<![CDATA[sherwood-festival-2013 | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/1095/sherwood-festival-2013/articles/1 <![CDATA[Vuoi collaborare allo Sherwood Festival 2014?]]>

È tempo di Sherwood Festival, è tempo di estate, è tempo di indipendenza.

Nel 2013 sono state circa 200 le persone che hanno collaborato in maniera volontaria alla realizzazione, gestione ed organizzazione del festival.

"Un festival indipendente", è il sottotitolo della nostra kermesse musicale, culturale e politica e può continuare ad esserlo soprattutto grazie al vostro aiuto.

A tutte queste persone e a chi ci scriverà quest’anno vanno, fin da subito, i nostri più sentiti ringraziamenti.

Lo staff dello Sherwood Festival



Una lunga estate

Partiremo mercoledì 11 giugno dal Park Nord dello Stadio Euganeo a Padova fino al 19 luglio,

ci sposteremo poi al Parco San Giuliano di Mestre (Ve) per la terza edizione del Venice Sherwood Festival dal 9 fino al 31 agosto


Maggiori informazioni le trovate alle seguenti pagine:


Sherwood Festival

Park Nord Stadio Euganeo - Padova:

www.sherwood.it/festival



Come fare per collaborare


Per partecipare scrivete una mail a collabora@sherwood.it specificando nell’oggetto l’attività che vi piacerebbe svolgere.

Potrete scegliere i tempi e le modalità che preferite.

Dopo averci scritto fisseremo un incontro per conoscerci.

Gli appuntamenti pubblici per incontrarci sono ogni martedì e ogni giovedì dalle 18.00 alle 20.00 nella nostra sede in Vicolo Pontecorvo 1/a a Padova. 

Vi preghiamo di usare solo la mail collabora@sherwood.it per contattarci non scriveteci sui social network.

Gli incontri si concluderanno giovedì 29 maggio.

Nota Bene: qui di seguito trovate una lista di tutti gli stand con cui potete collaborare

Elenco degli stand con cui puoi collaborare:


Bar centrale

Vuoi darci una mano nella gestione del bar centrale?
Questo bar è il più grande del festival e ha bisogno di molti volontari.
Collabora con noi nei week-end, durante i concerti e durante tutta la settimana.

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [Bar Centrale]


Stage e tirocini

Sei uno studente universitario?
Puoi svolgere il tuo stage all'interno dei nostri festival .
Diventa protagonista di Sherwood!

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [Stage]


Sherwood.it e Web TV

Entra nella Foresta!
Sherwood.it, con la sua WebTv, con i suoi giornalisti e fotoreporter, seguirà come ogni anno tutto il festival minuto per minuto.
Le trasmissioni in diretta partiranno ogni sera dalle 20.00 alle ore 24.00.
Se ti piacciono le telecamere, se sei un appassionato di video, se sei abile nel montaggio video, se ti piace scrivere report, se hai la parlantina e ti piacerebbe condurre una trasmissione, se sei bravo nella comunicazione, sei la persona giusta.
Scrivici. Conosciamoci.
L'articolo completo è a questo link.

ATTENZIONE: questo bando chiuderà il 15 maggio...Affrettatevi!



Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [WebTV - Sherwood.it]



Black Mamba - Cocktail bar

Lo shaker è la tua passione?
Vorresti imparare a preparare dei buonissimi cocktail?
Scrivici e iscriviti al corso gratuito che si svolgerà nel mese di maggio!

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [Black Mamba]


Libreria, Enoteca, Cicchetteria

Uno spazio per degustare libri e leggere i vini.
Sei un appassionato di libri? Un amante del vino e dei prodotti a kilometro zero? Aiutaci nella gestione di questo spazio insieme all'Ass.ne Ya Basta.

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [LIBRERIA]

Ristorante 

Il nostro ristorante si propone di offrire una cucina con prezzi accessibili ma di qualità utilizzando materie prime a Km 0 derivate da un'agricoltura, da un allevamento e da una pesca naturali (biologico, lotta integrata, no OGM, no mangimi industriali, ecc.), privilegiando rapporti di scambio a filiera corta o senza filiera e rispettando la stagionalità degli alimenti. 

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [RISTORANTE]

Presidio medico

Durante tutta la durata del festival abbiamo in funzione un presidio medico fisso all'interno di un container. Se sei un infermiere, un medico, un paramedico e vuoi collaborare a questa attività contattaci.


B per Bambino

Sei un animatore? Un educatore? Un genitore? Un giocoliere? O semplicemente ti piace giocare con i bambini?
Bene allora fai al caso nostro.
Anche quest’anno allo Sherwood Festival ci sarà lo spazio giochi per i più piccini e come sempre abbiamo bisogno di persone o gruppi che abbiano voglia di passare delle serate a divertirsi in loro compagnia.
Ci serve la tua voglia di giocare ma anche le tue proposte di spettacoli, intrattenimenti o laboratori da fare insieme a noi al "B per Bambino".
Nota Bene: se sei uno studente ti può anche venir riconosciuto come tirocinio.

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [B per Bambino]


Polisportiva San Precario

Torna anche per questa edizione lo spazio a cura della Polisportiva San Precario.
Se sei un appassionato di attività sportive e hai voglia di collaborare sei il benvenuto!

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [San Precario]


Allestimenti

Sei un artista? Hai delle installazioni che vuoi esporre? Vuoi esprimere la tua creatività? Mandaci la tua proposta…

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [Allestimenti]


Promozione eventi

Vuoi distribuire i flyers dello Sherwood Festival 2012 nella tua città? Nel tuo quartiere? Nella tua università?
Contattaci per averli e per darci una mano a distribuirli. Puoi anche contribuire alle promozione sul web (Facebook, Twitter e altri social media)

Invia una mail con i tuoi dati a collabora@sherwood.it mettendo come oggetto: [Promozione]

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Sherwood Festival '13: tutte le interviste Open stage]]>

18 giugno

2 luglio

9 luglio

13 giugno

19 giugno

20 giugno

27 giugno

4 luglio

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Sherwood Festival '13: tutti i live second stage]]>

19 giugno

27 giugno

2 luglio

4 luglio

9 luglio

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Sherwood Festival '13: tutti i live main stage]]>

12 giugno

14 giugno

15 giugno

16 giugno

21 giugno

22 giugno


28 giugno

3 luglio

5 luglio


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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Martedì 9 Luglio 2013 - Sherwood Festival 2013]]>

Martedì 9 luglio

Serata davvero ricca di appuntamenti rivolti all'arte nelle sue molteplici forme: si comincia con Nordest Boulevard. Silvia Gorgi ci presenta un interessante progetto di comunicazione: Casadoro Fungher. Ospiti Tommaso Cardone, Gianluca Ruocco Guadagno, Francesca Fungher ed Elena Casadoro.

Momo intervista Roberto Dell'Era, in arte Dellera, che suonerà con i The Judas. Alla buona riuscita contribuisce Carlo Vitelloni, che resterà in studio a co-condurre assieme a Ivan l'intervista a Michele Zerocalcare; subito dopo una "session" in libreria con il fumettista.

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<![CDATA[Domenica 7 Luglio - Sherwood Festival 2013 ]]>

Domenica 7 luglio, un'intera giornata all'insegna della musica Hip Hop e tutte le sue convergenze, molte volte mezzi per riappropiarsi della proprià identità, dei dirtitti e della libertà.

Il workshop "L'arte del mcing nel suo habitat naturale: la strada" con Max 'Mbassadò ha aperto la quarta domenica di Sherwood Festival 2013.

Si sono svolte le travolgenti Freestyle Battle, dove sono state sfoderate le rime più inaspettate, si sono scoperti dei nuovi talenti di quest'arte e dove il pubblico si infuocava ad ogni tipo di provocazione, sembrava davvero tutto in tipico american style.

Hanno preceduto e seguito Dj Set con Move On Fam! Showcase, Dj Plaku, Dj Linch, Dj PinZee.

Come contorno a questa quarta edizione dell' Hip Hop Day, si sono svolte esibizioni di Breakdance, Writing, Skateboarding e Ballo Hip Hop.

In openstage serata dedicata alla Tunisia, a due anni dalla primavera araba. All'incontro, Libertè et Democratie, hanno preso parte Slim Ayedi - giornalista, cyber attivista, Darin Adibi - attivista della Voix d'Eve, Liù Fornara - GVC, Damiano Duchemin - YaBasta, Domenico Chirico - Un ponte per.

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<![CDATA[Lunedì 8 Luglio - Sherwood Festival 2013 ]]>

E' tornato a Sherwood, il lunedì, l'ultimo lunedì di Sherwood Festival 2013 dei dibattiti.

In Web Tv la serata è stata introdotta da Giuliana Beltrame e Roberto Marinello che hanno parlato di sanità e di come viene gestita tra l'Europa, l'Italia e Padova.

Dopo cena gli spettatori si sono riversati nel Second Stage, dove si è tenuto il dibattito condotto da Beppe Caccia con Toni Negri, sono state affrontate tematiche quali : gli imperi nella crisi globale, le insorgenze sociali dei Brics e il nodo Europa.

Si può dire che questo lunedì 8 luglio sia stato, il giorno conclusivo per la riflessione sulle tematiche che trattano di sociale, giustizia e diritti, ma sicuramente non l'ultimo per continuare a sensibilizzare le persone su questioni che coinvolgono tutti.

 

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<![CDATA[Report dell'Assemblea di Movimento]]>

Per un autunno di movimento.
Per un anno di ribellione nello spazio euro mediterraneo.
Per le coalizioni sociali.

Report ai naviganti in movimento dalla Foresta di Sherwood.


Non si deve andare in chiesa se si vuol respirare aria pura



Domenica 7 luglio 2013 ha avuto luogo l'assemblea di movimento proposta dallo Sherwood Festival; centinaia di attivist@ dei centri sociali e compagn@ dei movimenti sociali hanno partecipato ad evento che ha visto decine di interventi e la volontà comune di scrivere un'agenda di lotta che abbracci senza soluzione di continuità territori locali e l'intero spazio politico transnazionale che intendiamo oltre e contro i confini della vecchia Unione Europea e che vogliamo abbracci le coste mediterranee dell'Africa e le sponde est della Turchia.

Questa scelta di campo ci permette di definire il territorio politico partendo dalle lotte e dai conflitti che proprio in questi estremi – e non “periferie” perchè la cartografia delle rotte che ci interessano è baricentrica nei conflitti, non è la riproduzione della geografia istituzionale- sono stati e sono tutt'ora massivi, a volte costituenti e ci impongono un salto di qualità nella loro lettura.

L'assemblea ha evidenziato la necessità di una rottura di avanti nella ricerca politica che evidenzi i nessi indissolubili tra sviluppo del capitalismo - che è sempre una relazione conflittuale tra lavoro sociale e capitale ed in nessun caso un freddo ed oggettivo stato d'essere economico - la composizione tecnica di classe e la forma politica dei movimenti soprattutto ove essi esprimono potenza costituente.

In questo modo è possibile notare la differenza di qualità tra quanto avviene, ad esempio nelle strade incendiate di Istanbul od in queste settimane al Cairo o le grandi mobilitazioni sociali in Brasile durante la Confederation Cup ed il non essere, almeno secondo una metrica quantitativa, dei conflitti sociali all'interno dell'Unione Europea.
La crisi, è stato introdotto fin dall'inizio della discussione, è generale, ma è del tutto differente nei suoi punti di applicazione se osserviamo le sue tendenze in una prospettiva globale tant'è che dovremmo sempre associare alla parola “crisi” le declinazioni di “trasformazione” per evidenziare lo spostamento dei processi di valorizzazione ed accumulazione nel ciclo lungo e globale dell'economia-mondo e della mutante divisione internazionale del lavoro.

Infatti, al declino economico europeo fa da contrasto la crescita dei Brics, al tramonto del secolo dell'egemonia politica e militare nordamericano -un tempo descritto dalla teoria degli imperialismi- segue progressivamente la crescita della centralità cinese ed asiatica che pare inaugurare un nuovo paradigma per le relazioni tra isole imperiali, interno alla tecnostruttura del finanzcapitalismo e che per certi versi ricorda più la lex mercatoria del XVII secolo che lo scontro, anche guerreggiato, tra imperialismi del XX secolo.

Affrontare fino in fondo lo spazio politico transnazionale impone di discutere con franchezza nei movimenti sociali come stiamo insieme, come costruiamo dal basso la nuova grammatica dei conflitti, come organizziamo in maniera efficace e collaborativa la redazione dell'agenda.
Agora99 a Roma nell'autunno e le giornate di Blockupy nei primi mesi dei 2014 contro la nuova EuroTower che saranno organizzate dalla coalizione tedesca di certo sono due appuntamenti ai quali scegliamo di partecipare e di contribuirne alla preparazione e riuscita.

In maggio avranno luogo le elezioni europee, ed è, ad oggi, giusto riconoscere la non novità dell'offerta politica ed attendersi un generale atto di sfiducia denotato da un alto astensionismo. Quale può essere la riformabilità dell'istituzionalità europea? Come è possibile ancora pensare che esse siano attraversabili da processi di innovazione democratica?
Forse, ed è un interrogativo politico che riguarda tutti e tutte, dobbiamo rilanciare la critica senza quartiere alla rappresentanza senza democrazia. Alle raus!, dunque. Apriamo il dibattito.
Un piano parallelo della discussione ha messo a tema i conflitti per i beni comuni ed i processi di costruzione della Costituente che è importante soprattutto nell'incrocio tra dispositivi territoriali che sappiano federare comitati, movimenti e esponenti del diritto critico in un piano di lotta comune contro le grandi opere e l'espropriazione della risorsa ambientale.

Non vi può essere un partito dei beni comuni; c'è invece l'esigenza ed un enorme spazio politico per la costruzione di movimento federato e coalizzato sul tema dei conflitti per i beni comuni e per una battaglia generale nel campo della scienza giuridica per sottrarre i commons dall'istituto della proprietà, statale o privata che sia, alla loro finanziarizzazione e per ottenere un'ampia e generale amnistia per i reati afferenti le resistenze per i beni comuni.
Anche per continuare questa importante discussione saremo al campeggio dell'Amiata del Forum dei movimenti per l'Acqua ed già in autunno a Parma avranno luogo iniziative contro la governance finanziarizzata delle aziende ex municipalizzate e contro l'inceneritore.
La terza parte dell'assemblea si è concentrata sui centri sociali, sulla novità dei nuovi spazi conquistati nei territori, sulla composizione di movimento che ne costituisce la soggettività.

E' molto importante riconoscere e mettere ad evidenza come essi hanno avuto flussi di giovani e giovanissimi, spesso studenti delle medie-superiori, che hanno dimostrato una disponibilità al conflitto ed una libertà nel viverlo del tutto straordinaria. Nuove generazioni in nuovi spazi sociali che fanno da contrasto alle generazioni universitarie e post-universitarie che da qualche anno non esprimono più movimenti ampi e generali che sappiano riaprire la partita sul loro futuro.
I compagni e le compagne di ZTL hanno proposto un appuntamento a settembre a Treviso per ragionare e mettere in comune esperienze e soggettività dei centri sociali ed al quale invitiamo tutti i nuovi centri sociali occupati, così come quelli già esistenti nei territori.

Forse proprio questa meravigliosa anomalia italiana può fornirci gli occhiali adeguati per riprendere l'iniziativa sul tema del reddito di cittadinanza, che non va delegata ai pantani dell'iniziativa parlamentare al tempo della Grande Coalizione, ma va intesa fino in fondo come una categoria politica generale e complessiva per la riappropriazione di quote della ricchezza sociale e socialmente prodotta.
Spetta a noi il diritto/ dovere di prenderci il reddito che ci spetta e questo reddito lo immaginiamo anche in termini non monetari: quando occupiamo un centro sociale stiamo lottando per il reddito.

L'assemblea ha valorizzato le grandi lotte del ciclo della logistica che quest'anno hanno dimostrato fattivamente come sia possibile organizzarsi ed organizzare in modo nuovo ed originale il lavoro sul posto di lavoro ed nelle mille contraddizioni che ha la vita precaria -ad esempio sul nodo fondamentale del diritto all'abitare- senza essere un sindacato nazionale, ma sperimentando a 360° le possibilità del biosindacalismo.
Abbiamo contribuito ad attivare e stiamo organizzando un vero e proprio ciclo di lotte sulla logistica che ha imposto l'apertura di tavoli di negoziazione aziendale sui temi dell'orario, del salario, dell'agibilità sindacale a colossi come Bartolini, GLS, SDA.
L'assemblea ha condiviso l'importanza e l'esemplarità dell'esperienza delle Officine Zero a Roma dove si sta costruendo una grande esperienza di resistenza laboratoriale lasciato nella fabbrica ex RSI.

Siamo convinti che queste sperimentazioni ci offrano la possibilità di conflitti sociali nuovi e di connettere la battaglia per il reddito, appunto, con la conquista di diritti sul posto di lavoro e inventando creativamente le strategie di resistenza, di connessione mutuale, ri/combinazione degli spazi liberati dalla crisi e che possiamo mettere a nuovo valore sociale con dispositivi di lotta e cooperazione sociale di nuovo tipo.

Infine, i compagni e le compagne No Dal Molin hanno annunciato la manifestazione del 7 settembre contro la base militare, per continuare la battaglia per un territorio senza basi di guerra e senza servitù militari.


Il futuro non è scritto, ci muoviamo in #movimento.

Dallo Sherwood Festival, domenica 7 luglio 2013.

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Venerdì 5 Luglio - Sherwood Festival 2013]]>

Grande serata di musica quella di venerdì 5 luglio a Sherwood Festival 2013. La giornata è cominciata nel salottino di Sherwood WebTv.

Paola Tellaroli ha presentato il libro "101 cose da fare a Padova almeno una volta nella vita" (Newton Compton). Successivamente c'è stata l'intervista a due dei protagonisti del concerto in programma: Massimo Zamboni e Francesco Magnelli. Dopo la serata si è spostata sul Main Stage. Ad aprire è stato Alessandro Grazian, poi è stata la volta degli ex-CSI, Zamboni, Magnelli, Giorgio Canali e Gianni Maroccolo. Con loro sul palco sono comparsi anche ospiti del calibro di Nada, Angela Baraldi ed Enriquez della Banda Bardò.

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<![CDATA[Giovedì 4 Luglio - Sherwood Festival 2013]]>

Una serata decisamente attiva e ricca di contenuti per la Web Tv, che ha iniziato la diretta con la presentazione di "Io so' Carmela" una grphic novel di Alessia Di Giovanni.
Ospiti dello spazio anche Aurora D'Agostino (avvocato), con la quale si è parlato, assieme all'autrice del libro di violenza sulle donne.
A seguito il reading di Gianni Stoppelli sulla prefazione del libro che ha curato il padre di Carmela.

La Web TV si è dedicata anche al cinema, Silvia Gorgi ha aperto lo spazio dedicato, con il ritorno dello speciale sulla lunga notte del docu film, che ha visto nella prima parte protagonista "Nada mas que eso" di Giovanna Massimetti e Paolo Serbandini, ospiti anch'essi in studio.
Si è susseguito "A pezzi - Undead Men" di Alessia Di Giovanni; ospite in studio Diego Pagotto.

Dopo aver discusso di cinema e donne, in second stage, ci siamo gustati il live dei The Churchill Outfit.

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<![CDATA[Mercoledì 3 luglio - Sherwood Festival 2013]]>

L'apertura di questo mercoledì 3 luglio a Sherwood Festival 2013, ha visto come protagoniste le maschere; non delle maschere qualsiasi, ma quelle di Anonymous.
Infatti negli studi della Web Tv è venuta a presentare il libro "Anonymous - Noi siamo legione", l'autrice Antonella Beccaria assieme a Carlo Gubitosa, con i quali i conduttori Ivan Grozny e Marco Maschietto hanno cercato di fare un analisi approfondita sull'argomento.

Marco Biasio d ADDD (Sherwood.it) ha intervistato ai microfoni della Web Tv, Roy Paci, che ha presentato il progetto Corleone.
Roy ci ha parlato del profondo rapporto di stima e fratellanza con Don Gallo, recentemente scomparso.
Lusingati per la conclusione dell'intervista, ha poi ringraziato Sherwood Festival, per la formula anticrisi dei concerti ad 1 euro.
Ha seguito il live in mainstage del gruppo, fra sassofoni e trombette; insomma una moltitudine di suoni, colori ed emozioni sono stati trasmessi ai tanti spettatori.

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<![CDATA[Lunedì 1 luglio - Sherwood Festival 2013]]>

Lunedì 1 luglio è stato, come sempre, un lunedì di dibattito a Sherwood Festival 2013.

Ospite in studio Luca Tornatore, ricercatore triestino, che ricorda la figura di Margherita Hack.

Contro il privato e oltre il pubblico, un nuovo paradigma del comune prende corpo nel rapporto tra i giuristi della Commissione Rodotà e i movimenti sociali. Prende forma sul second stage con un pubblico di più di seicento persone l'incontro pubblico ospitato da Sherwood Festival a Padova della costituente per i beni comuni, giunta alla quarta tappa del percorso iniziato lo scorso aprile.

Quasi venti interventi, a partire da quelli del giurista Ugo Mattei e del Teatro Valle occupato che hanno presentato la proposta della costituente, hanno espresso la condivisione di un innovativo spazio pubblico di confronto, caratterizzato dall’incontro inedito tra i docenti che avevano, a suo tempo, animato la Commissione Rodotà per la riforma del diritto civile, e l’eterogeneo insieme di spazi sociali e culturali occupati, movimenti, associazioni e comitati che si battono per la difesa e la conquista dei “beni comuni”.

L'obiettivo è tradurre, attraverso il continuo scambio di saperi e pratiche, le rivendicazioni quotidianamente espresse da intere comunità che si battono per tutelare e riappropriarsi di beni comuni quali ambiente, cultura e reddito, nel riconoscimento di nuovi diritti e nella conquista di più avanzati livelli normativi. Obiettivo tanto più rilevante, nel momento in cui si è aperto, sulla scena politico-istituzionale, un dibattito sulla riforma della Costituzione che rischia di avere carattere puramente regressivo, invece che essere occasione di reale innovazione.

Nel corso della serata è stato introdotto un ulteriore tema per i lavori della costituente: la necessità di affrontare anche il terreno del diritto penale, oltre quello civile e ambientale, in modo da elaborare proposte normative che siano in grado di tutelare e di sottrarre alla logica dei Tribunali chi, battendosi per l'affermazione dei beni comuni, è costretto nelle proprie pratiche di lotta a rompere la legalità data, dal riconoscimento del principio di "non offensività" a quello del "diritto di resistenza".

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Il momento pubblico serale è stato preceduto, nel pomeriggio, dal confronto tra centocinquanta attivisti di movimenti e comitati del Nordest e un gruppo di operatori del diritto veneti, che hanno deciso di costruire un permanente laboratorio territoriale di dibattito ed elaborazione della costituente, cui tutte/i coloro che si battono per i beni comuni sono invitate/i a partecipare.

Nel Veneto infatti si vive con particolare intensità la contraddizione tra le continue aggressioni al territorio da parte di grandi opere (in essere o in progetto, dai “mostri galleggianti” che solcano la Laguna alle infrastrutture autostradali che attraversano l’intera regione) e servitù di ogni genere (da quelle militari come nel caso del Dal Molin e dell’intera provincia di Vicenza a quelle del terziario speculativo come per Veneto City), e la domanda di autonomia e riappropriazione della propria sovranità democratica, posta con forza dalle comunità locali. Ognuna di queste vertenze territoriali porrà così all'attenzione della costituente specifici temi giuridici: dalla riappropriazione comunitaria delle competenze sulle acque al superamento delle concessioni uniche alle lobby speculative per quanto riguarda Venezia, dalla segretezza dei trattati internazionali alla sottrazione di intere porzioni di territori per usi bellici per Vicenza, dallo smantellamento di tutta la legislazione "emergenziale" che giustifica attraverso gestioni commissariali l'imposizione di grandi opere alla disarticolazione della logica finanziaria del project financing per la Riviera del Brenta e molte altre aree, fino alla revisione di tutta la materia concernente lo sfruttamento delle acque nelle Dolomiti, per la produzione di energia elettrica così come per le necessità irrigue di una produzione agricola intensiva e monocolturale.

I due momenti della costituente dei beni comuni si sono conclusi con l'indicazione dei prossimi appuntamenti, già fissati e fatti propri da tutti i partecipanti: mentre a livello nazionale prosegue il lavoro "in sede redigente" della commissione dei giuristi, per il Nordest il laboratorio territoriale si ritroverà il prossimo 2 settembre a Vicenza (negli spazi del Festival No Dal Molin) e il 19 / 20 ottobre nel Bellunese per le iniziative intorno alla celebrazione della memoria della strage del Vajont.

Per info e ulteriori adesioni al Laboratorio Nordest della costituente dei beni comuni indirizzo email:

costituentenordest@eco-magazine.info

Di seguito la versione integrale del dibattito:

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Martedì 2 luglio - Sherwood Festival 2013]]>

Cultura e musica sono state le grande protagoniste della giornata di martedì 2 luglio a Sherwood Festival 2013.

Nel corso del giorno abbiamo potuto assistere ad un workshop a cura dei ragazzi del centro culturale Macao. Il tema è stato "Social media e comportamenti digitali", ossia come rendere virale un messaggio in rete.

In serata i ragazzi di Macao hanno anche presentato "Macao, un anno di produzioni indipendenti", un resoconto della produzione di nuovi linguaggi e pratiche artistiche e relazionali.

Nel corso della diretta di Sherwood WebTv abbiamo potuto assistere alla seconda puntata di Nordest Boulevard con Silvia Gorgi. Ospite in studio Jacopo Amistani che ci ha parlato dell'iniziativa Bottega 21, progetto volto al recupero della filiera della canapa tessile.

In serata è stata poi la volta del concerto del giorno. Sul Second Stage si sono esibiti Miss Chain and The Broken Heels che hanno entusiasmato i presenti con un live energico, intenso e dal retrogusto western.

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<![CDATA[Domenica 30 giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Domenica 30 giugno, il giorno del riposo, ma non per noi, che continuiamo a sfoderare contenuti e sempre tantissime novità culturali.

Sport alla Rovescia e Fùtbologia hanno presentato "Le rivoluzioni sono anche fùtbologiche".
Si parla di calcio, e di come sia, Potere ma anche Cultura Popolare. Lo hanno analizzato, indagandone i singoli aspetti, ma senza perdere di vista il fatto che ciascuno di essi confluisce e compone un vasto, complesso e contraddittorio universo. La discussione è stata coordinata da Christiano Presutti, che ha ospitato nel salotto della Web TvLuca Di Meo, Ivan Grozny e Carlo Vitelloni.

Ad anticipare la serata dedicata al tango, nei nostri studi, ospiti Alberto Muraro e  l'autore Michele Balboni che ha presentato il suo libro "Il mio tango".

Si è svolta nell'arco della giornata l'iniziativa di protesta rivolta alla base Pluto di Vicenza, ai nostri microfoni, ce ne ha parlato Francesco Pavin del comitato No Dal Molin.

Spostandosi in Second Stage, accompagnati dalle musiche di Desorden Tanguero, si potevano scorgere moltissimi partecipanti alla serata dedicata, "Aire de Buenos Aires", moltituidine di suoni e danze spadroneggiavano nella pedana, preparata per l'occasione. 

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<![CDATA[Sabato 29 Giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Apertura cancelli ore 18.00, fiumi di giovani, occhiali da sole e zainetti. No, non è una gita scolastica... due palchi, i bpm aumentano, le prime gambette si muovono ed è festa alta, anzi ALTAVOZ. Si alternano Steffi, Andrè Galluzzi, Livity Sound System of Survival & many more..

Chi c'era, tanti, racconterà.

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ALTAVOZ . DE . DIA

Evento Internacional De Musica Electronica

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<![CDATA["La Via del Pepe" di Massimo Carlotto - Live Report]]>

Le vie del pepe sono ricche di avventure, ma tortuose, piene di pericoli.


Massimo Carlotto ce lo spiega trasportandoci in uno scenario reale, ma magico, reso ancora più speciale dalle melodie eleganti e affascinanti dei musicisti Maurizio Camardi e Mauro Palmas. È un racconto reale, ma allo stesso tempo etereo, mitico, senza tempo. Come la morte, uno dei protagonisti principali.


Amal è un giovane africano imbarcato su un peschereccio per raggiungere Lampedusa, la speranza. Ma il destino è dietro l'angolo.
C'è un naufragio, la nave affonda, muoiono tutti i suoi compagni di viaggio. Lui sopravvive. Il nonno, Boubacar Dembele, grazie anche all'azione magica dei grani di pepe che ha donato al nipote come talismano, lo tiene in vita distraendo la morte con la sua musica.


È la morte degli annegati che qui ha le fattezze, inconsuete e attraenti, di una enorme figura femminile modellata nell'acqua, tentazione quasi irresistibile per chi ha sofferto il deserto e il sole cocente del mare aperto.
Impossibilitata a svolgere subito il suo compito la morte inizia a dialogare con Amal e, prendendo spunto da quanto racconta il nonno alla luna in una conversazione che si svolge in contemporanea, vicinissima, ma distante migliaia di kilometri, inizia a narrare storie che ci portano sulle antiche vie del pepe.


Ci parla di Tobias, monaco germanico incaricato dal re d'Inghilterra di recuperare un prezioso carico di spezie perso nel porto di Palermo.
Ci parla di un garibaldino, trasferitosi in Tunisia a coronare il suo sogno: aprire un allevamento di maiali e vendere i prodotti ricavati. Facendo successo, perchè le sue carni sono condite con le spezie più pregiate.
Le storie sulle vie del pepe sono tante. Come dice la morte stessa, poche altre cose l'hanno fatta lavorare tanto.


Alla fine sembra dover arrivare la fine anche per Amal. L'antica legge per cui un uomo ha il diritto di vivere dove lo porta la via del pepe non vale più. Viene trascinato in fondo al mare, insieme agli altri morti, ormai dimenticati dal resto del mondo anzi, mai esistiti per il resto del mondo. È ancora il nonno però a salvargli la vita. Un incantesimo, scaturito dai grani che Amal teneva con sè, fa apparire Boubacar che può rivedere il nipote per l'ultima volta e salvargli la vita sacrificando la sua.


A quel punto la storia, come Carlotto stesso ci spiega, ha una svolta da "uomo bianco". Amal viene recuperato, tratto in salvo, ma nessuno crede alla sua storia, perchè è troppo inverosimile, troppo poco razionale, troppo africana. Viene rimandato nel suo continente, in un posto qualsiasi, tanto è tutto uguale.


Ma il punto non è questo. Il punto è che nella vita siamo costretti a percorrere tante vie del pepe, ad affrontare e vivere tante disavventure. L'importante è rimanere ancorati a ciò che si è, ma guardando avanti. Anche se si è su un peschereccio che sta per affondare, anche se si viene respinti dall'ignoranza. Basta avere speranza. Che in arabo, guarda un pò, si dice amal.

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<![CDATA["Perché le rivoluzioni sono anche fùtbologiche"]]>

Il calcio è sempre sia Potere che Cultura Popolare. Noi possiamo analizzarne, indagarne singoli aspetti, ma senza perdere di vista il fatto che ciascuno di essi confluisce e compone un vasto, complesso e contraddittorio universo.

Nelle dinamiche globali il pallone è tangente a tutti gli ultimi fenomeni di rivolta, vuoi “Rivoluzione”, che non sono solo semplicemente legati alla “Crisi”. In alcuni casi esso è fattore scatenante, in altre veicolo, opportunità e circostanza. O tutte queste cose a un tempo. Non serve altro a spiegare che il pallone ci offre una magnifica occasione di analisi. Nel caso del Brasile è ancora più evidente.

Domenica, tra una finale e l’altra, facciamo due chiacchiere a cavallo delle contraddizioni. Perché questi eventi non hanno una sola interpretazione e un solo significato. Ma sono possibili interpretazioni. E significati ne hanno. Comunque il pallone c’entra.

coordina

Christiano xho Presutti

con

Luca Di Meo (Wu Ming 3)

São Pedrinho_

Ivan Grozny (Sport Alla Rovescia)

con la partecipazione di

Carlo Vitelloni (Sherwood.it)

 

Dalle 22:00

"Ser Campeão é Detalhe"

Storico documentario dedicato all'esperienza di Socrates e i suoi compagni al Corinthians: la Democracia Corinthiana, periodo che ha segnato indelebilmente la storia brasiliana. Non solo del calcio. Per la prima volta sottotitolato in italiano.

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<![CDATA[Incontro tra realtà di movimento - Sherwood Festival 2013]]>

Invito a un incontro tra realtà di movimento, promosso da Sherwood Festival,

DOMENICA 7 LUGLIO a Padova

L’anno, che ci lasciamo alle spalle, è stato ricco di eventi e di esperienze, che ci hanno e che abbiamo attraversato. La sua conclusione è illuminata dal risveglio sociale dei paesi del BRICS, dalle insorgenze che hanno portato nelle piazze della Turchia prima e del Brasile poi milioni di donne e uomini, giovani soprattutto, a ribellarsi contro l’ordine costituito, a porre con forza le questioni della difesa dei beni comuni, della conquista di spazi nuovi di libertà e democrazia, della giustizia sociale, attraverso la ridistribuzione della ricchezza prodotta, in mercati caratterizzati dallo sviluppo tumultuoso degli ultimi anni.

E’ la conferma del fatto che siamo vivendo un’epoca di rivoluzioni, sia sul versante delle metamorfosi che investono le forme del dominio del capitale e del suo comando politico, sia sul versante dei cambiamenti che si producono e che potrebbero prodursi “dal basso”. E’ la conferma che, se la crisi è generale e globale, nondimeno i suoi effetti sono profondamente differenziati nelle diverse aree regionali del pianeta. E che, se niente sarà più come prima, è a un enorme processo di ristrutturazione capitalistica che stiamo assistendo, tale da comportare una ridefinizione dei rapporti di forza tra le classi così come un riassetto dei poteri su scala mondiale.

E’ perciò un’epoca che crediamo debba essere, fino in fondo, vissuta con la passione militante per la conoscenza e la comprensione di quanto sta succedendo e con il desiderio di essere attivi protagonisti nella trasformazione radicale della realtà esistente. Ci abbiamo provato e ci proviamo quotidianamente, cercando di coniugare un approccio realistico alla continua, materialistica reinterpretazione di ciò che accade, e uno sforzo permanente nella forzatura soggettiva dell’orizzonte.

In quest’ultimo anno ciò ha significato l’internità alle mobilitazioni degli studenti medi che, per la prima volta da diverso tempo a questa parte, hanno mostrato una rinnovata disponibilità generazionale al conflitto per il cambiamento. E l’impegno alla costruzione di una giornata potentemente allusiva, come è stata quella del 14 novembre scorso per diffusione, capillarità e radicalità, nella prospettiva dello sciopero sociale, generalizzato e su scala continentale.

Ma anche la capacità di osservare e leggere, con lo spirito di chi era ed è estraneo al terreno della rappresentanza politico-istituzionale in crisi e, al tempo stesso, interessato a comprendere tendenze e modificazioni in atto nella governance, la lunga e interminabile campagna elettorale, e le conseguenti convulsioni partitiche che hanno segnato lo spazio nazionale italiano negli ultimi sei mesi. Per certi versi una vera e propria saturazione della sfera pubblica e mediatica, che ha pure contribuito a una sorta di sospensione delle dinamiche sociali nel nostro Paese.

Certo è infatti che, dall’autunno in poi, mentre si sono riprodotti e diffusi una pluralità di conflitti territoriali puntuali e significativi (dalle differenti battaglie sul concatenamento ambiente/salute/grandi opere/beni comuni, alle nuove occupazioni di spazi sociali, fino alla straordinaria esperienza di lotta operaia autorganizzata nel cruciale settore della logistica), sono mancati cicli di scontro sociale largo e diffuso che comportassero quella radicalità e quella tensione ricompositiva che sarebbero, oggi più che mai, necessari ad aggredire l’attuale gestione capitalistica della crisi, nella infinita riproposizione a spirale del micidiale mix tra politiche dell’austerity, demolizione del pubblico e appropriazione privatistica del comune, arricchimento smisurato delle oligarchie e declinante conservazione dell’esistente, che sembra ormai caratterizzare il contesto dell’Unione Europea.

Un contesto che abbiamo provato ad affrontare, convinti dell’urgenza di rielaborare le nostre stesse categorie analitiche, a partire dalla costruzione di quelle coalizioni soggettive che ci hanno portato al Forum sociale mondiale di Tunisi, così come a partecipare attivamente alle giornate di Blockupy a Francoforte, nel tentativo di definire a partire dal conflitto in termini innovativi lo spazio europeo-e-mediterraneo, quale scala minima di azione politica.

E’ appunto da queste prime acquisizioni che proponiamo a tutte/tutti le/gli interessate/i una discussione, libera in quanto non ipotecata da immediate ipotesi organizzative, intorno a tre nodi:

 - innanzitutto, quello che riguarda il nesso tra le lotte per i beni comuni (per noi la conquista di una più avanzata pratica del comune), il dibattito che si è aperto sulle riforme istituzionali e le modifiche da apportare alla Carta costituzionale (che rende evidente la tendenza a una cristallizzazione decisionistica e autoritaria degli attuali rapporti di forza sociali, in un rafforzamento delle funzioni esecutive dei poteri statuali) e la proposta della “costituente per i beni comuni”, articolata nell’inedita relazione tra il circuito critico dei giuristi e un insieme di eterogenee esperienze sociali;

 - in secondo luogo, quello che investe il nesso tra la rivendicazione del reddito di cittadinanza (a partire dalla sua maturità nel vivo delle presenti contraddizioni sociali, tra precarietà diffusa, politiche di austerity e demolizione del vecchio modello di welfare, una volta che si diano per superate le controversie accademiche sulla sua definizione e passata la sbornia fideistica in una sua concessione per via parlamentare, dopo la “rivoluzione delle urne” del M5S e il repentino sgonfiarsi del fenomeno), crisi irreversibile delle rappresentanze politiche e sindacali (tutte, anche quelle non concertative e “di base”, drammaticamente costrette a verificare nella realtà l’incapacità di presa strutturale delle proprie forme, d’organizzazione e di lotta, sul lavoro vivo nella crisi) e la conseguente urgenza di una ricerca pratica sulle forme nuove di “biosindacato”, nella sua intrinseca relazione con le dimensioni interamente socializzate e territorializzate della cooperazione produttiva e dello sfruttamento;

- infine, quello posto da una nuova ondata di occupazioni di spazi sociali, nelle metropoli così come nei piccoli centri, per una generazione che, dagli istituti superiori alle università, alle mille filiere dello sfruttamento del lavoro precario, si affaccia in sintonia con Gezi Park e San Paolo del Brasile sul terreno del conflitto, fino a configurare la necessità di una battaglia per il “diritto all’occupazione e all’autogestione” quale possibilità di esercitare praticamente una permanente rottura della gabbia della legalità imposta a difesa della miseria esistente.

Si tratta, come ovvio, di prime indicazioni, tutte da sviluppare. E che possono trovare ulteriori momenti di confronto nella proposta di diversi appuntamenti, da condividere assieme, a partire dal mese di settembre, come il Festival “No Dal Molin” a Vicenza, il rilancio della campagna contro l'inceneritore di Parma e la lotta contro la finanziarizzazione dei beni comuni, il meeting di Agorà99 a Roma o la proposta di un incontro degli spazi sociali ancora da definire. E’ con questo spirito e questa tensione, aperta e militante, che vi aspettiamo a Padova, con inizio alle ore 14 presso lo Sherwood Festival (area Park Nord – stadio Euganeo – uscita autostrada A4 Padova Ovest).

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<![CDATA[Venerdì 28 giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Semplicemente esilarante la serata di venerdì 28 giugno 2013, che ha ospitato nel main stage i MInistri, ormai assurti all'olimpo di quella scena indipendente italiana che piano piano rosicchia una fetta sempre più grande di pubblico alle banalità da "stadio". Ad aprire il live, i No Seduction, da sempre autoprodotti e fieri di esserlo, dal tempo della loro apparizione con un demo nel 2005. 

In Web Tv abbiamo aperto la serata con la presentazione del libro "L'Egitto a due anni dalla primavera" con l'autrice Claudia Galal.


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<![CDATA[Giovedì 27 giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Giovedi 26 giugno 2013, a Sherwood Festival, non abbiamo smesso di stupirvi.

A partire dall' intervista a Fabrizio Lorusso autore di Santa Muerte e di Le macerie di Haiti, diari di viaggo dell'autore, fra culture diverse, alla scoperta di nuovi mondi.

La diretta è poi proseguita con un approfondimento su quelle che sono le attività svolte durante l'anno dall'ADL: problematiche legate ai lavoratori della logistica , diritto all'abitare ecc.

Ci siamo trasferiti in second stage, ad ascoltare i Sycamore Ageun progetto giovanissimo che nasce all'inizio del 2010 dall'incontro tra Stefano Santoni (produttore artistico) e Francesco ChimentiLa musica dei Sycamore Age è in cerca di spiriti liberi da corrompere.




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<![CDATA[Mercoledì 26 giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Mecoledì 26 giugno, a Sherwood Festival il Palinsesto della Web Tv ha  visto alternarsi moltissimi ospiti provenienti dal cinema, dal mondo dello sport, dalla musica.

Tantissimi approfondimenti che hanno preceduto il live raggae di Mr.Robinson, Bom Chilom e i Boom Da Bash.
Verso i mondiali antirazzisti è stato uno dei tanti argomenti, a cura di Sportallarovescia.it, con l'intervento di  Carlo Balestri (Uisp).
Abbiamo poi presentato assieme a Fulvio Paglialunga, giornalista sportivo, il libro "Ogni benedetta domenica" che tratta storie di calcio e sociale.

Ivan Grozny ha intervistato Sir Oliver Skardy, che ci ha parlato della sua carriera musicale, dei progetti per il futuro, e del Venice Sunsplash.
Ha seguito il dibattito che prende il titolo di "Cinema in tempo di rivoluzioni".
Rivoluzioni che aprono spazi di cambiamento viaggiando di pari passo a chiusure, restrizioni e spinte conservatrici. Il cinema racconta questa società cosa ci consegna nel "tempo delle rivoluzioni"? Ospiti: Valerio Mastandrea attore, Andrea Segre regista, Giuseppe Battiston attore, Marco Pettenello sceneggiatore.

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<![CDATA[Report dell'incontro Talk Shot, la produzione dell'opinione politica tra televisione e web]]>

Il dibattito si è svolto lunedì 24 giugno 2013 allo Sherwood Festival (Park Nord Stadio Euganeo, Padova)

Il tema, assolutamente attuale, del rapporto tra democrazia, opinione pubblica e nuovi media, non ha lasciato indifferenti gli ospiti di questo dibattito: Carlo Freccero, che come lui ha subito premesso, tra le tante cose che ha fatto e continua a fare considera la più importante di tutte l’aver scritto l’introduzione alla traduzione italiana de “La società dello spettacolo” di G. Debord, non si è lasciato pregare.

Come anche del resto Sandrone Dazieri, che attraverso un intervento condito da una pungente ironia, ha fatto riflettere su quanto quello che stiamo vivendo, sia un mondo che nemmeno Blade Runner è stato capace di anticipare.

Un mondo però, che è fatto di territori, di “demografia” oltre che di democrazia, vera o limitata che sia. E’ stato Gianfranco Bettin, riportando il punto di vista esclusivo che può avere uno studioso della sociologia come lui che però si è dedicato per una vita al rapporto tra politica e autogoverno nel territorio, e che oggi affronta l’impegno amministrativo dall’assessorato veneziano dell’ambiente e della cittadinanza digitale, a tracciare un quadro del rapporto indissolubile, biunivoco e fortemente complementare, tra il mondo digitale e della virtualità aumentata, come può essere definito il campo nel quale oggi si formano relazioni ed opinioni, e quello della contraddizione materiale, della realtà oggettiva e radicata nelle forme di vita sociale urbana e modificata dalle grandi questioni contemporanee, una tra tutte la contraddizione ambientale.

Carlo Freccero ha condotto una vera e propria lezione sulla teoria dei media, incalzato dalle domande di Luca Casarini e stimolato dai contributi di Dazieri e Bettin. Ma si è trattato di una lezione alla sua maniera, fuori da ogni formalità accademica e dentro fino al collo invece all’urgenza collettiva di comprendere ciò che accade e perché. Uno sforzo teorico il suo, animato da passione civile e politica, e da una qualità ormai rara tra coloro che insegnano, e che forse fa la differenza tra un “professore” ed un “maestro”: la curiosità, grande antidoto ai limiti posti dall’ideologia e motore di una ricerca piena, che permette di coniugare ciò che è stato già detto e già scritto da altri, con quello che direttamente si sperimenta di persona.

La restituzione, ad un pubblico numeroso ed attento, è stata un dibattito interessante, che ha provato a condividere una visione che non appartiene al classico “pensiero di sinistra”, ma anzi è sicuramente parte di quell’eresia concettuale ed analitica che contraddistingue il pensiero critico di un’altra sinistra, quella che si sente più a suo agio nel camminare più in basso, a livello delle strade e delle piazze rese agitate dai movimenti.

Iperdemocrazia, televisione, web, piazze, formazione dell’opinione e ancora rapporto tra opinione e azione, tra forma dei media e contemplazione passiva e subordinata: tutti temi toccati durante questa serata, che naturalmente aprono mille spunti per proseguire l’approfondimento. Ed è infatti il senso del grande punto interrogativo con il quale proprio Freccero ha concluso: non un segno di impotenza, ma la sottolineatura che ciò che ancora non è scritto bisogna cercarlo insieme. 

Luca Casarini

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<![CDATA[Martedì 25 giugno - Sherwood Festival 2013]]>

La grande protagonista del 25 giugno a Sherwood Festival 2013 è stata...la pioggia! Noi comunque non ci siamo fermati.

Su Sherwood WebTv abbiamo avuto l'appuntamento con Silvia Gorgi e il suo Nordest Blvd. Si è parlato di arte contemporanea ed è stato presentato il progetto Settima Onda_Padova di Aurora Di Mauro. Con lei in studio anche gli architetti Davide Pesavento ed Edoardo Gamba che ci hanno parlato delle ristrutturazioni che Aurora ha commissionato loro e delle installazioni che alcuni artisti hanno creato per la casa. Lo scopo è farla diventare uno spazio relazionale e culturale. Nel corso dell'intervento è stato anche trasmesso un video di presentazione del progetto del regista Marco Zuin.

La serata è poi proseguita nell'Open Stage per lo spettacolo teatrale "La Via del Pepe - I mercati del Mediterraneo" di Massimo Carlotto. Aiutato dai musicisti Maurizio Camardi e Mauro Palmas, lo scrittore padovano ci ha trasportato in un racconto magico ed etereo sul destino, sulla cultura, sull'integrazione e sull'accoglienza. Un viaggio per le antiche rotte dei mercati delle spezie che non ha mancato di emozionare tutti gli spettatori.

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<![CDATA[Lunedì 24 giugno - Sherwood Festival 2013]]>

I lunedì di Sherwood Festival 2013 sono dedicati ai dibattiti e il 24 giugno non ha fatto eccezione.

La serata si è aperta con la diretta di Sherwood WebTv. Ai nostri microfoni sono intervenuti alcuni dei protagonisti della discussione in programma. Carlo Freccero, saggista e direttore di RAI4, ci ha parlato di televisione e comunicazione. Sandrone Dazieri, scrittore e blogger, ci invece dato una visuale sul mondo dell'editoria dei giorni nostri.

In Second Stage è stata poi la volta di Talk Shot, il dibattito moderato da Beppe Caccia. Oltre a Freccero e Dazieri è intervenuto Gianfranco Bettin, assessore del Comune di Venezia. Argomento è stata la produzione dell'opinione politica attraverso la televisione, la rete e tutti i nuovi media che essa propone.

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<![CDATA[Domenica 23 giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Domenica 23 giugno è stata la giornata di Slam X a Sherwood Festival 2013. La rivoluzione degli ingranaggi ha visto alternarsi sul Second Stage (e negli studi di Sherwood WebTv) musicisti, scrittori e fumettisti, in sinergia per creare letture, musiche e visioni.

La serata ha visto i contributi dei musicisti Max Collini (Offlaga Disco Pax), Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori), DUTCH (Massimo Tackenza), Max Mbassadò, Frank Nemola, Davide Sospè Tantulli, Rotorvator, Giovanni Truppi.

Grandi nomi anche tra gli scrittori: Vincenzo Costantino "Cinaski", Lorenzo Fe, Marco Philopat, Alberto Prunetti, Andrea Scarabelli, Francesco Targhetta, Lello Voce, Wu Ming 3, Alessandro Burbank.

I quattro fumettisti erano invece Andrea Bruno, Claudio Calia, Moz_aka_Officinainfernale e Sara Pavan.

Nel corso della serata c'è stato anche il primo appuntamento col Terra di Tutti Film Festival a cura di GVC e Associazione Ya Basta!. In particolare è stata la volta di "Con la Palestina nel Cuore", evento in cui è stato possibile ascoltare esperienze reali di resistenza all'occupazione israeliana.

Sono intervenuti Ronnie Barkan, attivista israeliano degli "Anarchici contro il muro", Bassima Awad, presidente della Comunità Palestinese, Stefania Piccinelli, coordinatrice TTF, Fulvio Renzi e Luca Incorvaia, produttori e registi di "Restiamo Umani - The reading movie" (2013).

Subito dopo è stato possibile assistere alla proiezione del film "5 Broken Cameras" di Emad Burnat e Guy Davidi


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<![CDATA[Sabato 22 Giugno - SherwoodFestival 2013]]>

Sabato 22 giugno, SherwoodFestival 2013.

Un Sabato ricco di musica, Davide Vettori, Motel Connection e un coinvolgente fine serata in secondstage con The Frag.

Rigustatevi la serata con i video della webtv.

Intervista Davide Vettori

Intervista ai Motel Connection

Motel Connection Live

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<![CDATA[Wires to: un venerdì all'insegna della musica indipendente]]>

Venerdì 21 Giugno. Un venerdi all'insegna della musica indipendente.

Il progetto Wires To non poteva mancare allo SherwoodFestival 2013.

Numerose le band che si sono esibite .

Rigustatevi i video della WebTV!

Intervista a WU MING 2

The White Mega Giant - Live

C+C=Maxigross - Live

Wu Ming 2 - Live Sherwood

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<![CDATA[Mercoledì 19 Giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Mercoledì 19 giugno a Sherwood Festiavl 2013 abbiamo ospitato una delle tante date del Radar Festival.
Tre gruppi che hanno condiviso lo stesso palco: hanno aperto la serata i Dumbo Gets Mad, successivamente abbiamo ascoltato gli M+A, con la attesissima conclusione del gruppo australiano degli ormai consacrati Civil Civic.

In studio ospiti Laura Landi e Giovanna Selis autrici del documentario "Le lesbiche non esistono". Una produzione dal basso che si interroga sulla visibilità delle lesbiche in Italia, prendendo avvio da un titolo provocatorio.

Abbiamo iniziato immediatamente la serata con Francesco Zoletto, fotografo, che ci ha illustrato i migliori scatti della giornata.

L'intervista ai Dumbo Gets Mad, psych-rock duo di Reggio Emilia nata nel 2010, che ci hanno raccontato i loro progetti.

M+A ospiti negli studi di Sherwood.it intervistati da Ivan Grozny. Svelano il loro percorso artistico.

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<![CDATA["Lost in Veneto" di Loris Contarini e Massimo Carlotto - Live Report]]>

Che cosa vuol dire essere veneti?

Il teatro, da sempre, ha la capacità di porre domande a cui spesso prova a dare anche delle risposte. Il quesito che aleggia su "Lost in Veneto", lo spettacolo che ha aperto la serie di appuntamenti teatrali di Sherwood Festival 2013, è di sicuro spinoso e attuale.

È lo spaesamento il vero protagonista. Viene evocato già dalle battute iniziali, dall'estratto del vigoroso, tremante e viscerale Amleto vicentino di Luigi Meneghello.

È un gioco di parallelismi, di angosce che si somigliano, di incertezze sul cosa si è e sul cosa fare.

L'apertura sheaksperiana è doppiamente emblematica e allo stesso tempo paradossale. Amleto, principe di Danimarca e dei dubbi esistenziali, ben si presta ad essere il simbolo della mancanza di certezze. La sua trasposizione in un universo linguistico in cui non siamo abituato a collocarlo amplifica questa sensazione. Pure se quella stessa lingua è più o meno la nostra, quella che parliamo da sempre.

Che cosa vuol dire essere veneti?

La domanda ritorna e a quel punto Loris Contarini, protagonista e autore con Massimo Carlotto dello spettacolo, opta per la manovra diversiva. Prova a farci vedere cosa voleva dire essere veneti, quando non c'era la ricchezza, quando si moriva di fame, quando i migranti d'Europa venivano dalla Pianura Padana e non da posti con nomi più esotici.

Ci racconta la storia di un uomo ormai vecchio che ricorda la sua vita, segnata dalla miseria, dall'essere stato venduto dai suoi genitori per sconfiggere la fame di tutti, dall'aver girovagato. Senza una patria?

Le domande non si fermano, anzi si accumulano.

Cosa vuol dire essere veneti?

Si arriva finalmente al presente. Se fino a quel momento si era respirata un'atmosfera grave e sofferta, adesso qualcosa sembra rassenerarsi. In scena c'è un "veneto moderno". Ci da delle risposte, le risposte alle nostre domande.

Ma sono quelle giuste? Il suo monologo scivola via nel sorriso, nella risata, nella farsa. Quello che lui, l'orgoglioso padano dei giorni nostri, va predicando non può essere la risposta allo spaesamento perchè è esso stesso fonte di spaesamento. Parte dal lavoro, dall'onestà e via via slitta, si lascia attirare dall'esatto opposto, da quello di cui vengono accusati gli altri, i diversi, gli stranieri. Diventa altro anche lui.

I musicisti che accompagnano le parole di Contarini, Rachele Colombo e Paolo Valentini, sono bravissimi a sottolineare i momenti che si susseguono, ora con discreti sottofondi, ora con veri intermezzi musicali che irrompono nello spettacolo stesso. Contarini stesso è abilissimo ad accompagnare gli spettatori attraverso mondi e registri molto diversi tra loro.

La parabola del veneto moderno non si ferma e viene portata all'estreme conseguenze. Si passa ad altri esempi dell'assurdità e dell'illogicità di certe pretese, di certi modi di vivere e di richiamare le proprie radici. Il tutto diventa ancora più straniante perchè si tratta di fatti realmente accaduti, come l'assalto a Piazza San Marco da parte dei sedicenti Serenissimi del 1997.

Nel racconto di questo episodio lo spettacolo raggiunge la sua massima carica comica ma, allo stesso tempo, il suo massimo senso di straniamento. Nascosto sotto le risate che si prendono gioco di quell'impresa così scalcagnata, non ha mai smesso di serpeggiare e di ricordarci le domande iniziali.

Che cosa vuol dire essere veneti? Cosa fare adesso? Adesso che non c'è più il mondo che abitavamo, che la nostra lingua e la nostra cultura si contamina con altre che vengono da lontano, che il lavoro, il lavoro che c'ha reso quelli che siamo, inizia a scarseggiare, inghiottito dalle fauci della crisi.

Che fare? Dove guardare?

La risposta arriva dallo stesso posto dal quale sono partite le domande. Dalla cultura veneta e in particolare dalle parole di un altro grandissimo veneto, Andrea Zanzotto.

È il sublime l'unica cosa che può salvarci, la poesia, il teatro, l'arte gli strumenti coi quali non soccombere, la beltà il terreno dove le nostre radici possono affondare, salde, sicure, senza il rischio degli smottamenti dell'ignoranza e dei teatrini squallidi e farseschi.

Perchè siamo veneti. Ma ancor prima siamo umanità.

Al termine dello spettacolo il numerosissimo pubblico ha tributato ai tre artisti in scena un lungo e convinto applauso. Succede quando si riesce a toccare l'animo delle persone.

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<![CDATA[Merchandising Sherwood Festival 2013]]>

Le grafiche del merchandising di questa edizione sono state curate per noi da Alessandro Baronciani e No.Parking comunicazione.

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Presso lo stand puoi trovare:

Maglie uomo e donna

Felpe uomo con cappuccio

Felpe donna con zip

Coperte in pile

Shopper

Raffreda vino

Moleskine

Pallone da spiaggia

Poncho pioggia

Freesbe

Bracciali in lycra

Accendini

Spille e magneti

Posaceneri tascabili

Lacci porta chiavi

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<![CDATA[Martedì 18 Giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Martedi 18 Giugno Sherwood Festival 2013                                                 Un martedi di musica e tetro, con Lost In Veneto e il concerto in secondstage di Fabio Cinti e Paolo benvegnù.

Tra gli altri, ospite nello studio della webtv Matteo Righetto con la presntazione di "La Pelle dll'orso".

Rigustatevi tutto con i video della WebTV!

Ecco l'intervista a Fabio Cinti, Paolo Benvegnù e Lele Battista.

Intervista a Loris Contarini.

Presentazione di "La pelle dell'orso", a cura di Ernesto Milanesi.

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<![CDATA[Mercoledì 12 Giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Comincia lo Sherwood Festival 2013, tra le corse dello staff per gli accorgimenti tecnici e quelle delle band che tardano ad arrivare. Tanta musica, tanti ospiti sotto la tenda della Webtv, tante novità per un festival che conosce la crisi in un modo diverso dagli altri, e per questo ne parla.

Vorrei cantare insieme a voi in magica armonia. Ma ieri non c'ero. Mi piacerebbe però, cara Sherwood.it, rivedere cosa mi sono perso per rodere ciò che resta delle unghie. Grazie a Beppe questo è possibile.

Lodo e Bebo ci parlano dell'infinito tour di "Turisti della democrazia" e dello show che si apprestano a portare in scena per l'ennesima volta. Non sanno ancora quanto pubblico avranno di fronte in questa splendida e torrida giornata di giugno.

Pasta e Dariella parlano dei Kilometri sotto le loro suole e sotto quelle del furgone per portare in giro l'omonimo album, che consacra la forma-canzone degli Amari a una forma pop diversa, anche per il pubblico di sempre.

Andrea Ragona passa la palla in avanti, anche se a rugby è vietato, ad Ivan per parlare di un altro modo di vedere uno sport che, da sempre colonna portante della nostra regione, assurto ormai a moda del momento ha molto altro oltre l'ovale.

Stesso libro, differente foresta: Francesco Bommartini da voce agli operatori musicali che rilasciano dichiarazioni talvolta già prevedibili, altre volte scioccanti, altre ancora oscure. L'underground portato alla luce. Ossimoro?

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Hot shots è il nome con cui simpaticamente Sherwood Foto, più che una parodia del giorno, realizza una parata. Stessa radice per un albero di immagini completamente diverso, giorno dopo giorno, sera dopo sera, amnesia dopo amnesia.

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<![CDATA[MusicRaiser - Pillole in Rete]]>

In sette mesi di attività più di 325.000 euro erogati agli artisti, più di 123 progetti di successo e più di 3000 visite giornaliere.

Questo è a conti fatti MUSICRAISER, una piattaforma di CROWDFUNDING interamente dedicata alla musica.

Cosa vuol dire crowdfunding? letteralmente finanziamento dalla folla in pratica è una raccolta fondi che avviene online per mezzo e tramite una rete di contatti. Musicraiser è un sito dove i musicisti e tutte le figure che lavorano nel mondo musicale, posso caricare un progetto e in due mesi di tempo realizzare una raccolta fondi per vedersi concretizzare il proprio sogno.

Pillole in Rete, a cura di Miriam Rebesan, è una rubrica per descrivere tutti questi progetti.

Gli Amanti: Il loro nuovo disco sarà realizzato su Nastro grazie al crowdfunding. Nascono a milano nel 2011 e pubblicano un EP omonimo nel 2012. Rock.it scrive della loro musica: "una canzone immediata, intensa e originale, italiana nella sostanza e internazionale nella forma".

I Libri in Rivolta quest’estate la vogliono passare lavorando sul mix, il mastering, l’artwork e la stampa di copie fisiche da accompagnare all’uscita digitale con l’obiettivo di avere il disco pronto per l'autunno 2013.
Sono un collettivo musicale, che parte da libri,musica,film amata e momenti di vita non troppo nascosta.

Collettivo Ginsberg: Asa Nisi Masa è un progetto musical-letterario fuori dai generi che fonde solide radici musicali e del territorio con una genuina cuoriosità sonora internazionale. "Esordio strabiliante, straniante e improvviso"(RockOn).

I Meganoidi volgliono rivivere 15 anni della loro storia con un evento Live, ma anche "i supereroi" hanno bisogno di un aiuto dalla community. Se fate l'azzardo da veri fan, potete puntare ad un featuring con uno o più artisti del gruppo!

Gianni Maroccolo pensava a un disco d'addio che sta diventando invece
l'album della sua rinascita artistica in cooperazione con Claudio Rocchi.
Sonorità psichedeliche, elettronica con inseriti elettroacustici e parole cantate, preservate con un esperimento di finanziamento "dal basso" senza discografi, senza marketing e distribuzione, insomma senza intermediari.
Anche questo è crowdfunding.

Lapingra: un progetto dalla doppia anima, dodici canzoni e dodici videoclip che raccontano una storia d'amore in grado di cavalcare diverse epoche storiche e mondi.

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<![CDATA[Lunedì 17 giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Lunedì 17 giugno 2013, a Sherwood Festival 2013 situato al Park Nord dello Stadio Euganeo, abbiamo aperto la serata con un'intervista ad Herman Zed e Gianluca Morozzi, autori del libro "Lo scrittore deve morire" ed un'intervista a Laura Liberale autrice del libro "Madreferro".

Senza nulla togliere alla musica che ci accompagnerà nelle serate del weekend, in questò lunedì ci siamo concentrati sulle interviste e i dibattiti; dibattiti dal titolo "TEMPO DI APOCALISSE, TEMPO DI RIVOLUZIONE", iniziati con Domenico Chionetti e la Comunità di San Benedetto al Porto (Genova), che hanno reso memoria a Don Gallo, sucessivamente Beppe Caccia (Global Project)  ha introdotto la "lectio" di Massimo Cacciari intorno al rapporto tra teologia e politica.

Tutto questo potete riviverlo con noi della Web Tv, che abbiamo prontamente documentato.

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<![CDATA[Mannachi live report ]]>

Se giovedì sera gironzolavate per il festival era difficile non essere attirati verso il palco "second stage" da un ritmo travolgente dove un vero e proprio tributo alla musica afro-americana aveva luogo.

I musicofili lo definirebbero "groove"..in realtà quello che i Mannachi ci stavano trasmettendo era energia pura.
Energia che incorporava un cinquantennio di stili ed artisti: da "Musicology" di Prince a  "Son of a Preacher Man" (n.d.r. Dusty Springfield, 1968) oppure al doppio tributo all'RH Factor di Roy Hargrove (n.d.r rispettivamente "Crazy Race" e "Forget Regret") ma anche brani 100% Mannachi.
Incontrarsi da un anno e mezzo e formare una band non è solo personalizzare dei "mostri sacri" è anche avere il coraggio di omaggiarli, di salire sul palco e dare tutto per far muovere la gente.

Inizio funkyband: in sequenza "Ford" (n.d.r.inedito), "I Wish" di Stevie Wonder fino al ritornello dello Sherwood Second Stage 2013: "Theme from Starsky & Hutch"!
Yuri e Nazzareno intonano l'intro di "Crazy Race" entra in scena Sara alla voce..pezzo fantastico! cambio di ritmo..modern jazz to dub-reggae..la gente non se lo aspetta..dance dance dance!
Formazione in assetto: tastiere-batteria a sinistra;basso-chitarra-percussioni a destra; voce-tromba-sax al centro.
Strizzatina ai J.B's (o forse a Pastorius???...tutto può essere!) con "The Chicken"..il pubblico segue, balla, omaggia...band di nuovo al completo per "Paris" (n.d.r. altro inedito) dove possiamo intuire futuri approdi compositivi...
Rientro in scena a grande richiesta e chiusura con la sensualissima "You Don’t Love Me (No No No)" riarrangiata da Andrea:  ballo ipnotico, mente libera di viaggiare.
Si finisce con i ragazzi tra la gente, ambiente rilassato...eredità della musica suonata..quando si dice "cibo per l'anima" ricordatevi in futuro di ascoltare ancora i Mannachi!

Per Sherwood l'inviato Al P

Tracklist

1) "Ford"
2) "I Wish"
3) “Theme from Starsky & Hutch
4) "Crazy Race"
5) "Musicology"
6) "Son of a Preacher Man"
7) "The Chicken"
8) "Let's Go To Work"
9)  "Forget Regret"
10) "Paris"
11) "You Don’t Love Me (No No No)"

Mannachi Lineup a Sherwood 2013

Yuri Argentino: Sax Tenore
Nazzareno Brischetto: Tromba
Sara Fattoreto: Voce
Andrea Vedovato: Chitarra Elettrica
Simone D’Eusanio: Tastiere
Marco Bonutto: Percussioni
Federico Mistè: Basso
Ugo Ruggiero: Batterie

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<![CDATA[Sabato 15 Giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Al Park Nord dello Stadio Euganeo, qui a Sherwood Festival 2013, siamo partiti con date davvero entusiasmanti.
Sabato 15 giugno 2013, nostri ospiti, gli España Circo Este che hanno aperto gli ormai indiscussi e indiscutibili, Modena City Ramblers.

Sotto la mitica conduzione di Ivan Grozny e Renèe, la nostra Web Tv sfodera di giorno in giorno, molti contenuti, che spaziano come sempre dalla presentazione del libro all'intervista dei gruppi ospiti.
Non può mancare comunque il momento di attualità.

La Web Tv palpita in attesa delle prossime serate, certa di non farvi mancare niente, è un  piacere e dovere tenere aggiornati i nostri "aficionados", che ogni giorno ci regalano sempre maggiorni soddisfazioni.

Ecco quello che i nostri occhi hanno visto.

Il diario del giorno, che mostra i momenti salienti della giornata.
Un contenitore di colori, persone, emozioni e memorie tutto da gustare.

Eccovi l'ntervista ai Modena CIty Ramblers, condotta da Renèe Battistello.
Robby, Franchino e Leonardo Sgavetti, tre dei componenti della band si svelano ai nostri microfoni,

Il consueto appuntamento con Francesco Zoletto, fotografo per Sherwood.it, che ci svela le migliori foto della giornata di Sherwood Festival 2013.

Lo speciale dal mondo, che sensibilizza la comunità in quello che è un percorso comune.
Siamo arrivati fino alla Turchia, per capire da vicino gli accaduti e sostenere una causa che ci accomuna.

Una storia semplice,ma per niente banale, che è riuscita a catturare i consensi del pubblico.
La presentazione dell'autore Mattia Signorini del suo libro "Ora".

Ad aprire il concerto dei Modena CIty Ramblers, la giovane band degli Espana Circo Este.
Un live da assaporare.
A chi piace il balkan/folk si faccia avanti, questo è il momento giusto per ammirare questo gruppo.

Tanto conosciuti e acclamati quanto attesi. La folla di gente non vedeva l'ora di poter alzare le mani al cielo a ritmo delle sonorità dei Modena City Ramblers. Ecco il live del concerto.

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Una vetrina dove poter scorrere con uno sguardo attento e vicino, quello che potrebbe essere il diario del giorno in formato fotografico. Istanti immortalati in singoli flash.

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<![CDATA[Intervista a Wu Ming 2 ]]>

La lunga intervista tocca vari argomenti, dal copyleft alle licenze di Creative Commons, passando per i Lego ed il popolo Maori, il tutto condito da musica, per giungere infine alla incredibile storia di GIORGIO MARINCOLA, partigiano “atipico”, italo-somalo, regalandoci anche qualche indiscrezione sul prossimo nuovo romanzo targato Wu Ming....

a cura di Luca Borsato

Ciao Giovanni, la prima domanda è d'obbligo: il romanzo “Q” rappresenta forse la prima opera edita da Einaudi con una formula “copyleft”. Perchè avete deciso di pubblicare le vostre opere con licenze di questo tipo? Mi riferisco anche all'utilizzo delle Creative Commons...

Quando abbiamo pubblicato “Q” queste licenze di Creative Commons ancora non esistevano. Noi venivamo da una esperienza, il “Luther Blissett Project”, un progetto di nome collettivo, in cui chiunque avesse bisogno di utilizzare una firma per rivendicare un'opera, una performance, un comunicato o un volantino, poteva utilizzare il nome Luther Blissett; l'unica regola, in questo progetto di condivisione collettiva del nome, era che l'utilizzo e l'accesso alle opere firmate Luther Blissett fosse libero e gratuito.
Quando tra le varie operazioni che abbiamo firmato con quel nome, ci siamo messi a scrivere il romanzo “Q”, eravamo anche dell'idea di provare a vedere se c'era spazio, nell'editoria di narrativa, per una formula che mettesse insieme da un lato il diritto dei lettori ad un libero accesso alla cultura, dall'altro il diritto dell'autore, di un cantastorie, ad essere remunerato per il lavoro compiuto.
Prima di allora noi avevamo incrociato piccole case editrici, come la SHAKE, all'interno degli ambiti di movimento e dei centri sociali, che praticavano il “NO Copyright”. Solo che tale tipo di formula a noi non andava bene, perchè il “NO Copyright” nega qualunque tipo di tutela a favore dell'autore di un testo, ivi compresa la possibilità da parte di un miliardario di pigliare il tuo testo, farci un film kolossal, con milioni di dollari di incasso...e tu non vedi una lira. Noi volevamo da un lato tutelarci da questa eventualità, dall'altro provare, dopo tre anni di fatiche, ad avere un ritorno di tipo economico per retribuire questo nostro lavoro; però eravamo convinti che le storie dovessero tornare alla comunità che sempre le produce, poiché l'autore in qualche modo fa da filtro, le mette insieme.... ma le storie appartengono alle comunità e quindi il contenuto del nostro libro, le vicende che avevamo raccontato, dovevano rimanere liberamente accessibili. Così niente, ci siamo posti nei confronti dell'editore Einaudi con una condicio sine qua non: il romanzo esce e viene firmato Luther Blissett se e solo se contiene una formula di questo tipo, trovando quella più giusta che permetta la libera riproducibilità; doveva essere garantita la possibilità a chiunque di poterselo fotocopiare, volantinare in piazza....chiunque voleva utilizzarlo in modo gratuito e non a scopo di lucro doveva poterlo fare senza chiederci il permesso. Tutti gli altri usi, per capirci quelli commerciali, dovevano essere regolamentati. Così cominciammo a studiare la formula da mettere ed arrivammo ad una clausola molto simile a quella utilizzata successivamente dalle prime licenze di Creative Commons: libertà di utilizzo e di condivisione anche telematica, per uso personale e non, purchè non a scopo di lucro. E così grazie all'esperienza accumulata con altre piccole case editrici con la formula del “NO Copyright” e altre simili, il nostro romanzo “Q” è risultato essere la prima opera letteraria edita da una major con una licenza di questo tipo.

Prima, quando hai detto che la cultura e le storie “appartengono alle comunità” mi sono venute in mente 2 vicende: la prima del 2001 riguardava una causa intentata e vinta dal popolo Maori contro la Lego, accusando il gigante danese di aver plagiato, con una serie di giocattoli, le antiche leggende della tradizione Maori; l'altra, più recente, è quella di Google Books... Molti hanno visto rispettivamente, la vittoria di Davide contro Golia, e la nascita di una nuova biblioteca d'Alessandria digitale... Molti, me compreso, invece hannno visto la possibilità aberrante di poter tutelare con la © di copyright le tradizioni culturali di un popolo e la evidente posizione di monopolio, o comunque di dominanza, attribuita a Google in relazione ad una importante fetta della cultura mondiale. Che idea ti sei fatto a riguardo?

Credo che il principio base sia quello dell'accesso libero alla cultura...se le biblioteche non fossero ancora state inventate e le si dovesse implementare oggi, probabilmente ci sarebbero grandissime resistenze da parte delle major che producono contenuti culturali e via dicendo... Si direbbe che mettere i libri in prestito, in un luogo pubblico, probabilmente diminuirebbe di molto le vendite di quel titolo in libreria, a maggior ragione in un momento di crisi dell'editoria come quello attuale..
Meno male che le biblioteche son state fondate diverse migliaia di anni fa, perchè oggi la vedrei dura, molto dura...
L'esempio che fai dei Maori è interessante perchè fa vedere come di fronte ad un tentativo di enclosure da parte del potere capitalistico e, in certi casi, anche dell'economia finanziaria, spesso la prima reazione, il primo modo di difendersi, sia quello di rispondere con una ulteriore enclosure, dimostrando come le comunità abbiano bisogno di recintare le proprie tradizioni culturali, per poi poterle dichiarare bene comune e definirle pubbliche. L'abbandono di tali beni comuni e l'assenza di una specifica regolamentazione a tutela, espone gli stessi beni al rischio di usurpazioni... No?..

..citando lo storico ed economista inglese Tawney: “..la libertà del luccio è la morte dei pesci piccoli..”...

Esattamente e questo pone la problematica di come intendere ciò che è di libero accesso: c'è chi lo intende come “questa cosa non è di nessuno, io sono arrivato qui per primo e quindi me la piglio”, com'è successo, per esempio, con le sorgenti e l'acqua in Mugello da parte del Consorzio CAVET, che durante l'esecuzione dei lavori per la TAV, ha prosciugato 37 sorgenti, utilizzando l'acqua dei torrenti per i lavori dell'alta velocità in Mugello... lì chiaramente i torrenti costituivano un bene comune indifeso..
Fortunatamente esiste anche un'altra idea di bene comune, che presuppone appunto che ci si diano delle regole interne alla comunità su come come definire questo bene pubblico; spesso oggi, chi definisce l'acqua, la scuola, la sanità come beni pubblici, viene subito tacciato di statalismo, come fautore di uno stato centralizzato che tutto regola e gestisce... ma questa è una obiezione che si può fare sulla base dell'equivalenza PUBBLICO=STATALE, mentre in realtà questa evenienza rappresenta solo un tipo di gestione; nulla vieta che ci si possa mettere d'accordo, una volta che qualcosa è stato definito pubblico, per gestirlo anche in un altro modo, in una maniera comunitaria e collettiva diversa. Probabilmente questa fase di crisi economica dovrà essere un periodo di sperimentazione su come riuscire ad avere beni comuni e pubblici a prescindere da una gestione diretta da parte dello Stato...anche perchè spesse volte lo Stato è terribilmente connivente con gli stessi poteri economici “privati”, avendoli assorbiti già in partenza...
La questione di Google Books è interessante perchè qualcosa di simile sta avvenendo, o almeno è in progetto, anche con lo sterminato archivio digitale della Biblioteca Nazionale di Francia, che è liberamente consultabile e scaricabile al sito gallica.bnf.fr . Anche lì ci sono progetti di privatizzare parte dell'archivio e di renderne l'accesso meno libero di quanto non lo sia oggi. Lo dico perchè io e i miei soci Wu Ming in questo periodo stiamo collaborando ad un nuovo romanzo ambientato durante la Rivoluzione Francese; se non avessimo avuto gratuito e libero accesso a tutti i documenti che abbiamo trovato su gallica.bnf.fr, probabilmente questo libro non saremmo nemmeno riusciti a scriverlo.... Ed ecco perchè ci rendiamo ben conto, a nostra volta, come produttori di contenuti, di quanto sia importante mantenere tali documenti liberi ed accessibili...
Siamo probabilmente di fronte ad una nuova fase in cui questa accessibilità va messa d'accordo con la necessità di fare un lavoro e campare da parte di chi produce contenuti... Noi 13 o 14 anni fa, quando uscimmo con il romanzo “Q”, avevamo trovato tale formula, anche perchè l'accessibilità via internet e via download del testo non faceva diminuire le vendite del libro cartaceo in libreria, anzi le aumentava pure, era quasi un incentivo anche a regalare i libro..

..Diciamo che quella che viene definita come “pirateria NON a scopo di lucro”, cioè la condivisione tramite file sharing e p2p, si traduce fondamentalmente in un sistema di promozione gratuita di contenuti...

Esattamente. Oggi, con il libro cartaceo che fa un po' più fatica e la maggior diffusione di strumenti digitali ed ebook, dobbiamo trovare un nuovo punto di equilibrio tra questo diritto al libero accesso, che noi vogliamo comunque mantenere perchè è un nostro principio e non si torna indietro sui principi, e la possibilità chiaramente di fare i cantastorie come mestiere, di poter avere un lavoro giustamente retribuito.

Credo che queste tue ultime parole possano essere molto utili al nostro progetto collettivo WIRES TO...

Ma passando all'argomento musica, che ci riguarda da vicino, quali sono stati i maggiori cambiamenti che l'evoluzione tecnologica ed il Web hanno apportato alla musica?

Non è direttamente il mio campo, quindi posso conoscerlo come chiunque altro... A me pare che un elemento interessante sia quello di una maggiore focalizzazione sulla performance dal vivo. Cioè il fatto che anche nell'attività dei gruppi stessi, nel momento in cui la musica registrata in studio risulta facilmente riproducibile e a costo praticamente zero, una volta che hai prodotto la prima copia, che quella sì ha un costo elevato, credo che in uno scenario del genere l'esibizione dal vivo, la performance, nella sua unicità,nella sua relazione personale e fisica di rapporto, debba tornare ad assumere una sua centralità, non solo come fonte di reddito, ma anche e soprattutto come esperienza. É come se la tecnologia avesse riportato indietro la cultura musicale, come se grazie ad uno step tecnologico in più, si sia tornati ad un epoca in cui la musica la si ascoltava dal vivo ed il musicista , al di là di tutto, era soprattutto un performer. O almeno così dovrebbe essere....

Per quanto riguarda più nello specifico lo spettacolo “RAZZA PARTIGIANA” che ti vedrà protagonista sul main stage dello Sherwood Festival il 21 giugno.. cosa ci dobbiamo aspettare? Chi salirà sul palco con te? Che musicisti ci saranno? C'è molta curiosità sulla tua esibizione..

La mia esibizione consiste in un reading concerto, una formula che ormai sto sperimentando da diversi anni, quasi una decina, ed è intanto una formula di unione tra parola narrativa e musica, che non mette in secondo piano l'aspetto sonoro... la musica non fa semplicemente da ancella rispetto alle parole... I testi sono stati scritti apposta per lo spettacolo, non sono testi preesistenti. Sono stati costruiti in sala prove insieme alla musica,in modo da stare dentro a determinate battute... i cambi li sento io e li sentono i musicisti, non c'è la semplice sovrapposizione di un testo ad un sottofondo musicale...I testi sono stati scritti da me e sono io a leggerli dal vivo.
I musicisti che mi accompagnano sono: Egle Sommacal e Stefano Pilia alle chitarre... che si sono conosciuti proprio facendo questo reading insieme a me e poi hanno deciso di continuare la loro collaborazione anche nella nuova formazione, post riunione, dei MASSIMO VOLUME... Egle possiamo ormai definirlo il chitarrista storico di quella band; poi alla sezione ritmica basso, elettronica e batteria ci sono Paul Pieretto e Federico Oppi, che hanno suonato nei SETTLEFISH, band assai nota nell'undergound musicale...ed ora attivi con A CLASSIC EDUCATION.

Insomma un bel potenziale di fuoco a tua disposizione sul palco.....

Puoi ben dirlo!!!

Per quanto riguarda “Razza Partigiana” mi ha molto colpito la storia di questo partigiano, diciamo così “atipico”, GIORGIO MARINCOLA, alla luce poi del dibattito attuale circa la possibilità di riconoscere la cittadinanza italiana per ius soli. Come sei venuto a conoscenza di questa storia così incredibile?

La storia era assolutamente poco nota.
Io mi ci sono imbattuto ormai una decina di anni fa, quando incontrai il nipote di Giorgio Marincola, Antar Mohamed, in una clinica per malattie mentali, dove lui faceva l'educatore ed io ero amico di un ragazzo ricoverato. Antar, con un po' di doti da investigatore, riuscì a capire che il Giovanni che veniva a trovare quel ragazzo ricoverato ero io... uno dei membri di Wu Ming. Antar aveva letto “Asce di Guerra”, un nostro romanzo che racconta anche molte storie sgembe, strane e poco note della Resistenza emiliano-romagnolo e non solo, quindi mi chiese se avevo una mezzora per ascoltare la storia di suo zio, che era altrettanto strana, sgemba e particolare... Chiaramente per uno che fa il mio mestiere, mezzora per ascoltare una storia bisogna sempre trovarla... così Antar mi raccontò la storia di suo zio, di questo giovane ragazzo italo-somalo nato nella Somalia italiana da un sotto-ufficiale italiano dell'esercito e da una donna somala del luogo, riconosciuto dal padre come figlio legittimo, quindi automaticamente italiano per ius sanguinis. Cresciuto in Italia ed avvicinatosi alla Resistenza attraverso il Partito d'Azione, ha combattuto prima nella zona di Roma e, una volta liberata questa, si è fatto paracadutare dagli inglesi, in una missione di collegamento tra alleati e partigiani, nel Nord Italia; qui è stato catturato, torturato ed internato nel lager di Bolzano. Quando nel 30 aprile 1945 gli alleati liberarono il lager di Bolzano, Giorgio, dopo aver appreso da alcuni partigiani trentini della presenza di truppe tedesche in ritirata in Val di Fiemme e del bisogno di proteggere la popolazione, decise di seguirli, anziché tornare a casa, visto che la guerra era finita... e proprio nel corso di un posto di blocco disposto per disarmare un'autocolonna tedesca in ritirata, il 4 maggio 1945 morì in quella che è documentata come l'ultima strage nazista in territorio italiano.
Quando mi venne raccontata questa storia rimasi scioccato ed incredulo. Ancora di più quando vidi i documenti dell'onorificenza postuma.... questa storia era stata dimenticata nonostante a Giorgio Marincola fosse stata attribuita, a metà anni '50, la Medaglia d'oro al valore militare, il più alto riconoscimento per un partigiano. Nonostante la motivazione di tale onorificenza, c'erano pochissime informazioni relative alla vita di Giorgio. Io mi sentivo obbligato a raccontare questa storia, anche perchè credevo che l'Italia avesse bisogno di una storia come questa, in cui la Resistenza comprende anche un italiano nato nelle colonie, un italiano “non bianco”, quel tipo di italiano che ancora oggi qualcuno rifiuta e che molti disprezzano...
Chiaramente serviva uno storico e io non lo sono...io lavoro sul materiale prodotto dagli storici per trasformarlo in narrativa. Servivano ricerche storiografiche, serviva andare a Londra per consultare l'archivio militare... Quindi l'unica cosa che feci fu quella di inserire un riferimento alla storia di Giorgio Marincola, nella postfazione che scrivemmo appositamente per la nuova edizione del libro “Asce di Guerra” per Einaudi. All'uscita del libro, due giorni dopo, fui contattato da un nostro lettore, a noi noto, il quale mi comunicò che a Roma, il partigiano Mario Fiorentini, uno degli organizzatori dell'attentato di via Rasella, cui fece seguito la rappresaglia tedesca delle Fosse Ardeatine, aveva delle informazioni da darmi. Così Mario Fiorentini mi raccontò la incredibile storia di Giorgio..ed io mi misi sulle tracce di questo “partigiano atipico” con uno storico, mio amico. Decidemmo quindi di operare in simbiosi: gli storici pubblicarono un saggio storico-biografico sulla vita di Giorgio Marincola, uscito poi nel 2008, ed io parallelamente, grazie anche alle loro fonti, scrivevo i testi per il reading “Razza Partigiana”, la cui funzione era quella di dare visibilità alla storia di Giorgio attraverso altri canali.... Un progetto collettivo e parallelo che si muoveva in direzioni diverse...così nasce questo spettacolo che ho portato e continuo a portare in giro per l'Italia.

Una storia incredibile, grazie mille Giovanni, ci si vede il 21 giugno a Padova.

Grazie a te Luca.

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<![CDATA[Venerdì 14 Giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Venerdì 14 giugno 2013, primo weekend dello Sherwood Festival, abbiamo avuto il piacere di ospitare i Quiet Confusion che hanno aperto il tanto atteso concerto dei Marta sui Tubi, conclusosi con l'infuocatissimo DJ set di Momo in second stage.

Oltre gli eventi musicali però tanti tanti altri eventi culturali hanno riempito la nostra serata; abbiamo spaziato dall'attualità politica sino ad arrivare alla presentazione del libro di un collettivo di autori, fra cui Michele Marcon, intitolato "Il terrirorio nemico".

Inoltre durante la nostra diretta c'è stato l'ormai consueto spazio fotografi, dove hanno presentato le migliori foto.

Abbiamo comunque deciso, per i più pigri che vogliono gustarsi i "best moment", di creare un contenitore, intitolato "Diario del giorno".

Alcune foto pietre miliari dell'esplosivo primo venerdì di Festival, accompagnate dal puntuale racconto di Franz

Speciale dal mondo: uno sguardo a Brasile e Turchia dal di dentro.

Il diario di una giornata che definire "decisamente movimentata" è riduttivo

Libro In territorio nemico - scrittura industriale collettiva, raccontato ad Ivan Grozny da Michele Zambon, uno dei più di 100 autori coinvolti nella stesura di questa opera.


La prima parte dell'intervista a Giovanni Gulino di Marta Sui Tubi
con Momo e Miriam.


La seconda parte

Il potente live dei Quiet Confusion

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<![CDATA[La festa al tempo della rivoluzione]]>

Fra un concerto e l’altro, l’area park nord dello stadio Euganeo torna ad offrire l’estate alternativa: questo di quest’anno sarà un Sherwood Festival low cost. Ha aperto i cancelli ieri sera e fino al 12 luglio «rianima» il Nord Est, per poi spostarsi a Venezia.

Un mese di festa, tante teste pensanti e una WebTv in costante movimento. L’edizione di quest’anno è all’insegna della rivoluzione: «Il protagonista sarà il mondo di Sherwood. La sua gente, il sogno collettivo che una moltitudine prenda in mano i suoi destini, qui ed ora. Per scandire, anche noi, il tempo di rivoluzione.
Che non solo è giusto e necessario, ma sta già scorrendo come un fiume carsico che attraversa il mondo» spiegano gli organizzatori.

Si comincia con i live (un euro può bastare): stasera con l’afro-funk di Mannachi e domani con Marta sui tubi. Sabato con Modena City Ramblers (10 euro) e domenica con l’unica data italiana dei Nofx (20 euro).

Martedì 18 uno spettacolo teatrale da non perdere: «Lost in Veneto» con Loris Contarini, Rachele Colombo e Paolo Venturini. Una settimana dopo tocca a Massimo Carlotto, Maurizio Camardi e Mauro Palmas con «La via del pepe. I mercati del Mediterraneo».

Sherwood mantiene vivo anche il suo «laboratorio politico» con lo spazio delle riflessioni collettive. Primo appuntamento lunedì prossimo con la lectio di Massimo Cacciari dedicata al tempo dell’apocalisse e delle rivoluzioni, in omaggio a don Andrea Gallo. Il 24 giugno il tema sarà invece «Talk Shot» con Carlo Freccero che discute insieme a Sandrone Dazieri e Gianfranco Bettin intorno alla produzione dell’opinione politica fra televisione e Internet. E lunedì 1 luglio una serata assembleare dedicata alla Costituente dei beni comuni con Stefano Rodotà e Ugo Mattei.

Poi il programma offre una domenica speciale: il 7 luglio «Liberté e Democratie» ovvero la carovana della primavera araba due anni dopo il tumulto di popo- lo. Riflettori sulla Tunisia con Lina Ben Mhenni (la blogger di «A tunisian girl»), la giornalista e cyber attivista Slim Ayedi e Darin Adibi della Voix d’Eve che promuove la partecipazione delle donne alla vita sociale. Mercoledì 10 luglio il convegno che rilancia la campagna per l’introduzione del reato di tortura con Claudia Guido e Filippo Vendemmiati, Patrizia Moretti (mamma di Federico Aldrovandi) e Lucia Uva (sorella di Giuseppe Uva), Annamaria Alborghetti dell’Osservatorio carcere e Giuseppe Mosconi, presidente di Antigone Veneto.

Sherwood Festival «rivoluziona» anche il grande schermo con la serata di giovedì 27 giugno in cui ospita Andrea Segre, Valerio Mastandrea, Wilma Labate, Stefano Consiglio, Roan Jonhson, Davide Ferrario, Silvio Soldini e proietta «Alì ha gli occhi azzurri» di Claudio Giovannesi.
Per tutto il mese di Sherwood Festival resta accesa la televisione web che segue, anticipa, approfondice lo spirito della comunità. Un piccolo esercito di volontari che trasmette in diretta streaming o fotografa sopra e sotto il palco.
If I can’t dance, it’s not my revolution!
Da ieri sera si balla nella nuova avventura dentro la solita foresta.

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<![CDATA[Giovedì 13 Giugno - Sherwood Festival 2013]]>

Siamo al secondo giorno dello Sherwood Festival 2013.
Il caldo non c'ha fermato. La risposta della gente è gratificante.
Negli studi di Sherwood.it ancora interviste, cinema, approfondimenti e secondstage.

Rigustatevi tutto con i video della WebTV!

Il diario del giorno, per tentare di ricordare in pochi minuti quanto abbiamo vissuto in questa calda giornata.

Un piccolo campionario delle immagini di mercoledì 12 commentate in studio con Franz.

Le istantanee di di Sherwood Foto del 13 *mancano*

Intervista ai protagonisti del primo live del second stage: i MANNACHI rispondono alle domande di Alberto di Soul Revolution.

Aurora d'Agostino, assieme ad Alisa Del Re e Luana Zanella ci parlano di "Studi di genere: necessità o lusso?" (a cura di Donne In Movimento)

Ivan Grozny insieme ad Andrea Prandstaller e Franco Basaglia a darci delle anticipazioni sulla serata del Cinema:"La lunga notte del Docufilm"

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<![CDATA[Sherwood Festival 2013: da sapere]]>

#Occupy Kitchen

Ogni sera l’Osteria Eretica del C.s.o. Pedro curerà piatti con
prodotti locali e biologici a Km0.

Quattro appuntamenti saranno dedicati a progetti culinari con menù legati al proprio territorio.

17 Giugno: Osteria “Crisi e Bisi”, Bocciodromo e Presidio Permanente No Dal Molin, Vicenza.

23 Giugno: Osteria sociale “OtroMundo”, C.S.O. Intifada, Empoli.

30 Giugno: “Biosteria”, Casa Cantoniera, Parma.

07 Luglio: Osteria “Aglio, Menta e Basilico”, Centro Sociale TPO, Bologna.

Ass.ne per i diritti dei lavoratori - Cobas

Giovedì 27 giugno

Ore 18.30 - Aperitivo e Speciale WebTv - Un anno di iniziative dell'ADL - Cobas.

Ore 20.30 Cena dell'ADL

Domenica 7 luglio

Ore 17.00 - Assemblea regionale dei lavoratori della logistica con partecipazione di delegazioni da Lombardia ed Emilia Romagna per discutere della vertenza per il rinnovo del Ccnl.

Al termine dell'assemblea buffet con cucina multietnica.

Sherwood Comix

Gli appuntamenti curati da Sherwood Comix presso lo spazio Sherwood.it saranno in collaborazione con la webzine di critica e informazione LoSpazioBianco.it.

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<![CDATA[B per Bambino allo Sherwood Festival 2013]]>

B X Bambino, lo spazio, all'interno dello Sherwood Festival, allestito per i più piccoli si trova nell'area dell'ingresso.

Uno spazio che mette a disposizione giochi e strutture per ogni età aperto a tutti i bambini e le bambine.

Laboratori manuali, laboratori motori ed espressivi, spettacoli e ogni Lunedì proiezione di un film di Hayao Miyazaki.

Aperto tutti i giorni fino alle ore 24.00
La Domenica animazioni dalle ore 17.00

I Laboratori

Pittura, Riciclo, Body Percussion, Hip Hop Freestyle, Giocoleria, Lavorazione legno e Laboratorio di Giochi Antichi con "Il Nuovo Mondo" (Domenica 30 Giugno - Ore 17).

Il cinema del lunedì (ore 21.00)

17 giugno Il castello errante di Howl
24 giugno Kiki, consegne a domicilio
01 Luglio Porco rosso
08 Luglio La città incantata

Tutte le Domeniche all'interno del mercato contro la crisi sarà dedicata un'area per i bambini.

Presso il ristorante potrete trovare il "Menù Baby".

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<![CDATA[Frito Rebelde - Puntata del 5 giugno 2013]]>

Ultima puntata del Frito in diretta dal mini-loft del Chioggia Lab prima dell'inizio dello Sherwood Festival 2013. Al solito, puntata extra-ricca di news, novità discografiche e live da seguire in giro per l'Italia e non solo.
Largo spazio dedicato alla situazione in Turchia, alle giornate No Grandi Navi e all'infame sentenza sul caso di Stefano Cucchi.
Buon ascolto.

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<![CDATA[Sportallarovescia allo Sherwood Festival 2013]]>

L’Ass.ne Sport alla Rovescia è composta da diverse realtà sportive sparse sul territorio italiano, che hanno in comune valori fondamentali come l’antirazzismo, l’antisessismo, l’antifascismo e la lotta a tutte le discriminazioni.

Le attività che animeranno l’area:

Dal 18 al 21 Giugno

IV edizione del torneo di basket "3on3 Playbasket.it Sherwood Contest"

Minimo 3 giocatori, massimo 5 giocatori
Iscrizione aperta fino al 15 giugno 2013
Per info: riky@playbasket.it

Regolamento e iscrizioni qui: www.playbasket.it
Evento FB

Dal 24 al 30 Giugno

Torneo di Volley Misto organizzato dalla Polisportiva San Precario


Dall'1 al 06 luglio

Torneo di Trisball (Calcio 3 vs 3 con le sponde). Partite da 2 tempi di 10’ senza time out e portiere.

Dal 07 al 12 luglio

In collaborazione con l'Ass. Speed Freaks verrà allestita una mini Half pipe e altre strutture adibite allo skate

Mercoledì 10 Luglio - 21.00

"Speed Freaks Skateboard Contest"

Iscrizioni in loco

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<![CDATA[Passaggi euromediterranei allo Sherwood Festival 2013]]>

Passaggi euromediterranei
Narrazioni visive

Per tutto il mese enoteca, sapori dal territorio, selezione di libri a cura “BlowBook”, book crossing ed artigianato euromediterraneo a cura Ass. Ya Basta

Passaggi euromediterranei
Narrazioni visive

Volti nel suq volti nel deserto volti segnati dal sole.

Volti nei barconi volti nei mari volti bruciati dal sale.

Volti nelle strade volti nelle città volti consumati dal lavoro.

Volti che vanno, che vengono, che rimangono.

Tra noi, con noi.

Uno spaccato di euromediterraneo
Presentare una mostra fotografica è difficile ed azzardato: si possono toccare sensibilità interiori personalissime e scivolare in grossolani luoghi comuni.
Le mostre fotografiche vanno viste, osservate e riviste, predisposti a farci trascinare dentro il mondo di cui offrono alcuni frammenti contingenti. Punto, per quanto mi riguarda.

Ospitarne e presentare 3 mostre è un impresa impossibile, contiamo solo sulla benevolenza, trattandosi di fotografi - Angelo, Franz e Alessandro - con cui abbiamo abbiamo camminato in compagnia per le strade del mondo.
Nelle mostre dei nostri fotografi c’è un sottile filo conduttore che rimbalza dall'una all’altra, è quello dello spazio geopolitico del mediterraneo con le sue eccedenze fatte di migrazioni, di rivolte, di vita agra.

Autori
Angelo Aprile, padovano, fotografo per passione, ci racconta delle migrazioni che ci attraversano, proponendoci istantanee degli arrivi tribolati, dell’accoglienza istituzionale, per passare attraverso la quotidianità fatta di tentativi di integrazione, di riscatto economico, di vecchie nuove start up e di cadute rovinose ed arrivare, quindi, alla quotidianità, al meticciato che ci circonda e che rappresenta il presente e il nostro futuro.

Francesco “Franz” Zoletto,  foto reporter cosmopolita, ha preso parte alla carovana di Ya Basta che ha partecipato al Social Forum 2013 di Tunisi e ha seguito il peregrinare dell’allegra compagnia nelle oasi e nelle piccole città del sud della Tunisia, da quell’esperienza di vita vissuta collettivamente nel bailamme di un evento politico e sociale nasce il suo reportage che ci vuole far percepire, l’euforia, la gioia e le contraddizioni di una società in fermento. Franz è anche uno dei responsabili del progetto "Sherwood Foto".

Alessandro Rampazzo, padovano, fotografo di professione, ci vuole mostrare i volti, le figure fresche e giovani della “primavera dei gelsomini”, declinata al femminile, negli ambiti della socialità privata e pubblica, dove gli aspetti vitalistici si mescolano alle problematiche di una riscossa politica, dove il moralismo pubblico islamico viene travolto dal desiderio di scardinare i suoi ruoli sociali predefiniti.Un grazie di cuore e di testa agli autori e buona visione a tutti voi.

Programma di Passaggi euromediterranei

Dal 12 al 18 giugno

"Destini"di Angelo Aprile

(www.langeloviaggiatore.com)

Dal 19 al 26 giugno

"Arab Free Style"di Francesco "Franz" Zoletto

(foto.sherwood.it)

Dal 26 giugno al 2 luglio

"Tunisia: le nuove tunisine" di Alessandro Rampazzo

(www.alessandrorampazzo.com)

Galleria d'arte

Il 3 e 4 luglio "Possibilità", opere di Claudia Vatteroni

(www.claudiavatt.it)

Dal 5 al 12 luglio

Licenza di tortura
Mostra fotografica di Claudia Guido

(www.licenzaditortura.it)

Dibattito e presentazione del progetto di Claudia mercoledì 10 luglio

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<![CDATA[Tempo di rivoluzioni. I dibattiti del lunedì allo Sherwood Festival 2013]]>


Non di sola musica vive la foresta.
Il lunedì è il giorno dello Sherwood Festival dedicato all'approfondimento, all'attualità, alle idee.

Quest'anno il filo conduttore dei dibattiti sarà: Tempo di rivoluzioni


Lunedì 17 giugno 2013
dalle ore 21.00 - Sherwood Festival (Second Stage)


Serata dedicata a Don Andrea Gallo

Tempo di apocalisse/Tempo di rivoluzioni

Una lectio di
Massimo Cacciari




Serata dedicata a Don Andrea Gallo
"sempre in direzione ostinata e contraria"
Video e testimonianze di Domenico Chionetti "Megu" e di ragazze e ragazzi della Comunità di San Benedetto al Porto (Genova)


a seguire

Tempo di apocalisse/Tempo di rivoluzioni
A partire dal suo ultimo libro "Il potere che frena" (Adelphi editore, 2013), una lectio di Massimo Cacciari intorno al rapporto tra teologia e politica, religione e secolo, Chiesa e istituzioni in un'epoca di profonde trasformazioni.



Lunedì 24 giugno 2013

alle ore 21.00 - Sherwood Festival (Second Stage)


Talk Shot
La produzione dell'opinione politica tra televisione e web

con
Carlo Freccero
Sandrone Dazieri e Gianfranco Bettin




Talk Shot 
La produzione dell’opinione politica tra televisione e web

L’evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa contemporanei si intreccia con la crisi dei luoghi tradizionali della politica. Ma come e dove si formano oggi l’orientamento politico e il consenso? In quale misura, nel tempo della post-democrazia, i media possono essere strumento per i processi di cambiamento oppure nuova ed inquietante arma nelle mani del potere?

Ne discutono: 
Carlo Freccero, saggista e direttore di RAI 4 
Sandrone Dazieri, scrittore e blogger 
Gianfranco Bettin, Assessore al Comune di Venezia

Coordina Luca Casarini



Lunedì 1 luglio 2013
alle ore 20.30 - Sherwood Festival (Second Stage)


La Costituente dei beni comuni
con la partecipazione di

Stefano Rodotà e
Ugo Mattei



Sherwood Festival ospita la tappa per il Veneto del percorso iniziato al Teatro Valle occupato lo scorso aprile: attiviste e attivisti, giuristi e amministratori locali si confronteranno con l'obiettivo di tradurre in nuovi diritti e più avanzate conquiste normative le rivendicazione espresse da movimenti e comitati, associazioni e intere comunità che si battono per la difesa e la riappropriazione di beni comuni quali ambiente e cultura, territorio e reddito ...

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<![CDATA[Sherwood Festival: completato il cast di un mese di musica]]>

A meno di un mese dal suo avvio ufficiale, previsto per il prossimo 12 giugno, il programma musicale per il palco principale dello Sherwood Festival, al parcheggio nord dello Stadio Euganeo in via Nereo Rocco, è finalmente completo.

Tre le novità inserite nel cartellone del festival estivo, a cominciare dal collettivo letterario e musicale Wu Ming 2, di scena il 21 giugno al prezzo base di un euro. Seconda rilevante novità è poi l'assaggio del reggae che gli appassionati potranno assaporare al Venice Sunsplash, dal 19 luglio al parco San Giuliano di Mestre: sul palco, ad anticipare la kermesse lagunare, saliranno i Boomdabash, reggae sound system band salentina, solare e trascinante, intrisa d'elettronica e fra le più interessanti realtà del panorama nazionale, vincitori del premio Mtv Next Generation 2011. Il quartetto presenterà la loro ultima creazione, l'attesissimo disco "SuperHeroeS", in uscita solo il prossimo 11 giugno ma già accarezzato dalla critica, e anche per la loro esibizione si richiederà l'obolo simbolico di un euro. Terza fondamentale novità, l'undici luglio, il concerto di Keny Arkana, rapper francese, più precisamente parigina, militante nel movimento di disobbedienza civile "La rage du peuple", che si contraddistingue per i suoi testi intrisi di polemica sociale accesa, una lirica travolgente che trova dal vivo la sua massima espressione. Arkana presenterà il disco "Tout tourne atour du soleil" (Tutto ruota attorno al sole), secondo album in studio da solista per I'artista francese, uscito lo scorso dicembre. Biglietto unico a 15€, in apertura il rap militante della formazione romana Bestie Rare.

Si completa così l'intenso cartellone del festival, ricco di sedici concerti, molti dei quali imperdibili, a cominciare da quello dei Nofx, band punk rock californiana da trent'anni sulla cresta dell'onda, un mito per gli amanti dell'hardcore di tutto il mondo riconfermato dall'intensissimo ultimo album "Self-Entitled", in concerto il 16 giugno al prezzo di 20. Il giomo prima, un altro pilastro, stavolta del rock folk militante, salirà sul palco di Sherwood: i Modena City Ramblers, storica formazione "da combattimento" al prezzo di un euro. Imperdibili i Motel Connection, terzetto elettronico torinese nato nel 2000 dalla fantasia di Samuel e Pierfunk dei Subsonica, in concerto il 22 giugno a 8€, mentre direttamente dagli allori di Sanremo sbarcheranno i Marta sui Tubi, folk rock band rivelazione della passata stagione, il 14 giugno a 1€. Altre due rarità segnano il programma: il primo, il 5 luglio, sarà la reunion della band folk-rock Csi, ad opera di Giorgio Canali, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo e Massimo Zamboni; la seconda, il giorno seguente, il concerto di Niccolò Fabi, il cui tour "Ecco", sospinto dal successo, sembra non esaurirsi mai. Entrambi i concerti al prezzo di 10€. Chiudiamo la carrellata con altri due nomi, quello dei Ministri, band alter-rock milanese con il loro "Per un passato migliore tour", il 28 giugno a 7€, e quello dell'immancabile Roy Paci, ormai habituè dello Sherwood Festival, con la sua nuova formazione jazz e nu-wave Corleone, con cui ha recentemente rilasciato l'album Blaccahénze, il 3 luglio a un euro. Sherwood si chiuderà la notte del 12 luglio, con "La tempesta nella foresta", undici band scatenate da tutt'Italia a 15€.

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<![CDATA[Intervista ai Ministri]]>

Ai nostri microfoni i Ministri, in occasione del concerto al Rivolta PVC, Sabato 4 maggio. Abbiamo parlato del loro ultimo album Per un passato migliore e di vita on the road
A concludere, un divertente video promo che lancia la loro data allo Sherwood Festival, venerdì 28 Giugno 2013.

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<![CDATA[La lunga notte del docu-film (I parte)]]>



Giovedì 13 giugno 2013

ore 21.00

Sherwood Festival (Open stage)
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco, Padova


La lunga notte dei docu-film

(I parte)


E' tempo di grandi cambiamenti anche nella produzione cinematografica. Nuove tecnologie, nuove forme di finanziamento e di diffusione delle produzioni stanno cambiando in maniera profonda il mondo del cinema?

Ne parleremo con Franco Basaglia, regista del film Le Perle di ritorno, odissea di un vetraio africano e con Andrea Prandstraller, regista del documentario Non è mai colpa di nessuno.


A seguire proiezione dei due film


Le Perle di Ritorno, Odissea di un Vetraio Africano
Un documentario di Franco Basaglia
durata 62 min. - Italia 2012


Sinossi:
La storia di Moulaye, il primo immigrato senegalese diventato perliere a Venezia.
Arrivato come turista, innamorato dell’arte del vetro, Moulaye affronta uno degli ambienti più chiusi d’Italia, i Maestri di Murano, l’isola del fuoco.
Un nuovo viaggio alla scoperta del dramma di un luogo e di un’arte che rischiano di scomparire, intrapreso con gli occhi di chi sa di non poter tornare a casa.
Perché a casa si torna solo con qualcosa in mano. In un paese in cui se sei nero sei clandestino e se sei clandestino sei destinato a vendere borse per la strada, cosa succede quando spezzi il cerchio?



Non è mai colpa di nessuno

di Andrea Prandstraller
durata 105 min. - Italia 2012

Una produzione The Movie Company
Regia: Andrea Prandstraller
Soggetto e sceneggiatura: Marco Pettenello, Andrea Prandstraller
Musiche: Piccola Bottega Baltazar

Con: Giacomo Potì, Marco Andreatta, Marina Artigas, Giancarlo Previati, Nicoletta Maragno, Giulio Canestrelli, Michele Modesto Casarin, Jacopo Salmaso, Alessandro Bressanello, Mirko Artuso.

Piero ha 18 anni, vive a Marghera, gioca a rugby e passa molto tempo con il suo amico Sergio. Quando Nestor, un operaio argentino della piccola ditta di suo padre Antonio, resta gravemente ustionato al termine di una giornata di lavoro con troppi straordinari, la vita di Piero prende una piega inaspettata. L’arrivo di Maria, la figlia argentina di Nestor, gli farà scoprire l’amore e gli darà la forza per ribellarsi al mondo degli “adulti” fatto di bugie e compromessi.



Andrea Prandstraller
(Padova, 1959) ha lavorato come aiuto regista in numerose produzioni italiane e internazionali collaborando, fra gli altri, con Franco Taviani, Emidio Greco e Franco Rosi. Ha diretto alcuni cortometraggi di fiction e numerosi documentari di attualità, storia ed arte, trasmessi da RAI 3, RAI Sat Arte, RAI Storia, The History Channel, National Geographic, ARTE. La sua sceneggiatura Nudi alla meta scritta con Marco Pettenello ha vinto il “Premio Solinas” edizione 2007.
Il film documentario Vajont ’63-L’immagine dell’orrore ha vinto lo SKY Award per il
miglior documentario 2008. Il film lungometraggio documentario Polvere - il grande processo dell’amianto è stato fra i finalisti del Premio David di Donatello 2012 sezione documentari.

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Il mercatino contro la crisi nella foresta di Sherwood]]>


Il mercatino contro la crisi nella foresta di Sherwood
Baratto, usato, prodotti a kilometro 0, artigianato


Domenica 23 e 30 giugno e domenica 7 luglio

Dalle ore 18.00 alle ore 23.00



Info utili


Il mercatino sarà strutturato in 4 diverse aree:
- angolo del baratto (potrai barattare capi di abbigliamento, casalinghi, oggetti di arredamento, libri)
- angolo dell'usato
- prodotti alimentari a kilometro 0 e artigianato
- mercatino dei bambini


Presso la libreria del festival sarà predisposto uno spazio stabile di bookcrossing.

Per partecipare al mercato
è necessario la prenotazione via mail a mercatino@sherwood.it entro il 20 giugno.


Nella mail dovrai specificare in che area del mercato vorrai esporre e che domeniche parteciperai.

Il festival mette a disposizione un tavolo di 2 metri.

L'orario di arrivo per allestire il tuo banco è alle 17.00.
L'orario di apertura è alle 18.00.
L'orario di chiusura è alle 23.00.

Per privati e associazioni il costo è l'ingresso al festival (1 euro).

Il mercatino contro la crisi è organizzato in collaborazione con il progetto Acquisti collettivi contro la crisi del CSO Pedro di Padova e il CS Rivolta di Marghera (VE).


Partecipa con la tua bancarella!

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