<![CDATA[ztl-wake-up | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it/tags/979/ztl-wake-up/articles/1 <![CDATA[Italians di Giancarlo Rado]]>

ZTL Wake Up, ha sollevato il problema degli spazi abbandonati di Treviso, l'ha fatto di suo, in modo pacifico, creativo, partecipato, risvegliando l'attenzione e stanando il conformismo della nostra città, che necessita di ritrovarsi intorno a valori forti, semplici e condivisi.

I concerti, le mostre, i dibattiti tenuti in questi "non luoghi", hanno favorito una nuova aggregazione tra le persone: un segnale che Treviso aspettava da tempo.
L'attuale occupazione dell'ex caserma Piave è un'occasione per poter dialogare e progettare un futuro tutto da scrivere; spero che tutto ciò non si concluda con un atto di forza, ma che continui questa primavera di idee lungamente attesa.

Giancarlo Rado

Links utili:
Giancarlo Rado su Flickr
Giancarlo Rado su FB

 

Viaggi, persone, esperienze che mi hanno riportato qui.

Giorgia Schiavon, ex caserma Piave, Treviso


Ciclofficina, lezione di vita. Troveremo salite impegnative, a volte impossibili. Ci saranno poi discese, meritate discese. Dobbiamo seguire un percorso, un tracciato imprevedibile, un sentiero impervio e come nella bicicletta la nostra forza sarà data dalla nostra volontà di raggiungere il traguardo. Assieme arriveremo lontano, lì dove in solitaria non potremmo mai arrivare.

Giovanni Teano, ex caserma Piave, Treviso

"La Righetto fomenta l'odio, appoggiando a chiare lettere l'aggressione al nostro segretario", dice il leghista Mario Conte, "ha usato parole di inaudita gravità: mi chiedo cosa diventerà la Piave se quei ragazzi resteranno lì" La Tribuna di Treviso, 9/11/2014

Gaia Righetto, collettivo ZTL, ex caserma Piave, Treviso


Marta Carraro, ex caserma Piave, Treviso 


Erika Marchi, Tina Fasan, Gaia Righetto, ex caserma Piave, Treviso

Molti amici e conoscenti continuano a dirmi: "ma perché perdi tempo con ZTL, hai 40 anni e adesso poi che sei diventato papà, la città è piccola, devi pensare al tuo lavoro", io davvero non capisco perché è proprio perché ho un bambino che mi dedico al movimento, mi piacerebbe lasciargli una città migliore di quella che ho trovato io.

Fabrizio Urettini, ex caserma Piave Treviso

Dodici volte.
Qui ed ora.
Guardare ed ascoltare.
Qui ed ora.
Ho deciso di restare
Vale solo il qui ed ora
Non è il tempo delle mie parole (Gaia Righetto)

Luca Orazio, Nicola Vendraminetto, Gaia Righetto, ex Caserma Piave, Treviso

Non sono speciale, vorrei esserlo, ma non lo sono. Vedo continuamente i miei sogni realizzarsi nella vita degli altri. Sono sola, non vedo mio padre da mesi perché si sta facendo un'altra famiglia da un'altra parte lontano da me. Mia madre torna la sera tardi, mi dispiace, non riesco a parlare. Mio fratello è sempre via. Non parliamo d'amore. (...)

Anna Brussi, ex caserma Piave, Treviso

Quando è arrivata Amalia ho scoperto che del resto del mondo potevo anche infischiarmene. Oggi io mi sento completa e utile solo se sono con lei, ancora meglio se c'è anche il suo papà.

Il mio piccolo mondo composto di tre persone, ora è tutto rosa.

Marilena Ferrara e la figlia Amalia, ex caserma Piave, Treviso

Un giorno ... anzi una notte girava una notizia... di una stella caduta... e in molti ci siamo... WAKE UP, perché se ridi, per favore, fallo per davvero ... dentro la vita.... questa

Enzo Lattanzio, educatore, ex caserma Piave, Treviso

Consapevoli del contesto, un posto così potrebbe essere in ogni parte del mondo, e noi anche. (...)

Michele Carraro, ex caserma Piave, Treviso

Con le nostre vite non si gioca.

Mattia Barbirato, ex caserma Piave, Treviso

disperata mente

Tina Fasan, ex Caserma Piave, Treviso


Marco Zilio, ex caserma Piave, Treviso

Sto lavorando per ZTL.

Ranieri Cunial, ex caserma Piave, Treviso

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<![CDATA[Occupiamoci di Treviso: una giornata di lavori all'ex Caserma Piave ]]>

Sabato 1 novembre 2014

via Monterumici 11 - Treviso

Dalle ore 9.30

Occupiamoci di Treviso: lavori alla Caserma Piave

Dalle ore 22.00

Dancehall night con Coolplay & Bassigradassi

Vogliamo rendere la caserma Piave liberata un laboratorio politico e culturale costruito dal basso. Perchè ciò avvenga vogliamo coinvolgere tutti e tutte nella riqualificazione dello spazio. Per questo invitiamo a partecipare a questa grande giornata di lavori.

Gli ambiti di lavoro sono tanti, dalla decorazione delle strutture, alla sistemazione degli spazi aperti fino alla progettazione e costruzione di arredamenti.
Chiunque abbia voglia di dare un contributo è il benvenuto, che sia mettendo a disposizione strumenti di lavoro o manodopera - o entrambi!

Vi aspettiamo dalle ore 09.30 a oltranza

Chi rimarrà con noi fino a sera potrà condividere una cena popolare offerta dal collettivo ZTL Wake Up!

A seguire, dalle ore 22.00, serata DANCEHALL - perchè per combattere il freddo non c'è niente di meglio di muovere le natiche in levare!
Alla console si alterneranno:

Coolplay

Bassigradassi

Vi aspettiamo alla Caserma Piave Occupata a Treviso!

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<![CDATA[Treviso - Ztl Wake Up! presenta: Caserma Piave Liberata]]>

Pubblichiamo il comunicato del collettivo ZTL Wake Up di Treviso sulla nuova occupazione dell'ex Caserma Piave di Via Monterumici. Linkiamo a fondo pagina alcuni articoli tratti da GlobalProject.info che ci aiutano a ripercorrere gli ultimi due anni di questa storia fatta di 10 occupazioni, prima nell'era Gentilini e poi in quella in quella Manildo.


Siamo tornati e qui restiamo; a gennaio uscimmo dall’ex FILT perché dopo due anni di lotta si apriva una possibilità di risoluzione, perché grazie a dieci occupazioni, alle richieste universali che il collettivo in particolare portò sulla bocca di tutti si costituirono due bandi. Di fatto e questo è innegabile quei bandi uscirono perché vi fu una forte spinta dal basso, ma dopo pressioni, attese, promesse da parte dell’amministrazione ZTL si è ritrovata ancora fuori. E noi oggi qui restiamo. Chi sperava che la lotta di sgonfiasse si sbagliava di grosso, siamo tornati e non ce ne andiamo.

Per la dodicesima volta il collettivo apre le porte di un buco nero, per la dodicesima volta restituiamo un pezzo di città, rivendichiamo e pratichiamo il diritto ad essa perché da qui, dal nuovo spazio liberato vogliamo narrare e realizzare una realtà diversa. Rientriamo per la dodicesima volta perché siamo quelli che gli spazi di libertà li conquistano lottando, praticando sogni, sottraendo metri quadrati alla speculazione, alla cementificazione e alla rendita, al tossico che soffoca giovani, adulti, precari, migranti e per questo qui restiamo. Siamo quelli che 2 anni e mezzo fa, in mezzo al vuoto politico che c’era in città, hanno deciso di far suonare una sveglia, insieme a tanti e tante abbiamo dimostrato che un’alternativa esiste.

Un’alternativa che però oggi non può più essere proposta a spot e quindi noi qui restiamo. Un’alternativa, un cambiamento che ha bisogno di prospettiva per potersi concretizzare, per dare corpo ai progetti culturali, sociali, politici. Perché aula studio, palestra popolare, hacklab, corsi, incontri, dibattiti, lotte non possono essere se non hanno un luogo dove potersi dare. Siamo quelli che hanno deciso di tornare nella propria città nonostante il desiderio irrefrenabile di sfuggirne, quelli che vogliono costruire laboratori di reddito dal basso.

Per questo qui restiamo invece di accettare passivamente lo stato di precarietà a cui le istituzioni cercano ostinatamente di condannarci. Siamo quelli che si svegliano alle sei di mattina per difendere il diritto all’abitare, bloccando insieme gli sfratti di chi, perché ha perso il lavoro, non è più in grado di far fronte alle spese.

Siamo anche quelli che le case vuote, abbandonate le occuperanno perché quando l’istituzione non sa dare risposte è legittimo che dal basso si muovano le soluzioni.

Oggi entriamo, per restare. Siamo quelli che di notte attacchinavano i manifesti di “Gentilini basta” perché non accettiamo più il razzismo, l’esclusione come retorica dominante. Siamo quelli che per aver aperto, pulito, riqualificato, costruito nuovi spazi di socialità hanno ricevuto 9 fogli di via(di cui 5 attivi), richieste di sorveglianza speciale, decine di denunce, una repressione che non ha eguali in altri territori. Quelli schedati per aver difeso l’inviolabile diritto di scelta di ogni donna sul proprio corpo. Per questo qui restiamo. Siamo quelli che dalla storia hanno imparato che le cose si conquistano lottando e che ogni giorno tentano di praticarlo.
E oggi noi restiamo.

Non siamo quelli che sperano che i diritti cadano dall’alto, non siamo mai stati quelli che vedevano nel cambio di Giunta una rivoluzione. Non siamo quelli che utilizzano strumentalmente le lotte degli altri per poi disconoscerle appena il vento cambia. Non siamo quelli che utilizzano la retorica securitaria per nascondere problematiche sociali, perché privi della volontà di costruire percorsi differenti. Non siamo quelli che stanno a guardare a capo chino come il cemento, le speculazioni mordono e distruggono la nostra terra. Non siamo quelli incapaci di prendere posizione.

Siamo giovani, adulti, precari, studenti, migranti, sfrattati, artisti, lavoratori, militanti. Siamo coloro che lottano per realizzare un sogno, perché questa è l’unica maniera che conosciamo per vincere e per vivere. Per questo oggi noi restiamo.

ZTL Wake Up!

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<![CDATA[Segni di Libertà: in oltre 200 a Treviso per l'Atlante dei Centri Sociali]]>

Non c'è libertà individuale senza libertà collettiva ed è l'autogestione che permette di portare la democrazia formale al di fuori dei palazzi del potere, trasformandola in democrazia sostanziale attraverso la sua estensione agli ambiti della vita di tutti i giorni. L'“autogestionismo” affonda le proprie radici teoriche soprattutto nel marxismo libertario di Anton Pannekoek e poi di Cornelius Castoriadis, ma secondo Claudio Calia è oggi il vero unico comun denominatore delle pratiche quotidiane del variegato mondo dei centri sociali italiani. Il tema dell'autogestione è stato così il vero protagonista della giornata di ieri.

Oltre duecento persone hanno assistito alla diretta Sherwood della presentazione del libro a fumetti Piccolo atlante storico geografico dei centri sociali italiani di Claudio Calia (Becco Giallo Editore, 2014). L'incontro, organizzato assieme al Collettivo ZTL Wake Up, è stato presentato dal poeta Lello Voce e ha visto come relatori principali l'autore del libro e il mitico fumettista Zerocalcare. Hanno accompagnato il dibattito il live painting di Francesca Riz, Paolo Gallina e Lenni Lucchese e le esibizioni musicali di Roberto Durante e Marzio Tomada.

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Il tutto si è svolto nel contesto della suggestiva scenografia della Loggia dei Cavalieri, simbolo del potere politico: nel periodo del Libero Comune era il luogo designato al convegno, al gioco e al dialogo. Oggi è uno di quei manufatti architettonici che di fatto sono stati destituiti da quella che era la loro funzione originaria. Il Collettivo ZTL Wake Up!, attraverso un dispositivo che ha messo in relazione una serie di focolai di enunciazione, ha cercato di far rivivere questo spazio attraverso un progetto di allestimento che è riuscito a restituire alla città un vero luogo per la socialità e lo scambio di idee.
Si tratta di una pratica di sperimentazione linguistica e politica ampiamente utilizzata dal Collettivo e che di fatto definisce in più piani di comunicazione l’evento performativo. All’interno dello spazio erano presenti un book shop, una struttura centrale dove si svolgeva un live painting, un palco dove dei musicisti si esibivano, una cabina di regia, un punto di distribuzione di materiale informativo, un bar e un salotto interamente realizzato con dei materiali di recupero. Di fatto questi episodi entrano in relazione tra di loro, coesistono in modo transitorio senza essere ricomposti in un unico dispositivo disciplinato e ordinato.

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L'incontro è stato permeato dall'atmosfera simbolica di Treviso (città dove l'autore è cresciuto), che è diventata negli ultimi vent’anni uno dei capisaldi emblematici del potere leghista del Nord Italia. L’incontrastato dominio amministrativo unito a un diffuso benessere economico ha fatto sì che per due decenni Treviso si sia di fatto chiusa a ogni tentativo di rinnovamento culturale, arrivando ad accomodarsi su un presunto agio che si credeva inattaccabile.
Il fatto che anche nelle realtà più difficili sia esplosa una necessità di autonomia e cambiamento, esplicitatasi nelle dieci occupazioni del collettivo Ztl Wake Up, dimostra come queste nuove soggettività politiche che hanno premesse teoriche e pratiche assolutamente eterogenee siano in grado di fornire un’alternativa rispetto alla stagnazione contemporanea. In assenza di una propria rappresentazione definitiva, l’autogestione diventa il terreno dove mettere in atto una nuova dimensione della politica, plurale, trasversale, sperimentale.  
In questo processo, risulta fondamentale cercare un percorso di ricomposizione condiviso, di comunicare con chi sta al di fuori della “famiglia” degli spazi sociali, di uscire da quello che è stato definito “centro-socialismo” e in questo le produzioni come il fumetto di Claudio e il dispositivo costruito da Sherwood.it non possono che essere dei primi segnali che questo atlante è tutto in divenire.

Sherwood e Collettivo ZTL Wake Up!

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<![CDATA[Treviso: presidio davanti alla Prefettura contro lo sgombero di ZTL Wake Up]]>

Chi vuole mettere le mani su questo stabile?

Sgomberata all'alba con un ingente schieramento di poliziotti e carabinieri la Caserma Salsa.
L'ordine di sgombero è partito dal Prefetto che si è arrogato il diritto di inviare le forze dell'ordine per sgomberare lo spazio occupato 10 giorni fa.

La Caserma Salsa era stata occupata il 9 novembre per ridare vita ad uno spazio lasciato vuoto e per continuare a riaffermare il bisogno di spazi nella città.
Fin da subito l'occupazione è stata molto partecipata. In tanti hanno potuto varcare i cancelli dell’ex-sito militare di proprietà del Demanio per partecipare alle attività dell'occupazione che hanno reso evidente le enormi potenzialità che questa area offre: spazi verdi ed edifici di varie metrature il tutto inserito in un quartiere a due passi dalle mura cittadine.

Lo sgombero questa mattina con l'arrivo di agenti in tenuta antisommossa con caschi e scudi dimostra come la Prefettura e dunque il Governo intenda dare risposta a problemi di carattere sociale.

Gli attivisti che erano all'interno sono stati allontanati, ad alcuni è stato perfino impedito di fare foto di quanto avveniva.

Intanto all'esterno, sotto una forte pioggia, arrivavano altri attivisti e cittadini.

Il primo appuntamento che è stato lanciato da ZtlWakeUp è per oggi alle 13.00 davanti alla Prefettura contro l'arrogante decisione dello sgombero.

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<![CDATA[Sgomberato a Treviso ZTL Wake UP!]]>

Aggiornamento:

Lo sgombero non ferma ZTL Wake Up!

Sabato 2 febbraio 2013
MANIFESTAZIONE a Treviso
concentramento ore 15.00 Piazzale Stazione

Sono le 15 del pomeriggio di ieri (lunedì 28 Gennaio 2013) quando del tutto inaspettatamente inizia l'operazione di sgombero dello spazio occupato ZTL Wake Up! lo scorso dicembre in dell'ex Telecom di via Dandolo a Treviso.

Gia nei giorni scorsi si era saputo dell'imminente sgombero ed in una affollata assemblea si era deciso di resistere per riaffermare la volontà di mantenere aperta un'esperienza cresciuta con la partecipazione di molti in queste ultime settimane.

L'assemblea ha anche convocato una manifestazione cittadina per sabato 2 febbraio.

Questa mattina inoltre una delegazione del Comitato Garanti nato attorno all'occupazione si era incontrata con il Prefetto per far presente che lo sgombero non poteva essere la risposta ad un esperienza ricca di partecipazione dell'intera città. Nel pomeriggio era atteso un ulteriore contatto tra l'avvocato Tocchetto e la proprietà.

Al momento dell'arrivo nello spazio c'erano solo pochi attivisti che hanno immediatamente avvisato tutti su quanto stava avvenendo. In poco tempo davanti allo stabile sono arrivate decine di persone per denunciare che ai problemi sociali non si può dare una risposta di ordine pubblico come vuole l'amministrazione cittadina.

In serata si è creato un corteo spontaneo e molto combattivo che ha attraversato il centro città fino ad avvicinarsi al comune, protetto dalle forze dell'ordine. Il corteo si è concluso con un'assemblea in Piazza Indipendenza e per le 21.00 è stata convocato un incontro aperto alla Casa dei Beni Comuni per decidere le prossime mobilitazioni e preparare in maniera ampia la manifestazione di sabato 2 febbraio alle ore 15.00.

ZTL WAKE UP ... la storia continua!






Anche la redazione di Sherwood si è catapultata ieri al presidio mentre era in atto lo sgombero di ZTL Wake Up!
Queste sono alcune delle interviste che abbiamo realizzato ed alcune foto che abbiamo scattato.

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<![CDATA[ZTL Wake Up: chi ci ha denunciato?]]>

Il 27 dicembre 2012, noi del collettivo ZTL Wake UP! abbiamo occupato a fini sociali e iniziato i lavori di restauro dell'ex sede della Telecom dietro la stazione di Treviso, abbandonata dagli anni '90.

Il 7 gennaio 2013 abbiamo appreso dai giornali locali di essere stati denunciati, pare con richiesta di sgombero, dalla società immobiliare Tecla di Milano, proprietaria dell'immobile occupato. Contro di noi si sono levate alcune voci, il noto vice-sindaco Giancarlo Gentilini e i neo-fascisti della lista Rinascita (legata al partito Forza Nuova), ed è comparsa una scritta murale firmata con una svastica. Molti sono invece quelli che ci hanno dato la loro solidarietà, riconoscendo la legittimità della nostra richiesta di un uso più socialmente efficace degli spazi abbandonati. Ma anche tra chi simpatizza per noi, c'è chi esprime delle riserve incentrate sulla legalità e sulla sacralità della proprietà privata.

Ma quali sono le leggi che abbiamo infranto e chi sono questi sacri proprietari?

È forse necessaria una premessa. Il principio che la legge vada rispettata senza se e senza ma è di per sé immorale, anche in democrazia. Se la storia non avesse disatteso questo principio, per esempio, vigerebbe ancora la segregazione razziale negli Stati Uniti. A proposito di leggi, nella Costituzione italiana non c'è scritto da nessuna parte che la proprietà privata è sacra, bensì che deve esserne assicurata la funzione sociale e che può essere espropriata per motivi di interesse generale (Articolo 42). Nell'Italia del secondo dopoguerra, il piano Fanfani per le case popolari e la riforma agraria, oggi normalmente considerati come un importante progresso per il paese, sono nati dal riconoscimento di occupazioni illegali che violavano la proprietà privata.

Tecla è un fondo comune di investimento immobiliare.
I fondi comuni di investimento raccolgono il denaro dei risparmiatori (o, nel nostro caso, dei grandi speculatori) e lo affidano a società di gestione del risparmio (SGR), di modo che il denaro investito lieviti nel tempo e ritorni ai detentori delle quote del fondo. Tecla inoltre è un fondo “chiuso”, vale a dire che il fondo deve per legge vendere tutte le proprietà ed essere liquidato entro una determinata scadenza, nel nostro caso il 31 dicembre 2014 (grazie una proroga, il cosiddetto “periodo di grazia”, concessa dalla Banca d'Italia viste le difficoltà del fondo stesso esaminate qui di seguito).

La parola “risparmiatori”, di cui spesso si abusa nei media, tende a far pensare a pensionati a basso reddito che hanno investito i risparmi di una vita nei mercati finanziari. Sono dunque loro le vittime dell'occupazione dell'ex Telecom da parte del collettivo ZTL?
La risposta è in massima parte negativa, ma per individuare la nostra vera controparte è necessario scomporre quella matrioska finanziaria il cui primo strato è il misterioso e apparentemente insignificante Fondo Tecla.

Innanzitutto la SGR che gestisce Tecla è la Prelios, semplicemente la Pirelli Real Estate sotto nuovo nome, il cui presidente è niente meno che Marco Tronchetti Provera (ci si conceda di far notare che il nostro era, almeno fino al 2011, il terzo manager più pagato d'Italia, con 5,970 milioni di euro l'anno).

Secondo dati del 2011 (i più recenti disponibili), le quote di Tecla sono di proprietà della stessa Pirelli Real Estate per il 2%, ma la stragrande maggioranza delle azioni, l'87%, è detenuta dalla società immobiliare olandese Gamma Real Estate, fondata il 9 maggio 2007 da... Pirelli Real Estate Netherlands! L'Olanda è uno dei paesi europei dove le normative fiscali sulla finanza sono più permissive, e questa sembra essere l'unica spiegazione per l'esistenza di Gamma Real Estate. Nove giorni dopo, Pirelli Real Estate Netherlands, che deteneva il 100% delle azioni della Gamma Real Estate, ne ha venduto il 51% a MSRESS III. MSRESS III è una società di diritto olandese di cui tutte le quote di partecipazione sono detenute dal Morgan Stanley Real Estate Special Situations Fund III, una limited partenership con sede in Delaware (USA) che appartiene al gruppo Morgan Stanley, la più grande banca d'affari americana rimasta assieme a Goldman Sachs. È una delle istituzioni finanziarie che hanno dato origine alla crisi dei mutui subprime e di conseguenza alla crisi economica globale, per poi essere salvate con i soldi dei cittadini. Ecco dunque svelato l'arcano. Per riassumere, la nostra controparte è costituita dalla branca speculativa della Pirelli gestita da Tronchetti Provera e dalla banca d'affari americana Morgan Stanley.

L'operazione Pirelli Real Estate potrebbe essere un perfetto caso da manuale per l'operaismo italiano (se tali manuali esistessero). Fa parte di un processo molto più ampio, originatosi negli anni '70, di spostamento di capitali dalla produzione alla speculazione (edilizia e finanziaria) come risposta all'erosione dei profitti dovuta alla forza delle organizzazioni dei lavoratori. Chi visitasse oggi i quartieri Greco-Pirelli e Bicocca di Milano ricaverebbe un lampante quadro urbano di questo percorso storico. Dove c'erano fabbriche in cui lavoravano decine di migliaia di operai ora c'è un'enorme collina, l'erba cresce sulle rovine accatastate della fabbrica demolita. La sommità della collina era, almeno fino a poco tempo fa, il punto di ritrovo della gang sud americana Latin Kings. Gli stabili circostanti sono uffici di multinazionali e la nuova università Milano Bicocca, prime conquiste delle operazioni immobiliari della Pirelli Real Estate. Il vecchio circolo ricreativo operaio è oggi un centro sociale occupato.

Nel 2001 Tronchetti Provera ha fatto sì che la Pirelli divenisse azionista di riferimento dell'appena privatizzata Telecom, assumendo la presidenza della società. Con la motivazione di un risanamento del bilancio dell'azienda, il nostro ha venduto gli stabili di proprietà della Telecom alla Pirelli Real Estate, ovvero a se stesso. Nonostante un giro di denaro un po' intricato, questo è stato anche il destino dell'ex Telecom di Treviso, venduta nel 2004 alla Tecla, di cui come abbiamo visto Pirelli Real Estate è uno dei due maggiori azionisti nonché il gestore. Nel 2007 Tronchetti Provera ha venduto le sue quote di partecipazione in Telecom, ma Telecom continua a pagargli gli affitti degli immobili che ha venduto a se stesso.

Tronchetti Provera è un esempio locale di parziale disinvestimento dalla produzione (quella rimasta è stata delocalizzata) allo scopo di impiegare i capitali in manovre poco ortodosse di speculazione edilizia e finanziaria non immuni da conflitti d'interessi. Fenomeno di certo non irrelato alla tanto deprecata “crescita zero” dell'Italia nell'ultimo ventennio. Il tutto condito dagli scandali sulle intercettazioni illegali in collusione con i servizi segreti. Ma, come si diceva sopra, Morgan Stanley non è di certo da meno. Anzi, le responsabilità di questa multinazionale finanziaria per le dure condizioni in cui si trovano giovani e meno giovani è assai più grande di quella degli speculatori nostrani. Come se non bastasse, per ragioni a noi oscure, i fondi speculativi non sono tenuti a versare l'imposta statale sui redditi e l'imposta regionale sulle attività produttive come tutte le altre società.

Eppure, il gioco della speculazione non può funzionare che a breve termine. Ora che la bolla immobiliare è scoppiata, con relativo crollo dei prezzi, la vendita di stabili abbandonati da decenni al degrado è cosa quanto mai ardua. Dallo scoppio della crisi, l'andamento dei titoli Tecla in borsa ha visto una vertiginosa flessione del 75% circa, giustificabile solo in parte dalla vendita di alcuni suoi immobili. Solo nel primo semestre del 2012, Tecla ha avuto la bellezza di 20 milioni di euro di perdite. Non solo speculatori quindi, ma speculatori falliti, che, come nel caso del salvataggio delle banche, vorrebbero che i comuni cittadini paghino i costi della bancarotta. Ed è solo in questo che finora il loro successo è stato pressoché totale.

Per quel che riguarda il destino dell'ex Telecom di Treviso, è implausibile, dato lo sgonfiamento dei prezzi degli immobili e la stasi dell'edilizia, che un acquirente venga trovato entro la fine del 2014. L'ipotesi più realistica è che i proprietari attuali ricomprino lo stabile tramite un altro fondo fantoccio, nell'attesa di una nuova inflazione dei prezzi degli immobili. Dato che tale inflazione non è certo in vista per i prossimi anni, è certo che in caso di sgombero lo stabile rimarrà abbandonato a tempo indeterminato.

Chi ci ha denunciato è dunque una piccola emanazione dell'1% globale, come diceva l'appena passato movimento Occupy. Dei rappresentanti di quel blocco di grandi società finanziarie e immobiliari che hanno gonfiato la bolla dei mutui, per scappare con i soldi dopo aver precipitato l'economia nella più profonda crisi dopo il crollo del 1929. Costoro, non solo impuniti, avrebbero anche la pretesa di criminalizzare dei membri della generazione più colpita dalla recessione attuale. Colpita in termini di disoccupazione, stage non pagati, lavoro precario, pensioni sempre più lontane, salari reali più bassi e spesso anche derisione e repressione. Dei giovani che hanno deciso di non restare in silenzio e prendere nelle loro mani la riqualificazione di uno spazio lasciato da anni in stato d'abbandono dai suddetti speculatori falliti. Non si faticherà quindi a comprendere perché riteniamo che tali denunce, con la repressione che domandano, siano un atto di criminalizzazione inaccettabile a cui non intendiamo cedere. Se, alla luce di questi fatti e delle lezioni del passato, si pensa ancora che sia opportuno fermarsi di fronte a formalità legaliste e alla santificazione incondizionata della proprietà privata, allora forse si sta perdendo il senso di cosa è giusto e cosa non lo è.

ZTL Wake UP! resta

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<![CDATA[Occupata a Treviso l'ex Telecom: ZTL Wake Up! ]]>

Il collettivo ZTL Wake Up, il 27 dicembre 2012, ha occupato l'edificio dell'ex Telecom in via Dandolo a Treviso.

Questo il testo del comunicato stampa diramato dal collettivo:

Oggi, 27 Dicembre 2012, il collettivo ZTL Wake Up! (pagina Facebook) ha occupato lo stabile abbandonato Ex Telecom in via Dandolo 12 a Treviso.

Sull’onda delle occupazioni precedenti, anche questa volta abbiamo deciso di scegliere la pratica della riappropriazione in un contesto nel quale, sullo sfondo di più di una ottantina di spazi abbandonati, le istituzioni comunali continuano a restare sorde alle richieste di quelle collettività che rivendicano spazi di espressione e di socialità.

Oggi con questa occupazione vogliamo ribadire l’importanza fondamentale di tali esigenze perché crediamo che la socialità dal basso e la libera espressione siano valori fondanti di una comunità veramente solidale. Si vuole presentare un esperimento importante in questo spazio: davanti alla miseria di un esistente che ci soffoca e che vuole ridurre la vita stessa a un mero esercizio di produzione, dove il “produci, consuma, crepa” diventa l’unica prospettiva esistenziale, noi vogliamo costruire all’interno di questo luogo esperienze nuove che traggono dal rifiuto di quella logica, che ovunque sostanzialmente ci vuole isolati gli uni dagli altri, la loro forza liberatrice.
Verranno organizzati workshop, concerti, assemblee pubbliche, approfondimenti su tematiche di interesse comune nell’ottica di quella condivisione di saperi irrinunciabile nella prospettiva di crescita collettiva che ci poniamo come obiettivo di questa occupazione.

Invitiamo quindi la cittadinanza a portare il suo contributo o anche semplicemente a venire e attraversare il posto.

Treviso, Collettivo ZTL Wake Up

Programma delle prossime giornate

Sabato 29 Dicembre

11.00 - Guerrilla Gardening
15.00 - Workshop di scrittura
19.30 - Aperitivo con Buffet
21.00 - Concerto: Neblina (grunge) e Cagnara (punk)
a seguire Dj Set

Domenica 30 Dicembre

11.00 - Guerrilla Gardening
16.00 - Gruppo donne
21.00 - Cineforum

Lunedì 31 Dicembre

dalle 21.00 Festa di Capodanno

tutto ad 1€

con Aftershave, Ondanera, The robbers
dj set: Barbi Trash, DEstonoize e Sospè

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