<![CDATA[incontri-e-dibattiti-sherwood-festival-2018 | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/1900/incontri-e-dibattiti-sherwood-festival-2018/articles/1 <![CDATA[Sherwood Open Minds - Speciale elezioni presidenziali in Messico]]>

 

Martedì 4 Luglio 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

- Sherwood Open Minds -


Speciale elezioni presidenziali in Messico

A cura dell’Ass. Ya Basta! Êdî Bese!

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

 


Il 1° luglio in Messico si voterà per il nuovo presidente della Repubblica. Un momento cruciale nella storia del paese, stritolato dagli ultimi 12 anni di guerra al narcotraffico, voluta da Felipe Calderon (del PAN) e proseguita da Enrique Peña Nieto (del PRI), rappresentanti dei partiti da sempre al potere in Messico. Una guerra che non è al narcotraffico ma è una guerra civile e ha prodotto 35 mila desaparecidos e oltre 200 mila morti.
Queste elezioni hanno visto per la prima volta il tentativo dell’EZLN, in collaborazione con il Congreso Nacional Indigena di incunearsi all’interno della politica ufficiale. Un tentativo che si è fermato in febbraio, quando le regole imposte dai los de arriba, hanno di fatto escluso la candidata indigena Marichuy dalla contesa elettorale. Con la rubrica “Sin bajar la mirada” su Globalproject.info abbiamo seguito fin dall’ottobre di due anni fa il percorso dell’EZLN e del CNI, cercando di approfondire le ragioni, le motivazioni, i pro e i contro di una scelta definita dallo stesso SupGaleano “assurda”.

Tutti i sondaggi danno in netto vantaggio Andrés Manuel Lopez Obrador (al terzo tentativo di diventare presidente dopo le due sconfitte del 2006 e del 2012 causa brogli degli avversari). Il portavoce di MORENA (Movimiento de Regeneración Nacional) questa volta dovrebbe farcela, a meno di incredibili ma non improbabili recuperi miracolosi dei candidati avversari. La linea politica di AMLO è molto dibattuta in Messico, soprattutto in questi ultimi mesi in cui ha metaforicamente virato verso il centro, con alleanze a dir poco discutibili; parte dei movimenti non lo appoggia ma forse è l’unica speranza per il paese che si arrivi alla fine di questa spirale di violenza, morte e sparizioni forzate.

Per raccontare questo momento da vicino, l’associazione Ya basta! Êdî bese! ha organizzato nel mese di luglio il viaggio “La voz de los de abajo”: il viaggio attraverserà le giornate post elettorali, raccontando le reazioni della società civile e dei movimenti, cercando di dare voce a chi durante questo periodo elettorale si sente escluso, ma non per questo ha smesso di costruire percorsi di lotta e ad opporsi a un sistema brutale creando forme alternative di vivere.


Ne discutiamo con:

Christian Peverieri (associazione Ya basta! Êdî bese!), Camilla Camilli (associazione Ya basta! Êdî bese! in diretta dal Messico), Enrico “Carota” Roberto (Lo Stato sociale, Garrincha loves Chiapas)



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood

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<![CDATA[Sherwood Open Minds - Presentazione del libro: "Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace"]]>

 

Giovedì 25 Giugno 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

- Sherwood Open Minds -


Presentazione del libro: "Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace"

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

1 € può bastare

 

Primavera 2016, la prestigiosa rivista americana Fortune, come di consueto, pubblica la lista dei 50 World Greatest Leaders, gli uomini e le donne più influenti al mondo. Insieme a papa Bergoglio, Angela Merkel, Aung San suu Kyi, Obama e Bono Vox, al quarantesimo posto c'è lui, Mimmo Lucano. Il sindaco di un piccolissimo comune calabrese, Riace. È l'unico italiano nella lista. All'estremo Sud d'Italia, ai piedi dell'Aspromonte, in piena Locride, c'è il sindaco migliore del mondo. Lui la chiama "utopia della normalità".

Iniziata nel 1998 con il primo sbarco di curdi a Riace, da quando è sindaco, il suo comune ha ospitato più di 6000 migranti che hanno ripopolato la sua piccola cittadina. Un quarto dei suoi concittadini non sono nati in Calabria: arrivano dall'Afghanistan, dal Senegal, dal Mali, hanno rischiato la vita attraversando il Mediterraneo e a Riace hanno trovato una casa. C'è chi fa da traduttore e da mediatore culturale, chi si prende cura dei fiori e delle piante del centro storico, chi fa la raccolta differenziata con un carretto trainato da due asine, chi sta ripristinando una valle abbandonata per farne un allevamento per animali e chi si prende cura della pulizia della spiaggia di Riace!
marina. Un modello, quello di Riace, che è stato esportato in altri comuni della Locride e che nell'epoca in cui si alzano muri, si ripristinano frontiere e si chiudono gli accessi, appare non solo come una speranza per un futuro migliore, ma come una reale alternativa economica a un sistema che si è ormai mostrato in tutto il suo fallimento. Attraverso incontri, viaggi e la condivisione di un'appartenenza non solo territoriale, Tiziana Barillà ci consegna un ritratto esclusivo del sindaco migliore del mondo, un uomo schivo, che non ama le luci della ribalta ma che si racconta liberamente in questo libro.


Ne disutiamo con l'autrice Tiziana Barillà, (giornalista de il Salto)



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood

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<![CDATA[Diritto di migrare e criminalizzazione della solidarietà nel tempo dei populismi]]>

 

Lunedi 25 Giugno 2018

Presso il Second Stage:

Diritto di migrare e criminalizzazione della solidarietà nel tempo dei populismi

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 21.00

1 € può bastare

 

Lo scenario attuale attorno alle strategie di gestione delle migrazioni assomiglia sempre di più ad un campo di battaglia dove prevale assuefazione alle tragedie e un generale senso di impotenza. Nel tempo dei populismi i migranti e i loro diritti sono le vittime sacrificabili, sono numeri e statistiche sfruttati nelle campagne elettorali al fine di accrescere il consenso della parte politica che meglio interpreta e fomenta le paure percepite e i rancori delle popolazioni europee.

Tutto si gioca al ribasso, tutte le esternazioni politiche razziste o securitarie sono storicamente un modo per gestire in termini più restrittivi, arbitrari e ricattabili l'accesso degli immigrati ai diritti sostanziali. Il solco del resto, dalla legge Bossi-Fini fino alla Minniti-Orlando, è stato ben tracciato dai governi precedenti e da decenni di politiche europee di esternalizzazione delle frontiere e di controllo dei confini. Sulle persone migranti sono collaudate tecniche di esclusione e inclusione differenziale per definire una gerarchia sociale che, poi, verrà applicata a tutte e tutti.

Oggi, però, non solo assistiamo a una contrazione generale del diritto di asilo, alla militarizzazione delle rotte o a nuovi accordi per subappaltare il controllo dei flussi, ma anche a modalità più invasive di criminalizzare coloro che, in forme molteplici, praticano iniziative di solidarietà. L'attacco in questi ultimi anni verso tutte le azioni solidali si è talmente intensificato che perfino "salvare vite umane" - tanto nel Mediterraneo quanto sui valichi di frontiera alpina – è considerato un fattore d'attrazione da controllare, delegittimare e reprimere. Nel contempo lo scenario nazionale scivola inesorabilmente con un nuovo governo Di Maio-Salvini verso politiche ancora più spietate e fortemente connotate da razzismo ed emarginazione sociale verso i deboli.

Ma se in tutta Europa le politiche anti-migranti hanno preso il sopravvento, è anche vero che, disseminate nei diversi territori, resistono e si fanno forza a vicenda un’incredibile ricchezza di azioni, pratiche e lotte. Sono esperienze, progettualità, forum, proposte concrete, manifestazioni e piazze dove emergono intelligenze, capacità giuridiche di difendere i diritti umani, cooperazione sociale e piani rivendicativi: è da questo portato che si può e si deve ripartire per costruire un movimento che non si abitui all'ineluttabilità del presente e si ponga, costantemente, l'ambizione di cambiare l'ordine delle cose.


Ne discutiamo con:

Domenico Lucano (Sindaco di Riace), Riccardo Gatti (Proactiva Open Arms - Ong spagnola di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo), Andrea Palladino (Giornalista e documentarista), Andrea Segre (Regista e promotore del Forum Nazionale "Per Cambiare L'Ordine delle Cose"), Avv. Giulia Crescini (ASGI - Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione)

Introduce e modera:

Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot Europa)

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<![CDATA[Sherwood Open Minds - Storie dentro e oltre i muri]]>

Giovedì 21 Giugno 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

- Sherwood Open Minds -


Storie dentro e oltre i muri

Sui sentieri dei migranti verso l'Europa e gli Stati Uniti

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

1 € può bastare


Dalle arse pianure della Turchia meridionale alle verdi valli del Libano, dai deserti altopiani del Messico all'antico mar Mediterraneo, sino ai campi coltivati di Rosarno, dentro la Fortezza Europa. Non ci sono strade per chi è costretto a fuggire. Le strade le costruiscono loro, i migranti, con il loro cammino. E sono strade di dolore, di diritti negati, di intense ed inutili sofferenze per valicare quei muri di cui si sono circondati tanto l'Europa quanto gli Stati Uniti. Muri di mattoni, di filo spinato ma soprattutto muri di paura. Muri che non possono fermare il cammino di chi non può fare a meno di camminare. Perché, se è una cosa che hanno in comune i migranti mesoamericani, i profughi siriani, i richiedenti asilo africani, i giovani tunisini e tutti coloro che abbandonano la propria terra, è che non è stata data loro nessun'altra scelta se non quella di fuggire. Guerre, pulizie etniche, carestie, cambiamenti climatici, sfruttamento, povertà, devastazioni ambientali, saccheggi delle risorse minerarie, tutte conseguenze di un capitalismo predatorio che ha origine proprio in quei mondi che i migranti cercano disperatamente di raggiungere. Un capitalismo che continua a macinare profitto anche dal loro dolore.

#OverTheFortress e Carovane Migranti hanno scelto scelto di non chiudere né le porte né gli occhi. Hanno scelto di tenere lo sguardo fisso su questi muri e di raccontare ciò che vi accade attorno. Dalla greca Idomeni alle città turche di Gaziantep e di Antakya, sino alla valle della Bekaa, in Libano, ai campi palestinesi ai confini con Israele, dalle selve del Messico meridionale, dove i migranti vengono venduti come merce ai narcotrafficanti, alle coltivazioni degli agrumi in Calabria, dove lo sfruttamento dei braccianti è gestito dalla 'ndrangheta e dai caporali...

Abbiamo raccolto tante storie. Storie di abusi e di violenze ma anche storie di coraggio e di resistenza. Storie che sentiremo raccontare da chi ha viaggiato lungo questi sentieri migranti.


Ne discutiamo con:

Matteo De Checchi (Collettivo Mamadou), Raffaello Rossini (Borders of Borders), Marta Peradotto (Carovane Migranti), Camilla Camilli (Ass.ne Ya Basta! Êdî Bese!)

Introduce e modera:

Riccardo Bottazzo (giornalista e viaggiatore)



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood

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<![CDATA[Sherwood Open Minds - Tutta la vita davanti]]>

 

Martedì 19 Giugno 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

 

- Sherwood Open Minds -


Tutta la vita davanti

Nuove forme di lotte e sfruttamento nel capitalismo contemporaneo

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

1 € può bastare


Il capitalismo sta procedendo inesorabilmente verso una Quarta Rivoluzione industriale, nonostante una fase di estrema liquidità sul piano politico ed economico. L’industria 4.0 - con il suo portato di automazione, big data, cloud computing – non solo sta trasformando i processi produttivi, ma sta definendo nuovi e avanzati dispositivi di messa a valore della vita digitale. La de-salarizzazione della società è arrivata alla sua fase matura e si diffondono forme sempre più “normate” di lavoro gratuito che, oltre a garantire al capitale un plusvalore totale sulla prestazione, contribuisce a formare una soggettività funzionale e addomesticata ai nuovi meccanismi di accumulazione.
Il quadro sociale che si delinea non è, però, pacificato e crescono in tutto il mondo lotte di emancipazione dallo sfruttamento e dall’assoggettamento della vita. I movimenti di emancipazione femminista, le lotte nel settore della logistica e dei riders, il ciclo conflittuale che sta attraversando la società francese contro il governo-impresa di Macron: sono solamente alcuni frammenti di una cartografia globale del conflitto che sta mutando in continuazione.

Ne discutiamo con:

Francesca Coin (Ricercatrice dell’Università di Venezia e curatrice del libro Salari rubati. Economia politica e conflitto ai tempi del lavoro gratuito, Ombre corte, 2017), Emanuele Leonardi (Ricercatore dell’Università di Coimbra e autore – insieme a Federico Chicchi – di Manifesto per il reddito di base, Laterza, 2018), Rino Boccolino (Attivista a Parigi e corrispondente di Globalproject.info dalla Francia).



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Reddito oltre il lavoro]]>

Lunedi 18 Giugno 2018

Presso il Second Stage:

Reddito oltre il lavoro 

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 21.00

1 € può bastare


La rivendicazione del “reddito” è uno degli elementi cardine di una visione redistributiva della ricchezza che avesse come obiettivo immediato il miglioramento delle condizioni materiali di vita del corpo sociale, nella sua interezza. Una rivendicazione che per anni è stata al centro delle battaglie dei movimenti sociali che, per primi, avevano intuito i mutamenti epocali avvenuti nella sfera dei rapporti produttivi a partire dalla seconda metà degli anni Settanta. Da allora il reddito – tra alti e bassi – è stato visto come la condizione di base per emanciparsi da una condizione esistenziale di precarietà, divenuta via via più diffusa con l’evoluzione delle forme di sussunzione vitale operate dal capitale e con i cambiamenti sistemici che hanno riguardato la legislazione sul lavoro – in particolare nel cosiddetto “mondo occidentale” - a partire dalla seconda metà degli anni Novanta.
In Italia il dibattito sul reddito è tornato alla ribalta mainstream nell’ultima campagna elettorale, in relazione alla proposta del MoVimento 5 Stelle di istituire un “reddito di cittadinanza” in caso di vittoria elettorale. Una proposta che evidenzia immediatamente due contraddizioni: la prima è legata al successo elettorale pentastellato, che mette in luce come il tema della redistribuzione della ricchezza sia percepito da milioni di persone impoveritesi nel corso di un decennio di crisi economica; la seconda è relativa al modello di workfare contenuto nella proposta – reso ancora più evidente nel “contratto di governo” stipulato da Luigi Di Maio e Matteo Salvini – che inquadra il reddito più come forma di controllo della povertà che come forma di emancipazione da questa.
In questo contesto ricco di contraddizioni, che si sommano a quelle che la crisi e lo smantellamento organico del Welfare State hanno portato in quest’ultimo decennio, i movimenti hanno la necessità di ricostruire un’azione politica complessiva che abbia come punto di partenza la rivendicazione di un “reddito di base incondizionato”. L’elemento di incondizionatezza crea una discriminante essenziale da immettere in un terreno di lotta, perché rigetta le linee dell’esclusione sulla base dell’etnia e del genere contenute all’interno delle proposte sovraniste legate alla redistribuzione della ricchezza. Una nuova battaglia – intersezionale e massificata – sul reddito può fornire un nuovo terreno di soggettivazione in termini di lotta di classe contemporanea, proprio perché si tratta di una questione primaria all’interno dei dispositivi che regolano i rapporti tra capitale e vita in una società sempre più de-salarizzata.



Ne discutiamo con:

Andrea Fumagalli (Economista), Cristina Morini (Ricercatrice), Anna Simone (Università Roma 3), Roberto Ciccarelli (Giornalista de “Il Manifesto”)

Intervengono:

Sergio Zulian, Gianni Boetto (ADL Cobas) e Augustin Breda (Operaio Electrolux)

Introduce e modera:

Antonio Pio Lancellotti (Globalproject)

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<![CDATA[Sherwood Open Minds - Fermati e respira]]>

Martedì 12 Giugno 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

- Sherwood Open Minds -


Fermati e respira

Biodiversità, resilienza, economia reale

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

1 € può bastare



L’attuale modello di sviluppo fondato sul paradigma neoliberista impone ritmi ormai palesemente insostenibili per l’umanità e il Pianeta.
Il consumismo sfrenato ha imposto l’industrializzazione dell’agricoltura a discapito delle risorse limitate della Terra, modello produttivo alimentato dalla finanza senza regole che continua a finanziare l’agricoltura con logiche di profitto a breve termine, speculando sul prezzo delle materie prime e creando nuovi latifondi tramite il landgrabbing.
Anche la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) ha finalmente riconosciuto l’insostenibilità dell’attuale modello di industria alimentare riconoscendo nell’agroecologia la capacità di dare vita ad un’economia circolare, a basse emissioni, in grado di rispettare i ritmi di vita dell’ambiente ripercuotendosi positivamente sulla nostra salute.
Il limite della sua diffusione è dato dalla competizione scorretta dell’agricoltura convenzionale che esternalizza i costi sulla nostra salute utilizzando pesticidi e lo sfruttamento del lavoro tramite il caporalato.
Le cittadine e i cittadini possono premiare il modello dell’agricoltura ecologica sostenendo con il proprio “voto col portafoglio” modelli di agricoltura sostenibile e sociale per la salvaguardia del territorio non solo dal punto di vista ambientale ma anche dello sviluppo economico locale.



Ne discutiamo con:

Dimitri Feltrin (giornalista e documentarista), Ugo Biggeri (Presidente di Banca Etica), Andrea Baranes (Presidente della Fondazione Finanza Etica)



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood


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<![CDATA[Sovvertire il pianeta]]>

Lunedi 11 Giugno 2017

Presso il Second Stage:

Sovvertire il pianeta 

Lotte e movimenti nell'antropocene

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 21.00

1 € può bastare


I cambiamenti climatici sono l’effetto più tangibile e devastante di un modello di sviluppo che si regge sulla continua valorizzazione, da parte del capitale, della natura e della vita. Negli ultimi decenni il capitalismo estrattivo, spinto al suo estremo dalla governance neoliberale, ha riformula to più volte il concetto stesso di “limite” all’interno del quale fosse possibile l’utilizzo delle risorse ambientali. Un “limite” in realtà che ha da tempo oltrepassato ogni forma di possibile equilibrio “ecologico”, determinando il fatto che in alcune aree del Pianeta è compromessa in maniera irreversibile la stessa riproduzione biologica della vita. Le conseguenze di questa situazione sono le crisi di approvvigionamento, la finanziarizzazione della natura, le migrazioni forzate, l’instabilità politica ed economica dell’intero globo.
Il fallimento assoluto di Cop 23 a Bonn, l’uscita degli Stati Uniti dal – pur limitato – “Accordo sul clima”, firmato a Parigi al termine di Cop 21, dimostrano con chiarezza l’impossibilità di risolvere la crisi climatica all’interno degli schemi fissati dall’attuale governance e, soprattutto, all’interno del modello di sviluppo capitalistico. L’illusione di un green capitalism si è giocata attorno alla contraddizione legata alla messa a valore della stessa crisi climatica, attraverso l’espansione di dispositivi come la finanziarizzazione dei beni comuni, i carbon credits, le speculazioni su derivati metereologici, i climate futures. Una contraddizione che evidenzia un paradigma che già da tempo ha sostituito alla contrapposizione tradizionale tra capitale e lavoro un’altra che agisce nella complessità delle forme di vita, nelle quali l’ambiente diventa una componente organica nella lotta di classe.
Con questa consapevolezza sono sorti in tutto il mondo movimenti che non credono alla favola del capitalismo verde, che vedono chiaramente le connessioni tra crisi ecologica e oppressione sociale, culturale, razziale, coloniale e di genere, dunque rifiutano la separazione dell’ambiente in quanto settore specifico di intervento, scollegato dalla struttura generale della società e dell’economia mondiale. La miriade di lotte “ambientali” presenti in tutto il pianeta inizia a porsi in maniera più chiara la questione di una trasformazione radicale del modello di sviluppo, oltre la singola vertenza e la specificità territoriale. In questo contesto l’ecologia politica rappresenta, oltre che un interessante campo intersezionale di studi sull’antropocene (inteso come l’era dell'umano, in cui l’umanità agisce come forza geologica), anche un terreno fondativo di nuove pratiche di resistenza e organizzazione.



Ne discutiamo con:

Jason W.Moore (Binghamton University) e Raúl Zibechi (Giornalista e attivista)

Intervengono:

Maura Benagiamo (Università di Mialno Bicocca), Emanuele Leonardi (Università di Coimbra), Tommaso Cacciari (No Grandi Navi)

Introduce e modera:

Marco Baravalle (S.a.L.E. Docks)

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<![CDATA[Sherwood Open Minds - Spazio allo Sport]]>

 

Sabato 9 Giugno 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

- Sherwood Open Minds -


Spazio allo Sport

Inclusione sociale, accessibilità, diritto alla salute

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

1 € può bastare


Business o Welfare. Diritti tv o diritti sociali. Due modelli opposti di pratica sportiva si sono confrontati durante tutta la stagione trascorsa. Da un lato il mainstream: l’esasperazione della prestazione, gli scandali legati a corruzione e doping, la speculazione attuata dai vertici sopra la testa di milioni di appassionati. Dall’altro il movimento sportivo di base che è stato in grado di articolare il tema dello sport attraverso nuovi paradigmi: l’inclusione sociale, la riqualificazione del territorio urbano, la produzione di benessere e salute, la costruzione di relazioni e la condivisione di sane pratiche.
Un movimento che mai come oggi, è in grado di rivendicare alle istituzioni il riconoscimento del valore sociale dello sport, l’abbassamento delle tariffe, la riforma dei regolamenti, l’accessibilità alla pratica e agli impianti come diritto per tutti.


Ne discutiamo con:

Davide Drago (Polisportiva San Precario), Daniele Minnetti (Atletico San Lorenzo Roma), Angelo Scrofani (Briganti Librino Catania).



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood

 
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