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Anomalia Sanremo 2021 Day 2

Il report della seconda serata a cura di Sherwood Webzine

4Marzo2021

“Riapriamo gli stadi ma non teatri né live

Magari faccio due palleggi, mai dire mai!”

 

Dopo questo dissing -molto variegato- di Willie Peyote sarebbe calzato a pennello un primo piano di Ibrahimovic, peccato fosse assente (azzardo, avrebbe sfoderato un’espressione attonita. Insomma, la sua faccia).

La classifica della seconda serata del Festival di Sanremo 2021 l’ho letta questa mattina, quasi mi sono strozzata col cappuccino. Poi l’ho riletta, e mi sono ricordata che viviamo nel pianeta dei #menopeggio: Ermal Meta in prima posizione ci può stare, la canzone ce la siamo già dimenticat* tutt* ma non è questo il punto. Irama medaglia d’argento, s’è evidentemente voluto premiare il ritorno agli anni d’oro della talkbox. Bene, ora mi si inseriscano di corsa La rappresentante di lista, Fulminacci, gli Extraliscio col mitico Davide Toffolo, Willie Peyote! Alla peggio Orietta Berti.

Macché, Malika Ayane. UNPOPOLAR OPINION: ma a voi piace davvero? Boh. Avrei preferito Orietta.

Classifiche ufficiali tralasciando, facciamo due chiacchiere sugli show: mi si piazza al primo e indiscusso posto -chi mo’ storce il naso mente- Gigi d’Alessio accompagnato da Enzo Dong, Ivan Granatino, Lele Blade e Samurai Jay, mi hanno strappato un sorriso. Sugli outfit passo il microfono alla memistica italiana (“quando arrivano i parenti tamarri al matrimonio”). Ammetto che il sorriso si è trasformato in smorfia quando Gigi ha ringraziato Amadeus a nome dei lavoratori dello spettacolo per aver avuto il “coraggio” di aver fatto il festival quest’anno. Ho il vago presentimento che qualcun* potrebbe aver qualcosa da ridire.  

Su Laura Pausini e la canzone del Golden Globe: grazie Laura, avevo proprio bisogno di farmi un power nap.

Torniamo a Willie Peyote per un secondo: non si meriterebbe il primo posto? La critica sociale e ben ritmata non è per caso degna di un encomio, una stretta di mano, un bel mazzo di fiori? Ah no, i fiori solo alle signore, sia mai che si pecchi di galanteria.

Mi rendo conto solo ora di non aver accennato alle Nuove Proposte. Ma chi voglio prendere in giro, è un glissare voluto. Commenti, curiosità e fun facts rimandati al mese del poi nell’anno del mai.

Ah, ecco! Il tributo ad Ennio Morricone. Le note di In your love attraversano l’orchestra diretta nientemeno che dal figlio di Ennio, Andrea Morricone: un bel momento, anche se molti di noi dopo i primi squilli di tromba di Nello Salza s’aspettavano l’attacco dei Metallica.

Ora vorrei dedicare due righe a quello che amo definire il re dei polli, l’imperatore della retorica fuffa, colui che ha deciso che per definirsi poeta basta -di tanto in tanto- andare a capo un po’ a casaccio (che io me li vedo una Emily Dickinson o un Eugenio Montale battersi la mano sulla fronte ed esclamare: “Ohibò”): rullo di tamburi, Gio Evans. Forse ho già esaurito le mie due righe, termino con una semplice supposizione: mi sa che si sono girati dall’altra parte pure i palloncini.

Tirando le somme, di questa seconda puntata qualcosa si salva (Fulminacci mi ha incuriosita, La rappresentante di lista forte assai, il primo vestito di Elodie mi ha ricordato una fiaba. L’ultimo mi ha ricordato una meringa), ma di questo qualcosa non fanno certo parte Amadeus e il suo pubblico di palloncini, o Fiorello e la sua ammiccante spiegazione del dove e quando sia obbligatoria la mascherina a teatro: grazie per la dritta Fiorè, ma noi questo problema non ce l’abbiamo, perché a teatro ancora non ci possiamo andare.

 
 

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