamente pubblicati, come progetto fotografico il primo  (https://allthetrees.tumblr.com/) da cui è stato tratto un prezioso photobook con la partecipazione attiva di Boring Machines e Bronson Recordings che pubblica anche la seconda (https://adriano-zanni.bandcamp.com/merch/soundtrack-for-falling-trees-photo-book).

E' la giusta introduzione al nuovo lavoro dell'artista ravennate, anch'esso un photobook con cd di elevata potenzialità suggestiva. Passato, Presente, Nessun Futuro, una raccolta di immagini che spiazzano e fanno riflettere fin dalla foto di copertina che imprigiona un cervo, lo sguardo interrogativo diretto impietosamente al centro dell'obbiettivo, quasi fosse una domanda: PERCHE'? Perchè avete perduto la memoria, perché state devastando il vostro e il nostro presente, perché non permettete esista un futuro?

Pagina dopo pagina le immagini disegnano un racconto dai toni cupi descritti attraverso scatti lasciati ad asciugare nel doloroso addensarsi del tempo senza che il belletto della moderna tecnica andasse a ritoccarli. Bassa risoluzione, come sottolinea Zanni nella descrizione di questo progetto. La bassa risoluzione, un editing volutamente scarno e la stampa a basso costo mantengono vive queste immagini, le fermano nella realtà da cui provengono. Volti, sguardi, figure umane, animali, cose, paesaggi attimi fermati nella monocromia di un suono che supporta questa sospensione temporale. Un flebile respiro digitale che lambisce con il suo sibilo lo sguardo di un bimbo ritratto nella penombra dell'abbandono, il riquadro di una finestra che incornicia la mancanza di speranze, la sagoma di una libellula nel suo ultimo volo, le mani di un'anziana donna contrapposte alle ali di marmo di un angelo e all'impossibile tuffo di un'orca, finto simulacro di vita inchiodato sul tetto di un centro commerciale.

Esiste comunque una possibilità, giunge attraverso i raggi del sole filtrati dai rami degli stessi alberi che abbiamo incontrato all'inizio del nostro viaggio. Sono creature capaci di resistere, Zone Temporaneamente Autonome, come recita il titolo di una traccia del cd accluso alla pubblicazione. Luoghi nei quali si percepisce il suono di una chitarra che vince l'insidia del sibilo digitale introducendo per un istante il lento respiro della natura che si rigenera, ignorando la nostra presenza capace di scordare il passato, devastare il presente, annientare il proprio futuro.

 
 

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