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C'era una volta Il cineforum

la migliore alternativa alle piattaforme streaming

1 Maggio 2020

L’emergenza Coronavirus e le misure restrittive ad esso dovute hanno portato a un incremento degli abbonamenti alle piattaforme streaming. Contemporaneamente la chiusura delle sale, la sospensione dei festival e degli eventi legati al cinema, ha fatto sì che le nuove uscite, previste per il grande schermo arriveranno direttamente in streaming su varie piattaforme.
In questo contesto le proiezioni in sala rischiano di diventare “vintage”, roba per cultori, o per nostalgici del tempo che fu. Insomma di questo passo al cinema c’ andranno solo cinefili e quindi, secondo me, le programmazioni nelle sale dovranno ritornare ad assomigliare a quelle dei tempi del cineforum.

Mio padre andava al cinema da solo e se capitava la sera della rassegna d'autore si appisolava: entrava al primo spettacolo e usciva alla fine dell'ultimo, o almeno così mi raccontava. Mi diceva che certi film gli conciliavano il sonno, il che era un miracolo per uno come lui che soffriva d’insonnia.
Qualche anno più tardi ho scoperto che anche a me piaceva andare al cinema da solo e mi sono appassionato al cineforum che all'epoca organizzava Radio San Donà, l'emittente da cui orgogliosamente trasmettevo. “Momenti di cinema internazionale” era il titolo della rassegna, quattro proiezioni, due il mercoledì e due il giovedì, con tanto di libretto di recensioni dei film in omaggio agli abbonati.
Spesso decidevo di andarci all'ultimo minuto, magari passando davanti alla sala cinematografica e notando una locandina che mi intrigava. In quelle serate infrasettimanali si vedevano i film dei festival, i film d'essai. Anche se ritardavi entravi ugualmente e aspettavi di vederti l'inizio perduto nella proiezione successiva. Insomma per me era un po' come una seconda casa perché entravi e uscivi quando volevi, ti sedevi dove ti piaceva di più e magari se la posizione non ti garbava ti spostavi.
Ebbene sì, ho ritrovato nello sgabuzzino delle vecchie locandine e ho provato nostalgia per quel tipo di cinema. Erano film con ridotta distribuzione, ne giravano poche copie, la pellicola arrivava spesso in provincia consumata e difettosa, e nonostante questo ne sento la mancanza, proprio ora, nell'epoca della perfezione digitale e del 3D.
Forse perché, da molto tempo ormai, non puoi più entrare nelle sale a spettacolo iniziato, devi sederti dove decidono loro, non puoi cambiare posizione, sei obbligato a sorbirti mezz'ora di pubblicità perché indicano l'orario d'inizio della proiezione quello che invece è l'inizio degli spot.
Infine c'era un'altra cosa che nei cinema dei miei ricordi non si usava: non esisteva consumare cibo, non c'erano le macchine infernali dei pop corn. In sala ci si andava per guardare, ascoltare, o al limite per baciarsi, dormire, sognare, ma silenziosamente e senza disturbare.
Ora invece si sente il rumore continuo di quello dietro, davanti, di lato che rosicchia ininterrottamente pop corn. Per non parlare della visione dell'altro schermo, quello piccolo, che si accende e vibra dentro le tasche o nelle borse. In definitiva al cinema ci si distrae continuamente, come accadde quando si guarda un film a casa e squilla il telefono, suona il campanello, abbaia il cane, sbatte una porta… È odioso che quando sullo schermo gigante passa l'emozione del momento indimenticabile, quello che dovrebbe rimanerti impresso nella memoria, coinvolgerti completamente, e i tuoi sensi sono invece disturbati dall'accendersi vibrante del display del vicino, dal fetente rumore di denti sgranocchianti o dall'odore di olio rancido.

Nel contempo la diffusione dei dispositivi multimediali ha reso “indisciplinato” il corpo e la mente dello spettatore, gli fa sentire intollerabile l'assenza di connessione prolungata, legittima la sua distrazione e il desiderio di esperienze sovrapposte alla visione. Questo non succede solo in sala ma anche nelle visioni in TV e dai dispositivi multimediali, forse per questo le piattaforme prevedono a priori una visione intermittente. Le serie TV, i film in streaming, pare siano disposti a farsi fruire come flussi, da perdere e ritrovare ogni volta che si desidera.

Per questi motivi prevedo che i cinema tenderanno a essere sempre meno frequentati da coloro che li reputavano luoghi di puro consumo. Questi potranno consumare le stesse immagini in movimento direttamente dal divano di casa e a minor prezzo. L’ auspico è che in futuro i cinema si rivolgano sempre di più alla nicchia che non intende rinunciare alla visione in sala, ai romantici amanti del mondo perduto dei cineforum.
Potrebbero divenire la migliore alternativa alle piattaforme streaming.

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cineforumvisioni , più spesso ciclo di visioni, a carattere culturale, in cui alla proiezione di un film fa seguito un dibattito

 
 

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