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Seduzione vs sedazione

Diserzioni rewind 2021 - ascolti e letture

27Dicembre2021

Forse è normale, forse no, però dopo quasi due anni di pandemia, io la sento nell'aria. Greve, inerte, quasi rassegnata. La percepisco circolare nei media, nelle parole, riversarsi nei gesti del quotidiano: La stanchezza!
Ho la sensazione che si propaghi, contagiosa più del virus, come ci si trovasse all'interno di un dispositivo non arrestabile. Questa spossatezza mi sembra l'immagine nascosta che sta dietro il ripetersi delle accese discussioni, delle inutili baruffe nei talk show, nei social, nelle strade, al bar… Una estenuante variante che occupa tutto lo spazio attentivo e diventa sedazione sociale che disinibisce tutto il resto. E che si ripercuote anche in ambito “culturale” che, quando va bene, rimanda speranzoso al mondo di prima, come se lì fuori non fosse in atto un cambiamento epocale che richiederebbe un cambiamento epocale. E così l’agognato (ma impossibile) ritorno alla normalità viene auspicato attraverso il ripetersi di vecchi cliché: crescita, ripresa, consumi... e poi gare, talent, premi, classifiche ... come non fosse questa ossessione per il competere a renderci così fiacchi.
A me sinceramente sfianca vedere come il marketing, la fetta di mercato, la presenza nei media, l’attenzione degli influencer… scavalcano continuamente il contenuto come rilevanza anche nella produzione culturale. Domanda: Non era la pandemia un’occasione per ribaltare le priorità, i punti di vista?
Invece questa “forma mentis” continua ad essere dominante ed è probabile sia questo il motivo per cui capita sempre più spesso di trovarsi davanti ad opere facoltative, a volte solo potenzialmente interessanti, quasi mai davvero imprescindibili. Nonostante questo non c'è spazio per la critica, è antistorica, almeno così mi dicono.
In questo deprimente contesto esiste ancora qualche elemento di seduzione, qualcosa che sa ancora scuotere l'anima? Certo che sì, ma chi ha detto che non c’è.
Continua ad esserci, fortunatamente, un lavorio prezioso e non riconosciuto nel sottobosco, un fermento che prova insistentemente a lanciare qualche sasso nella mota. Però la palude è talmente ampia e densa che il sasso il più delle volte non riesce a formare onde perché ogni perturbazione viene riassorbita all'istante. Ecco perché vorrei dare un piccolo tributo a chi, nonostante la stanchezza che avanza, non rinuncia a lanciare sassi che creino almeno un momentaneo sussulto.
È grazie a loro e al monitoraggio continuo, anche se parzialissimo, del mondo sonoro e letterario, se nel 2021 sono riuscito in qualche modo ad aprirmi spiragli di senso.
Una lista (senza pretese, caotica, assolutamente non gerarchizzata) di alcune delle seduzioni che, in questo strano 2021, mi hanno aiutato a rompere la sedazione immaginativa imposta dalla pandemia e dalla gestione mediatica e politica della stessa.
Come l'ho stillata?
Semplice: fidandomi del mio sesto senso. Non i migliori (termine che aborro), ma quelli verso cui la mia sensibilità istintivamente mi ha portato. Per questo ho inserito tutti i i libri, usciti nel 2021, che sono riuscito a leggere. E gli album di quest'anno, tra le miriadi che hanno attraversato il mio sistema uditivo, che sono riuscito ad ascoltare per intero almeno tre volte.

ROMANZI

Antonella Lattanzi: Questo giorno che incombe (Harper & Collins)
Loredana Lipperini: La notte si avvicina (Bompiani)
Giulia Caminito: L'acqua del lago non è mai dolce (Bompiani)
Salman Rushdie: Quichotte (Mondadori)
Massimo Roscia: Il dannato caso del signor Emme (Exorma)
Don DeLillo: Il Silenzio (Einaudi)
Sebastiano Mauri: La nuova terra (Guanda)
Stefano Mazzesi: Mare bianco (Clown bianco)
Michele Vaccari: Urla sempre, primavera (Nneditore)
Emanuela Valentini: Le segnatrici (Piemme)
Massimo Carlotto: E verrà un altro inverno (Rizzoli)
Lorenza Ghinelli: Bunny Boy (Marsilio)
Ted Chiang: Respiro (Sperling & Kupfer)
Lanfranco Caminiti: Senza (Minimun fax)
Chloe Aridjis: I mostri del mare (Playground)
Mario Desiati: Spatriati (Einaudi)
Christian Raimo: La vita che verrà (Minimun fax)
Nicola Lagioia: La città dei vivi (Einaudi)
Tullio Avoledo: Come navi nella notte (E/O)
Michele Benetello: Maida Vale (Ronzani)
Matteo Righetto: I prati dopo di noi (Feltrinelli)
Paolo Cognetti: La felicità del lupo (Bompiani)
Ben Pastor: La sinagoga degli zingari (Sellerio)
Fabio Bacà: Nova (Adelphi)
Andrea Gentile: Tramontare (Minimun fax)

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SAGGISTICA

Franco Berardi Bifo: E: la congiunzione (Not)
Matteo De Giuli, Nicolò Porcelluzzi: MEDUSA. Storie dalla fine del mondo (Not)
Federico Campagna : Magia e tecnica (Tlon)
Mark Fisher: Scegli le tue armi. Scritti sulla musica. (Minimun fax)
Simon Reynolds: Futuromania (Minimun fax)
Mark Fisher: Schermi, sogni e spettri (Minimun fax)
Alfonso Amendola, Linda Barone (a cura di): Fenomenologia dei Joy Division (Rogas)

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MUSICA

Starlight Assembly: Starlight And Still Air (Beacon Sound)
The Bug featuring Dis Fig: In blue (Hyperdub)
Meemo Comma: Neon Genesis Soul Into Matter² (Planet Mu)
IKSRE: III (Hush Hush)
Lyra Pramuk: Delta (Bedroom Community)
Dictaphone: Goats_and_Distortions (Denovali)
Richard Youngs: CXXI (Black Truffle)
Hong Kong Express: Lucid To It (Dream Catalogue)
Penelope Trappes: Penelope Three (Houndstooth)
Sóley : Mother Melancholia (Lovitt)
Proc Fiskal:Siren Spine Sysex (Hyperdub)
Dawuna: Glass Lit Dream (O_o?)
Maxwell Sterling: Turn Of Phrase (AD93)
Dean Blunt: Black Metal 2 (Rough Trade Records)
Tirzah: Colourgrade (Domino)
Perila: 7.37 2.11 (A Sunken Mall)
Prayer: Opaque (Grade 10)
Yann Tiersen: Kerber (Mute)
Laura Masotto: We (7k!)
Secret of Elements: Chronos (Infiné)
Rone: Rone & Friends (Infiné)
Christine Ott: Time To Die (Gizeh Records)
Alva Noto: Hybr:Id (Noton)
Martina Bertoni: All The Ghosts Are Gone (FALK)
One Million Eye: Brama (A Strangely Isolated Place)
Francesco Giannico: Misplaced (Adesso)
Cult With No Name: Nights In North Sentinel (Cadiz Music)
HTRK: Rhinestones (N&J Blueberries)
Mogwai: As The Love Continues (Rock Action Records)
Arab Strab: As Days Get Dark (Rock Action Records)

 
 

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