<![CDATA[the-best-of-2012 | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/961/the-best-of-2012/articles/1 <![CDATA[Divagazioni Musicali del 8 gennaio 2013]]>

Dieci artisti per dieci validissime uscite discografiche......più uno.

Buon ascolto!

Goran Bregovic - Presidente da "Champagne for gypsies"

Amadou et Mariam - Dougou badia da "Folila"

Eric Bibb & Habib Koite' - L.A. da "Brothers in Bamako"

Rupa & the April Fishes - Guns of Brixton da "Build"

Rupa & the April Fishes - Electric gumbo radio da "Build"

Caravan of Thieves - Mexico da "Funhouse"

Caravan of Thieves - Eat you da "Funhouse"

Imani Uzuri - I sing the blues da "The gypsy dairies"

Leonard Cohen - Different sides da "Old ideas"

Alt-J - Matilda da "An awesome wave"

P.I.L - Deeper water da "This is PIL"

Robert Plant & The Sensational Space Shifters - Black dog da "Live in Rio de Janeiro 18/10/2012

Real McKenzies - My head is filled with music da "Westwinds" 

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<![CDATA[Take Five: il miglior jazz & dintorni del 2012]]>

Come al solito, questa arbitraria scansione temporale che regola la nostra vita in frazioni chiamate anni, ci porta a produrre bilanci, a fare riflessioni, a suggerire riproposizioni o a volgere sguardi all’indietro nel momento fittizio del passaggio da uno all’altro di loro.

Il nostro campo è quello musicale e, nello specifico, quello della musica afro-americana, il jazz e le sue più immediate vicinanze, fruito attraverso i CD. E lo strumento più adatto a sbirciare il panorama da questa postazione e a tastare il polso alla nostra musica preferita, è la cosiddetta “lista”, parola che, in fondo, reca con sé anche un brivido di inquietudine visto che crea una separazione netta fra i nominati e gli … assenti. A prescindere che la fortuna sia con gli uni o con gli altri.

Qui però non si parlerà di promossi o bocciati, di premiati o castigati ma solo di spunti d’ascolto. Ovviamente una lista è tanto più esaustiva e significativa quanto più numerosi sono gli elementi da valutare da cui estrarre quelli che si vogliono evidenziare.

Chi vi scrive si riferisce solo a cose ascoltate e mai a suggerimenti o altre fonti esterne, pertanto è probabile che nella sua vengano a mancare opere che si riveleranno essere altrettanto e ancor più degne di nota ma ciò è inevitabile e sempre soggettivo. Infatti, nonostante un mercato asfittico e una situazione economica drammatica che ha fatto sentire il suo peso anche sulla Cultura - campo in cui le Istituzioni si ritirano sempre più, quando invece vi dovrebbero investire per innescare un meccanismo virtuoso tale da farne sentire gli effetti in qualsiasi altro campo – ecco, nonostante tutto ciò, la produzione discografica a noi cara è stata ancora una volta piuttosto vasta, sia in campo internazionale che in quello nazionale, ormai così maturo da confrontarsi a fronte alta con chiunque.

Da questa enorme quantità di dischi di generi diversi ne ho scelti alcuni, per motivi estetici o tecnici o anche di altro tipo, ma senza commenti o recensioni in quanto il loro ascolto fornirà a ciascuno degli ascoltatori la possibilità immediata di formarsi un giudizio che potrebbe anche essere del tutto difforme da quello di chi scrive, ovvio.

Come ascoltarli? Beh, attraverso i CD, se avete voglia/possibilità di acquistarli, o sul web, sui loro siti o nelle trasmissioni “Take five, jazz & dintorni” del 3 e del 10 gennaio, in diretta streaming o in podcast sul nostro sito. Concludo con le parole dello scrittore Edoardo Nesi che si ricollegano al discorso sopracitato: “la Cultura promuove e richiede e sa creare un ambiente favorevole all’innovazione, alla creatività, alla nascita di idee, alla libertà di pensiero, all’apertura verso le altre culture e alla necessaria, benedetta contaminazione che ne deriva: l’unico ambiente sociale che può permetterci di imbracciare con successo la globalizzazione invece di continuare a subirne l’avanzata”. Sono per tutti ma sembrano scritte per chi ama la nostra musica! buon jazz 2013 a tutti.

Jason Adasiewicz - Spacer (delmark)

Paolo Fresu/Omar Sosa - alma (tuk)

Andy Sheppard/Michel Benita/Sebastian Rochhford - trio libero (ecm)

Marcello Tonolo - second take (caligola)

Cristina Zavalloni - la donna di cristallo (egea)

Augusto Pirodda/Gary Peacock/Paul Motian - no comment (jazzwerkstatt)

Piero delle Monache - thunupa (parco della musica)

Barbara Casini & Orchestra della Sardegna - agora tà (via veneto jazz)

Enten Eller Orkestra - e(x)stinzione (splasc(h) )

Peter Knudsen eight - sagas of the present (cam)

Roberto Olzer trio - steppin’ out (abeat)

Johannes Enders - mondvogel (jazzwerkstatt)

Tim Berne - snake oil (ecm)

Lanfranco Malaguti - galaxies (splasc(h) )

Roberto Gatto - replay (parco della musica)

John Taylor/Palle Danielsson/Martin France - Giulia’s Thursday (cam)

Mauro Ottolini Sousaphonix - Bix factor (parco della musica)

Enrico Rava & PM jazz lab - on the dance floor (ecm)

Enzo Carpentieri - everywhere is here (zero zero jazz)

Enrico Zanisi - life variations (cam)

John Surman - saltash bells (ecm)

Jano quartet - distante (via Veneto jazz)

Dino Rubino - Zenzi (tuk)

Daniele D’agaro/Mauro Ottolini/Simone Zanchini - Up & down (artesuono)

Daniele D’Agaro Adriatics Orchestra - Mountains, love & humor (artesuono)

Mauro Grossi - Eden (abeat)


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<![CDATA[Crossover Zone del 7 Gennaio 2013]]>

Ripartiamo di slancio in questo 2013 proponendo on air la "speciale" classifica di fine anno di Crossover Zone,  Dieci dischi per l'Armageddon . I dieci dischi che secondo la nostra redazione andrebbero ascoltati prima della fine del mondo. Avendo tempo a disposizione ci siamo sbizzarriti con due tracce per le prime cinque posizioni più due "ghost track" scelte dai nostri ascoltatori via Facebook.
Quindi non ci resta altro che augurarvi un metalloso 2013 e lasciarvi all'ascolto della puntata!!

Stay metal Kidz!!

Slipknot - Surfacing
Slayer - Raining Blood
Tura Satana - Six Feet Deep
Pantera - Domination
Machine Head - Ahestetics of Hate
Metallica - Jump in the Fire
Metallica - (Anesthesia) Pulling Teeth
Korn - Divine
Korn - Ball Tongue
Snot - Stoopid
Snot - Snot
Deftones - Around The Fur
Deftones - My Own Summer
Rage Against The Machine - Vietnow
Rage Against the Machine - Down Rodeo
At The Drive-in - One armed scissor
(Hed)p.e. - Sabbra Cadabra

Gian @ CxZ

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<![CDATA[Dieci dischi per l'armageddon]]>

Ci sarebbe la classifica dei migliori album del 2012, la classifica sarebbe vinta a mani basse dai Deftones e il loro ultimo Koi No Yokan...MA.....c'è sempre un MA....
MA dietro ai Deftones, pur essendoci nel 2012 uscite di gruppi di spessore (Soufly, Meshuggah, "Anima Nera" Burzum, Caliban, Parkway drive etc etc) farei fatica a riempire le successive 9 posizioni. Quindi sfrutto un bellissimo escamotage mediatico, sfrutto la presunta fine del mondo predetta dai Maya (per i pochi che sono appena rientrati da un atollo polinesiano, 21 Dicembre 2012) per fare la classifica dei 10 dischi che avreste dovuto ascoltare almeno una volta prima sedervi e aspettare la fine del mondo.

10. Slipknot - S/T

L'inizio di tutto il carrozzone Slpiknot, quando erano solo 9 folli dalla musica folle con maschere folli e una copertina vagamente disturbante e disturbata che facevano un misto mai sentito di cattiveria, velocità e pazzia.
Traccia consigliata: ovviamente Surfacing (Ripetiamo tutti assieme:"Fuck it all! Fuck this world! Fuck everything that you stand for! Don't belong! Don't exist! Don't give a shit! Don't ever judge me! ")

9. Slayer - Reign in Blood

Imprescindibile in qualsiasi classifica metal, se non altro per il valore storico di questo album. Il primo embrione di Death metal, dopo il mondo non sarà più
lo stesso....quindi entra di diritto nei nostri ascolti pre fine del mondo. E poi scusate, come si fa a immaginare la fine del mondo senza una bella pioggia di Sangue???.
Traccia consigliata: Raining Blood (of course!!)

8. Tura Satana - All Is Not Well

Non si può lasciare questa terra senza aver assaporato la ruvida voce di Tarrie B. La rapper Newyorkese convertita al metal sforna con i suoi Tura Satana un
album capolavoro datato 1996. We love u Tarrie!!!
Traccia consigliata: Six Feet Deep

7. Pantera - Reinventing Hell: The Best of Pantera

Unica compilation o Best Of presente in questa classifica. Il perchè è presto detto, la produzione dei Pantera è piena di cose da ascoltare, e privilegiare un
album rispetto ad un altro mi avrebbe messo in grossa difficoltà (personalmente sono molto legato a Far Beyond Driven) e quindi una bel best of che contiene il succo dei Pantera è la soluzione ideale.
Traccia consigliata: Domination (scelta difficilissima, l'album contiene solo capolavori)

6. Machine Head - The Blackening

L'album che i Metallica cercano di fare da almeno 10 anni e stato inciso da Robb Flynn e i suoi Machine Head che si confermano una delle band più importanti del panorama metal.
Traccia consigliata: Ahestetics of Hate (Traccia giusta per non mandarle a dire ai Maya....)

5. Metallica - Kill'em all

Appena nominati eccoli qui. Ci sono almeno tre album nella discografia della band di San Francisco che potevano essere scelti, è stato scelto il primo perchè più grezzo, più acerbo e sincero. Si comincia ad intravedere il genio di Cliff Burton, un musicista che ci mancherà in eterno.
Traccia consigliata: (Anesthesia) Pulling Teeth

4. Korn - Korn

Sempre dalla California, un pò più vicino a los Angeles arrivano i Korn che ci dimostrano come i posti da copertina spesso non sono così
lucccicanti come sembra...anzi, lungo viaggio nella contorta e deviata mente di Jonathan Davies con un tappeto sonoro mai sentito prima.
Traccia consigliata:  Ball Tongue

3. Snot - Get Some

Il perfetto incrocio tra il punk e il metal, anche se prendere in considerazione solo questi due generi sarebbe riduttivo, ascoltare Stoopid per capire.
Album perfetto di una band finita troppo presto.
Traccia consigliata:  Snot

2. Deftones - Around The Fur

Anche con i Deftones la scelta dell'album è molto difficile, prendo il secondo perchè è ancora ruvido come il primo ma allo stesso tempo rifinito senza andare nel patinato del Terzo.
Traccia consigliata:  My own summer

1. Rage Against the Machine - Evil Empire

Non si può lasciare questa terra senza maledire per un ultima volta l'impero del male, e quale album migliore per farlo?? Copertina spettacolare
nella sua semplicità, canzoni e testi una spanna sopra la media delle composizioni.
Traccia consigliata:  Down Rodeo

Gian @ CxZ

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<![CDATA[The Best of 2012]]>

Raccogliamo in un unico articolo il meglio della produzione 2012 per i collaboratori di Sherwod.it. Libri, musica e fumetti che vale la pena avere.

Take Five: il miglior jazz & dintorni del 2012
di Juliano Peruzy, Take five

Dieci dischi per l'armageddon
Crossover Zone in una speciale variante della classifica di fine anno

RACCONTAgli SHERWOOD FOTOLa redazione foto di Sherwood.it vi propone il suo progetto di fine anno!
di SherwoodPhoto

Il Noir a ReadBabyReadTutte le puntate dedicate al giallo
di ReadBabyRead

Il noir che viene dal nord
di Unknown

5 fumetti per cominciare il 2013
5 + 1 consigli di lettura per cominciare al meglio il 2013!
di SherwoodComix

L'autunno Snaturato
Cadono, assieme alle foglie, tutti i podcast di Snatura Rock
di
Snatura Rock

2012 - Partitura per la fine del Mondo
ovvero l'inutile tentativo di narrare il mio anno sonoro
di Diserzioni

I migliori dischi italiani del 2012
Almeno secondo me.
di Marco Bidin

Dieci bambole per la luna d'agosto
La classifica pe(n)sante di A Dispetto Della Discrezione

2012 dischi per finire il 5. 5 dischi per finire il 2012
La mia personalissima classifica
di Momo

Soul Revolution: Best of 2012 
di Soul Revolution

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<![CDATA[5 fumetti per cominciare il 2013]]>

5 libri + 1 per cominciare l'anno con i migliori fumetti usciti nel 2012. 5 consigli di lettura, più un importante recupero storico, per suggerire percorsi di lettura per avvicinarsi al linguaggio delle nuvole disegnate.

Un polpo alla gola
Zerocalcare

Un polpo alla gola - copertina
La conferma del grande talento di ZeroCalcare dopo l'incredibile successo de La profezia dell'armadillo.

Una storia lunga, un noir esistenziale raccontato con la solita fragranza e scoppiettante vitalità dall'autore più chiacchierato dell'anno.

 

La banda Stern
Luca Enoch, Claudio Stassi

La banda Stern - copertina
Enoch e Stassi fanno un ottimo lavoro di ricostruzione per riportare alla luce eventi troppo scomodi per poter essere raccontati:
c'è stato un terrorismo in Israele che vorrebbero cancellare dalla memoria.



I segreti del Quai d’Orsay, Cronache diplomatiche voll. 1 e 2
Abel Lanzac, Christophe Blain

I segreti del Quay D'orsay - copertina

Un trattato a fumetti, divertente e ben raccontato, sui dietro le quinte della politica francese.

Un “dietro le quinte” fatto di adulazioni e ambizione, meschinità, slanci di grandeur e compromessi.


Hicksville
Dylan Horrocks

Hicksville - Copertina

Una storia d'amore sui fumetti, a fumetti.

Il capolavoro del fumetto neozelandese in una nuova, imperdibile edizione, impreziosita da una nuova prefazione disegnata dall'autore.

Con Hicksville, Dylan Horrocks ha vinto i maggiori premi internazionali del settore in Francia e in America.


Sul pianeta perduto
A. Serra, P. Bacilieri

Sul pianeta perduto - copertina

Se c'è aria di novità attorno al fumetto popolare italiano non guardate altrove e fidatevi, parte da qui.

Una storia per ragazzi "a la" Myazaki raccontata dai sorprendenti disegni di Bacilieri.

Un incredibile viaggio verso l'ignoto!


Ristampa dell'anno

Ranxerox - Edizione Integrale
S. Tamburini, T. Liberatore, AA. VV.

Ranxerox l'integrale - copertina
Assurdo che fino ad oggi uno dei fumetti italiani più diffusi e conosciuti al mondo non godesse di una ristampa integrale e organica di tutte le sue storie.

Il Comicon di Napoli intraprendendo una nuova attività editoriale colma finalmente questa lacuna.

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<![CDATA[2012 dischi per finire il 5. 5 dischi per finire il 2012]]>

Anno fertile di musica, perché la sofferenza alimenta la vena creativa, e di sofferenza collettiva nostra signora della crisi (e della dinamite, grazie Canali) ci aiuta a vibrare.

Anno ricco di pazzia, per chi ancora rischia in plastica e vinile per le proprie creature in un mondo di upload da verificare e download da retribuire.

Anno travagliatissimo, che ha visto anche la sospensione cautelativa (per riordinare le idee) della trasmissione, che riprenderà comunque tra pochi giorni.

Anno che non verrà più per l'ultimo Maestro, in ordine cronologico, della musica italiana aggiuntosi alla lista dei dipartiti. Un Paradiso musicale lasciato in Terra per noi. Grazie, Lucio.

5 album - 5 per il 2012, escludendo quel capolavoro di Utopie e piccole soddisfazioni di Bologna Violenta che ritengo riduttivo considerare un disco, semmai un'opera incisa per la propria valutazione personale ed il proprio metabolismo pre o post-concerto.

5 s - drink to me

Arrivano da Torino, ed escono con la conferma della loro qualità, e sul palco si mostrano davvero 'gruppo'. Perde posizioni solo per la lingua, come anche "Crowd surfing" di Heike Has The Giggles.

Leggi la recensione di S dei Drink To Me

4 cento giorni da oggi - amor fou

Se mi avessero detto anche solo due anni fa che avrei messo in top 5 un disco degli Amor Fou non ci avrei creduto. Mi sono sempre piaciuti, ci siamo sfiorati, il loro "Periodo ipotetico" mi è dentro ma non mi avevano mai convinto fino in fondo. "Gli zombie nel video di Thriller" apre maestoso e vanesio un album che si fa canticchiare leggero nella sua profondità.

3 nel giardino dei fantasmi - tre allegri ragazzi morti

"V'ho purgato ancora", potrebbero portare sulla maglia i TARM come un Piotta di fine millennio. Arrivati giusto in tempo per finire nelle classifiche dei 2012, scacciando altri posti meritati con il sudore dei mesi, con un disco troppo bello per essere recensito da chiunque non si chiami Stefano Bottura, che ha trovato le parole più belle per un album che non si può escludere.

2 padania - afterhours

Vabbè. Chi mi conosce sa che non c'è gruppo italiano che sia così dentro e fuori di me. "Padania" è una parola che ha finalmente un senso. Le sue tracce non sono sul terreno o nei confini di una nazione: le sue tracce sono 15. "Nostro anche se ci fa male" e la title-track su tutte a riscoprire una band che molti avevano considerato ferma a un muro di Hilary's Pagani coperto di punti di domanda dopo il discusso (e spesso presto dimenticato) "I milanesi ammazzano il sabato". Imprescindibile.

Leggi la recensione di Padania degli Afterhours

1 gioco di società - offlaga disco pax

Due album densi di contenuti che fanno vibrare l'anima dall'autoradio e dal palco non erano sufficienti. Collini e soci partoriscono un disco che fin dal primo ascolto, se attento, regala sensazioni senza paragone. Pugni dritti al cuore e sciacqui continui per il condotto uditivo giusto, quello con la corsia preferenziale verso il cervello. Un disco didattico per il Pensiero. Un disco che mette cerotti e li toglie, per poi buttare sulla ferita un po'di pomata antibiotica ma coprirla alla buona. Parole e suoni perfetti. Perfetti. E, rileggendone il mio primo personalissimo ascolto, mi rendo conto che il pezzo che mi ha messo più in crisi anche all'atto di 'recensirlo' è quello che amo di più: "Sequoia". Un pezzo che dovrebbe essere vissuto in religioso silenzio, con un adeguato impianto audio, nell'attesa che la sequenza di tre note acute ed ovattate finale, unita alle sue meravigliose parole, vi sconvolgano e liberino i vostri dotti lacrimali come è successo a me.

"penso che sia una bella cosa, una lieta meraviglia, che ancora non ci abbia toccato né guerra né miseria" (Max Collini)

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<![CDATA[Dieci bambole per la luna d'agosto]]>

Semplicemente, il mondo non è finito perché c'è ancora troppa bella musica da ascoltare, respirare, condividere. Chi vi dirà il contrario merita di essere smentito, non nelle parole, ma nei fatti. E di fatti il 2012, seppur meno degli altri anni, ne ha raccontati ancora a iosa. Schegge di vetro, uragani di suono, follie dadà e tocchi rassicuranti, prima del baratro. Facciamo radio anche (e soprattutto) per questo: per svestire gli oggetti delle loro apparenze e devastarne gli equilibri interiori, tramite la musica. Quella di Stefano, e quella di Marco.

TOP 5 DI STEFANO

OM - Advaitic Songs

Bologna Violenta - Utopie E Piccole Soddisfazioni

O - Il Vuoto Perfetto

Der Noir - A Dead Summer

Bastard Noise - Galactic Sanitarium

TOP 5 DI MARCO

The Pirate Ship Quintet - Rope For No-Hopers

Father Murphy - Anyway, Your Children Will Deny It

volcano! - Piñata

Bologna Violenta - Utopie E Piccole Soddisfazioni

Goat - World Music

TOP 10 SINGOLI (non necessariamente in ordine...)

Crippled Black Phoenix - Get Down And Live With It [da Mankind (The Crafty Ape)]

Motorpsycho & Ståle Storløkken - Into The Mystic (da The Death Defying Unicorn - A Fanciful And Fair-Out Musical Fable)

Leonard Cohen - Different Sides (da Old Ideas)

Pinback - Glide (da Information Retrieved)

BADBADNOTGOOD - Flashing Lights (da BBNG2)

Kaki King - The Fire Eater (da Glow)

Pontiak - Panoptica (da Echo Ono)

Regina Spektor - Open (da What We Saw From The Cheap Seats)

Lento - My Utmost For His Highest (da Anxiety Despair Languish)

Stoned Jesus - Indian (da Seven Thunders Roar)

Menzione d'onore per:

DuASsEMIcOLCHEIASiNVERTIDAS - Encefalia Espongiforme (da 4)

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<![CDATA[I migliori dischi italiani del 2012]]>

La top 10 dei dischi prodotti in Italia nel 2012. Da avere assolutamente, prima di lanciarsi nel 'milatredici.

1. AMOR FOU - Cento giorni da oggi

Dolci parole per descrivere la caduta di un dittatore? Si, questo. Ma l'amore resta una cosa grave, la speranza, una trappola.
Alessandro Raina e soci, incidono  un autentico gioello,  perfetto in ogni sua singola sfaccettatura. Non c'è un ma, nemmeno a volerlo.

A più di cento giorni da oggi poi, suonarono al Festival di Sherwood, lasciando tutti a bocca aperta. Inaspettati, diedero vita ad un magnifico concerto.

Gli si deve dire GRAZIE per questo capolavoro.

2. Man on Wire - West Love

Friuli, regione d'America, Stato del mondo.

Dei ragazzi con dei trascorsi musicali invidiabili, tipo T.A.R.M., Smart Cops, Ten Thousand Bees, decidono per fortuna nostra, di aver bisogno di un nuovo gruppo.
Ecco i Man on Wire.
Un esempio assennato di artigianato contemporaneo, pubblicato per una bottega musicale come Knifeville, esterofilo quanto basta, dolce ed ambizioso.

Dal sogno di Philippe Petit; West Love.

3. Dargen D'Amico - Nostalgia Istantanea

Jacopo è un tipo imprevedibile. Lo si può intravedere ballonzolare disinteressato in alcuni videoclip di certi suoi colleghi, oppure scrivere, collaborare, produrre, ma c'è sempre. Fac Totum.

Neologista, cantautore, autore, poeta, molteplici talenti celati dietro agli inseparabili occhiali scuri. Faber c'è l'ha già in gloria. Questo disco è flusso di coscienza, composto tra il sonno e la veglia; ed il sogno, il suo sogno. Due tracce, lunghe. Superfl(u)o(w) quanto basta.

In un ipotetico manuale della composizione musicale, Nostalgia Istantanea e Dargen avrebbero un capitolo a se.

4. Tre Allegri Ragazzi Morti - Nel giardino dei fantasmi

Ah, i T.A.R.M. Si proprio loro. Se esistesse davvero il famoso manuale della composizione musicale sopracitato, anche loro avrebbero un capitolo tutto personale, primo paragrafo: longevità.

Nel Giardino dei fantasmi, è un disco variopinto, un'arlecchino romantico  con addosso la maschera da teschio, che danza tra blues e variazioni reggae. La cosa che mi ha colpito di più è sicuramente la spensieratezza con cui è stato concepito e poi prodotto. E forse sta qui parte del loro segreto.

Sereni come non mai, allegri e morti come sempre.

5. Il Teatro degli Orrori - Il Mondo nuovo

Il gruppo della protesta Italiano, testi impegnati e rock'n'roll vero e proprio. Una macchina da guerra, sia dal vivo che in studio. Vedere per credere.

Concept album? Forse. Resta il fatto che ci troviamo davanti alla consacrazione definitiva di uno dei più importanti gruppi italiani di sempre, destinato a restare negli annali. La solita potenza e la rinnovata poesia, manifestata nella figura del migrante.

Qualcuno non sarà d'accordo con me, ma dopo due dischi eccellenti e superbi, testare nuove strade per avere "solamente" un'ottimo risultato, è cosa più che positiva.


6. Umberto Maria Giardini - La dieta dell'imperatrice

Caso peculiare quello del Giardini. Prima il progetto Moltheni, storico ed importante, poi basta e via di U.M.G.

Che spesso nella vita ci sia bisogno di una scossa, emotiva e non, per svegliarsi dal torpore o dall'apatia magari, è cosa risaputa. Se poi, si riesce a trovare pure il coraggio di lanciarsi in qualcosa di nuovo, in un ambiente che predica modernità ma rimane indissolubilmente legato a delle stantie osservanze, bè ancora meglio.

Qui la recensione, ed il live.

7. Mellow Mood - Well Well Well

Dalla provincia con amore. I nuovi giovani portabandiera delle good vibes nostrane, parte anch'essi della Tempesta.

Alfieri di un sottobosco febbricitante che vive di dinamiche proprie, ma che è vivido e  ben presente. Well Well Well, prende una penisoletta a forma di stivale e la lancia nel mondo. Disco d'amor e di speranza.

Mai visti dal vivo? Andateci, soprattutto se non siete fan della musica reggae.

8. Cosmetic - Conquiste

Giovani, talentuosi, bravi. I presupposti per un 2013 denso di soddisfazioni ci sono tutti.

Conquiste poi, è un disco cangiante, a tratti furbetto. Colpisce con dolcezza, shoegaze in filastrocche e qualche sfumature pop. Ma l'aria che si respira è densa di intossicazioni (positive) globali, grunge, rock'n'roll USA, ed altra roba inglese.

Sicuramente avranno i palchi che meritano.

9. Nicolò Carnesi - Gli eroi non escono il sabato

Italiani, popolo di cantautori. C'è qualcosa insito nel nostro DNA che ci lega indissolubilmente a questo tipo di figure.

Siamo dei sentimentali tutto sommato. L'essere mitolgico dalla consecutio temporum romantica, il capello arruffato, sognatore e con la chitarra al fianco, qua da noi va un sacco. Carnesi incarna perfettamente questo archetipo.
Poi il caso vuole che ci si metta di mezzo pure un gran bel disco, di onesto pop e pezzi da sussurrare allegramente.

E chissene frega delle tendenze indie europee o se non c'è l'happy ending. A noi va bene così.

10. Offlaga Disco Pax - Gioco di società

Synth Wave, fricchettonerie elettroniche, bassi cupi e sincopati. Più il maestro Collini.

Si perchè il trio, ci guida attraverso quella famosa toponomastica artistica che li ha condotti da Socialismo Tascabile, all'ultima fatica discografica. Fino a qui tutto bene.
Procedendo negli ascolti, Collini ci racconta, si racconta, e il cerchio magistralmente quadra.

Il tutto senza maniersmi ed eccessive autocelebrazioni.

FINE

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<![CDATA[RACCONTAgli SHERWOOD FOTO]]>

Cosa vuol dire scattare fotografie per Sherwood.it?

I nostri fotografi danno una risposta a questa domanda, raccontandovi con le loro immagini e parole il percorso che li ha impegnati durante il 2012.

Il primo racconto che vi presentiamo è quello di Martina Manganello, la nostra fotografa più in erba. Lei ha iniziato a scattare per noi a giugno, con il festival di quest’anno. Il resto della storia ve lo racconta lei.

MONTAGGIO DI SHERWOOD FESTIVAL, 9 GIUGNO 2012.

Da pochi giorni è iniziato il montaggio di Sherwood Festival nel Parcheggio Nord dello Stadio Euganeo. È l’inizio del mio percorso con Sherwood Foto, appena finisco scuola vado a fare i primi scatti. Mi sento un pesce fuor d’acqua, non conosco nessuno, non so come muovermi e ho paura di fare delle foto orribili. Inizio a girare per tutto il parcheggio e a incrociare i primi volti delle persone con le quali condividerò circa un mese della mia estate, dopotutto non va così male, anzi, gran parte delle mie preoccupazioni sono svanite.

Questa foto l’ho scattata all’ora di pranzo, quando i lavori si sono fermati e abbiamo mangiato tutti assieme.

PRIMA SERATA DI SHERWOOD FESTIVAL, 15 GIUGNO 2012.

Si inizia! È la prima sera di Sherwood Festival e ad aprire ci sono i Muleta seguiti dagli Zen Circus. Decido di sfidare il buon senso facendo per quasi tutta la serata foto ad un’iso spropositata, la maggior parte degli scatti non si salva.

Lezione del giorno: mai sopravvalutare!

IL TEATRO DEGLI ORRORI, 16 GIUGNO 2012.

È la seconda serata del Festival, suonano il Teatro degli Orrori e in apertura i Putiferio. Questa è una delle foto a cui sono più affezionata, perché l’ho scattata quand’ero sottopalco per la prima volta in vita mia e mi fa pensare a tutte le preoccupazioni che mi assalivano pochi minuti prima che iniziasse il live.

ITALY SUPPORTS TACHELES, 4 LUGLIO 2012.

Durante Sherwood Festival è stato fatto un progetto per sostenere il Tacheles a Berlino, una galleria d’arte moderna autogestita da artisti provenienti da paesi diversi, chi voleva poteva farsi una foto con il cartello di supporto. Mi è particolarmente piaciuto rendere partecipi persone che non conoscevano il Tacheles. Il bello di Sherwood è che non è solo concerti e serate con gli amici, ma si interessa anche di quello che accade nella realtà sociale.

THE FLAMING LIPS, 10 LUGLIO 2012.

Ormai Sherwood Festival sta per finire ed è arrivato il concerto che attendo di più: i Verdena seguiti dai Flaming Lips. I Flaming Lips sono pazzeschi e durante il loro live scatto questa foto che ritengo sia una delle migliori foto fatte durante il Festival.

VINICIO CAPOSSELA, 2 NOVEMBRE 2012.

L’estate e Sherwood Festival sono finiti a differenza della mia collaborazione con Sherwood Foto, che prosegue. Il primo evento a cui partecipo è la data zero del Rebetiko Gymnastas tour di Vinicio Capossela. Sono piena di energie e non vedo l’ora di fare foto, non potevo chiedere un ritorno migliore!

LA TEMPESTA AL RIVOLTA, 8 DICEMBRE 2012.

È arrivata anche la Tempesta al Rivolta per una serata di pura musica. Ad aprire la serata ci sono gli Hard Core Tamburo che a ritmo dei loro tamburi-bidoni iniziano a scaldare il Rivolta. Si respira molta energia positiva e la voglia di fare scatti è tanta!

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<![CDATA[Soul Revolution: Best of 2012 ]]>

Quale migliore via per chiudere il sipario al 2012 di Soul Revolution che avere in diretta alcuni degli artisti che lo hanno "musicalmente" influenzato.
In collegamento telefonico ci sono venuti a trovare (n.d.r. in ordine di apparizione) Stefano Tirone, Paolo Achenza e Matteo Brancaleoni.
Tra una Soulful dei Roy Hargrove Quintet (n.d.r. semplicemente fantastica), il retro-soul degli Hannah Williams & The Tastemakers oppure il "kompa funk" di Henri-Pierre Noel ognuno dei nostri ospiti porta il suo contributo:

Stefano Tirone (S-Tone inc.)
Stefano Tirone ci rivela che ri-indosserà l'abito artistico degli S-Tone inc. anticipandoci un 2013 con nuove miscele elettro-soul-bossanova alcune assolutamente inedite...
Matteo Brancaleoni si concede finalmente un pò di riposo dopo aver suonato incessantemente in live in alcuni dei club più prestigiosi in Italia per promuovere il recentissimo album con l'etichetta bolognese della Irma (n.d.r. "New Life")..ora il 2013 lo vedrà nuovamente in tournée..
Matteo Brancaleoni

Ci riserviamo Paolo Achenza per ultimo, i suoi due lavori del 1994 e 1996 con il Paolo Achenza Trio (n.d.r. rispettivamente "Do It" e "Ombre") restano un punto di riferimento per il soul jazz italiano e la voglia di riascoltare un nuovo lavoro del combo è da sempre intatta.
Recentemente la storica etichetta Schema (ex-Right Tempo) ha pubblicato un EP con una doppia versione di Chameleon di Herbie Hancock suonata dal Trio ai tempi del loro primo singolo "Introducing The Paolo Achenza Trio" e mai pubblicata..qualcosa si muove dunque..
Per il resto due ore dense di musica in barba ai Maya buon ascolto e buone feste a tutti..

Paolo Achenza Trio


p.s.Un altro immancabile artista con il quale chiudere il 2012 era Francesco Gazzara.
Raggiunto telefonicamente alla vigilia di una intensissima seduta finale di registrazione, Francesco ci svelerà, in anteprima assoluta, tutte le novità musicali del combo Gazzara (n.d.r. nuovo album "Bossa Lounge Experience" in uscita nel 2013 con Irma)..lasciandoci già con l'appetito per ciò che ci attende nel nostro record shop di fiducia

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<![CDATA[Il Noir a ReadBabyRead]]>


Il Noir a ReadBabyRead

Tutte le puntate dedicate al giallo



per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast



In chiusura di questo 2012 vi proponiamo non tanto una hit list quanto la selezione di letture di ReadBabyRead che riguarda un genere letterario a noi molto caro, sia per passione personale che per pregnanza sociale e politica, vale a dire il noir, di cui abbiamo esplorato una prima serie di autori e opere e che proseguirà nella prossima stagione.

Buone feste laiche di lotta a tutti

Franco Ventimiglia & Claudio Tesser





Fulvio Ervas, Commesse di Treviso [riduzione] (1/5)
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Fulvio Ervas, Commesse di Treviso (2/5)
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Fulvio Ervas, Commesse di Treviso (3/5)
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Fulvio Ervas, Commesse di Treviso (4/5)
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Fulvio Ervas, Commesse di Treviso (5/5)
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Massimo Carlotto, Storia di Gabriella, vedova di mala (1/2)
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Massimo Carlotto, Storia di Gabriella, vedova di mala (2/2)
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Massimo Carlotto, Il confronto (1/2)
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Massimo Carlotto, Il confronto (2/2)
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Raymond Chandler, Aspetterò (1/2)
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Raymond Chandler, Aspetterò (2/2)
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Dashiell Hammett, L'incubo verde
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Carlo Lucarelli, Il lato sinistro del cuore (1/2)
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Carlo Lucarelli, Il lato sinistro del cuore (2/2)
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Edgar Allan Poe, La lettera rubata (1/2)
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Edgar Allan Poe, La lettera rubata (2/2)
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William Somerset Maugham, La lettera [versione radiofonica integrale] (1/4)
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William Somerset Maugham, La lettera (2/4)
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William Somerset Maugham, La lettera (3/4)
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William Somerset Maugham, La lettera (4/4)
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Andrea Camilleri, Il giudice Surra (1/3)
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Andrea Camilleri, Il giudice Surra (2/3)
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Andrea Camilleri, Il giudice Surra (3/3)
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Carlo Lucarelli, La Bambina (1/4)
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Carlo Lucarelli, La Bambina (2/4)
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Carlo Lucarelli, La Bambina (3/4)
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Carlo Lucarelli, La Bambina (4/4)
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Maj Sjöwall e Per Wahlöö, Terroristi (1/4)
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Maj Sjöwall e Per Wahlöö, Terroristi (2/4)
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Maj Sjöwall e Per Wahlöö, Terroristi (3/4)
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Maj Sjöwall e Per Wahlöö, Terroristi (4/4)
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<![CDATA[L'autunno snaturato (II parte)]]>

 Raccogliamo in tre articoli (I parte, III parte) tutte le interviste che abbiamo realizzato in questo autunno. 
Su questo potrete ascoltare: Jacopo Andreini, Andrea Carboni, My Secret Windows, Moustache Prawn, Hot Gossip, Guignol, Beeside, Softone, Slumberwood, Il Sogno e Il Veleno, Mojoie, The Villain.

Snatura rock del 14 ottobre 2012

Intervista a Jacopo Andreini

14.10.12 - Quarto appuntamento solista per il poliedrico musicista che trasmette le sue coinvolgenti pulsioni ritmiche, angolari e schizofreniche tramite L’Enfance Rouge, Tsigoti, Squarcicatrici, o Shash Jihat: gruppi di cui fa parte o dove compare come special guest. Cogliendo il frutto di questo albero, nella vita musicale di Andreini, rispetto alla sua immensa foresta, tra i suoi innumerevoli progetti, ci ritroviamo dopo “Bossa Storta” uscito nel 2006 per Saravah, questo nuovo CD “Cogli Ossi” che diventa una nuova occasione per comunicare con Jacopo, capace come al solito di coinvolgerci nella sua energetica ascesa alla ricerca della vitalità del suono come del suo pulsare.

Link: jacopoandreini.freehomepage.com

Intervista ad Andrea Carboni

Andrea Carboni da bambino odiava le chitarre classiche, poi in un secondo momento ha sentito una chitarra acustica suonata da una ragazza quando aveva sedici anni e si è riavvicinato alla chitarra e al suo primo strumento che era il pianoforte. Raccontiamo di “Sassi”, EP autoprodotto che arriva dopo il suo esordio “La terapia dei sogni”, uscito per Red Birds Rec. nel 2011. Atmosfere dilatate che attraversano un po’ il francese e soprattutto l’italiano. Paolo Mauri ha prodotto artisticamente il disco eliminando orpelli in più, centrando la direzione più semplice e diretta che desiderava raggiungere il cantante e musicista. L’EP Sassi si trova su iTunes ma è anche in versione numerata e si può avere direttamente dal sito www.andreacarboni.it

Intervista ai My Secret Windows

Law/ Cut” è l’esordio per il trio pugliese che dà seguito all’EP. Hanno dato il la al loro progetto già nel 2010 e si muovono impavidi tra sonorità indie rock, ambient ed elettronica. Cristian Chironi è il cantante e chitarrista che incontra il batterista Cristiano Meleleo e in seguito completerà il trio il bassista e polistrumentista Giammarco Magno detto anche Mr Gumbo. Si percepiscono ascolti dei Placebo e Radiohead, lungo comunque un percorso personale che viene fuori.

Link: My Secret Windows su FB

Snatura rock del 21 ottobre 2012

Intervista ai Moustache Prawn

21.10.12 - I Moustache Prawn sono Leo Ostuni, alle chitarre e voce, Ronny Gigante, al basso, e Giancarlo Latartara, alla batteria. Il trio pugliese ama sin dall’inizio della definizione del gruppo gli Strokes e gli Arctic Monkeys e con questo disco che presentiamo, “Biscuits”, dimostrano sicuramente di poter diffondere anche loro la propria essenzialità schietta, essenziale, veloce e corposa. Un disco questo che ci entusiasma, ci meraviglia e per forza e conseguenza ci conquista.

Link: www.moustacheprawn.com

Intervista agli Hot Gossip

Giulio Calvino, cantante e chitarrista degli Hot Gossip, ci racconta di “Hopeless“ : ultima prova della band. Il gruppo di Milano che ha iniziato il proprio percorso nel 2004 esordendo per Ghost rec., nel 2006 arriva alla meta del terzo album cambiando etichetta (Foolica rec.) e con esperienze nel mailstream nello zainetto. Giulio ci sembra come sempre in forma e le canzoni sono venute fuori bene seguendo l’istinto melodico pop e le movenze rock classiche per continuare a mettere da parte nuovi strati, ormai naturalmente conquistati.

Link: www.hot-gossip.org

Snatura rock del 28 ottobre 2012

Intervista ai Guignol

28.10.12 - Dopo “Una risata ci seppellirà” del 2011 i Guignol di Milano sono tornati con lo splendido “Addio cane” che esce questo 2012 per Automatic/CasaMudusa/ Atelier Sonique/ CNI. Un disco che ci commuove e che mettiamo tra gli ascolti preziosi del 2012. Racconta con forza, rabbia e ispezione intimistica del ruolo del cantante, dei musicisti e della loro ispirazione, attraverso quegli intrattenimenti di parole rubate all’anima e al vivere nella normalità di questo nostro strano, buffo, beffardo, stratosferico e catastrofico mondo.

Link: www.guignol.it

Intervista ai Beeside 

Beeside è Federico Pazzona e abita a Sassari. Siamo contenti di averlo ascoltato perché è un musicista e un cantante che condivide con noi la sua personale ricerca musicale che si concentra sul timbro della voce e il suo disco è un regalo per le nostre orecchie che si aspettano freschezza e emozionalità in ogni canzone. Grande pretesa, ne siamo consapevoli, ma che quando viene soddisfatta ha la nostra completa ammirazione. Paolo Messere non se l’è fatto sfuggire e ha prodotto il disco tramite Seahorse Rec.

Link: Beeside su FB

Intervista ai Softone

The Softone da Napoli, dopo l’esordio del 2008 “These days are blue”, ci presenta il secondo episodio, “Horizon Tales”, appena uscito per Cabezon RecordsGiovanni Vicinanza, cantante e polistrumentista, ha iniziato a scrivere e comporre nel 2004 e le sue canzoni dal piglio intimista hanno oltrepassato le pareti della sua cameretta diventando fruibili per un pubblico sempre più numeroso. I compagni di viaggio che Giovanni ha incontrato in questi anni lo hanno portato a concretizzare i suoi sogni musicali in due album e tanti live.

Link: The Softone su FB

Snatura rock del 4 novembre 2012

Intervista agli Slumberwood

04.11.12 - “Anguane”, uscito all’inizio del 2012 per Tannen rec., è il secondo album per la band veneta. Un disco che è influenzato dalla presenza nella produzione e per metà negli arrangiamenti di Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Gli Slumberwood spaziano in una foresta di suoni, usano l’elettronica e cercano anche di assemblare, rendendoli piacevoli alle orecchie, suoni elettronici e acustici assieme, psichedelici, rock folk, etnici e ambient: traducendo così le loro emozioni e le diffondendole sempre in tiro con la loro curiosità viva e alla ricerca di suoni ispiratori nuovi.

Link: Slumberwood su FB

Intervista a Il Sogno e Il Veleno

Il Sogno e il Veleno, aka Alex Secone, inizia ad essere consapevole di sé nel 2009 e debutta con “Piccole catastrofi”. Un progetto che si avvale di un quartetto d’archi ma che mette la forma canzone classica come base denominatore e l’intimità del pianoforte unita a momenti di sferzate elettriche, che completano il quadro d’insieme. Le storie sono sempre in tinta con la melodia ora distratta per l’amore proposto, ora devastata per la solitudine nel mondo o dentro il proprio respiro affannoso. Ancora una volta Paolo Messere della Seahorse rec., che ha prodotto il disco questo 2012, ha fatto bene.

Intervista ai Monjoie

I Monjoie dalla provincia Savona, si sono formati nel 2000 su fondamenta uditive derivanti dalla new wave. “Affetto e attrazione”, appena uscito per Lizard Records, arriva dopo otto anni dal precedente “Polifemo” (Etnosound rec.). I Monjoie hanno due chitarre elettriche, il flauto e la cornamusa per sottolineare la loro parte etnica, il basso, la batteria e i sinth per ombreggiare le sfumature e non nascondono il loro amore per il prog. Ne parliamo con Alessandro Brocchi.

Link: Monjoie su FB

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<![CDATA[L'autunno snaturato (III parte)]]>

 Raccogliamo in tre articoli (I parte, II parte) tutte le interviste che abbiamo realizzato in questo autunno. 
Su questo potrete ascoltare: The Villain, Daniele Faraotti Band, Pharm, Twoas4, Taras Bulba, Ufomammut, Dario Antonetti, Tongs, Med In Itali, Leitmotiv.

Snatura rock dell'11 novembre 2012

Intervista ai The Villain

Quartetto emiliano di punk rock che aumenta da subito i suoi punti, grazie alla voce particolarmente bella della cantante Giorgia Minelli, tanto è vero che i più conosciuti Giardini di Mirò l’hanno voluta con loro per il tour di presentazione del disco “Good Luck”. Il primo EP della band esce questo 2012 per Forears Rec. e ha un titolo “Here Comes The Villain” che subito li presenta freschi, sferzanti ed essenziali, come infatti sono, ma anche seducenti nella melodia quando condividono il canto.

Link: thevillains.it

Intervista alla Daniele Faraotti Band

Canzoni in salita”, appena uscito per Bombanella Records, è il secondo album del trio Daniele Faraotti Band ed è rilevatore della messa a fuoco delle sue intenzioni compositive che contrappongono al cantato una decostruzione del suono e dei giochi intelligenti sui testi con citazioni colte senza però trascurare la melodia. La DFB aveva esordito nel 2008 con “Ciò che non sei più” per Alka Records, ma Daniele in particolare vanta collaborazioni compositive con Patty Pravo e Claudio Lolli.

Link: www.danielefaraotti.com

Snatura rock del 25 novembre 2012

Intervista ai Pharm

25.11.12 - I Pharm sono un gruppo musicale di Roma nato nel 2009 e la loro prima prova omonima esce supportata da Face Like a Frog. Musica e visuals s’incontrano nella struttura del gruppo, dualità che potrete apprezzare per ora solo dal vivo, perché per questo cd non hanno fatto in tempo. Comunque Fabio Recchia, che ci risponde per il sestetto, ci assicura che nel prossimo album saranno incluse anche le immagini. Il disco di certo è un meraviglioso contentino. L’intreccio degli elementi si espleta già infatti nella musica sulle linee del funky, dell’improvvisazione, dell’elettronica e del post rock.

Link: I Pharm su MySpace

Intervista ai Twoas4

Audrey in pain english” è l’esordio autoprodotto del duo toscano, anche se la produzione artistica è stata affidata a Paolo Mauri. Dal booklet del CD si denota la propensione del gruppo ad abbracciare diverse arti oltre la musica e così l’album è concepito con lo stesso principio di apertura ai generi e alle micro sfaccettature senza però perdere il filo conduttore che è solidamente espresso nel racconto poi scomposto e nelle illustrazioni su tela a carboncino assegnate ordinatamente ad ogni canzone. Noise, new wave e dark punk i riferimenti uditivi. Ne parliamo con Oscar Corsetti, voce e chitarra del duo, completato da Alan Massimiliano Schiaretti (batteria e tastiere).

Link: www.twoas4.com

Intervista ai Taras Bul'ba

"Amur" è il quinto album per i milanesi Taras Bul’ba ed esce per Lizard e Wallace records. L’atmosfera che creano si sviluppa su territori psichedelici, hard-core e math con dinamiche che sembrano seguire l’istinto primordiale del gruppo che finisce per essere rivoluzionario rispetto alla forma canzone. I ragazzi si comprendono nel loro vortice creativo e in presa diretta esprimono al meglio il loro racconto musicale.

Link: I Taras Bul'ba su FB

Snatura rock del 2 dicembre 2012

Intervista agli Ufomammut

Come promesso in occasione dell’uscita di OroOpus Primum uscito per Neurot, il trio di Tortona torna entro lo stesso anno 2012 per la seconda parte di Oro: Opus Alter. È un piacere farsi coinvolgere da queste sonorità psichedeliche, un po’ stoner e magmaticamente metal. VitaUrlo e Poia confermano le loro spinte compositive che portano espressività nel loro suono: basta entrare nel loro linguaggio che scorre potente, fluido e mai banale.

Intervista e live alla radio di Dario Antonetti

Dario Antonetti, uomo psichedelico che abbiamo conosciuto con gli Effetto Doppler con i quali ha condiviso dieci anni intensi ma ormai conclusi, da qualche anno si presenta con la sua espressione solista per la quale è arrivato al secondo capitolo con "Il Rigore Esistenziale". Un signor disco che non si allontana dall’anima puramente naif del musicista e cantante che ci era tanto piaciuta ne "L’estetica del cane" ma che ha in più una serie di ospiti che impreziosiscono le canzoni e danno maggiore corposità e attitudine all’impatto corale, come una grande folla che intona le tue canzoni. Un disco molto coinvolgente che Dario presenta live alla radio assieme a Lorenzo Tarantino alla chitarra.

Link: www.darioantonetti.com

Snatura rock del 9 dicembre 2012

Intervista ai Tongs 

09.12.12 - I Tongs con questo “Fractal”, appena uscito per Rouges Records, iniziano ufficialmente la loro storia musicale tra il metal e jazz e si spingono oltre nel rock seguendo le loro influenze psichedeliche e di pop stratificato. Un disco che arriva subito al punto e irrompe lasciando il proprio segno. Super ospite nel finale Pierpaolo Capovilla che, con la scusa della ricetta della pizza, scopre nuovi punti emozionanti del disco con un sottofondo molto noise industrial.

Link: tideofsound.net/tongs

Intervista ai Med In Itali

Hanno iniziato facendo i buskers a Dublino cinque anni fa, ma adesso è arrivato il momento del loro primo album d’esordio “Coltivare Piante Grasse” uscito per Libellula Music. Un disco dai basilari contenuti ecologici che sanno diffondere attraverso il leggero trascendere e il ritmato sgambettare delle loro canzoni. La voce di Niccolò Maffei riesce ad arrivare limpida e senza sbavature, al di sopra del tappeto sonore che si erge su partiture solide e soprattutto piacevoli tra il folk, il jazz e il pop cantando in italiano.

Link: www.medinitali.info

Intervista ai Leitmotiv

A Tremulaterra” è il terzo album per il gruppo pugliese che dopo avere girovagato per la città nel precedente “Psychobabele” uscito quasi due anni fa, oggi sembrano qui avere trovato il luogo ideale e svolgono un importante e ruolo emozionale volto alle nostre orecchie che si possono gongolare rilassatamente ascoltando le loro storie schiette e sempre profonde, nonostante un elemento in meno nella band: Giovanni Sileno. Parliamo del disco con il cantante Giorgio Consoli.

Link: www.leitmotivonline.net

Snatura Rock del 16 dicembre 2012

Intervista a Le Capre a Sonagli

Sulle ceneri dei Mercuryo Cromo nascono Le Capre A Sonagli e dopo un album omonimo uscito nel 2011, ecco quest’anno “SAdiCapra”. Il loro suono ora schizofrenico, ora melodioso, si fa innaffiare da diverse influenze musicali e cresce nuovo, perché comunque la base, il comune denominatore è il loro estro compositivo. Ovunque andranno a suonare, gli astanti difficilmente non verranno coinvolti dal loro eclettismo folle ma consapevole e con la capacità di mantenere il controllo del sound desiderato.

Intervista a Idavoli

Ultima fermata per IDavoli che si sciolgono e lo sappiamo proprio per questa intervista che doveva presentare il loro esordio sulla lunga distanza “Greatest Hits”: il meglio dei primi due EP. I cinque ragazzi di Pistoia nascono nel 2006 come IDavoli e sembra davvero un peccato sapere di dovere rinunciare alla loro forza incendiaria tra il funk, il kraut rock e l’elettronica. Ne parliamo con Gianluca Ingrassia.

Intervista a Xabier Iriondo

Xabier Iriondo da ventiquattro anni fa bene alla musica e questo attraverso le sue collaborazioni, i suoi innumerevoli progetti, le sue incursioni nei brani come ospite, le composizioni e il suo studio sulla musica diventato talmente consapevole da riuscire a costruirsi lo strumento musicale in grado di produrre il suono ricercato. Nel mondo parallelo che si è creato però non si è fatto imprigionare, così è tornato a far parte dei suoi primi principali compagni di viaggio: gli Afterhours. E qui lo intervistiamo per la sua opera prima solista “Irrintzi”, doppio vinile12’prodotto da Wallace/ Phonometak/Long Song Records/ Santeria/ Brigadisco e Paintvox. Altra porta aperta e mille stimoli per Xabier Iriondo che non ci delude neanche questa volta, confrontandosi con sue composizioni nel primo vinile e con composizioni da altri nell’altra.  Si fa circondare da diversi amici musicisti e da suo padre che, anche se è scomparso l’anno scorso, è presente sul disco perché Xabier ci racconta di sé e della sua storia.

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<![CDATA[2012 - Partitura per la fine del Mondo]]>

Intro catastrofista

La fine del mondo non è un evento. E un processo. Che è in corso.

La crisi ambientale e la distruzione della biosfera, lo spostamento del baricentro economico mondiale creano scosse fortissime.

E il suono, in questo contesto, come si è mosso nel 2012?

Alla scarsità assoluta dell'ambiente naturale, corrisponde l'infinita abbondanza, riproduzione e condivisione di suoni e musiche. La sfera sonora è satura e rischia di diventare indistinto flusso di rumore.

Il pensiero positivo, quello della crescita infinita , quello dell'ottimismo ad ogni costo che ha contraddistinto l'era elettronica ha ridotto la capacità critica fino all’apatia. Ecco allora che un suono oscuro che legge le inquietudini di questo periodo storico può essere una virtù, attendersi il peggio per invertire la tendenza può essere utile.

 

  • Andy Stott: Luxury Problems (Modern Love)

  • ASC: Out Of Sync (Samurai Red Seal)

  • R.Roo: Mgnovenie (Tympanik audio)

  • Raime: Quarter Turns Over A Living Line (Blackest ever black)

  • Morphosis: The TEPCO Report (Morphine Records)

 

 

Crescendo con fuga

In un mondo in cui sei rincorso da miriadi di richiami, apparati di cattura di un potere mediatico che pervade la vita è nata in molti la convinzione che “è meglio perdersi che essere trovati”.

Per questa generazione precaria con le sue vite insoddisfatte l'idea beatnik del “viaggiare senza arrivare” è diventata l'idea del “perdersi da nessuna parte”.

Il nebuloso oblio del rumore bianco diventa il luogo di beatitudine che prende a piene mani da quella scena un tempo chiamata dreampop/shoegaze.

 

  • Stumbleine - Drifting Youth/Spiderwebbed (Monotreme Records)

  • To Destroy A City: Rebuild (n5MD)

  • Anoice: The Black Rain (Important Records)

  • Alcest: Le Voyage De L’Âme (Prophecy Productions)

  • Bitcrush: Collapse (n5MD)

 

 

Ritornello

...quando l'oceano di suono si fa particolarmente burrascoso, quando ti senti perso nel suo caos, cerchi quegli approdi sonori che ti sembra possano farti ritrovare la strada.

Suoni dati per passati, che hanno fatto parte della tua formazione e che ritornano sotto altre vesti e che ti fanno rientrare in sintonia e riprendere la dolce e imprevedibile deriva nella musica infinita.

L'importante è che questi non siano irrigiditi al passato, che non diventino ancore, ma siano semplici boe di segnalazione che ti aiutino a concatenare e riprendere il senso di godimento conoscitivo e il piacere della ricerca del nuovo...

 

  • Piano Magic: Life has not finished with me yet (Second Language)

  • Waves On Canvas: Into the Northsea - (Psychonavigation)

  • Swans - The Seer - (Young God Records)

  • The Durutti Column: Short Stories For Pauline (Darla)

  • Dead Can Dance – Anastasis (PIAS)

 

 

Tremolo

Il tremolio delle voci, il ribollire lento dei bassi sullo sfondo della metropoli rappresenta ancora al meglio la generazione precaria.

L’attacco al Welfare in corso ha distrutto alla base indie music, perche si fondava sulla facilita di accesso al “reddito di cittadinanza”. Poter vivere da musicista è oramai illusione e quel che resta dell' ultima scena musicale inglese (l'ormai post-dubstep) ci racconta uno spleen urbano sull'orlo di un abisso.

 

  • Desolate: Celestial Light Beings (Fauxpas Musik)

  • Burial: Kindred/Truant Rough Sleeper (Hyperdub)

  • Holy other : Held (Triangle)

  • Old Apparatus: Alfur/Harem (Sullen Tone)

  • Kid Smpl: Skylight (Hush hush rec)

 

 

Respiro

La metropoli opprime, lo smog, il rumore dei clacson, il rombo dei motori e le costruzioni di cemento incombono . Per rilassarsi occorre uscire, prendere una stradina di campagna liberare l’orizzonte acustico, ritrovare la lentezza di cui si ha bisogno per rientrare in sintonia con il proprio respiro.

 

  • Bersarin Quartett: II (Denovali, 2012)

  • Brambles: Charcoal (Serein)

  • Bvdub - All Is Forgiven (n5MD)

  • Various artists: ... and darkness came (Headphone Commute)

  • Richard Skelton: Verse Of Birds (Corbel Stone Press)

 

 

Silenzio

Disperati e felici. Questa è la sensazione di chi è alla deriva nell’oceano di suono.

Travolti dalla libidine del flusso infinito di suoni e contemporaneamente incapaci di definirne le forme.

Per godere appieno di questo oceano e non esserne sopraffatti serve saltuariamente una sottrazione da quest'onda continua. Per evitare l'atonia emotiva ogni tanto serve ricreare le condizioni per l’ascolto del silenzio.

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<![CDATA[L'autunno Snaturato]]>

Raccogliamo in tre articoli (II parte, III parte) tutte le interviste che abbiamo realizzato in questo autunno. 
Su questo potrete ascoltare: Calibro 35, Bosio, Ninnenanne Tristi per bambini cattivi, Mandrake, Ufomammutt, Terje Nordgarden, Heike The Giggles, The Regal, Nicotine Alley, Nico Greco, Formanta, Manta Rays.

Snatura rock del 29 luglio 2012

Intervista ai Calibro 35

 Massimo Martellotta, chitarrista e co-fondatore del gruppo, ci racconta del terzo album del gruppo “Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale”. Un disco composto e registrato a New York città fonte di ispirazione per il gruppo sia per la vivacità culturale che per il respiro metropolitano, frenetico e cosmopolita. Si potrebbe sintetizzare il loro suono: impressioni sonore da New York per immagini di film polizieschi e note funk.

Link: www.calibro35.net

Intervista ai Bosio

Due fratelli da Genova ci portano il loro esordio ufficiale per un progetto nato nel 2004 e concretizzatosi finalmente con un supporto CD. Pietro Bosio, il più grande dei due fratelli, suona e canta le sue canzoni e viene fuori un espressivo connubio tra Syd Barrett ed Enzo Iannacci. Un canto che vive e si contrappone quindi con una luce intensa e piena. Il suo fratellino Enrico è il cantante e chitarrista degli Enroco e qui accompagna Pietro con la sua scia melodiosa e il suo portamento come sempre elegante. Il risultato è eccellente.

Link: I Bosio su MySpace

Snatura rock del 2 settembre 2012

Intervista a Ninnenanne Tristi per bambini cattivi

02.09.12 - Le ninnenanne sonanti raccontate da Samuele Venturin (fisarmonica) e Valentino Receputi (voce). Un duo che ha lavorato sui testi a piene mani musicandole con brani riposti in una cassetta ed in un cassetto negli anno 80. Un disco di canzoni. Le composizioni poetiche di Valentino unite all’inventiva musicale di Samuele. Un cinismo che lotta contro il conformismo e l’ipocrisia di fare le peggiori cose per poi risolvere cristianamente chiedendo scusa. Amano cantare e scrivere canzoni divertendosi e diffonderla è un optional.

Link: Ninnenanne tristi per bambini cattivi su FB

Intervista ai Mandrake

Un progetto indie pop con i fiati come particolare in chiaro, nato da Giorgio Mannucci nel 2010 il quale ha reclutato tramite Facebook i suoi compagni di viaggio in zona Livorno e da sconosciuti hanno formato assieme a lui i Mandrake. Anche per il suo modo di comporre ha usato lo stesso approccio. Si è prefissato una base “logica” di partenza tramite una tastiera midi e poi si è fatto attraversare dagli altri componenti in primis violino e tromba che hanno lasciato le personali influenze. Sognano di andare a suonare all’estero. Ho il sentore che presto succederà.

Link: Mandrake su FB

Intervista agli Ufomammutt

Raccontiamo del settimo disco dei ragazzi. È Steve Von Till dei Neurosis a produrlo tramite la Neurot Recording. Dal loro esordio “Godlike snake” uscito nel 2000, gli Ufomammut hanno sempre cercato di aggiungere qualcosa di nuovo. “Oro: Opus Primum” non è da meno. Il progetto è suddiviso per due dischi e in dieci parti. I ragazzi stratificano e suonano le stesse parti in maniera differente la loro evoluzione che si esprime al suo meglio dal vivo. “Oro: Opus Alter”, quindi la seconda parte del progetto, esce da ottobre. “Oro” alla fine è un brano unico di novanta minuti, da questa base di partenza si sono aggiunti dei riff nati dai singoli musicisti e i sintetizzatori che hanno dato omogeneità al brano. Abbiamo in programma di risentirli anche per “Oro: Opus Alter”. Ne parliamo con Urlo: basso, voci e sintetizzatori del trio.

Link: www.ufomammut.com

Snatura rock del 9 settembre 2012

Intervista a Terje Nordgarden

09.09.12 - Terje Nordgarden norvegese di nascita ma ormai residente in Italia e in particolare in quel di Catania, ci ridà prova con “You gotta get ready” della sua rinnovata attitudine alla canzone nella forma traditional su base americana e cuore blues. In questi anni è andato a migliorare sempre di più la struttura e la poetica dei testi, crescendo esponenzialmente grazie ad una maggiore competenza di tutte le parti che riguardano la musica e intervenendo per esprimere il suo sentire. Il disco è uscito per la stessa etichetta di Nordgarden, la GDN Records.

Link: nordgarden.info

Intervista ad Heike The Giggles

Giovane formazione dall’approccio punk arricchito, perché anche se c’è tutta l’energia e la dinamica punk, nell’insieme e nella loro totalità, lasciano alle orecchie dei loro ascoltatori, una corposità nella struttura dei brani che ne determina il carattere live. Il primo disco “Sh!” risale al 2010 e adesso la cantante ci racconta di “Crowd Surfing” uscito questo 2012 per Foolica rec. Un disco che li trova sempre a mille e che dimostra il loro valore, soprattutto live perché ci si fa coinvolgere dalla loro essenza e passione. Una caratteristica che si è diffusa prima ancora dell’uscita dell’esordio perché il palco aveva fatto loro da megafono.

Link: www.heikehasthegiggles.com

Snatura rock del 30 settembre 2012

Intervista ai The Regal

30.09.12 - Andrea Badalamenti ci racconta dell'esordio del trio di Firenze, The Regal, band dove suona la chitarra e canta. La prima caratteristica evidente è proprio la sua voce molto vicina alla timbrica del grande Michel Stipe dei REM. Non è però l'unica similitudine col gruppo di Athens, da cui i ragazzi ereditano tutti la compattezza e lo spessore del rock classico. Alessio Consoli suona il basso e Manuel Pio suona la batteria e con le chitarre del buon cantante raggiungono un ottimo risultato. Samuel Katarro e la voce dei Ka Mate Ka Ora, Stefano Venturini, impreziosiscono alcuni attimi e danno lustro al buon inizio della band fiorentina che A Buzz Supreme non si fa sfuggire producendoli.

Link: www.theregal.it/wordpress

Intervista ai Nicotine Alley

L'ultimo album dei Nicotine Alley di Padova è l'insieme di diversi momenti musicali legati al viaggio, quindi lo spazio tra le sfumature del rock, del pop e del blues sono insite tra le note. Paolo Mioni che dal 2007 segue le fila di questa band costituita da Max Busato al basso e Alberto Marangon alla batteria. Mioni che scrive e compone le canzoni è sempre entusiasta della vita e della musica e si fa attraversare dall’estro di carattere psichedelico di Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, gruppo di cui anche Paolo è stato membro. Il disco esce per la stessa etichetta del cantante.

Link: www.nicotinealley.com

Intervista a Nico Greco 

Dall'ultima volta che l'avevamo intervistato Nico Greco si è trasferito dall'Italia alla Spagna e le canzoni ne hanno risentito positivamente come ogni volta che si possiedono gusto e moderatezza e si voglia esplorare e conoscere. Non può essere una strada chiusa. Mai. Infatti il nuovo di Nico non ci delude e attraversa un vicolo folk illuminato e rinnovato. Si sente il brulicare delle novità fresche come l'aggiunta della voce di Valeria Soave e si sente il piano di felicità di Nico imbastito con fondamenta forti. La curiosità per cosa seguirà a questo disco "Stone Three Home" che esce per entrambe le etichette di Paolo Messere (Red Birds Record e Seahorse Recording) è tanta ma avremo pazienza.

Link: Nico Greco su FB

Snatura rock del 7 ottobre 2012

Intervista ai Formanta

Formanta, come la marca di chitarre russe di tipo economico che al loro interno avevano già gli effetti, così decide di farsi chiamare questa band di Roma le cui canzoni prendono subito una forma classica figlia del rock con la A di America e dopo il primo EP autoprodotto con quattro pezzi, un secondo ep “Shiny ep people” con sette pezzi, hanno avuto la fortuna di incontrare Paolo Messere della Searhorse Recording che gli ha prodotto il disco di cui raccontiamo: “Everything seems so perfect far away”. La cantante Sabrina faceva teatro prima di cantare in un coro gospel e nel gruppo Formanta libera il suo immaginario vocale aggiungendosi a chitarra basso e batteria degli altri componenti della band, i quali nell’atto compositivo si scambiano gli strumenti.

Link: www.formanta.it

Intervista ai Manta Rays

Stephen G. Trollip, chitarra e voce, ci racconta del trio dei Manta Ray che condivide dal 2010 con Sebastiano Ziroldo (batteria e seconda voce) e Elio De Limone (basso e terza voce). Il loro esordio è uscito per Garage Rec. Amano i vinili anni 60, il soul, il garage e il rock, dagli Who ai Pixies. Dalle influenze dei maestri cercano di trovare un suono attuale e tutto loro con un bel tiro dal sapore Motown. Suonano seriamente e credono nel loro progetto, attenti e meticolosi nelle prove, nella costruzione delle canzoni e nella ricerca, per questo bisognerà aspettare per il seguito, ma poi sono certa ne varrà la pena se il risultato potrà essere paragonato a questa prima prova omonima.

Link: www.mantarays.it

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<![CDATA[Il noir che viene dal nord]]>

Il romanzo cosiddetto “giallo” in Italia, in tutte le sue versioni, è stato per anni ad appannaggio di autori inglesi e americani. Autori di diversa provenienza sono stati molto rari nelle pubblicazioni edite in Italia. Proprio per questo anche ottimi autori italiani sono stati per anni sottovalutati o misconosciuti ai più. Si pensi ai casi Scerbanenco e Veraldi, riscoperti solo recentemente e sull’onda dell’affermazione di una nuova generazione di autori italiani che, a partire dalla metà degli anni 80, in una vera e propria valanga di titoli si sono ormai affermati sul mercato nazionale e non.

Nelle collane degli anni 70, dai “Gialli Longanesi” – quelli con il gatto nell’intestazione per capirci – ai “Gialli Garzanti”, in versione nera, poi gialla e cartonata sino agli “immortali” “Gialli Mondadori”, salvo qualche incursione di autori francesi e italiani, a spopolare furono i raffinati investigatori inglesi, nella versione maschile e femminile, i “duri” americani e le squadre di polizia delle metropoli statunitensi.

A metà degli anni 70, in un mercato dominato appunto dagli autori anglosassoni, fecero la comparsa nelle edicole, cartolibrerie e librerie del tempo, assolutamente in sordina, due autori svedesi con una serie di romanzi incentrati sulla figura di un ispettore della polizia di Stoccolma.

Si trattava di due coniugi svedesi, Maj Sjowall e Per Wahloo, che scrissero ben 10 romanzi con al centro la figura dell’ispettore della polizia di Stoccolma Martin Beck. Vennero pubblicati da Garzanti quasi tutti nell’arco di due anni, dal 1973 al 1974 e un ultimo romanzo nel 1976. In tutto 7 romanzi, quindi in forma incompleta. Ora, con una scelta meritevole, Sellerio ne ha pubblicato l’intera serie anche se non in sequenza cronologica corretta (ma questo è un vizio di tutta la nostra editoria: ti propone il romanzo che ritiene più interessante o accattivante e se sfonda, allora ti propone il resto. Un metodo che non sempre ti fa apprezzare al meglio le qualità dell’autore o dell’autrice). Sellerio ha pubblicato anche alcuni racconti e un piccolo epistolario tra i due autori, mentre altri due romanzi, uno scritto dalla sola Sjolwall e uno dal solo Wahloo, sono stati pubblicati, il primo da Hobby & Work nel 2000 e il secondo da Einaudi nel 2012.

Chi ha letto le inchieste dell’ispettore Martin Beck negli anni settanta si è trovato di fronte ad uno scenario del tutto nuovo per la letteratura giallistica. Le inchieste di Beck non avevano nulla a che vedere con le raffinate indagini di un Poirot, di un Philo Vance o di un Nero Wolf; né avevano nulla di adrenalinico come le caccie all’assassino dei duri americani Lemmy Caution, Mike Hammer e Mike Shane.
Martin Beck e i suoi colleghi assomigliavano più a Steve Carella e i detective dell’87 Distretto; il suo carattere malinconico e introverso ricordava più un Philip Marlowe o un Lew Archer, eroi dell’hard boiled americano e le riflessioni sulla condizione umana e societaria svedese quelle degli scrittori neri degli anni 50 americani come Thompson e Goodis.

Sjolwall e Wahloo attraverso le riflessioni amare di Beck, le discussioni dell’ispettore con i propri colleghi, le indagini frammiste ai problemi quotidiani della vita familiare, del rapporto stanco con la moglie (sino al divorzio) e problematico con i figli, cercarono di costruire un affresco della vita sociale svedese nell’epoca della costruzione del welfare state. Rileggere questi libri oggi o leggerli per la prima volta, pur scontando una scrittura un po’ datata, consente di scandagliare i pregi e i difetti di quel modello che ebbe la sua massima espressione in quegli anni, le potenzialità del welfare ma anche l’opprimente presenza dello Stato e delle sue strutture di assistenza sociale, di un “socialismo” compatibile con il capitalismo che se, da un lato, forniva servizi, dall’altro, negando o anestetizzando il conflitto sociale, creava una società problematica, con la disgregazione giovanile da un lato, solitudine e tentazioni suicide dall’altro, la rincorsa al successo di pochi frammista alla corruzione politica mentre la fatica quotidiana di tanti veniva irrigimentata dal patto sociale tra socialdemocrazia e sindacati. Uno sfondo in cui le vicende di Beck e i suoi colleghi rapiscono l’interesse del lettore con il ritmo lento delle loro indagini su questo o quel delitto.

La ristampa di Sjowall e Wahloo avviene oggi nel pieno della valanga editoriale della letteratura giallistica e noir scandinava (o meglio dei Paesi nordici dell’Europa perché oltre ad autori svedesi, norvegesi e finlandesi si aggiungo islandesi, danesi e da poco anche di quelli provenienti dalle Repubbliche Baltiche ex sovietiche) che invade gli scaffali delle librerie con una quantità di autori e di storie molto spesso non all’altezza del battage pubblicitario costruitovi attorno.

Prima di questa valanga, a segnare una continuità con gli apripista Sjowall e Wahloo è stato il pregevole Henning Mankell con le inchieste dell’ispettore di Ystad - città della Scania nel sud della Svezia - Kurt Wallander.
Wallander assomiglia a Beck per le precarie condizioni familiari - anche lui presto divorziato, alle prese con una figlia indipendente ma anche con un padre eccentrico, burbero e sostanzialmente contrario alla scelta del figlio di fare il poliziotto – e le sue inchieste ricalcano quelle di Beck per il tentativo di leggere attraverso i fatti che avvengono e le persone coinvolte, compresi gli assassini o le assassine a cui da la caccia, la condizione sociale della Svezia in pieno mutamento negli anni 80-90.

E’ una Svezia rurale quella raccontata da Wallander e non metropolitana come quella di Beck ma le problematiche sono simili; in più c’è l’impatto sulla società svedese del fenomeno migratorio e della fine del blocco sovietico, con l’arrivo delle nuove mafie dell’est europa, con il dilagare delle droghe, della prostituzione e del commercio dei corpi. E ci sono i virus xenofobi e razzisti che si insinuano viralmente nella società contro i quali spesso impatta Wallander come nello splendido primo libro della serie “Assassino senza volto” o nel penultimo “Prima del gelo”, indagine che svolge fianco a fianco con la figlia nel mondo della prostituzione dei corpi.
Mankell aggiunge nei suoi libri una attenzione alle problematiche internazionali che allarga l’orizzonte oltre le vicende che si svolgono a Ystad come nel pregevole “La leonessa bianca”. In questo ultimo anno, per scelta dell’autore, con “L’uomo inquieto” la saga di Wallander sembra sia giunta al termine con una scelta in linea con lo sviluppo della storia sino dal suo primo libro.

A dare inizio alla valanga è stato il fenomeno letterario Stieg Larsson con la trilogia Millennium - “Uomini che odiano le donne”,“La ragazza che giocava con il fuoco” e “La regina dei castelli di carta” – a cui hanno fatto seguito dalla penisola scandinava, appunto, decine di autori ed autrici di genere giallistico, al punto che oggi è difficile orientarsi su ciò che vale la pena leggere o meno, su quali storie hanno qualcosa di originale o meno.
Il rischio è l’assuefazione per trame spesso simili ma anche per causa delle scelte pubblicitarie editoriali che assegnano ad ogni autore il titolo di nuovo Stieg Larsson o del migliore in assoluto scrittore di storie giallistiche svedesi, piuttosto che danesi o norvegesi. In mezzo a questa orgia di titoli bisogna saper sceglie per non rimanere delusi. Per favorire la navigazione in questo “altromondo” del nostro continente segnalo alcuni autori.

1. Si chiama Asa Larsson ed è un’avvocato fiscalista di Uppsala in Svezia. Di questa autrice sono stati pubblicati sinora cinque libri che vanno letti rigorosamente in sequenza. Larsson ha una scrittura poetica che ti prende sino dalle prime pagine del suo “Tempesta solare” dove si fa la conoscenza con Rebecka Martinsson, giovane avvocatessa che suo malgrado viene coinvolta in una storia complessa che ruota attorno all’omicidio di un prete a Kirune nel profondo nord della Svezia.
Rebecka entra subito nel cuore dei lettori ed è questo uno degli elementi di forza dell’autrice che presenta una splendida figura femminile piena di fragilità che nascono un nucleo duro e granitico nel profondo del suo carattere che le consente di superare prove terribili. Attorno a Rebecka ruotano personaggi interessanti come Anna-Maria Mella, una sorta di Marge Gunderson del film culto dei fratelli Coen “Fargo”, ispettore della polizia della piccola città di Kirune e il suo collega, Sven-Erik Stalnacke, apparente burbero uomo del nord che ama i gatti ed è facile ad innamorarsi. Ci sono poi gli abitanti di questi lontani luoghi freddi e innevati con le loro debolezze, i segreti nascosti, le violenze domestiche.
La potenza delle forze della natura che si percepisce nei libri di AsaLarsson fanno da cornice a storie che, pur raccontando di delitti e della loro soluzione in un continuo crescendo di suspence, indagano gli animi delle persone e lo fanno andando nel profondo delle psicologie umane, delle relazioni, delle credenze e dei tabu religiosi. Proprio la religiosità, quella antica, legata ad un rapporto con gli eventi naturali che nelle città è andato perduto, se non quando veniamo travolti da innondazioni o terremoti, viene spesso scandagliata dall’autrice e messa a confronto/scontro con la razionalità dei suoi personaggi principali.
Nei romanzi della Larsson, mentre li leggi, senti come un rumore di fondo, una sorta di ringhio che parte piano in sottofondo per esplodere progressivamente in un crescendo che ti fa correre lungo le pagine per arrivare alla fine. La consiglio caldamente.

2. Il secondo autore che segnalo è Gunnar Staalesen, norvegese di Bergen, considerato il padre del giallo norvegese. In realtà i suoi romanzi non sono proprio dei gialli come siamo soliti immaginarli quando sentiamo questa definizione un po’ troppo generica. Staalesen scrive noir solidi, così come lo sono quelli di Jim Thompson per stare ad un paragone di spessore.
Le sue storie sono incentrate sulle vicende di Varg Veum ex assistente sociale ora investigatore privato, forte bevitore e uomo devastato da conflitti interiori dai quali non sono affatto esenti le esperienze fatte come dipendente statale nei servizi sociali, a contatto con i guasti della tossicodipendenza, dell’alcolismo, della violenza domestica e, soprattutto, dei sopprusi, abbandoni e affidi problematici dei minori. Gunnar Staalesen è una scoperta editoriale Iperborea, raffinata casa editrice che ha avuto il merito di farci conoscere il meglio della letteratura nordica (ora anche mediorientale), ma una sua piccola apparizione, come fu per Sjowall e Wahloo, la fece nei Gialli Mondadori nel 1998 con “Cristalli di ghiaccio”, ora riproposto da Iperborea con il titolo “La donna nel frigo”, storia di una ricerca in una piccola città di pescatori, Stavanger, trasformata e devastata completamente dalla scoperta del petrolio al largo delle sue coste. E proprio petrolio, soldi, malaffare e stravolgimento dei rapporti sociali nella comunità locale fanno da sfondo alla ricerca di Veum in questo noir.
Satelliti di morte” è, invece, il primo titolo proposto da Iperborea in cui facciamo la conoscenza con un Varg Veum in un continuo andare nel tempo, tra l’esperienza passata come assistente sociale e quella presente di investigatore che si trova di fronte i fantasmi di un caso difficile di allontanamento dalla madre di un ragazzo e di affido ad una nuova famiglia.
La fredda burocrazia dello Stato nel trattare questi casi complessi ti colpisce in pieno in questo libro mentre, dall’altro, vieni coinvolto nella vicenda che rimanda al passato per capire cosa sia diventato il bambino di un tempo.
Con Staalesen conosciamo la ricca Norvegia, con un reddito procapite fra i più ricchi del mondo, ma con tutti i guasti sociali che la società opulenta non ha affatto risolto, anzi in molti casi li ha aggravati. Differenze sociali cristallizzate, solitudine, alcolismo e tossicodipendenza, devianza minorile sono tutti aspetti che Vaum osserva nel suo infilarsi in storie sordide e disperate. Il noir più vero, insomma e una scrittura di grande pregio. L’unico rammarico è che l’editore ci ha proposto per prima la quinta storia di Vaum per poi pubblicarne altre due antecedenti.

3. Il terzo autore che segnalo è Jo Nesbo, forse il più conosciuto dei tre, visto che su di lui sono state costruite campagne pubblicitarie per reclamizzarne i romanzi sia da Piemme, il suo primo editore italiano, sia da Einaudi, l’attuale editore dei suoi ultimi due libri. Nesbo non è stato tutto tradotto in Italia; per quel vizio strano della nostra editoria a cui accennavo prima mancano all’appello i suoi primi due romanzi ed è un vero peccato perché le sue storie vanne lette, come si dice, di seguito.
Jo Nesbo, norvegese di Oslo, è il più “americano” dei “giallisti/noir” scandinavi, quello che anche nella scrittura ricorda i migliori autori americani contemporanei di questo genere - da James Crumley a James Lee Burke; da Lawrence Block a James Sallis - con sequenze secche alternate a pause di riflessione profonda sulla condizione umana, subito abbandonate per una azione incalzante.

Harry Hole, il suo personaggio, poliziotto di Oslo, alcolista “militante”, grande fumatore, solitario e scorbutico, è anch’egli più vicino ai personaggi conosciuti nella letteratura americana di tutti quelli che fanno da protagonisti in autori e autrici scandinavi. Ma Harry Hole è anche unico, originale come personaggio e questo è un merito di Nesbo che, dal primo libro pubblicato in Italia “Il pettirosso” all’ultimo, il recentissimo “Lo spettro”, migliora ogni volta di più nella scrittura e nella storia, appassionandoti alla sua lettura. Un pregio che non troppo spesso troviamo in altri autori - a mia memoria solo James Crumley e James Lee Burke colpiscono in questo modo.

La Norvegia di Nesbo è violenta, una realtà dura che il benessere non attenua: Hole si inoltra nel mondo della corruzione politica che alberga anche nelle forze di polizia, specie tra i suoi dirigenti in carriera. L’ansia da prestazione e la ricerca di un avanzamento sociale in una parte della società norvegese, nel racconto di Nesbo, è uno dei cancri che corrodono l’apparenza del benessere, dei servizi garantiti, del welfare per tutti.
Poi ci sono, nel profondo della società norvegese, i razzisti e la xenofobia contro gli stranieri contro i quali Hole impatta in molti suoi libri; le mafie dell’est europa, la tratta dei corpi come in Mankell ma con un impatto più ruvido e diretto nel racconto di Nesbo. Leggere Nesbo è un piacere che lascia sempre alla fine del libro una sorta di ansia per l’attesa della pubblicazione della prossima puntata.

Autori e libri citati:

Maj Sowall e Per Wahloo

Tutti editi da Sellerio (prima edizione Garzanti) e proposti in ordine di lettura:
Roseanna
L’uomo che andò in fumo
L’uomo al balcone
Il poliziotto che ride
L’autopompa fantasma
Omicidio al Savoy
L’uomo sul tetto
La camera chiusa
“Un assassino di troppo
Terroristi

Henning Mankell

Tutti editi da Marsilio. “Piramide” è una raccolta di racconti che si colloca prima di “Assassinio senza volto”, cioè nei primi anni di attività di Kurt Wallander
Assassinio senza volto
I cani di Riga
La leonessa bianca
L’uomo che sorrideva
La falsa pista
La quinta donna
Delitto di mezza estate
Muro di fuoco
Piramide
Prima del gelo
L’uomo inquieto

Asa Larsson

Tutti editi da Marsilio.
“Tempesta solare”
“Il sangue versato”
“Sentiero nero”
Finchè sarà passata la tua ira”
“Sacrificio a Moloch”

Gunnar Staalesen

Tutti editi da Iperborea
“Satelliti di morte”
“Tu fino alla morte”
“La donna nel frigo”

Jo Nesbo

Editi i primi cinque da Piemme e gli ultimi due da Einaudi
“Il pettirosso”
“Nemesi”
“La stella del diavolo”
“La ragazza senza volto”
“L’uomo di neve”
“Il leopardo”
“Lo spettro”

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