<![CDATA[ festival2017 | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it <![CDATA[Dubioza Kolektiv allo Sherwood 2017]]>


Sabato 15 Luglio 2017

Dubioza Kolektiv

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Opening act: 

Psycodrummers

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Dj-Set: 

Bim Bum Balaton

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Al Tajara Collective

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00


1 € può bastare

Considerato uno dei gruppi leader del panorama musicale dell'est Europa, in grado di registrare tutti esauriti da oltre 20mila spettatori nelle arene di Belgrado, Zagabria e Lubiana, i bosniaci Dubioza Kolektiv, già definiti come i nuovi Gogol Bordello, sono il fenomeno musicale balcanico che negli ultimi anni si è imposto maggiormente sui palchi dei più importanti festival europei e vanta milioni di contatti anche in rete. Sziget, Exit, Eurosonic, INmusic, Rototom sono soltanto alcuni dei grandi festival ai quali i Dubioza Kolektiv hanno fatto conoscere il proprio mix energetico di ska, hip-hop,reggae, dub, rock e folk, con il quale portano messaggi di pace e di attivo impegno per il diritto a una vita migliore. La situazione della Bosnia è ritornata alla ribalta nell’anniversario della prima guerra mondiale che ha riportato alla luce le tensioni politiche e sociali e le spaccature interne in un paese che vive una crisi tale da non poter offrire alle giovani generazioni una valida opportunità di emancipazione. I Dubioza Kolektiv sono diventati gli ambasciatori dell’impegno dei giovani bosniaci che si oppongono a questo stato di cose. Il loro primo album “Dubioza Kolektive” porta la data 2004, subito accolto con un entusiasmo che in quelle zone non si vedeva da prima della gurerra. Segue l’EP “Open Wide”, prodotto con la collaborazione del poeta del dub Benjamin Zephaniah e di Mush Khan dei Fun-Da-Mental. Con il loro secondo album, "Dubnamite" la loro popolarità inizia a diffondersi oltre confine. Nel 2008, l’album “Firma Illegal” segna una netta presa di posizione contro le tendenze nazionaliste predominanti nella regione mentrel’album successivo, "5 DO12", sancisce l’approdo dei Dubioza alla cultura del file sharing: disponibile in free download dal loro sito, l’album sferza un attacco alle pratiche ultra capitalistiche delle etichette musicali e allo stesso tempo rappresenta un atto d’amore verso i propri fan. Questa pratica suscita l’interesse di Bill Gould dei Faith No More che decide di pubblicare "Wild, Wild East”, il loro quinto album, con la sua etichetta Koolarrow Records, introducendo così i Dubioza alla ribalta internazionale dei palcoscenici di tutto il mondo. L’album successivo, “Apsurdistan”, pubblicato nel 2013, raggiunge uno straordinario successo con 300.000 download. Il video del singolo, “Kazu”, raggiunge 12 milioni di visualizzazioni su You Tube e il loro tour nei Balcan occidentali registra il tutto esaurito a ogni data. La musica dei Dubioza ormai raggiunge ogni angolo d’Europa e la radicata convinzione della libera condivisione dell’espressione artistica prosegue fino a oggi con il primo singolo dell’ultimo album “Happy Machine” (2016) dal titolo “Free mp3 (The Pirate Bay Song)”, omaggio a Edward Snowden di WikiLeaks e inno contro il copyright, on line dal 6 novembre su youtube con quasi 3,5 milioni di visualizzazioni. 

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<![CDATA[Drum And Bass Chiama Italia allo Sherwood 2017]]>

Venerdi 14 Luglio 2017

Drum And Bass Chiama Italia

Dj Ferro & MC Def feat. Sismino

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Alex:Igno

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No One Knows

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Sub Concept

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Fractale

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Killercell

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Control Music

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00


1 € può bastare

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<![CDATA[Settantasette]]>


Giovedi 13 Luglio 2017

Presso il Second Stage:

Settantasette

Quarant'anni fa, la rivoluzione "qui ed ora".

a cura di Globalproject.info


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 20.30


1 € può bastare

40 anni fa, in Italia, era il 1977.
Per la prima volta, l'inedita potenza di un nuovo soggetto sociale, il giovane precariato metropolitano, faceva irruzione nella società.
Il '77 ha scompaginato le carte, la forte istanza antifascista ed egualitaria si è accompagnata alla critica radicale dei partiti e dei sindacati della sinistra istituzionale.
È stato l'anno dei grandi cortei di Roma, Milano e Bologna, degli "strani studenti", delle femministe, dell'autonomia operaia (tra le poche organizzazioni ad aver compreso e fatto parte del Movimento 77), di Radio Alice, Radio Onda Rossa e di Radio Sherwood.
È stato l'anno delle innovazioni linguistiche, della rivoluzione politica delle forme della comunicazione, della riappropriazione, delle barricate innaffiate di champagne, degli Indiani Metropolitani, delle P 38, dei poliziotti camuffati.
Poi, su quella generazione di ribelli si sono abbattute la repressione, l'esaltazione armatista e l'eroina. Operazioni giudiziarie e narrazioni ufficiali hanno lavorato di concerto per associare alla memoria di quegli eventi una condanna e un travisamento costane.
Ma non è questa la memoria che vogliamo condividere.

Ne discutiamo con:

Toni Negri, Oreste Scalzone, Cristina Morini,

Franco PipernoVincenzo Miliucci e Franco Berardi "Bifo"

Introduce e modera:

Marco Baravalle (Sale Docks - Venezia)

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<![CDATA[Ghali live @Sherwood Festival 2017]]>

Ad attendere Ghali la sera dell’11 luglio c’è una flotta di giovanissimi “presi bene” che mi ricorda tantissimo chi, adolescente nella metà della prima decade 2000, faceva lo stesso con l’italo dance di Prezioso e Molella, Molinaro e Provenzano. Nel pre-show il dj set sgancia pezzi trap su cui il pubblico si muove. La prima forte impressione è che, lasciando da parte giudizi da attempati ascoltatori, i ragazz* siano felici e spensierati.

Ora, affrontiamo subito la questione: “pubblico estremamente giovane=pubblico scadente”, che di per sé è una grandissima scemenza. Quando mai si ha cosi tanto tempo da dedicare alla musica come nell’adolescenza? L’età è soggetta alle mode, vero, ma è anche quella dove, prima di tutto, si spazia fra tantissimi sound differenti per il puro piacere di farlo. Dunque questo tipo di pubblico è il termometro di quanto di più fresco e potente vi sia in giro. È qualità a suo modo e Ghali sta sopra a molti non solo sul palco.

Se poi mettiamo che i brani e i presenti sono un crocevia di etnie diverse, radunate sono la stessa passione e lo stesso suono, dentro un senso di comunità e aggregazione che di rado si vede in questi tempi di violenza verbale inerente l’integrazione, non si può non essere felici che la musica stia svolgendo una delle sue funzioni basilari: annullare false differenze, fare sentire a casa, dare calore, fiducia ed entusiasmo. Unire nelle mille sfumature che la parola può contenere. Poco dopo l’inizio del live una bandiera della Tunisia svetta sulla folla, a ribadire il concetto (Ghali ha origini tunisine).

L’artista milanese parte performando Ricchi Dentro, traccia simbolo del primo disco uscito recentemente, dal titolo Album, per nulla scontato visto il successo arrivato dopo una gavetta di anni a suon di singoli-video pubblicati su YouTube, prodotti da Charlie Charles. La nuova Milano avanza. Molti, dopo i numeri di Ninna Nanna, pezzo che ha sbancato sul Tubo e Spotify, si attendevano un primo vero lungometraggio.

Lungometraggio è il termine esatto per descrivere la scrittura dell’Lp di Ghali, un insieme di parole mai messe a caso giusto per giustificare qualche ego trip di facile presa. Le sue sono narrazioni vivide di sentimenti e percorsi rese in leggerezza per giungere a una maggioranza indefinita di persone. Dal giovane al padre, dallo skater al rocker, dal panettiere all’avvocato. La narrazione per immagini di Ghali è popolare nel senso buono del termine: includere, invogliare, inglobare gli sforzi di una vita ai margini per arrivare dove porta la propria strada. Parla di ambizione e riscatto, lontano da tutto e da tutti; “una galassia lontana lontana..” motivo per cui se non piace quantomeno incuriosisce.

Lo stile sul palco deve essere migliorato, è solo lui e centinaia di nomi di fronte, manca ancora quella presenza vocale e fisica per abbracciarli tutti, ma sarebbe ingiusto negare quanto di buono è già presente. Volendo azzardare, se mantenesse la consapevolezza di mezzi dimostrata finora, già col prossimo progetto potrebbe diventare un artista completo sotto ogni aspetto.

Il concerto prosegue fra Habibi, Marijuana, Lacrimucce, Ninna Nanna, Milano, Pizza Kebab e Boulevard. Le canzoni più sentite sono Willy Willy, Vida e Happy Days, testimoni dela cifra stilistica di Ghali, il quale invita i ragazz* a scattarsi un selfie assieme e a condividerlo istantaneamente con l’hash #stoconghali. Live segue i post e chiede per nome profilo di chi sia la pubblicazione. Dimostra di sapere comunicare a cavallo fra mondo reale e digitale, ibridando l’attività tipica del palco con quella virtuale. Poi si chiedono perché abbia successo.

Nei tempi della comunicazione web il milanese è più che al passo coi tempi: riesce a creare un engagement durante un concerto che sarà virale a posteriori, diffondendo il nome e la musica. Ciò è discutibile, ma è certamente funzionale allo scopo.

L’esibizione piace e scalda il pubblico con costanza e ritmo, fino alla fine, fino a quando non si scende dal palco e dalle stories (di Instagram).

Ricordo ancora quando Ghali uscì nel 2012 col vecchio nome Ghali Foh, assieme alla Troupe D’Elite, ex-gruppo di cui dovrebbero esserci testimonianze sul Tubo. Ricordo ancora le “buste di piscio” che puristi del rap, ora scomparsi della mappa, avrebbero voluto tirargli addosso, puntando alla persona e non a quanto creato, in una violenza verbale senza senso, ignorante il fatto che già allora si trattava di musica pop(lare), fuori da classici schemi.

Direi che quella di Ghali è una bella rivincita.

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<![CDATA[Atleta e donna. Le barriere del professionismo sportivo]]>


Mercoledi 12 Luglio 2017

Presso Free Sport Area:

Atleta e donna

la situazione in Italia

a cura di Polisportiva San Precario - Padova


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 20.30


1 € può bastare

La società maschilista e patriarcale investe anche lo sport. Siamo ancora costretti a parlare di tutele e di maternità per le donne che praticano attività sportive: dal dilettantismo alle esperienze personali delle atlete, dalla scelta obbligata “figli o carriera”, al silenzio delle istituzioni sportive e governative. Cosa comporta essere donna e atleta ai nostri tempi? Come iniziare percorsi di cambiamento e consapevolezza?

Ne discutiamo con:

Luisa Rizzitelli, (Presidentessa Assist - Associazione Nazionale Atlete), Antonella Bellutti (Campionessa olimpica di ciclismo), Arianna Cau (Campionessa di snowboard e Wakeboard), Silvia Bortot (Campionessa italiana ed europea di pugilato), Ragazze nel Pallone.

Introducono e moderano:

Francesca Masserdotti e Hilary De Luca (San Precario).

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<![CDATA[Red Eyes in the Forest w/ Syd Arthur allo Sherwood 2017]]>

Mercoledi 12 Luglio 2017


- Second Stage - 

"Red Eyes in the Forest"


Syd Arthur

"Apricity Tour"

In collaborazione con La Tempesta Concerti

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CalyToRide

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Duvalier

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Folks, Stay home

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 20.00


1 € può bastare


Syd Arthur

La band psych rock di Canterbury e' composta dai fratelli Liam, Joel, Josh Magill e Raven Bush, nipote di Kate Bush. Dopo il successo del secondo disco Sound Mirror, pubblicato nel 2014 per la storica etichetta californiana Harvest Records -The Libertines, TV on the Radio, Morrissey, Kasabian- e che li ha portati sui palchi di Sxsw, Coachella, Bst Festival Hyde park con Strokes e Beck, e in tour con Yes, Paul Weller, Sean Lennon, tornano con un nuovo album, Apricity. Il disco è stato registrato e prodotto a Los Angeles dal chitarrista di Beck, Jason Falkner, e pubblicato nell'autunno 2016 da Harvest Records.  La band lo sta promuovendo con un tour iniziato in Inghilterra (tra gli altri anche Glastonbury e un tour con White Denim) e Stati Uniti con un tour di supporto a Jake Bugg, e che arrivera' finalmente anche in Italia in estate 2017.


ClayToRide

Stefano Sartori (chitarra/voce), Michele Thiella (basso, voce) e Matteo Tretti (batteria).
Dopo sette anni di attività nel vicentino e un centinaio di concerti tra Italia ed Est Europa, i ragazzi si stanno trasferendo a Cardiff, Galles - la discografia conta al momento un EP e due album, con il quarto lavoro già pronto e impacchettato: le sei tracce del nuovo EP “Worth Leaving" verranno rilasciate da Sliptrick Records e Red Eyes Dischi, label indipendente di casa che hanno contribuito a fondare lo scorso anno.
Non c’è nessun timore di abbandonare la comfort zone, non c’è nessuna ombra sulla strada: frugando e prendendo tutto quello che c’era a portata di mano, i Clay hanno scritto sei pezzi per salutare le vecchie paranoie e dare il benvenuto alle nuove – poi hanno fatto i bagagli. In copertina un’iguana combatte le correnti dell’oceano in cui si è appena tuffata, verso la prossima spiaggia.


Duvalier

Duvalier ha tre teste e un milione di gambe. DUVALIER parla svariate lingue e conta tutto tre volte.
Arrivato al quinto anno di vita, ha preso una svolta considerevole – scappato da un garage verso il deserto, ci ha provato con il blues, ha stalkerato lo shoegaze californiano e ora ha perso un sacco di peso, gli si vedono le costole.
Un centinaio di concerti su e giù per lo stivale, un cambio di formazione e nessun bassista – Duvalier impasta chitarre, organetti e sabbia con le pelli tirate all’inverosimile. Scrive in un pastiche di cinque lingue, si guarda spesso allo specchio e beve molto vino rosso. Non è contento finché non suda e non vede sudare.


Folks, Stay Home

Folks, stay home sono Elia, Tomas e Nicolò, un post-wave appena maggiorenne che scivola tra giugno del ’79 e i primi nineties.
Iniziano ancora quattordicenni, e due anni dopo rilasciano un piccolo gioiello chiamato ‘The Happy Loneliness of Midnight’ – il singolo esce nel 2016 per Red Eyes Dischi, che i giovanissimi Folks, stay home contribuiscono a fondare.
Ora sono di nuovo davanti al banco, per registrare un EP atteso ormai da troppo, con la collaborazione di Paolo Canaglia (Fall of Minerva) presso i Russian Road Studios – riverberi, voci eteree, bassi elastici e ancora riverberi: il primo singolo ‘Worship’ è uscito il 19 gennaio 2017, in esclusiva assoluta per la webzine indipendente System Failure. Nel frattempo, la band annuncia l’intenzione di non voler limitare in alcun modo l’attività live, che in una trentina di date li ha già portati a condividere il palco con nomi importanti dell’indie locale come Muleta e Panda Kid.

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<![CDATA[Baustelle e Pietro Berselli live @Sherwood Festival]]>

I Baustelle lasciano il palco. Sono le 24 dell’otto luglio e la scritta col loro nome continua ad accendersi ad intermittenza colorando di rosso lo spazio e lanciando speranza sul fiume umano. Bianconi ha detto di andare a fare l’amore “in auto o sulle auto” e in un’estate così calda ha senso: sudati lo si è già, tanto vale celebrare il movimento pelvico.

Divido gli ascoltatori della band toscana in due grandi gruppi: quelli che sentono la vita, la sua urgenza e la vivono concretamente, e chi invece dice solo di farlo, si fregia di apparenza ed è stemperato. È il continuo contrasto fra sostanza e brillantini, ed è interessante vista la tensione prodotta a suo modo ha un effetto positivo: capire chi vale la pena conoscere e con cui continuare ad andare ai loro concerti. Rappresenta l’incipit della scelta, l’inizio di ogni possibilità di sperimentare con il flusso del proprio dàimon socratico.

Il baustelliano parlare di vita e morte, di sesso/sensualità e pulsioni, amori e passioni fa perno su un immaginario prettamente anni Sessanta ma, andando oltre le pose e il facile riferimento vintage, calano la penna e i suoni dentro un decennio storico in cui la vita era attaccata alla realtà tangibile, viso a viso. Artisticamente sono una sana scopata (perdonate il francesismo) immersa in un universo di senso e cognizione, sono consapevolezza della propria natura, ed è per questo che parlano a molti: vanno oltre il mero atto fisico per caricarlo di significati profondi e al contempo toccabili con mano. Sta poi a chi ascolta seguire l’ispirazione oppure crogiolarcisi dentro.

Bisognava osservare Bianconi muovere il microfono come un cantante del festival della canzone popolare quando codesto era ancora un evento di gala, e Rachele lasciarsi andare nei lampi scaturiti dalla batteria, lo spettacolo pirotecnico del fine d’una festa paesana. Lei era libera e lui composto.

Il gruppo di Montepulciano era aperto dalla band di Pietro Berselli, artisti padovani dediti ad una forma di cantautorato altamente evocativa e dalla robusta struttura. Un’opera davvero prima (il disco d’esordio si chiama Orfeo L’ha Fatto Apposta) eseguita con cura e valore per le parole cantate: da sempre la parte migliore di Pietro sono i testi, i quali possono avere diversi arrangiamenti mantenendo intatta la forza, dimostrando che anche tempi approssimativi come i suddetti hanno grazia innata.

Una volta terminato Berselli, I Baustelle hanno iniziato con il Vangelo di Giovanni dando ampio spazio all’ultimo Lp, l’Amore e la Violenza, performando Amanda Lear e Betty, le quali potrebbero avere avuto un tono più deciso e sostenuto come da disco. Sono susseguite Eurofestival e, dopo qualche altro brano, La Vita, definendo il ritmo leggero e brioso dell’interno live. Gli episodi degni di maggiore nota sono stati la profonda emotività dedicata all’interpretazione di Piangi Roma, lungo cui il lato fragile dell’autorialità si è mostrato in tutta la sua fresca luce, e la versione inedita di Bruci La Città, scritta per Irene Grandi, qui in una manifestazione priva di batteria e ricca di piano, con la voce a fare le veci della parte strumentale, ispessendo una resa mai flebile. Strana considerazione quella per cui il Bianconi più sincero stia dietro la creatività destinata ad altri.

La canzone è sempre stata composta da frammenti di me e di te (una persona generica) senza pressioni bensì svogliatezza e sussulti: forma autentica di libertà. Stilisticamente e semanticamente, Bianconi cerca la complessità nella sua semplicità, e Rachele il contrario: la semplicità nella sua complessità. Il motivo della loro complementarietà. I due approcci si incontrano in un passo di Bruci La Città, dove si dice: "io non ho niente da fare / questo è quello che so fare"; quando siamo liberi da schemi e tutto è decostruito, quando non c'è niente da perdere, là vengono fuori le migliori opportunità. Sono persone che "non hanno niente da fare", e se ne trova traccia anche ne La Vita: "pensare che la vita è una sciocchezza aiuta a vivere".

Rachele dal canto suo è un tributo alla complessità della solitudine. E la sola che potrebbe continuare in solo una carriera per altro già ben avvita con l’ep Marie. Bianconi lo vedi troppo legato e necessario alla struttura e alla logica della banda, del grande show concertistico.

Chiudendo gli ultimi tiri di tabacco, sorsi di Negroni e parole vagheggiate nella notte di un sabato qualunque, disperso nel cosmo desolato dei reflussi della periferia cittadina, i Baustelle sono stati la sicurezza che c’è ancora grazia e speranza in questo mondo maledetto, lasciato alla sua irrefrenabile e adolescenziale corsa allo schianto (come in Betty). Uno spettacolo musicale di pregevole identità Klimtiana che sta solo agli spettatori assumere, abbandonando vetuste ritrosie allo sperimentare.

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<![CDATA[Ghali allo Sherwood 2017]]>


Martedi 11 Luglio 2017

Ghali

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00


Early Bird tickets a 10 € + d.d.p. fino al 30/4

Ingresso 15 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it a solo 2 € in più

Eviti le code
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È facile e sicuro

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Prevendite disponibili anche su www.ticketone.it

Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

Ghali Amdouni, meglio conosciuto come Ghali, è un rapper italiano con genitori tunisini.

Nasce a Milano il 21 maggio 1993, all’età di undici anni si trasferisce da Via Padova con la famiglia nel quartiere di Baggio dove cresce e vive tutt’ora.

Il 9 Febbraio 2015, Ghali pubblica il singolo “Optional” in collaborazione con il produttore Charlie Charles.

La mossa si rivela vincente, il pubblico risponde bene e i due decidono di intraprendere assieme un percorso musicale.

Il 14 Aprile dello stesso anno esce un secondo singolo, “Cazzo Mene”, che in meno di un anno raggiungerà 1.000.000 di visualizzazioni su Youtube.

Successivamente vengono pubblicati il video di “Mamma”, singolo in collaborazione con Fawzy (ex membro e produttore dei Troupe d’élite) girato in Tunisia dal regista Alessandro Murdaca e “Voci” con Charlie Charles e Michel.

Alla fine del 2015 vengono pubblicati tre video girati da Alessandro Murdaca e Jamie Robert Othieno, che ottengono ottime recensioni da parte della critica e un ottimo riscontro su YouTube.

Nel mese di Ottobre, con il featuring del rapper ligure Izi , esce “Non lo so” prodotto da Chris Nolan.

A Novembre “Sempre Me” prodotta da Charlie Charles, a Dicembre “Marijuana” prodotta sempre da Charlie, che raggiungerà quota 1.000.000 di visualizzazioni in un mese, risultato che lo renderà il rapper indipendente italiano più seguito del momento.

A Gennaio 2016 inizia il “Vai Tra Tour”, sua prima tournée italiana da solista, nello stesso mese pubblica su YouTube il primo episodio di “Ghali Speeches” format curato da Alessandro Murdaca e Jamie Robert, dove il rapper milanese si racconta e spiega i suoi versi al pubblico.

Il 26 Gennaio esce il video di “Vai Tra”, brano prodotto da Chris Nolan.

Il 29 Febbraio esce “Dende”, che vede la collaborazione di Charlie Charles: il singolo su YouTube supera le 120.000 visualizzazioni in ventiquattro ore e raggiunge quota 2.000.000 in un mese.

Il 10 Maggio viene pubblicato “Wily Wily”, singolo con varie influenze etniche con la quale il rapper milanese raggiunge 1.000.000 di views in soli tre giorni: Il video è girato in Giordania, a Petra, in quanto luogo suggestivo.

Il 3 giugno 2016 parte il “Wily Wily summer tour”, tournée con più di 30 date sparse in tutta Italia in cui si registra il tutto esaurito nella maggior parte delle tappe.

Il 3 Ottobre 2016 Ghali annuncia l'uscita del nuovo singolo "Ninna Nanna" che per la prima volta sarà disponibile su Spotify a partire dal 14/10/2016. Il singolo ha una copertina ufficiale, una foto scattata da Iosonopipo nella quale vengono ritratti il rapper assieme a sua madre. Il singolo esce per "Sto Records", etichetta da lui fondata. Al brano ne segue un altro, "Pizza Kebab" anch'esso pubblicato in anteprima su Spotify.

Nel 2015, Ghali ha lanciato anche una sua linea di abbigliamento streetware, la Sto Clothing.

Nel 2016 viene invece lanciatoil suo canale YouTube dedicato al rap italiano, Sto Magazine, nel quale si possono trovare interviste ai più interessanti rapper del momento.
Il disco d'esordio è previsto per l'estate del 2017.

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<![CDATA[I muri della vergogna ]]>


Lunedi 10 Luglio 2017

Presso il Second Stage:

I muri della vergogna 

Le prigioni del capitalismo

A cura dell’Associazione Ya Basta Êdî Bese!


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 21.00


1 € può bastare

Miseria e precarietà, pericolo e ricatto sulla vita sono i motivi che determinano le migrazioni di migliaia di persone. Siamo nell’epoca dei muri, l’epoca del mondo spaccato da tanti confini eretti dal capitale per separare non le ideologie ma la stessa umanità. Ai confini d’Europa - in Turchia - attorno alla Palestina, alle frontiere centroamericane - in Messico -, ogni giorno vengono alzate barriere che non sono solo di cemento e filo spinato ma anche di xenofobia, bugie ed ingiustizie, muri dettati da leggi che erodono i diritti fondamentali. Tre diversi mondi a confronto che portano una stessa narrazione. Proveremo a comprendere quello che succede in quei territori così lontani ma allo stesso tempo centrali nell’ambito della politica internazionale.

Ne discutiamo con:

Fabrizio Lorusso (giornalista freelance e ricercatore in Messico), Michele Giorgio (giornalista de “Il Manifesto”), Davide Grasso (combattente YPG)

Modera:

Associazione Ya Basta Êdî Bese!

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<![CDATA[Sherwood for Kids allo Sherwood 2017]]>

Domenica 09 Luglio 2017

Sherwood for Kids

Una giornata interamente dedicata ai più piccoli e
... a chi vuole tornare bambino


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 18.00


1 € può bastare

All'entrata ti sarà consegnata una mappa ... muoviti all'interno del Festival e mettiti in gioco tra le tante proposte!

Dalle ore 18.00

I giochi dimenticati di Lodovico - Divertirsi con i giochi antichi.
Giochi di strada con il Gruppo Scout Pablo Neruda.
La fantasia trasforma. Laboratorio di riciclo creativo con i volontari di Sherwood.
Giochi in scatola. Vecchi e nuovi giochi per tante sfide di strategia...Usate il cervello!
Truccabimbi
Giuditta e le sue marionette ballerine
Sport Area a cura della Palestra Popolare Galeano
Body percussion:suonare con il corpo con Carla e Paola

Ore 18.30

Una merenda sana per tutti!


Spettacoli:

Dalle Ore 19.00 - Nel piazzale

"A Ruota libera"
a cura di "I 4 Elementi" in scena Paolo Piluddu

Il protagonista arriva su due ruote con tanto di musica a tema, bolle di sapone giganti, monocicli alti 2 metri, torce infuocate, manipolazione di 5 cappelli,... Uno spettacolo coinvolgente incentrato sul tema della bicicletta, tra giocoleria, clownerie e improvvisazione continua con il pubblico.
Spettacolo 3° classificato alla Catena di Zampano 2015 - Rimini – Premio italiano arte di strada

"Faccia di gomma" di Otto Il Bassotto
Un Uomo, anzi un Bassotto con una faccia di gomma ed un cervello che gli rimbalza, ha creato con il caucciù numeri incredibili, oltre i limiti del possibile, all’insegna del motto: con i palloncini si può fare davvero qualsiasi cosa! Si tratterà solo del delirio di un pallone gonfiato, o della sensazionale scoperta di un gonfia-palloni?
Lo spettacolo e stato presentato in 28 paesi, ha vinto 5 premi in Festival d'Arte di Strada Internazionali.

Ore 21.30 - Presso il Circus

"Anita, giocolerie da bagno"
con Anna Marcato, regia Rita Pelusio

Una donna, Anita. Un luogo intimo e per certi versi quasi sacro, il bagno. Ecco una proposta tutta al femminile accolta con successo nei migliori festival e teatri italiani. Anita è una donna come tante, ma con un cuore latino che le fa vedere il lato più bello di ogni cosa. La sua positività e la sua voglia di godere la vita sono i punti cardine della sua filosofia. E poi c'è lui, il bagno: luogo di riflessioni e colpi di genio, spazio per far nascere le idee e canticchiare canzoni, posto in cui si entra sporchi e si esce vitali e rinnovati. Tra spugne e spazzole che roteano, tra un mambo e un merengue, Anna Marcato nei panni-si fa per dire-di Anita coinvolge il pubblico nel primo musical da bagno in vasca da bagno. "Anita, giocolerie da bagno" è uno show completo, ricco di monologhi, gags, visual comedy, giocoleria e canzoni comiche. Autoironica, pungente, intrigante, Anita affronta i temi di tutti i giorni, sbeffeggiando chi la vita la prende troppo sul serio.

Sono i benvenuti gli artisti di strada che vogliano esibirsi a cappello per rendere ancora piu' magica questa giornata!

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<![CDATA[Birthh live @ Sherwood Festival 2017]]>

Il concerto di Birthh a Sherwood Festival di martedì 27 giugno mi ha lasciato testimonianza di un processo artistico in continua evoluzione, relativo alla personalità della cantante toscana.

Alice Bisi, nome vero di Birthh, ha capacità autoriali. Melodie interessanti, arrangiamenti minimali e calibrati, testi intensi valorizzati dalla voce velata dalla malinconia indossata. Ho amato tantissimo “Born in the Woods”, considerandolo uno degli Lp più interessanti usciti negli ultimi anni in Italia.

La release in tutta la sua compostezza ha saputo farsi conoscere tra il pubblico acquisendo un’integra credibilità, non è poco. Quante band escono, fanno il botto con qualche brano, e poi si perdono nell’hype del primo disco, pieno di riempitivi?

Alice invece ha dimostrato di essere sincera, di mettersi moralmente a nudo nelle canzoni, costruendo un album diventato lungo e profondo percorso dentro l’emotività. In sunto: è credibile. Credibile perché è difficile se non impossibile contestare la veritiera semplicità della scrittura. Non va mai sopra le righe senza cedere all’estrema dose di noia tipica di altri autori suoi colleghi. Non è presente alcun artificio in “Born in the Woods”.

L’artista imbriglia le mancanze, declinate nelle varie “Loveless”, “Lifeless”, “Hopeless”, “Hearthless”, riunendole in un unico grande buco nero gravitante attorno la pulsione creativa; ne sente gli influssi, gli effetti, e li mette in musica. Il disco è un percorso costante di perdita, di crescita, e di apprendimento della realtà cruda e pura per cui migliorarsi è imparare a gestire il proprio lato oscuro. Fragilità, ansia, sentimenti spezzati, luoghi distanti e sogni alla deriva. La forza di Alice è la capacità di rappresentare il suo mondo senza filtri.

Capiamo, dunque, perché la data era tanto attesa. La musica dal vivo è un profondo atto di condivisione e comprensione collettiva, empatica, dove finiamo di essere uno e ci ritroviamo in molti, pieni dell’esperienza vissuta, la quale va a sopperire i nostri vuoti. Molto del lavoro lo fa l’artista superando l’attività in studio, esprimendoci appieno la personalità.

La timidezza dimostrata da Birthh sul palco da un lato ha reso tutto più intimo e personale, arrivando alle corde già toccate dall’album, reso alla perfezione, ma dall’altro pare sia una veste che la limita troppo nell’espressione della reale potenza, umana ed artistica. Ed è per questo che all’inizio facevo riferimento a un percorso in evoluzione. Sta letteralmente sbocciando e definendo l’identità fra i rami chiaroscuri del tempo.

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<![CDATA[Baustelle allo Sherwood 2017]]>


Sabato 08 Luglio 2017

Baustelle

"L'estate, l'amore e la violenza Tour"

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Opening act:

Pietro Berselli

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Dj-Set

Indie Mania: Ordinary Noise & Caste

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00


Early Bird tickets a 15 € + d.d.p. fino al 30/4

Ingresso 20 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it a solo 2 € in più

Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

Clicca sul box giallo a destra


Prevendite disponibili anche su www.ticketone.it

Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

Mentre il tour teatrale di presentazione dell’album "L'amore e la violenza" è ormai arrivato al giro di boa, facendo registrare ovunque il tutto esaurito, i Baustelle annunciano le prime date del tour estivo, nel quale sarà inserita anche la data allo Sherwood Festival dell'8 luglio.

La band di Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni) sarà affiancata sul palco da Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere) e Andrea Faccioli (chitarre).

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<![CDATA[Sisma Night allo Sherwood 2017]]>


Venerdi 07 Luglio 2017


Sisma Night

"Sisma" è un collettivo di ragazzi, musicisti e musicofili, nato a Treviso nel settembre del 2014, che vuole creare una scena musicale viva, forte e sempre presente, organizzando concerti nel trevigiano in cui si propongono band emergenti locali affiancate a progetti artistici più noti nell'underground nazionale e non.
Inoltre il collettivo si occupa come etichetta discografica di supportare e promuovere le bands che ne fanno parte.


Mainstage


CUT

"Second Skin Tour"

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Universal Sex Arena

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Second Stage


Alcesti

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Hope You're Fine Blondie

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Dj-Set:

Sisma DJ-Set: Toni & a c

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Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio Second Stage: ore 19.30

Inizio Main Stage: ore 21.00


1 € può bastare

“Second Skin” è il sesto album dei CUT ed è il disco con cui la storica formazione bolognese festeggia più di venti anni di un percorso musicale che li ha visti attraversare “ere” diverse del suono alternativo e indipendente, sempre “on the wrong side of the road”. Per questo motivo, nella fase di realizzazione dell’album, i CUT hanno voluto coinvolgere alcuni dei loro più stretti collaboratori e amici, molti dei quali hanno preso parte alla fase di costruzione dei brani, fornendo un contributo essenziale alla varietà di atmosfere e suggestioni che caratterizzano “Second Skin”.

“Second Skin”
Il titolo ha un doppio valore evocativo: può essere letto come una metafora del vissuto della band, oramai divenuta una seconda pelle per i propri membri, oppure attraverso le tematiche affrontate nei testi quali l’ossessività e la dipendenza affettiva che rendono difficoltoso l'affrancarsi da stati d’animo legati a rapporti interpersonali passati. Un'ossessione che ti avvolge come una “seconda pelle”, una prigione, spesso invisibile agli altri, dalla quale non ci si riesce a liberare.
“Second Skin” vede la partecipazione di numerosi ospiti tra cui: Mike Watt (Minutemen, fIREHOSE, Iggy & The Stooges, Il Sogno Del Marinaio...), Stefano Pilia (Rokia Traoré band, Afterhours, Massimo Volume, InZaire, Il Sogno Del Marinaio, Cagna Schiumante...), Sergio Carlini (Three Second Kiss, Serra/Carlini, Jowjo), Andrea Rovacchi (Julie’s Haircut), Francesco Salomone (Forty Winks, Qlowski),Francesco Bucci, Paolo Raineri (Ottone Pesante, Junkfood)
Per l’artwork è stato scelto “Nel Buio”, un quadro dell'artista modenese Simone Fazio Un particolare di quest’opera era già stato utilizzato per la release online del brano “Take It Back to the Start”.

“Second Skin” è frutto di una co-produzione Area Pirata, Dischi Bervisti, Antipop (etichetta di Liverpool già distributrice dei dischi dei CUT in UK) e Bare Bones Productions. I La produzione artistica è stata affidata a Bruno Germano già collaboratore storico della band oltre ad aver militato nei Settlefish ed avere prodotto tra gli altri, Fuzz Orchestra e Iosonouncane. Germano è presente nel disco anche in veste di musicista e coautore della title track.
In numerosi brani figura anche Francesco Bolognini il primo batterista della band ad ulteriore testimonianza della volontà dei CUT di raccogliere intorno a “Second Skin” gli amici ed i collaboratori di una vita.

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<![CDATA[Ascanio Celestini allo Sherwood 2017]]>


Giovedi 06 Luglio 2017

Ascanio Celestini

"Che fine hanno fatto gli indiani Pueblo?"

Storia provvisoria di un giorno di pioggia

(uno studio)

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Studio per uno spettacolo di Ascanio Celestini

Con Ascanio Celestini e Gianluca Casadei

Suono Andrea Pesce

Una produzione Fabbrica srl


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio spettacolo: 21.00


Prevendite a 10 € + d.d.p.

Ingresso 10 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it a solo 2 € in più

Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

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A breve biglietti disponibili anche su www.ticketone.it


Al termine dello spettacolo ingresso 1 € può bastare


Imponenti masse d’acqua che si spostano sulla superficie del mare provocano onde sismiche che vanno a incrociarsi con i movimenti delle profondità marine.

Questo incontro scatena un fenomeno straordinario: un suono planetario senza fine che è facile ascoltare se stai dalle parti delle fasce di Van Allen, a 20mila chilometri dalla superficie terrestre

così come lo sentono gli indiani Pueblo che scendono dalle finestre delle loro case.

Battono i piedi sulla terra e arrivano i nonni, così chiamano le nuvole. E comincia a piovere. E l’acqua gira tra il cielo e la terra facendola vibrare come una gigantesca campana che corre nello spazio a 100mila chilometri all’ora.

Questa è la storia di un giorno di pioggia.
Questa è la storia di una barbona che non chiede l’elemosina
e di uno zingaro di otto anni,
della barista che guadagna con le slot machine
e di un facchino africano, ma anche di un vecchio che chiamano
Giobbe.
Questa è la storia del Cinese, di una madre che fa la zuppa liofilizzata,
e di un paio di padri che non conosco il nome.
Questa è la storia di una giovane donna che fa la cassiera al supermercato e delle persone che incontra.

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<![CDATA[Serial-addicted]]>


Mercoledi 05 Luglio 2017

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

Serial-addicted

Narrazione, immaginari e critica delle serie televisive

a cura di Globalproject.info


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio dibattito: ore 20.30


1 € può bastare

Le serie televisive sono davvero un fenomeno contemporaneo? Cosa è successo nel passaggio da Beautiful al Trono di Spade? Quali sono le differenze tra una miniserie, una procedurale e una antologica? A quali immaginari si riferiscono?

Ne discutiamo con:

Federica Abramo (Università di Trento), autrice di un libro (edito da Villaggio Maori Ed.) dedicato completamente all’argomento.

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<![CDATA[Dente + Blindur allo Sherwood 2017]]>

Mercoledi 05 Luglio 2017


- Main Stage - 

Dente

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Blindur

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00


1 € può bastare

"Quello che si ha" è il nuovo singolo di Dente, un nuovo brano inedito non contentuo nel suo ultimo album "Canzoni per metà", uscito lo scorso 7 ottobre per l'etichetta Pastiglie/Sony Music Entertainment. Il video è stato curato da Nicole Cardin, mentre il brano è disponibile su iTunes e in streaming su Spotify.

Dente è uno dei più apprezzati cantautori italiani, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numerso e affezionato riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati. "Quello che si ha" è il freschissimo brano con cui Dente si affaccia all'estate dopo il lungo tour che lo ha visto impegnato nei club di tutta Italia e in diversi concerti in Europa. Il singolo è stato suonato da Dente insieme ai Plastic Made Sofa, registrato mixato da Lorenzo Caperchi al Red Carpet Studio di Brescia.

<<"Quello che si ha" è una canzone che ho sognato. Mi sono svegliato in una stanza d’albergo qualche tempo fa, con in testa le parole del ritornello e l’immagine di me che cantavo queste parole in un grande teatro, forse l’Ariston di Sanremo. Ho avuto la lucidità di alzarmi e appuntarmi la melodia e il testo e poi in un momento successivo ho scritto il resto della canzone. Il singolo non sarà contenuto nel prossimo disco in cantiere che verrà registrato in autunno.>> Dente

Dente sarà di nuovo in tour questa estate, con un nuovo live-set.

Blindur e` un duo nato nella primavera del 2014 da Massimo De Vita, cantautore, polistrumentista e produttore, e Michelangelo Bencivenga, polistrumentista. Il sound del duo si ispira alle atmosfere del folk e del post rock, con un piede a Dublino e l'altro a Reykjavi´k. L'amore per il Nord Europa permea tutto il lavoro della band, a partire dalla scelta del nome, una parola islandese. Per i testi il riferimento e` sicuramente da rintracciare nella tradizione e la poetica del cantautorato italiano, con un occhio più attento a quello moderno e alternativo.

Nonostante siano solo 2 i musicisti in scena, il suono e` ricco e articolato e l'ampio set up (chitarre acustiche ed elettriche; banjo; glockenspiel; effettistica ed elettronica minimale; cassa, rullante e tamburello, il tutto rigorosamente a pedale) contribuisce a dare la sensazione di stare ascoltando una band composta da un notevole numero di elementi. Il trucco e` semplicemente godersi il tutto ad occhi chiusi e lasciarsi trasportare.

Il duo napoletano nei primi 24 mesi di attivita` ha gia` collezionato circa 150 concerti tra Italia, Belgio, Islanda, Francia e Irlanda, prendendo parte ad importanti festival internazionali, ad esempio il Body&Soul Festival a Westmeath. La band ha prodotto nel 2014 un Ep dal vivo presso gli studi di registrazione Casa Lavica e nel 2016 un mini album acustico "live in giardino"; vinto l'edizione 2014 del premio Donida, il premio Muovi la Musica 2014, il premio Nuova Musica Italiana 2015, il premio Pierangelo Bertoli 2015; il premio Fabrizio De Andre` 2015, il premio Buscaglione “Sotto il cielo di Fred” 2016 e il premio Tempesta Dischi sempre nell'ambito dell'edizione 2016 di "Sotto il cielo di Fred". Inoltre la band e` tra i 16 finalisti per l'edizione 2016 di Musicultura e tra i 9 finalisti per Musica da bere 2016. Ha aperto i concerti di numerosi artisti del panorama indipendente italiano come Tre allegri ragazzi morti, Dellera, Dimartino, Giorgio Canali e Rossofuoco, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Il disordine delle cose, Iosonouncane, Dente.

Blindur ha collaborato in ambito internazionale con artisti irlandesi come Johnny Rayge, con il quale ha realizzato un mini tour di 11 date in Italia nel novembre 2014; ha condiviso il palco con il poeta e cantautore canadese Barzin nella data napoletana del suo ultimo tour europeo; ha inoltre lavorato con Birgir Birgisson, storico fonico e produttore di Sigur Ros e non solo.

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<![CDATA[Suicidal Tendencies allo Sherwood 2017]]>


Martedi 04 Luglio 2017


In collaboration with Trivel Collective & Hellfire Booking:

Sherwood Goes HardCore 3


Mainstage:

Suicidal Tendencies

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Second Stage:

Minkions (Reunion show)

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Danny Trejo

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Game Over

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The Frog

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 18.00

Inizio Second stage: ore 18.30

Inizio Mainstage: 21.00


Early Bird tickets a 10 € + d.d.p. fino al 30/4

Ingresso 15 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it a solo 2 € in più

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Prevendite disponibili anche su www.ticketone.it

Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

Per il terzo anno consecutivo, sul palco dello Sherwood Festival, va in scena una giornata dedicata interamente alla musica HardCore: Sherwood Goes Hardcore. Un festival nel festival creato in collaborazione con Trivel Collective e Venezia Hardcore, collettivi propositivi e stabili che affondano le loro radici nella scena indipendente veneta. Grazie alla completa dedizione dei loro componenti questi collettivi sono riusciti a diventare dei veri e propri punti di riferimento per l’underground italiano e sono riusciti ad esportare, in Italia e all’estero, le proprie local bands.
Quest’anno ospiti speciali saranno i Suicidal Tendencies con il loro "World Gone Mad Tour", mentre sul Second Stage ci saranno Danny Trejo, Game Over, The Frog e l'attesissimo Reunion Show dei Minkions.

Suicidal Tendencies

I Suicidal Tendencies sono una band punk metal statunitense, formatasi a Venice Beach (CA) nel 1982. Il gruppo ha cambiato molte volte i suoi componenti, tranne il front man e autore della maggior parte dei testi della band Mike Muir.
Gli inizi del gruppo furono molto faticosi, tanto da essere definiti da una rivista del settore come "il peggior gruppo musicale esistente". La band nei primi anni dalla sua formazione su sempre avvolta da un alone di mistero e controversie anche a causa del loro nome "violento". Queste voci attirarono su di loro l'attenzione delle case discografiche ed iniziarono ad avere i primi successi. La carriera dei Suicidal Tendencies è colma di cambi di genere musicale, disguidi tra i vari membri del gruppo, passaggi da un'etichetta discografica ad un'altra e pause, ma soprattutto di dischi di grande successo che hanno cavalcato l'onda tra gli anni '80 e '90.

‘World Gone Mad’ è il primo album dei Suicidal Tendencies con il leggendario Dave Lombardo alla batteria. L’ex Slayer, tra i batteristi più influenti della storia, è ora un membro ufficiale dei Suicidal Tendencies e la forza trainante del nuovo disco di Mike Muir e soci.
Oltre a Dave Lombardo la nuova squadra dei Suicidal Tendencies vede in formazione anche Ra Diaz al basso e Jeff Pogan alla chitarra.

‘World Gone Mad’ è un ritorno in grande stile per i Suicidal, uno dei loro migliori album di sempre ed esattamente quello che ogni fan di Mike e soci si aspetta. 11 canzoni in pieno stile Cyco con un incendere brutale pieno di groove.
‘World Gone Mad’ è Suicidal Tendencies al 100%, un album dove sono presenti tutti quegli elementi unici che hanno reso grande questa band nei suoi 35 anni di attività.

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<![CDATA[Il potere del popolo]]>


Lunedi 03 Luglio 2017

Presso il Second Stage:

Il potere del popolo

Populismi e rivoluzione nella crisi dell’europa

A cura di Globalproject.info


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio dibattito: ore 21.00


1 € può bastare

Quando parliamo di “populismo” dobbiamo riferirci ad un contesto storico ben preciso: la crisi della società occidentale, in particolare dei concetti che hanno strutturato quella europea. Ma se guardiamo più da vicino il fenomeno ci rendiamo conto che è più corretto parlare di “populismi”, con le loro diverse origini, i loro diversi orientamenti e ideologie politiche. A partire da questo, come possiamo descrivere le diverse tipologie? Da quali esperienze dell’America Latina provengono? Possiamo trovare tra tutte le varie correnti un minimo comune denominatore e delle ambiguità di fondo della “strategia populista”? Quali strumenti comunicativi e linguistici utilizzano i “populismi”? È necessario tenerne conto per orientarci nei meandri dei “populismi” e vederne le luci e le ombre, al fine di facilitare la ricerca di una valida alternativa alla situazione di crisi (sociale, economica, culturale, ambientale) che stiamo vivendo?

Ne discutiamo con:

Manuel Anselmi (sociologo e autore del libro “Populismi. Teorie e problemi”), Francesco Biagi (ricercatore, attivista e curatore di “Populismo, democrazia, insorgenze. Forme contemporanee del politico”), Mario Pezzella (filosofo politico e autore di “Insorgenze”).

Introduce e modera:

Fabio Mengali (Globalproject.info)

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<![CDATA[Sherwood Hip Hop Day 2017: Murubutu]]>

Domenica 02 Luglio 2017


Sherwood Hip Hop Day - 8a Edizione

Murubutu

+ La Kattiveria & Dj T-Robb 

Vai alla Pagina FB di Murubutu

Vai alla Pagina FB di La Kattiveria

Vai alla Pagina FBvdi Dj T-Robb


+ Freestyle Battle & Showcases


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 18.00

Inizio qualifiche Freestyle Battle: ore 18.30

Inizio Murubutu: ore 21.00

a seguire Finale Freestyle Battle


1 € può bastare

Ottava Edizione dell'appuntamento con "la giornata" per antonomasia dedicata interamente alla cultura, musica e danza Hip Hop nel suo habitat naturale, ovvero la strada, come mezzo per riappropriarsi della propria identità e forma libera e diretta di comunicazione. Musica e colonna sonora indipendente, dalla forte identità multiculturale, con un radicato senso d'appartenenza alla propria comunità, un movimento che comunica attraverso un linguaggio universale. “Hip la conoscenza Hop il movimento”

L'ottava edizione vedrà avvicendarsi il consueto appuntamento con la Freestyle Battle ed il B-Boyin' presso il Second stage, per poi proseguire con un live esplosivo che vedrà protagonista Murubutu.

Murubutu è un artista dedito allo studio dell’interazione fra musica rap e letteratura. Convinto del potenziale del genere rap come mezzo di emancipazione culturale è in particolare il connubio con la narrativa che ha reso nota la sua musica a livello nazionale portando lo tecnica dello storytelling a livelli inesplorati. Attivo dagli anni ’90 e forte di quattro album solisti pubblicati dall’etichetta bolognese Irma records( www.irmarecords.com) presenta ora il suo nuovo concept album completamente dedicato al vento (uscito a Ottobre 2016) caratterizzato da collaborazioni di noti artisti della panorama hip hop italiano come Ghemon, Dargen D’Amico e Rancore. Murubutu dal vivo, con l’aiuto dei soci de La Kattiveria crew (il tenente, U.G.O.) e Dj T-Robb, propongono una miscela unica di hip hop classico con poesia, narrativa e letteratura potenziale.


Programma:

Ore 18.00 (Second Stage)

B-Boyin'/ Breaking session

Ore 18.30 (Second Stage)

Freestyle Battle

Preliminiare della selezione dei concorrenti che andranno a comporre il tabellone ufficiale della sfida (iscrizioni devono essere confermate in loco, presso il Second Stage, entro le ore 18.15)

Ore 21.00 (Second Stage)

Murubutu

+ La Kattiveria & Dj T-Robb

Ore 22.00 (Second Stage)

Finalissima Freestyle Battle

hosted by Mbassadò

Per iscrizioni alla battle inviare una email a mbassado@gmail.com
con nome ed oggetto BATTLE, per poi confermare la propria presenza in loco entro le ore 18.15

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<![CDATA[The Bloody Beetroots Live allo Sherwood 2017]]>


Sabato 01 Luglio 2017

The Bloody Beetroots Live

"My Name is Thunder Tour"

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Opening act:

Demonology HiFi

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Dj-Set:

Putano Hoffman presents Royal Rumble

Daft Punk Vs The Prodigy Vs The Chemical Brothers

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00


Early Bird tickets a 20 € + d.d.p. fino al 30/4

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Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

Quest’estate The Bloody Beetroots tornerà nel nostro paese e l'1 Luglio salirà sul palco dello Sherwood Festival per presentare la sua ultima fatica discografica intitolata "My name is thunder".

The Bloody Beetroots Live è un progetto di Sir Bob Cornelius Rifo, il produttore, fotografo e dj italiano trapiantato a Los Angeles e nato lo stesso anno del punk rock. "1977" tatuato nel petto è l'unica vera identificazione pubblica di Bob Rifo, che sul palco indossa costantemente la maschera di Venom: un catalizzatore dice lui, e insieme una dichiarazione di anonimato artistico, che ha dato vita ad un lungo elenco di produzioni, progetti, film, manifesti e incarnazioni musicali. Decine di remix realizzati in tempo record, numerosissimi live, dj set e progetti paralleli fanno di Sir Bob uno dei produttori italiani più apprezzati a livello mondiale.

Il primo album “Romborama” ha venduto più di due milioni di copie nel mondo, mentre con il secondo, Hide, pubblicato a 4 anni di distanza è riuscito a coinvolgere icone della musica rock come Paul Mc Cartney che ha inciso con lui Out Of Sight, ma anche Theophilus London, Peter Frampton, e Tommy Lee.

Costantemente in tour, Sir Bob si è esibito nei luoghi più diversi, dai piccoli club underground alle sterminate platee dei festival internazionali come Coachella, Lollapalooza, Big Day Out, Primavera Sound, SXSW e Fuji Rock.

Il suo motto è “demolire per ricostruire” e la forza di Bob risiede proprio nella sua capacità di unire sonorità elettroniche e dance ad atmosfere che trovano le radici nella forza distruttiva del punk. Dopo aver mosso i primi passi in una garage-punk-band italiana, nel 2007 Bob ha fondato The Bloody Beetroots, ottenenendo in breve tempo il totale supporto della scena electro house mondiale.

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<![CDATA[Sherwood Reggae Day #3: Randy Valentine + Forelock & Arawak]]>

Venerdi 30 Giugno 2017


Sherwood Reggae Day - 3a Edizione

Randy Valentine

Backed by: Arawak

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Open act: 

Forelock & Arawak

Pagina Facebook di Forelock

Pagina Facebook degli Arawak


Warm-Up: 

Mr. Robinson

Pagina Facebook


Aftershow: 

BomChilom

Pagina Facebook


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
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Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio Concerto: ore 21.00

1€ può bastare


Randy Valentine

Randy Valentine è un giovane singer versatile, proveniente dalla Giamaica. Le sue prime esperienze le ha nel 2012, quando ha la fortuna di affiancare grandi artisti già affermati, come Busy Signal, facendo da spalla nei loro live in giro per l’America. Basta poco per catapultarsi in una nuova dimensione che gli da subito l’opportunità di esprimere tutto il suo talento e di costruire intorno a se una solida base di fan in tutto il mondo. Il suo mixtape “Bring Back the Love” è da subito un successo, nel quale Randy mostra tutto il suo talento, destreggiandosi su riddim prettamente “foundation”, con 12 splendide tunes che da subito lo consacrano definitvamente nella scena reggae internazionale, merito delle coinvolgenti melodie dei suoi brani e per i suoi testi pieni di valore. Ad oggi, tante le sue collaborazioni e innumerevoli show in giro per l’Europa e non solo. Randy Valentine rappresenta di certo uno dei giovani artisti reggae più interessanti in circolazione e “Break The Chain”, il suo ultimo album, è una perfetta rappresentazione del suo talento.


Forelock & Arawak

Forelock & Arawak sono una reggae band sarda al primo album "Zero" per La Tempesta Dub. Forelock negli ultimi anni ha dimostrato di essere la voce più promettente del reggae italiano: con le numerose collaborazioni, nate durante i suoi ultimi due viaggi in Giamaica, si è conquistato il titolo di “Top Singa” dai membri della comunità reggae, italiana e non solo. Nel 2008 Forelock entra a far parte della famiglia Arawak, diventando una delle voci della band, oltre a curare la parte compositiva e i testi dei brani. Nel 2013 entra a far parte del progetto “Dubfiles”, sotto la guida artistica di Paolo Baldini, in cui ha collaborato con importanti nomi come Mellow Mood, Sr. Wilson, Andrew I, all’interno dell’ Alambic Conspiracy Studio. Il 2015 è l’anno in cui l’avventura Forelock & Arawak ha inaugurato il proprio debutto, partendo da “Zero”: l’album è uscito il 4 dicembre 2015 per “La Tempesta Dub”.

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<![CDATA[Rapporti tra cultura operaia ed ambientalismo]]>


Giovedi 29 Giugno 2017

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

Rapporti tra cultura operaia
ed ambientalismo

Incontro con Emanuele Leonardi

A cura di Collettivo Resistenze Ambientali Padova


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 20.30


1 € può bastare

Dal pensiero ecologico di Andre Gorz ai movimenti ambientalisti globali sui mutamenti climatici.

Ne discutiamo con:

Emanuele Leonardi (ricercatore presso l’Università di Coimbra - Portogallo).

Durante l’incontro verrà presentato il nuovo lavoro del sociologo americano Jason Moore, dal titolo “Antropocene o Capitalocene” (Ed. Ombrecorte).

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<![CDATA[Willie Peyote allo Sherwood 2017]]>

Giovedi 29 Giugno 2017


- Second Stage - 

Willie Peyote

"Educazione Sabauda Tour"

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00


1 € può bastare

Willie Peyote (Guglielmo Bruno, classe 1985) è un rapper torinese, uno degli artisti più interessanti e innovativi della scena hip-hop italiana. Oltre ad essere conosciuto come solista, Peyote è la voce del gruppo Funk Shui Project. Avvicinatosi al rap nel 2004, dopo alcuni tentativi con altri generi musicali, fonda il gruppo Sos Clique con Kavah e Shula col quale pubblica diversi demo e un EP intitolato “L’Erbavoglio” nel 2008. A seguito dello scioglimento del gruppo intraprende la carriera solista facendo del cinismo, dell’originalità e dell’autoironia il suo marchio copertina Non è il mio genere...di fabbrica, com’è facilmente intuibile dai titoli dei dischi pubblicati: “Il Manuale del giovane nichilista” del 2011 e “Non è il mio genere, il genere umano” del 2013. Quest’ultimo è stato ristampato, in versione estesa, nel giugno 2014 per l’etichetta discografica ThisPlay Urban. Parallelamente vede la luce anche il primo album ufficiale del gruppo Funk Shui Project. Per la realizzazione del disco, interamente autoprodotto e pubblicato sempre nel 2014, Willie Peyote lavora con una vera e propria band non solo per la fase di composizione dei brani, ma anche per l’attività live. I testi dell’artista sono uno specchio della società attuale. Con i suoi brani accattivanti, ironici ma allo stesso tempo di denuncia, Willie Peyote ha attirato immediatamente su di sé l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori. Brani come “TmVB”, ovvero “Tutti Mi Vogliono Bene” e “Friggi le polpette nella merda (cit.)” sono diventati dei veri e propri inni underground che raccontano i paradossi del nostro paese in modo scanzonato, sarcastico e divertente. L’artista vive un momento particolarmente felice: ha vinto il premio come miglior autore al concorso “Genova per voi”, il più grande portale di musica italiana Rockit lo ha inserito tra i dieci artisti più interessanti dell’anno e il videoclip del brano “Glik” (che fa riferimento a KamilWillie forza Toro Glik, calciatore capitano della squadra del Torino) ha ricevuto più di 230.000 visualizzazioni. Inoltre Peyote è stato il primo rapper a partecipare a VEVO DSCVR (Discover), format inglese dedicato alla musica emergente (ha fatto scoprire artisti come Hozier) arrivato di recente anche in Italia. Peyote ha presentato una versione live del brano “Dettagli”, accompagnato da Hyst alla voce, Paolo “De Angelo” Parpaglione dei Bluebeaters al sassofono e Frank Sativa, anche produttore del pezzo, al beat. Il video di “Dettagli” è quello, relativo al format, con il maggior numero di visualizzazioni.
Infine il tour dell’artista “Hai fatto quattro date e lo hai chiamato tour”, a discapito del nome, ha avuto un grandissimo successo.
Il 28 aprile 2015 è stato reso disponibile, in free download sul sito ufficiale dell’artista www.williepeyote.com, “Quattro San Simoni e un funerale”, un EP contenente cinque brani inediti da cui è stato estratto il singolo “Io non sono uguale” (prod. Kavah).
Nel mese di novembre 2015 vengono pubblicati i singoli “Peyote451 (L’eccezione)”, “La dittatura dei nonfumatori” e “Io non sono razzista ma...”, che anticipano l’uscita del nuovo album “Educazione sabauda”, disponibile su Spotify dal 27 novembre, su iTunes ed Apple Music dall’11 dicembre e in tutti i negozi di dischi dal 22 gennaio 2016.

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<![CDATA[Dente allo Sherwood 2017]]>


Mercoledi 28 Giugno 2017

Dente

"Estate 2017 Tour"

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Opening act:

Colombre

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00


1 € può bastare

"Quello che si ha" è il nuovo singolo di Dente, un nuovo brano inedito non contentuo nel suo ultimo album "Canzoni per metà", uscito lo scorso 7 ottobre per l'etichetta Pastiglie/Sony Music Entertainment. Il video è stato curato da Nicole Cardin, mentre il brano è disponibile su iTunes e in streaming su Spotify.

Dente è uno dei più apprezzati cantautori italiani, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numerso e affezionato riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati. "Quello che si ha" è il freschissimo brano con cui Dente si affaccia all'estate dopo il lungo tour che lo ha visto impegnato nei club di tutta Italia e in diversi concerti in Europa. Il singolo è stato suonato da Dente insieme ai Plastic Made Sofa, registrato mixato da Lorenzo Caperchi al Red Carpet Studio di Brescia.

<<"Quello che si ha" è una canzone che ho sognato. Mi sono svegliato in una stanza d’albergo qualche tempo fa, con in testa le parole del ritornello e l’immagine di me che cantavo queste parole in un grande teatro, forse l’Ariston di Sanremo. Ho avuto la lucidità di alzarmi e appuntarmi la melodia e il testo e poi in un momento successivo ho scritto il resto della canzone. Il singolo non sarà contenuto nel prossimo disco in cantiere che verrà registrato in autunno.>> Dente

Dente sarà di nuovo in tour questa estate, con un nuovo live-set.

Colombre è Giovanni Imparato. Ha trascorso gli ultimi anni scrivendo e arrangiando i suoi brani, pubblicandoli con la band Chewingum. Due dischi, un Ep e centinaia di concerti in Italia e in Europa. L'ultimo disco Nilo (Garrincha dischi, 2012) ha ricevuto attenzione e consenso da moltissimi media (Radio 2, per le trasmissioni Caterpillar, Ottovolante, Radio 1, Rumore, Blow up, Rockerilla, Rockit, ecc.) Nel 2012 comincia una collaborazione con la cantautrice Maria Antonietta: co-produce il disco Sassi del 2014 e l'Ep Maria Antonietta Loves Chewigum del 2015, accompagnandola live alle chitarre e agli organi dal 2013. Nell'estate del 2016 comincia a registrare Pulviscolo, il primo lavoro in solitaria con il nome Colombre, in uscita per Bravo Dischi il 17 marzo 2017.

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<![CDATA[Edo e i Bucanieri e Lo Stato Sociale live @ Sherwood Festival 2017]]>

“In 2 è amore, in 3 è una festa”, così recita uno dei pezzi più celebri de lo Stato Sociale. 23 giugno, Sherwood e tutto l’indie della zona #sottopalco per la band bolognese, aperta da Edo e i Bucanieri. In più di 3 è un festone assurdo, aggiungerei.

Diciamocelo, una volta per tutte: andare seriamente ad un live del genere non porta a casa nulla: emozioni, ricordi, momenti topici. Lo Stato rappresenta l’anti serietà per eccellenza e ne sono consci, perciò dire facilmente “fanno schifo”, criticandoli con gli stessi canoni usati per musica più ricercata e ricca, non ha senso. È come criticare l’estate padovana perché è afosa e umidiccia: lati negativi portatori di altrettanti lati positivi. Fa parte dell’essenza, del gioco.

Il gruppo di punta sa come divertire la gente, svuotare il serbatoio dello stress, sono fenomeni pop senza grandi richieste e questo esserne Consapevoli li rende assai più spontanei ed efficaci di artisti che fanno dell’impegno debole, annacquato un mantra. Sono così superficiali nel pensare in grande senza rendersi conto delle cose più spicciole, ad esempio che si sbuffa dal sonno mentre “suonano”.

Quello che voglio dire è che è inutile fare gli snobboni se musicalmente lo Stato sia facile, estremamente facile, non distante da ciò che 20 anni fa poteva essere un Prezioso, un Gigi D’Agostino, un Molella, gli Eiffel 65. Sanno fare divertire, sanno Come farlo, perché hanno le competenze e conoscono i desideri di chi hanno davanti. Trovatemi un altro personaggio simile a Lodo, clownesco (nel senso buono del termine, preciso) con quella folta capigliatura bionda, riccia, sapiente nell’intrattenere facendo respirare emotivamente un piazzale intero.

Prima che musicisti sono intrattenitori, e mi ha portato a vederli assieme ad amici che solitamente non verrebbero ad un concerto di musica indipendente, gente che non segue le ultime uscite e sa giusto giusto chi è questo Calcutta che passa molto su Radio Deejay. Siamo a livello di pubblico nel confine fra mainstream e alternativo. Ritorna la cara e vecchia storia, sempre funzionante e avallata dai fatti, secondo cui qualcuno parte ascoltando un progetto come gli Stato e finisce con nello stereo altro di più ricco e tecnicamente pregevole. Allargare la base con senno serve a tutti perché la curiosità di ognuno non è mai scontata.

Un’amica mi dice: “ho iniziato ad ascoltare indie per loro”, e se adesso la trovi al TUO concerto, pagante, è anche un po’ merito di Lodo e compagnia. Lui stesso ribadisce gli anni passati da Turisti della Democrazia (2012), durante i quali la scena è cambiata, e si è liberi di fare “canzonette” dicendo quello che si vuole, sul palco e nelle interviste, senza risultare paradossali.

Il concetto è proprio questo: la libertà espressiva e la gioia derivata, collettiva, travolgente. La mia opinione è che il successo de Lo Stato Sociale nasca così, scavandolo in profondità.

Ho deciso di parlare della band di apertura in chiusura, perché voglio dargli il giusto spazio. Edo e la sua flotta di Bucanieri si fanno sentire con semplicità e stravaganza, accompagnano quattro tiri al canestro nel campetto della San Precario e mi ribadiscono il valore d’oro di momenti del genere, me ne ricorderò fra anni. Dettagli. Bucanieri attenti ai dettagli, ai passi di danza della loro musica da balera sulla pista dell’Euganeo.

Perciò facciamo come per l’ultimo amaro prima di andare via: parliamo, discutiamo, viviamo fino in fondo e apprezziamo i contrasti. La gioia nella semplicità e il dolore nello sforzo, abituati a premi perennemente conseguenti agli sforzi. A volta bisogna unicamente lasciarsi vivere: Jake Barnes in Fiesta di Hemingway.

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<![CDATA[Voina live @ Sherwood Festival 2017]]>

Giovedì 22 giugno è con curiosità che mi accingo ad entrare al parcheggio nord dello Stadio Euganeo. Vedrò live per la prima volta una band conosciuta spulciando le uscite in stream di Rockit: i Voina.

Sul second stage alle 22 la gente è ancora poca, spersa nella quiete di un giorno di metà settimana fra cibo, bevute, stand e la classica collinetta. Quest’atmosfera rilassata mi lascia pensare a cosa mi aspetto dal gruppo, e tento di frenare il ragionare per non crearmi troppe aspettative.

Talvolta l’errore che si fa è proprio questo, fissando delle considerazioni nella parete della propria mente, per poi vederle puntualmente deluse (spesso) o soddisfatte più del dovuto (poche volte).

La band abruzzese ha scritto un disco dal titolo evocativo: “Alcol, Schifo e Nostalgia”, uscito per INRI (di casa Linea 77 per chi non la conoscesse). Il discorso delle aspettative qui torna siccome attitudini del genere mi fanno sempre pensare ad un live di egual segno: incazzato, sputante fuori la parte più torbida del proprio istinto.

Personalmente amo i progetti schietti che senza giri di parole utilizzano la musica come strumento di auto cura delle ferite. Ma, come detto, fermo questo flusso di pensieri: voglio iniziare ad ascoltare immerso nel bianco di un foglio ideale, ancora non sporcato dall’inchiostro.

Alle 22 e qualche minuto i Voina danno inizio alle danze, nel vero senso del termine perché su quel palco, con il pubblico che cresce attorno, non smetteranno di fermarsi fino alla fine.

Alla band non manca sicuramente la qualità chiamata “fotta”, cioè la volontà di dare un senso alla propria esibizione. Me li vedo costretti a stare chiusi in studio, e liberi come animali della prateria mentre suonano, girando tutta la Penisola.

A metà esibizione affermano: “spesso i posti dove abbiamo suonato facevano schifo mentre Sherwood è speciale. Si sta bene”. Riprendendo il discorso di prateria e periferia, parlano di un concetto a me caro: cosa significa provenire da una provincia caustica, il limite di un “impero” fatto di complessi urbani senza senso.

Chiara come il sudore macinato è la loro voglia di evasione da situazioni dove la noia, l’immobilismo sono nel DNA della gente; dove la fretta stessa di vivere, di decidere ed essere padroni del destino non viene compresa. Scorre davanti i bar pieni di vecchi e zarri come un fantasma sulla scena del crimine. Fa parte della cifra stilistica del gruppo: Bere, Io Non Ho Quel Non So Che, Gli Anni 80 e l’esemplifica La Provincia. Chiaro è l’impegno che ci mettono nel raccontare la loro realtà MA.

Tutta questa costruzione di significati viene meno nei significanti, il lato fonetico dei racconti, i quali prendono e coinvolgono a dovere, fino ad un certo punto.

MA la scrittura dei brani è forse il punto debole, il limite dei Voina, brani che spingono la tensione emotiva insita senza mai farla esplodere, azione presente invece in Bere, eccezione. Non mi va di parlare di immaturità compositiva, mancanza di esperienze ecc.. sarei sbruffone e falso siccome i ragazzi sanno, comunque, quello che fanno.

Ascoltandoli ti bevi una birra, stai assieme, pensi ai contenuti trasmessi ma viene a mancarti la carica emotiva delle canzoni atta supportare la rabbia de-scritta.

Un’amica mi fa notare, poi, di come certi gruppi decisamente più frivoli dal vivo abbiano pezzi più esplosivi. Climax capaci di catturare, oltre i concetti, lo stomaco dell’ascoltatore, senza facili entusiasmi. 

I Voina hanno contenuti e presenza sul palco. Assieme a dei brani maggiormente incisivi potrebbero “mandare a casa” molti, magari bravi a scrivere MA sul palco dei gessati appena usciti dalla bocciofila.

Al prossimo giro!

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<![CDATA[Chi è Donald Trump? ]]>


Martedi 27 Giugno 2017

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

Chi'è Donald Trump?

Le elezioni degli Stati Uniti
tra populismo e puritanesimo.

A cura di Globalproject.info


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio dibattito: ore 20.30


1 € può bastare

Il 5 novembre 2016 il mondo si è svegliato con la notizia politica che più era stata scongiurata: la vittoria di Donald Trump. Perché è riuscito a vincere? Qual’è stata la sua strategia? Quale il suo messaggio politico? A quale cultura politica si è appoggiato? Tra populismo reazionario, puritanismo e idea di spazio (s)confinato cerchiamo di capire il fenomeno Trump.

Ne discutiamo con:

Fabio Mengali (Autore del libro “Di cosa parliamo quando parliamo di Trump”, Ed. Villaggio Maori), Fabio Tarzia e Emiliano Ilardi (Autori di “Spazi (s)confinati” e “Un puritano alla Casa Bianca”, Ed. ManifestoLibri).

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<![CDATA[Birthh allo Sherwood 2017]]>

Martedi 27 Giugno 2017


- Second Stage - 

Birthh

"Born in the Woods Tour"

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00


1 € può bastare

Birthh è l’oscuro alter-ego di Alice Bisi, “la coscienza di una ventenne che spende la maggior parte del proprio tempo a pensare a eventi apocalittici”. Un personaggio che, per prendere in prestito il titolo di una delle canzoni del disco, si definisce “Queen Of Failureland”, una giovane regina che non trova pace: “I thought love was enough / But truth is love is dead”. Born In The Woods non è solo la voce di questo personaggio, è il suo stesso corpo: con i suoi colpi di cassa a mimare un inquieto battito cardiaco, i respiri affannosi tra i versi, le sue chitarre nauseanti, i suoi cori caldi, quasi tangibili, intrecciati a tappeti sintetici che avvolgono ed entrano nelle vene. Anche le parole di queste canzoni sono colme di riferimenti alla fisicità, alla carne stessa attraverso cui Birthh si racconta: “I'll be poison in your blood / And I'll be darkness in your eyes / And I'll be propane in your lungs” proclama Wraith, mentre Chlorine descrive un avvelenamento da amore: “You're chlorine in my veins / The blood flooding to my brain”. L’esito in ogni caso è fatale: “Kill my senses now, I don’t mind / if you want death, darling, death you’ll find” (Senses). Il suono di questo tormento mostra una grande attenzione per i particolari e un gusto per le atmosfere downtempo e ambient. «Ho preferito che i suoni del Wurlitzer e di gran parte delle chitarre avessero un certo timbro lo-fi, a fare da contrasto ai suoni precisi e netti dei beat e degli arpeggiatori. Anche l’organo e l’armonium sono stati inseriti con lo stesso scopo. Mancano quasi del tutto gli elementi della batteria acustica. Abbiamo lavorato molto per aggiungere suoni percussivi presi dalla quotidianità (snap, battiti di mani, acqua, porte che sbattono…) e integrarli dentro ritmi frammentati, a volte disorientanti. In gran parte dei brani non abbiamo usato nemmeno il basso: mi piaceva l’idea di poter fare un disco di musica elettronica senza l’ausilio di questo elemento centrale: per ottenere quella profondità abbiamo optato per delle casse con una frequenza bassissima». Born In The Woods unisce la sensibilità di una scrittura cantautorale, dalle evidenti radici folk, alle ricercatezze degli arrangiamenti elettronici. Il vero elemento distintivo del disco restano le armonie vocali (artificiali e non), che portano le canzoni a climax dai toni quasi gospel, e fanno parlare l’intensa voce di Birthh direttamente al cuore.

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<![CDATA[Side by Side. Proteggere le persone non i confini]]>


Lunedi 26 Giugno 2017

Presso il Second Stage:

Side by Side.

Proteggere le persone non i confini

Reato di solidarietà e mantra securitario:

le nuove frontiere dell’Europa fortezza. 

a cura di Progetto Meltin Pot


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 21.00


1 € può bastare

L’attualità e la rilevanza del dibattito culturale e politico sulle migrazioni attraversano un periodo di forte criminalizzazione della solidarietà e di politiche orientate dal mantra securitario, nelle quali prevale la riproduzione di dispositivi giuridici restrittivi nonché un argine ai flussi sulla rotta del Mediterraneo centrale. Per un istante questo dibattito è stato travolto dall’immaginario solidale della manifestazione di Milano del 20 Maggio, che ha messo in mostra l’esistenza nel paese di una molteplicità di soggetti ed esperienze per nulla marginali: un mondo - solitamente oscurato - aperto, plurale, antirazzista e meticcio, eccedente di buone pratiche e proposte, politicamente orientato che ha deciso di prendere parola pubblicamente per affrontare il tema dell’immigrazione in un modo diverso.

Ne discutiamo con:

Cédric Herrou (contadino della Val Roya), Pietro Massarotto (avvocato e presidente del NAGA, Milano), Nawal Soufi, attivista per i diritti umani e collaboratrice indipendente durante la fase di soccorso dei migranti, Tommaso Gandini, campagna overthefortress.

Introduce e modera:

Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot)

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<![CDATA["Le scarpe dei caporali" allo Sherwood 2017]]>

Domenica 25 Giugno 2017


- Second Stage - 

"Le scarpe dei caporali"

Spettacolo di Salvatore Cutrì con la regia di Paolo Grossi


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 18.00

Inizio spettacolo: 21.00


1 € può bastare

Le scarpe dei caporali

Spettacolo di Salvatore Cutrì con la regia di Paolo Grossi

Le Scarpe dei Caporali è uno spettacolo teatrale di Salvatore Cutrì con la regia di Paolo Grossi, prodotto dal Collettivo Mamadou di Bolzano. Nasce da un’inchiesta di Matteo De Checchi, collaboratore del Progetto Melting Pot e Valentina Benvenuti, fotoreporter del Collettivo Mamadou.

Lo spettacolo ha come obiettivo l’avvio e il sostegno di iniziative di sensibilizzazione e azione concrete per il superamento delle condizioni di vita dei braccianti agricoli del Sud Italia all’interno dei ghetti di Rosarno, Boreano, Rignano e Cassibile.

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<![CDATA[We Want To Play. Nessuno è illegale per giocare a pallone]]>


Domenica 25 Giugno 2017

Presso Free Sport Area:

We Want To Play.

Nessuno è illegale per giocare a pallone

a cura di Polisportiva San Precario - Padova


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 20.30


1 € può bastare

Lo sport è un’attività umana che si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali. È un fattore di inserimento, di tolleranza, di accettazione delle differenze e di rispetto delle regole. L’accessibilità alla pratica sportiva è un diritto universale ed inalienabile e dove tale diritto non è rispettato è compito di atleti, società e federazioni nazionali, adeguare ad esso i regolamenti e le norme. A partire dal percorso della Campagna We Want to Play proveremo a costruire un’analisi dello stato di salute del sistema calcistico italiano.

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<![CDATA[Holi a Sherwood 2017]]>

Sabato 24 Giugno 2017


Holi a Sherwood

Il festival dei colori

4a edizione


Sherwood Festival
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


A
pertura cancelli: ore 16.00

Dalle ore 16.00 alle ore 00.00 Main stage

dalle 00.00 alle 02.00 Second stage


Prezzo biglietto: 5 €

Dalle ore 17.00 Sul Main Stage si esibiranno:

Nitro & Dj Slait

www.facebook.com/nitrowilson

www.facebook.com/djslait

Sick Luke

www.facebook.com/SickLuke

Catch A Fire Sound

www.facebook.com/catchafirelsound

Riverbros

www.facebook.com/riverbrosdj

Trash Dance

www.facebook.com/trashdancepage

Team Hype

www.facebook.com/Hypeswagconspiracy

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<![CDATA[Two Birds One Stoned e Piero De Checchi live @ Sherwood Festival 2017]]>

Sto fumando mentre entro al Festival e l’aria è afosa come mai prima quest’anno. Il 21 di giugno lo ricorderò come l’inizio “marcio” dell’estate. Cerco di capire, rallentando il passo, come godermi la serata senza soffrire troppo la calura.

Per fortuna Piero de Checchi sul second stage suona in solo la sua chitarra e le note blues fanno il clima di Frisco bay; tutto sembra meno pesante. Il clima, in senso concreto e mentale, viene rinfrescato e la bravura di Piero, in apertura dello show, è quella di trasmettere empaticamente la componente “sociale” del genere, ovvero la condivisione sincera di dolori e piaceri della vita terrena. Davanti al palco lo percepisci si stia bene per La Musica.

Il blues mi piace in quanto, tramite la sua schiettezza cruda, riesci a buttare giù intere giornate sfigate, svogliate, senza bisogno di tante domande, analisi, solo i giusti pensieri. Se ne può trarre una visione romantica, atemporale: diventiamo rockstar, bluesman, come li si voglia chiamare, contenti di noi. La nostra identità quadre. Si starebbe ore al banco del bar a parlare e conoscere forestieri, donne e sogni, senza paure.

Senza parole mi lasciano i Two Birds One Stoned. Etichetta Red Eyes Dischi, punk blues da rivendicazione del personale diritto al volume alto e all’evasione. Scheletro semplice: 2 figure, chitarra elettrica-voce e batteria. Ho con me degli amici che non li conoscono e ne vengono conquistati immediatamente. Ma andiamo per gradi.

Conosco la band per com’è su disco, live mi stranisce e per metabolizzarla ci voglio 10 buoni minuti buoni, giusto il tempo di cancellare l’idea precedente e farsene un’altra dove in carne e ossa sei consapevole spacchino tutto. E per “tutto” intendo sbraitare alla fine di ogni pezzo incitandoli a continuare senza pause. Fumante Fermento.

Del “fermento” riprendo il concetto siccome il loro “gusto” trova perfetta coincidenza con una birra artigianale in particolare, presa nell’omonimo stand di Sherwood. Tengo in mano la Common Grounds di Magic Rock, birrificio inglese ideatore di questa Triple Coffee Porter, dai definiti sentori di caffè controbilanciati sul palato da rifiniture di cioccolato e vaniglia, le quali giungono sul finale per giovarci di quel contrasto amaro/dolce tanto soddisfacente.

I Two Birds One Stoned sono così: ruvidi, eccessivi nel suono, nella presenza, nella scrittura dei pezzi, ma precisi nelle chiusure. Uno stacco, un’impronta finale che ti farebbe esclamare solamente il “Long Live Rock ‘n Roll” di Rainbow-iana memoria. Note blues, rapidità punk, attitudine hard rock.. anzi, “pestoni” hard rock, come si usa in gergo definire un incedere arrogante. Alla fine però conta poco, semmai conta quello che scoli giù tutto assieme.

Rimango perennemente sorpreso, e amabilmente colto da un’irrefrenabile desiderio di muovermi, pogare, sbattendo gli uni contro gli altri, dalla capacità della musica di aggregare e democratizzare emozioni e pulsioni. Non eravamo tantissimi sottopalco ma il sentire era affine.

Appena finiscono di suonare, mi fiondo dal chitarrista a dirgli: “avete la stessa energia dei Japandroids!” (simili per stile e formazione) e ne rimane soddisfatto. Per questo vale sempre la pena andare (anche) ai concerti “piccoli” della propria città: talvolta le proposte più forti stanno a due passi casa. La fama vale due spicci in confronto alla schiettezza fisiologica dei palchi.

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<![CDATA[Lo Stato Sociale allo Sherwood 2017]]>


Venerdi 23 Giugno 2017

Lo Stato Sociale

"Amore, lavoro e altri miti da sfatare Tour"

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Opening act:

Edo e i Bucanieri

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Dopo il live:

Lo Stato Sociale Dj-Set

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00


Prevendite a 8 € + d.d.p.

Ingresso 8 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it a solo 2 € in più

Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

Clicca sul box giallo a destra


Prevendite disponibili anche su www.ticketone.it


Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

Amore, lavoro e altri miti da sfatare è il terzo album in studio de Lo Stato Sociale, disponibile dal 17 marzo 2017 via Garrincha Dischi in licenza per Universal Music Italia. Successore di L’Italia peggiore (2014), il disco, come si legge nella nota stampa, è frutto di 10 mesi di lavoro e raccoglie i sentimenti e le parole del vissuto della band. Nell’album sono ancora più presenti le voci dei cinque membri del gruppo, con una o più canzoni da protagonisti, e le molte influenze musicali sono sintetizzate nel classico caleidoscopio di generi: dal rock alla dance, passando per il pop.

«Il disco parla di noi e di quello che ci succede attorno – racconta la band – da quel che accade in un mondo messo alla prova da derive autoritarie e che poco si adattano al bisogno di umanità, all’interpretazione dell’intimità e delle relazioni, che sono specchio e sintesi dei nostri pensieri».

Anticipato dai singoli Amarsi male, Mai stati meglio, Buona Sfortuna e Vorrei essere una canzone, l’album sarà promosso da un tour che porterà la band per la prima volta al Mediolanum Forum di Assago il 22 aprile 2017.

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<![CDATA[Giù le mani dalle nostre terre e dai Beni Comuni]]>


Giovedi 22 Giugno 2017

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

Giù le mani dalle nostre terre
e dai Beni Comuni

A cura del Collettivo Resistenze Ambientali Padova


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio dibattito: ore 20.30


1 € può bastare

È sempre più evidente che la “questione ambientale”, o meglio il rapporto uomo-natura, è centrale dal punto di vista della lotta di classe intesa non in senso “economicistico” ma come movimento rivoluzionario che trasforma lo stato presente delle cose per la costruzione del “comune” e della comunità di liberi ed eguali. Un passaggio epocale al di la della logica produttivistica e lavoristica, al di la dell’ “ambientalismo di maniera”, che non mette in discussione radicalmente il modo di produzione capitalistico e l’ideologia neoliberista che lo supporta. Le trasformazioni antropologiche operate dallo sviluppo capitalistico, con la sistematica e rapace distruzione dell’ambiente, dei territori, e del “mondo della vita”, è sotto gli occhi di tutti. Questa problematica è tanto più attuale nel nostro territorio dove consumo di suolo, avvelenamento delle acque (PFAS), inquinamento dell’aria hanno raggiunto limiti catastrofici. Sotto attacco i beni comuni fondamentali: terra, acqua, aria. Il Veneto come nuova terra dei fuochi! Il dibattito continuerà il 29 Giugno.

Ne discutiamo con:

Dott. Francesco Palese (Spazio Salute Popolare Padova),
Giuseppe Ungherese (Greenpeace Italia),
Gigi Lazzaro (Legambiente Onlus),
Collettivo Resistenze Ambientali - PadovaVicenza si solleva
e altri ospiti in via di definizione.

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<![CDATA[Voina allo Sherwood 2017]]>

Giovedi 22 Giugno 2017


- Second Stage - 

Voina

"Alcol, schifo e nostalgia Tour"

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00


1 € può bastare

I Voina vengono da Lanciano (Chieti - Abruzzo).

Nella primavera del 2013 pubblicano il loro primo EP interamente autoprodotto e diretto artisticamente da Manuele Fusaroli e Marco Di Nardo (Management Dolore Post-Operatorio).

Il 16 ottobre 2015 esce per l'etichetta milanese Maciste Dischi il loro primo disco "Noi Non Siamo Infinito" sempre al seguito dell’ accoppiata Marco Di Nardo/ Fusaroli. Questo disco li porta a collezionare più di 60 date per tutta Italia arrivando a ricevere il premio del MEI (Meeting etichette indipendenti) come Migliore Band Emergente del 2016.

A Marzo del 2017 è uscito il loro secondo album "Alcol, Schifo e Nostalgia" targato INRI.

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<![CDATA[Two Birds One Stoned + Piero De Checchi allo Sherwood 2017]]>

Mercoledi 21 Giugno 2017


- Second Stage - 

Two Birds One Stoned

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Piero De Checchi

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00


1 € può bastare


Two Birds One Stoned

Aggressività ma anche delicatezza, incoerenza ma anche razionalità, schiettezza ma anche complessità. Sono questi i valori portanti del progetto Two Birds One Stoned. Blues graffiante e fangoso mischiato all’immediatezza del punk e all’energia del rock. Un duo che nasce dalla passione e dalla voglia di portare un po' di freschezza nella scena musicale trevigiana. Le principali ispirazioni provengono dalla musica degli anni '70 e band contemporanee americane e inglesi come Royal Blood, The Black Keys, White Stripes, Death From Above 1979. Il viaggio parte nel 2015: le menti di Marco e Alberto decidono di trasporre in musica tutti questi concetti. Segue un’anno ricco di concerti nelle province di Treviso, Padova, Vicenza e Venezia. Attualmente è stato pubblicato il primo EP self titled.

Piero De Checchi

Le dita che artigliano le corde e la voce che serpeggia tra gli accordi. La chitarra suonata in Fingerpicking, dondolandosi con aspra morbidezza tra il Folk e il Blues, è il mezzo espressivo di Piero de Checchi.

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<![CDATA[Brunori Sas e Verano live @Sherwood Festival 2017]]>

Si fa sera il 16 giugno su Padova e arrivo al Festival giusto per prendermi da bere e calmare il caldo che oggi tartassa oltre ogni modo il corpo. L’estate è qui nel bene e nel male. Mi rinfresco e mi calmo, giunge anche un filo di vento e la tranquillità si fa spazio, rendendomi pronto per il concerto di Brunori, aperto da Verano.

Verano, nome di Anna Viganò, ex Officina della Camomilla, ha dalla sua un Ep di synth pop molto sofisticato e ben prodotto, dalle melodie romantiche, ariose, rifinite di poesia agrodolce nei testi. Mi aspetto di vivere live le stesse atmosfere sospese assaporate in Cielo su Milano, Nevada, Ginger e Fred.

Il risultato finale mi lascia un sottile amaro in bocca: le capacità, la ricerca dell’eleganza in studio ci sono, ma sono rese opache da sbavature nel canto, nella resa del lato strumentale. Prendiamo ad esempio la sospensione emotiva di Ginger e Fred in originale: dal vivo è un sali e scendi, tecnico ed emotivo, continuo. Si perde di intensità, ed è un peccato.

L’apertura di Anna diventa l’introduzione al libro che Dario Brunori e la ricca band, con tanto di fiati, scriveranno lungo le due ore di esibizione. Un compendio del presente e del passato, dall’ultimo Lp “A casa tutto bene” al primo “Brunori Sas, vol.1”.

C’è da dire che Dario è anche un gran intrattenitore, riuscendo a superare indenne la pausa per difficoltà tecniche con una scioltezza rara; “in verità è tutto fatto apposta cosi che diciate: bravo Brunori, nonostante quello che è capitato ha portato avanti lo spettacolo senza problemi!” esclama con ironia, e sarà cosi per il resto del tempo speso sul palco.

Si passa senza timori dai canti de La Verità, Canzone Contro La Paura, L’Uomo Nero, a Italian Dandy, Kurt Cobain e il Costume Da Torero.

Ho una mia idea precisa su quella che sia la poetica dell’artista calabrese e del perché ha presa su un pubblico così trasversale. Dai ventenni ai cinquantenni.

Musicalmente è pop ma elegante, non ha niente a che vedere con l’urgenza giovanile dell’indie italiano. È sempre uno stile alternativo ma più maturo: per i ragazzini e ragazzi è un giovane zio, per chi è adulto un compagno di avventure.

Dario scrive un libro aperto di parole dove si ritrovano la malinconia delle paure e la liberazione di chi le esorcizza confessandole a chi ha vicino, o a chi ha conosciuto da poco tempo, umano foglio bianco. Brunori annulla il peso del passato, del rimorso, per farti considerare solamente quanto di buono hai appreso, dagli errori, dagli eventi. L’apice infatti è Canzoni Contro la Paura che più eloquente non può essere. Ascoltarlo significa leggere un libro di formazione, come un Hemingway in adolescenza.

Mi accendo una sigaretta e sulle note di piano di Guardia ’82 ritrovo la placida concretezza di ciò che mi sta attorno, delle strade marginali, dei campi brulli dimenticati fra città e campagna, ed è metafora della condizione umana, cantata da Dario: esseri soli, scordatisi di ciò che li rende forti, delle qualità, illuminate da una lunatica manciata di canzoni, intonate in una afosa, stanca notte estiva. Dei toreri sconfitti in procinto, se vogliono, di dare consistenza al proprio vissuto.

Guardia ’82 dal pianoforte si erge in una folata di sassofono, sostenuta dal sangue della batteria. Amore in circolo, fra pubblico e musicisti. Le luci si affievoliscono e chiudiamo il libro.

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<![CDATA[Presentazione di "Sopravvivere a Sarajevo"]]>


Martedì 20 Giugno 2017

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

Sopravvivere a Sarajevo

Condizioni urbane estreme e resilienza:
testimonianze di cittadini nella Sarajevo assediata (1992-1996)


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio presentazione: ore 20.30


1 € può bastare

Presentazione del libro “Sopravvivere a Sarajevo”, a cura di FAMA Collection (Bébert Ed.).

Sopravvivere a Sarajevo è la traduzione italiana dell’opera “The Art of Survival”, parte di un ampio progetto culturale del gruppo di artisti bosniaci FAMA Collection.
Grazie all’eccezionale documentazione arricchita da foto dell’epoca e illustrazioni, il libro ci proietta nella vita di tutti i giorni di una città che si trova in uno stato di eccezione permanente: 1.395 giorni passati senza luce, acqua e gas, il più lungo assedio della storia contemporanea. Sopravvivere a Sarajevo costituisce un archivio del futuro, un monito al tempo presente sulla pericolosità dei nazionalismi, una questione oggi più che mai al centro degli equilibri europei.

Ne discutiamo con:

Matteo Pioppi (Bébert Edizioni ) e Riccardo Bottazzo (Direttore di EcoMagazine).

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<![CDATA[Cattive Abitudini allo Sherwood 2017]]>

Martedi 20 Giugno 2017


- Second Stage - 

Cattive Abitudini

"20:3 Tour"

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00


1 € può bastare

Tutti conoscono le Cattive Abitudini, band seminale del punk rock Italiano, che finalmente tornano, richiesti a gran voce, con un disco nuovo fiammante, "20:3", che li riporta ai tempi di "Tutto fa parte di noi" e "Il meglio del peggio", i due dischi che li hanno consacrati.

Dopo anni di inattività, Le Cattive Abitudini si sono decisi a tornare in grande spolvero con una voglia di suonare e scrivere che non avevano ormai da molto tempo. Il risultato è questo disco, “20:3” che vi catapulterà nel sano e genuino Punk Italiano che, tra alti e bassi, resta un certezza e non muore mai.

Pezzi come "Moriremo per noi", "Oltre la liberta" e "Sparirò", per citarne alcuni sono a pieno titolo inni punk rock, quel Punk Italiano che i suoi numeri li fa ancora e si difende bene, senza paura e senza rimpianti.
Sonorità catchy, velocità e melodia la fanno da padrone come da tradizione, perchè di questo si parla con “20:3”, di portare avanti una tradizione Punk in un’Italia che mai come oggi ha bisogno di guardarsi indietro e ricordarsi di concerti, dischi e sbronze, che ora sono così fuori moda tra i Kids “millennial”.

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<![CDATA[Le lotte globali contro il capitalismo estrattivo]]>


Lunedi 19 Giugno 2017

Presso il Second Stage:

Le lotte globali contro

il capitalismo estrattivo

Standing Rock incontra i movimenti italiani

a cura di Globalproject.info


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 21.00


1 € può bastare

Dalle vittorie durante l’amministrazione Obama al pugno di ferro di Trump, dai “Water Protectors” di Standing Rock allo sgombero del campo di Oceti. Il movimento che si oppone al “North-Dakota Pipeline”, un oleodotto che rischia di devastare completamente la riserva indiana dei Sioux, ha mostrato al mondo la violenza del capitalismo estrattivo ma anche le possibilità di un riscatto. All’interno di un tour europeo, i rappresentanti di questo movimento incontreranno diverse realtà italiane che da anni si oppongono all’arroganza di un modello basato su speculazione e grandi opere.

Ne discutiamo con:

“Water protectors” di Standing Rock e attivisti No Grandi Navi, No Tav Valsusa, NoOmbrina, Terre in Moto Marche e Vicenza Si Solleva.

Introduce e modera:

Antonio Pio Lancellotti (Globalproject.info)

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<![CDATA[Presentazione di “Abitare Illegale”]]>


Domenica 18 Giugno 2017

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

"Abitare Illegale"

Etnografia del vivere ai margini in occidente


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio presentazione: ore 20.30


1 € può bastare

Presentazione del libro “Abitare Illegale” di Andrea Staid (Ed. Milieu) con la presenza dell’autore.

Tra Europa e Stati Uniti un viaggio nelle più differenti esperienze abitative, dalle case occupate italiane ai “wagenplatz” in Germania, dai villaggi rom e sinti del nord Italia, ai “pueblos ocupados” in Spagna.
Ma non solo: ecovillaggi e comuni, slum urbani e baraccopoli, autocostruzioni e tendopoli. Una ricerca che decostruirà le certezze sull’abitare del cosiddetto “primo mondo”, scritta con la passione dell’attivista e il rigore dello studioso.

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<![CDATA["Welcome" allo Sherwood 2017]]>

Domenica 18 Giugno 2017


- Second Stage - 

"Welcome"

Spettacolo di e con Beppe Casales


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 18.00

Inizio spettacolo: 21.00


1 € può bastare

Welcome

Spettacolo di e con Beppe Casales

“Welcome” è uno spettacolo sulle migrazioni umane. Quello che ha prodotto la guerra in Siria è stato definito il più grande movimento migratorio dopo la Seconda Guerra Mondiale. Io penso che il teatro non possa non raccontarlo.
Perciò parto da Idomeni perché da qualche parte bisogna partire. Parto da Idomeni perché è diventato il simbolo di quello che sta succedendo da oltre un anno in Europa: un movimento di uomini donne e bambini che nel cercare pace trovano un muro, un confine chiuso. Parto da Idomeni perché è stato il più grande campo profughi d’Europa. È stato la vergogna dell’Europa. Uno schiaffo alla dignità dell’uomo.
Lo spettacolo nasce dalla partecipazione di Beppe Casales alla campagna di solidarietà attiva e monitoraggio #overthefortress al campo di Idomeni e nei campi governativi greci, e dal sostegno di 85 produttori dal basso che hanno creduto nel progetto. Crediamo che questi passaggi storici non debbano essere raccontati solo attraverso la cronaca dei giornali e delle televisioni. Crediamo che il teatro possa restituire profondità di sguardo alle storie di questi esseri umani. Crediamo che il teatro sia una delle chiavi per capire chi siamo, e cosa sta succedendo intorno a noi.

"Idomeni si è sparsa ovunque. Idomeni è quel confine in cui la nostra vita si incontra con le vite degli altri. Idomeni è un luogo dove è possibile un incontro o uno scontro. Idomeni è una parte fondamentale della nostra vita. Dove siamo disposti a vivere realmente un'esposizione di noi stessi? Dove possiamo rivelarci agli altri senza paura del giudizio? Dove possiamo essere riconosciuti come esseri umani al di là di tutto? Idomeni è il confine tra la nostra vita privata e tutti gli altri esseri umani. Idomeni è il punto in cui inizia tutto. Tutto."

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<![CDATA[Workshop Sherwood]]>


Dal 18 Giugno al 09 Luglio

Presso lo Sherwood Festival 2017:

Workshop Sherwood

(aperti al pubblico e gratuiti)

a cura di Sherwood Books & Media


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Dalle ore 15.00 alle ore 19.00


Per info e prenotazioni:

workshop@sherwood.it


Domenica 18 Giugno

Workshop di Fonia Live.

Introduzione ai concetti e alle tecniche della fonia in ambito live.
con Piero De Checchi, tecnico del suono e PA man


Domenica 25 Giugno

Workshop di Scrittura Giornalistica

Come si scrive un articolo per la carta stampata e per il web: differenze, contenuti, errori più frequenti.

con Riccardo Bottazzo, giornalista professionista e direttore di EcoMagazine.


Domenica 09 Luglio

Il Montaggio: la lingua del Cinema

Conversazione sul montaggio cinematografico e il talento di raccontare storie.

con Davide Vizzini, montatore professionista diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia.

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<![CDATA[Altavoz De Dia allo Sherwood 2017]]>

Sabato 17 Giugno 2017


Altavoz De Dia


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17

Nastia

www.facebook.com/Nastia.official

Peggy Gou

www.facebook.com/peggygoupeggygou

Bassa Clan

(Fabrizio Maurizi & Dino Angioletti)

www.facebook.com/bassaclan

Max D. Blas

www.facebook.com/maxdblasmusic

Wall

www.facebook.com/Walla.k.a.MarcoSalvalaio

Prince Anizoba

www.facebook.com/princeanizoba

Phill Prince

www.facebook.com/PhillPrince000


Apertura cancelli: ore 17.00


Prevendite: 10 € + d.p.

Acquistalo in prevendita su www.sherwood.it a solo 2 € in più

Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

Clicca sul box giallo a destra


Ingresso alla porta:

10 € fino alle ore 21.00

13 € dopo le ore 21.00

Al termine dei set su Main Stage ingresso 1 € può bastare


Ritorna per il 10° anno consecutivo l'appuntamento con la grande musica elettronica a Sherwood Festival: AltaVoz De Dia.
AltaVoz non ha ormai più bisogno di presentazioni, essendo diventato in 10 anni di attività uno degli eventi di musica elettronica di maggior prestigio e successo a livello italiano ed europeo. Nato e cresciuto al Centro Sociale Rivolta di Marghera, AltaVoz -nel corso degli anni-ha organizzato eventi in diverse città italiane (Bologna, Firenze, Milano, Roma solo per citarne alcune) e in mezza Europa (Berlino, Barcellona, Londra, Lubjiana, Vienna e altre ancora). Il principale evento estivo di AltaVoz resta comunque sempre l'evento che presenta a Sherwood Festival.

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<![CDATA[Brunori Sas allo Sherwood 2017]]>


Venerdi 16 Giugno 2017

Brunori Sas

"A casa tutto bene Tour"

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Opening act:

Verano

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Dj-Set:

La Valigetta Di Andy

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00


Early Bird tickets a 15 € + d.d.p. fino al 30/4

Ingresso 20 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it a solo 2 € in più

Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

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Prevendite disponibili anche su www.ticketone.it

Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

Dopo il grande successo nei più importanti club d’Italia con 18 date tutte esaurite, il viaggio musicale di Brunori Sas continuerà con altri appuntamenti estivi che toccheranno anche lo Sherwood Festival di Padova.

Le nuove imperdibili date estive del tour di Brunori Sas vedranno uno show rinnovato e ampliato nel repertorio e nell’allestimento.

Questi nuovi concerti saranno l’occasione per riascoltare sia i brani storici del cantautore, sia i brani tratti da “A casa tutto bene”, il quarto album di inediti di Brunori Sas, uscito lo scorso 20 gennaio per Picicca dischi, che ha debuttato sul podio della classifica Fimi dei dischi più venduti e ha occupato i primi posti anche delle classifiche digitali e di streaming.

Anche negli appuntamenti estivi, Brunori sarà accompagnato dalla sua band storica, composta da Simona Marrazzo (cori, synth, percussioni), Dario Della Rossa (pianoforte, synth), Stefano Amato (basso, violoncello, mandolini), Mirko Onofrio (fiati, percussioni, cori, synth) e Massimo Palermo (batteria, percussioni), Lucia Sagretti (violino).

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<![CDATA[Liberismo e protezionismo]]>


Giovedi 15 Giugno 2017

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

Liberismo e protezionismo

due facce di una stessa medaglia?

a cura di Globalproject.info


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 20.30


1 € può bastare

Dal 2008 in avanti l’intervento statale in economia è diventato parte organica della strategia neoliberale, soprattutto in relazione ai tanti programmi di salvataggio delle banche. Con l’elezione di Trump il protezionismo economico ha assunto connotati ideologici inediti, fondandosi soprattutto sulla razzializzazione del mercato del lavoro e su un nuovo slancio estrattivo dell’industria energetica. Quali sono, in questo contesto, le continuità e le divergenze tra liberismo e protezionismo?

Ne discutiamo con:

Andrea Fumagalli (Economista e fondatore di Effimera.org)

e Francesco Silvi (Economista e collaboratore di Globalproject.info)

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<![CDATA[Patois Brothers allo Sherwood 2017]]>

Giovedi 15 Giugno 2017


- Second Stage - 

Patois Brothers

"Wise and Wild Tour"

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00


1 € può bastare

La reggae band veneziana Patois Brothers torna con Wise and Wild, il nuovo album che conta dodici brani del tutto originali, elaborati in stili molto diversi tra loro, ma ognuno di essi caratterizzato dall’autoproduzione, tra cui un’importante collaborazione con Max Romeo.

Dopo aver registrato con Edoardo Pelizzari al Lemon Recording Studio (Castelfranco Veneto, TV), la ricerca di un sound originale ha portato i Patois Brothers nel Regno Unito, dove hanno incontrato Daniel Boyle, produttore degli ultimi lavori discografici di Lee Perry e Max Romeo. È dentro le macchine analogiche degli anni ’70 del Rolling Lion Studio che passa Wise and Wild, le stesse macchine con le quali le leggende giamaicane diedero vita al roots rock reggae.

Ognuna delle dodici nuove tracce esprime concetti molto forti, spesso dimenticati dalla “new music” o addirittura inesplorati. Rispetto, saggezza e spiritualità colorano l’aspetto morale dell’LP: il trionfo di questi valori e degli insegnamenti che i Patois Brothers ricevono nel loro percorso musicale e di vita, si esprime al meglio nel brano numero 4, Life Learning, che vede il featuring del grande Max Romeo, mito del roots reggae nonché grande fonte di ispirazione per la band. La collaborazione con il cantante giamaicano e Charmax Music fa dare uno sguardo oltreoceano al gruppo e preannuncia un futuro ricco di novità.

Wise and Wild è disponibile in copia fisica (ai concerti) e su tutte le piattaforme digitali dal 24 marzo 2017.

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<![CDATA[España Circo Este allo Sherwood 2017]]>


Mercoledi 14 Giugno 2017

España Circo Este

"Tour della Maleducazione"

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Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00


1 € può bastare

Appena 5 anni di attività e sono più di 500 i concerti in Italia ed Europa per gli España Circo Este. La musica degli E.C.E. è Latin Pop Punk, è Tango, è Cumbia, è Reggae che esplodono dal vivo attraverso una ritmica potente e distorta. Un sound unico ribattezzato Tango-Punk.

Tutto ha inizio nel 2013 quando la band pubblica l’E.P. "Il Bucatesta", andato più volte in ristampa senza alcuna distribuzione e promozione ufficiale e con più di 114 concerti lungo tutta l'Italia e Spagna.

"La Revoluciòn de l'Amor", il loro primo LP, esce ad inizio 2015. In appena 18 mesi sono già ben 3 le ristampe del disco andate sold out, 120 concerti concerti in 6 diversi stati europei (Italia, Svizzera, Austria, Danimarca, Germania, e Repubblica Ceca), supporti ufficiali ad Artisti del calibro di Manu Chao, Gogol Bordello, Dubioza Kollektive e Shaggy ed apprezzate performance live in radio (Caterpillar Radio 2) ed in televisione (Serie TV “Tutto Può Succedere”, prima serata RAI 1).

Dopo una breve pausa, in primavera del 2016 comincia il loro secondo tour europeo: altre 50 date da marzo a fine estate in Italia, Germania, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Svizzera ed Olanda e la partecipazione ad alcuni dei più importanti festival europei, come l’Home Festival di Treviso, l’Hafenfest di Amburgo, il Breminalia a Brema, il Passpop ed il Lowlands in Olanda.

Il loro nuovo album, "Scienze della Maleducazione", è uscito in Italia il 20 gennaio 2017 per Garrincha Dischi (Lo Stato Sociale, Ex Otago, Punkreas ….) e distribuito in licenza anche in Spagna, Portogallo, Andorra e Francia (Ventilador Music) e Germania, Austria e Svizzera (T3 Records).

Il 23 gennaio inizia il “Tour della Maleducazione”: ad inizio aprile sono già oltre 30 i concerti in Italia (tra cui Vidia di Cesena, Palanord di Bologna, New Age di Treviso, Cap10100 di Torino, CSO Pedro di Padova, ect…) tra cui 14 in Germania (Hannover, Augusta, Berlino, Brema, Amburgo, Dresda, le principali città toccate).

Il 7 Aprile 2017 esce una versione deluxe dell’album Marassi degli Ex-Otago. Il doppio album contiene sia la versione originale che 16 nuove versioni tra featuring e remix. Gli Espana Circo Este collaborano al brano “Non molto lontano”.
Gli España Circo Este sono: Marcelo (Voce, Chitarra), Jimmy (Batteria, Percussioni), Ponz (Basso, Voce), Matteo (Fisarmonica, Violino)

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<![CDATA[Sport e comunicazione: raccontare lo sport nell’era dei social media]]>


Martedì 13 Giugno 2017

Presso la Free Sport Area:

Sport e comunicazione:

raccontare lo sport nell’era dei social media

a cura di Polisportiva San Precario - Padova


Sherwood Festival 2017
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood17


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio presentazione: ore 20.30


1 € può bastare

“La palla è subdola. Non ha spigoli, non ha facce, e rotola sempre” scriveva Gianni Brera. Da allora la tecnologia ha modificato la narrazione sportiva, passando sempre di più dalla carta stampata al web, attraverso blog e pagine facebook che trattano lo sport secondo canoni e punti di vista differenti, dal mainstream allo sport popolare.
Ne parleremo con alcuni redattori di blog che ci sveleranno i loro modi di raccontare lo sport.

Ne discuteremo con admin di:
Sportallaroverscia.itSportpopolare.itCronachedispogliatoio.itCalcioromantico.com.

Introduce e modera:

Gian Luca Pizzotti (Sherwood.it)

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