<![CDATA[spazi-sociali | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/1468/spazi-sociali/articles/1 <![CDATA[Curre curre guagliò, storie dei 99 Posse. Le date a Nordest]]>

Curre curre guagliò, storie dei 99 Posse. Le date a Nordest

A poco più di un mese dalla sua pubblicazione il libro sui 99 Posse, a cura di Rosario Dello Iacovo, storico manager della band, sta riscuotendo un notevole successo; ne sono testimoni le numerose presentazioni in programma in tutta Italia.

Il libro descrive vent'anni di lavoro artistico e militante, di impegno artistico e politico. Riesce a spiegare, attraverso aneddoti e storie emozionanti e divertenti, come i 99 Posse siano riusciti a condizionare l'immaginario collettivo di diverse generazioni attraverso messaggi che parlano di lotta e critica radicale al sistema.

"Curre curre guagliò, storie dei 99 Posse" sbarca anche a Nord-Est con tre presentazioni in programma nel mese di gennaio e un concerto a Padova:

Venerdì 23 gennaio a Venezia - Laboratorio Occupato Morion (condividi evento)

Sabato 24 gennaio a Trento - Centro sociale Bruno (condividi evento)

Domenica 25 gennaio a Treviso - Centro sociale Django (condividi evento)

Venerdì 27 febbraio concerto a Padova - Centro sociale Pedro (condividi evento)

Curre curre guagliò, storie dei 99 Posse è una biografia atipica perché non focalizza l’attenzione solo sulle vicende del gruppo, proponendo la consueta carrellata di dischi e concerti, ma le utilizza per raccontare l’Italia, soprattutto Napoli.

Un viaggio attraverso gli occhi di ragazzini cresciuti in fretta in quei quartieri popolari, in quei paesi dell’hinterland, dove si affacciano alla vita, si innamorano della musica e della politica. Quei ragazzini sono Luca ‘o Zulù, Massimo Jrm, Marco Messina e Sacha Ricci e di quelli che condividono pezzi di strada del loro cammino, come Meg, i Bisca e Sergio Maglietta, Speaker Cenzou e Valerio Jovine, Rosario Dello Iacovo e Diego Magnetta. La base di partenza è il centro sociale Officina 99, l’anno il 1991, quando una band nata quasi per caso - con un forte imprinting politico - inizia il percorso che la porterà a diventare fenomeno mediatico e campione di vendite.

Curre curre guagliò è anche la storia degli ultimi decenni, vista dalla prospettiva di tutti i protagonisti: ci sono gli anni settanta e gli echi della rivolta; gli ottanta, con la sconfitta del sogno rivoluzionario e la Resistenza sotterranea; il punk, le prime esperienze all’estero, gli squat di Londra, il vecchio Leoncavallo, il Tienament di Soccavo.

Ci sono gli autonomi e gli anarchici, i comunisti e gli operai, i disoccupati, il movimento per la casa e gli squatter, le posse, la Pantera e Officina 99, i No Global e la Terra dei Fuochi. C’è l’impegno internazionalista in Palestina, in Medio Oriente e in Chiapas. Ci sono Genova 2001 e Carlo Giuliani.

Sempre come parte di quella voce collettiva che contesta i potenti della Terra. Un’opera corale, dove in certi casi si fa fatica a ricordare tutti quelli coinvolti, quelli che si sono persi per strada, quelli che non ci sono più, perché tutti insieme sono davvero tante e tanti.

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<![CDATA[Cena sociale di autofinanziamento al Cso Pedro]]>

 

Domenica 21 Dicembre

Cso Pedro - via Ticino 5

presenta

 

Cena sociale di autofinanziamento

 

"E' proprio questa, del resto, la differenza tra istituzione e legge: la legge è una limitazione delle azioni, l'istituzione un modello positivo di azione [...] l'oppressione si manifesta quando le leggi hanno a che fare direttamente con gli uomini e non con le istituzioni preliminari che garantiscono gli uomini." G. Deleuze, "Istinti e istituzioni".

Fare politica di movimento, dal basso e a sinistra, è da sempre l' attività che ci contraddistingue: le battaglie per i diritti sociali, welfare e una vita degna libera dalla servitù del lavoro (sempre più gratuito e pervasivo), l'estensione della cittadinanza per tutti e tutte, la rivendicazione del controllo democratico e dal basso delle risorse dei nostri territori, l'accesso al sapere, sono solo alcuni dei geni del nostro DNA.

I contenuti che esprimiamo non possono essere separati dalla forma con cui vogliamo cambiare il presente. In alcune occasioni, ci troviamo ad affrontare la sordità e la chiusura delle leggi; quelle stesse leggi che si vogliono giuste e universalmente valide, ma che nella realtà restringono la libertà di ciascuno/a e impongono la ragione del più forte. L'uguaglianza e la giustizia reali tante volte vanno oltre i recinti giuridici, per creare un allargamento possibile dei diritti verso tutti e tutte.

Ma tutto questo non accade senza ritorsioni e conseguenze legali. Da anni, e soprattutto negli ultimi periodi, vediamo un accanimento da parte delle istituzioni e della magistratura contro gli attivisti e le attiviste: denunce, processi, misure cautelari si abbattono su di loro. Non è di certo una novità, così come le spese legali che queste implicano per garantire una giusta difesa, e assoluzione, dei tant* colpit* da questi provvedimenti.

Se vi siete mai sentiti solidali con gli attivisti, se avete mai partecipato ai momenti pubblici e sempre rivolti alla cittadinanza che il C.S.O Pedro ha organizzato, un'ottima occasione per dimostrarlo sarebbe la partecipazione alla cena del 21 dicembre. È anche un buon momento per vederci da vicino, condividere del buon vino e delle prelibatezze culinarie, capire chi siamo e come intendiamo il nostro fare politica quotidiano.

Certo, non sarà la cena a far cambiare il verso alle decisioni prese nei tribunali né alle nostre spese legali: ma parteciparci sarà sicuramente un modo per esprimere la propria vicinanza, la condivisione di un progetto collettivo che è rivolto a coloro che hanno sempre pensato alla politica come uno spazio di libertà per tutti.

Durante la cena verrà presentata anche la FreedomCard, un modo per contribuire attivamente alle spese legali, dal proprio piccolo, oltre agli eventi orgranizzati nel centro sociale.

Vi aspettiamo numerosi/e.

 

Menu:

Antipasto: tortino a sorpresa

Primo: cannelloni ripieni su un letto di vellutata di fagioli

Secondo: spezzatino di maiale con piselli e polenta (e variante vegetariana)

Acqua e vino compresi
a seguire dolci e amari a buffet

Il costo della cena è di 15 euro.


Tutto il ricavato verrà utilizzato per sostenere le spese legali degli attivisti.
Durante la serata ci sarà l' estrazione dei numeri vincenti della freedom lotteria.


Per le prenotazioni:
chiamare o inviare un sms al 3472117877
email: cenasociale.csopedro@gmail.com

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<![CDATA[Dall'Expo al MoSE, sommersi da cemento e corruzione: dibattito al Laboratorio Morion]]>

Giovedì 4 dicembre 2014

ore 21.00

Laboratorio occupato Morion

Salizada San Francesco della Vigna

Castello - Venezia

Dal Mose all'Expo

Sommersi da una marea di cemento e corruzione

Evento Facebook

Cosa sta succedendo attorno al grande evento milanese?

Quali intrecci fra politica, affari e criminalità organizzata stanno emergendo dalle inchieste che hanno colpito il capoluogo lombardo?

Quali somiglianze con la "vicenda MoSE"?

Ne discuteremo con:

Gianni Belloni - Coordinatore Ossemrvatorio Ambiente e Legalità
Ernesto Milanesi - Giornalista
Sebastiano Canetta - Giornalista (in collegamento da Berlino)

Ripercorrendo le inchieste giudiziarie che investono il Nord del paese, affronteremo insieme agli autori la presenza delle mafie su tutto il territorio nazionale, come queste si intrecciano a doppio filo nella costruzioni dei grandi eventi e delle grandi opere.
Da Vicenza a Padova, da Milano a Venezia, fino a Trieste, significa da Mantovani spa a Maltauro, dalle sigle della Legacoop alle aziende edili della Compagnia delle Opere, passando per il Consorzio Venezia Nuova, intrecci nell'asse lombardo-veneto che costano milioni di euro.

Nemmeno il commissariamento del Comune di Venezia ha fermato i lavori del Mose e l'avvio dei lavori per lo sbarco dell'EXPO 2015 in laguna, con un Comitato Expo Venezia il cui staff parla da solo, come scrivono Ernesto Milanesi e Sebastiano Canetta nel Manifesto del 20 settembre 2014, "Matteo Zoppas di Confindustria presidente delegato con Roberto Crosta della Camera di commercio segretario operativo affiancato dall’ex assessore Piero Rosasalva.

In cantiere «Aquae 2015» ovvero fiere, esposizioni, attività e convegni in programma da maggio a ottobre al Vega‐2 di Porto Marghera. Si tratta di un’area di 40 mila metri quadri e 20 milioni di investimento nel “nuovo waterfront” gestito da Condotte Immobiliare Spa, colossale contractor delle infrastrutture: controllato da Ferfina, è presieduto da Isabella Bruno Tolomei Frigerio, moglie di Duccio Astaldi.

Il gruppo compare nei cantieri del Mose, della Tav, della metropolitana di Roma e in altre operazioni di project financing. Per ora sullo sfondo resta la «sinergia» con le tre grandi Fiere del Veneto, mentre la holding ha già incorporato Inso che è coinvolta nel ginepraio del Centro protonico all’interno del nuovo ospedale di Mestre.

Insomma, dietro le quinte della propaganda Expo 2015 spunta il solito «giro». "
Questi alcuni spunti della discussione che verrà affrontata giovedì 4 dicembre al Laboratorio Occupato Morion.

Verso il primo maggio milanese 2015, per immaginare e costruire l'opposizione al grande evento EXPO.

Dalle 19.00 saremo aperti con la pizza del Forno Pachamama.

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<![CDATA[Resistenza artistica in Palestina al SaLE docks]]>

DOSC approfondisce il tema dell'arte palestinese e le sue forme dalla poesia al rap dei giovani con il professore Simone Sibilio e Giovanni Fassina, membro dell'Associazione M.A.I.A.

Martedì 2 Dicembre 2014

ore 17.30

SaLE docks

Punta della Dogana Venezia

Resistenza Artistica in Palestina

E' questo il titolo che noi studenti del collettivo Li.S.C. (Liberi Saperi Critici) abbiamo voluto dare alla terza giornata che si inserisce nel ciclo di conferenze DOSC (Dipartimento Occupato Saperi Critici): un progetto che prevede la realizzazione di quattro incontri di autoformazione articolati su un’analisi politica, storica ed artistica del Medio Oriente.

Da sempre siamo abituati a guardare alla Palestina come terra di un popolo forte, un popolo che lotta quotidianamente per un diritto fondamentale: il diritto di esistere. Così risulta quasi inevitabile parlare di questa terra senza ricollegarsi al termine “resistenza”.

Si resiste in Palestina, lo si fa da sempre.
Resiste l’anziano che pianta un nuovo ulivo, l’uomo che ricostruisce la casa dopo l’esplosione, la donna che partorisce sotto i missili di Gaza, il bambino che gioca tra le macerie, mettendo in pratica una forma di resistenza ingenua e più o meno inconsapevole. È la terra stessa a resistere, in Palestina.

I palestinesi ci insegnano che resistono per esistere, ma ci insegnano anche che la resistenza può assumere diverse sfumature: si resiste attraverso la forza e l'unione fisica, ma non solo. Si resiste anche attraverso la cultura, il pensiero e l'arte collettiva.
Un popolo muore quando la sua memoria sparisce, quando le sue tradizioni, canzoni, poesie e storie vengono dimenticate, cancellate. È così che i versi dei poeti, le canzoni popolari, gli spettacoli teatrali, le rime rap delle nuove generazioni di ragazzi e ragazze palestinesi possono diventare armi pericolosissime, che fanno molta più paura di un qualsiasi esplosivo.

Con l'aiuto del professor Simone Sibilio, ricercatore presso il dipartimento di studi medio orientali dell'Università Cà Foscari di Venezia e professore di cultura e lingua araba presso la LUISS di Roma, di Giovanni Fassina, membro dell'Associazione M.A.I.A. (Make An Impact Association) di Trento, cercheremo di approfondire tutto questo, attraverso un excursus culturale che parte con la letteratura della Nakba accompagnata da letture di versi di poeti del calibro di Mahmud Darwish, fino ad arrivare allo sviluppo dell' hip hop e dei versi musicali dei nuovi rapper palestinesi negli ultimi 10 anni facendo riferimento alla proiezione di alcuni estratti tratti dal documentario "R.A.P. Revolution-Art- Poetry" realizzato dall'Ass. M.A.I.A. nei territori palestinesi della West Bank.

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<![CDATA[Cum panis: tre giorni attorno al nuovo forno a legna del Cs Bocciodromo]]>

5, 6 e 7 dicembre 2014

Dal 5 dicembre alle 18.30 al 7 dicembre alle 23.00

Centro sociale Bocciodromo
Via Rossi, 198 - Vicenza

Cum panis: tre giorni attorno al nuovo forno a legna

Evento Facebook

Da venerdì 5 a domenica 7 dicembre, tre giornate di festa, incontri, degustazioni, laboratori, musica, buon cibo e convivialità: al Cs Bocciodromo di Vicenza il nuovo forno a legna autocostruito diventa un nuovo spazio di socialità e scambio.

Il forno a legna rappresenta il cuore di un nuovo progetto che vuole valorizzare le autoproduzioni e la filiera corta, le relazioni dirette tra consumatori e produttori, la biodiversità e la piccola agricoltura contadina libera da Ogm.
Speriamo che il forno diventi uno spazio aperto al quartiere dei Ferrovieri (ma non solo): un luogo collettivo di condivisione di saperi e buone pratiche che parlano di terra e libertà, ma anche un progetto capace di aprire nuove strade verso un'altra economia e per la costruzione di reddito.

Programma delle giornate (in aggiornamento)

Venerdì 5 dicembre 2015

 ore 19.00: Incontro-degustazione

Terre resistenti: assaggi e voci dalle filiere dei cereali del Veneto. Con il forno della biofattoria sociale Conca d'Oro di Bassano (Vi); l'esperienza del “Pane logistico” di Mira (Ve); la filiera corta bio dei cereali del Veneto di A.ve.pro.bi (Associazione veneta dei produttori biologici).

ore 20.00: cena con il progetto "Cucina a G.a.s.", a cura del Gas No Dal Molin con lo chef Federico Magliaretta

prenotazioni: gas@nodalmolin.it / 347.9087538
a seguire, vin brulé e caldarroste al bar Bisboccia

ore 21.00: concerto a cura della cooperativa sociale Piano Infinito

Sabato 6 dicembre 2014

ore 16.00: Incontro regionale della campagna Genuino Clandestino, verso la costruzione del prossimo incontro nazionale a Vicenza (aprile 2015)

ore 18.00: Presentazione della "Guida al vino critico" (Altreconomia edizioni)
Con Giovanni Camocardi, Officina Enoica (Milano); Carlo Sitzia, Palazzetto Ardi (Gambellara, Vi); Cristian Moresco, I Canevisti (Breganze, Vi).
a seguire, degustazione di vini con I Canevisti: su prenotazione, contributo 3 euro. (per prenotazioni: gas@nodalmolin.it / 347.9087538)

ore 20.30: Jazz dinner, con il Bocciodromo jazz club

ore 21.30: Jazz a cura del Bocciodromo jazz club

cena su prenotazione: gas@nodalmolin.it / 347.9087538. ingresso cena e jazz: 12 euro

Domenica 7 dicembre 2015

dalle ore 15.00: Laboratorio sulla panificazione con la pasta madre con lo chef filosofo Piergiorgio Casara e cottura dei pani nel forno a legna. 

laboratorio su prenotazione: gas@nodalmolin.it / 347.9087538

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<![CDATA[Incontro con Yilmaz Orkan su Kobane e Rojava alla Tana dello Studente]]>

Martedì 2 dicembre 2014

ore 16.30

Tana dello studente
Via Marzolo, 15/bis - Padova

Il Collettivo S.P.A.M. presenta

Dibattito con Yilmaz Orkan, membro del congresso nazionale del Kurdistan e portavoce dell'Associazione e sito web Uiki Onlus

Discutiamo di:

Medio Oriente e Kobane:
la resistenza eroica di donne e uomini che sta parlando a tutto il mondo

La Carta del Contratto Sociale del Rojava:
esempio moderno di libertà, diritti e autonomia.

Presentazione della staffetta a Suruc:
con collegamento skype con gli attivisti italiani che si trovano sul confine Turchia-Siria, per conoscere e testimoniare la straordinaria esperienza di resistenza contro l'Isis.

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<![CDATA[“Guerra alla Guerra”, un progetto di arte pubblica al Centro sociale Django]]>

Guerra alla guerra

CSO Django (Ex Caserma Piave Occupata)

Via Monterumici,11 - Treviso

Sabato 22 novembre 2014

Alle ore 18.30

Inaugura sabato 22 novembre all’interno del Centro Sociale Occupato Django il primo appuntamento del ciclo “Guerra alla Guerra”, un progetto di arte pubblica “site specific” che si svolgerà con cadenza mensile nell'arco di un anno.

L'iniziativa intende gettare uno sguardo sulle diverse forme di diserzione, follia, protesta, pacifismo e opposizione che si verificarono nel primo conflitto mondiale e che sono state in parte rimosse dalla storiografia ufficiale.

Il progetto si iscrive all'interno di una riflessione più ampia che mira al reintegro a pieno titolo dei fucilati del ’15 -’18 nella memoria nazionale, così come avvenuto in Francia, Germania e Inghilterra attraverso atti politici, monumenti e l’aggiornamento delle liste dei caduti. Nella quasi totalità dei Paesi belligeranti è iniziato questo processo di riconoscimento, non in Italia che peraltro è stato il Paese che ha fatto più largo uso della giustizia sommaria: 750 fucilati con processo, 200 colpiti da decimazione per estrazione a sorte e un numero incalcolabile di soldati uccisi per le vie brevi dai loro ufficiali o dai carabinieri perché accusati di codardia, ribellione o episodi di follia.

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Un abbraccio che il collettivo ZTL Wake Up vuole dare ai ragazzi della "mala morte" del ’15 -‘18, un omaggio che vogliamo rendere affinché la loro morte sia servita a qualcosa, per toglierli dal ghetto dell’oblio e della vergogna, un riconoscimento indispensabile per dire no alla guerra in un tempo in cui i conflitti tra stati e nazioni sono riemersi, appena al di fuori dei confini dell’Unione Europea.

Vi mostreremo i volti e vi faremo sentire le voci di chi capì l'orrore inumano della guerra, che subì tutto questo in prima persona durante e, per i sopravvissuti, anche dopo il primo conflitto mondiale, i loro tentativi di disobbedienza e ribellione che si sono trasformati in potente e tangibile opposizione alla vita militare, delle caserme e delle trincee attraverso un processo che cerca di infrangere i confini retorici delle celebrazioni ufficiali.

Il primo appuntamento è dedicato a Giuseppe Scalarini, tra i principali disegnatori satirici italiani, socialista, anticapitalista, antimilitarista e perseguitato politico nel ventennio fascista.

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<![CDATA[Drop Out - La prima mostra al L.O.Co. ]]>

Domenica 23 novembre 2014

dalle 15.00

Drop-out #2 - variazioni sul tema di partecipazione politica

Curated by Penzo+Fiore _ Cantiere Corpo Luogo

Artists: Adalberto AbbatePetrov Ahner, Nicolas Clauss e Sandro Mele

L.O.C.o - Laboratorio Occupato Contemporaneo

Via Piave, 2 - Mestre, Venezia

Il termine drop-out si riferisce a chi esce dai modelli comportamentali della società cui appartiene. È l'atteggiamento degli individui che scelgono di interrompere un'occupazione approvata socialmente per qualcosa di inedito e di inaspettato. Alla sua base si può leggere un desiderio di autenticità o di trasformazione, agito con l'interruzione di qualsiasi azione approvata e condivisa a livello di condotte medie.

A pochi giorni dalla riappropriazione dello spazio dell'ex Galleria Contemporaneo di Via Piave a Mestre, un luogo simbolo del livello qualitativo di ricerca raggiunto da una zona cittadina che nasce di margine pur essendo a pochi passi dal centro, inneschiamo la seconda tappa della mostra Drop-out, proposta al Rivolta di Marghera nell'ottobre 2013.

Il concetto di fondo della mostra si basa sull'idea di aggregazioni costanti di nuovi artisti che si vogliano confrontare con il tema della partecipazione politica, della comunità, di temi sociali scottanti per tutti coloro che vogliano mantenere uno sguardo critico aperto.

Lanciamo Drop-out 2 come si lancia un ponte tra due sponde di un fiume: riproponiamo le opere dei tre artisti già esposti in Drop-out 1, Adalberto Abbate, Petrov Ahner e Nicolas Clauss, a cui si aggiunge il nuovo video di Sandro Mele, “Ti avevo avvertito”, un'opera intima nata dai luoghi dell'infanzia di un artista che fin da subito ha legato la sua ricerca alle problematiche politiche e sociali connesse ai lavoratori, figlio di quella realtà operaia che seguiva il lavoro fin dove poteva trovarlo, senza ottenere sconti o scorciatoie nella formulazione di una vita.

Questa seconda tappa di Drop-out, che sarebbe dovuta approdare al Teatro Valle ampliata da un gruppo di artisti attivi nel territorio romano, suona come un ritornello da cui ripartire, un pensiero accresciuto che ci piacerebbe potesse continuare le sue emersioni proprio per la natura corsara e di apparizione immediata che lo caratterizza. Ora partiamo così, “da quattro anni a quattro giorni”, nella speranza che la città risponda positivamente a questa riappropriazione debita.

In un contesto sempre più abbandonato alla perdita di sé, in cui la dismissione di un negozio corrisponde allo spegnimento di un frammento di città, ci troviamo davanti un nuovo flusso di vita che circola piacevolmente all'interno di mura ancora bianche e pulite, pronte ad operare quella fotosintesi purificatrice che da sola non si potrebbe attivare.

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<![CDATA[DOSC incontra i registi Cristina Bocchialini e Ayman El Gazwy al Sale Docks]]>

In questo ambiente di ricerca culturale e in questo clima di nuove sperimentazioni, si inserisce il progetto DOSC (Dipartimento Occupato dei Saperi Critici), che prevede la realizzazione di quattro incontri di autoformazione articolati su un’analisi politica, storica ed artistica del Medio Oriente.

Martedì 25 novembre 2014

Sale Docks

Dorsoduro 265 - Venezia

Ore 17.30: incontro e discussione con i registi Cristina Bocchialini e Ayman El Gazwy

Ore 20.00: proiezione del documentario "Sotto l'esilio, Attraversando la morte"

Cristina Bocchialini
Italiana, regista, fotografa.

Ayman El Gazwy
Egiziano, scrittore, sceneggiatore, regista.

Nel 2009, insieme, fondano la casa di produzione Boga Film a Los Angeles. Promuovono documentari riguardanti temi dell’Euro-Mediterraneo

Lavori più importanti:

2010, The Curse Of The Sand

Vincitore della XIII edizione del Mediterraneo Video Festival e Golden Award per il Miglior Documentario sui Diritti umani e sulla Libertà all’Al Jazeera International Film Festival.
Dopo settant’anni dalla battaglia di El Alamein si stima vi siano ancora 17 milioni di mine inesplose con cui la popolazione, quotidianamente, è a contatto. Il documentario denuncia l’assurdità e l’orrore della guerra, di una guerra soprattutto che non può definirsi conclusa a causa delle eredità lasciate.
Trailer
IMDb
Al Jazeera

2011, partecipano al progetto Life in a day di Ridley Scott

Trailer
Film (sub ita)
IMDb

2012, The Factory

Il documentario parla delle rivolte nella fabbrica tessile El Ghazl di Mahalla in Egitto, con 20.000 lavoratori, la più grande tra Africa e Medio Oriente. È qui, in questa fabbrica, con le rivendicazioni sindacali, economiche e politiche degli operai che la rivolta contro Mubarak ha inizio.
IMDb
Al Jazeera

2014, Wave upon Wave

Trasmesso da Al Jazeera per la commemorazione del naufragio del 3 ottobre al largo delle coste di Lampedusa

I due registri compiono e narrano il viaggio di profughi in mare, fino Lampedusa, da qui verso Milano e poi il Nord Europa denunciano il business economico che vi è dietro.
Film

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<![CDATA[Mercatino Contro la Crisi al Centro sociale Rivolta: abbigliamento, Artigianato e cibo a Km 0!]]>

Domenica 9 Novembre 2014

Centro Sociale Rivolta

Via F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)


Mercatino Contro la Crisi

Abbigliamento, Artigianato e cibo a Km 0!!!

Dalle 15.00 alle 19.00

Domenica 9 novembre vi aspettiamo per l’apertura della terza stagione del Mercatino Contro la Crisi.

Il Mercatino è nato con l’idea di coinvolgere la città di Marghera e non solo in domeniche alternative, contro il consumo di massa proprio dei centri commerciali, con lo scopo di creare socialità e per affrontare in modo semplice ma deciso la crisi economica degli ultimi anni, sviluppando un circuito di solidarietà e condivisione.

In vista dello sciopero sociale del 14 novembre, che vuole essere una piattaforma comune che sappia combinare le diverse forme di lotta sperimentate e progettarne di nuove, potenzialmente capaci di estendersi su scala europea, che vuole essere un caleidoscopio di pratiche da costruire pazientemente attraverso dei veri e propri laboratori territoriali dello sciopero, saranno presenti al mercatino alcuni banchetti informativi di diverse realtà attive nel nostro territorio: Assemblea Sociale per la Casa, #Occupydegrado, Comitato No Grandi Navi, Palestra Popolare Rivolta, Coordinamento Studenti Medi, Scuola di Italiano Liberalaparola, Marghera liberi e pensanti, Comunali Autorganizzari e Opzione Zero.

Come sempre, oltre ai vari banchetti sarà aperto lo spazio bimbi all’interno della Palestra Popolare Rivolta, che alle 16.30 organizzerà un laboratorio "festeggiamo San Martino!".

Contatti:
openlive.rivolta@sherwood.it

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<![CDATA[VI.Comics 2014 - Day 3 al Centro sociale Bocciodromo]]>

Domenica 16 novembre 2014

ore 15.30

Centro sociale Bocciodromo
Via Rossi, 198 - Vicenza

VI.Comics 2014 - Day 3

ore 15.30 : "In principio era il fumetto" a cura di Daniele Saverino

ore 17.30: "Il fumetto underground ieri e oggi" con Stefano Zattera, Luca Vanzella, Luca Genovese, Daniele Saverino e Toastzine

In principio era il fumetto:

"Nel corso della propria storia, l'uomo ha sempre tramandato racconti attraverso l'immaginario grafico: dalle pitture rupestri ai geroglifici, dalle grotte del Sogno ai murali metropolitani, l'evento è stato contestualizzato e rappresentato con disegni ed ogni forma d'arte spicciola che si è di seguito sviluppata con il nome originale di Fumetto... noi ve lo presentiamo nell'occasione di cui sopra; venite a condividerla!"


Il fumetto undeground ieri e oggi:

"Cerchiamo di comprendere attraverso i racconti di chi vi ha partecipato, la storia sommersa del fumetto underground italiano dagli anni 90 ad oggi, che nella città di Vicenza e non solo ha portato alla luce molti artisti di talento. Una storia fatta di autoproduzioni, che partivano da centri sociali nell'epoca delle posse, di fumetti fuori dagli schemi, che avevano il coraggio di sperimentare nuove forme di comunicazione che andavano oltre la classica concezione di fumetto. Ne vogliamo discutere con alcuni dei protagonisti per capire cosa resta oggi di quella storia e con chi oggi prova a proseguire quel percorso di autoproduzioni."

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<![CDATA[Treviso ha il suo nuovo centro sociale: si chiama Django]]>

I movimenti sociali, quando sono autentici, devono essere in grado di produrre momenti di rottura. Rottura con la ciclicità del presente, con i meccanismi di governance, ma anche con il proprio stesso percorso.

Nel giugno 2012, aprendo i cancelli dell’ex Telecom, iniziammo per quanto inconsapevolmente un percorso di rivendicazione che a Treviso non era mai stato intrapreso, almeno nei termini qualitativi e quantitativi che abbiamo vissuto. Con nostra sorpresa, vedemmo anche una fetta consistente della città appoggiare le nostre richieste di spazi, agibilità politica, cultura; in una parola, democrazia. Non la democrazia come ci viene propinata ogni giorno, quella della rappresentanza istituzionale, oggi sempre più impotente di fronte ai grandi interessi economici, ma quella dell'autogestione dal basso, di un processo complesso, orizzontale e partecipato.

Non vogliamo ripercorrere qui la storia del collettivo ZTL Wake Up, ci interessa piuttosto segnalare la fine di un ciclo di mobilitazione che è l’inizio di un altro. Quando il 25 ottobre siamo entrati per la dodicesima volta in uno spazio abbandonato, lo abbiamo fatto sapendo di determinare una svolta per il nostro collettivo. Questa non sarebbe stata una Zona Temporaneamente Liberata. Abbiamo aspettato troppo, non siamo più disposti a cedere alle minacce o a credere alle promesse dell’amministrazione, che puntualmente cadono nel vuoto.

Qui siamo per dire qui Restiamo!

Abbiamo deciso di inaugurare un nuovo spazio sociale a Treviso, un luogo che da proprietà pubblica si fa spazio comune, sovvertendo la dicotomia pubblico-privato.

Vogliamo praticare quel bene comune di cui molti - troppi? - parlano. Dal 25 ottobre il collettivo Ztl Wake Up ha trovato casa nel nuovo Centro Sociale Occupato Django, che sarà parte di un percorso lungo e tutto da scrivere. Perché Django? Perché nell’immaginario comune questo nome rimanda a chi non accetta la propria subordinazione a qualcosa o a qualcuno, perché Django si organizza per cambiare la propria vita e quella degli altri, è antirazzista e antifascista, è l’uomo nero, evoca dignità senza prendersi mai troppo sul serio. Perché Django siamo noi! Sappiamo che ogni giorno è un giorno guadagnato, che il rischio di sgombero manu militari è sempre dietro l’angolo, ma sappiamo anche che la nostra benzina si chiama gioia (non vogliamo scomodare la felicità, quella arriverà domani). Sappiamo che molti in città aspettavano da noi un segnale e ora è arrivato.

Al momento sono cinque i progetti che stiamo attuando: "Guerra alla Guerra" una serie di iniziative in chiave antimilitarista che si svolgeranno con cadenza periodica in occasione del centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale, una sala concerti/teatro per ascoltare musica underground e assistere a rappresentazioni teatrali; una palestra popolare dove praticare sport a costi accessibili, conoscere altre persone e imparare ad ascoltare il proprio corpo; un’aula studio per studenti medi e universitari dove studiare, scambiarsi pareri, formarsi un sapere critico; una ciclofficina dove imparare a riparare le biciclette e migliorare le proprie abilità manuali; un caffè letterario per una libera consultazione del sapere (libri, musica, presentazioni). Molti altri progetti sono in fase di costruzione e come sempre siamo aperti a proposte e contributi esterni.

Meglio occupato che abbandonato!

CSO Django

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<![CDATA[Un tè con... Massimo Zamboni al Centro sociale Arcadia]]>

Domenica 16 novembre 2014

Centro sociale Arcadia
Via Lago di Tovel - 18
Schio (VI)

Un tè con... Massimo Zamboni

Ricomincia "Un tè con.." che per il primo incontro vi invita a fare un profondo tuffo in ciò che è stato e di cui se ne sente la mancanza, pretesto con il quale ci avviciniamo a Massimo Zamboni chitarrista dei CCCP Fedeli alla linea e Consorzio Suonatori Indipendenti (C.S.I .), ora impegnato in progetti da solista e in collaborazione con artisti come Nada e angela baraldi. Ha anche realizzato per il cinema diverse colonne sonore e pubblicato diversi libri.

Un viaggio nella musica alternativa dagli anni '80 a oggi, un po' raccontato, un po' musicato e cantato, che l'artista propone, mentre il pubblico potrà ascoltare e osservare, farsi coinvolgere e, perché no, dialogare, come sempre sorseggiando un buon tè e degustando biscotti e dolci caserecci.

ore 17:30

Ingresso 4 euro (comprensivi delle consumazioni di tè e dolci)

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<![CDATA["Mondi vicinissimi" con Paolo Martino, reporter e documentarista al Centro sociale Bruno]]>

Domenica 9 novembre 2014

ore 18.00

Centro Sociale Bruno

Lungadige S. Nicolò 4, Trento

Rassegna "Mondi vicinissimi"

Incontro con Paolo Martino, reporter e documentarista indipendente

Domenica 9 novembre alle 18.00 primo appuntamento al centro sociale Bruno di "Mondi vicinissimi", rassegna sul giornalismo indipendente e d'inchiesta: incontro con Paolo Martino, reporter e documentarista che si occupa di migrazioni

La discussione sarà introdotta e coordinata da Paola Rosà giornalista roveretana freelance e traduttrice.

Parte al centro sociale Bruno la rassegna “Mondi vicinissimi”, che ci accompagnerà da novembre 2014 fino a maggio 2015 con un appuntamento mensile.

La rassegna mira ad approfondire il tema del giornalismo indipendente e d’inchiesta che indaga sulla realtà facendone emergere quei punti di vista che vengono oscurati dai media mainstream, schiacciati da una informazione che troppo spesso difende e compiace i grandi interessi economici e le scelte politiche dettate dal “pensiero unico” neoliberista.

Non ci interessa la mera narrazione di una visione altra, ma vogliamo mettere in risalto le interazioni possibili tra gli strumenti dell’inchiesta indipendente e le battaglie condotte dai movimenti che agiscono il terreno del cambiamento sociale, politico, economico ed ambientale.

I diversi appuntamenti di “Mondi vicinissimi” tratteranno temi come le migrazioni, le devastazioni ambientali, il lavoro e la precarietà, cercando di guardare sempre gli intrecci tra realtà territoriali e sistema globale, che agiscono sempre in reciproca relazione e non in modo dicotomico.

Il primo ospite sarà Paolo Martino, reporter e documentarista nato nel 1983 che frequenta da anni il Medio oriente. Nel 2011 ha ottenuto un premio giornalistico europeo seguendo la rotta dei rifugiati afghani dal Kurdistan all'Italia.

Nel 2012 ha viaggiato dal Caucaso a Beirut seguendo i luoghi e la storie della diaspora armena mediorientale.

Nel 2013 il suo documentario "Just about My Fingers" sulla condizione dei rifugiati in Grecia ha ricevuto vari riconoscimenti.

E' autore di "Terra di Transito" (www.facebook.com/terraditransito), docufilm prodotto da Istituto Luce - Cinecittà proiettato nelle sale di tutta Italia.

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<![CDATA[Gli Algoritmi del Capitale al Sale Docks]]>

Martedì 11 novembre 2014

ore 20.00

Sale Docks

Dorsoduro 265, Venezia

Gli Algoritmi del Capitale

Presentazione del libro "Gli algoritmi del capitale" presso Sale Docks e seminario "L’occhio dell’algoritmo: Antropocene, nomos della terra e costruzione del cervello globale" all'Università Ca' Foscari.

11 Novembre 2014, 20:00. Sale Docks, Dorsoduro

Presentazione del libro e discussione (accompagnata da spritz) con la partecipazione di: Marco Baravalle, Freddy Paul Grunert, Fabrizio Panozzo, Francesca Coin in spirit, Ombre Corte in paper e Matteo Pasquinelli, fra altri ospiti annunciati a breve.

Testo dell'introduzione a Gli Algoritmi del capitale a questo link

L’immaginario politico e l’idea di futuro sembrano oggi cancellati dall’imperativo dell’austerity. Ma quale sarebbe il vero passaggio rivoluzionario, si chiedevano un tempo Deleuze e Guattari: ritirarsi dal mercato globale o, al contrario, andare ancora più lontano, “accelerare il processo”?

L’economia è in crisi, ma la tecnologia continua a evolvere sotto i nostri occhi: i social network sono sempre più pervasivi, la logistica delle merci sempre più veloce e digitalizzata, servizi segreti e finanza usano algoritmi sempre più sofisticati per analizzare e prevedere i comportamenti di massa. E se l’impasse politica fosse legata all’incapacità di comprendere le nuove astrazioni del capitale e del lavoro, gli algoritmi che controllano le relazioni sociali tanto quanto il tempo collettivo congelato dalla finanza in futures e derivati? Un nuovo nomos tecnologico sembra prendere forma a livello planetario, dove i poteri tradizionali degli Stati nazione si intrecciano con le grandi corporation della rete. Un ex direttore della Cia lo ha riassunto in modo cinico ma efficace: “Uccidiamo persone sulla base dei metadati”.

Rispondendo al recente Manifesto accelerazionista e rilanciando la tesi del capitalismo cognitivo, gli autori del presente libro sostengono che lo sviluppo tecnologico possa essere ridisegnato in senso rivoluzionario, che l’astrazione più estrema dell’intelligenza debba diventare arma politica e che il futuro sia da riconquistare come terreno visionario.

Testi di: Franco “Bifo” Berardi, Mercedes Bunz, Nick Dyer-Witheford, Stefano Harney, Christian Marazzi, Antonio Negri, Matteo Pasquinelli, Nick Srnicek, Tiziana Terranova, Carlo Vercellone, Alex Williams.


La presentazione sarà preceduta nel pomeriggio da un seminario universitario organizzato dal gruppo Crisi Violenze Frontiere, Università Ca’ Foscari - Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (www.facebook.com/criviofro).

11 Novembre 2014, 17:00. Palazzo Vendramin, Dorsoduro, Venezia

Matteo Pasquinelli, “L’occhio dell’algoritmo: Antropocene, nomos della terra e costruzione del cervello globale”.

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<![CDATA[Padova - Scatta una foto per il diritto alla città, la nuova campagna del Collettivo SPAM!]]>

Una foto per il diritto alla città!

Ehi, dico a te studente Padovano o fuori sede che tu sia! Hai la passione o il pallino per la fotografia?

Ecco allora sto davvero parlando con te!

Ti andrebbe di partecipare ad un progetto/esperimento fotografico? Non ti devi preoccupare se la tua attrezzatura è quella che è o non ti senti super professionale!

L'idea è quella di documentare i cambiamenti della città in cui vivi del pre e post Bitonci, di mostrare attraverso le foto qual è il vero degrado e in cosa potrebbe trasformarsi Padova se non ci facciamo sentire.

Per una città in cui tutti possano avere il diritti di vivere dignitosamente, andiamo a imprimere sul rullino le piazze svuotate, i migranti costretti nelle zone periferiche, i servizi che non funzionano, i giovani sempre meno presenti in città!

Nel caso fossi interessato scrivi a questa mail: fotografipercasospam@gmail.com e ricorda che il primo appuntamento si terrà mercoledì 5 novembre alle ore 17.30 alla Tana dello Studente in via Marzolo 15, così potremo parlarci e confrontarci!!

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<![CDATA[Presentazione di "L' #altraPADOVA: guida al diritto alla città" alla Tana dello studente]]>

Mercoledì 5 novembre 2014

alle ore 19.30

Tana dello studente

Via Marzolo, 15 - Padova

L' #altraPADOVA: guida al diritto alla città - Aperitivo e presentazione della controguida alla Tana dello studente

Vivere una città è una questione complessa, non immediata. C'è la parte di città migrante, quella studentesca e universitaria, quella del turismo, della cultura, quella dei lavori precari nei negozi, agli eventi organizzati.

C'è la città delle ordinanze, del securitarismo e degli allarmi. Molto spesso tutti questi frammenti dello stesso spazio urbano si mescolano fra di loro, si sovrappongono. Come la pensiamo noi, giovani universitari e precari?

Come Collettivo S.P.A.M vogliamo presentare la nostra visione della città, senza però fermarci alla fotografia di com'è Padova attualmente, ma cercando di dare visibilità all'altra Padova, a quella che già esiste costruisce spazi di libertà, estensione dei diritti e accesso alle risorse collettive, così come a quella che vorremmo che fosse: una città all'altezza dei desideri e dei bisogni di tutti coloro che ci vivono.

Abbiamo creato una controguida per descrivere tutto ciò e iniziare a dichiarare così quale sarà la nostra prospettiva nei prossimi mesi per non consegnare Padova a Bitonci, al lavoro precario e sfruttato, all'esclusione delle tante diversità.

Vi invitiamo a partecipare al nostro aperitivo dove presenteremo la controguida e parleremo delle nostre iniziative!

Vi invitiamo a passare anche per prendere contatti e informazioni per la campagna della mostra fotografica: scatta una foto per "il diritto alla città" info: fotografipercasospam@gmail.com

h 19.30: Presentazione della controguida: diritto all'abitare, Jobs Act, Youth Garantee verso il 7 novembre e il 14 novembre

h. 20.00 Dj set The Mojo's e aperitivo con bevute e cibo!

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<![CDATA[Occupiamoci di Treviso: una giornata di lavori all'ex Caserma Piave ]]>

Sabato 1 novembre 2014

via Monterumici 11 - Treviso

Dalle ore 9.30

Occupiamoci di Treviso: lavori alla Caserma Piave

Dalle ore 22.00

Dancehall night con Coolplay & Bassigradassi

Vogliamo rendere la caserma Piave liberata un laboratorio politico e culturale costruito dal basso. Perchè ciò avvenga vogliamo coinvolgere tutti e tutte nella riqualificazione dello spazio. Per questo invitiamo a partecipare a questa grande giornata di lavori.

Gli ambiti di lavoro sono tanti, dalla decorazione delle strutture, alla sistemazione degli spazi aperti fino alla progettazione e costruzione di arredamenti.
Chiunque abbia voglia di dare un contributo è il benvenuto, che sia mettendo a disposizione strumenti di lavoro o manodopera - o entrambi!

Vi aspettiamo dalle ore 09.30 a oltranza

Chi rimarrà con noi fino a sera potrà condividere una cena popolare offerta dal collettivo ZTL Wake Up!

A seguire, dalle ore 22.00, serata DANCEHALL - perchè per combattere il freddo non c'è niente di meglio di muovere le natiche in levare!
Alla console si alterneranno:

Coolplay

Bassigradassi

Vi aspettiamo alla Caserma Piave Occupata a Treviso!

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<![CDATA[Ogni sabato mattina al Cso Pedro mercato contadino biologico]]>

Ogni sabato mattina al Centro sociale Pedro mercato contadino biologico dei piccoli produttori locali

Dalle 9.00 alle 13 in Via Ticino, 5 a Padova

Il mercato è organizzato da Cso Pedro e Associazione contadina Campi colti.

A mercato Campi Colti trovate anche melagrane, zucche, sugoi col mosto cotto de uva clinton, tisane ad uso fitoterapico e le farine di Marino appena macinate!

Il Centro sociale Pedro è a Padova in via Ticino, 5 (laterale di Via Annibale da Bassano) nel quartiere Arcella.

Campi colti è un gruppo di agricoltori, produttori e consumaTtori provenienti da diverse province venete che si pone come alternativa al modello dominante di produzione, distribuzione e consumo dei beni alimentari, privilegiando l'agricoltura biologica e contadina.

Campi colti vuole creare uno spazio ovvero un mercato di relazioni, che permetta di sostenere chi lavora la terra sottraendosi alle logiche dell'agricoltura intensiva e garantisca l’accesso ad alimenti sani e di qualità, di cui si conosce l’origine e la produzione, ad un giusto prezzo.

Il mercato propone prevalentemente prodotti alimentari ottenuti da agricoltura biologica (certificata o autocertificata) come frutta e verdura, formaggi, pane, miele, vino, olio, dolci e salati, ed altro.

Campi colti aderisce alla campagna Genuino Clandestino per l'autodeterminazione alimentare.

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Lista degli Agricoltori e Produttori di CAMPI COLTI del mercato contadino al Cso Pedro:

- Az. Agricola "La Formaggina" - Latticini, formaggi
- Az. Agricola "Biojuna" - Ortaggi, Frutta
- Autoproduzioni di Vincenzo - Prodotti da forno: pane, taralli, salati, biscotti
- Az. Agricola di Marino - Tisane, erbe aromatiche e officinali
- Az. Agricola “Tera Mama” - Miele e uova
- Apicoltura di Giulia – Miele e uova
- Autoproduzioni di Carlotta e Elena "Agrostine" - Sciroppi, liquori, marmellate 
- Autoproduzioni di Carla - Pasta bio: grano duro con curcuma, farro, alga - crackers bio
- Il Green Corner di Riccardo - Cosmesi naturale e ecobiodetergenti bio
- Autoproduzioni di Valeria - prodotti vegani e crudisti
- Agriturismo  El Fiò - vino, aceto, prodotti gastronomici pronti

Per partecipare:

Se sei un agricoltore o un produttore biologico puoi chiedere di partecipare ai mercati e alle riunioni dei produttori.
Se ti interessa puoi proporre laboratori per condividere le tue conoscenze e far conoscere meglio i tuoi prodotti e la loro origine, puoi proporre attività culturali e informative.

Scrivi a campicolti@autoproduzioni.net

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<![CDATA[#SaveKobanê: approfondimento su Kobanê e Apericena al Cso Pedro]]>

Lunedì 3 novembre 2014

Centro sociale occupato Pedro

Via Ticino, 5 - Padova

#SaveKobanê

Approfondimento su Kobanê e Apericena

Dopo due anni di silenzio il Kurdistan è divenuto protagonista della cronaca di guerra in medio oriente.

Una cronaca confusa e intrappolata nella retorica mainstream che non lascia trasparire quanto sia davvero drammatica la situazione di un popolo storicamente senza Stato ma dal 1921 diviso al suo interno dai confini artificiali di quattro Nazioni: Turchia, Siria, Iran, Iraq.

Proprio il confine turco-siriaco è teatro di furiose battaglie concentrate attorno alla città di Kobane, di fatto accerchiata dalle milizie dello Stato Islamico verso ovest e sud e a nord schiacciata dalla frontiera turca, dove il governo di Erdogan sta concentrando truppe sempre più ingenti.

A difesa della città resistono eroicamente le Brigate di Difesa del Popolo (YPG) e l'organizzazione delle donne curde in armi, YPJ. Un flusso ingente di profughi, prevalentemente anziani e bambini, sono in fuga da Kobane verso Suruc, l'altra metà della città in territorio curdo. I campi profughi sono interamente autogestiti dalla comunità dei Curdi in Turchia.

Ne discutiamo con:

Burcu Sahinli

Attivista del movimento femminista kurdo e responsabile dei campi profughi autorganizzati sul confine turco tra Kobane e Suruc

Compagni di MIM - Milano in movimento

Attivisti dei centri sociali milanesi di ritorno dal confine turco-siriano

In collegamento Skype

Egidio Giordano - Napoli project

Attivista di Napoli di ritorno dal confine turco-siriano

In diretta streaming tv su www.globalproject.info

Diren Kobane! Save Kobane!

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<![CDATA[Treviso - Ztl Wake Up! presenta: Caserma Piave Liberata]]>

Pubblichiamo il comunicato del collettivo ZTL Wake Up di Treviso sulla nuova occupazione dell'ex Caserma Piave di Via Monterumici. Linkiamo a fondo pagina alcuni articoli tratti da GlobalProject.info che ci aiutano a ripercorrere gli ultimi due anni di questa storia fatta di 10 occupazioni, prima nell'era Gentilini e poi in quella in quella Manildo.


Siamo tornati e qui restiamo; a gennaio uscimmo dall’ex FILT perché dopo due anni di lotta si apriva una possibilità di risoluzione, perché grazie a dieci occupazioni, alle richieste universali che il collettivo in particolare portò sulla bocca di tutti si costituirono due bandi. Di fatto e questo è innegabile quei bandi uscirono perché vi fu una forte spinta dal basso, ma dopo pressioni, attese, promesse da parte dell’amministrazione ZTL si è ritrovata ancora fuori. E noi oggi qui restiamo. Chi sperava che la lotta di sgonfiasse si sbagliava di grosso, siamo tornati e non ce ne andiamo.

Per la dodicesima volta il collettivo apre le porte di un buco nero, per la dodicesima volta restituiamo un pezzo di città, rivendichiamo e pratichiamo il diritto ad essa perché da qui, dal nuovo spazio liberato vogliamo narrare e realizzare una realtà diversa. Rientriamo per la dodicesima volta perché siamo quelli che gli spazi di libertà li conquistano lottando, praticando sogni, sottraendo metri quadrati alla speculazione, alla cementificazione e alla rendita, al tossico che soffoca giovani, adulti, precari, migranti e per questo qui restiamo. Siamo quelli che 2 anni e mezzo fa, in mezzo al vuoto politico che c’era in città, hanno deciso di far suonare una sveglia, insieme a tanti e tante abbiamo dimostrato che un’alternativa esiste.

Un’alternativa che però oggi non può più essere proposta a spot e quindi noi qui restiamo. Un’alternativa, un cambiamento che ha bisogno di prospettiva per potersi concretizzare, per dare corpo ai progetti culturali, sociali, politici. Perché aula studio, palestra popolare, hacklab, corsi, incontri, dibattiti, lotte non possono essere se non hanno un luogo dove potersi dare. Siamo quelli che hanno deciso di tornare nella propria città nonostante il desiderio irrefrenabile di sfuggirne, quelli che vogliono costruire laboratori di reddito dal basso.

Per questo qui restiamo invece di accettare passivamente lo stato di precarietà a cui le istituzioni cercano ostinatamente di condannarci. Siamo quelli che si svegliano alle sei di mattina per difendere il diritto all’abitare, bloccando insieme gli sfratti di chi, perché ha perso il lavoro, non è più in grado di far fronte alle spese.

Siamo anche quelli che le case vuote, abbandonate le occuperanno perché quando l’istituzione non sa dare risposte è legittimo che dal basso si muovano le soluzioni.

Oggi entriamo, per restare. Siamo quelli che di notte attacchinavano i manifesti di “Gentilini basta” perché non accettiamo più il razzismo, l’esclusione come retorica dominante. Siamo quelli che per aver aperto, pulito, riqualificato, costruito nuovi spazi di socialità hanno ricevuto 9 fogli di via(di cui 5 attivi), richieste di sorveglianza speciale, decine di denunce, una repressione che non ha eguali in altri territori. Quelli schedati per aver difeso l’inviolabile diritto di scelta di ogni donna sul proprio corpo. Per questo qui restiamo. Siamo quelli che dalla storia hanno imparato che le cose si conquistano lottando e che ogni giorno tentano di praticarlo.
E oggi noi restiamo.

Non siamo quelli che sperano che i diritti cadano dall’alto, non siamo mai stati quelli che vedevano nel cambio di Giunta una rivoluzione. Non siamo quelli che utilizzano strumentalmente le lotte degli altri per poi disconoscerle appena il vento cambia. Non siamo quelli che utilizzano la retorica securitaria per nascondere problematiche sociali, perché privi della volontà di costruire percorsi differenti. Non siamo quelli che stanno a guardare a capo chino come il cemento, le speculazioni mordono e distruggono la nostra terra. Non siamo quelli incapaci di prendere posizione.

Siamo giovani, adulti, precari, studenti, migranti, sfrattati, artisti, lavoratori, militanti. Siamo coloro che lottano per realizzare un sogno, perché questa è l’unica maniera che conosciamo per vincere e per vivere. Per questo oggi noi restiamo.

ZTL Wake Up!

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<![CDATA[Proiezione di “We are Legion” alla Caserma Piave Occupata]]>

Mercoledì 29 ottobre 2014

ore 21.00

Caserma Piave Liberata

Via Monterumici, Treviso

Proiezione del film-documentario "We are Legion" di Brian Knappenberger

"Wikileaks, la primavera araba, la lotta contro scientology, i meme di internet, la maschera di Guy Fawkes, uno dei più grossi danni alla sicurezza di Sony e Mastercard e molto altro, sono le parti più in vista di Anonymous, un movimento nato in rete da un collettivo che era solito immettere online scherzi e battute, ma che si è reso conto di avere un potere e di volerlo usare per protestare. Nasce l'hacktivism, crasi di hacking e activism, l'attivismo a mezzo computer che non disdegna la materializzazione fisica e che soprattutto subisce conseguenze reali per le proprie dimostrazioni virtuali.

Per la prima volta in un documentario alcuni dei membri più importanti e influenti di Anonymous sono intervistati, dicono la loro opinione e raccontano la persecuzione legale subita per quello che hanno fatto e continuano a fare nel nome della libertà di parola e di pensiero online (e quindi nel mondo reale).

Quella dell'ingresso della tecnologia nella nostra società è la storia più importante e urgente che si possa raccontare e il documentario di Brian Knappenberger si configura in questo senso come un'opera a metà tra il didattico e il militante: racconta tutto del movimento, partendo dalle origini (pratiche e ideologiche) e ne indaga le motivazioni, senza mai nascondere la propria adesione alla causa.
[...]

Raccontando solo la storia di Anonymous, We are legion riesce nell'impresa di mostrare come questa coincida con la storia delle sommosse più importanti degli ultimi anni, dimostrando ancora una volta come la cultura legata alla rete e alla tecnologia, oggi, sia l'unica in grado di interpretare la società attuale, nel business come nell'attivismo politico." (fonte: http://goo.gl/DhNbTj )

Il film verrà proiettato in lingua originale (inglese) con sottotitoli in italiano

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<![CDATA[Those Foreign Kids al Centro sociale Bruno]]>

Domenica 2 novembre 2014

Centro Sociale Bruno
Lungadige S. Nicolò 4, Trento

Those Foreign Kids 

Apertura ore 20.00 con aperitivo
Inizio live ore 21.00
A seguire dj set

Nuovo appuntamento al centro sociale Bruno con il rock internazionale.

Domenica 2 novembre saranno di scena gli olandesi Those Foreign Kids, band che associa le tendenze più accattivanti dell'indie pop europeo con sonorità noise che riecheggiano la scena newyorkese di fine anni '80 (Sonic Youth e Dinosaur Jr in primis).

Appuntamento da non perdere.

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<![CDATA[Concerto antifa al Centro sociale Bruno: Nabat, Basta e Leisfa]]>

Primo appuntamento hc/oi! al nuovo Centro Sociale Bruno!!

Sabato 25 ottobre 2014

Centro sociale Bruno

Lungadige S. Nicolò 4, Trento

dalle ore 19.30

Nabat

I Nabat sono un gruppo musicale Oi! Skinhead che ha scritto la storia della scena Punk e Skin italiana, nato a Bologna nei primi anni 80 sono ancora nelle strade!

Basta

Punk/Oi! da Certaldo

Leisfa

DoItYourself Hardcore Punk da Genova


Le prevendite del biglietto sono disponibili, ad ogni serata del Centro Sociale Bruno, per un totale 250 biglietti, affrettatevi!

Per info e acquisto prevendita : 3333610442 (zona Trento)
3427592379 (zona Rovereto)
3480345889 (zona Schio-Thiene)

More info:

Apertura cancelli ore 19.30
No Glass

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<![CDATA[Inaugurazione della Tana dello studente a Padova]]>

Mercoledì 22 ottobre 2014

via Marzolo, 15 (Zona Portello) - Padova

Inaugurazione della Tana dello studente

Nasce il Collettivo Universitario S.P.A.M. (studenti precari autorganizzati in movimento).

Siamo un gruppo di studenti che vivono la città di Padova e che hanno sentito l'esigenza di creare momenti di discussione per ragionare sulla situazione delle nostre università e della nostra città. Vogliamo vivere l'università e i suoi spazi non come semplici passanti che seguono le lezioni e danno esami, ma sogniamo un'università in cui ci sia= spazio e tempo per la socialità, l'aggregazione e il confronto.

Proprio per questo crediamo di doverci attivare per riportare fermento all'interno dei nostri dipartimenti. Infatti il collettivo S.P.A.M. ha l'obbiettivo di non accontentarsi dell'esistente, ma di andare oltre, sempre alla ricerca di nuove forme di comunicazione e confronto.

Come giovani ci immaginiamo un mondo diverso, dove tutto non sia scandito da obblighi e materialità, ma dove ci possa essere ancora la possibilità di rendere reali i nostri sogni. Questo parte da agire nel nostro piccolo, a partire dalle nostre università, per guardare poi ad un orizzonte sempre più ampio.

Programma della giornata

H16 Assemblea del Collettivo SPAM

H18 Aperitivo free entry with BomChilom Sound

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<![CDATA[Stra-Ordinari: Vivi come se nessuno ti stesse guardando al Centro sociale Arcadia]]>

Il Collettivo STARFISH presenta:

Stra-Ordinari: Vivi come se nessuno ti stesse guardando

24, 25 e 26 ottobre

Centro sociale Arcadia

Via Lago di Tovel, 18 - Schio (VI)

Un evento sulla prevenzione all’omofobia era doveroso in una cittadina il cui comune, appena qualche mese fa, ha patrocinato la conferenza di Luca di Tolve, autore del libro “Ero Gay”, che pubblicizza delle “teorie riparative” che dovrebbero guarire dall’omosessualità. Come se ciò non bastasse il sindaco Valter Orsi ha rilasciato qualche giorno fa delle dichiarazioni che dimostrano ulteriormente la sua chiusura rispetto ad un progresso nell’acquisizione di diritti per la comunità LGBTI, diritti che invece, nel resto del mondo si sta cercando sempre più di garantire. Lo invitiamo pertanto, assieme alla sua giunta, a prendere parte alla nostra iniziativa, così da potersi fare un’idea di come si dovrebbe rispondere ad un’esigenza che la società già sta manifestando.

Venerdì 24 ottobre

h 20.00: Inaugurazione della mostra fotografica:
"Ma sei un maschio o una femmina? Sono una sirena"
a cura di Bessie Secor
www.bessiesecor.com
www.facebook.com/bessie.secor

h 22.30 Trash Night
Special guests: Operai della trash
Dress code: DIVA!

Avete presente quel capo di abbigliamento su cui rimuginate così tanto prima di indossarlo e che gran parte delle volte finite per lasciare nell'armadio o nella scarpiera, perchè chissà...? Ecco, questo è il momento di mostrarlo! Siate spettacolari, siate scintillanti, siate STRAORDINARI!"

Sabato 25 ottobre c/o Palazzo Toaldi Capra (Schio)

h. 17.30: Dibattito: "Pratiche di prevenzione all’omofobia e diritti LGBTQI in Italia e in Europa", con CAMILLA SEIBEZZI (ex consigliere comunale del Comune di Venezia)

Domenica 26 ottobre c/o Csa Arcadia (Schio)

h 16.30

Teatro per bambini con la maestra Giulia che interpreterà "Nei panni di Zaff".
Seguirà laboratorio artistico sui ruoli di genere
(in collaborazione con Arcadia dei Bambini)

STARFISH è un progetto collettivo aperto a tutt*, volto a costruire nella città di Schio una discussione attiva attorno ai temi del femminismo, delle questioni di genere, dei diritti LGBTQI, dell'omofobia e della transfobia.

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<![CDATA[Il passo dello sherpa]]>

Il progetto DOC(K)S (www.idocks.it) nasce su impulso di DeriveApprodi e intende proseguire e ampliare il suo lavoro ventennale sul fronte della produzione di «prototipi mentali» e strategie teoriche per la critica dell’esistente. La nostra convinzione è che oggi, se si vuole incidere nei processi sociali, occorre operare un salto di qualità nell’organizzazione della proposta culturale, andando a costituire una rete di produzione e distribuzione esplicitamente indipendente.

Il lavoro di DeriveApprodi è sempre Stato all’insegna del confronto, della complicità, della partecipazione diretta ai movimenti e alle loro radicali forme di espressione. Per questo, nell’originaria ideazione di Doc(k)s, gli spazi sociali dell'autogestione occupavano un posto di alto rilievo. Come non immaginare il loro interesse a coinvolgersi in un percorso che aveva per finalità la costruzione di stabili e solidi presidi della cultura indipendente? Che riuscisse a modificare le fragili e precarie condizioni che da sempre caratterizzano la loro produzione culturale?

Eppure, l’interlocuzione aperta ci ha rivelato uno scenario diverso. Uno scenario di slittamento dell’autorevolezza sociale acquisita sui territori, uno stallo degli immaginari e un cortocircuito delle pratiche. La crisi economica e sociale che ormai da anni affligge questo Paese sembra aver affondato le sue radici negli stessi spazi dell’indipendenza e dell’autogestione, con l’effetto di essere introiettata dalle soggettività militanti.

Si è nel mezzo di una depressione sottile, ma persistente e dilagante. Perché si avverte il rischio del fallimento di un percorso politico più che ventennale, l’incapacità di far fronte in maniera adeguata agli effetti della crisi. Davanti all’offensiva neoliberista, infatti, tutti i progetti politici elaborati finora dalle varie aree dell’antagonismo, o come lo si vuole altrimenti chiamare, si sono velocemente sbriciolati.

Ecco, noi crediamo che la ragione di tutto ciò stia innanzitutto in una crisi del lavoro culturale, che è anche una crisi di espressione delle soggettività singole e collettive, a fronte degli stravolgimenti operati dall’offensiva neoliberista. Noi crediamo che nessun progetto politico di resistenza e di alternativa sia possibile se non contempla, come suo presupposto, la costruzione di strutture stabili di lavoro culturale indipendente.

Da questa situazione non si può uscire con lo scatto d’impeto sulla superficie piatta del centometrista, ma con il passo lento e metodico dello Sherpa, che Si carica in Spalla il peso e sa di dover camminare tutto in salita, fino alla cima.

La proposta di DOC(K)S agli spazi sociali

Proponendo agli spazi sociali di associarsi a DOC(K)S, intendiamo creare una rete di produzione e distribuzione culturale indipendente diffusa sul territorio. Il nostro progetto si articola su tre piani:

1. Eventi e fiere
Vogliamo garantire in ogni spazio sociale associato a DOC(K)S un calendario sistematico di presentazioni e reading dei libri non solo di De- riveApprodi ma anche degli editori ODEI (Osservatorio degli Editori Indipendenti) di qualità. Un supporto logistico e operativo per organizzare piccole fiere dell’editoria indipendente, soprattutto dei 70 marchi editoriali appartenenti a ODEI. L’organizzazione di eventi stabili od occasionali di «Macero No», un’esperienza di grande successo sperimentata recentemente da alcuni editori indipendenti e che sta per essere estesa ad altre decine di editori. Più info

2. Librerie sociali
Vogliamo rendere possibile, in ogni nodo della rete di DOC(K)S, la costruzione di poli di distribuzione libraria. Progettazione e realizzazione di strutture stabili di distribuzione libraria (librerie e infoshop) tramite corsi di formazione per librai, gestori e amministratori. Consulenze e tutoraggio di avviamento di attività. Gestione dei rapporti con editori, fornitori e distributori. Più info

3. Formazione
Formazione editoriale e audiovisiva. Doc(k)s è in grado di fornire un supporto logistico e operativo per la realizzazione, negli spazi autogestiti che aderiscono all’iniziativa, di una serie di corsi di formazione. Ciò è possibile ricorrendo alle competenze dei vari associati Doc(k)s (molti dei quali operano nei vari settori della produzione culturale) che sono in grado di mettersi in rete. In concreto, Doc(k)s è in grado di attivare corsi di formazione editoriale e corsi di formazione audiovisiva, sia teorici che pratici. Più info

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<![CDATA[Cucina a G.a.s., gastronomia naturale e solidale al Cs Bocciodromo]]>

Dal 7 ottobre 2014

al Centro sociale Bocciodromo in via Rossi 198 a Vicenza

"Cucina a G.a.s.",  il nuovo progetto culinario del Gas (Gruppo d'acquisto solidale) No Dal Molin al Cs Bocciodromo

Il 7 ottobre alle ore 21.00 Vicenza No Expo: assemblea pubblica

Alla prima cena del nuovo progetto "Cucina a G.a.s." proponiamo la mosa di zucca. (foto di Angela Cherubini)

Due martedì al mese, proporremo un piatto unico con ingredienti locali e naturali, a un prezzo accessibile.

Cucina aperta dalle 20.00 alle 21.30.

Info: gas@nodalmolin.it

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<![CDATA[Presentazione de "I Pianeti Impossibili" al Csa Arcadia, Schio (VI)]]>

Giovedì 9 ottobre 2014

Csa Arcadia

Via Lago di Tovel, 18 - Schio (VI)

Presentazione del libro "I Pianeti Impossibili"

Il romanzo d'esordio di Riccardo Dal Ferro

Introduce e conduce Daniele Barbieri (danielebarbieri.wordpress.com)

"I Pianeti Impossibili" (Tragopano Edizioni, 2014)

Tutti i pianeti che questo libro ha visitato erano invisibili, inesplorati, inimmaginabili o sinora mal raccontati, capiti a rovescio.
"Questo è l'ultimo capitolo del mio diario di bordo, nel totale abbandono del o spazio siderale.
Lasciate che vi racconti tutti i miei pianeti impossibili."

Un improbabile viaggio nel cosmo attraverso i “pianeti impossibili” che il narratore descrive, mentre a bordo della sua navicella si consuma una sciagura. Mondi fatti di guerra e violenza, sistemi stellari dove le leggi fisiche e le consuetudini sociali sono invertite. Un percorso dell'immaginazione che incrocia la psicologia di Calvino, la fantascienza di Lem e i labirinti di Borges.

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<![CDATA[Incontri con David Hilliard, fondatore del Black Panther Party a Vicenza e Venezia]]>

Per motivi personali David Hilliard non potrà partecipare agli incontri.

Mercoledì 8 e giovedì 9 ottobre 2014

Incontri con David Hilliard,  fondatore del Black Panther Party 

al Centro sociale Bocciodromo di Vicenza e al Laboratorio Morion di Venezia

Mercoledì 8 ottobre 

Centro sociale Bocciodromo

Via Alessandro Rossi, 198 - Vicenza

ore 20.00

Cena sociale di autofinanziamento (pasta alla norma, fagioli in salsa, stinco alla birra (alternativa per i vegetariani frittata con asiago e verdure)
euro 11 con prenotazione al 349.1858949

ore 21.00
incontro con
David Hilliard


Giovedì 9 ottobre

ore 18.00

Laboratorio Occupato Morion

Salizada S. Francesco della Vigna, Sestriere Castello (VE)

18:00 Aperitivo con proiezione video

20:00 Cena di finanziamento

21:00 Incontro con David Hilliard

David Hilliard, membro fondatore e capo di stato maggiore del Black Panther Party è un incomparabile autorità "intellettuale" sulla storia del Black Panther Party.

E' autore di numerosissimi libri sul bpp e sulle dinamiche sociali della comunità afro americana dagli anni '60 ad oggi, ultimo tra tutti quello sui programmi di autogestione sociale messi in piedi negli anni '60 e '70 all’interno dei ghetti urbani.

Dai primi anni 1970, le Pantere Nere sono state a livello nazionale l’unica organizzazione che offriva gratuitamente cibo, medicine e servizi legali all’interno delle periferie; proprio per il loro radicamento sociale tra "gli ultimi" e la loro dinamica di contropotere e la loro reale attrattiva, le Pantere Nere erano state classificate dal direttore dell’FBI (J. Edgar Hoover) "la più grande minaccia per la sicurezza interna degli Stati Uniti": il resto della storia e’ l'attacco frontale sferrato dal governo americano contro di loro la conosciamo.

Dal 1993, David Hilliard dirige le attività della Dr Huey P. Newton Foundation, un’organizzazione non-profit impegnata a preservare e promuovere l’eredità intellettuale, sociale e storica dell’esperienza del bpp. Il lavoro svolto dalla fondazione ha anche attirato l’attenzione del New York Times, il Chicago Tribune e il Los Angeles Times, come pure della National Public Radio e la Pacifica Radio Network (comparendovici).

David Hilliard insegna al Merritt College, al Laney College, ed al New College, facendo conferenze di frequente in tutti gli Stati Uniti ed in Europa.
E’ stato un consigliere per il lungometraggio "Panther" (di Mario Van Peebles) e per la produzione teatrale montata a film di Spike Lee, "A Huey P.Newton Story".

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<![CDATA[#LiveVenerdì al Laboratorio Occupato Morion a Venezia]]>

Da venerdì 3 ottobre riapre il Laboratorio Occupato Morion

Salizada S. Francesco della Vigna, Sestriere Castello (VE)

Saremo aperti tutti i venerdi dalle 17:00 alle 2:00 più eventi extra.

Fino alle 21:00 entrata gratuita

All'interno troverete la buonissima pizza a km0 del forno Pachamama,
il nostro spazio dedicato all'editoria indipendente Cà libro 9,
+ Info point del Comitato No Grandi Navi

Programma

3 Ottobre

dalle 22:00 alle 24:00 live music

MR. Wob & The Canes

Voodoo Blues

+ The Mojos DJ Set


10 Ottobre

dalle 18:30 alle 20:00

Midnight Riff

dalle 22:00 alle 24 live music

4 Rooms Family

"rap"

+ Zion Cuts DJ Set


17 Ottobre

dalle 22:00 alle 24:00

Hope you'r fine blondie

+DJSET

programma in costruzione

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<![CDATA[Festival Dall'Altra Parte per gli otto anni del Centro sociale Bruno]]>

Festival Dall'altra parte

Dal 7 al 15 ottobre 2014

10.10.2006 / 10.10.2014 - 8 anni di CS BRUNO
Lungadige S. Nicolò 4, Trento

Musica, dibattiti, mercatini, cultura, politica, biosteria, ciclofficina

Dall'altra parte del fiume, dall'altra parte della vita

Programma

Martedì 7 ottobre

h. 18.30: aperitivo con birre artigianali e vino a km0, buffet a cura della BiOsteria

h. 19.30: Da Occupy Gezi Park alla Primavera Turca

Con Firat Genç e Bengi Akbulut del collettivo Mustereklerimiz

A seguire proiezione del documentario "The Fall of the heaven" di Hakan Alak (intervista su Globalproject.info).

Sarà presente il regista.

Alla scoperta di nuove realtà che hanno saputo mettersi in discussione partendo dall'esigenza di costruire dei percorsi di lotta contro l'oppressione di un governo sempre più sordo.
Sveleremo l'altra faccia della medaglia parlando con chi direttamente ha costruito e partecipato alle giornate di Gezi Park che hanno contraddistinto l'ultimo anno turco.

Organizza Ya Basta Trento


Mercoledì 8 ottobre

h. 19: (H)Asta la bicicleta! Siempre! Asta di divertimento e di autofinanziamento della ciclofficina popolare.
Il socialismo può essere raggiunto solo in bicicletta. Non farti trovare a piedi!

h. 19: aperitivo con birre artigianali e vino a km0, buffet a cura della BiOsteria

h. 22: JAM Session - Libera la musica

Giovedì 9 ottobre

h. 19: aperitivo con birre artigianali e vino a km0, buffet a cura della BiOsteria

h. 20.30: Assemblea pubblica - Migrazioni e libertà di movimento

Dalla Carta di Lampedusa ai respingimenti alla frontiera del Brennero.
Sono invitate tutte le realtà sociali regionali e non, interessate ad aprire una discussione sulla questione.

Venerdì 10 ottobre

h. 17-19.30: Piccolo mercato bio della sovranità alimentare

h. 19.30: Cena con i prodotti del mercato a cura della BiOsteria

h. 20.30: Lento, piccolo e genuino: immaginiamo insieme un nuovo mercato del cibo nel centro sociale.
Assemblea in cerchio aperta a tutti

Sabato 11 ottobre

h. 9-13: Colazioni da Zapata: inaugurazione dello spazio dedicato alla Madre Terra

h. 10: Ri-generazioni urbane: laboratori di autoproduzione di pasta madre e detersivi ecologici (iscrizioni a richiedentiterra@gmail.com)

h. 14.30: Semi in libertà

Giornata comunitaria per la conoscenza e lo scambio reciproco di sementi autoprodotte. Venite a scambiare i semi raccolti nei vostri orti e giardini
Esposizione di varietà antiche di sementi con Coltivar Condividendo, La Pimpinella, orti comunitari urbani
Battitura manuale e collettiva della segale

h. 15: Corteo #EXPO FAMALE a Milano (info per partecipare: csabruno@gmail.com)

h. 22: Dread Lion Firestater - Guest: Dj Bonnot - drum'n'bass jungle

Domenica 12 ottobre

h. 12.30: Pranzo sociale e giornata a cura della Biosteria

h. 17: Pelosa, branchiato, non conforme, ambiguo, estranea, matto.
La violazione degli "altri".

Dibattito con:
Lucia Calzà, fondatrice dell'Associazione culturale "Lo stesso cielo" di Arco, che in seno all'evento presenterà anche il suo libro "Marina. Noi, gli altri, gli animali"
Simona Scalfi, filosofa e ricercatrice

Ammettendo la necessità del consumo di carne a scopo alimentare, possiamo accettare che il nostro bisogno sia soddisfatto attraverso la violenza? Come sopportiamo o giustifichiamo l’orrore di miliardi di esseri viventi costretti a vivere in condizioni di sofferenza estrema? Partendo da un racconto di violazione dell’”altro” umano, con questo dibattito si vuole invitare a riflettere sui meccanismi cognitivi dell’autorizzazione della violenza sul vivente.

Lunedì 13 ottobre

Cosmopolitan Greetings presents:

h. 21.30: Ghost Wolves live + Dj set Cosmopolitan Greetings

Per la prima volta in Italia, per fans di Cramps e White Stripes arrivano da Austin (Texas) i Ghost Wolves!

Martedì 14 ottobre

h. 19: aperitivo con birre artigianali e vino a km0, buffet a cura della BiOsteria

h. 20.30: Dibattito sullo sport popolare
Con le Polisportive Indipendenti e palestre popolari di varie città.

Mercoledì 15 ottobre

h. 18-21: CiclOstile - ciclofficina popolare

h. 19: aperitivo con birre artigianali e vino a km0, buffet a cura della BiOsteria

h. 20.30: Serata in via di definizione

con la collaborazione di:
BiOsteria "Alla Cuoca Rossa da Clara- CiclOstile, cicloffina popolare - Cosmopolitang GreetingsPolisportiva Antirazzista - Richiedenti Terra - Ya Basta Trento

Nelle giornate del festival sarà possibile avere informazioni e aderire alla campagna per l'acquisto collettivo di un terreno sul tracciato TAV in Trentino

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<![CDATA[Arrendetevi, siete circondati! ]]>

Dopo lo sgombero del Cinema America occupato, il comunicato degli ex-occupanti e la nascita del Piccolo Cinema.

Qui il comunicato diffuso:

Arrendetevi, siete circondati!

Avevamo promesso che non saremmo usciti da Via Natale del Grande e così è stato: prima stavamo al 6, ora siamo al civico 7. Vi diremo di più: confiniamo, siamo vicini, attenti osservatori dei vincoli ministeriali, saremo i “Vicini di casa” in stile Belushi ed Aykroyd, insomma vi costringeremo a fuggire dal sequestro insensato del nostro cinema, anzi del cinema di tutti. Vi diremo ancora di più: per non farvi venire strane idee, questo luogo non l’abbiamo nemmeno occupato, i residenti di Trastevere ci hanno trovato “in comodato d’uso gratuito” questo nuovo spazio. A prenderlo in gestione sarà l’associazione “Piccolo Cinema America” composta da ex occupanti dello stabile, autori ed attori del mondo cinematografico e naturalmente i Trasteverini.

Questo spazio sarà il vostro più grande incubo, vi consigliamo da subito di murare le finestrelle dei bagni del piano terra dell’America, non sia mai che qualche pericoloso studente medio di 15 anni decida di intrufolarsi per rivivere i grandi successi del cinema italiano nella vecchia sala anni ’50. Ma sarà anche uno spazio libero, aperto e partecipato, un osservatorio permanente, realizzeremo dal suo interno ciò che avete ingiustamente sottratto a tutta la cittadinanza: aula studio, sala riunioni, cinema, iniziative e dibattiti (ed anche le partite della magica).

Questa settimana purtroppo saremo impegnati nei nostri soliti ed amati “lavori di restauro”, valorizzeremo anche la funzione del Forno, l’inaugurazione la comunicheremo al più presto, ma vi annunciamo che la prima proiezione sarà “Le ali della libertà” di Frank Darabont.

Chiediamo alla cittadinanza di sostenere questo nuovo “osservatorio sulla speculazione degli spazi abbandonati” donando materiale edile per il restauro, da vernici a spatole, fino a materiale informatico per allestire la nuova aula studio, materiale per le pulizie e voglia di fare.

Torneremo nelle piazze e sui muri, nelle strade e nelle scuole, negli spazi aperti ed abbandonati di questa città fantasma per proporre un modello di crescita culturale e giovanile in contrapposizione con quello che quotidianamente si vive partendo dai casi del Cinema Etoile, del Palazzo degli Esami ed ora del Cinema Metropolitan con Benetton. La tutela delle destinazioni d’uso dei cinema storici ottenuta con la direttiva ministeriale dei primi di settembre da parte del Ministro Dario Franceschini è una vittoria alla quale non rinunceremo facilmente.

Sabato 13 torneremo a San Cosimato con la nostra Arena d’autunno che, tempo permettendo, proseguirà fino ai primi di agosto (portatevi la giacca e magari anche la sedia) sarà ospite della prima serata il Presidente dell’associazione “100 Autori” e membro dell’associazione “Piccolo Cinema America” Francesco Bruni, che presenterà alle ore 22.00 il suo “Noi 4“ assieme a tutto il cast. La proiezione sarà preceduta da una festa di “Ri-Chiusura del Cinema America e Ri-Apertura del Forno” con Sagra della Porchetta di Ariccia e Cucina Romana.

HIC SUNT LEONES

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<![CDATA[Sgomberato il Cinema America Occupato]]>

di Marco Baravalle, Sale Docks

Il 2014 si conferma un anno particolarmente difficile per i movimenti della Capitale. L'estate romana si era aperta con l'arresto di Paolo Divetta e di altri attivisti impegnati sul fronte della lotta per la casa. Sgomberi di occupazioni abitative, botte da orbi, intimidazioni e inchieste giudiziarie ispirate più al metodo Boffo che al rigore investigativo.

E la stretta non risparmia nemmeno chi si batte sul terreno della commons culturali. Lo sgombero dell'Angelo Mai aveva indignato e portato in piazza 10.000 Romani, la campagna di delegittimazione del Teatro Valle ha mobilitato per mesi artisti rancorosi, stampa allineata e politici, una vera e propria manovra a tenaglia, un logorante lavoro ai fianchi che oggi pone gli occupanti nella difficile situazione di gestire un passaggio cruciale per il futuro del teatro rimanendone però (fisicamente) al di fuori.

E questa mattina l'ennesima operazione: lo sgombero del Cinema America Occupato, un locale storico nel cuore di Trastevere, chiuso da 1999 e occupato circa due anni fa da un gruppo formato per la maggior parte da studenti/esse medi/e. In due anni gli occupanti hanno saputo riaprire il cinema, garantendosi l'appoggio di star internazionali quali Sorrentino e Servillo, ma anche trasformando quel cinema chiuso in un punto di rifermento per il quartiere. Radicamento sociale e capacità di organizzazione culturale avevano recentemente conquistato persino il ministro della cultura, l'immobile Franceschini (non proprio un simbolo di coraggio politico e innovazione), che aveva visitato lo spazio e garantito che presto il ministero avrebbe imposto il vincolo di interesse storico-artistico. Forse proprio questa mossa ha indotto la proprietà dello stabile, probabilmente impaurita dalla difficoltà di speculare su un bene vincolato ad uso culturale, a richiedere lo sgombero prontamente effettuato dalla solerte Questura di Roma.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Valerio, occupante del Cinema America, la loro risposta non si farà attendere. Nel momento in cui scriviamo è stata convocata una conferenza stampa a piazza S. Cosimato, assieme alla cittadinanza ci saranno anche Daniele Vicari e Elio Germano (il Leopardi che ha stregato Venezia) da sempre vicino ai movimenti (foto conferenza stampa). Invitiamo chi ci legge a raggiungere i manifestanti, a continuare a lottare per la riappropriazione di spazi culturali che, al pari di altri, vengono svuotati, sottratti all'uso collettivo e chiusi dai meccanismi della speculazione in nome del profitto privato. E se loro chiudono noi apriamo e dopo l'estate arriva l'autunno.

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<![CDATA[Angelo Mai, se l’autogestione diventa reato]]>

È finito risucchiato in un groviglio giudiziario da cui non sarà facile rie‐mergere. Uno spinoso garbuglio alimentato da furori questurini e sciatterie amministrative, che purtroppo sta privando la cultura italiana di uno dei suoi più avanzati centri di produzione. Stiamo parlando dell’Angelo Mai di Roma, uno dei più prestigiosi laboratori artistici a scala nazionale e internazionale, chiuso il 9 marzo scorso su ordine della magistratura, e tuttora sotto sequestro. La procura ha infatti respinto il ricorso del Comune di Roma, proprietario dello stabile, che ne chiedeva la riacquisizione.

Un rifiuto che intende riaffermare la consistenza delle ipotesi di reato, tanto gravose quanto ingannevoli, oltre a delineare imbarazzanti accuse verso l’amministrazione comunale, a cui si rimproverano «palesi ed evidenti inadempienze». Secondo i giudici romani, l’Angelo Mai sarebbe così una pericolosa centrale di diffuse malversazioni (tra cui perfino l’associazione per delinquere), nel cui ambito si consumerebbero abusi e illeciti vari, comprese reiterate occupazioni di edifici abbandonati. Siamo di fronte a un episodio sconcertante, che interpreta le lotte sociali e la cultura indipendente come reato, come colpa. Che confonde l’autogoverno con l’illegalità. E che pertanto, nell’angustia delle norme, nella rigidità delle procedure giudiziarie, finisce per reprimere e liquidare le nuove forme con cui si cerca di soddisfare quei bisogni sociali che le amministrazioni pubbliche negano o tralasciano.

Perché proprio di questo si tratta. Nella cronica mancanza di un’offerta alloggiativa pubblica, di spazi culturali, di opportunità produttive, è fisiologico, è inevitabile autogestirsi i bisogni e conquistarsi in proprio quei diritti che restano inevasi. Se la politica è manchevole, o addirittura rinunciataria, è impossibile restare indifferenti, non si possono accettare ingiustizie e deprivazioni. Il vuoto della politica istituzionale genera altre politiche, che la legge ritiene spesso illecite, sgrammaticate, avventate, ma che non per questo sono da considerare ingiuste.

Se in tutto il paese si diffondono esperienze comunitarie autogovernate, che producono economie, culture, servizi, che diventano centri di accoglienza solidale, riferimento sociale di tante e tante persone, occasioni d’incontro, generatrici di piacere e gradimento (se non di godimento), ci si dovrà infine interrogare sulle ragioni che determinano tutto questo. E la ragione principale è che, al di là delle leggi, delle convenzioni, delle consuetudini, al di là dei pru‐riti benpensanti, a una condizione di bisogno corrisponde un movimento in grado di soddisfarlo. E più è acuto il bisogno, più intenso è il movimento.

È una dinamica irrefrenabile. A cui sarebbe bene non limitarsi a rispon‐dere con strumenti «ordinari» come sono quelli giuridici. Ma tant’è, nel nostro paese, nelle nostre città siamo di fronte a un’arcigna ottusità: ai confini dell’idiozia. Basterebbe allargare lo sguardo per accorgersi di come questo tipo di espe‐rienze vengano non solo incoraggiate, ma anche favorite e perfino finanziate. Sarebbe sufficiente farsi un giretto a Berlino, in Francia, in Spagna o negli stessi Stati uniti, per rendersi conto di quanta considerazione e sostegno godano i centri culturali indipendenti. Centri culturali attivati e gestiti in felice autonomia da artisti e operatori assolutamente analoghi a quelli che, per esempio, animano l’Angelo Mai o il Teatro Valle a Roma, l’asilo Filangieri a Napoli, Macao a Milano, il Distretto 42 a Pisa. E ciò accade perché chi ammi‐nistra le grandi città europee ha ben capito quanto prestigio, quanto magnetismo generino queste attività; e quanto sia importante accogliere l’inquietudine intellettuale, coltivare il talento creativo, nutrire la ricerca artistica.

Qui da noi, se va bene ci si staglia in un’ipocrita indifferenza, se va male si manda la polizia a sgomberare. E però ci si appassiona allo spasimo, fino a litigare in maniera furibonda, su chi debba dirigere quel teatro stabile e gestire quel museo, o di quanti e quali debbano far parte di consigli d’amministrazione e direzioni artistiche. È davvero avvilente assistere nelle nostre città d’arte, le più invidiate al mondo, a una politica culturale che si riduce a inconcludenti pantomime, che esibisce una galleria di politici tromboni trombati o che, più modernamente, si affida a un managerialismo tecno‐cratico ed economicista. Pensate che la factory di Andy Wharol avesse la canna fumaria regolamentare o che lo scantinato di Amburgo dove si esibivano i Beatles avesse l’uscita di sicurezza? O che i sottoscala dove suonavano Tenco e De Andrè o Jannacci e Gaber pagassero la Siae? O che i teatrini dove cominciarono a recitare Giorgio Strehler o Carmelo Bene, Peppe Barra o Ascanio Celestini avessero gli impianti elettrici in regola? O che Amedeo Modigliani dipingesse in un ambiente salubre e certificato?

Sandro Medici

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<![CDATA[Rassegna teatrale "Donne in scena" (II ed.)]]>
 
 
Rassegna teatrale "Donne in scena" (II ed.)
 

Tutti i giovedì alle 21.30
Ingresso 5 euro

03.04 “Monologo per una donna dagli occhi neri
con Beatrice Varalta e Cecilia Zanchetta, regia e testo Marco Pomari, organizzazione Nicola Moro.

Un monologo contro la violenza sulle donne, contro il femminicidio. Un monologo che racconta la storia di una donna sospesa. Un ricordo che ha distrutto una vita.

10.04 “La pace denunciata
di llja Leonard Pfeijffer, con Irene Lamponi, regia di David Jentgens, un progetto TEATRO OP//Teatro Onirico Politico in collaborazione con Ass. Cult. Altroquando.

E' un monologo teatrale che affronta in modo ironico e amaro il nostro presente. La forma è quella del cabaret-serio, in cui l'attrice, libera da oggetti, scenografia e musica, diventa un istrione che pone alcune domande sull'assurdità della vita contemporanea in modo molto divertente e spiazzante.

17.04 “Questa casa non è un'azienda
di e con Adriana Giacchetti, Elisa Forcato, Francesca Varsori, Rosangela Pesenti.

Quattro attrici in scena danno corpo e voce a personaggi diversi per estrazione sociale, provenienza e vissuto, interrogandosi sul significato di concetti quali crisi e casa, coinvolgendo lo spettatore in un’alternanza di situazioni comiche, estranianti, drammatiche, poetiche.

24.04 “Il ritratto della salute
produzione Compagnia Atir, regia di Mattia Fabris, con Chiara Stoppa.

Un giorno Chiara è venuta a trovarmi. Si è seduta sul mio letto e mi ha recitato il suo “Ritratto della salute”. Una tragica esperienza personale in un monologo che, con una comicità disarmante, ci infligge una profonda e sobria commozione.

08.05 “Un corpo in affitto
di e con Eva Rossella Biolo.

Silvia è una donna sola in una stanza che si racconta e si svela agli spettatori. Silvia è una ragazza che da anni affitta il suo corpo per piacere e per soldi e che, arrivata ad un punto di non ritorno, accetta di farsi tagliare a pezzi da uno strano vecchio per scoprire cosa c’è dentro di lei. Silvia è lo specchio stesso della società che l’ha creata e che la giudica.

A seguire “Bollicine e champagne” spettacolo di burlesque con Lisa Dalla Via.

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<![CDATA[Lampedusa in Venice e La spremuta di e con Beppe Casales al Morion]]>

Giovedì 3 aprile 2014

Laboratorio occupato Morion

Salizada San Francesco della Vigna, Venezia

ore 19.00

Presentazione della mostra fotografica
This is Palestine. In my heart, un racconto per immagini di Elisa Fratini e Laura Vallortigara

ore 19.30

Lampedusa in Venice
Un incontro a partire dalla Carta di Lampedusa

Ne parliamo con:
Nicola Grigion, Progetto Melting Pot
Davide Carnemolla, Ass.ne Razzismo Stop
Riccardo Bottazzo, Giornalista

A seguire cena tunisina

ore 21.30

Spettacolo teatrale
La Spremuta
Rosarno, migranti, 'ndrangheta
un monologo di e con Beppe Casales

La Carta di Lampedusa è il risultato di tre giorni di incontri e confronti tra più di 300 persone, attivisti e non solo, che si sono dati appuntamento per scrivere una nuova carta dei diritti per un altro Euro-Mediterraneo.

Lo abbiamo fatto a Lampedusa, isola condannata e abbandonata dai governi di ogni colore, divenuta suo malgrado simbolo delle tragedie provocate dalle attuali leggi sull'immigrazione della 'Fortezza Europa'. Rompere il confine e ripensare i diritti in Europa, perché la Carta di Lampedusa non è una proposta di legge o una richiesta agli stati e ai governi, ma "un patto che unisce tutte le realtà e le persone che la sottoscrivono nell’impegno di affermare, praticare e difendere i principi in essa contenuti, è il risultato di un processo costituente e di costruzione di un diritto dal basso”.

E' il punto di partenza per costruire un'agenda di lotta che trasformi in realtà ciò che è stato messo nero su bianco dal 31 gennaio al 2 febbraio: la smilitarizzazione dei confini, la chiusura dei Cie e di tutti i centri di detenzione amministrativa; l'abrogazione della legge Bossi-Fini, di Eurosur, di Frontex, del sistema dei Visti, ma anche un accesso pieno alla cittadinanza, partendo dalla cancellazione del legame tra permesso di soggiorno e rapporto di lavoro; la costruzione di nuovi percorsi di inclusione e di possibilità basati su libertà di movimento, libertà di scelta, libertà di restare, libertà personale, libertà di resistenza.

La Spremuta
Rosarno, migranti, 'ndrangheta
un monologo di e con Beppe Casales

Il 7 gennaio 2010 i migranti che lavorano a Rosarno si ribellano. Gli africani dopo anni di violenze e sfruttamento reagiscono, fanno ciò che gli italiani non fanno da anni: alzano la testa. In due giorni si consuma tutto: scontri con la polizia, la caccia al nero, e infine lo sgombero. I media nazionali sottolineano che la mafia non c'entra. Ma dire che la mafia non c'entra in Calabria è una bugia. La mafia c'entra eccome, non solo in Calabria.
Nei fatti di Rosarno si concentrano tre nodi fondamentali che stringono al collo l'Italia, e che prima o poi bisognerà avere il coraggio di sciogliere: il rapporto coi migranti, la mafia e il concetto di lavoro.
L'Italia è spremuta da mani violente, da molte mani. Il coraggio di chi non vuole più girare la testa, di chi pensa che vivere esiga più dignità deve essere imitato, non temuto.

spettacolo vincitore del premio "LiNUTILE DEL TEATRO" 2013.
spettacolo selezionato per il Torino Fringe Festival 2013 e per la "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie" 2012 e 2013.

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<![CDATA[Sotto attacco dell'idiozia]]>

Stamattina (19 marzo 2014) un fantasioso teorema della magistratura romana ha portato allo sgombero di due occupazioni abitative e dell'Angelo Mai Altrove e a ventuno perquisizioni domiciliari. La città ha risposto con una partecipata assemblea oggi pomeriggio dove sono intervenuti spazi sociali, teatri occupati, associazioni, movimenti per i beni comuni, esponenti delle istituzioni locali per rilanciare la mobilitazione.

Di seguito il comunicato dell'Angelo Mai:

Questa mattina a Roma sono state sgomberate con un enorme e spropositato dispiegamento di forze dell’ordine due occupazioni abitative storiche della città di Roma che portano avanti un piano innovativo di autorecupero: uno in via delle Acacie (Centocelle), dove da tempo era stata occupata la scuola abbandonata Amerigo Vespucci, e uno all’Anagnina; decine di famiglie ora sono in strada. Decine di occupanti e attivisti fermati.

Contemporaneamente L’Angelo Mai Altrove Occupato_centro culturale di produzione indipendente_ attivo da quasi dieci anni, è stato posto sotto sequestro, adducendo a pretesto capi di imputazione gravissimi e totalmente infondati. Un forte attacco ai movimenti del diritto all’abitare, all’attività artistica e culturale prodotta dal centro di Viale delle Terme di Caracalla, alle lotte portate avanti da tutti quegli spazi che rivendicano autonomia e indipendenza.

Crediamo fermamente che le esperienze di innovazione sociale, artistica e culturale vadano valorizzate e non criminalizzate e crediamo che queste esperienze indichino un’alternativa concreta e praticabile alla crisi culturale e sociale che stiamo attraversando.

Crediamo che questo attacco denunci la fragilità, se non la totale inabilità, di una politica non in grado di comprendere la complessità del contemporaneo, che si esprime in luoghi di cultura e formazione indipendenti.
Crediamo che le istituzioni debbano tutelare e sostenere gli spazi che si fanno promotori di una rivoluzione culturale e politica.

Tra le ultime attività organizzate dall’Angelo Mai Altrove Occupato ricordiamo le residenze creative e artistiche di compagnie teatrali provenienti da tutta Italia, i laboratori di scrittura e teatro rivolti alle bambine e ai bambini della scuola elementare Giardinieri, la raccolta fondi per la costruzione di un asilo nido a Gaza, gli innumerevoli concerti e spettacoli di artisti italiani e internazionali, la costante produzione artistica e la formazione permanente rivolta alle varie professionalità dello spettacolo.

L’Angelo Mai è innanzitutto un luogo d’incontro e di scambio dei saperi, che favorisce l’interazione tra generazioni e tra persone di provenienze differenti, un luogo di socialità diffusa, uno spazio che risponde al bisogno di confronto e di partecipazione della cittadinanza e di attenzione al territorio più prossimo accogliendo ad esempio gli incontri settimanali di un gruppo di ragazzi affetti da disturbi psicomotori, le rappresentazioni teatrali dell’asilo, le feste dei bambini del quartiere.
Rivendichiamo con forza la nostra legittima illegalità come forma non solo di resistenza ma di proposta vitale e di autodeterminazione.

Continueremo a mantenere aperto il confronto con la città, a partire dall’assemblea di oggi pomeriggio alle 17 nel parco di San Sebastiano. Invitiamo l’amministrazione cittadina, sulla quale grava il peso dell’irresponsabilità delle proprie scelte, o forse dovremmo dire “non scelte”, a mettere in atto i buoni propositi appena dichiarati. Invitiamo tutti gli artisti e i cittadini che attraversano l’Angelo Mai e ne conoscono il valore a sostenere quest’esperienza e a esprimere pubblicamente la volontà che le famiglie sgomberate possano tornare immediatamente alle loro case e che l’Angelo Mai ritorni al più presto aperto e attivo e libero.

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<![CDATA[«Gli angeli non si sgomberano». A Roma cento famiglie per strada, l’Angelo Mai sequestrato]]>

Diritto alla città. E' accaduto ieri nel quartiere di Centocelle e in via Tuscolana. Chiuso il centro culturale. Tra le accuse della procura della Capitale, quella di "associazione a delinquere e estorsione". Respinte con sdegno dai movimenti. Il sindaco Marino non era stato informato e chiede il dissequestro delle strutture.

Le porte dell'ex scuola Amerigo Vespucci in via delle Acacie nel quartiere di Centocelle e quelle dell'ex scuola Herz in via Tuscolana sono state sfondate alle 6,30. Edifici occupati e rigenerati dal comitato popolare di lotta per la casa che a Roma sono conosciuti come le «occupazioni di Pinona», dal nome di Pina Valente, 54 anni, storica attivista dei movimenti romani. Contemporaneamente all’Angelo Mai Altrove, lo spazio polivalente di produzione musicale e artistica che sorge in uno spicchio del parco archeologico delle Terme di Caracalla, si sono presentati decine di blindati della polizia. La Digos ha sequestrato l’atelier nato dieci anni fa da un’altra occupazione, quella di un convitto omonimo al rione Monti da parte di centinaia di persone tra artisti e famiglie senza casa.

Oltre ai 40 indagati, i tre sgomberi, 100 persone con 20 bambini a Centocelle e 200 adulti e 50 bambini in via Tuscolana per strada, denudati di tutto, sono state effettuate anche 22 perquisizioni. Tra queste, c’è quella condotta a casa della regista, e attivista dell'Angelo Mai, Giorgina Pilozzi. Anche la casa dei suoi genitori è stata perquisita. Questo lo scenario di guerra che si presentava all'alba di ieri a Roma. Secondo il Gip Riccardo Amoroso, che ha dato seguito ad un’indagine del Pm Luca Tescaroli e dalla Digos, il Comitato e l’Angelo Mai farebbero parte di un «sodalizio criminale» a cui vengono addebitati reati come associazione a delinquere finalizzata alle occupazioni, estorsioni, minacce, violenza privata, furto di luce e elettricità. Alcuni sono accusati anche di occupazioni di edifici, compresa la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Per l’Angelo Mai c'è l'accusa «esercizio ricettivo abusivo» per le attività del bar-osteria, dove lavora Pina Valente, già sequestrato in passato. Una misura che ha spinto gli attivisti dell’Angelo a rioccupare lo spazio assegnato dai precedenti sindaci Veltroni e Alemanno, con la richiesta fino ad oggi mai affrontata dal Comune di ripensare la delibera 26 sull'assegnazione degli spazi.

Secondo le indiscrezioni raccolte ieri nell’assemblea tenuta nel parco accanto all’Angelo, dove sorge una scuola in cui gli artisti lavorano in laboratori con i bambini, l’indagine sarebbe scattata dopo la denuncia da parte di un nucleo familiare in una delle occupazioni abitative. L'accusa è stata respinta dagli sgomberati di Centocelle.

«È stato un terremoto che si è abbattuto sulla pelle della gente - ha raccontato Flavia - Ci hanno trattato come delinquenti, si insinua che noi paghiamo soldi per stare lì. Qui nessuno obbliga nessuno a pagare. Siamo noi che, solo se ne abbiamo la possibilità, contribuiamo volontariamente ai servizi comuni del palazzo». «Occupare è illegale - hanno detto quelli della Tuscolana - lo so, ma che devo fare se le graduatorie sono infinite, meglio occupare un immobile in disuso cercando di fare lavori per migliorarlo. Salvare un tetraplegico o un disoccupatio significa essere deliquenti?».

Nelle occupazioni «c’è una quota di cento euro al mese che è una quota di autocostruzione - ha raccontato Pina Valente in una vibrante auto-narrazione sul sito culturale Doppiozero.com - C’è anche la logica di sussistenza perché facciamo gli orti per dare poi da mangiare a chi vive qui». Il movimento ha organizzato sportelli dove disoccupati e senza casa si mettono in lista, partecipano alle attività della comunità, infine trovano casa.

«Per non dare false speranze alla gente - continua Pina - occupiamo ogni due anni perché abbiamo bisogno di due anni di tempo per poter riadattare gli stabili. Io non amo avere tanti posti e non riuscire a gestirli». Pina ha iniziato uno sciopero della fame. «Se gli sgomberati non rientreranno nelle loro case - è stato detto ieri in assemblea - anche i maschi adulti lo faranno».
Gli edifici occupati sono stati però sigillati.

La storia dell'occupazione di via delle Acacie a Roma è stata raccontata in un audiodocumentario andato in onda su Radio Tre: Occupata il 22 maggio 2009 nel quartiere Centocelle a Roma da 47 famiglie, con cinquanta bambini, le aule di questa scuola elementare abbandonata sono state trasformate dagli occupanti italiani e stranieri, giovani, vecchi e bambini senza casa in piccoli appartamenti. La comunità si autogestisce attraverso criteri di equità, regole severe nella gestione degli spazi comuni, socialità e integrazione. Ci sono i laboratori per bambini.

"Ho iniziato le mie battaglie sul finire degli anni Settanta nell'ambito universitario romano. Subito dopo sono passata ai centri sociali - racconta Pinona - Dovevano essere l'alternativa per salvare i giovani. Per un periodo c'ho creduto, li ho costruiti insieme ad altre situazioni. Ci sono stata per anni, ma poi ho cominciato a pensare ad altre forme di lotta. Ho sentito il bisogno di occuparmi di un problema primario come quello della casa.
Sono tornata nei centri sociali nel 2004 con l’Angelo Mai di cui faccio ancora parte".

Nel suo racconto, «Pinona» tratteggia il carattere politico che ispira oggi i movimenti in cui vive.

Come molti attivisti che vengono dalla storia dei movimenti, anche lei ha combattutto il Partito Comunista:
«L'ho fatto come se fosse la mia matrigna. Quando stai al potere sei come il potere.
Quindi ne condividi le linee guida. E qualcuno mi dice “allora sei anarchica”. No! Manco per niente! Io non sono anarchica. “Viva la bella rivoluzione anarchica” per me non vuol dire niente, perché per me la rivoluzione è collettiva. Per me la rivoluzione è collettività ed è costruzione di un percorso”.

Tale percorso si richiama all'idea di solidarietà tra uguali: “Perché pretendo nella mia follia di costruire dalla base (quindi con le future generazioni) una cultura diversa, una cultura della solidarietà, della socialità perché oggi questo posso fare. Tocca lavorare alle basi. Stiamo creando ancora le fondamenta. Per questo ritorno con la mente alla Resistenza: resistere in questo mondo, come in quello, non è facile”.

Contro quello che è stato definito un «teorema giudiziario» si è scagliata ieri Giorgina Pilozzi: «Sono stata sequestrata all'alba dalla Digos e ho conosciuto le accuse alle tre del pomeriggio mentre ero tenuta in isolamento - racconta - È una follia totale, voglio capire chi è il mandante di questa operazione assurda e insensata. Un attacco così forte ai movimenti per la casa e a quello degli artisti indica che siamo sulla buona strada. Fare quello che non fanno le istituzioni oggi viene duramente punito. Non ci spaventeranno, continueremo».

Nel racconto sull'Angelo Mai che l'attivista svolse quando l'atelier è stato rioccupato nel 2012, emergono le ragioni di un'azione politica tormentata, ma che ha obiettivi chiari. Dopo lo sgombero dal monumentale convitto nel rione Monti nel 2006.

“Per noi era fondamentale restare in centro. Non per essere trendy, ma per un percorso di senso preciso. Se adesso si gira per il centro di Roma è ancora più chiaro, ma già dieci anni fa era evidente che questa città veniva svuotata a tavolino. È forte il legame tra quello che noi cercavamo e la questione della lotta per la casa: a Roma la situazione è molto grave, ci sono migliaia di famiglie senza una sistemazione che avrebbero diritto a una casa popolare. Tutta la grandissima area del centro è sempre stata abitata da strati diversissimi fra loro, grazie al fatto che c'erano delle case popolari. Un bel giorno queste case sono state cartolarizzate, la gente è stata letteralmente buttata fuori città, in provincia. Il centro si è svuotato, Trastevere, rione Monti sono diventati quel che sono.

Per noi il fatto di rimanere dentro il centro significava ribadire, soprattutto sotto il veltronismo, che questa città non è solo quella delle bellezze archeologiche, della Notte Bianca, dei grandi eventi, ma è anche un luogo dove ci si può ancora veramente incontrare. Chiaramente nella nostra lingua uno degli incontri possibili può avvenire attraverso l'arte. Su questo punto abbiamo tenuto duro”.

Anche l'Angelo Mai, come le occupazioni di Centocelle e della Tuscolana è stato completamente ricostruito dagli attivisti. Il comune gli consegnò un rudere dove l’Eternit spuntava ovunque. Oggi c’è un palco mobile, la sala polifunzionale, l'aria condizionata e la platea che sono costati oltre 60 mila euro. Per gli impianti elettrici a norma c'è stato un bagno di sangue:
altri 60 mila euro. Soldi ottenuti grazie all'auto-finanziamento degli spettacoli e al bar. La resurrezione dello spazio è stata progettata insieme all’architetto Romolo Ottaviani che veniva dall’esperienza di Stalker.


In questo momento, tra le rivendicazioni degli «angeli» c’è la modifica della «delibera 26», l’atto con il quale Rutelli sancì nel 1995 l'assegnazione degli spazi a decine di centri sociali romani. Una conquista storica, unica in Italia, ottenuta dopo una lunga stagione di conflitto.

«Negli anni - ha raccontato Giorgina Pilozzi - questa delibera ha manifestato sempre più le sue pecche. Ha regolarizzato gli spazi occupati obbligandoli a diventare associazioni culturali, una forma giuridica inadeguata per esprimere la particolarità di centri di produzione indipendente come il nostro. Il paradosso è che l’associazione culturale obbliga ad una serie di illegalità come gonfiare le voci di spesa. Quando invece produciamo uno spettacolo o un concerto siamo trattati come una discoteca o un “locale”: biglietti, siae.


Sia nel caso dell’associazione culturale che in quello del locale c’è un tabù: i lavoratori dello spettacolo producono ma reddito, ma dire che lo producono è tabù. Ecco perchè ci obbligano a dichiarare il falso, ci impongono tasse per un’attività che non facciamo: noi non facciamo intrattenimento, noi produciamo cultura, musica, teatro e lo facciamo senza costare nulla ai contribuenti".

Nel pomeriggio di ieri, dopo il tam tam in rete che ha coinvolto migliaia di persone in tutto il paese, e dopo le forti posizioni contro l'operazione di Sel (Gianluca Peciola, Marta Bonafoni, la dirigenza romana e nazionale), del movimento romano «Patrimonio comune» e del candidato alle europee per la lista Tsipras Sandro Medici, del Teatro Valle occupato e del centro sociale Scup, il sindaco di Roma Ignazio Marino e il vicesindaco Luigi Nieri hanno confermato di «non essere stati informati delle misure», chiedono «l’immediato dissequestro delle strutture» e si sono impegnati a trovare una soluzione per le famiglie sgomberate.

L'Angelo Mai è un «importante presidio culturale inserito nelle attività del territorio - scrivono Marino e Nieri - Siamo disponibili a trovare soluzioni condivise». Una presa di posizione a sostegno della coalizione sociale degli artisti e degli occupanti che denuncia l'emergenza abitativa. Il cantautore Pino Marino, ha spiegato l’importanza di un «consorzio umano dell’abitare insieme». Per loro questa è la base politica per produrre cultura indipendente in una città stritolata dall’austerity.

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<![CDATA[Padova - Assemblea pubblica al Cso Pedro martedì 18 marzo ore 21.00 ]]>

Si svolgerà martedì sera l'assemblea proposta dal Cso Pedro a partire dall'inacettabile episodio successo a Zeno Roca la scorsa settimana, colpito dai celerini alla fermata del tram, prelevato e lasciato per ore senza assistenza in Questura.

Un momento di confronto per discutere di come la sicurezza che va conquistata sia quella delle lotte e della dignità, non certo quella dei proclami tanto in voga in campagna elettorale volti a desertificare la città, chiudendo spazi di libertà o degli abusi coperti e che si vorrebbero impuniti delle forze dell'ordine.

All'assemblea sono invitate tutte le realtà di movimento, le associazioni e i liberi cittadini per costruire insieme una primavera di mobilitazioni.

"e se voi lo avete osservato
fino ad assolvere chi ci ha sparato
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
voi non potete fermare il vento
gli fate solo perdere tempo". Faber

Un ragazzo alla fermata del tram e otto celerini in una camionetta. Lo vedono, lo riconoscono, si fermano, escono e danno sfogo alle pulsioni represse di uno dei reparti peggiori della Polizia Italiana: la celere di Padova. Malmenato e sequestrato per sette ore nelle celle di sicurezza della Questura, privato dell'assistenza legale, medica e della possibilità di contatto telefonico con amici e familiari.

Un pomeriggio che ha lasciato a Zeno Rocca, attivista del Centro Sociale Occupato Pedro, una costola rotta, minacce ed insulti ed i segni delle percosse su tutto il corpo. E' quanto successo a Padova lunedì 10 marzo. Un episodio che vogliamo certo venga chiarito da vere indagini ma, che richiama l'immediata necessità di aprire un dibattito cittadino su alcune questioni cruciali.

Perché ciò che è accaduto a Zeno, e le parole dei nostri “piccoli” politici locali Saia e Pavanetto, insieme all'inquietante impunità di cui godono da sempre le forze dell'ordine, ci riportano ad un nodo mai risolto di questo paese che ci accompagna fin dai giorni di Genova e l'omicidio di Carlo Giuliani.

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Le presenze oscure di Fini ed Ascierto nelle sale operative della caserma di San Giuliano, le torture di Bolzaneto, la carneficina della Scuola Diaz, i numerosi pestaggi denunciati nei CIE e nelle carceri, gli assassinii di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Giuseppe Uva, risuonano sempre meno come eccezioni. Sono la cronaca di un decennio abbondante di abusi e impunità, la prassi applicata di un discorso, quello delle politiche securitarie, da cui i politici di ogni colore faticano ad uscire. Il costante rifiuto di imporre numeri identificativi sulle divise e le resistenze all'introduzione di un vero reato di tortura non fanno che confermarlo.

Quello che è accaduto lunedì in Riviera Tito Livio candida per l'ennesima volta Padova a diventare un laboratorio dove sperimentare gli effetti concreti dei discorsi di una politica, che ha sostituito ormai i sogni con le paure.

E' qui che l'aria avvelenata dalla retorica sulla sicurezza e dalla legalità senza giustizia, si trasforma in un abuso cronico del potere, in rappresaglie contro i lavoratori licenziati, in un uso arbitrario della legge contro i migranti, nel continuo attacco agli spazi sociali ed ora anche nelle “missioni punitive” di squadracce in divisa.

Le ordinanze ed i muri di Zanonato sono storia recente. Ma sono i discorsi di Ivo Rossi, l'ombroso passato di Maurizio Saia, le continue provocazioni razziste di Massimo Bitonci a rendere inquietante il futuro possibile della nostra città.

Per noi la sicurezza è un'altra cosa!

La sicurezza che cerchiamo è quella dei diritti e della dignità per tutte e tutti ed è fatta di battaglie al fianco dei rifugiati, di lotte per il diritto all'abitare e per l'autodeterminazione, del continuo contrasto all'ingiustizia sociale.

La nostra sicurezza è tornare nelle strade e nelle piazze che qualcuno volontariamente ha desertificato, per riempirle nuovamente di corpi ed intelligenze. Una ricchezza che la politica di questa città non è in grado neppure lontanamente di rappresentare.

Facciamo appello a tutte le realtà di movimento, alle associazioni ed ai liberi cittadini, per dar vita ad una grande assemblea Martedì 18 Marzo alle ore 21.00, presso il Centro Sociale Occupato Pedro.

Per costruire insieme la nostra primavera!
Per costruire insieme il nostro futuro!
Per non dimenticare!

CSO PEDRO

Chiediamo a tutti di sottoscrivere questo messaggio di denuncia di quanto accaduto e di sostegno a Zeno Rocca e al Cso Pedro, inviando una mail a cso.pedro@libero.it.

Esprimiamo la nostra solidarietà al Cso Pedro e a Zeno Rocca, per i gravi e preoccupanti fatti avvenuti lo scorso lunedì 10 marzo.

Un'occasione in più per ribadire la necessità di inserire nel nostro ordinamento un vero reato di tortura e l'introduzione dei codici identificativi sugli agenti, che mettano fine all'impunità di chi cronicamente abusa del suo potere.

Questa città ha bisogno di cambiare aria, di abbandonare il discorso securitario che domina la sua politica, di imparare che chi lotta contro le ingiustizie sociali non può essere in ogni occasione criminalizzato e perseguito. Padova ha bisogno di sognare.

Io ci sono!

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<![CDATA[La Bosnia tra passato e futuro. Dalla guerra civile alle recenti rivolte popolari]]>

Mercoledì 19 marzo 2014

ore 18.00

Via F.lli Bandiera, 45, Marghera (VE)

 presso Osteria la Rivoltella

Presentazione del libro

Buongiorno Bosnia, dobardan Venecija

clicca qui per scaricare il libro

Ne discutono insieme:

Marko Urukalo, Global Project

Zijo Ribić, testimone della guerra

Andrea Rizza, fondazione Alex Langer

Gianfranco Bettin, Assessore alla Pace del Comune di Venezia

modera

Riccardo Bottazzo, associazione Buongiorno Bosnia e curatore del libro

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<![CDATA[Intervista agli Electric Shields: la storia del garage italiano]]>

Sabato 15 marzo sul palco del centro sociale Bruno suoneranno gli Electric Shields, storica band del rock underground degli anni Ottanta da poco ritornata sulla scena.

Qui l'intervista a Stefano Boschin degli Electric Shields realizzata al Cs Bruno

Nella seconda metà degli anni Ottanta i trentini Electric Shields sono tra i gruppi di punta della scena neo-sixties italiana. In questo periodo assistiamo anche in Italia ad un recupero delle sonorità di quello che è stato definito da molti critici il “decennio d’oro” della musica del Novecento: gli anni Sessanta. Garage, beat, surf, proto-punk, psichedelia sono le basi di un sontuoso revival, che negli Usa si declina nella scena neo-garage, grazie principalmente a band del calibro di Green on Red e Dream Syndicate; mentre in Europa prende forma nella cosiddetta “neo-psichedelia” che, attraverso Cocteau Twins, My Bloody Valentine, Spacemen 3, Primal Scream e tanti altri, esalta quelle sonorità che condizioneranno fortemente anche il decennio successivo.

In Italia la scena neo-sixties diventa in breve tempo uno dei punti di riferimento dell’underground nostrano, accomunando tanti giovani che non si riconoscono nelle coordinate culturali degli anni Ottanta e vanno a ripescare e rivisitare suoni e suggestioni di vent’anni prima.

Nel 1985 la pioneristica etichetta indipendente Electric Eye pubblica una compilation-manifesto di questa scena, ospitando band come i milanesi Four by Art, i piemontesi No Strange e Sick Rose, i toscani Pikes in Panic. La compilation si intitola “Eightes Colour” e raccoglie tendenze differenti tra loro, come il mod revival o il recupero del primissimo progressive, dando vita ad un importantissimo affresco di rock indipendente italiano “sixties-oriented”.

Gli Electric Shields si formano nel 1986 e, dopo aver dato alla luce il demo-tape chiamato “Sixty Flowers on Electric Shields”, pubblicano nel 1987 il loro primo EP, che si intitola “Cry baby cry” ed esce per la Electric Eye. Il disco diventa subito fenomeno di culto per gli appassionati del genere, tanto che la label di Claudio Sorge decide di inserirne un brano nella seconda compilation dedicata alla scena neo-sixties italiana, “Neolithic sound of southern europe”, pubblicata nel 1987.

Gli anni successivi segnano il declino del neo-sixties e la stessa Electric Eye chiude i battenti nel 1991, non prima di aver pubblicato i primi due lavori degli Starfuckers, forse la band più influente del rock d’avanguardia italiano negli anni Novanta.

Gli Electric Shields riescono a stare al passo con i tempi cambiando man mano sonorità ed influenze. Nel 1991 esce “White buffalo country” che, già a partire dal titolo, segna una netta virata verso il folk di matrice americana. Il disco è prodotto dalla Direct Hit, label texana, che ha avuto il merito di avere in scuderia band di culto come Bedhead e Brutal Juice.

Dopo questo lavoro il gruppo trentino decide di sciogliersi, entrando di diritto nella storia del rock indipendente italiano. Dopo oltre vent’anni gli scudi elettrici decidono di rimettersi in gioco, pubblicando nel 2013 l’album “Save our souls” per l’etichetta romana Misty lane. Rimangono nella line up i fondatori Stefano Boschin (voce e chitarra), Daniele Morello (chitarra) e Paolo Pulita (drums), ai quali si è aggiunto Alberto Zandonati (basso).

Il disco rimanda al poderoso garage-rock degli esordi con marcate contaminazioni soul e rhythm & blues. L’uscita viene immediatamente salutata dalle riviste specializzate italiane, prime tra tutte Blow Up, che dedicano al disco recensioni molto positive.
Ancora una volta gli Electric Shields dimostrano di avere una tempistica perfetta. “Save our souls” esce infatti in una fase in cui si assiste ad un ritorno di fiamma del garage-psych a livello internazionale. Grazie a band come Thee oh Sees, Ty Segall e tanti altri i Sixties sono ritornati a fare tendenza nel rock alternativo di questo decennio.

Il rinnovato interesse per queste sonorità ha portato anche in Italia a rispolverare dischi messi troppo in fretta nel dimenticatoio. La recente uscita del libro “Eighties colours. Garage, beat e psichedelica nell'Italia degli anni Ottanta”, scritto da Roberto Calabrò (ex giornalista di Rockerilla e Rumore ed attuale collaboratore dell’Espresso e di Repubblica), oltre ad essere un omaggio alla già citata compilation, rappresenta una mirabile antologia di quella scena. Agli Electric Shield ed al loro sound frizzante e contagioso Calabrò dedica un ampio spazio. Spazio che la band trentina si è meritata e continua a meritarsi.

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<![CDATA[ArtInCantiere al Cso Pedro a Padova]]>

ArtInCantiere

Uno spazio, un cantiere aperto alle più diversificate produzioni culturali, dal teatro alle arti visive

Tutti i giovedì dalle 19:00

Dal 20 Febbraio comincia un nuovo progetto al C.S.O. Pedro, tutti i giovedì dalle 19:00.

Uno spazio, un cantiere aperto alle più diversificate produzioni culturali, dal teatro alle arti visive. Tantissimi artisti del territorio e non, due rassegne teatrali, Spazio Off 2014, esposizioni ed installazioni.

ore 19:00 spazio ESPOsitivo

ore 20:00 esibizione concorso SPAZIO OFF 2014

ore 21:30 spettacoli rassegne teatrali

Feb/Mar "Il Baratto"

Apr/Mag "Donne in scena" (II Ed.)

Ingresso
dalle 19.00 1 euro, dalle 20.00 3 euro

"Il Baratto"

Ringraziamo tutti coloro che hanno aderito e che ci hanno permesso di costruire questa rassegna, consci del fatto che ci fanno sempre un gran regalo, consci del fatto che la considerino, a loro volta, una possibilità, quindi uno scambio, un baratto.

Febbraio

20 - "Ora di vivere", regia Alberto Riello, testo di Loredana d'Alesio (Padova)
27 - "Notavevodetto" di Teatri della Viscosa (Roma)

Marzo

06 - "La vera storia del bandito Giuliano" di Renzo Pagliaroto (Catania)
13 - "Emoticons", Forte Teatro (Roma)
20 - "A.R.E.M.", compagnia Elena Vanni, Idra Produzioni (Brescia)
27 - "Arbeit", Teatro Bresci, con Anna Tringali (Padova)

L'Osteria ErEtica propone stuzzicheria e spunciotti, vino bio e birre artigianali.

Lo Spazio espositivo è aperto a nuove adesioni e collaborazioni, puoi contattarci a spazio.off@gmail.com

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<![CDATA[Al Morion presentazione del Piccolo atlante dei centri sociali con Claudio Calia e Pierpaolo Capovilla]]>

Domenica 9 marzo al Laboratorio Occupato Morion (Salizada San Francesco della Vigna, Sestriere Castello - VE) si terrà una giornata all'insegna dell'editoria e delle produzioni indipendenti, a cura della libreria autogestita Ca'Libro 9.

Dal primo pomeriggio infatti ospiterà la campagna MACERO NO, lanciata da quattro case editrici indipendenti (DeriveApprodi, uePunti, Eluéuthera e Alegre), in cui più di 300 libri destinati al macero conosceranno invece nuova vita e verranno venduti al prezzo scontatissimo di 3€.

Questa campagna si inserisce nello sforzo costante da parte di queste case editrici indipendenti per resistere all'omologazione culturale, alla dispersione delle intelligenze collettive e a un "biblio-mercato" che, in tempi di crisi, chiude sempre di più gli sbocchi assumendo troppo spesso il controllo delle filiere di distribuzione.

La resistenza messa in campo da queste case editrici indipendenti passa attraverso non solo nuove pubblicazioni, ma anche attraverso campagne e iniziative che stimolino un interesse collettivo e sociale verso queste tematiche che ci parlano di un modo altro, indipendente, autonomo e libero di produrre cultura e di diffonderla.

Questa campagna si rivolge direttamente ai centri sociali e spazi autogestiti, individuando in essi un'attenzione costante verso il panorama culturale indipendente italiano e non e una capacità di rilancio in quanto essi rivestono, nelle nostre città e nei nostri quartieri, nuclei di aggregazione e di proposta culturale oltre che politica.

All'interno di questa cornice, alle ore 21:00, il fumettista Claudio Calia presenterà il suo nuovo libro “Piccolo Atlante storico geografico dei Centri Sociali”, uscito il 13 febbraio scorso per la casa editrice Beccogiallo.

Accompagnerà l'autore l'artista veneziano Pierpaolo Capovilla e alcuni attivisti del Laboratorio Occupato Morion. A condurre l'incontro Garbat (Globalproject.info). Un viaggio nella galassia dei centri sociali tra Padova, Venezia, Treviso, Roma, Napoli, Milano, Jesi, Bologna e Rimini, luoghi di lotte politiche, di movimenti territoriali, di produzioni culturali e socialità. Con una galleria di immagini curata da Sherwood Foto per conoscere più da vicino una fra le realtà più dinamiche e discusse della società alternativa italiana.

Piccolo Atlante Storico Geografico dei Centri Sociali Italiani
di Claudio Calia
Prefazione a fumetti di Zerocalcare
Inserto fotografico a colori a cura di Sherwood Foto
BeccoGiallo Editore
13x18 cm, 160 pp. bn e col
13 euro

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<![CDATA[A Trento riapre il Centro sociale Bruno]]>

Domenica 2 marzo 2014 a Trento è stato (ri)aperto il centro sociale Bruno. Tantissime persone hanno partecipato all’evento, da Trento ma anche da fuori città, spinte dalla curiosità e dalla voglia di vedere nuovamente il Bruno nel pieno delle attività, dopo pochi mesi di autorecupero dello stabile in lungadige S. Nicolò.

Sono infatti passati quasi 6 mesi dall'annuncio, nell'agosto 2013, nel quale veniva espressa enorme soddisfazione (Una scommessa collettiva vinta) per essere giunti a un accordo con Patrimonio del Trentino, il braccio operativo della Provincia, incaricato di risolvere la questione dello stabile occupato in via Dogana. Quell’accordo, rivendicato come una vittoria politica e sociale dopo svariate minacce di sgombero rispedite al mittente, arrivava dopo 11 anni di percorso politico costellato di occupazioni e zone temporaneamente autonome dove l’elemento centrale è stata l'autogestione.

Prima del 2001 a Trento non era mai esistito un centro sociale: è l’onda lunga delle giornate del G8 di Genova che fa irrompere nel dibattito cittadino l'esigenza diffusa di una generazione di avere un luogo liberato dalle logiche del profitto, dove costruire un’altra idea di società, fondata sull’intreccio di mutualismo e cooperazione, e dove far vivere l’insopprimibile voglia di libertà e socialità. Un’esperienza maturata attraverso l’incontro di corpi e creatività, di generosità e intelligenza, di artigiani e artisti, che ha visto un punto di passaggio, fondamentale per radicarsi appieno nel tessuto sociale, con la nascita del Centro sociale Bruno.

Da allora si è aperta una breccia anomala e innovativa rispetto al passato e all'esistente, impossibile da chiudere: il Bruno, in poco tempo, è diventato lo spazio sociale in grado di coniugare radicalità e conflitto sociale, uno spazio del comune dal linguaggio post- ideologico e post-moderno, irriverente ed indipendente.

In questi anni sono migliaia le persone che lo hanno attraversato, per un’assemblea o dibattito, per un acquisto genuino e ribelle, per ascoltare della buona musica o sorseggiare un ottimo vino bio a km0, per fare un corso di danza o riparare la propria bicicletta, oppure semplicemente per trascorrere una serata tra amici e far festa senza il coprifuoco della città.

Il centro sociale Bruno è tornato ad essere questo e sarà sempre qualcosa di più. Nel nuovo spazio hanno preso forma progetti vecchi e nuovi: quello di "CiclOstile, la ciclofficina popolare" che lavora sulle questioni di un’altra mobilità, sostenibile ed accessibile a tutte/i; quello della biosteria "Alla cuoca rossa. Da Clara", dedicata ad una compagna recentemente scomparsa; quello dei "Richiedenti Terra", che si occupa della questione della cittadinanza attiva e della tematica della terra, attraverso la gestione di un orto comunitario ed attraverso campagne contro gli ogm e l'agricoltura industriale. Un nuovo ambito di lavoro si apre con le produzioni culturali ed il laboratorio multimediale che, grazie anche alla piattaforma Sherwood.it, si collocano sempre più come terreno di conflitto e pratica del comune dentro la contemporaneità.

Domenica 2 marzo è stato un nuovo inizio e a chi ci chiede cosa può un centro sociale, noi, sereni e a testa alta, rispondiamo: tutto!

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<![CDATA[Il video "Distruggere per costruire" di Q-Generation]]>

Distruggere per costruire

Verso l’8 marzo


Il video Distruggere per costruire. Contro ogni forma di discriminazione ed ingiustizia sociale” nasce come progetto e produzione indipendente di Q-Generation.

Abbiamo deciso di lanciarlo come premessa alle mobilitazioni che si susseguiranno attorno alla data dell’8 marzo, considerando tale arco di tempo un periodo di lotta che, dal basso, rivendichi dignità, libertà, autodeterminazione ed uguaglianza dei diritti per coloro che vengono sessualmente discriminati, in vari paesi del mondo, compreso il nostro. (vedi  http://www.globalproject.info/it/in_movimento/verso-l8-marzo-2014-yo-decido/16582)


La maggior parte delle scene sono state girate all’interno degli spazi del Centro Sociale Occupato Pedro, durante le serate offerte nei week-end, e grazie alla partecipazione dei  giovani che lo attraversano e che si sono prestati per contribuire alla sua realizzazione, condividendone i messaggi e le idee di cui è portatore e di cui in toto sono stati preventivamente messi al corrente.


Abbiamo voluto immaginarlo, scriverlo e dargli forma e sostanza nell’intento di avere un’ulteriore possibilità comunicativa che potesse espandere l’orizzonte dei destinatari di questo messaggio, che siamo comunque tutti noi: soggetti che vivono sulla propria pelle un cambiamento radicale di paradigma che vede, a partire dalla crisi dell’umano, la vita in sé diventare capitale fondamentale, messo a valore in tutti suoi aspetti, dalla più piccola particella del nostro corpo al mondo di relazioni, sentimenti, discorsi, esperienze, scelte, tempi, spazi, con cui qualunque essere umano si trova a confrontarsi. Tutto ciò non dovrebbe essere stabilito, conformato, disciplinato e controllato da sovrastrutture, bensì dovrebbe trattarsi di un libero fluire autodeterminato, suscettibile a continue revisioni, modifiche, a cambiamenti e trasformazioni, in una sola parola ad essere sempre in movimento, quale principio ontologico che in effetti esiste e persiste come forza vivente ed evolutiva, a partire dall’universo e a finire con gli atomi (e/o viceversa).


Q-Generation, collettivo ed ambito d’intervento e  discussione sulle questioni di genere, si è interrogato sulla nuova condizione storica e sociale che sta attraversando la comunità umana, e, frutto di queste riflessioni, è stato il bisogno di ricercare quali possano essere i nuovi soggetti del diritto in questo contesto, e la necessità di un’analisi che si focalizzasse sulle esigenze e sui desideri fondamentali che germogliano e crescono con il mutare del mondo, per immaginare di potervi trovare risposta, per stimolare, a mente aperta, la voglia di conquistare nuovi diritti e di tradurre le teorie, su un piano pratico e reale, cioè in battaglia concreta.


La prospettiva autocompiacente dell’Uomo come misura di tutte le cose, ha creato un sistema che differenzia in senso peggiorativo: siamo tutti umani, ma ci sono alcuni, altri,i diversi, che sono controparte speculare negativa di quelli disciplinati, normati, ecc. Così gli altri sono sessualizzati, razzializzati e naturalizzati, e subiscono esclusione, colonizzazione e svariate atrocità. Noi siamo quelli che sfidano tutto ciò.


Come Q-Generation, dunque, abbiamo scelto di cavalcare quest’onda, che ci chiede di esser presa in considerazione e dalla quale, d’altronde, non vogliamo distogliere lo sguardo: stiamo dentro questo cambiamento, e cambiamo anche noi. Non potevamo più fermarci ad ottiche superate, vogliamo piuttosto imparare ciò che non conosciamo ancora bene, perché per noi questo è rivoluzionario ed è gioia, in quanto uscita critica dal circuito dell’ordine costituito. Distruggere per costruire, liberare spazi per ridar loro un senso differente. Intrecciandosi indissolubilmente con altri terreni di lotta, quali ad esempio il reddito, il welfare, lo sport, l’ambiente, la scuola e l’educazione, l’università e il sapere critico, le garanzie sul lavoro, la migrazione, la salute, il diritto all’abitare, ecc.


Volontariamente queste righe lasciano in sospeso di nominare/individuare (restrittivamente) i soggetti del discorso e di approfondire in specificità una tematica così complessa. Vi auguriamo si possa scoprire ed intuire qualcosa in più attraverso uno sguardo attento sul breve video che proponiamo.





Q-Generation si ritrova ogni mercoledì alle ore 15.30 presso CiclofficinaLa Granata”, in via Marzolo, 15 bis (zona Portello).



Pagina Facebook

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<![CDATA[Tpo, Bologna - Dal 13 al 16 marzo: Enolibrì ]]>

Dal 13 al 16 marzo ritorna la rassegna, fiera e mercato che raccoglie editori e vignaioli indipendenti. Quattro giorni dove gustare, leggere, ascoltare, annusare e assaporare il gusto delle produzioni indipendenti.

2000 visitatori, 1000 bottiglie di vino, 31 case editrici, 18 aziende vitivinicole, 12 esibizioni dal vivo, Questi alcuni numeri dell'edizione 2013. Stiamo lavorando per l'edizione del 2014, ma intanto segnatevi del date!

Mercato degli editori e vignaioli
libri | parole | vino | musica | cibo | concerti | assaggi

Editori

Agenzia X - Bao Publishing - Bebert - Beccogiallo - Coessenza - Derive Approdi - Due Punti - Eleuthera - Isbn - Kalandraka - Keller - La Linea - Marcos Y Marcos - Milieu - Mimesis - Minimum Fax - Nda Press - Nottetempo - Ombre Corte - Orecchio Acerbo - Ortica Editrice - Quodilibet - Renbooks - Shake - Stampa Alternativa - XL - Voland - Zandonai - Zoo Edizioni

*15% di sconto su tutti i libri

Vignaioli

La Viranda (AT) - Valli Unite (AL) - Eris Spagnol (TV) - Cà Lustra (PD) - Borgo delle Oche (PN) - Majnoni Gucciardini (FI) - Folicello (MO) - Manaresi (BO) - Il Pratello (FC) - La Marca di Michele (AN) - Aurora (AP) - Riserva della Cascina (RM) - Meoli Alessandro (BN) - 'A Vita (KR) - Zanovello Sicilia (PA)

Birrifici

Olmo (PD) - Re Torto (PC) - Dada (RE) - Vecchia Orsa (BO)

Ogni sera sarà possibile degustare prodotti a chilometro zero, cucina tradizionale e vegana, cibi biologici e da quest'anno anche la pizzeria.

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Programma


Giovedì 13 marzo dalle 18.00

- Ore 19.30 [vino]
I vini dell'Azienda Agricola Biologica Il Pratello, Modigliana (FC). Degustazione con Emilio Placci
www.ilpratello.net

- Ore 20.00 [libri]
Camera vera occasione” un libro di Salvatore Pireddu
presentazione con autore
www.vedizioni.it

- Ore 22.00 [musica]
Minimal Joy (live)
www.facebook.com/pages/Minimaljoy

iBerlino
presentazione di Negli anni della luce
www.facebook.com/pages/iBerlino

in collaborazione con FuZZ rec Factory e Mob - Molecole Bolognesi 2014

Venerdì 14 marzo dalle 18.00


- ore 19.30 [vino]
Degustazione con Marco Zanovello dell'Azienda agricola Ca'Lustra, Colli Euganei, PD
www.calustra.it

- ore 20.00 [libri]
Al di là della Mala - quando la Ndrangheta c’entra poco o niente”. Presentazione del libro di Silvio Messinetti e Claudio Dionesalvi

- ore 22.00 [concerti]
Voilà la Parade IV
con
Trees Of Mint (live)
www.facebook.com/pages/Trees-Of-Mint

Junkfood
presentano dal vivo
The cold summer of the dead
www.junkfood4et.com

in collaborazione con Trovarobato Parade, @Sfera Cubica e Modernista

Sabato 15 marzo dalle 16.00

- ore 18.00 [Parole]
Presentazione dell'ebook “AARON SWARTZ
(1986-2013) una vita per la cultura libera e la giustizia sociale
con uno dei curatori Andrea Zanni e Marco Trotta
aaronswartztributo.tumblr.com

- ore 19.30 [Assaggi]
"La storia, la filosofia e i prodotti di Valli Unite raccontata da Ottavio Rube e accompagnata dalla degustazione di vini e salumi" - Cooperativa Agricola Valli Unite, Costa Vescovatto, AL -

- Ore 20.00 [libri]
Presentazione del “Piccolo atlante storico geografico dei centri sociali italiani" con l'autore Claudio Calia e Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale
http://main.beccogiallo.net

ore 22.30 [concerti]
Oh!theladystone (live)
www.facebook.com/OhTheLadyStone

2 Pigeons
presentano “Akustik

in collaborazione con La Fabbrica Etichetta Indipendente
www.facebook.com/pages/2Pigeon

Domenica 16 marzo dalle 16.00

- ore 17.00 [spazio kids]
La seconda vita del rifiuto”. Laboratorio di riciclo creativo per bimbe e bimbi. A cura di LàBimbi.

- ore 19.30 [libri]
Presentazione di “Addio Ragazze di Avignone” con l'autore Giuseppe Chili

- ore 21.30 [Parole]
Presentazione de “Il Caciocavallo di bronzo” con l'autore Peppe Voltarelli

- ore 22.30 [musica]
Secret Show

L'evento sarà in diretta su Radio Kairos Bologna – 105.85 FM - www.radiokairos.it

Sostieni l'indipendenza: l'ingresso è 1 euro

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<![CDATA[Jesi - Comunitare, la comunità delle immagini all’Atelier68ter]]>

COMUNITARE - La comunità delle immagini all’Atelier68ter dal 22 febbraio al 1° marzo 2014

Lo Spazio Comune Autogestito TNT in collaborazione con l’accreditata Scuola Internazionale di Comics di Jesi organizza COMUNITARE - la comunità delle immagini dal 22 febbraio al 1 marzo presso lo spazio per l’arte Atelier68ter di Via Gallodoro 68ter.

La comunicazione per immagini è il tema conduttore di tutta l’iniziativa. Questo tipo di comunicazione infatti per il messaggio percettivo che trasmette pone molti interrogativi su come debba essere vista l’immagine nel sistema dei media e di come sia necessario analizzarla in un contesto più ampio così da permetterne una fruizione più consapevole da parte di tutti.

L’evento di apertura sarà l’inaugurazione della mostra di immagini pubblicitarie e non, alcune molto conosciute e riconoscibili, che si terrà sabato 22 febbraio alle 18.00.

Queste stesse immagini saranno oggetto di studio e approfondimento nei tre seminari tenuti da Danilo Santinelli docente alla Comics dove verranno illustrati gli strumenti di decodifica delle immagini e in particolare di quelle pubblicitarie e la pratica del linguaggio per immagini.

Nel seminario tenuto da Marco Montanari, docente alla Comics, verranno trattate, invece le tematiche su le attuali frontiere della realtà virtuale, su gli ologrammi e sul cinema 3D a 360°.

La serata di Sabato 22 sarà tutta dedicata all’arte elettronica con “HABANERO3D” performance con Kuglinga live set,, Vito e Mister Giaguaretti DJ set, Ashura & M3D Montanari visual 3D.

Venerdì 28 dalle 23 in poi ci sarà Christelle Gualdi, DJ e artista , con il suo progetto solista STELLAR OM SOURCE tecno - live set e poi DJ GIESSE /dj set live.

Sabato 1° marzo alle 21 verrà presentato il libro di Claudio Calia "Piccolo Atlante storico Geografico dei Centri Sociali Italiani". Guida a fumetti delle realtà più dinamiche e discusse della società alternativa italiana. Fenomeno complesso e in costante divenire, spesso al centro della cronaca nazionale e locale raccontato attraverso interviste a personaggi e portavoce di Padova, Venezia, Treviso, Roma, Napoli, Jesi, Milano, Bologna e Rimini.

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<![CDATA[Segni di libertà: una trasmissione in diretta da Treviso]]>


Segni di libertà

Dialogo tra Claudio CaliaZeroCalcare sul libro a fumettiPiccolo Atlante storico geografico dei centri sociali italiani

Una trasmissione in diretta da Treviso in streaming video su www.sherwood.it

Una produzione SherwoodCollettivo ZTL Wake up! e MarcaLab


Giovedì 20 febbraio 2014 a partire dalle ore 18.00

In studio: Claudio Calia, ZeroCalcare, Lello Voce, Omar Martini, Federico Zaghis (BeccoGiallo Editore)
Inizio della diretta alle ore 18.45
Loggia dei Cavalieri
Treviso

Si possono raccontare i movimenti?
Nel caso delle attuali mobilitazioni collettive dal basso c'è qualcosa di oggettivamente impossibile da esporre, per loro natura stessa i movimenti sono irriducibili ad essere inseriti all'interno di strutture organizzate, nascono e muoiono a diverse velocità, sono pratiche di sperimentazione politica e linguistica sempre in corsa e mai risolte.

A pochi giorni dall'uscita del nuovo libro a fumetti di Claudio Calia "Piccolo Atlante storico geografico dei centri sociali" (dal 13 febbraio nelle librerie per Becco Giallo editore) una nuova produzione di Sherwood e il Collettivo ZTL Wake up! in collaborazione con MarcaLab per raccontare assieme all'autore, di origini trevigiane e a ZeroCalcare, che ne ha disegnato la prefazione, questo suo nuovo lavoro.

Lo faremo nel centro storico di Treviso, nella suggestiva Loggia dei Cavalieri mettendo in pratica un dispositivo che metterà assieme differenti piani d'azione in interazione tra loro, una molteplicità di centri di enunciazione all'interno di una città che è stata simbolo incontrastato per due decenni di Gentilini e della Lega Nord.

Una città Treviso, che proprio per la sua natura contradditoria, è attraversata da una delle esperienze più belle e vivaci che hanno disegnato assieme a tante altre una nuova mappa, una cartografia in divenire delle libertà.

Al termine della trasmissione i due autori rimaranno con noi per le dediche sui libri.

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 Segni di libertà

Scritto e ideato collettivamente da Sherwood, ZTL Wake up, Lello Voce e Ivan Grozny

Montaggio: Davide Giacometti

Regia: Marco Maschietto

Aiuto regia: Ludovica Alberti e Angela Boscaro

Tecnico audio: Luca Peruzza

Social Media: Marco Zuccaro

Luci: Marco Chinello

Allestimenti: Ricambi Originali e Ztl Wake Up

Grafica: Fabrizio Urettini

Foto: Melania Pavan e Daniele Cappelletto (Sherwood Foto)

Mostra fotografica: ZTL – Zone Temporaneamente Liberate di Giancarlo Rado

Logistica: Nicola Vendraminetto e Monica Tiengo

Comunicazione e promozione: Gaia Righetto, Erika Marchi e Treviso Comic Book Festival 

Musiche: Acoustic Connections

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Piccolo Atlante Storico Geografico dei Centri Sociali Italiani
di Claudio Calia
Prefazione a fumetti di ZeroCalcare
Inserto fotografico a colori a cura di Sherwood Foto
BeccoGiallo Editore
13x18 cm, 160 pp. bn e col
13 euro

Biografie:

Claudio Calia è nato a Treviso nel 1976, vive ora nei pressi di Padova. I fumetti, come lui stesso scrive, sono contemporaneamente la sua ossessione e la sua passione. Ed è il suo ultimo progetto quello che presentiamo sotto la suggestiva Loggia dei Cavalieri: la galassia dei centri sociali italiani è un fenomeno complesso e in costante divenire, spesso al [centro] della cronaca nazionale e locale. E’ un lungo viaggio fra alcuni dei territori che ospitano i centri sociali, un viaggio in cui la guida è proprio l’autore, militante divenuto papà, per esplorare e conoscere la storia e la geografia degli spazi sociali, fucine politiche e culturali, forti di una capacità di elaborazione fantastica di stampo inevitabilmente sovversivo e di una lotta quotidiana per la trasformazione del reale che affonda le sue radici nel marxismo. E’ una guida, una guida ad un mondo sconosciuto e mal chiacchierato dai più, una cartina utile a muoversi nell’universo motore di un cambiamento continuo.

Becco Giallo è una giovane casa editrice che progetta e pubblica fumetti di impegno civile. Il nome è un omaggio alla coraggiosa esperienza editoriale del foglio satirico antifascista "Il Becco Giallo", che negli anni Venti utilizzava il disegno per criticare e incalzare il potere: il suo simbolo era un merlo con il becco sempre aperto, a gridare verità che non si volevano divulgare.Il progetto editoriale di Becco Giallo nasce da una passione per la narrazione estranea al mondo del fumetto il che, a detta degli editori, ha portato ad una curiosità e ad un’attenzione maggiore dovuta anche alla non conoscenza dell’universo deciso di esplorare. Il fumetto è un linguaggio come lo sono molti altri, un linguaggio che nel nostro paese non riceve l’attenzione adeguata ma di cui molti percepiscono le potenzialità e le capacità di descrizione del reale.

ZeroCalcare nato ad Arezzo nel 1983. Per lungo tempo ha fatto soprattutto “fumettacci” sulle fanzine fotocopiate e locandine per concerti punk hardcore. Con l’ultima pubblicazione, “Dodici”, si ritrova in vetta alle classifiche dei libri più venduti in Italia, a testimoniare la capacità dell’autore di descrivere la realtà che lo circonda, il punto privilegiato e interessante di chi come lui vive gli spazi sociali quotidianamente e la grande forza comunicativa propria del genere fumetto. Ha curato per il lavoro di Claudio Calia la prefazione (a fumetti ovviamente!)

Lello Voce sarà il maestro di cerimonia, il vocalist della serata. Poeta e performer della scena culturale italiana, sempre attivo e presente nelle strade della nostra città conduce in questa occasione il dialogo tra i due fumettari nella giungla della narrazione dei movimenti e ci guida alla scoperta della forma narrativa del fumetto, con il contributo di uno specialista come Omar Martini, esperto del mondo del fumetto, grande maestro di Claudio, tra le altre collaboratore della Marvel Italia e fondatore della casa editrice Black Velvet.

Omar Martini, anche lui di Treviso come Claudio, ma da diversi anni bolognese d'adozione, esordisce negli anni Ottanta nel mondo delle fanzine e delle autoproduzioni, con diverse pubblicazioni a cui partecipa in maniera attiva (“I signori delle stelle”, “Bzzz”, “Snuff”, ecc.) sia come redattore che come sceneggiatore.  Negli anni Novanta alterna l’attività di traduttore, esperto di fumetto americano e di insegnante in una scuola di fumetto. Nel 1997, assieme a Luca Bernardi, fonda la casa editrice Black Velvet, tra le prime a pubblicare graphic novel, etichetta che ha portato avanti fino a poco tempo fa assieme all'indispensabile collaborazione di persone come Alberto Corradi, Sergio Rossi, Ottavio Gibertini e lo stesso Claudio, webmaster d'eccellenza.

Acoustic Connections, ensemble di musicisti di formazione classica e folk diretti da Roberto Durante, metteranno in pratica attraverso dei dispositivi di interazione con lo spazio e il pubblico la colonna sonora dell'evento.

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<![CDATA[Panda Production: il nuovo progetto del C.S.O. Pedro di Padova]]>

Panda Production (produzioni culturali in tempi difficili) è orgogliosa di presentare, come suo primo lavoro

Debtonation, narrazione teatrale sul debito prodotta dalla compagnia Deppo sToRie.

Testi di Stefano Carbone interpretati da Stefano Corbo, Giorgio Costantin, Stefano Marcato ed Arianna Zampieri.

Per voi il primo e il secondo trailer, a breve le date del tour!

Nelle mura del centro sociale occupato Pedro, che da 26 anni promuove eventi culturali e non solo, si terrà il 23 marzo la presentazione del progetto Panda Production, una giornata intera all'insegna della cultura e dell'arte quale mezzo d'espressione per tematiche importanti come quella del Debito.

La casa di produzione farà il suo debutto con lo spettacolo teatrale Debtonation del quale ha prodotto un DVD contenente lo spettacolo integrale e ne ha programmato un tour in Italia allo scopo di dargli la visibilià che merità. Stefano Carbone, l'autore, riesce a fare un'interessante e coinvolgente spiegazione della crisi economica che ha colpito il nostro pianetà qualche anno addietro.

A completare lo spettacolo il film di Stefano Collizzoli "Il pane a vitaun'emozionante spaccato della realtà di chi non ha più un lavoro e come tanti altri nel mondo tira avanti.

La produzione del film è di ZaLab, una delle realtà più interessanti nel territorio che porta avanti le sue produzioni dal basso.

A concludere la serata i Mannachi, una band Padovana, prossima scommessa della Panda Production. Il gruppo è composto da musicisti che della musica ne hanno fatto un punto cardinale della vita e la rispettano studiandone le regole fondamentali per poi avere la possibilità di non usarle in generi come il Jazz o Funk.

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