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Don't panic, stay Sherwood - I consigli musicali

A cura di Albino Cibelli

10 Aprile 2020

Consigli musicali in quarantena: oggi pubblichiamo i consigli a cura di Albino Cibelli, appassionato esperto musicale salernitano che ha aderito alla nostra call #dontpanicstaysherwood.
Buona lettura!

Lemon Twigs

1. Lemon Twigs - The One

Pregiato pop glitterato marchiato 2020 ma che se dicono di essere del 1972 ci credi lo stesso. Tanto conta il sentimento che esprime e l'apporto energetico che ti offre, quello capace di far volare tavoli nell'iperspazio. Così per una qualche sorta di gioia immotivata.
Primo singolo del loro nuovo album in uscita a Maggio 2020. Chi ben comincia...

Ty Segall

2. Ty Segall - Gotta Get Up

Un ragazzo leggermente iper-produttivo ricopre di gioiosità fuzzosa un classico stellare del pop (Nilsson Schmilsson, album di Harry Nilsson del 1971) e rivitalizza, ricordando con devozione. Ogni cosa è allineata.
Per oggi, benissimo così.

Dirty Projectors

3. Dirty Projectors - Overlord

«Attenzione, è fatto divieto di uscire...» e bla bla bla.
Non ricordi con precisione le parole che la voce registrata dice ogni giorno verso le 18.00 dalla macchina che passa in strada ma sai il perché.
È a quel punto che la giusta melodia sgusciante nelle cuffie può fare la differenza.
Ieri l'ha fatta questa canzone. E la farà anche oggi. Che lei abbia scelto te e non viceversa non te ne dispiace affatto, tutto sommato.

Arbouretum

4. Arbouretum - A Prism In Reverse

Camminare a lungo per strade deserte e (anche) polverose, non importa dove né quando, cantando la stessa melodia vocale come esorcismo per sentirsi pacificati.
Se avessi bisogno di una colonna sonora per fare ciò, questa ci starebbe bene.
Se il sintomo persiste, a fine quarantena prometto di consultare un medico di quelli bravi.

Bill Fay

5. Bill Fay - Love Will Remain

Un artista semplice, umile, intenso. Di tempo in questa quarantena ne avete per scoprirlo, e ne vale molto la pena, anche solo per chiedervi perché la sua esistenza non sia diventata un film, come nel caso fortunato di Rodriguez.
Ma basta che vi ritagliate due minuti e mezzo appena, per questo messaggio, quando siete da soli nel silenzio più assordante e antipatico, quello nel quale i pensieri verranno a rompervi le scatole.
«Vostro onore, non ho più nulla da aggiungere», aggiungerete al termine dell'ascolto con un sorriso un po' beota stampato in faccia.
Non vi servirà null'altro.

 
 

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