<![CDATA[francesco-des | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/1615/francesco-des/articles/1 <![CDATA[Cercasi Verdena: il poker è live (e un po’ online)]]>

Un appuntamento, un caffè, una jam session di 5 ore. Poi il silenzio, e la telefonata: “Andiamo in tour, vieni con noi”. Ed eccomi qui.

«Gruppo rock avviato in zona Bergamo cerca musicista esperto, uomo o donna tra i 18 e 40 anni, che sappia suonare tastiere, chitarra e cantare (per seconde voci), per tour impegnativi in Italia e in Europa. Richiesto molto tempo, impegno e soprattutto passione. No cover».

Lo scorso febbraio 2014 villaggiomusicale si addobba con un annuncio invitante, seducente, irresistibile per Giuseppe, che suona, naviga, non ci pensa due volte e risponde a Eleanor Spinetti, che firma il messaggio.

A lato dell’annuncio, tra i nomi degli artisti preferiti dalla band, erano citati Melvins, Flaming Lips, Beatles, Led Zeppelin, Nirvana, Motorpsycho, Queens of the Stone Age, Beach Boys, Pink Floyd e Verdena. Le influenze erano tante e meravigliose.

A quel punto cosa ti è stato chiesto?

Allora non sapevo ancora effettivamente con chi mi stavo rapportando. Mi è stato chiesto di inviare dei pezzi di prova per far sentire le mie sonorità. Quando ho chiesto io del materiale al gruppo, per capire cosa facessero e che progetto coltivassero, Roberta ha confessato.

Un appuntamento, un caffè, una jam session di 5 ore. Poi il silenzio, un 2014 di attesa.

Un’attesa chiamata Endkadenz, Vol. 1. Poi, dopo mesi, alla fine delle registrazioni del disco è arrivata la telefonata: “Andiamo in tour, vieni con noi”. Ed eccomi qui.


testo

L’evoluzione della band ha portato alla necessità di aumentare la dotazione strumentale sul palco. Di cosa ti occupi durante i concerti?

Tastiere, chitarre, seconde voci. Suono tutto. Sono circondato da tastiere e da pad, sia WOW che Endkadenz lo impongono. Nasco come chitarrista, il piano l’ho sempre strimpellato, effettivamente durante i concerti i pezzi degli ultimi album si trasformano. Sono molto coinvolgenti e avvolgenti, un’onda d’urto lenta ma potente.

Cosa c’è prima?

Non ho mai avuto, purtroppo, un gruppo stabile. Ho sempre cercato di portare avanti un mio progetto, attualmente in pausa. Ho girato tanto la Svizzera da turnista, ma rimango affezionato alla penisola, che ospiterà il tour in lungo e in largo, almeno fino a settembre.


testo

Come procede la situazione musicale dalle tue parti?

Vedo che ultimamente Bergamo sta sbocciando, Capre a Sonagli – con cui condividiamo alcuni palchi – e Arcane of Souls sono l’esempio più lampante.

Quali sono i gruppi a cui sei appassionato?

Sono un fan dei Radiohead. Ultimamente mi sto indottrinando sui gruppi che avevo perso negli ultimi anni. Ho riscoperto dei fenomeni importantissimi della scena mondiale, e mi sto appassionando a MC5 e Flaming Lips.

I Verdena, forse, ormai li conosce bene.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Live Report - Sotterranei a Sherwood 14]]>

01 Luglio: Sherwood Festival diventa dei Sotterranei per una sera. Il primo Luglio del festival indipendente patavino è stato completamente dedicato al collettivo underground che continua ad animare la città a ritmo di qualsiasi genere rimescolato e reso incandescente sul palco, dal Folk personalizzato degli Elephant all’Alternative Beaxboxing della strana coppia HeyMoonShaker, i grandi ospiti internazionali, passando per il blues sporco e carico dei Blue Shoe Strings. Questi i tre atti di una serata trascorsa sia sul second stage sia nello studio di Sherwood Web Tv, dove parte del direttivo Sotterranei ha raccontato in una doppia intervista il susseguirsi delle serate musicali proposte in città, la nascita del movimento ed ha presentato la serata dal vivo.

A detta di molti gli Elephant di Francesco Del Re, formazione recentemente rinnovata, suonano eccezionalmente i loro brani, alcuni inediti e qualche singolo dal corposo EP “Il Deserto”. Il second stage di Sherwood poi quasi non contiene l’esuberanza dei Blue Shoe Strings, che proseguono nel portare sui palchi “For A Bottle Of Coke”. La novità assoluta è l’esibizione degli HeyMoonShaker: il duo anglo-neozelandese, il cui nome dice quasi tutto, propone il meglio delle proprie produzioni (“Beatbox Blues” e “Shakerism”) amalgamato ad una buona dose di improvvisazione. Quest’ultimo è il termine che sta diventando, serata dopo serata, la parola chiave del festival. E a noi piace. 

Tutto sui Sotterranei sul sito ufficiale e sulla molto seguita pagina Facebook

Elephant live:

Intervista agli Elephant: 

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Live Report - Jack Jaselli a Sherwood 14]]>

26 Giugno. Le voci a Sherwood si diffondono velocemente: “Chi suona stasera?” “Viene Jack Jaselli” “Quello che canta come Jeff Buckley”. E fu così che, tra una chiacchiera e una rapida ricerca online, il cantautore milanese viene chiamato a dimostrare coi fatti la fama che lo precede. L’atmosfera soffusa e calorosa del second stage attrae il pubblico sotto al tendone. L’esibizione dell’artista lombardo viene ascoltata particolarmente dai bimbi, incuriositi da subito dalle tiepide note delle chitarre acustiche. Tre sgabelli per tre uomini: a Jack Jaselli, Nick Taccori e Max Elli basta poco per trasformare l’atmosfera in emozione attraverso la strumentazione essenziale e la complicità del loro trio, girovago ed esperto. Jack e Max, impegnati anche nel movimento benefico PGA (Italian Punks Go Acoustic), invitano il pubblico ad avvicinarsi: è già dal secondo brano che si riesce a cogliere la dimensione sonora dello scenario Jaselliano, che come un viaggio prosegue lentamente tra contributi da “It’s Gonna Be Rude, Funky, Hard” e il più recente “I Need The Sea Because It Teaches Me” (il vero viaggio artistico del pirata con la chitarra). La voce di Jack è la sua arma segreta ed è il veicolo attraverso cui si sviluppa il concerto più intimo e sensibile in assoluto di quanto performato fino ad oggi in Festival.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Live Report - Dub FX a Sherwood 14]]>

La parola d’ordine del 25 Giugno a Sherwood Festival è Loop Station. Che sia umana, digitale o meccanica, disegnata su una tela o sulla pelle di un artista, è la Loop Station, l’infinita combinazione di suoni e vibrazioni e il concept abbracciato ad essa a dominare la serata, brillante e diversificata, svoltasi in tre atti principali.

Il primo è documentato nello studio della Web TV, dove in diretta streaming prende vita una pacifica competizione tra beatboxer emergenti, che culmina in una tripla esibizione a ritmo unificato. È solo il preludio dello spettacolo che sta cominciando in concomitanza sul main stage, dove nuove dimensioni sonore vengono esplorate dai Waterproof D²nB. La novità del secondo atto non è un concetto casuale. Anzi, lo è: i concerti dei Waterproof infatti si basano sull’improvvisazione categorica e dinamica. Una batteria, un contrabbasso, didgeridoo, beat-box: nessun brano viene prodotto o composto in studio, ma sempre e solo dal vivo durante una sessione di improvvisazione pura. Per queste ragioni nessun concerto è uguale al precedente, ed ogni brano è un lungo e potente flusso sonoro che attrae curiosi ed appassionati. La qualità espressa è valorizzata dall’intesa e dal divertimento che gli artisti generano in una performance indelebile per chi è riuscito a cogliere i pregevoli scambi di ruolo.

L’atto conclusivo della serata è il più concreto, quasi favoloso. In effetti quella di Dub FX è un’altra favola della strada delle opportunità. Una strada imboccata a Melbourne sotto altra identità: sale sul palco di Sherwood Festival Benjamin Stanford il girovago, la sorpresa, il grande exploit e la conferma durante un 2014 che prosegue, di concerto in concerto, con una sola colonna sonora. “Theory Of Harmony”, che in pratica viene spazzato primordialmente sulla doppia Station. Un minuto è il tempo impiegato da Ben per registrare e mandare il Loop una serie di basi avvolgenti, concatenanti e motivanti, la linfa sonora di evoluzioni al limite del credibile, inarrestabile processione di Dubstep a tratti Reggae, a tratti Punk. La riscoperta di Dub FX prende forma nella rivisitazione di generi granitici attraverso tre semplici elementi: un microfono, una voce, e una discreta dose di genialità.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Live Report - The Pains of Being Pure at Heart a Sherwood 14]]>

La trasferta transoceanica per The Pains of Being Pure at Heart prosegue con quattro tappe italiane: la seconda è quella di Sherwood Festival, e sul nostro second stage Kip Berman propone il proprio progetto musicale in una dimensione live che, nonostante la durata – un’ora esatta di performance – riesce da subito a coinvolgere grazie alla purezza generale dell’esecuzione e alla voce di Peggy Wang, che ben si amalgama con le sue tastiere e con i toni vocali degli altri componenti. Indie Pop allo stato embrionale che si trasforma in timidissimo Shoegaze: questa la definizione del sound della band NewYorkese, impegnata per tutta l’estate nella promozione del nuovo disco “Days Of Abandon”, il terzo di studio. Con genuinità cristallina, Kip racconta di cuori spezzati ed amori improbabili in storie personali ed inventate in una decina di brani dai riferimenti ritmici costanti, a tratti illuminati dagli appoggi delle chitarre. Con le date successive, specialmente in Inghilterra, la formazione americana – davvero apprezzata in patria dove vengono considerati una sorta di giovani avviatori di un nuovo genere – continua nel tentativo di far conoscere meglio la propria attività anche in Europa.

L'intervista

The Pains Of Being Pure At Heart:
Facebook
Youtube
Sito ufficiale

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Live Report - España Circo Este e Fast Animals and Slow Kids a Sherwood14]]>

11 Giugno: Sherwood Festival 2014 inizia all’insegna della funambolica carica degli España Circo Este che aprono le danze richiamando sotto al palco i primi visitatori della rassegna estiva patavina, attratti dalla loro combinazione di carica e ritmo. E come poteva essere altrimenti? L’intensa attività live della formazione itinerante, la chiave del loro interminabile momento di grazia, prosegue da Aprile tra una data e l’altra del “Tulado Tour” che ha già visto la band all'opera anche a Barcellona e Matarò. Il concept dichiaratamente ispanico messo in scena nei loro spettacoli genera un’esibizione estremamente ballabile che culmina con l’esecuzione di “Il Bucatesta” e “Santa Maria”: apripista formidabili, gli España Circo Este confermano anche sul main stage di Sherwood la loro capacità aggregativa con la particolarità di saper coinvolgere divertendosi.

FASK chiamano, Padova risponde. E la risposta è quella delle grandi occasioni, quella in cui si vedono volare le persone. Basta la presenza dei musicisti e la folla inizia a cantare: i Fast Animals and Slow Kids proseguono il loro periodo favoloso cominciato nella primavera del 2013 con la pubblicazione di uno degli album Indie più diffuso dell’anno. È il compleanno di Aimone Romizi e la festa sotto al palco inizia “Maria Antonietta”, “Troia”, “A cosa ci serve” e le altre dal ruvido “Hybris” che in realtà si pronuncia diversamente ma dal vivo suona ugualmente cattivo. Aimone festeggia a modo suo con un doppio stage diving mentre Alessandro Guercini, Jacopo Gigliotti e Alessio Mingoli stanno a guardare, divertiti, il loro frontman sospeso sotto decine di mani. Con il concerto di ieri si è chiuso il tour primaverile dei FASK, sèguito di quello invernale, ma nell’intervista prima dell’esibizione Aimone ha dichiarato ai nostri microfoni che il nuovo album è già pronto: uscirà presumibilmente ad Ottobre e Padova già aspetta impaziente la prossima botta di vita.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)