<![CDATA[no-grandi-navi | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/818/no-grandi-navi/articles/1 <![CDATA[Tg Sherwood - Prima puntata]]>

 

Tg Sherwood - Puntata del 04.10.2018

 

 

In questa prima puntata del Tg Sherwood si parla della due giorni dedicata alla lotta contro le grandi opere e per la giustizia ambientale tenutasi a Venezia il 29 e 30 settembre, con una prima giornata di assemblea ed una seconda di manifestazione via terra e via mare contro le Grandi Navi.

Ospiti della trasmissione:

Marco Baravalle (Comitato No Grandi Navi, Venezia)
Francesco Richetto (No Tav)
Raniero Madonna (Stop Biocidio, Napoli)
Michela Piccoli (Movimento Zero Pfas)
Enrico Zulian (Collettivo Resistenze Ambientali, Padova)

Qui il report dell'assemblea a cura di Globalproject.info.

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<![CDATA["Un tuffo in osteria"]]>

Sabato 20 MaggioCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)


"Un tuffo in osteria"

Cena di autofinanziamento

Per sostenere le spese legali dei nostri tuffatori del "Comitato No Grandi Navi"

Dalle ore 19.30 - Aperitivo
Dalle ore 20.30 - Cena

Menù di Pesce & Menù Vegetariano

Menù di Pesce

Sarde e Gamberi in Saor
Spaghetti con le vongole
Frittura di pesce
insalata

a breve comunicheremo il menù vegetariano ... 

+ Acqua. 1/2 l di vino, caffè e sorbetto


Costo 20 Euro

Prenotazioni entro Giovedì 18 Maggio
via WhatsApp o sms scrivendo al 3408369979

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<![CDATA[SI/NO Grandi Navi: Mostra dei Reporters Veneziani]]>


Si grandi navi/no grandi navi

danno o risorsa per Venezia?

da mercoledì 7 ottobre 2015

Palazzo Turlona - San Polo - Venezia


 E’ il titolo della mostra fotografica organizzata dai fotoreporter veneziani in collaborazione con le testate locali: Corriere del Veneto, Il Gazzettino di Venezia e La Nuova Venezia, attorno ad uno dei temi più dibattuti sul futuro della città lagunare.

Verrà inaugurata mercoledì 7 ottobre 2015, alle 11, nella sede dell’Ordine e del Sindacato dei giornalisti del Veneto, a Palazzo Turlona, in Calle Pezzana, San Polo 2162, a Venezia, dove sarà visitabile al pubblico (con entrata libera) fino a venerdì 16 ottobre con il seguente orario: dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30 (ultimo accesso alle ore 17), con esclusione di sabato e domenica e sarà la prima delle  tappe veneziane.
Partners dell’iniziativa: Ordine Nazionale dei Giornalisti e Imagicgroup, con il patrocinio di Ordine e Sindacato dei giornalisti del Veneto.

Dopo le polemiche innescate dalla decisione del sindaco di Venezia di sospendere la prevista mostra del fotografo Gianni Berengo Gardin, che si sarebbe dovuta svolgere a Palazzo Ducale, i fotografi veneziani hanno deciso di scendere in campo per offrire alla cittadinanza un quadro il più completo possibile sull’argomento, mettendo a disposizione spunti di riflessione e di approfondimento, evitando tutte le possibili strumentalizzazioni che un tema così delicato può provocare.

Trentuno reporter hanno deciso di mettere a disposizione gli “scatti” più emblematici realizzati negli ultimi anni sul tema delle Grandi Navi, costruendo un percorso che, attraverso le immagini, può aiutare a capire, a farsi un’opinione in vista delle scelte che la città e il governo saranno chiamati a fare per decidere sul futuro di Venezia e della crocieristica.
Saranno esposte 27 immagini di grandi dimensioni, di formato 240 cm x 160, montate su parallelepipedi triangolari a simboleggiare le prue delle navi che si incrociano nella laguna veneziana. Brevi diciture accompagneranno le immagini per spiegare cosa sta accadendo.

L’obiettivo è quello di offrire ai veneziani e al mondo un panorama il più ampio possibile su una problematica di estrema complessità e delicatezza, su cui la comunità nazionale e internazionale di sta confrontando da mesi: da un lato chi si batte per la salvaguardia dell’ambiente, della sicurezza di una delle più belle città al mondo; dall’altro chi vuole difendere innanzitutto l’economia di un settore strategico per la sopravvivenza della città stessa, con centinaia di posti di lavoro a rischio.

Si tratta di una mostra itinerante che toccherà anche altre città Italiane: sono già in corso contatti per Milano e Genova, mentre l’Ordine nazionale dei giornalisti ha deciso di ospitare le fotografie sulle Grandi Navi in occasione della prossima inaugurazione della nuova sede romana, alla cui cerimonia è prevista anche la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Un’operazione giornalistica capace di raccontare più di mille parole – spiega il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori di suscitare emozioni; di illustrare le diverse posizioni, gli interessi contrapposti in gioco; di aiutare a capire, a farsi un’opinione. La più completa ed esaustiva possibile”.

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<![CDATA[No Grandi Navi – No Grandi Opere]]>

Sabato 9 Maggio

No Grandi Navi – No Grandi Opere

Basta Mafia E Corruzione

Ore 15.30 Campo Santa Margherita

Corteo fino a Campo Sant’angelo con Dibattito – Spettacoli e Concerto

Ospiti Eccezionali Sul Palco Di Sant'angelo:

Ottavia Piccolo

Pierpaolo Capovilla

Tre Allegri Ragazzi Morti

Evento Facebook

 

Inizia la stagione croceristica 2015 senza che le autorità preposte abbiano ottemperato a quanto previsto dal Decreto Clini Passera in merito al passaggio delle grandi navi da crociera in Bacino San Marco.

La Marittima non ospiterà le mega navi di stazza superiore alle 96 mila tonnellate, così come previsto da una Ordinanza della Capitaneria di Porto poi annullata dal TAR, ma tutte le altre, ugualmente enormi e non sostenibili per il delicato equilibrio lagunare e per la sicurezza e la salute della città di Venezia e degli altri insediamenti lagunari, riprenderanno ad entrare dalla Bocca di Porto del Lido e a passare davanti all’area marciana e per il Canale della Giudecca, giungendo alla stazione marittima, a ridosso di quartieri densamente abitati, con il loro carico inquinante di fumi tossici e radiazioni elettromagnetiche nocive.

Sono tre anni ormai che la soluzione alternativa viene rinviata, per una precisa responsabilità dell’Autorità Portuale, la quale, invece di accettare l’evidenza che navi sempre più grandi e insostenibili per l’equilibrio idrodinamico e morfologico della laguna, debbano attraccare fuori in un avamporto alla Bocca del Lido, si intestardisce a voler imporre un’altra grande opera inutile e dannosa quale il canale Contorta Sant’Angelo, per far entrare le navi da crociera dalla Bocca di Porto di Malamocco, per giungere alla Marittima senza passare davanti a San Marco (come se il problema fosse solo questo e non l’estromissione di navi che provocano erosione dei fondali e la trasformazione della Laguna in un braccio di mare).

E’ nota a tutti, con la conferma del mondo scientifico, la devastazione provocata dal Canale dei Petroli in laguna centrale, eppure si vuole ancora insistere con la manomissione ambientale ed idraulica, raddoppiando in pratica il Canale dei Petroli portandolo, con il Contorta, direttamente in centro città.

Un’altra grande opera, un canale largo 150 metri e profondo 10 dove ora c’è un  piccolo canale navigabile profondo 2 metri e mezzo, per soddisfare gli appetiti dei soliti noti, della cricca affaristica e criminale che la grande retata del Mose del 4 giugno 2014 ha solo fermato, ma non certo sradicato, visto che tutto sta continuando come prima, dopo aver cambiato i vertici e qualche nome, ma mantenendo sostanzialmente integro il “sistema”, sostituendo qualche “mela marcia”, ma mantenendo integro “l’albero” del malaffare.

Ogni mese un’indagine della Magistratura svela la realtà delle grandi opere inutili e imposte, che sia l’EXPO, il Mose, la Tav o la Romea Commerciale: tangenti, corruzione, malaffare, vere e proprie associazioni a delinquere colluse con la Politica, con la mafia, con i servizi segreti (inchiesta Mose docet).

Eppure nulla cambia, all’insegna dell’italico gattopardesco motto: che tutto cambi perché nulla cambi.

Questa pervicacia poi dell’Autorità Portuale a voler imporre un’opera devastante quale il Contorta sta seriamente danneggiando anche il settore croceristico.   L’ostinazione della A.P. nel proporre un progetto non accettabile sul piano procedurale, tecnico e ambientalista, non rispettoso della specificità della laguna e del suo ambiente tanto da aver sollevato numerosissimi rilievi, difficilmente superabili, ha allungato oltremisura i tempi di approvazione del progetto con il serio pericolo che le compagnie croceristiche abbandonino Venezia danneggiando economia e occupazione.

Questo quando altre soluzioni praticabili di avamporto alla bocca del Lido, potrebbero garantire la permanenza e anzi lo sviluppo del settore, mantenendo le navi di stazza insostenibile fuori della Laguna, conservando la Marittima quale terminal e comunque come attracco delle navi più piccole.

E’ per questo che questo nostro appello è rivolto pure ai lavoratori del Porto e dell’indotto del settore croceristico: non fatevi ingannare dalle sirene della cricca delle grandi opere, che intende mettere i lavoratori contro i cittadini e le associazioni ambientaliste, solo per avere il via libera per un’altra grande opera inutile e devastante quale il Contorta, con tutto li corollario di tangenti e malaffare.

Venezia è scossa e umiliata dallo scandalo del Mose: un’intera città e i suoi abitanti commissariati ed espropriati di democrazia.

Il Comune è amministrato da un Commissario prefettizio che governa per nome e per conto del Governo, operando tagli agli stipendi dei lavoratori comunali e ai servizi del welfare municipale, nonché la svendita di palazzi comunali ed altri beni comuni, come se il buco in bilancio fosse responsabilità dei lavoratori e degli utenti dei servizi comunali e non delle politiche di austerità e di un patto di stabilità che sta soffocando tutti gli enti locali, mentre la cricca del Mose ha rubato e sperperato ben un miliardo di euro sui cinque che finora è costato il Mose, un’opera per la quale esistono forti dubbi sulla sua efficacia e che comunque, con una manutenzione da 30 e passa milioni di € l’anno, condannerà al debito permanente le future generazioni.

E’ per questo che questo nostro appello è rivolto pure ai lavoratori del Comune in lotta per la difesa dei servizi comunali e del loro stipendio, ai cittadini e ai settori sociali che stanno pagando queste politiche di austerity sulla casa e sui servizi: è dai primi anni del 2000 che tutti fondi della Legge Speciale per Venezia per la manutenzione fisica e per la salvaguardia socio-economica e le politiche per la residenza, vengono dirottati al Mose; pure nei parametri per il rispetto del Patto di Stabilità del Comune ci stanno ancora i fondi della Legge Speciale che non ci sono più; beffa nella beffa: il Comune sta rischiando il default anche per i soldi del Mose che la cricca del Consorzio Venezia Nuova ha rubato.

FERMIAMO IL CONTORTA E LE GRANDI OPERE NEL VENETO

RIPRENDIAMOCI LA CITTA’

E’ per questo che questo nostro appello è rivolto ai giovani, agli studenti e ai precari perché si riprendano la possibilità di vivere e ripopolare Venezia, dopo aver scalzato la cricca del malaffare, la cupola del Mose e delle grandi opere volte al profitto per pochi e alla devastazione ambientale e sociale per tutti.

COMITATO NO GRANDI NAVI

Laguna bene Comune


Andrea Segre per No Grandi Navi

Lista adesioni in continuo aggiornamento:

AmbienteVenezia;
Opzione Zero;
Comitato abc Brenta Alta Padovana;
Gruppo NOTAV di Portogruaro;
Comitato “Nessun Dorma” Civitavecchia;
Ya Basta-Trento;
Ya Basta-Venezia;
Laboratorio Occupato Morion;
S.a.L.E. docks;
Collettivo Li.S.C.;
PVC Rivolta Marghera;
Medicina Democratica-Venezia;
Circolo Ricreativo Culturale “3 AGOSTO” Venezia;
COBAS – Comitati di Base della Scuola del Veneto;
Comitato Popolare “lasciateci respirare” di Monselice;
Ecoistituto del Veneto Alex Langer;
Comitato Diritto alla Città di Rovigo;
Comitato Difesa Alberi e Territorio – Padova;
Beati i costruttori di pace
Comitato Lasciateci Respirare di Padova
Coordinamento nazionale No Triv,
Coordinamento No Triv Lombardia
Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia
Associazione AmicoAlbero.
Comitato No TAV- Bagnaria
Comitato Salute Ambiente e Territorio di Bergantino
Cooperativa Agricola EL TAMISO – Padova
Associazione per la Decrescita -nodo-triveneto
ASC Assemblea Sociale per la Casa di Venezia e Marghera
Cobas Comune di Venezia
PresidioEuropa No TAV – Val Susa
WWF – Venezia
Gruppo Vegan -Venezia
Comitato Ambientalista Altro Lido
Comitato dei Liberi e Pensanti Cittadini di Marghera
Assemblea Permanente Contro Il Rischio Chimico
Comitato Provinciale 2 Sì Acqua Bene Comune Padova
Circolo ambientalista Alex Langer – Verona e Viareggio
Comitato bellunese acqua bene comune
AIAB VENETO onlus
Italia Nostra -Venezia
Comitato Revisione Viabilità Lido
Movimento dei Consumatori
Rete dei Comitati Polesani per la difesa della salute e dell'ambiente
LIPU/BirdLife Italia
Gruppo per la salvaguardia dell'ambiente "La Salsola"
CS Bocciodromo Vicenza;
CS Arcadia Schio;
CSO Django Treviso;
CS Bruno Trento;
CSO Pedro Padova;
Lo.C.O Mestre;
Associazione studenti universitari di Padova
Legambiente Veneto
Consulta per la Casa di Venezia
EcoMagazine
Movimento per la Decrescita Felice - circolo di Padova
Comitato Allagati di Favaro
Waves (Women Arts venice)
CDST No Pedemontana
Rete dei Comitati dell' Altovicentino.
Spi-Cgil del centro storico - Venezia
Adl Cobas Veneto
Comitato Ambiente e Sviluppo -.Cavarzere (Ve)
 
Partiti, Gruppi Poltici:
Associazione In Comune;
Progetto aperto 2020VE;
Circolo SEL “P.P.Pasolini” Venezia;
L’Altro Veneto – Ora Possiamo!;
Venezia Cambia 2015;
Rifondazione Comunista –Venezia;
circoli PRC Lido-Pellestrina e Castello;
Movimento 5 Stelle – Venezia;
Mira2030;
L’Altra Europa con Tsipras
Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Vicenza
Circolo Karl Marx del PRC di Padova
Circolo Furio Da Re del PRC di Padova
Federazione provinciale del PRC di Padova
Sinistra Veneta
Venezia Bene Comune
Sinistra Ecologia Libertà – Federazione della Provincia di Venezia
gruppo politico nazionale PrimalePersone
Verdi - Green Italia
I Circoli del PD del Centro Storico e Isole - Venezia
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<![CDATA[Comitato No grandi navi, #9M - Appello al mondo dell'arte e della cultura]]>

Basta grandi opere! Fuori le grandi navi!
Liberiamoci da mafia e corruzione

Costruiamo una grande manifestazione per liberarci dalla cricca delle grandi opere inutili, dannose e imposte, il 9 maggio!

Venezia è patrimonio dell'umanità. Dal Medioevo fino ad oggi questa città è stata sinonimo di cultura, cosmopolitismo e libertà d'espressione garantita, nel corso dei secoli, a centinaia di intellettuali altrove considerati “scomodi”. In laguna si è sviluppata una delle tradizioni artistiche più importanti del Rinascimento italiano e qui, ancora oggi, tutto il mondo dell'arte si da' convegno.

La stessa esistenza di Venezia può essere considerata come una vera e propria opera d'arte di equilibrio tra uomo ed ecosistema, tra artificio e natura. Bene, questo “capolavoro” vivente ha bisogno essere difeso, poiché esso è minacciato sia materialmente che culturalmente.

Le grandi navi da crociera continuano ad “inchinarsi” di fronte a Piazza S. Marco, perpetrando un gravissimo danno ambientale al delicato sistema lagunare, inquinando l'aria e contribuendo a diffondere un modello di turismo “mordi e fuggi” socialmente insostenibile per una piccola città che sopporta circa 30 milioni di visitatori l'anno.

L'autorità portuale, grande sponsor delle crociere, è legata a doppio filo con la cricca del Mose, quell'intreccio imprenditorial-politico che, in nome del proprio privato profitto, ha corrotto e dirottato miliardi di euro verso un'opera obsoleta, rapinando fondi alle politiche sociali, all'arte e alla cultura. Che cosa è cambiato dopo gli arresti che hanno sconvolto la città? Non molto purtroppo, se pensiamo che il Porto ha proposto lo scavo di un enorme nuovo canale lagunare, il Contorta S.Angelo (oggi poco più di un sentiero d'acqua, profondo circa 2 m.) che dovrebbe diventare una vera “autostrada navalelarga 150 e profonda 10.

Ancora manomissione dell'ecosistema, ancora una grande opera a tutto beneficio degli imprenditori della cricca. La stessa cosa dicasi per Expo Venice, dove a giovarsi della costruzione del polo fieristico a Marghera, è stata, ancora una volta, una ditta del famigerato Consorzio Venezia Nuova, il grande corruttore della vita pubblica della città.

Per questo chiediamo al mondo dell'arte, della cultura e della ricerca di firmare l'appello alla mobilitazione del 9 maggio, promossa dal Comitato No Grandi Navi, un comitato indipendente di cittadini e cittadine.

Chiediamo a tutti di essere presenti al corteo, di testimoniare la propria posizione in una fase così cruciale, ma anche di inviarci una fotografia o un piccolo video di sostengo all'iniziativa.

Vogliamo essere gli artefici di questo capolavoro chiamato Venezia.

per dare il proprio contributo e la propria adesione scrivere a: info@nograndinavi.it


Comitato No Grandi Navi

Links utili:
Comitato No grandi navi su FB

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<![CDATA[You Are Not Welcome - mostra collettiva]]>

YOU ARE NOT WELCOME

Mostra Collettiva a cura di S.a.L.E. Docks

Opening 5 giugno h 19

5 giugno – 13 luglio 2014

Dal giovedì alla domenica h 15-19


YOU ARE NOT WELCOME è una mostra collettiva che raccoglie il lavoro di Gli Impresari, Elena Mazzi, Outofline Photo Collective, Claudia Rossini, Luca Pucci, Eleonora Sovrani, Zerozak intorno al tema del passaggio delle grandi navi in laguna.

Lo scorso anno ben 548 navi da crociera hanno attraversato Venezia per un totale di 1.815.823 passeggeri. L’inquinamento prodotto da queste navi, che è in media 2700 volte superiore a quello di un mezzo di trasporto via terra, rappresenta una seria minaccia per la salute dei cittadini e per la sopravvivenza dell’ecosistema lagunare.  Oltre alla questione ambientale il transito delle grandi navi racchiude in sé numerose problematiche: dal modello di turismo che propongono alla messa a rischio del patrimonio storico monumentale. Il loro formato fuori scala ha un impatto profondo non solo sulla vivibilità della città, ma anche sull’immaginario collettivo dei suoi abitanti e di coloro che la visitano modificandone definitivamente la percezione comune.

Questo cambiamento, colto dagli artisti in mostra, è stato affrontato in tempi e modalità differenti. Video, installazioni, serie fotografiche mettono in luce i molteplici aspetti e i problemi dell’attraversamento delle navi da crociera e i loro effetti su una città fragile come Venezia.

La mostra, che diventa terreno di discussione sulla sostenibilità (o meno) del modello crocieristico, offre uno spunto di riflessione sul parallelismo che intercorre tra grandi navi e grandi opere, entrambe occasione di profitto e di rapina dei territori, entrambe sostenute dall’intreccio tra politica e affari, entrambe segnate dalla negazione del diritto dei cittadini di poter decidere sulla propria terra e sulle proprie acque.

Da sempre S.a.L.E. Docks vede nelle pratiche artistiche uno strumento di analisi e di intervento e di fronte a un fenomeno di questa portata non può far altro che provare a darne una lettura critica.  Parlare di grandi navi significa parlare della città che viviamo e di come vorremmo che fosse.

Per info e contatti: saledocks@gmail.com

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<![CDATA[No grandi navi a Venezia: una prima vittoria]]>

All'indomani del vertice interministeriale abbiamo chiesto a Tommaso Cacciari un commento su questa prima vittoria della lotta ricca, radicale ed articolata di questi mesi e sulle prossime battaglie per affermare che la laguna e Venezia sono un bene comune che dev'essere liberata da lobby e speculazioni.

Dalla riunione interministeriale a a Roma relativa alle grandi navi in Venezia e in laguna sono emerse luci ed ombre.

Sicuramente è vero, importante e concreto un primo importante taglio rispetto alle navi che entrano in laguna a Venezia. Questa è una prima importante vittoria della lotta, del comitato, dei movimenti che da un anno e mezzo a questa parte si sono battuti contro questo scempio, questo stupro della città storica di Venezia.

Nel 2014, stando a quanto emerso ieri dalla riunione romana passeranno 176 navi in meno rispetto al 2013. Sono i 176 passaggi delle navi più grandi come MSC, Divina, di quelle oltre le 100.000 tonnellate con uno sbarco complessivo di 1.000.000 di passeggeri in meno rispetto al 1.800.000 totali. Quindi diciamo che l'impatto di queste grandi navi in città si è più che dimezzato.

Questa è una prima vittoria del comitato, della lotta dei cittadini di questa città. Prima che il Comitato iniziasse le mobilitazioni nessuno si poneva questo problema, men che meno nei palazzi romani.
Emergono sottotraccia delle ombre.

La lobby crocieristica di Venice Terminal Passeggeri ha preferito subire questo taglio delle crociere piuttosto che "mollare" il terminal crocieristico alla Marittima ovvero nel cuore della città. Una scelta che noi abbiamo sempre combattuto e continueremo a combattere. Venezia vive l'assurdità di avere un polo crocieristico, un porto per queste mega-navi all'interno, nel cuore della città. La lobby crocieristica vuole mantenere questa cosa e noi su questo ci siamo sempre espressi in modo nettamente contrario e continueremo a combatterlo.

Un porto per queste mega-navi va trovato altrove. Va trovato fuori dalla laguna. Questo sarebbe l'unico modo, come l'esito della riunione romana dimostra, per tutelare davvero i posti di lavoro e forse per incrementarli.

Un'altra cosa abbastanza inspiegabile che è emersa dal vertice romano è questo raddoppio nella tonnellata di stazza consentita rispetto al decreto Clini-Passera, che ricordo fissava un limite delle 40.000 tonnellate che dalla riunione di ieri sono diventate abbastanza inspiegabilmente 96.000. 96.000 restano comunque delle grandi navi. Per capirci il Titanic ne faceva 46.000 di tonnellate. Questa soglia fissata a 96.000 noi chiediamo che venga ulteriormente abbassata e lotteremo e ci batteremo nei prossimi mesi per questo.

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Alla riunione romana si è ulteriormente svelata una grande alleanza tra la lobby crocieristica, capitaniata dal presidente dell'Autorità Portuale Paolo Costa e la lobby delle grandi opere in città.

Da ieri emerge come possibile alternativa al Canale della Giudecca e al Bacino di San Marco lo scavo terribile di un nuovo canale in laguna, il Contorta Sant'Angelo.
Questo canale dovrebbe tagliare in due il bacino sud della laguna di Venezia e far arrivare dalla finestra ma sempre nel cuore della città queste mega-navi.
Questo è un grande regalo che la lobby veneziana crocieristica di Paolo Costa sta facendo all'altra grande lobby veneziana, quella del Mose, delle grandi opere, del Consorzio Venezia Nuova.

E' del tutto evidente che il destinatario di questa parte dello scavo di questo mega-canale sarà sempre il Consorzio, sarà sempre la Mantovani che nonostante la decapitazione giudiziaria dei suoi principali dirigenti continua a manovrare le leve in questa città per aggiudicarsi i soldi pubblici, i soldi della Legge Speciale, i soldi di Venezia per proseguire una devastazione del territorio e un modello portuale assolutamente insostenibile.

Il Comitato No Grandi Navi Laguna Bene Comune, proprio perché si chiama Laguna Bene Comune, non accetta nemmeno questo definitivo colpo di grazia all'equilibrio idro-morfologico della laguna e ci opporremo con qualunque mezzo a ulteriori scavi nella nostra laguna.

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<![CDATA[Frito Rebelde del 29 maggio 2013]]>

Puntata quanto mai scoppiettante del Frito, con tante novità dal mondo dell'indie e non solo, un sacco di nomi nuovi da seguire per i festival europei (e non solo) e un mixino finale a cura di RRRocco per la parte più elettronica e danzereccia.
Nel bel mezzo vi parliamo del programma completo della tre giorni NoGrandiNavi che si terrà a Venezia il 7/8/9 giugno.
Enjoy!

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<![CDATA[No grandi navi a Venezia: il programma]]>

No grandi navi, No grandi opere
7-8-9 Giugno

Saccafisola Campi sportivi

(Da Piazzale Roma e dalla Stazione Santa Lucia: battello linea 4.1 o linea 2 direzione San Marco, fermata "Sacca Fisola")

Venerdì 7 giugno

H 18: presentazione de "Il gondoliere cinese" di Lucio Angelini, supernova edizioni, presentazione e dibattito moderato da Flavio Cogo e Tommaso Cacciari.

H 19: Soul riot (hiphop) DJ Set

H 21: Big Mike (hiphop) + Almost Inside (r'n'r) Live


Sabato 8 giugno

H 11: incontro dei movimenti, comitati e associazioni del Veneto e del Nordest: "Fermare le grandi opere: un sistema politico-affaristico che distrugge ambiente e salute, producendo solo debito pubblico e corruzione"

H 15: Art(h)emigra Satellite presenta: I.C.P. - Il Corpo Pesante in "Il Cane che Guarda", studio scenico liberamente ispirato a un racconto di Davide Enia + Laboratorio Creativo per grandi e piccini (dai 5 anni in su) condotto da Carla Marazzato e Francesco Grigoletto.

H 17: assemblea internazionale aperta: "Grandi navi, grandi opere, grandi affari: le nostre lotte per i beni comuni"

H 21: Adriano Iurissevich (cantautore indie-pop ) + Ilaria Graziano e Francesco Forni (folk) Live

Domenica 9 giugno

H 10: Piazzale Roma: Don't take that ship! Corteo verso il Porto di Venezia

H 16: Tutti in barca in canale della Giudecca: via le navi dalla Laguna per tutti coloro che non hanno la barca: venite alla fermata di San Basilio, monterete sulle nostre!!

H 20: Soul Riot (rocksteady) DJ SET

H 21: The Atom Tanks (ska) + Ensemble de LA.B.C.("laguna bene comune" - afrobeat) - Ilenya de Vito, Moulaye Niang, Alvise Seggi, Stefano Ottogalli, Mafal Diaw + Guests, LIVE 

Finora hanno aderito:
COMITATI TERRITORIALI: Presidio permanente No dal Molin (VI), Comitato Acqua Bene Comune Venezia, Comitato Lasciateci Respirare Este e Monselice, Assemblea Permanente contro il rischio chimico Marghera, Comitato Opzione Zero Riviera del Brenta, Rete Commons - Rete dei Comitati per i Beni Comuni di Napoli e Provincia, Comitato NO TEM (Milano), Comitato Mamme NO TAV di Marco (Rovereto), Comitato Nessun Dorma (Civitavecchia), Comitato Acqua Bene Comune Belluno, Comitato 2 SI Acqua Bene Comune Padova, Presidio permanente NO MUOS (Niscemi, Sicilia), Comitato NO TAV Portogruaro, Comitato Acqua bene comune Polesine, Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Lido (VE), Rete Comitati Alto Vicentino, Rete Polesana Comitati per la Difesa Salute e Ambiente, Comitato Lasciateci Respirare Padova, Comitato 3e32 (L'Aquila), Comitati Radicati sul Territorio (Abruzzo).

ASSOCIAZIONI, ORGANIZZAZIONI E MOVIMENTI: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, Associazione A Sud, Associazione Ya Basta, Casa dei Beni Comuni (Treviso), Coordinamento Nord Sud del mondo Milano, Forum Ambientalista, WWF Venezia e Miranese, WWF Veneto, Teatro Pinellli (Messina), Legambiente Venezia, Centri Sociali Marche, Ambasciata dei diritti Marche, Archeotower Occupata (Taranto), Sea Shepherd Conservation Society, S.a.L.E. Docks (VE), Laboratorio Occupato Morion (VE), CSO Rivolta, CSO Pedro (PD), ADL (Associazione Difesa Lavoratori), CSA Arcadia, CS Bocciodromo (VI), ZTL (TV), Casa delle Culture (Trieste), Associazione AmbienteVenezia, ZAM (Milano), Teatro Valle Occupato (Roma), Urbancode, Associazione ComicOut, Teatro dei Cittadini (Catania), MACAO (Milano), Teatro Coppola (Palermo), Ex Asilo Filangeri - La balena (Napoli), Teatro Garibaldi aperto (Palermo), Nuovo Cinema Palazzo (Roma),

SINGOLI, ARTISTI, GRUPPI MUSICALI E TEATRALI: Alex Zanotelli, Sandrone Dazieri (scrittore), Zerocalcare (fumettista), Claudio Calia (fumettista), Lello Voce (poeta e scrittore), Roan Johnson (regista), Carlo Virzì (Regista), Fausto Paravidino (drammaturgo, attore e regista), Gianni Stoppelli (attore teatrale), Luca Bassanese ( ), Andrea Segre (regista), Laura Scarpa (fumettista), Nanni Balestrini (poeta, scrittore, artista), Lucio Angelini (scrittore), Cristiano Prakash Dorigo (scrittore), Bert Theis (artista), Francesca D'Este (attrice), Ferruccio Pinotti (giornalista e scrittore), Antonio Mazzeo (giornalista e scrittore), Irene Petris (attrice), Regne Freise (scenografa e pittrice), Milena Cuccurullo (ricercatrice), Ferdinando Mazzitelli (artista), Chiara Bortoli (danzatrice), Roberta Da Soller (attrice), Ilaria Graziano (Collettivo Angelo Mai), Flavio Cogo (storico), Francesco Forni (Collettivo Angelo Mai), Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica), Adriano Argenteri (attore), Beppe Casales (attore), Barbara Giambartolomei (scrittrice), Ulisse Fiolo (musico), Coro F.M. Saraceni degli universitari di Roma, Cesare Basile (cantautore), Anna Amavo (musicista), Michele Bubacco (pittore), Giovanni Dell'Olivo (cantautore), Rossella Biscotti (artista), Rossella Biscotti (artista), Corrado Zunino (Giornalista "La Repubblica"), Gianni Hochkofler (geografo), Diego Ribon (attore sceneggiatore), Mirko Artuso (attore e regista), Fiorenza, Andrea, Elisa, Giovanni, Johanna e Tihana per "AtelierSi-Bologna", Alessandro Aronadio (regista e sceneggiatore), Nicoletta Grasso (artista), Aldo Aliprandi (artista), Marianna Andrigo (performer), Loredana Cannata (attrice), Graziano Graziani (giornalista), Carlo Natoli (musicista), Alberto Toso Fei (scrittore), Assalti Frontali, ZaLab, TARM - Tre Allegri Ragazzi Morti, Herman Medrano & the GroovyMonkeys, Bestie Rare, Modena City Ramblers, Rio Terà, Piccola Bottega Baltazar,Lo Stato Sociale, Class Action JAZZ 5ET, The gang band, The spineless man, Brunori Sas, The Atom Tanks, GIUFA', Soul Riot, Espana Circo Este, MOTUS | Enrico Casagrande, Daniela Nicolò, Silvia Calderoni, Arthemigra Satellite, Anagoor| Simone Derai, Marco Menegoni, Kitchen Teatro Indipendente – Vicenza, Adrenalink Crew, Welcome to Marghera, BIG MIKE, PLATFORM Sottobosco, H2O Non Potabile - Compagnia teatrale, Electronic girls, BomChilom Sound, Grimoon, NERODISEPPIA, negozio di produzioni indipendenti di arte, design, artigianato e musica, Blare Out, Teatro Sotterraneo.

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<![CDATA[Appello al mondo della musica e della cultura ]]>

7, 8 e 9 giugno 2013

Giornate internazionali d'incontro e di lotta contro le "Grandi Opere". Salvare Venezia dalla distruzione, dall'ignoranza, dall'arroganza dei poteri forti si può, si deve.

Cari amici,

rivolgiamo questo appello al mondo della musica, della letteratura, delle arti visive e performative, della creatività. Vorremmo invitarvi a partecipare ad una grande iniziativa di incontro e di lotta che si svolgerà a Venezia venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 giugno 2013.

In queste giornate giungeranno a Venezia dall’Italia e dall’estero tanti comitati territoriali (No Tav - Val di Susa, No Muos - Niscemi, No Ponte sullo Stretto di Messina, No Notre Dame des Landes - Paris, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti - Taranto, Comitato Lasciateci Respirare - Padova Marghera …) che come noi lavorano quotidianamente e concretamente, approfondendo l’inchiesta, la denuncia, lo studio delle alternative, ma anche attraverso l’azione diretta, per la salvaguardia del proprio territorio, cercando di far valere propri diritti alla salute, all’abitare, all’autodeterminarsi nel proprio territorio, secondo il principio della democrazia partecipativa. Vorremmo coinvolgervi nella nostra battaglia contro una presenza ingombrante e dannosa che minaccia la bellezza della nostra città e la sicurezza delle nostre vite.

Il Comitato No Grandi Navi - Laguna Bene Comune è nato a Venezia il 6 gennaio  2012 dall’incontro di diverse realtà, associazioni e singoli cittadini, uomini e donne di diversa estrazione, orientamento politico, sensibilità. Medici e pescatori, lavoratori precari e pensionati, studenti e docenti, accomunati dall’obbiettivo di interrompere un traffico in costante aumento di navi evidentemente incompatibili con una città millenaria, patrimonio dell’Unesco, propulsivo e ricettivo centro storico-culturale di valore incalcolabile, il cui equilibrio geomorfologico, già alterato da decenni di cementificazione e speculazioni di ogni tipo, è messo a dura prova ogni giorno dal passaggio di cinque, sei, sette navi da crociera.

Vi chiediamo di farvi interpreti della legittima rabbia e della gioiosa vitalità di un territorio fragile ma coraggioso, di un’isola felice che troppo spesso è stata definita “città morta”, e invece è più viva che mai - e i tanti musicisti, scrittori e artisti che ci abitano questo lo sanno bene.

Per chi invece non conosce da vicino la nostra città, per chi non avesse mai assistito all’orrida sfilata di questi mostruosi giganti marini, è possibile fare dei paragoni: immaginiamo una sorta di Corviale semovente che ogni giorno si muove su e giù da Via dei Fori Imperiali a Piazza San Pietro. La sproporzione risulterebbe lampante, ma il problema non è certo solo di natura estetica. Immaginiamo ancora qualche centinaio di pullman turistici stipati tra Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi mentre attendono, con il motore acceso per tutto il giorno, la fuoriuscita dei turisti al termine della visita degli Uffizi. Senza contare che il carburante utilizzato dalle navi da crociera è inquinante circa tremila volte più di quello di un’autovettura. Si calcola che le emissioni di ognuna di queste navi siano pari a quelle prodotte da quattordicimila automobili. Venezia non è destinata a scomparire per sua natura, per un destino ineluttabile e crudele, ma dalle precise scelte di istituzioni lontane attente solo agli interessi che ne stanno firmando la condanna a morte. 

Per questo, alzare la voce contro l’ingiustizia di decisioni imposte dall’alto, dal Ministero dei Trasporti, dall’Autorità Portuale, dalla Capitaneria di Porto, è fondamentale, per chi a Venezia ci vive e per chi vuole goderne la peculiare, irripetibile bellezza, nel rispetto della sua storia, delle sue tradizioni, della sua biodiversità.

Salvare Venezia e la sua Laguna da un sistema speculativo corrotto e spregiudicato, dalla distruzione e dall’ignoranza, dall’arroganza dei poteri forti, è oggi più che mai urgente e decisivo, pretendere per essa l’adozione di un modello di sviluppo sostenibile e la difesa della democrazia, legittimo e necessario.

Altro elemento assai curioso: la controversa questione del rispetto della quiete pubblica. Di sera, a Venezia è quasi impossibile fare musica (date le ordinanze che impongono limitazioni ferree in quanto a orari, spazi e generi musicali). Esistono infatti due soli spazi in tutto il centro storico in cui sia possibile suonare ed ascoltare la musica oltre le 23, non a caso gli unici spazi autogestiti, grazie a un percorso di anni di occupazione, dunque ancora fuori della legalità formale. Come se questo coprifuoco non bastasse ad intristire e annoiare le serate della popolazione, soprattutto di quella giovanile, si osserva un’anomalia del “sistema-vetrina” in cui tutto sembra assopito, irrigidito e sotto controllo: le navi da crociera emettono a qualsiasi ora rumori assordanti. Di giorno la voce borbottante del capitano che invita a usufruire di tutti i comfort e i servizi commerciali offerti s’insinua nelle case di Santa Marta e nelle aule universitarie di San Basilio, di notte i monotoni e prepotenti beat da discoteca di bassa lega. Oltre il danno, la beffa. Come a sottolineare che a chi è in crociera è concesso il divertimento, anche a costo di disturbare chi lavora, chi studia, chi riposa a pochi metri di distanza.

E’ il momento di riprendersi dal basso spazi di socialità, informazione, produzione e movimentazione culturale. Nelle serate tra il 7 e il 9 giugno, vogliamo che la musica, le parole, le danze riempiano le nostre calli e risuonino nei nostri cuori. Mettiamo a disposizione queste serate per chiunque volesse esprimere con noi il dissenso e la convinzione che un’altra Venezia, una Venezia in cui turista e residente, abitante ed esercente possano convivere in un rapporto armonico di scambio e rispetto reciproco, è possibile.

Tutti sono invitati a partecipare, portando il proprio contributo materiale o immateriale: una presenza, un gesto, un simbolo, un testo, un’immagine, una canzone, uno slogan, un coro.

Più semo e meio stemo!

Cari amici,

rivolgiamo questo appello al mondo della musica, della letteratura, delle arti visive e performative, della creatività. Vorremmo invitarvi a partecipare ad una grande iniziativa di incontro e di lotta che si svolgerà a Venezia venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 giugno 2013.

In queste giornate giungeranno a Venezia dall’Italia e dall’estero tanti comitati territoriali (No Tav – Val di Susa, No Muos – Niscemi, No Ponte sullo Stretto di Messina, No Notre Dame des Landes – Paris, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti – Taranto, Comitato Lasciateci Respirare - Padova Marghera …) che come noi lavorano quotidianamente e concretamente, approfondendo l’inchiesta, la denuncia, lo studio delle alternative, ma anche attraverso l’azione diretta, per la salvaguardia del proprio territorio, cercando di far valere propri diritti alla salute, all’abitare, all’autodeterminarsi nel proprio territorio, secondo il principio della democrazia partecipativa. Vorremmo coinvolgervi nella nostra battaglia contro una presenza ingombrante e dannosa che minaccia la bellezza della nostra città e la sicurezza delle nostre vite.

Il Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune è nato a Venezia il 6 gennaio  2012 dall’incontro di diverse realtà, associazioni e singoli cittadini, uomini e donne di diversa estrazione, orientamento politico, sensibilità. Medici e pescatori, lavoratori precari e pensionati, studenti e docenti, accomunati dall’obbiettivo di interrompere un traffico in costante aumento di navi evidentemente incompatibili con una città millenaria, patrimonio dell’Unesco, propulsivo e ricettivo centro storico-culturale di valore incalcolabile, il cui equilibrio geomorfologico, già alterato da decenni di cementificazione e speculazioni di ogni tipo, è messo a dura prova ogni giorno dal passaggio di cinque, sei, sette navi da crociera.

Vi chiediamo di farvi interpreti della legittima rabbia e della gioiosa vitalità di un territorio fragile ma coraggioso, di un’isola felice che troppo spesso è stata definita “città morta”, e invece è più viva che mai – e i tanti musicisti, scrittori e artisti che ci abitano questo lo sanno bene.

Per chi invece non conosce da vicino la nostra città, per chi non avesse mai assistito all’orrida sfilata di questi mostruosi giganti marini, è possibile fare dei paragoni: immaginiamo una sorta di Corviale semovente che ogni giorno si muove su e giù da Via dei Fori Imperiali a Piazza San Pietro. La sproporzione risulterebbe lampante, ma il problema non è certo solo di natura estetica. Immaginiamo ancora qualche centinaio di pullman turistici stipati tra Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi mentre attendono, con il motore acceso per tutto il giorno, la fuoriuscita dei turisti al termine della visita degli Uffizi. Senza contare che il carburante utilizzato dalle navi da crociera è inquinante circa tremila volte più di quello di un’autovettura. Si calcola che le emissioni di ognuna di queste navi siano pari a quelle prodotte da quattordicimila automobili. Venezia non è destinata a scomparire per sua natura, per un destino ineluttabile e crudele, ma dalle precise scelte di istituzioni lontane attente solo agli interessi che ne stanno firmando la condanna a morte. 

Per questo, alzare la voce contro l’ingiustizia di decisioni imposte dall’alto, dal Ministero dei Trasporti, dall’Autorità Portuale, dalla Capitaneria di Porto, è fondamentale, per chi a Venezia ci vive e per chi vuole goderne la peculiare, irripetibile bellezza, nel rispetto della sua storia, delle sue tradizioni, della sua biodiversità. Salvare Venezia e la sua Laguna da un sistema speculativo corrotto e spregiudicato, dalla distruzione e dall’ignoranza, dall’arroganza dei poteri forti, è oggi più che mai urgente e decisivo, pretendere per essa l’adozione di un modello di sviluppo sostenibile e la difesa della democrazia, legittimo e necessario.Altro elemento assai curioso: la controversa questione del rispetto della quiete pubblica. Di sera, a Venezia è quasi impossibile fare musica (date le ordinanze che impongono limitazioni ferree in quanto a orari, spazi e generi musicali). Esistono infatti due soli spazi in tutto il centro storico in cui sia possibile suonare ed ascoltare la musica oltre le 23, non a caso gli unici spazi autogestiti, grazie a un percorso di anni di occupazione, dunque ancora fuori della legalità formale. Come se questo coprifuoco non bastasse ad intristire e annoiare le serate della popolazione, soprattutto di quella giovanile, si osserva un’anomalia del “sistema-vetrina” in cui tutto sembra assopito, irrigidito e sotto controllo: le navi da crociera emettono a qualsiasi ora rumori assordanti. Di giorno la voce borbottante del capitano che invita a usufruire di tutti i comfort e i servizi commerciali offerti s’insinua nelle case di Santa Marta e nelle aule universitarie di San Basilio, di notte i monotoni e prepotenti beat da discoteca di bassa lega. Oltre il danno, la beffa. Come a sottolineare che a chi è in crociera è concesso il divertimento, anche a costo di disturbare chi lavora, chi studia, chi riposa a pochi metri di distanza.

E’ il momento di riprendersi dal basso spazi di socialità, informazione, produzione e movimentazione culturale. Nelle serate tra il 7 e il 9 giugno, vogliamo che la musica, le parole, le danze riempiano le nostre calli e risuonino nei nostri cuori. Mettiamo a disposizione queste serate per chiunque volesse esprimere con noi il dissenso e la convinzione che un’altra Venezia, una Venezia in cui turista e residente, abitante ed esercente possano convivere in un rapporto armonico di scambio e rispetto reciproco, è possibile.

Tutti sono invitati a partecipare, portando il proprio contributo materiale o immateriale: una presenza, un gesto, un simbolo, un testo, un’immagine, una canzone, uno slogan, un coro.

Più semo e meio stemo!

Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune


Per sottoscrivere l'appello: chicca@sherwood.it


Mandateci foto, video, canzoni, insomma...tutto quello che vi viene in mente per dire NO alle Grandi Navi a Venezia!

Primi firmatari:

Sandrone Dazieri - scrittore

Zerocalcare - Fumettista

Claudio Calia - Fumettista

Lello Voce - Poeta, scrittore

Roan Johnson - Regista

Assalti Frontali

Carlo Virzì - Regista, sceneggiatore e musicista

ZaLab - http://www.zalab.org

TARM - Tre Allegri Ragazzi Morti

Fausto Paravidino - drammaturgo, attore e regista.

Herman Medrano & the GroovyMonkeys

Gianni Stoppelli - attore teatrale

Bestie Rare

Modena City Ramblers

Rio Terà

Piccola Bottega Baltazar

Brunori Sas

Luca Bassanese

Urbancode

Laura Scarpa - fumettista

Associazione ComicOut

Class Action JAZZ 5ET

Vasco Brondi - Le luci della centrale elettrica

Francesco Forni - Collettivo Angelo Mai

 Ilaria Graziano - Collettivo Angelo Mai

Flavio Cogo - storico e critico letterario

Ulisse Fiolo - musico

Andrea Segre - regista

Nanni Balestrini

Lucio Angelini - scrittore

Cristiano Prakash Dorigo, scrittore

Bert Theis, artista

Lo Stato Sociale

Francesca D'Este - attrice

Teatro Valle Occupato

Ferruccio Pinotti - giornalista, scrittore

Antonio Mazzeo, giornalista e scrittore

Irene Petris, Teatro

The gang band

The spineless man

Cesare Basile

Teatro Coppola

Teatro dei Cittadini, Catania

Regne Freise, scenografa, pittrice

The Atom Tanks

Milena Cuccurullo, ricercatrice, Napoli

Ferdinando Mazzitelli, artista

Chiara Bortoli, danzatrice , performer, coreografa

Roberta Da Soller. attrice, organizzatrice.

GIUFA'

MACAO - Milano

Ex Asilo Filangeri - La balena - Napoli

Rossella Biscotti, artista

Soul Riot

Teatro Pinelli Occupato - Messina

Teatro Garibaldi aperto - Palermo

Corrado Zunino - Giornalista "La Repubblica"


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<![CDATA[No grandi navi a Venezia]]>


I Tre Allegri Ragazzi Morti
annunciano le giornate dell'8 e 9 Giugno
contro le grandi navi a Venezia
dal palco del Rivolta PVC





Comunicato:

A Venezia, circa trent’anni fa, nasceva la madre di molte anomalie: la concessione unica da parte dello Stato al Consorzio Venezia Nuova dei lavori di salvaguardia. Il Consorzio ha potuto così dragare a favore di un ristretto gruppo di imprese private miliardi di euro di fondi pubblici, solo in parte confluiti in quella mostruosità ingegneristico ambientale detta MOSE. Guarda caso la Mantovani Spa dell’Ing. Baita (recentemente arrestato per falsa fatturazione e costituzione di fondi neri) è la principale azionista del Consorzio insieme alle altre aziende che sono state efficacemente descritte come il cuore del “sistema Galan”. L’ex governatore è stato infatti il braccio politico di un sistema economico che ha prodotto politiche di “sviluppo” completamente al di fuori di ogni controllo democratico. Una storia di affari e cemento che si sono riversati sulla nostra regione, a suon di concessioni uniche, project financing e commissariamenti, senza che i cittadini e le comunità locali potessero mai influire sulle più importanti decisioni.

La Mantovani Spa ha dunque grandi interessi in città: oltre al Mose, tra le altre cose, c’è lo scavo dei canali portuali e la vergognosa operazione speculativa sul Lido di Venezia (il “buco” del Palacinema, L’ex Ospedale al Mare e la mega darsena di San Nicolò.

Infine, a Venezia, il “sistema Galan” trova nell’Autorità Portuale e nella VTP (Venezia Terminal Passeggeri) due snodi importanti. La prima, per volere di Berlusconi e dell’ex governatore del Veneto, è presieduta da Paolo Costa, la seconda da Sandro Trevisanato entrambi impegnati nel difendere l’indifendibile per garantire il passaggio delle grandi navi in laguna, gli interessi delle lobby affaristiche e quelli delle multinazionali degli armatori. Il tutto contro il diritto dei cittadini alla salute, alla sicurezza e soprattutto contro il loro diritto di decidere del proprio territorio.

Le grandi navi sono l’ultima versione veneziana delle grandi opere. Una versione elefantiaca, un mastodontico insulto alla città, una seria minaccia alla salute dei cittadini, alla sicurezza del patrimonio storico monumentale di Venezia e alla sopravvivenza dell’ecosistema lagunare. Questo sfregio è sotto gli occhi del mondo intero.

Adesso è il momento di dire basta! Per questo il Comitato No Grandi NaviLaguna Bene Comune ha deciso di lanciare una grande mobilitazione, nazionale ed internazionale, per le giornate dell’otto e nove giugno. Due giorni di lotta e di incontro di chi, in città, in Veneto e in Europa si batte contro le grandi opere.

Già perché le meganavi sono, in fondo, l’espressione più visibile di un sistema affaristico-politico che ha corrotto la vita di questa regione per troppi anni, con gravissimi danni economici, sociali e ambientali.
Il momento è arrivato per una grande mobilitazione dei cittadini, contro le grandi opere e per un modello di sviluppo diverso e partecipato, per una nuova stagione di democrazia a difesa dei beni comuni.

Il momento è arrivato per disfarci dei “poteri forti” che inquinano la vita di questa città.La chiamata parte da Venezia verso tutti i suoi cittadini; verso quei movimenti (dal No Dal Molin al No Tav al No Muos) che in regione, in Italia e in tutta Europa si battono contro cemento, inquinamento, corruzione e grandi opere; verso l’amministrazione comunale che deve mettersi al servizio di questa domanda di cambiamento

Tutti a Venezia l’8 e il 9 giugno.



Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune

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<![CDATA[Pedalata In Festante dalla Riviera del Brenta verso Venezia]]>

LA VITA E LA SALUTE DI TUTTI
PRIMA DEI PROFITTI DI POCHI.

FERMIAMO LE GRANDI NAVI IN LAGUNA

E

LE GRANDI OPERE IN VENETO

TUTT@ A VENEZIA
DOMENICA 16 SETTEMBRE 2012

La mobilitazione del prossimo 16 settembre un risultato “storico” l’ha già ottenuto. Alla faccia della sindrome NIMBY moltissimi comitati territoriali si sono uniti in una mobilitazione comune.

Da chi si batte contro devastazioni ambientali come la mega-speculazione di VenetoCity, la costruzione della Pedemontana, a chi si oppone alla Tav, a chi si batte contro gli inceneritori anche se travestiti da cementifici a chi vuole difendere il proprio territorio martoriato dalle produzioni chimiche o dal passaggio delle grandi navi come nella Laguna di Venezia.

Tutti sembrano essersi resi conto che le diverse battaglie insistono, in realtà, sugli stessi nodi: la riproposizione di un modello di sviluppo insostenibile (cementificazione e inquinamento), gli appetiti speculativi di grandi cordate imprenditoriali o multinazionali e l’imposizione dall’alto di questi piani scellerati che esclude le comunità dalla possibilità di decidere per sé. E laddove questo ragionamento appaia scontato, ciò che non era affatto ovvio era la capacità di trasformare un pensiero comune in pratica comune.

Qui sta lo scarto e l’importanza della mobilitazione del 16 settembre, un segnale di maturità e un salto di livello che potrebbe davvero cambiare la storia di tante mobilitazioni territoriali di questa regione (e oltre). I comitati sono ormai consapevoli di non potere proseguire nell’isolamento e di dovere sviluppare la ricerca di un’azione comune da affiancarsi agli strumenti di pressione nel campo giuridico, alle raccolte firme, alla studio approfondito e alla produzione di una conoscenza alternativa del proprio territorio. Tutti strumenti preziosi, ma insufficienti a fermare una macchina di distruzione e speculazione che cieca e sorda, continua a predicare la propria ineluttabilità.

Ad aggravare la situazione c’è l’evidente momento di crisi in cui versano gli organi della rappresentanza territoriale i quali, sindaci in testa, assistono all’erosione delle proprie finanze come del proprio peso politico e (ammesso che siano reali portatori di istanze democratiche e non complici della distruzione) sono impotenti di fronte ai vari livelli superiori della governance, garanti a vario titolo della stessa ineluttabilità. Di fronte a questo svuotamento della rappresentanza, l’organizzazione di pratiche comuni non è un vezzo, ma è una necessità, un elemento di radicalità positiva che emerge nel momento in cui, al radicarsi della crisi nella sfera sociale, pare corrispondere un’accelerazione dei processi di speculazione, di rapina e di snaturamento del territorio quale bene comune.

Il programma della giornata del 16 settembre è un’efficace rappresentazione della ricchezza delle lotte coinvolte, si parte da Mira alle 11 di mattina con una critical mass, insieme al Gruppo di eco-ciclo-attivisti Ecotopia Bike Tour, partiti da Barcellona per raggiungere Venezia per la Terza Conferenza Internazionale sulla descrescita, si arriverà tutti insieme a toccare alcuni “punti caldi” quali la Fincantieri di Marghera e la Marittima di Venezia.

L’appuntamento per il gran finale della giornata è per le 15.00 in Punta della Dogana, a un passo da Piazza S. Marco a Venezia dove convergeranno ciclisti, pedoni e soprattutto barche, per protestare contro il passaggio delle grandi navi da crociera nella laguna di Venezia insieme al Comitato No Grandi navi - Laguna Bene Comune.

Ulteriori informazioni su Eco-magazine.info

Video di approfondimento


Un importante dibattito si è svolto lunedì 30 luglio presso lo Sherwood Venice Festival.

A discutere nel “salotto” della Web TV erano presenti

Silvio Testa
(giornalista autore del libro E le chiamano navi, Il Fontego, 2011)
Cristiano Gasparetto (Italia Nostra)
Armando Danella (ex Assessore alla Legge Speciale)
Luciano Mazzolin (Medicina Democratica)
Tommaso Cacciari (Laboratorio Occupato Morion)

ovvero cinque degli esponenti più in vista del Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune, quel gruppo di cittadini che dal 6 gennaio scorso danno battaglia al transito dei “bisonti del mare” attraverso la città storica di Venezia.

 

 

Materiali utili

Pedalata In-Festante
dalla Riviera del Brenta verso Venezia 2012

Domenica 16 settembre 2012

I comitati, le associazioni, i movimenti e i cittadini del Veneto, impegnati nella difesa dell’ambiente e dei beni comuni, si danno appuntamento in Riviera del Brenta.

L’attuale modello di sviluppo, improntato alla logica arrogante della crescita infinita e dell’accentramento speculativo di capitali, accomuna tutte le vertenze che coinvolgono la nostra regione e le nostre comunità. A questo modello - che ha sin qui prodotto solo scempio del territorio, esproprio dei beni comuni, minacce alla salute, gigantismo sfrenato – è il momento di dimostrare la nostra opposizione. È il momento di ribadire il diritto delle comunità alla qualità della vita che si esprime con scelte sostenibili, democratiche e responsabili.

Per testimoniare tutto questo, a partire dalle ore 11.00 da Mira (piazzale Mirasole) accompagneremo festosamente a destinazione il gruppo di eco-ciclo-attivisti Ecotopia Bike Tour, partiti da Barcellona il 7 luglio scorso e in viaggio verso Venezia, sede della 3^ Conferenza Internazionale sulla Decrescita

APPUNTAMENTI

ore 11.00 Concentramento a Mira - parcheggio del Centro Commerciale Mirasole
ore 13 Marghera di fronte alla Fincantieri
ore 14 Tappa alla Stazione Marittima di Venezia
ore 15 Arrivo in Punta della Dogana Venezia ed incontro con il corteo acqueo
Partecipano: Opzione zero, Comitato No Grandi navi - Laguna bene comune, No Dal Molin Vicenza, Comitato Lasciateci Respirare Padova e Monselice, CDST No Pedemontana, No Tav Portogruaro, Assemblea Permanente contro il rischio chimico Marghera

Appello del
Comitato No Grandi Navi - Laguna Bene Comune

Il 28 agosto, mentre a Marghera sponsorizza la luccicante torre da due miliardi di euro di Pierre Cardin, il ministro (dell'Ambiente, ricordiamolo) Corrado Clini dichiara che è “impossibile” togliere le grandi navi dalla Città antica e dalla sua Laguna.

Ma “impossibile” per chi?
Impossibile, forse, per i profitti miliardari delle multinazionali finanziarie che fanno da armatrici o per gli interessi dei loro agenti in loco, VTP ed Autorità Portuale, che ammettono candidamente di essere “al servizio delle compagnie da crociera”.

Forse impedire ai giganti del mare di attraversare la città più fragile del mondo è impossibile per gli appetiti di quel Consorzio Venezia Nuova che, non pago di aver prosciugato le risorse cittadine per la costruzione del Mo.S.E., vorrebbe ora aggiudicarsi anche lo scavo del canale Contorta-Sant'Angelo, regalando alla città nuove masse d'acqua provenienti direttamente dal Canale dei Petroli.

Sembra che l'unica cosa impossibile per il Ministro dell'Ambiente sia quella di risparmiare ai suoi cittadini di respirare veleno, come a Taranto.
“Impossibile” come impedire all'ILVA di uccidere i suoi abitanti e massacrare il suo territorio.

Allontanare le grandi navi dalla città invece, non solo è possibile, ma sempre più necessario. E’ necessario perché la qualità dell'aria di Venezia rischia di assomigliare troppo a quella di Taranto. Nessuno può più far finta di non sapere quanto queste grandi navi inquinino l'aria che respiriamo. Bruciando carburanti pesanti, sporchi, carichi fino al 3,5% di zolfo, ogni nave emette emissioni pari a quelle di 14.000 automobili contemporaneamente, emissioni che vengono quotidianamente respirate da chi questa città ancora la vive e forse non è un caso che Venezia gareggi proprio con Taranto per il tristissimo titolo italiano di città con più alto numero di tumori alle vie respiratorie.

Allontanare i "bisonti del mare" dalla città è possibile e necessario perché nessuno può più far finta di non sapere quali irreversibili danni stanno provocando a palazzi e monumenti i continui "inchini" a Piazza San Marco. Sotto la superficie, calma in apparenza, trentamila cavalli motore spostano oltre centomila metri cubi d'acqua alla volta, sgretolando fondamenta e rive e portandosi via ad ogni passaggio (1398 solo nel 2011) un po' di fondale, approfondendo la Laguna, sempre più simile ad un braccio di mare e mettendo più in pericolo la città.

Fermare lo stupro, allontanare le grandi navi da crociera dalla città, è necessario anche per garantirne la sicurezza. Ci avevano detto che questi "gioielli tecnologici" erano immuni da qualsiasi rischio incidente. Le morti dell'Isola del Giglio stanno lì a ricordare che così non è. Anche gli ormeggi rotti la sera del 26 agosto a causa del vento stanno ad indicarci che questi enormi depositi di nafta ambulanti sono tutt'altro che sicuri. Maltempo improvviso, venti forti, piogge e grandinate violente sembrano essere sempre più frequenti, sembrano essere la tendenza di un'atmosfera sempre più provata dai cambiamenti climatici. Quanti ormeggi ancora si romperanno? Chi ha il diritto di giocare alla roulette russa con le nostre vite?

Ma fermare il continuo arrivo di navi significa anche porsi il problema del limite, possibile e necessario, allo sbarco quotidiano di milioni di turisti "mordi e fuggi", modello votato al massimo profitto immediato ed al minimo livello di qualità e conoscenza. Porre al turismo un limite significa sognare un nuovo modello di sviluppo, un modello di sviluppo che non privatizzi sempre i profitti per socializzarne i costi, un modello di sviluppo non votato al gigantismo, al consumo sfrenato di risorse, di fondi, di servizi. Significa battere la stessa logica del primato del profitto sulla vita che il governo vuole imporre a Taranto, fermare tutti quei progetti, infrastrutturali e immobiliari, che vorrebbero imporre al territorio veneto un'unica gigantesca colata di cemento, dalla Pedemontana alla Romea Commerciale, dalla TAV agli inceneritori, da Veneto City al raddoppio dell’aeroporto di Tessera e l’elenco potrebbe a lungo continuare.

Grandi navi e grandi opere che continuano a distruggere beni comuni quali la Laguna e il territorio calpestando le più elementari regole della democrazia, attraverso commissari, sedicenti tecnocrati non eletti da nessuno, competenze affidate a competenze lontane e poteri opachi, scavalcando il punto di vista espresso dai cittadini, dalle comunità territoriali e spesso dalle stesse amministrazioni locali. Noi crediamo invece che sia arrivato il momento per tutti i cittadini di riprendersi il diritto di decidere sul proprio presente e il proprio futuro, di essere i protagonisti assoluti delle scelte che riguardano l’ambiente e la salute.

Per queste ragioni proponiamo a tutte/i le/i cittadine/i veneziani, alle associazioni, ai comitati e ai movimenti che difendono l’ambiente, il territorio e i beni comuni in tutto il Veneto di fare del prossimo 16 settembre – giorno in cui ripartono dalla Laguna le più grandi delle grandi navi, le MSC Musica, Opera e la Costa Favolosa – una grande giornata di mobilitazione e di festa, di convergere tutte e tutti, con ogni mezzo necessario dalla bicicletta al treno, prima a San Basilio e poi insieme verso le Zattere e Punta della Dogana, per fermare lo scempio della nostra Laguna e di tutti i nostri territori.

Ore 15:00 in Punta della Dogana,
incontro con il corteo di barche

Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune

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