<![CDATA[cineindie | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/854/cineindie/articles/1 <![CDATA[Part-Time Heroes a Soul Revolution]]>

Incontro con Ross Wakefield musicista, compositore e metà, con Toby Vane, dei Part Time Heroes (foto sopra) eclettica band inglese che a grande richiesta ritorna con un (capo)lavoro quattro anni dopo il loro debutto discografico (n.d.r. "Meanwhile").
Per chi ama i suoni un pò cinematici, arrangiamenti orchestrali con tinte oscure ma carichi di emozione questa è l'intervista giusta....

For those who love electronic music blended with emotionally driven song-writing..

"We love to generate a mood"Ross Wakefield on Part-Time Heroes

"Emotively charged music, sligthly dark"Ross Wakefield on "Lightfalls" (Wah Wah 45's, 2012)


Tracklist:

1) "Pretend Paradise feat. Lyane Carroll" (Wah Wah 45's, 2007)*
2) "Realise feat. Jono McCleery" da / from "Meanwhile" (Wah Wah 45's, 2008)
3) "Holy" (Live at the JazzCafé, 2012)
4) "Flights" da / from "Lightfalls" (Wah Wah 45's, 2012)
5) "Heaven Won't Make Your Wish Come True feat. Colonel Red" da / from "Holy EP" (Wah Wah 45's, 2012)
*
Uscito come / released as PTH Project

Lightfalls (Wah Wah 45's, 2012)
Lightfalls (Wah Wah 45's, 2012)

Part-Time Heroes line-up:

Sarah Scott: voci / vocals
Toby Vane: chitarra, tromba e programming / guitar, trumpet, programming
Ross Wakefield: tastiere, chitarra, programming / keys, guitar, programming
Jason Reeve: batterie / drums
Stephen McCleery: tastiere / keys
Richard Sadlier: basso / bass

Discografia / Discography:

1) "Meanwhile" (Wah Wah, 2008)
2) "Lightfalls" (Wah Wah, 2012)

Internet:

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<![CDATA[CineIndie - La quarta serata]]>

CineIndie - La quarta serata

La quarta e ultima serata della prima parte della rassegna CineIndie - videoclip, corti e film documentari rigorosamente indipendenti - si è tenuta martedì 27 novembre ancora al MuiltiAstra di Padova. In attesa di riprendere nel mese di febbraio e successivamente riproporre le opere selezionate dal pubblico per un concorso da organizzarsi in primavera, questi i lavori presentati.

Villanelle for your timevideo di Nicola Cattani

L’autore, dopo avere ultimamente lavorato come direttore della fotografia, torna alla regia dopo dieci anni. Allievo di Bellocchio rimanda al brano quasi omonimo di Leonard Cohen per un lavoro “necessario e urgente” dedicato al fratello Enrico. Una sorta di terapia, di caccia che si conclude con la salvezza della preda. Un piccolo grande aiuto da un fratello che è quasi un doppio, uno stimolo teneramente violento ad uscire dalla tana, a rimettersi in gioco: non bisogna restare prigionieri di se stessi, ma confrontarsi con il proprio dolore per riuscire a rialzarsi. Immagini “sporche” dai boschi del Trentino e un padre nobile come il poeta canadese.

Punto di vistacortometraggio di Michele Banzato

Girando a bassissimo costo Banzato, formatosi nel gruppo Ipotesi Cinema coordinato da Ermanno Olmi, già assistente alla regia di autori affermati quali Massaro, De Seta, Campiotti e Mereu, ci provoca con una bella studentessa che, durante un esame di giurisprudenza e pur essendo molto preparata, cerca sempre più sfacciatamente di sedurre il suo esaminatore. Che appare subire, anche se è imbarazzato e cerca di distogliere lo sguardo. Ma le cose non sono sempre come sembrano. Veloce e compatto, molto azzeccato nella scelta dei protagonisti, incardinato in un solido campo e controcampo, è un lavoro sottile sulle psicologie, i gesti, gli sguardi, le parole quello che ci separa da un finale niente affatto scontato. Pluripremiato, il video è stato finalista ai Nastri d’Argento 2006.

Nozze d’agostofilm documentario di Andrea Parena

Il regista Mauro, il dj Max, il musicista Nico, il programmista Roby e il giovane Michelangelo sono i protagonisti di questa opera prima, presentata alle Giornate degli Autori della 69ma Mostra del Cinema di Venezia. Formano assieme un gruppo eterogeneo di professionisti delle feste di matrimonio che si muove tra Molfetta e i suoi dintorni. Si avvalgono dell’unica piccola sala cinematografica del paese, il cinema Odeon, dove ricreano una piccola Hollywood mediterranea e proiettano i filmini dei matrimoni. Questo modesto business costituisce il pretesto per raccontare un piccolo mondo di provincia, lontano per coordinate geografiche e culturali, in cui gli autori si sono lanciati senza paracadute. Un racconto buffo e sorprendente, connotato da repentini cambi di passo e di luminosità, attraverso il quale non si vuole dimostrare alcuna tesi. Risultato di numerosi viaggi per entrare in relazione con i protagonisti e di un vero e proprio patto con loro sottoscritto per governare la lavorazione. Questi professionisti della festa, che rimandano ai Vitelloni di Fellini, parlano di cinema popolare, di atmosfere fuori moda, della realtà e dei suoi paradossi, nello sforzo di restituire allo spettatore l’alchimia dell’incontro tra chi filma e chi viene filmato. Dalla determinazione a mostrare ciò cui l’occhio non sempre riesce ad andare escono fuori, alternati a congiunture esilaranti, momenti di solitudine e malinconia. Piccoli ritratti di vita quotidiana alternati a quella sorta di fiction che sono spesso le feste di matrimonio e i book fotografici degli sposi. Prima che la ricorrenza di Santa Maria dei Martiri, con le barche che portano la Madonna in mare, faccia calare il sipario anche su quest’ultima estate.

Assenti i critici ufficiali è tornato “Don Luigi Ghinazzi”, prete questa volta in versione decisamente rock, che accompagnandosi alla chitarra elettrica ha cantato “C’è poco dio”. I sospetti che l’identità sia la stessa del regista iraniano e del collega figlio dei figli dei fiori hanno portato a scoprire che si chiama effettivamente Luigi. Per il momento non è dato sapere di più. Bisogna necessariamente seguire la seconda parte della rassegna quando riprenderà a febbraio. Buona visione.

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<![CDATA[CineIndie - La Terza Serata]]>

Terza serata della rassegna CineIndie

Ancora una volta condotta dal “bravo presentatore” Marco Artusi - vessato sempre da una misteriosa voce off femminile - si è svolta al MultiAstra di Padova la terza serata della rassegna CineIndie. Tornato dalla Festa del Cinema di Roma, il regista Padovano Andrea Prandstraller ha commentato le proiezioni assieme agli autori, questa volta in maniera meno soft della precedente, esibendosi addirittura in un perentorio “non mi piacciono i videoclip!”. Accanto a lui il “collega” Ettore Antonini, apparentemente uscito (cinepresa compresa) dagli anni ’70: sedicente autore del documentario Musica e Fango sul festival di Woodstock cui, a suo dire, partecipò all’età di sei anni accompagnato dai genitori. Mah! Curiosa la sua rassomiglianza con il regista iraniano e il prete rock delle serate precedenti. Queste le opere proiettate.

Relictiocortometraggio di Michele Menini

Vincitore della rassegna Tre giorni per un corto presso lo Sherwood Festival 2012 è stato girato in soli tre giorni, secondo prescrizione partecipativa. Come la stesso regista ha raccontato in sala si tratta in sostanza dell’esito di un lavoro collettivo, in cui è difficile stabilire i ruoli, per quanto sia percepibile l’influenza data dal fatto che Menini è anche musicista e sound designer. Il risultato è un horror veloce e compatto non privo di ironia, che sfrutta platealmente i cliché, rende omaggio ad antenati come Blair Witch Project, ma si caratterizza per una sua indubbia personalità.

Danza dell’autunno rosavideoclip dei Talco diretto da Karma Gava

Dall’album Gran Galà e da un’idea del cantante Tomaso, è il racconto del ritrovamento di una vecchia amica da parte della band. La ragazza è vittima delle suggestioni paralizzanti di un uomo politico che sembra incarnare il peggio offerto da questo contesto negli ultimi vent’anni: non a caso il suo si chiama Partito della Banana. Malgrado nella storia aleggi anche uno spettro inquietante gli autori ci garantiscono un happy end solare e ottimista.

Comando e Controllo – Uno Stato in emergenzaFilm documentario di Alberto Puliafito

Ottimismo poco, invece, in questo bel lavoro del 2010, prodotto da Fulvio Nebbia (iK Produzioni) e proiettato in anteprima mondiale a New York all’Università New School. In sala il regista racconta di come si tratti di un film che nasce da un altro film e da una sua permanenza  a L’Aquila durata nove mesi. Volutamente evitato il tema della previsione del terremoto e della mala costruzione precedente, il documentario ruota attorno all’affermazione di una abitante il capoluogo abruzzese secondo cui “la realtà è diversa da quella che ti fanno vedere in televisione”. Facendo propria l’analisi proposta da Naomi Klein nel suo saggio Shock Economy, secondo cui lo shock collettivo generato da un evento catastrofico - quale fu il terremoto in Abruzzo - viene sfruttato dal potere per imporre misure di comando e controllo in modo autoritario e non assoggettabile a verifiche e censure. In un paese da tempo assuefatto alla semantica dell’emergenza le televisioni sono state ( e sono) veicolo potentissimo di distorsione della realtà, attente a non raccontare le sperimentazioni in tema di limitazione delle libertà individuali e collettive, di militarizzazione del territorio attuata anche attraverso strutture paramilitari come fu la Protezione Civile sotto la gestione Bertolaso. Con l’ex ministro democristiano Zamberletti a fare da contraltare storico, sono molte le verità nascoste che le immagini riescono a documentare, come i 30.000 cittadini ancora esiliati sulla costa, nella convinzione che sia di regime anche l’informazione antisistema. Il documentario si apre con manichini immobili davanti alla tv e si chiude con gli abitanti che si passano a catena i secchi colmi di macerie da rimuovere. Perché è ancora tutto lì, come in quel lontano 6 aprile 2009.

In attesa di riprendere nel mese di febbraio prossimo CineIndie invita chi lo ha seguito (e chi per sua sfortuna non ha potuto essere presente) alle proiezioni di martedì 27 novembre, sempre al MultiAstra di Padova, via Tiziano Aspetti, zona Arcella. Buona visione.

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<![CDATA[Cineindie - La Seconda Serata]]>

Continua a Padova la rassegna CineIndie

Secondo appuntamento martedì 13 novembre al MultiAstra di Padova con la rassegna CineIndie: film documentari, cortometraggi e videoclip di registi e produttori rigorosamente indipendenti proiettati ogni martedì del mese di novembre. Sala gremita da un pubblico-giuria le preferenze del quale, espresse attraverso cartoline voto, saranno utilizzate, dopo la seconda tranche di proiezioni che avrà luogo nel mese di febbraio, per dare vita a un mini festival che verrà proposto in primavera. Ricordando che tutte le informazioni relative sono reperibili nel sito CineIndie queste le opere della seconda serata.

Ninna Noravideoclip degli Ancher diretto da Ludovico Chincarini

E’ un filo rosso quello che caratterizza questo anomalo videoclip degli Ancher, giovane band veronese al primo album Verdelegno. E’ quello che dalle cuffie audio della protagonista ci accompagna a piedi nudi, scorrendo attraverso gli scenari suggestivi - tra terra, acqua e cielo - del Parco Naturale della Lessinia, il Lago di Garda, le cascate del Molina, la Valle delle Sfingi. Un cavo elettrico che si snoda attraverso la musica. Una troupe interamente composta da amici e collaboratori che riesce a tradurre adeguatamente in immagini quel particolare rapporto che lega musica e natura, realizzando un prodotto a basso costo, originale e controcorrente.

Cargocortometraggio di Carlo Sironi

Accolti favorevolmente dalla giuria della sezione Orizzonti dell’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, i 15 minuti del lavoro di Carlo Sironi raccontano di Alina, ragazza ucraina di venticinque anni. Il cargo è un mezzo non finestrato che trasporta merce: in questo caso la merce sono esseri umani. La ragazza è uno di loro, assieme ad altre esercita come prostituta sulle strade alla periferia di Roma. Aspetta un bambino. L’autore lavora efficacemente su un paradosso: in uno scenario in cui ogni sentimento sembra irrimediabilmente negato, in cui la speranza così come i protagonisti è priva di cittadinanza, è il ragazzo che ha il compito di sorvegliare Alina a vedere nella sua vittima l’unica possibilità di dare voce ai sentimenti e di cercare nella sua la propria libertà. Tratto da un fatto di cronaca Cargo è un’opera di pochissime parole e di interpretazioni misurate, che immediatamente aggancia con le sue atmosfere, risolvendosi in un quadro delicato e intimista. Cui va oltre tutto riconosciuto il merito di spingerci a guardare al di là del pregiudizio e dell’indifferenza, a vedere quelle ragazze che di notte aspettano ai bordi delle strade come soggetti vittime molto spesso di una drammatica coercizione.

Diario di un curato di montagnafilm documentario di Stefano Saverioni

Il riferimento al capolavoro di Robert Bresson Diario di un curato di campagna non potrebbe essere più esplicito. Saverioni sembra anzi cercarne senza remore l’accostamento in un documentario atipico per scelta del soggetto e dei luoghi. La parrocchia di Don Filippo Lanci non è come tutte le altre. La troviamo risalendo l’Appennino, il Gran Sasso in Abruzzo, quando si arriva a Pietracamela, Cerqueto e Intermesoli, piccoli e isolati borghi abbarbicati alla roccia e ormai parzialmente spopolati. Le secolari chiese si fanno sempre più vuote, come i vicoli e le strade, i pascoli e le vallate. Don Filippo pensa di essere stato mandato in quei luoghi “per punizione”, ma non ce ne spiega il perché. Ci racconta invece del suo modo di intendere la religione, del suo sentirsi un notaio davanti alla vita, della sua passione per la fotografia che, attraverso un’estetica moderna, riesce a far percepire il senso dell’antico. Della difficile strada intrapresa per meglio comprendere se stesso e il proprio rapporto con la fede. Di una Chiesa legata al prestigio, alle sue troppe cose da difendere. Di come possa arrivare a calpestare e mortificare, di come possa indurre sofferenza e vergogna. Salvo poi mostrare con orgoglio paramenti da lui stesso disegnati, perché senza i riti la religione non ha senso. Un coacervo di contraddizioni che trova sintesi in un modo estremamente soggettivo di interpretare il mandato sacerdotale, nella ricerca di una strada che non sembra avere una meta a priori definita. Con sullo sfondo ghiaioni e pendii, gole e foreste e un’umanità che appare, come il parroco, autoesiliata. Nomination come miglior documentario in lungometraggio al David di Donatello 2009.

In sala ancora un presentatore costretto a soggiacere alle determinazioni perentorie di una voce off femminile. A commentare tra una proiezione e l’altra i giovani attori Diego Pagotto, numerosi lungometraggi tra cui il blasonato L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, e Matteo Cremon, molto teatro prima di approdare a Bollywood e di trovarvi una sorta di seconda casa professionale. In assenza del regista padovano Andrea Prandstraller, impegnato alla Festa del Cinema di Roma, loro le veloci riflessioni, tra il serio e l’ironico, sulle proposte della serata. Da menzionare l’intervento - anche musicale - di “Don Luigi Ghinazzi”, anomalo prete tra l’operaio e il rocchettaro, a suo dire produttore di videoclip su ragazze dell’est europeo dedite a droga e/o prostituzione. Singolare la sua somiglianza con il “regista iraniano” della precedente prima serata di rassegna. Da segnalare nel programma di martedì prossimo Comando e Controllo, documentario sulla deriva autoritaria della gestione del potere attraverso le emergenze. Buona visione.

Prossimo appuntamento: Martedì 20 Novembre 2012 - Ore 20:45 Cinema MultiAstra.

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<![CDATA[CineIndie - La prima serata]]>

Ha preso avvio a Padova la rassegna CineIndie
Sala Technicolor del MultiAstra di Padova gremita, martedì 6 novembre, in occasione della prima serata della rassegna CineIndie, che propone film documentari, cortometraggi e videoclip di registi e produttori rigorosamente indipendenti. L’evento, in cui gli spettatori sono chiamati ad esprimere la propria preferenza per ogni filmato in visione attraverso una scheda voto, si concluderà con un vero e proprio mini festival che avrà luogo in marzo, organizzato sulla base delle preferenze espresse. La rassegna intanto proseguirà per tutto il mese di novembre, ogni martedì sera, per essere poi ripresa nel mese di febbraio. Il programma completo nel sito CineIndie Queste le prime tre opere proposte.

La danza del cammello ubriacocortometraggio di Pierpaolo Verga e Tommaso Capolicchio

Come giustamente sottolineato in sala dal regista padovano Andrea Prandstraller il corto - contrariamente a ciò che comunemente si crede -  è una della operazioni più difficili che un cineasta  possa realizzare. Tanto più se esordiente. Così come è più difficile confezionare un buon racconto che un buon romanzo. I registi Verga e Capolicchio accettano la sfida, la rilanciano sul terreno dell’ironia e ne escono più che dignitosamente. La faccenda del cammello si risolve in una breve ma densa carrellata sul mondo del cinema. Sugli autori e le loro aspirazioni. Sui produttori e l’attenzione spesso rivolta troppo poco alla qualità e troppo alla cassetta. Sui luoghi topici della settima arte, Cannes primo tra questi. Sui trucchi, sulle visioni, sulle falsificazioni. Senza dimenticare uno sguardo alle contraddizioni del nostro tempo, dominato dai flussi migratori, conducono in porto una storia leggera, divertente e al tempo stesso solida e convincente.

Odio i vivivideoclip di Fabio Capalbo

Odio i vivi, ho i miei motivi, ma me li tengo per me” canta Edda, alias Stefano Rampoldi, ex front man dei Ritmo Tribale. Prendendo come sfondo una Viareggio invernale le immagini ruotano attorno alla figura di Manuela Falorni, “la Venere Bianca”, pornostar non più giovanissima ma in servizio attivo, ripresa nel quotidiano e nell’attività professionale. L’intento dell’autore è quello di mescolare il linguaggio utilizzando immagini non stereotipate, realizzate nell’arco di cinque giorni. E l’obbiettivo sembra raggiunto: niente tagli veloci, niente montaggio forsennato. Al contrario qualche breve inserto di parlato, in un’alternanza di personaggi e maschere. Il tutto si risolve in un videoclip assolutamente atipico, velato di una malinconia sottile accentuata da quella particolare atmosfera che solo il mare d’inverno è in grado di produrre. Senza retorica, senza luoghi comuni. Il brano è tratto dall’album omonimo, nominato per la Targa Tenco 2012.

Non mi avete convinto. Pietro Ingrao, un ereticofilm di Filippo Vendemmiati

Presentato alle Giornate degli Autori della 69ma Mostra del Cinema di Venezia non è solo un documentario sulla figura di Pietro Ingrao, oggi 97 anni, uno degli ultimi dirigenti del disciolto Partito Comunista Italiano. E’ molto di più. Vendemmiati, che conosciamo quale autore di “E' stato morto un ragazzo”, documento sulla tragica fine di Federico Aldrovandi, gira un lungometraggio politico e poetico assieme. La storia di un bambino che voleva da suo padre la luna, che crescendo si è nutrito di cinema pensando che quella sarebbe stata la sua strada (“presumo di capire più di cinema che di politica”) ma è poi stato influenzato dalla guerra di Spagna e quando il suo paese è stato preda di una dittatura non ha esitato a scegliere la clandestinità. Per fare i conti in seguito, da dirigente e giornalista comunista, con i carri armati sovietici a Budapest prima e a Praga dopo, con le stragi e le bombe neofasciste. Controcorrente sempre, osteggiato dalla dirigenza del suo stesso partito mentre platee immense lo applaudivano in piedi. Immagini d'archivio, molte decisamente rare, in montaggio alternato con interviste  e testimonianze mai banali, mai scontate. Un eretico, fautore convinto della “pratica del dubbio”, che decide nel clima difficile degli anni ‘80 di rinunciare alla presidenza della Camera, non esita nei ’90 a condannare la partecipazione dell’Italia alla guerra in Iraq e dopo i fatti di Genova 2001 a salire sul palco del Firenze Social Forum. Una vicenda di illusioni e speranze tradite. Di un uomo politico dotato di grande carisma e capacità di comunicazione, che mai però è stato veramente uomo di potere, mai ha vantato conoscenze altolocate. Che a 97 anni non ha smesso di sperare. Una lezione di vita. Una lezione di storia.

In sala un pubblico attento, una presentazione assai poco convenzionale e molte domande. Tra una proiezione e l’altra gli interventi sobri di Andrea Prandstraller e quelli piuttosto surreali del “regista iraniano” Rashin Reza. In ordine alla effettiva identità del quale consigliamo di intervenire alla serata di martedì prossimo. Buona visione.


Prossimo appuntamento: Martedì 13 Novembre 2012 - Ore 20:45 Cinema MultiAstra

Per informazioni:

CineIndie

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<![CDATA[CineIndie, il tuo cinema indipendente: programma]]>

CINEINDIE - IL TUO CINEMA INDIPENDENTE    

Una piattaforma web di distribuzione di opere audiovisive (film, cortometraggi, video e documentari) dedicata a registi e produttori indipendenti

Una rassegna cinematografica ogni martedì sera di novembre e del prossimo febbraio presso il cinema MultiAstra di Padova

Un festival di nuova concezione previsto per marzo 2013, premierà il cortometraggio o il documentario preferito dagli spettatori, che potranno votare in sala durante la rassegna oppure registrandosi sul sito www.cineindie.it


Il programma completo della rassegna CineIndie di novembre

Inizierà il 6 novembre e proseguirà per tutto il mese. Ogni martedì sera, a partire dalle ore 21 presso il cinema MultiAstra in via Tiziano Aspetti (zona Arcella) a Padova, la prima rassegna CineIndie proporrà film-documentari, cortometraggi e videoclip di registi e produttori rigorosamente indipendenti.

La partenza è affidata a "Non mi avete convinto: Pietro Ingrao, un eretico", presentato nel corso delle Giornate degli Autori in occasione dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia: il regista Filippo Vendemmiati sarà ospite in sala e si tratterrà con il pubblico alla fine della serata, all'Osteria di Fuori Porta proprio a due passi dal multisala.

Ecco il programma delle quattro serate:

Martedì 6 novembre 2012
NON MI AVETE CONVINTO. PIETRO INGRAO, UN ERETICO
un film di Filippo Vendemmiati e Simone Marchi
2012, presentato durante le Giornate degli Autori della 69esima Mostra del Cinema di Venezia.

LA DANZA DEL CAMMELLO UBRIACO
cortometraggio di Pierpaolo Verga e Tommaso Capolicchio.

ODIO I VIVI
videoclip di EDDA.
Diretto da Fabio Capalbo. Dall'album "Odio i vivi", nominato per la Targa Tenco 2012.


Martedì 13 novembre 2012
DIARIO DI UN CURATO DI MONTAGNA
un film di Stefano Saverioni 2009, nominato ai David di Donatello come miglior documentario.

CARGO
cortometraggio di Carlo Sironi

NINNA NORA
videoclip degli ANCHER
Diretto da Ludovico Chincarini.

Martedì 20 novembre 2012
COMANDO E CONTROLLO
un film-documentario di Alberto Puliafito
2010, proiettato in anteprima mondiale a New York all'Università New School

RELICTIO
cortometraggio di Michele Menini

VILLANELLE FOR YOUR TIME
video di Nicola Cattani
Liberamente ispirato dal componimento "Villanelle For Our Time" di Leonard Cohen.

Martedì 27 novembre 2012
NOZZE D'AGOSTO
un film di Andrea Parena
2012, presentato nel corso delle Giornate degli Autori durante la 69esima Mostra del Cinema di Venezia.

PUNTO DI VISTA
cortometraggio di Michele Banzato

DANZA DELL'AUTUNNO ROSA
videoclip dei TALCO
Diretto da Karma Gava.

Per ulteriori informazioni:

Sito ufficiale "cineindie"

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