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Da Celso per frittelle che san di Dolce Vita

Strawberry Cake Forever: Dolci, parole e note dalle pasticcerie sotto i portici #2

16Febbraio2021

1968 è un’annata che a molti ricorderà la controcultura e il rock ‘n roll, ma per la nostra rubrica invece rappresenta la nascita di Celso, una delle migliori pasticcerie di Padova.
Sarà che questa prima settimana post lockdown di gennaio fa sembrare tutto un evento speciale, ma anche uscire a bere un caffè e mangiare qualche pasta – in periodo di carnevale poi – fa sorridere, e rincuora lo spirito.

Il pomeriggio in via D’acquapendente (Padova) è filtrato da quella pioggerellina fitta che entra nelle ossa (citando Morandi) ma non fa freddo e il color ceruleo si scontra con il variopinto bancone del locale, dove dolci pennellati da mille colori fanno la loro buona figura, in una sensazione di Dolce Vita che fa capolino fellinianamente.
Ma il nostro obiettivo non sono le paste alla frutta o alla cioccolata o meglio non sono quello principale…come degli Arlecchino veneziani la nostra attenzione viene colta dalle numerose frittele, anch’esse in grande spolvero, alcune più grandi e alcune più piccole, le quali, nemmeno fossimo ladri dinnanzi a una gioielleria, ci fan gola. Eccome se la fanno!

Piccoli momenti di dolcezza alle crema che cerchi di vivere fra pandemia, lockdown, lavori che insistono o saltano, dubbi sul futuro di un presente passato, già visto e rivisto nell’ultimo anno. A volte si riflette sul valore umano dei luoghi e in questo caso delle pasticcerie. Sarà una tremenda feelness fuori orario, come direbbero certi amici empatici, sarà la voglia di viaggiare altrove col pensiero, ma una pasticceria, e a maggior ragione nel nostro caso, è spot utile a foraggiare la personalità e l’attitudine di buone motivazioni, vibrazioni e energie positive. Il vassoio d’orato ci aumenta tale verve, à la Oro di Mango, e fa scegliere due frittelle; una grande allo zabaione, una piccola al pistacchio, e una pastina alla frutta dove la fragola svetta imperante, uno spicchio di sole nel pomeriggio grigio.

A queste ci si accompagna una grande tazza di cappuccio caldo, voluttuoso anch’esso il giusto. Le frittelle mangiate fra un sorso e l’altro ricordano perché gennaio e febbraio siano dolci mesi pure nel freddo asettico che li attraversa, un’ulteriore motivazione per letteralmente rifugiarsi dentro le morbide forme dalla pasta scura e dell’animo quasi pungente nei picchi di gusto, rivolti alle papille.

Celso ve la consigliamo come luogo per celebrare i piccoli attimi, sciogliere i nodi e allungare conversazioni, dopo tutto a 10 minuti a piedi dal prato della Valle ne vale ancor di più la pena.

Cosa abbinarci culturalmente?

◆ Canzone: 2% di Gué Pequeno se siete blues, Crema di Buccia di Chiello FSK se siete su;

◆ Film: Oh Boy, un caffé a Berlino, di Jan Ole Gerster, perché raccoglie le sensazioni descritte;

◆ Libro: Le meravigliose avventure del barone di Münchhausen - Gottfried A. Bürger, "Ammetto che queste cose possano apparirvi alquanto strane, ma invito anche chi abbia un solo piccolissimo dubbio di recarsi sulla luna per convincersi della mia sincerità". A tutti voi basterà andare da Celso e provare. Poi, se vi rimane voglia di luna, viaggi, bizzarrie e un'oretta buona di letture avventurose consigliamo questo simpatico, forse non notissimo, classico per giovanə.

 
 

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