<![CDATA[ladri-di-sport-dalla-competizione-alla-resistenza | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/1570/ladri-di-sport-dalla-competizione-alla-resistenza/articles/1 <![CDATA[Presentazione e proiezione di "Fora da copa" al Bocciodromo]]>

Sabato 25 ottobre 2014

Centro sociale Bocciodromo

Via Rossi, 198 - Vicenza

Sabato 25 Ottobre durante la serata dedicata all'Independiente, presentiamo e proiettiamo l'ultima fatica di Ivan Grozny (Sportallarovescia.it) che, dopo aver scritto un libro "Ladri di sport. Dalla competizione alla resistenza", condotto delle produzioni tv con "Brasils", dedica al Brasile un minidocumentario. "Fora da Copa".

Fora da copa di Ivan Grozny
Una produzione Sportallarovescia
Voce narrante: Giancarlo Previati
con la consapevole incosciente partecipazione di Valerio Mastandrea
Montaggio: Angela Boscaro
Animazione: Marco Chinello

Nel Paese che ha reinventato il gioco del calcio, torna dopo sessantaquattro anni la Coppa del Mondo. Il Brasile tra attesa e contestazioni, aspettative e speranze nel racconto dell’anno e mezzo che ha preceduto e portato al mondiale, fino al suo svolgimento e compimento. Dal sud al nord, da Paranà a Cearà, per scoprire davvero chi è coinvolto e chi sconvolto da questo enorme evento planetario e la curiosità di capire cosa innesca e provoca 'ospitarlo'. In mezzo il Dio pallone, l’unica grande religione monoteista condivisa trasversalmente nel mondo, nel Paese dove conta più adepti. I dubbi sullo spreco di risorse e sui reali bisogni dei brasiliani sono emersi solo con l’avvicinarsi dell’evento come capita con una voce che non si è voluta ascoltare prima.

Ivan Grozny (pseudonimo di Ivan Compasso) è autore con il sociologo Mauro Valeri di “Ladri di Sport” e per Becco Giallo Ed. dell’e-book a fumetti “Vlado, il Brasile dalle proteste di ieri a quelle di oggi”. Inviato de Il Manifesto durante la Coppa del Mondo in Brasile proprio con l’obiettivo di raccontare cosa accade fuori dal campo e attorno ai grandi eventi sportivi. Collabora con www.globalproject.info, Alias e Il Manifesto. Con la redazione di www.sherwood.it ha prodotto e realizzato il programma "BrasilS", 5 puntate sul Paese del Mondiale.

Ha partecipato alla stesura di “Sciacalli” di C. Zunino e prodotto insieme a Davide Sannazzaro la docu- intervista “Carlo Petrini, una vita in due tempi”. E' inoltre direttore della testata online www.sportallarovescia.it.

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<![CDATA[Presentazione e proiezione di "Fora da copa" al Bocciodromo]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Presentazione e proiezione di "Fora da copa" al Bocciodromo]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Presentazione e proiezione di "Fora da copa" al Bocciodromo]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Presentazione e proiezione di "Fora da copa" al Bocciodromo]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Presentazione e proiezione di "Fora da copa" al Bocciodromo]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[BrasilS, la finale]]>

Giovedì 19 giugno

ore 20.30

Sherwood Festival 2014
Park Nord Stadio Euganeo

Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood14

BrasilS, la finale

In piena Coppa del Mondo cade la quinta e ultima puntata di BrasilS.

Nel Paese del pallone non è andata come la FIFA e il governo brasiliano speravano. E anzi è proprio il Brasile che ha fatto emergere in maniera sempre più evidente i limiti e le contraddizioni che organizzare un evento di questo portata comporta.
Se come dice il numero due della FIFA Valcke "è più facile organizzare una Coppa del Mondo dove non c'è la democrazia", in che direzione sta andando il pallone?

Conducono Ivan Grozny e Carlo Vitelloni
con il supporto di Juliano Peruzy

I contributi di Carlinho Utopia

Intervengono in studio:

Christiano Xho Presutti e Luca Di Meo Wu Ming 3, di Fùtbologia.org

lo scrittore Lorenzo Jervolino

Gianni Stoppelli e Gigia Mazzuccato 
presentano un'anteprima dello spettacolo
"Scarpette al chiodo - Alias passa la palla"


Suggestioni sonore della band brasiliana Selton

La trasmissione del 19 giugno chiude un ciclo di produzioni realizzate nei mesi scorsi Sport alla rovescia e Sherwood . 5 trasmissioni per approfondire il ruolo e l'impatto dei grandi eventi sportivi su uno dei più importanti esponenti del BRICS.

Qui sotto troverete le registrazioni delle altre 4 puntate.

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<![CDATA[Presentazione di GlobalBooks a #sherwood14]]>

Si parte con uno degli ormai consueti collegamenti via skype: alla webcam si presenta a dire la sua Michele Marcon di finzioni.

L'argomento di questa puntata si profila a metà tra l'impegnativo e il rilassato: troviamo la presentazione di ben 2 libri entrambi figli della collana GlobalBooks.

Il primo libro a essere presentato è uno scritto elaborato da numerose menti, tra cui ricordiamo la prefazione di Duccio Ellero, Vilma Mazza e Giuseppe Zambon,

Con GlobalProject e Globalbooks, racconta Zambon: “abbiamo investito su noi stessi creando una collana per produrre dei libri che potessero documentare le varie iniziative che il movimento ha perseguito negli anni”.

Ed è proprio grazie a “Wars on demand”, che si affrontano le questioni “No dal Molin” e delle servitù militari, spaziando dalle novità tecnologiche militari agli accordi geopolitici tra grandi paesi quali Russia e Cina, grazie anche ai contributi di Angela Pascucci e Lucio Caracciolo, con i quali si affrontano i cambiamenti in atto negli equilibri internazionali.

Senza poi tralasciare la stesura di diversi capitoli redatti da Martina Pignatti Morano e Domenico Chirico di "Un ponte per..", nei quali si racconta dei saccheggi quotidiani a danno degli Iraqeni, frutto di corruzione, accentramento delle risorse nelle mani dei singoli e del conseguente caos a cui il popolo è tornato, anche attraverso le guerre delle fazioni che si contendono il potere.

La summa finale degli interventi in studio è che argomenti come i costi militari inutili, le servitù militari e la corruzione vadano osservati non singolarmente, ma entro una visione più ampia e onnicomprensiva.

Quindi di nuovo in collegamento con finzioni si introduce l'altra opera protagonista della puntata, un libro di sport scritto a 4 mani di Ivan Grozny, direttore della testata online www.sportallarovescia.it e Mauro Valeri, sociologo, dall'osservatorio Xenofobia Italia.

Breve excursus sulla graphic novel riguardante l'emblematica morte di Vladimir Herzog - di cui uno dei grandi accusati è Josè Maria Marin, presidente del comitato organizzatore del mondiale e “colui che di fatto consegnerà la coppa del mondo” - e finalmente si introduce Ladri di sport – Dalla competizione alla resistenza”.

Un libro che racconta di chi “ruba oggi lo sport”, ovvero i politici e le federazioni nazionali e internazionali, che tanto hanno sfruttato e tanto continuano a sfruttare il mondo dello sport – in particolare quello del calcio.

Racconta delle resistenze sportive organizzate da persone che non possono o non vogliono far parte dello spettacolo, e che cercano di riprendersi lo sport in quanto bene comune, sport che nasce per pochi e dall'alto, mentre dovrebbe essere per tutti e dal basso.

Ladri di sport” ci fa conoscere quindi realtà su cui ancora poco o niente si sa, che va dalle mobilitazioni anti-Fifa in Brasile alle polisportive antirazziste e autogestite in Italia, dalle lotte contro la discriminazione allo sport praticato dai richiedenti asilo.  



Introduzione GlobalBooks con Finzioni


Introduzione GlobalBooks con Marco Philopat


Introduzione Wars on demand


Introduzione Ladri di sport con Marco Philopat


Ladri di sport - Presentazione Ivan Grozny e Mauro Valeri

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<![CDATA[Global Books: presentazione di Ladri di Sport e Wars On demand]]>

Martedì 17 giugno 2014

ore 20.30

Sherwood Festival 2014

Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood14

Presentazione di Ladri di Sport e Wars on demand

Volumi di AgenziaX per la collana GlobalBooks curata da GlobalProject

Una collaborazione nata per valorizzare contatti, conoscenze, scambi che intercorrono nella diffusa impresa sociale che si occupa di produzione culturale, di condivisione dei saperi, di socializzazione delle conoscenze, di editoria.

Parleremo dei due volumi con autori e curatori.

Presentazione della Collana con

Marco Philopat (AgenziaX) e Bepi Zambon (GlobalProject.info)

a seguire

Ladri di sport, dalla competizione alla resistenza

Intervengono gli autori del volume: Ivan Grozny (Sport alla Rovescia) e Mauro Valeri (Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio sul mondo del calcio, dello sport)

Wars on demand
Guerre del terzo millenio e lotte per la libertà

Intervengono: Vicenza contro le servitù militari, Domenico Chirico (Un Ponte Per ...)

Contributi di Lucio Caracciolo (direttore della rivista Limes), Angela Pascucci (giornalista e scrittrice), Benedetto Vecchi (giornalista)

In collegamento dagli States David Vine

Ladri di sport
Dalla competizione alla resistenza
di Ivan Grozny e Mauro Valeri

Quando il grande business dello sport aggredisce comunità e territori, si rafforza il bisogno di una competizione diversa. Rubare lo sport ai ladri non è reato.

Dalle Olimpiadi messicane del 1968, passate alla storia per il pugno chiuso di Smith e Carlos, ogni grande evento sportivo si è scontrato con episodi di contestazione. In un momento in cui lo sport, e in particolare il calcio, è sempre più un affare miliardario, in diverse parti del mondo sono emerse forme di resistenza sportiva organizzate da persone che non possono o non vogliono far parte dello spettacolo.

Non è solo una questione di soldi, ma soprattutto di valori. Recuperando e reinterpretando lo spirito originario del gioco, l’attività sportiva viene intesa e praticata come un bene comune, come la condivisione di vittorie e sconfitte senza rincorrere gli apici delle classifiche. Un modo per recuperare e ridefinire luoghi e spazi in cui la competizione da fine si trasforma in mezzo per resistere alle gerarchie sociali esistenti.

Ladri di sport è una raccolta di storie e testimonianze di realtà su cui ancora molto poco è stato scritto, che vanno dalle mobilitazioni anti-Fifa in Brasile alle polisportive antirazziste e autogestite in Italia, dalle lotte contro la discriminazione allo sport praticato dai richiedenti asilo.

Ivan Grozny (pseudonimo di Ivan Compasso) fa parte da una decina di anni della redazione di Sherwood.it, presso cui ha di recente ideato e condotto il programma Brasils su sport e resistenza in Brasile.

Ha collaborato a Sciacalli di Corrado Zunino. È direttore della testata online www.sportallarovescia.it.

Mauro Valeri ha diretto l’Osservatorio nazionale sulla xenofobia ed è responsabile dell’Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio. Ha pubblicato diversi libri tra i quali: Che razza di tifoDieci anni di razzismo nel calcio italiano e Stare ai Giochi. Olimpiadi tra discriminazioni e inclusioni.

Copertina Wars on demand
Wars on demand
Guerre del terzo millenio e lotte per la libertà 
A cura di Vicenza libera dalle servitù militari

Le comunità di coloro che tagliano le reti e il filo spinato mettono in crisi alcuni elementi indispensabili all'apparato bellico, come l'inaccessibilità, l'inviolabilità, la sicurezza, l'invisibilità: le basi militari sono un gigante con i piedi di argilla.


Dalla conclusione della Guerra fredda si sono accelerati i processi di trasformazione dei conflitti contemporanei. Sono ormai lontani gli anni delle battaglie campali tra eserciti regolari. Oggi basi operative sofisticate, aerei da bombardamento, reti di intelligence, droni letali e mercenari si contendono il controllo dei territori geostrategici del sistema mondo.

A pagare il prezzo più alto sono gli abitanti civili delle aree interessate dalle servitù militari, che non stanno a guardare e organizzano forme di lotta e resistenza.

Si affaccia una nuova epoca. Le attuali crisi politiche e militari regionali dimostrano che siamo nel pieno di un mutamento nelle modalità e negli strumenti della gestione del potere a livello planetario.

Stiamo attraversando il passaggio geopolitico da quella che era stata definita la fase dell’impero, in cui una sola potenza, gli Usa, imponeva il proprio dominio anche tramite lo strumento guerra, a una in cui emergono con determinazione potenze continentali, aprendo nuovi scenari per l’egemonia su intere aree regionali.
È all’interno di questa complessità che si muove chi contrasta la guerra moderna, dando vita a esperienze di opposizione inclusive e diffuse, volte alla costruzione di un cambiamento radicale per la pace e la giustizia sociale.

Wars on demand raccoglie le analisi di esperti sulle guerre del terzo millennio e le testimonianze di attivisti contro le basi negli angoli più remoti del mondo. Il lettore è trasportato in un inedito viaggio tra Italia e Medio Oriente, tra Stati Uniti e isole del Pacifico.

Il libro si fa interprete dei movimenti che si collocano nel tempo della ridefinizione degli equilibri globali, raccontandone a più voci gli entusiasmi, le difficoltà e la tenacia nella lotta.

Il volume contiene le tavole di: Ale Giorgini, Stefano Zattera, Daniela Perissinotto, Dast, Gianmaria Liani, © AlePOP/AgitKOM, Osvaldo Oz Casanova, Enrico De Carlo/SpaghettiBomb

Vicenza libera dalle servitù militari è un soggetto plurale al centro delle battaglie contro le basi Usa presenti in città e promotore di una riconquista sostenibile del territorio da parte delle comunità che lo abitano. In questi anni di manifestazioni e cortei, Vicenza ha scoperto non solo quanto è invadente la presenza dell'esercito a stelle e strisce ma anche quanto sono importanti i percorsi collettivi, capaci di cambiare dal basso una città (www.nodalmolin.it).

Info e contatti sulla collana Globalbooks: diret@globalproject.info


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<![CDATA[Paolo Geremei ed il tecnico Ezio Glerean si confrontano sul film "Zero a Zero"]]>

Domenica 15 giugno

Sherwood Festival 2014

Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood14

Paolo Geremei ed il tecnico Ezio Glerean si confrontano sul film "Zero a Zero"

Un incontro a cura di Sportallarovescia.it

Un viaggio nelle vite di tre ex promesse del calcio, e di come un futuro brillante, in una deriva imprevista e tragica, si trasforma in un passato perduto. Una parabola sul talento e sull'ambizione, una riflessione sul coraggio che occorre per convivere con un fallimento: forse molto più di quello che occorre per raggiungere il successo

Daniele, Marco e Andrea sono nati nel 1977. Hanno vite diverse ma un passato comune nelle squadre giovanili della AS Roma Calcio. Giocavano con Totti e Buffon, giravano il mondo con le Nazionali Under vincendo coppe e campionati. Ma la vita li ha messi di fronte a delle prove che a diciassette anni non tutti sono capaci di superare.

Il documentario mostra un lato nascosto del calcio per parlare delle aspettative e dei sogni che ci tengono vivi. Perché, come sostenne Albert Camus: "Il calcio non è una questione di vita o di morte. È molto di più".

Scritto e diretto da: Paolo Geremei - Fotografia: Carlo Rinaldi, Sofia Karakachoff - Montaggio: Luca Gasparini - Suono: Gianluigi Fulvio - Musiche originali: Riccardo Del Monaco - Mix Audio: Sound On Studios - Fonico di Mix: Andrea Malavasi - Prodotto da: Paolo Trombetti per Fourlab in collaborazione con Interact. Produttore esecutivo: Cristina Sammartano

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<![CDATA[Perchè il gioco non è il problema]]>

Sarà il nostro spiccato spirito antiproibizionista, ma la scelta di offrire la visione della Coppa del Mondo allo Sherwood Festival è più che ragionata. Se il calcio è l’oppio dei popoli, chi siamo noi per decidere di ignorarne tanto interesse?

In questi anni, precisamente dal 2005, abbiamo cominciato un percorso molto serio e approfondito sullo sport. Le sue contraddizioni, il suo ruolo nella società che viviamo, il doping, le scommesse, le storture del sistema sport ecc…

Il calcio è lo specchio della società in cui viviamo. La Coppa del Mondo in Brasile per com’è concepita e organizzata ne mostra tutti i suoi limiti. Dalle opere quasi sempre mastodontiche e inutili ai soliti che beneficiano di questi appalti; la corruzione tra politici e imprese, lo sfruttamento dei lavoratori, la militarizzazione delle aree interessate al mondiale e la repressione. Senza dimenticare gli sgomberi di intere aree di popolazione. Si spostano migliaia di persone per consentire la costruzione di uno stadio o di una strada, o semplicemente si lasciano all’abbandono intere comunità. Anche questo è un modo per scacciare la miseria, per toglierli dalla vista di turisti e media.
Di quanto sta accadendo in Brasile ce ne stiamo occupando quotidianamente da due anni. Il sito www.sportallarovescia.it ha raccolto e diffuso informazioni su quanto accade attorno alla Coppa del Mondo e raccontato anche i momenti più drammatici, come le uccisioni e gli arresti sommari.

E’ proprio la redazione/associazione SportAllaRovescia a gestire questo spazio. L’intenzione è certo quella di offrire la vista della Coppa del Mondo al meglio, con tutte le partite in diretta. Ma prima e dopo le partite saranno offerti contributi, interviste, approfondimenti su quanto sta accadendo attorno alla Coppa del Mondo. Sarà l’occasione per tutti di vedere in maniera consapevole cosa comporti per un Paese ospitare un evento sportivo di questa portata. La nostra intenzione è anche quella di offrire a tutti quelli che raggiungeranno questo spazio la possibilità di accedere ad informazioni che difficilmente passano nei media mainstream. Senza svelare troppo di quanto accadrà e di come lo spazio sarà organizzato, ci sarà il modo di vivere al meglio lo spettacolo del campo con l’opportunità di sapere cosa accade fuori. Mostrare quello che accade fuori dalla cornice del grande evento è la nostra intenzione. Ma senza il “quadro” questa operazione non è possibile…
Il calcio e lo sport, sono un bene comune. Se vogliamo davvero riprendercelo e fare arrivare la nostra idea di sport, questa è l’occasione giusta.

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<![CDATA[“Ladri di Sport” - I misfatti perpetrati in Brasile all’ombra dei prossimi mondiali]]>

Se un tempo la proprietà era considerata un furto, oggi lo sport come diritto negato ai poveri è un furto.

Anche i grandi eventi sportivi, come i prossimi campionati di calcio che si terranno in Brasile, perpetrati ai danni dei diseredati delle favelas, rappresentano un furto.

Ladri di sport. Dalla competizione alla resistenza. (Agenzia X, euro 13), scritto a due mani da Ivan Grozny e Mauro Valeri, descrive bene i furti che si susseguono in nome dello sport ai danni delle minoranze, che innanzi all’arroganza del potere politicosportivo soccombono e vengono sempre più spinte ai margini. Se si negano i diritti elementari alle minoranze, in nome della discriminazione, si ruba qualcosa che è degli altri, dunque in giro ci sono dei ladri, che i due autori indicano raccontando i furti, cioè i fatti. Il libro, apparentemente diviso in due parti, in realtà legati da un filo comune e rosso, nella prima parte curata da Ivan Grozny, descrive quello che accade in Brasile in nome del mondiale.

La famiglia Oderbrecht di origine tedesca, imprenditori impiantatasi in Brasile dal 1964, che si è tenuta a galla strizzando l’occhio ai regimi dei militari, oggi gestisce la costruzione degli stadi, compreso il nuovo Maracanà, la nuova metropolitana di Rio de Janeiro, i trasporti, facendo affari e passando indenni dai golpisti di ieri a Lula e Dilma.

Grozny ha girato il Brasile a più riprese e si addentra nei vicoli stretti e contorti di Vidigal, il morro che si arrampica sull’Arpoador, un promontorio di Rio. Qui nessun mezzo pubblico riesce a salire fino in cima e a muoversi nelle strettoie, gli abitanti del luogo, che conoscono gli angoli palmo per palmo, hanno pensato di organizzarsi in cooperative e dar vita a un sistema di trasporto privato con finalità pubbliche, sostituendosi di fatto ai mezzi pubblici, imbarcando più persone su un’auto. Il prefetto di Rio ha azzerato queste forme popolari di cooperative a gestione familiare: “I confortevoli taxi resi allegri dalla musica e dalla tappezzeria kitsch sono stati sostituiti da anonimi minibus che compiono solo tratte turistiche e che nessun abitante utilizza a causa dei prezzi proibitivi”.

Grozny denuncia la costruzione di stadi, perfino nella foresta amazzonica dove non ci sono squadre di calcio che partecipano al campionato di serie A brasiliano, che ospiteranno non più di due o tre partite e fa il parallelo con lo spreco di Italia ’90, ma anche la giurisdizione militare della Fifa nei pressi degli stadi e le operazioni di polizia, apparentemente contro i narcos, che in realtà si sono trasformate in arresti di massa verso coloro che hanno organizzato i movimenti di protesta contro il mondiale.

Completa il libro una rassegna interessante di Mauro Valeri, che va dall’omofobia nel calcio e i giocatori che hanno fatto coming out alle minoranze costituite dalle realtà sportive dei rifugiati politici, dei senza dimora, dei rom e dei sinti, che nonostante i "ladri di sport", cercano di ritagliarsi il diritto sul campo.

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<![CDATA[Ladri di sport - Dalla competizione alla resistenza di Ivan Grozny e Mauro Valeri]]>

"Quando il grande business dello sport aggredisce comunità e territori, si rafforza il bisogno di una competizione diversa.

Rubare lo sport ai ladri non è reato."

Dal 21 maggio sarà disponibile nelle librerie “Ladri di Sport, dalla competizione alla resistenza” scritto da Ivan Grozny e Mauro Valeri all'interno della collana edita da Globalbooks in collaborazione con Agenzia X.
Per l'occasione vi proponiamo la recensione a cura di Teo Molin Fop per Sport alla rovescia e la scheda del volume. Un libro che vale la pena di leggere e su cui discutere. 


Per contattare gli autori ed organizzare presentazioni pubbliche:

info@sportallarovescia.it

Recensione di "Ladri di Sport, dalla competizione alla resistenza" (ed. Agenzia X Globalbooks)

di Teo Molin Fop

Consiglio vivamente la lettura di “Ladri di Sport, dalla competizione alla resistenza” scritto da Ivan Grozny e Mauro Valeri per “Agenzia X Globalbooks”, non ancora uscito in libreria (21 maggio), ma che ho potuto leggere in anteprima. Per gli usuali frequentatori del sito di “Sport Alla Rovescia”, questi due autori non necessitano di presentazioni, visto che trovate spesso loro articoli al suo interno.
Lo consiglio, perchè, come giustamente sottolinea nella prefazione CristianoXhoPresutti (fùtbologia.org), questo libro si inserisce in quella tendenza di “new football writing”, cioè una letteratura che parla di calcio e sport in generale cercando di “elevare il discorso, di praticare la passione per il pallone e utilizzarla nella produzione di forme e contenuti rinnovati”.
Tuttavia in “Ladri di Sport” c'è un elemento di novità molto importante: rispetto ai sempre più numerosi libri di denuncia dei mali del calcio (basti pensare a quelli su calciopoli), qui vengono soprattutto raccontate le esperienze di resistenza ed alternativa allo sport-business. Leggendo le pagine, troverete gli interessi che ruotano attorno ai grandi eventi sportivi, come i mondiali in Brasile quest'anno, la xenofobia e l'omofobia, ma soprattutto “le polisportive, i matti, attivisti contro il razzismo, migranti, rom e barboni”, che “dal basso ripartono per ripartire, attaccare e divertirsi ancora”.
La forza di questo libro è che troverete i regolamenti discriminatori delle federazioni sportive per l'accesso dei migranti alla pratica sportiva e il racconto della campagna “Gioco Anch'io” che porta all'abrogazione degli articoli discriminatori. C'è il razzismo e l'assenza di leggi che regolano il diritto d'asilo e poi le storie della “Liberi Nantes”, “AfroNapoli United”, “Survivors”, “Cara Mineo” e “Koa Bosco” di Rosarno, ossia squadre composte da rifugiati o richiedenti asilo, che mostrano come il calcio possa essere uno “strumento per tornare ad assaporare uno sprazzo di normalità”. C'è l'omofobia delle dichiarazioni di Moggi, Rivera, Lippi, Bergomi, ma anche i (ancora pochi) coming out di calciatori omosessuali, la bandiera arcobaleno perennemente sventolata nello stadio del St. Pauli o le iniziative di “Football Vs Homophobia”. Sono raccontate le esperienze di “calcioterapia” attraverso tornei e campionati tra squadre composte da utenti dei Centri o Dipartimenti di Salute Mentale o il progetto “Matti per il Calcio” della Uisp. Poi scopri che Tommaso Vailatti, con alcune presenze in serie A, è un giocatore sinto e che sono numerose le esperienze di squadre composte da rom (Cd Rom, Birilli, Ercolini tanto per citarne alcune).
L'altro elemento interessante di questo libro è che vengono raccontati i prossimi mondiali in Brasile, mettendo in evidenza gli aspetti, sempre troppo poco approfonditi nel mainstream, e le conseguenze dei grandi eventi sportivi soprattutto per la popolazione che li ospita. I grandi eventi sportivi cominciano ad avere la stessa funzione di “vetrina per la costruzione del consenso”, che avevano negli anni passati i vertici del potere globale. I mondiali di calcio sono sicuramente le sfide tra le squadre più forti del mondo, ma sono anche grandi opere costosissime ed inutili, sono morti sul lavoro e condizione di schiavitù dei lavoratori migranti nei cantieri (in Qatar sono già morte 900 persone durante i lavori per il mondiale del 2022). Sono tentativi di ripulire i quartieri popolari e le zone degradate attraverso divieti e sgomberi e soprattutto sono piogge di denaro pubblico che vanno ad arricchire sempre i soliti noti. Tutto questo come ci racconta Ivan Grozny, che ha avuto la fortuna di passare alcuni mesi in Brasile di recente, si traduce per il paese carioca in operazioni del Bope, la polizia militare brasiliana, nelle favela di Rocinha a Rio oppure nella costruzione di nuovi inutili stadi con costi faraonici. Scorrendo le pagine non puoi dunque non pensare al “Delle Alpi” di Torino o al “San Nicola” di Bari costruiti per Italia 90, di cui stiamo ancora oggi finendo di pagare i mutui (nel 2011, 55 milioni di euro).
L'esplosione delle proteste durante la Confederation's Cup dell'anno scorso hanno messo in evidenza come il popolo brasiliano alla Fifa preferisce investimenti per migliorare i servizi pubblici, vuole infrastrutture che servano alla collettività e non per arricchire la Oderbrecht, la potente multinazionale, che casualmente vince tutti gli appalti. Le oceaniche manifestazioni di Rio, San Paolo, Belo Horizonte e delle altre principali città brasiliane mettono in evidenza come questa popolazione sia stanca di vedere nei luoghi di potere personaggi legati alla dittatura militare, come ad esempio Josè Maria Martin, presidente della Federcalcio brasiliana, che era a capo del Doi-Codi, un'agenzia di servizi segreti repressiva, responsabile dell'uccisione di Vladimir Herzog, giornalista indipendente ucciso per la sua opposizione al regime.
Tornando alla prefazione iniziale, questo libro ci mostra ancora una volta come il pallone sia contraddizione, è “economia corrotta, malaffare, illegalità, repressione, controllo sociale e allo stesso tempo ideali, passione, talento, corpi, diverse e nuove forme di aggregazione sociale, cultura popolare dall'altro”.
Dopo aver letto questo libro si capisce benissimo da che parte stare, quella che pensa che “rubare lo sport ai ladri non è reato.

SCHEDA:
Dalle Olimpiadi messicane del 1968, passate alla storia per il pugno chiuso di Smith e Carlos, ogni grande evento sportivo si è scontrato con episodi di contestazione. In un momento in cui lo sport, e in particolare il calcio, è sempre più un affare miliardario, in diverse parti del mondo sono emerse forme di resistenza sportiva organizzate da persone che non possono o non vogliono far parte dello spettacolo.
Non è solo una questione di soldi, ma soprattutto di valori. Recuperando e reinterpretando lo spirito originario del gioco, l’attività sportiva viene intesa e praticata come un bene comune, come la condivisione di vittorie e sconfitte senza rincorrere gli apici delle classifiche. Un modo per recuperare e ridefinire luoghi e spazi in cui la competizione da fine si trasforma in mezzo per resistere alle gerarchie sociali esistenti.
Ladri di sport è una raccolta di storie e testimonianze di realtà su cui ancora molto poco è stato scritto, che vanno dalle mobilitazioni anti-Fifa in Brasile alle polisportive antirazziste e autogestite in Italia, dalle lotte contro la discriminazione allo sport praticato dai richiedenti asilo.

Ivan Grozny
(pseudonimo di Ivan Compasso) fa parte da una decina di anni della redazione di sherwood.it, presso cui ha di recente ideato e condotto il programma Brasils su sport e resistenza in Brasile.
È direttore della testata online www.sportallarovescia.it.

Mauro Valeri ha diretto l’Osservatorio nazionale sulla xenofobia ed è responsabile dell’Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio. Ha pubblicato diversi libri tra i quali: "Che razza di tifo. Dieci anni di razzismo nel calcio italiano" e "Stare ai Giochi. Olimpiadi tra discriminazioni e inclusioni."

Il volume fa parte della pubblicazione di una collana di libri che Globalproject.info cura in collaborazione con Agenzia X: una collaborazione nata per germinazione spontanea nella rete di contatti, conoscenze, scambi che intercorrono nella diffusa impresa sociale che si occupa di produzione culturale, di condivisione dei saperi, di socializzazione delle conoscenze, di editoria. Lo stile di lavoro, le modalità delle proposte di Agenzia X sono nelle nostre corde, così è nata la nostra cooperazione.

(Tratto da: Globalproject.info)

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