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Un gradito ritorno natalizio di Michele le Catozzi e del suo commissario Aldani, in attesa del prossimo romanzo noir della serie, previsto per il 2021. Il racconto inedito “Il commissario Aldani e la banda di Natale” di Michele Catozzi è arrivato in libreria in questi giorni all’interno dell'antologia “Natale a Venezia” (Neos Edizioni, Torino, 144 pagg., 15 €) per la quale è stato scritto appositamente.

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Michele Catozzi: Il commissario Aldani e la banda di Natale

24Dicembre2020

Un gradito ritorno natalizio di Michele le Catozzi e del suo commissario Aldani, in attesa del prossimo romanzo noir della serie, previsto per il 2021. Il racconto inedito “Il commissario Aldani e la banda di Natale” di Michele Catozzi è arrivato in libreria in questi giorni all’interno dell'antologia “Natale a Venezia” (Neos Edizioni, Torino, 144 pagg., 15 €) per la quale è stato scritto appositamente.



ReadBabyRead #522 del 24 dicembre 2020


Michele Catozzi
Il commissario Aldani e la banda di Natale


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

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voce: Francesco Ventimiglia


"«Dottore, cosa ci facciamo qui, di preciso?» chiese l'ispettore Manin, appoggiando per l’ennesima volta le mani sul termosifone nel vano tentativo di scal­darle. Il tono era neutro, di chi sonda il terreno con circospezione.
Il “qui" era l’ufficio di Nicola Aldani, commissario della Squadra mobile alla Questura di Venezia, terza sezione, Omicidi, reati sessuali e reati contro la persona. 
Una stanza gelida, come sempre in inverno, stante un sistema di riscaldamento parecchio antiquato.
Erano le nove del mattino di una giornata che si prean­nunciava freddissima ma con un cielo privo di nuvole. 
La visuale comprendeva il tratto finale del Canal G rande fino allo scheletro rossastro del ponte di Calatrava e alla svolta prima della stazione. L’aria era così tersa che i tetti della città, irti di altane, di guglie e di campanili, sembrava di poterli toccare.
«Vigiliamo affinché la banda della forchetta non la faccia di nuovo franca», rispose Aldani in tono altret­tanto neutro.
«Ah, be’...» replicò l’altro malcelando un sorriso.
«Fai lo spiritoso?».
«No, dottore, è che detta così fa un po’ ridere». «Manin non ha tutti i torti», intervenne l’ispettore Borella dando man forte al collega.
«E poi, visto che ci sono di mezzo i bancomat, non dovrebbe essere la Postale a occuparsene?» insistette Manin.
«Infatti, qui c’è Revelli, non ti basta?» sbuffò il commissario.
«Ma noi della terza, che c’entriamo con questa faccenda? Semmai sono cose per la quarta...». La quarta sezione, Reati contro il patrimonio e la Pubblica Amministrazione, furti, in altre parole.
«Infatti, c'è qui pure Borella». Il tono del commissario si stava facendo sempre più insofferente.
«Sì, ma lui adesso sta con noi alla terza per cui tecnicamente non...».
«Eccheccazzo, Manin! Che stracciamento di palle! Non è che io mi stia divertendo!»
Nella stanza calò il silenzio."



Racconti, romanzi polizieschi e “tirannia” dei personaggi, anche a Natale

Il racconto inedito “Il commissario Aldani e la banda di Natale” è arrivato in libreria in questi giorni all’interno dell'antologia “Natale a Venezia” (Neos Edizioni, Torino, 144 pagg., 15 €) per la quale è stato scritto appositamente.

Sono felice di poter offrire ai lettori un’indagine di Aldani (breve, ça va sans dire) in attesa del quarto romanzo della serie che dovrebbe essere pubblicato nella tarda primavera del 2021 - un po’ dopo rispetto a quanto inizialmente previsto, a causa dello stravolgimento dei calendari editoriali indotto dall’emergenza Covid-19. Prima di entrare nei dettagli lasciatemi però fare alcune considerazioni preliminari.

Non è un segreto che la mia “carriera” di autore sia iniziata scrivendo racconti. Ho esplorato i più diversi generi letterari della narrazione breve fino ad approdare al giallo, per la precisione al police procedural in salsa lagunare, con protagonista il commissario Nicola Aldani della Questura di Venezia, sezione Omicidi, per un totale di una mezza dozzina di racconti.

L’inevitabile passaggio al romanzo è stato però alquanto lungo e laborioso perché il cambio di passo (con quell’inarrivabile target di battute da 300.000 in su) era cosa affatto semplice. C’è poco da fare, il respiro di un racconto è tutt’altra faccenda da quello di un romanzo, sono due narrazioni molto differenti. Alla fine è andata bene e le prime tre indagini di Aldani - Acqua morta (2015), Laguna nera (2017) e Marea tossica (2019), tutte per i tipi di TEA) - sono arrivate sugli scaffali delle librerie.

Il fatto è che quando, dopo tre romanzi, sono “tornato” al racconto, raccogliendo nell’estate del 2019 l’invito dell’amico Diego Di Dio a partecipare all’antologiaDelitti di Dio”, sono incappato nel problema opposto, faticando non poco a restare entro la lunghezza assegnata. Tanto è vero che ho scritto un racconto che era una specie di romanzo breve, refrattario a qualsiasi tentativo di “compressione” o di taglio, per cui ho dovuto scriverne un secondo, che pure sforava, anche se in quantità accettabile. Inoltre, per mia scelta, i racconti non avevano come protagonista il commissario Aldani - bensì un vicequestore (nel racconto inedito) e l’ispettore Albanesi della Postale (in quello poi pubblicato nell’antologia sopracitata uscita giusto un anno fa) - e non erano ambientati a Venezia, ma a Pesaro e Urbino. Sempre storie di poliziotti, comunque...

Poi è stata la volta di un racconto per l’antologia “The Book of Venice”, edita dalla britannica Comma Press, che sarà pubblicata (in lingua inglese, of course) nel 2021, purtroppo anch’essa in ritardo rispetto a quanto programmato, sempre a causa del Covid-19. Dieci autori, dieci racconti. Nessun vincolo di tema, a parte Venezia. Dopo un bel numero di false partenze (eravamo a inizio 2020) del genere più vario, Aldani e la sua squadra hanno avuto la meglio facendo una prepotente irruzione sulla mia scena creativa. Insomma, Aldani mi ha messo i bastoni tra le ruote e il racconto sono riuscito a scriverlo soltanto dopo che si è trasformato in un giallo e il mio commissario ne è diventato il protagonista... Ne riparleremo.

Torniamo però a “Natale a Venezia”. 

Si tratta di sedici racconti sulla città, scritti da altrettanti autori veneziani (la maggior parte ivi residenti anche se non mancano gli “esuli”...) raccolti in un volumetto molto ben curato che può facilmente trasformarsi in uno speciale regalo natalizio. Last but not least, i diritti d'autore saranno devoluti all'associazione International Help onlus, a sostegno delle sue attività umanitarie. 

Immagino non vi sorprenderete se vi dico che anche questo racconto ha visto le sue brave false partenze ed è decollato soltanto quando Aldani e i suoi accoliti, artefici di una specie di “putsch dei poliziotti”, si sono autoproclamati primattori. Quando si dice la “tirannia” di Aldani...

Scrive Riccardo Petito sul Gazzettino del 18 novembre: "Oltre a un racconto poliziesco, protagonista un commissario già incontrato in altri testi, pure pagine intrise di riflessione, di sogno". In effetti il mio è un racconto d’azione in cui, alla vigilia di Natale, Aldani e la sua fidata squadra inscenano l’inseguimento rocambolesco, lungo calli e ponti e persino in Canal Grande, di una banda che ha preso di mira i bancomat e usa come copertura, guarda caso, i Babbi Natale che in quel giorno invadono la città (per le tradizionali maratone di terra e regate d’acqua). 

Il lettore attento avrà notato che il compito di Aldani non è proprio da Omicidi - infatti non ci sono cadaveri - ma, tant’è, a Natale il morto ammazzato un po’ stonava...

Vi auguro dunque in anticipo una buona lettura, se e quando avrete modo di mettere le mani sull’antologia, e, visto il tema, pure un Buon Natale!

Michele Catozzi


Le Musiche
, scelte da Claudio Tesser

Dolores O'Riordan & Westlife, The Little Drummer Boy [Katherine Kennicott Davis]

 
 

Copertina:
Un’immagine della tradizionale corsa dei Babbi Natale a Venezia, protagonista del racconto “Il commissario Aldani e la banda di Natale” di Michele Catozzi, facente parte della raccolta “Natale a Venezia”, curata da Elisabetta Tiveron e Caterina Schiavon. (2020, Neos Edizioni, Torino).

 
 

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