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E ALLORA IL MESTIERE DELLO STORICO?

Breve riflessione sul Giorno del Ricordo a partire dal saggio “E allora le foibe?” di Eric Gobetti

10Febbraio2021

“Sì com’a Pola

Presso del Carnaro,

ch’Italia chiude

E i suoi termini bagna”

Quest’anno la tessera soci del “Comitato 10 Febbraio - Per la salvaguardia della cultura italiana nell'Adriatico Orientale” riporta il celebre passo del IX Canto dell’Inferno in cui il sommo poeta descrive la “gran campagna” del cimitero della città di Dite, paludosa e piena di dolore, così simile alla necropoli di Pola, sul golfo del Quarnaro.

Gli animatori del Giorno del Ricordo si aggrappano forte a questo stralcio di terzine della Commedia come elemento di un’ineluttabile italianità di quell’ampio territorio che da Pordenone a Lubiana, da Pola a Rab passando per Rijeka/Fiume.

E su quel suolo, corroborato da sangue squisitamente italiano fin dalla notte dei tempi, si sarebbe consumata “la nostra Shoah”, l’olocausto di centinaia di migliaia di italiane e italiani, colpevoli soltanto della loro nazionalità. Una vera e propria pulizia etnica - da quelle parti, in quei posti lì, ne sanno qualcosa, eh? - alla quale è seguito l’esodo coatto dei profughi verso l’Italia del 1947 e anche dalla patria natia abbandonati, financo oscurati dall’oblio dell’egemonia culturale comunista del secondo dopoguerra.

OK, OK, UN MOMENTO.

Storia e Memoria, un bel dittico che non ci dobbiamo mai stancare di interrogare e scandagliare se ciò che ci interessa veramente è allargare e approfondire il nostro punto di vista su accadimenti rilevanti, se alle mistificazioni preferiamo le fonti e se alle testimonianze affianchiamo sempre la storiografia. Se piuttosto che congegnare narrazioni, roboanti o sminuenti che siano, preferiamo ricostruire la dinamica dei fatti, tra cause e conseguenze ancora al loro contesto storico, sociale e valoriale di riferimento. Se ci piace distinguere, consapevolmente, tra vittime e carnefici. 

L’operazione di fact checking dello storico e saggista Eric Gobetti parte dal mantra della Vichi di Casapound di Caterina Guzzanti per ricondurre a un dato di realtà molti degli imbrogli retorici e degli evidenti strafalcioni storici che hanno permesso di strumentalizzare una pagina cruciale della storia europea nel Novecento, facendone strumento di propaganda di pochi, non certo a beneficio delle vittime e di chi è sopravvissuto, ma per gettare nuova benzina sul fuoco mai esaurito dei più violenti movimenti e partiti nazionalisti italiani.

E allora le foibe?” non è soltanto un saggio fondamentale per coloro che per la prima volta studiano i fatti e i profondi rivolgimenti politici accaduti lungo il confine orientale durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Di più, è un invito, per dirla alla Deleuze, a stare nella piega prendendosi la responsabilità, dapprima come studios* e soprattutto come comunità, di riconciliarsi veramente su una nuova base: il rifiuto dei negazionismi, delle equiparazioni e, di fatto, del fascismo, il terreno ideologico e di governo fertilissimo che fa da cornice alle violente di varia natura e forma di cui leggiamo in questo ottimo centinaio di pagine.

Per approfondire il libro e i temi da esso affrontati, vi aspettiamo lunedì 22 febbraio alle ore 18:00 sulla pagina Instagram di Radio Sherwood per un’intervista in diretta all’autore Eric Gobetti.

 
 

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