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Gazebo Penguins al CSO Pedro - Live Report

Serata all'insegna dell'emo-core a Sherwood Open Live

16Gennaio2023

Il 13 gennaio, seconda data di Sherwood Open Live 2023, ha calcato il second stage del CSO Pedro una delle band simbolo dell’emo-core italiano degli ultimi decenni: i Gazebo Penguins.

A scaldare il pubblico – letteralmente perché ci hanno fatto pogare tantissimo - ci hanno prima pensato i tanto amati TAGADA, che sperimentano la solita formula che funziona: le loro canzoni (ascoltabili solo durante i live, in quanto non hanno nessun social se non Telegram per comunicare) misti a cover di brani elettronici, come Who Said dei Planet Funk, rivisitate in chiave punk-rock.

Ed è dopo quindici minuti (il tempo per prendere una birra) che la sala si riempie di nuovo con l’arrivo dei Gazebo Penguins sulle note di Cpr14, il secondo estratto del nuovo disco -Quanto-, uscito il 16 dicembre.

Quanto vuole richiamare l’unità di misura più piccola della materia, una similitudine con l’essere umano che si ritrova a vivere scene di vita quotidiana, storie d’amore finite male e dubbi esistenziali in un universo gigantesco di cui lui compone una piccolissima parte. E tra gli ascoltatori di queste tematiche, ritroviamo nel pubblico le stesse persone che sono affezionatissime alla scena indie rock italiana tra magliette dei Verdena e dei TARM, oltre che della band protagonista della serata.

Il centro sociale è a tutti gli effetti stracolmo e l’evento è sold-out già dai primi minuti del concerto.

Dopo Cpr14, si passa a Cosa fai domani che tra cori screamo e riff di chitarra ricorrenti, fa cantare tutto il pubblico. Ma è con Nebbia, omonima canzone del disco con cui li avevamo lasciati nel 2017, che parte un revival di pezzi con cui i fan dei GP si sono affezionati, come Nevica (I cani non sono i pinguini, 2012), Difetto (Raudo, 2013) e Febbre (Nebbia, 2017).

Con Erwin e Feyerabend si ritorna al caos melodico di Quanto, che viene apprezzato da un pogo fragoroso da parte degli spettatori.

I ragazzi di Correggio ringraziano il Cso Pedro per averli ospitati, spezzando una lancia a favore del posto occupato che li ha visti crescere musicalmente parlando a Bologna, ma che purtroppo è stato sgomberato, con Atlantide. Infatti, questa vuole essere una vera e propria denuncia alle politiche che decantano “ordine e tranquillità”, pensando di risolvere i problemi liberando spazi occupati che creano aggregazione e socialità per salvaguardare una facciata perfetta di una città, che in realtà non lo è.

«Mi hanno cancellata

Con un muro sulla porta d’entrata

Conteranno i voti

Promettendo tranquillità».

Dopo questo momento di nostalgia e malinconia, partono i primi due pezzi di Raudo che sono Casa dei miei e Finito il caffè, super potenti e punk-rock, con Piter che picchia forte la batteria e Capra che suona la chitarra e canta con energia.

A seguire c’è l’ultima traccia dell’ultimo disco, Uscire, con poche parole e molta melodia, che per ironia della sorte sembra essere la canzone finale del concerto, con Capra che racconta una simulazione di come vanno di solito i concerti: «Adesso noi faremo finta di andarcene, voi ci chiederete di fare un’ultima canzone e noi torneremo sul palco».

 Ed ovviamente è proprio andata così.

Infatti, avevano le ultime cartucce da sparare con Bismantova (Nebbia, 2017), Senza di te (Legna, 2011) che è la canzone più famosa ed ascoltata del gruppo, Correggio (Raudo, 2013) un’ode all’adolescenza e al paese natale dei Gazebo Penguins, terminando il tutto con il pezzo d’apertura di Quanto: Nubifragio.

È stato un concerto molto movimentato, tra poghi e stage diving da parte del pubblico e dei più affezionati del gruppo, che ancora una volta hanno saputo riconfermarsi una delle migliori band della scena emo italiana.

Dopo i GB c’è stato un dj-set improvvisato degli Exit Exit, dove a quanto pare (seguendo l’unico canale di comunicazione dei TAGADA, ossia Telegram) è stato proprio Gamba dei TAGADA a convincere Mattia Zoccarato a suonare post concerto del gruppo. Il dj-set è stato apprezzatissimo da tutti e tutte, facendo ballare il pubblico e concludendo così una magica serata.

 
 

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