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Intervista al Duo Flic-Floc

In Anteprima per Sherwood.It il nuovo singolo “30”

29 Giugno 2020

Sono un duo giovane e poliedrico, hanno un nome simpatico ed onomatopeico 'Flic Floc', provengono da Verona. Sono stati scoperti dallo studio Flaming e dall’etichetta indipendente Cabezon Italy con la quale hanno pubblicato il primo disco di musica elettronica dalla quale hanno estratto i singoli “Canzone Stupida”, “Fuoco” ed “Aria” (pezzo che gli valse la vittoria del concorso Veronese "On Air by Paperplanes").

Abbiamo fatto due chiacchiere per conoscerli meglio dato che, il 19 giugno 2020, hanno pubblicato il singolo denominato ’30’  e qui, in anteprima per Sherwood.it, ospitiamo il loro videoclip!

Ciao Ilaria, ciao Davide, partiamo dall’inizio, come se non vi conoscessi e non avessi mai letto il vostro press-kit! Da dove viene questo nome Flic Floc e come mai avete scelto proprio questo?

«Grazie a voi ragazzi di Sherwood.it per questa opportunità immensa che ci avete dato.

Flic Floc è un gioco popolare, funziona così: quando due persone sono nello stesso posto e ad un certo punto dicono la stessa frase o parola contemporaneamente senza averla premeditata (a noi è successo spesso, e tutt'ora succede), incrociano i mignoli, esprimono un desiderio e contano fino a tre. Alla fine di questa conta, se entrambi avranno pronunciato o "flic" o "floc", il desiderio si avvererà. Tutto ciò è semplicemente la metafora della sintonia. La sintonia è l'ingrediente fondamentale per la creazione delle nostre creazioni. Spesso ci ritroviamo ad avere le stesse idee per un arrangiamento, per un suono o la scrittura di alcuni testi e generalemente siamo d'accordo su ogni lavoro a riguardo dei Flic Floc.»

Ascoltando i vostri pezzi precedenti ho subito compreso i vostri elementi di base: l’elettronica più da dance-hall, i pezzi immediatamente radiofonici e di presa diretta, le tematiche a sfondo sentimentale e le riflessioni più intime ed individuali. Ma dato che l’abito non fa il monaco, vorrei che mi diceste voi stessi come intendete lo stile dei Flic Floc, quali sono i vostri gusti, le vostre influenze?

«Rispondiamo a questa domanda partendo dalla fine. Le nostre influenze musicali sono molto ampie: ascoltiamo con estremo piacere e apprezziamo allo stesso tempo uno Stravinsky come anche un Rosa Chemical, gli Yes come anche Pat Metheny, 6ix9ine come Haydn... potremmo continuare per ore con questi paragoni dissonanti. Però ci sentiamo di dire che la musica ci affascina, in ogni suo genere e ci permettiamo di dire che non siamo bigotti in questo. Piuttosto riconosciamo quale artista in un genere sia stato più innovativo e caratteristo di altri, e chi, invece, risulti un mero prodotto discografico. Prendiamo il buono di ogni cosa cercando di farlo nostro e sperando che chi ci ascolta possa apprezzare e capirci allo stesso tempo.»

Venendo al singolo, 30, innanzitutto, concedetemi una battuta: “Mi avete messo ansia” (sono alla soglia dei 30 anche io ndr.), raccontatemi com’è nato, inoltre, si può dire che i 30, ad oggi, rappresentano una nuova adolescenza?

«In realtà la canzone è nata perchè è venuta ansia anche a noi, l'ansia di essere arrivati a questa nuova soglia e trovarsi con niente in mano di concreto come quando avevamo 4 anni. Uno dei motivi per il quale diciamo questo è che in fin dei conti viviamo entrambi ancora con i nostri genitori, infatti l'allusione nel testo ad "una casa" non è casuale. Sarà colpa di scelte, decisioni, ideali sbagliati o semplicemente sfortuna, non lo sappiamo. Ci sentiamo di dire che sì, i 30 sono una nuova adolescenza, uno di noi sta avendo problemi con i brufoli, un altro ha ripreso ad ascoltare la musica metal depressissima che ascoltava quando aveva 14 anni e  nel frattempo ci ribelliamo a questa condizione che comincia a strarci un po' stretta, sperando di venirne fuori, consapevoli di avere 15 anni di acciacchi in più e non le forze fisiche e morali di qualche anno fa.  Qualora non lo aveste fatto, vi invitiamo a guardare almeno la prima stagione di "My Hero Academia". Si tratta di un anime giapponese dove il 90% circa della popolazione mondiale possiede un super potere. In questo panorama saturo di potenziali eroi, un bambino nasce e scopre nella sua adolescenza che in realtà fa parte di quel 10% che non ha i super poteri. Questo personaggio che si chiama Midoriya ha però nel suo cuore il forte desiderio di diventare un supereroe. Non un semplice supereroe, ma il più forte di tutti. Ad un certo punto (non vi spoileriamo come) avviene un piccolo miracolo e questo superpotere arriva, e anche noi, come lui, diciamo che stiamo aspettando il nostro piccolo miracolo.
Concludiamo dicendo che Midoriya sarebbe dovuto essere il titolo di 30, e se ti abbiamo messo ansia, questa canzone, in fondo, parla anche di te.»


Parlatemi invece della ideazione e produzione del vostro videoclip…

«Abbiamo avuto la fortuna di concepire questa canzone qualche mese prima dei 30 anni di uno di noi, Davide con precisione. Visto che Davide avrebbe comunque passato del tempo con degli amici, Ilaria ha avuto la buona idea di portare la telecamera e girare dei video durante una piacevole serata. Non abbiamo voluto puntare sulla qualità delle immagini ma sulla qualità del contenuto, per ottenere un risultato che fosse autentico e spontaneo. Fin'ora chi lo ha visto sostiene che commuova un pochetto. Per noi questo significa molto.»

Una curiosità, entrambi musicisti esperti, nonché ‘studiati’, Ilaria diplomanda in piano, Davide diplomato in chitarra, ma entrambi vi susseguite al microfono (Ilaria è cantante in Caffeina, Voglio Vivere con te…, Davide in 30 oltre che in Fuoco, Aria), come vi coordinate nella composizione, scritturazione e scelta vocale dei pezzi?

«Anche questo è un passaggio abbastanza semplice: anche se il testo della canzone lo finalizziamo a 4 mani, la persona che scrive la prima versione è sempre una, e quella persona che ha impresso l'idea iniziale lo canta, semplicemente perchè essendo la persona che lo ha partorito, darà un'intrerpretazione piu autentica e onesta durante le registrazioni.

Quali sono i vostri prossimi lavori work in progress? A quando il disco?

«Adesso il work in progress più importante è l'esame di diploma in composizione di Ilaria, che consiste in una sessione lunga un mese, che coronerà un periodo di dieci anni di studi. Quindi, forza Ilaria!
Alla fine di ciò, ci prenderemo del tempo per pensare alle nuove produzioni e probabilmente ci sarà un EP, ma non vogliamo sbilanciarci molto su questo, diciamo solo che in questa quarantena abbiamo avuto modo di raccogliere e maturare diverse idee.»

Domanda di rito sottoposta a tutti coloro che intervistiamo (SPIACENTI!). Sherwood.it è una webzine a tutto tondo (musica, lettura, arte, cinema), vi va di consigliare ai nostri lettori un artista musicale, un libro, un quadro ed un film?

«Uno? solo uno per parte? penso sia la domanda più difficile che ci fosse mai stata posta.
Ma siccome siamo in 2 e avete scritto "tutti coloro" ci prendiamo la libertà di dare 2 risposte diverse:

Ilaria:

Artista musicale - Maurice Ravel

Libro - Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino

Quadro - De quoi écrire di Hermann Fenner-Behmer

Film - American Dream, scritto da Alan Ball e diretto da Sam Mendes


Davide:

Artista musicale - Carpark North

Libro - Vesta Shutdown di Gabriele Simionato

Quadro - Fregio di Beethoven di Gustav Klimt (lo so, non è un quadro, ma mi ha tenuto incollato per un'ora quando l'ho visto dal vivo)

Film - La città incantata di Miyazaki»

 
 

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