<![CDATA[ home | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it <![CDATA[Ciao Claudio]]>

CLAUDIO LOLLI

«Potrò mai ringraziarvi
compagni sconosciuti
disponibili sempre
ad offrire amore e vino
sperduti in questo mondo
non a grandezza d’uomo
e nemmeno di donna
e neanche di bambino
provincia di una vita
che dovrà pur finire.
Potrò mai ringraziarvi
compagni a venire».

Potremmo mai ringraziarti Claudio, per tutte le emozioni che ci hai dato e che continuerai a darci...

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Il racconto di un uomo da molti anni in cura per disturbi mentali, che affronta il tabù della malattia psichiatrica e il suo intrecciarsi con i piccoli aspetti della vita quotidiana. È “Dettagli inutili" di Alberto Fragomeni (Edizioni alphabeta Verlag).
I farmaci. Il desiderio di una sigaretta. Le relazioni timide con i medici e con gli altri pazienti. I piccoli gesti. Sembrano dettagli inutili: sono la quotidianità. Frazionata, vivisezionata, nello sforzo di aggiungere un tassello in più nel cammino verso la normalità. Con la prefazione di Massimo Cirri, l’autore racconta i disturbi psichiatrici con ironia, distacco e con un’intelligenza disarmante.  Confermando ciò che la medicina sa: che la scrittura è via di guarigione. Terapia per conoscere se stessi, per esplorare i propri limiti, e per averne cura, persino. Parola per dissacrare, per esaltare, per informare. E per liberare da molti tabù.


ReadBabyRead #399 del 16 agosto 2018


Alberto Fragomeni
Dettagli inutili

(4a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


- io sono schizoaffettivo, e tu?
- borderline.
- sei mai stata in spdc?
- sì.
- e ti hanno legata?
- no.
- a me si... 

esiste una retorica della malattia mentale.
e i primi a cascarci sono i malati mentali stessi: anche se in genere non hanno idea di cosa significhi esattamente la propria diagnosi, alcuni di essi finiscono infatti per andarne orgogliosissimi: rappresenta per loro una sorta di superpotere, una seconda personalità dotata di energia e volontà illimitate, qualcosa che li rende sfaccettati, misteriosi, preziosi, speciali, o comunque degni di essere studiati e analizzati da tutti quegli educatori, infermieri, psicologi, medici che si affannano tanto intorno al loro caso.


Un diario della sofferenza

La malattia mentale non smorza la percezione del dolore e non annulla l’inclinazione allo studio, alla ricerca, alla lettura di testi anche complessi. Lo racconta Alberto Fragomeni nel suo libro "Dettagli inutili". Un lucido resoconto di esperienze possibili grazie alla riforma della psichiatria italiana. Per superare i pregiudizi.  

La legge 180 ha radicalmente cambiata, nel 1978, la ragione d’essere pratica, e anche teorica, della psichiatria italiana, cancellandone le intollerabili modalità di realizzazione, e rendendola la migliore delle psichiatrie possibili; ma ancora oggi non sempre, e non in ogni regione, le modalità concrete di fare psichiatria corrispondono ai grandi ideali scientifici, etici e umani, che animano la legge di riforma, e questo in particolare nel contesto dei servizi ospedalieri di psichiatria. Ci sono servizi nei quali le porte sono chiuse, e nei quali la dilagante somministrazione psicofarmacologica non si accompagna a strategie psicoterapeutiche e socioterapeutiche; e ci sono servizi nei quali la contenzione, questa violenza che ogni psichiatria degna di questo nome rifiuta, continua a essere attuata. Sono nondimeno comportamenti, questi, che non mancano, e sono forse frequenti, anche in quelle strutture che si possono chiamare, almeno indiziariamente, comunitarie.

Come si correlano con queste mie considerazioni generali le esperienze di Alberto Fragomeni, l’autore di “Dettagli inutili”, che è il doloroso splendido diario della sua sofferenza psichica rivissuta nel corso degli anni con coraggio, e con passione? Sono esperienze vissute in un dialogo senza fine con il dolore, con la depressione, con il male di vivere, con il male oscuro, con la maniacalità, e con una cura non sempre capace di ascolto e di comprensione; e sono esperienze descritte con un linguaggio di una bellezza e di una ricchezza emozionale, di una chiarezza e di una leggerezza, semplicemente straordinarie.

Sono esperienze che noi leggiamo con stupore nel cuore: affascinati dall’intensità e dalla profondità delle riflessioni, e delle risonanze interiori, e dalla resistenza ferma e ardente alle influenze dolorose della malattia, e delle modalità di comportamento talora fredde e impazienti da parte di medici e di infermieri. Sono esperienze che testimoniano della sensibilità e della dimensione umana della sofferenza, anche quando questa è acuta e profonda, straziante talora e alienante, e che dimostrano la grande radicale importanza della relazione, dell’essere in dialogo, nell’articolazione della cura in psichiatria. Sono esperienze che solo chi ne abbia a soffrire conosce fino in fondo, e riesce a descrivere nella sua palpitante verità psicologica e umana; consentendo alla psichiatria di avvicinarsi al cuore della sofferenza: altrimenti irraggiungibile.

Sono esperienze espresse con un linguaggio di grande chiarezza, e di non comune pregnanza emozionale, che consente ad Alberto Fragomeni di farci conoscere i suoi pensieri e le sue emozioni, i suoi modi di rivivere la sofferenza e le sue doti di intuizione e di riflessione, la sua capacità di de-limitare l’influenza della malattia e di mantenere in ogni momento la coscienza acuta del suo malessere. La malattia, le accensioni brucianti della malattia, non spengono mai la percezione acuta del senso della sofferenza, e non lacerano, e nemmeno incrinano, la inclinazione allo studio e alla ricerca, alla lettura e alla rilettura di grandi e complessi testi di filosofia. Leggiamo stupefatti che egli si avvicina a libri fra i più complessi della filosofia moderna, come sono quelli di Karl Jaspers e di Martin Heidegger, con passione e con entusiasmo; e questo nonostante che da molti anni ormai la sua vita si svolga in un appartamento protetto: così è chiamata la struttura comunitaria in cui vive. La storia della sua vita si svolge senza che mai si manifestino comportamenti incrinati da aggressività, e invece sempre sigillati da una rara gentilezza. Nemmeno mai vengono meno la comprensione e l’accoglienza del modo di vivere delle pazienti e dei pazienti con cui Alberto Fragomeni si incontra.

Sono esperienze le sue, che solo la legge di riforma della psichiatria italiana ha reso possibili nel contesto di quella che è stata la chiusura dei manicomi nei quali, come si sa, la dignità della sofferenza psichica veniva radicalmente negata, e lacerata. Questo libro, sulla scia di straordinarie capacità espressive, testimonia della ricchezza umana e della gentilezza d’animo che si accompagnano alla malattia in psichiatria, e della rivoluzione alla quale è giunta in essa la cura non più irrigidita, e pietrificata, nei soli binari della farmacoterapia, ma allargata a modelli psicoterapeutici e socioterapeutici. Sono cose che tutti conosciamo, e cerchiamo di fare, ma che Alberto Fragomeni dimostra essere necessarie in questo bellissimo libro, che tutti dovrebbero leggere, non solo psichiatri e psicologi, e che ha in sé un grande valore formativo e, anche, educativo, perché ci confronta con l’aspetto interiore della malattia e della sofferenza in psichiatria, e ci aiuta a non perdere la speranza nemmeno quando non si possa giungere alla completa risoluzione della condizione di malattia. Un libro che si comincia a leggere, e non si riesce a interrompere: affascinati dalla sua originalità, e dalla sua umanità, dalla sua tenerezza, e dalla sua sensibilità.

Un libro che ci invita a riguardare e a superare il groviglio dei pregiudizi che non consentono ancora oggi di riconoscere la dimensione psicologica e umana della sofferenza psichica, della malattia in psichiatria, ricondotta abitualmente alla sua reificazione, alla sua riduzione a esperienza senza significato, e senza valore. Sono pochi i libri che, come questo, possano essere utilmente letti e illustrati nelle scuole, anche nella scuola primaria, al fine di ridare alla malattia in psichiatria, e alla grande sofferenza che l’accompagna, la loro irrevocabile dignità, e la loro nobiltà. Seguendo modelli formativi, come questo, ci si potrebbe attendere che, sulla scia della straordinaria rivoluzione che ha portato in Italia alla restaurazione della libertà nel deserto agghiacciante dei manicomi, la follia sia considerata come una dimensione della vita alla quale ciascuno di noi possa andare incontro. Il grande respiro etico del pensiero e dell’azione di Franco Basaglia non si limiterebbe allora alla realizzazione di una psichiatria umana e gentile, ma entrerebbe a fare parte della vita delle giovani generazioni, al di là di una opinione pubblica indifferente, e non di rado ostile, alla accoglienza  

di Eugenio Borgna
da L’Espresso, 25 ottobre 2017


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: La Chapelle De Guillaume Tell [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Au Bord D'Une Source [Franz Liszt]
Markus Hinterh
äuserSonata No. 1, I-IV [Galina Ustvolskaya]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Orage [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Sonetto 47 Del Petrarca [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Au Lac De Wallenstadt [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Venice & Naples: Gondoliera [Franz Liszt]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Sonetto 104 Del Petrarca [Franz Liszt]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Le Mal Du Pays [Franz Liszt]
Markus Hinterh
äuserSonata No. 2, I-II [Galina Ustvolskaya]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Après Une Lecture De Dante: Fantasia Quasi Sonata [Franz Liszt]

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Il racconto di un uomo da molti anni in cura per disturbi mentali, che affronta il tabù della malattia psichiatrica e il suo intrecciarsi con i piccoli aspetti della vita quotidiana. È “Dettagli inutili" di Alberto Fragomeni (Edizioni alphabeta Verlag).
I farmaci. Il desiderio di una sigaretta. Le relazioni timide con i medici e con gli altri pazienti. I piccoli gesti. Sembrano dettagli inutili: sono la quotidianità. Frazionata, vivisezionata, nello sforzo di aggiungere un tassello in più nel cammino verso la normalità. Con la prefazione di Massimo Cirri, l’autore racconta i disturbi psichiatrici con ironia, distacco e con un’intelligenza disarmante.  Confermando ciò che la medicina sa: che la scrittura è via di guarigione. Terapia per conoscere se stessi, per esplorare i propri limiti, e per averne cura, persino. Parola per dissacrare, per esaltare, per informare. E per liberare da molti tabù.


ReadBabyRead #398 del 9 agosto 2018


Alberto Fragomeni
Dettagli inutili

(3a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


- io sono schizoaffettivo, e tu?
- borderline.
- sei mai stata in spdc?
- sì.
- e ti hanno legata?
- no.
- a me si... 

esiste una retorica della malattia mentale.
e i primi a cascarci sono i malati mentali stessi: anche se in genere non hanno idea di cosa significhi esattamente la propria diagnosi, alcuni di essi finiscono infatti per andarne orgogliosissimi: rappresenta per loro una sorta di superpotere, una seconda personalità dotata di energia e volontà illimitate, qualcosa che li rende sfaccettati, misteriosi, preziosi, speciali, o comunque degni di essere studiati e analizzati da tutti quegli educatori, infermieri, psicologi, medici che si affannano tanto intorno al loro caso.


Un diario della sofferenza

La malattia mentale non smorza la percezione del dolore e non annulla l’inclinazione allo studio, alla ricerca, alla lettura di testi anche complessi. Lo racconta Alberto Fragomeni nel suo libro "Dettagli inutili". Un lucido resoconto di esperienze possibili grazie alla riforma della psichiatria italiana. Per superare i pregiudizi.  

La legge 180 ha radicalmente cambiata, nel 1978, la ragione d’essere pratica, e anche teorica, della psichiatria italiana, cancellandone le intollerabili modalità di realizzazione, e rendendola la migliore delle psichiatrie possibili; ma ancora oggi non sempre, e non in ogni regione, le modalità concrete di fare psichiatria corrispondono ai grandi ideali scientifici, etici e umani, che animano la legge di riforma, e questo in particolare nel contesto dei servizi ospedalieri di psichiatria. Ci sono servizi nei quali le porte sono chiuse, e nei quali la dilagante somministrazione psicofarmacologica non si accompagna a strategie psicoterapeutiche e socioterapeutiche; e ci sono servizi nei quali la contenzione, questa violenza che ogni psichiatria degna di questo nome rifiuta, continua a essere attuata. Sono nondimeno comportamenti, questi, che non mancano, e sono forse frequenti, anche in quelle strutture che si possono chiamare, almeno indiziariamente, comunitarie.

Come si correlano con queste mie considerazioni generali le esperienze di Alberto Fragomeni, l’autore di “Dettagli inutili”, che è il doloroso splendido diario della sua sofferenza psichica rivissuta nel corso degli anni con coraggio, e con passione? Sono esperienze vissute in un dialogo senza fine con il dolore, con la depressione, con il male di vivere, con il male oscuro, con la maniacalità, e con una cura non sempre capace di ascolto e di comprensione; e sono esperienze descritte con un linguaggio di una bellezza e di una ricchezza emozionale, di una chiarezza e di una leggerezza, semplicemente straordinarie.

Sono esperienze che noi leggiamo con stupore nel cuore: affascinati dall’intensità e dalla profondità delle riflessioni, e delle risonanze interiori, e dalla resistenza ferma e ardente alle influenze dolorose della malattia, e delle modalità di comportamento talora fredde e impazienti da parte di medici e di infermieri. Sono esperienze che testimoniano della sensibilità e della dimensione umana della sofferenza, anche quando questa è acuta e profonda, straziante talora e alienante, e che dimostrano la grande radicale importanza della relazione, dell’essere in dialogo, nell’articolazione della cura in psichiatria. Sono esperienze che solo chi ne abbia a soffrire conosce fino in fondo, e riesce a descrivere nella sua palpitante verità psicologica e umana; consentendo alla psichiatria di avvicinarsi al cuore della sofferenza: altrimenti irraggiungibile.

Sono esperienze espresse con un linguaggio di grande chiarezza, e di non comune pregnanza emozionale, che consente ad Alberto Fragomeni di farci conoscere i suoi pensieri e le sue emozioni, i suoi modi di rivivere la sofferenza e le sue doti di intuizione e di riflessione, la sua capacità di de-limitare l’influenza della malattia e di mantenere in ogni momento la coscienza acuta del suo malessere. La malattia, le accensioni brucianti della malattia, non spengono mai la percezione acuta del senso della sofferenza, e non lacerano, e nemmeno incrinano, la inclinazione allo studio e alla ricerca, alla lettura e alla rilettura di grandi e complessi testi di filosofia. Leggiamo stupefatti che egli si avvicina a libri fra i più complessi della filosofia moderna, come sono quelli di Karl Jaspers e di Martin Heidegger, con passione e con entusiasmo; e questo nonostante che da molti anni ormai la sua vita si svolga in un appartamento protetto: così è chiamata la struttura comunitaria in cui vive. La storia della sua vita si svolge senza che mai si manifestino comportamenti incrinati da aggressività, e invece sempre sigillati da una rara gentilezza. Nemmeno mai vengono meno la comprensione e l’accoglienza del modo di vivere delle pazienti e dei pazienti con cui Alberto Fragomeni si incontra.

Sono esperienze le sue, che solo la legge di riforma della psichiatria italiana ha reso possibili nel contesto di quella che è stata la chiusura dei manicomi nei quali, come si sa, la dignità della sofferenza psichica veniva radicalmente negata, e lacerata. Questo libro, sulla scia di straordinarie capacità espressive, testimonia della ricchezza umana e della gentilezza d’animo che si accompagnano alla malattia in psichiatria, e della rivoluzione alla quale è giunta in essa la cura non più irrigidita, e pietrificata, nei soli binari della farmacoterapia, ma allargata a modelli psicoterapeutici e socioterapeutici. Sono cose che tutti conosciamo, e cerchiamo di fare, ma che Alberto Fragomeni dimostra essere necessarie in questo bellissimo libro, che tutti dovrebbero leggere, non solo psichiatri e psicologi, e che ha in sé un grande valore formativo e, anche, educativo, perché ci confronta con l’aspetto interiore della malattia e della sofferenza in psichiatria, e ci aiuta a non perdere la speranza nemmeno quando non si possa giungere alla completa risoluzione della condizione di malattia. Un libro che si comincia a leggere, e non si riesce a interrompere: affascinati dalla sua originalità, e dalla sua umanità, dalla sua tenerezza, e dalla sua sensibilità.

Un libro che ci invita a riguardare e a superare il groviglio dei pregiudizi che non consentono ancora oggi di riconoscere la dimensione psicologica e umana della sofferenza psichica, della malattia in psichiatria, ricondotta abitualmente alla sua reificazione, alla sua riduzione a esperienza senza significato, e senza valore. Sono pochi i libri che, come questo, possano essere utilmente letti e illustrati nelle scuole, anche nella scuola primaria, al fine di ridare alla malattia in psichiatria, e alla grande sofferenza che l’accompagna, la loro irrevocabile dignità, e la loro nobiltà. Seguendo modelli formativi, come questo, ci si potrebbe attendere che, sulla scia della straordinaria rivoluzione che ha portato in Italia alla restaurazione della libertà nel deserto agghiacciante dei manicomi, la follia sia considerata come una dimensione della vita alla quale ciascuno di noi possa andare incontro. Il grande respiro etico del pensiero e dell’azione di Franco Basaglia non si limiterebbe allora alla realizzazione di una psichiatria umana e gentile, ma entrerebbe a fare parte della vita delle giovani generazioni, al di là di una opinione pubblica indifferente, e non di rado ostile, alla accoglienza  

di Eugenio Borgna
da L’Espresso, 25 ottobre 2017


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: La Chapelle De Guillaume Tell [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Au Bord D'Une Source [Franz Liszt]
Markus Hinterh
äuserSonata No. 1, I-IV [Galina Ustvolskaya]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Orage [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Sonetto 47 Del Petrarca [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Au Lac De Wallenstadt [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Venice & Naples: Gondoliera [Franz Liszt]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Sonetto 104 Del Petrarca [Franz Liszt]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Le Mal Du Pays [Franz Liszt]
Markus Hinterh
äuserSonata No. 2, I-II [Galina Ustvolskaya]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Après Une Lecture De Dante: Fantasia Quasi Sonata [Franz Liszt]

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
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Il racconto di un uomo da molti anni in cura per disturbi mentali, che affronta il tabù della malattia psichiatrica e il suo intrecciarsi con i piccoli aspetti della vita quotidiana. È “Dettagli inutili" di Alberto Fragomeni (Edizioni alphabeta Verlag).
I farmaci. Il desiderio di una sigaretta. Le relazioni timide con i medici e con gli altri pazienti. I piccoli gesti. Sembrano dettagli inutili: sono la quotidianità. Frazionata, vivisezionata, nello sforzo di aggiungere un tassello in più nel cammino verso la normalità. Con la prefazione di Massimo Cirri, l’autore racconta i disturbi psichiatrici con ironia, distacco e con un’intelligenza disarmante.  Confermando ciò che la medicina sa: che la scrittura è via di guarigione. Terapia per conoscere se stessi, per esplorare i propri limiti, e per averne cura, persino. Parola per dissacrare, per esaltare, per informare. E per liberare da molti tabù.


ReadBabyRead #397 del 2 agosto 2018


Alberto Fragomeni
Dettagli inutili

(2a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


- io sono schizoaffettivo, e tu?
- borderline.
- sei mai stata in spdc?
- sì.
- e ti hanno legata?
- no.
- a me si... 

esiste una retorica della malattia mentale.
e i primi a cascarci sono i malati mentali stessi: anche se in genere non hanno idea di cosa significhi esattamente la propria diagnosi, alcuni di essi finiscono infatti per andarne orgogliosissimi: rappresenta per loro una sorta di superpotere, una seconda personalità dotata di energia e volontà illimitate, qualcosa che li rende sfaccettati, misteriosi, preziosi, speciali, o comunque degni di essere studiati e analizzati da tutti quegli educatori, infermieri, psicologi, medici che si affannano tanto intorno al loro caso.


Un diario della sofferenza

La malattia mentale non smorza la percezione del dolore e non annulla l’inclinazione allo studio, alla ricerca, alla lettura di testi anche complessi. Lo racconta Alberto Fragomeni nel suo libro "Dettagli inutili". Un lucido resoconto di esperienze possibili grazie alla riforma della psichiatria italiana. Per superare i pregiudizi.  

La legge 180 ha radicalmente cambiata, nel 1978, la ragione d’essere pratica, e anche teorica, della psichiatria italiana, cancellandone le intollerabili modalità di realizzazione, e rendendola la migliore delle psichiatrie possibili; ma ancora oggi non sempre, e non in ogni regione, le modalità concrete di fare psichiatria corrispondono ai grandi ideali scientifici, etici e umani, che animano la legge di riforma, e questo in particolare nel contesto dei servizi ospedalieri di psichiatria. Ci sono servizi nei quali le porte sono chiuse, e nei quali la dilagante somministrazione psicofarmacologica non si accompagna a strategie psicoterapeutiche e socioterapeutiche; e ci sono servizi nei quali la contenzione, questa violenza che ogni psichiatria degna di questo nome rifiuta, continua a essere attuata. Sono nondimeno comportamenti, questi, che non mancano, e sono forse frequenti, anche in quelle strutture che si possono chiamare, almeno indiziariamente, comunitarie.

Come si correlano con queste mie considerazioni generali le esperienze di Alberto Fragomeni, l’autore di “Dettagli inutili”, che è il doloroso splendido diario della sua sofferenza psichica rivissuta nel corso degli anni con coraggio, e con passione? Sono esperienze vissute in un dialogo senza fine con il dolore, con la depressione, con il male di vivere, con il male oscuro, con la maniacalità, e con una cura non sempre capace di ascolto e di comprensione; e sono esperienze descritte con un linguaggio di una bellezza e di una ricchezza emozionale, di una chiarezza e di una leggerezza, semplicemente straordinarie.

Sono esperienze che noi leggiamo con stupore nel cuore: affascinati dall’intensità e dalla profondità delle riflessioni, e delle risonanze interiori, e dalla resistenza ferma e ardente alle influenze dolorose della malattia, e delle modalità di comportamento talora fredde e impazienti da parte di medici e di infermieri. Sono esperienze che testimoniano della sensibilità e della dimensione umana della sofferenza, anche quando questa è acuta e profonda, straziante talora e alienante, e che dimostrano la grande radicale importanza della relazione, dell’essere in dialogo, nell’articolazione della cura in psichiatria. Sono esperienze che solo chi ne abbia a soffrire conosce fino in fondo, e riesce a descrivere nella sua palpitante verità psicologica e umana; consentendo alla psichiatria di avvicinarsi al cuore della sofferenza: altrimenti irraggiungibile.

Sono esperienze espresse con un linguaggio di grande chiarezza, e di non comune pregnanza emozionale, che consente ad Alberto Fragomeni di farci conoscere i suoi pensieri e le sue emozioni, i suoi modi di rivivere la sofferenza e le sue doti di intuizione e di riflessione, la sua capacità di de-limitare l’influenza della malattia e di mantenere in ogni momento la coscienza acuta del suo malessere. La malattia, le accensioni brucianti della malattia, non spengono mai la percezione acuta del senso della sofferenza, e non lacerano, e nemmeno incrinano, la inclinazione allo studio e alla ricerca, alla lettura e alla rilettura di grandi e complessi testi di filosofia. Leggiamo stupefatti che egli si avvicina a libri fra i più complessi della filosofia moderna, come sono quelli di Karl Jaspers e di Martin Heidegger, con passione e con entusiasmo; e questo nonostante che da molti anni ormai la sua vita si svolga in un appartamento protetto: così è chiamata la struttura comunitaria in cui vive. La storia della sua vita si svolge senza che mai si manifestino comportamenti incrinati da aggressività, e invece sempre sigillati da una rara gentilezza. Nemmeno mai vengono meno la comprensione e l’accoglienza del modo di vivere delle pazienti e dei pazienti con cui Alberto Fragomeni si incontra.

Sono esperienze le sue, che solo la legge di riforma della psichiatria italiana ha reso possibili nel contesto di quella che è stata la chiusura dei manicomi nei quali, come si sa, la dignità della sofferenza psichica veniva radicalmente negata, e lacerata. Questo libro, sulla scia di straordinarie capacità espressive, testimonia della ricchezza umana e della gentilezza d’animo che si accompagnano alla malattia in psichiatria, e della rivoluzione alla quale è giunta in essa la cura non più irrigidita, e pietrificata, nei soli binari della farmacoterapia, ma allargata a modelli psicoterapeutici e socioterapeutici. Sono cose che tutti conosciamo, e cerchiamo di fare, ma che Alberto Fragomeni dimostra essere necessarie in questo bellissimo libro, che tutti dovrebbero leggere, non solo psichiatri e psicologi, e che ha in sé un grande valore formativo e, anche, educativo, perché ci confronta con l’aspetto interiore della malattia e della sofferenza in psichiatria, e ci aiuta a non perdere la speranza nemmeno quando non si possa giungere alla completa risoluzione della condizione di malattia. Un libro che si comincia a leggere, e non si riesce a interrompere: affascinati dalla sua originalità, e dalla sua umanità, dalla sua tenerezza, e dalla sua sensibilità.

Un libro che ci invita a riguardare e a superare il groviglio dei pregiudizi che non consentono ancora oggi di riconoscere la dimensione psicologica e umana della sofferenza psichica, della malattia in psichiatria, ricondotta abitualmente alla sua reificazione, alla sua riduzione a esperienza senza significato, e senza valore. Sono pochi i libri che, come questo, possano essere utilmente letti e illustrati nelle scuole, anche nella scuola primaria, al fine di ridare alla malattia in psichiatria, e alla grande sofferenza che l’accompagna, la loro irrevocabile dignità, e la loro nobiltà. Seguendo modelli formativi, come questo, ci si potrebbe attendere che, sulla scia della straordinaria rivoluzione che ha portato in Italia alla restaurazione della libertà nel deserto agghiacciante dei manicomi, la follia sia considerata come una dimensione della vita alla quale ciascuno di noi possa andare incontro. Il grande respiro etico del pensiero e dell’azione di Franco Basaglia non si limiterebbe allora alla realizzazione di una psichiatria umana e gentile, ma entrerebbe a fare parte della vita delle giovani generazioni, al di là di una opinione pubblica indifferente, e non di rado ostile, alla accoglienza  

di Eugenio Borgna
da L’Espresso, 25 ottobre 2017


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: La Chapelle De Guillaume Tell [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Au Bord D'Une Source [Franz Liszt]
Markus Hinterh
äuserSonata No. 1, I-IV [Galina Ustvolskaya]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Orage [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Sonetto 47 Del Petrarca [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Au Lac De Wallenstadt [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Venice & Naples: Gondoliera [Franz Liszt]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Sonetto 104 Del Petrarca [Franz Liszt]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Le Mal Du Pays [Franz Liszt]
Markus Hinterh
äuserSonata No. 2, I-II [Galina Ustvolskaya]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Après Une Lecture De Dante: Fantasia Quasi Sonata [Franz Liszt]

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[ReadBabyRead_396_A_Fragomeni_1]]>

Il racconto di un uomo da molti anni in cura per disturbi mentali, che affronta il tabù della malattia psichiatrica e il suo intrecciarsi con i piccoli aspetti della vita quotidiana. È “Dettagli inutili" di Alberto Fragomeni (Edizioni alphabeta Verlag).
I farmaci. Il desiderio di una sigaretta. Le relazioni timide con i medici e con gli altri pazienti. I piccoli gesti. Sembrano dettagli inutili: sono la quotidianità. Frazionata, vivisezionata, nello sforzo di aggiungere un tassello in più nel cammino verso la normalità. Con la prefazione di Massimo Cirri, l’autore racconta i disturbi psichiatrici con ironia, distacco e con un’intelligenza disarmante.  Confermando ciò che la medicina sa: che la scrittura è via di guarigione. Terapia per conoscere se stessi, per esplorare i propri limiti, e per averne cura, persino. Parola per dissacrare, per esaltare, per informare. E per liberare da molti tabù.


ReadBabyRead #396 del 26 luglio 2018


Alberto Fragomeni
Dettagli inutili

(1a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


- io sono schizoaffettivo, e tu?
- borderline.
- sei mai stata in spdc?
- sì.
- e ti hanno legata?
- no.
- a me si... 

esiste una retorica della malattia mentale.
e i primi a cascarci sono i malati mentali stessi: anche se in genere non hanno idea di cosa significhi esattamente la propria diagnosi, alcuni di essi finiscono infatti per andarne orgogliosissimi: rappresenta per loro una sorta di superpotere, una seconda personalità dotata di energia e volontà illimitate, qualcosa che li rende sfaccettati, misteriosi, preziosi, speciali, o comunque degni di essere studiati e analizzati da tutti quegli educatori, infermieri, psicologi, medici che si affannano tanto intorno al loro caso.


Un diario della sofferenza

La malattia mentale non smorza la percezione del dolore e non annulla l’inclinazione allo studio, alla ricerca, alla lettura di testi anche complessi. Lo racconta Alberto Fragomeni nel suo libro "Dettagli inutili". Un lucido resoconto di esperienze possibili grazie alla riforma della psichiatria italiana. Per superare i pregiudizi.  

La legge 180 ha radicalmente cambiata, nel 1978, la ragione d’essere pratica, e anche teorica, della psichiatria italiana, cancellandone le intollerabili modalità di realizzazione, e rendendola la migliore delle psichiatrie possibili; ma ancora oggi non sempre, e non in ogni regione, le modalità concrete di fare psichiatria corrispondono ai grandi ideali scientifici, etici e umani, che animano la legge di riforma, e questo in particolare nel contesto dei servizi ospedalieri di psichiatria. Ci sono servizi nei quali le porte sono chiuse, e nei quali la dilagante somministrazione psicofarmacologica non si accompagna a strategie psicoterapeutiche e socioterapeutiche; e ci sono servizi nei quali la contenzione, questa violenza che ogni psichiatria degna di questo nome rifiuta, continua a essere attuata. Sono nondimeno comportamenti, questi, che non mancano, e sono forse frequenti, anche in quelle strutture che si possono chiamare, almeno indiziariamente, comunitarie.

Come si correlano con queste mie considerazioni generali le esperienze di Alberto Fragomeni, l’autore di “Dettagli inutili”, che è il doloroso splendido diario della sua sofferenza psichica rivissuta nel corso degli anni con coraggio, e con passione? Sono esperienze vissute in un dialogo senza fine con il dolore, con la depressione, con il male di vivere, con il male oscuro, con la maniacalità, e con una cura non sempre capace di ascolto e di comprensione; e sono esperienze descritte con un linguaggio di una bellezza e di una ricchezza emozionale, di una chiarezza e di una leggerezza, semplicemente straordinarie.

Sono esperienze che noi leggiamo con stupore nel cuore: affascinati dall’intensità e dalla profondità delle riflessioni, e delle risonanze interiori, e dalla resistenza ferma e ardente alle influenze dolorose della malattia, e delle modalità di comportamento talora fredde e impazienti da parte di medici e di infermieri. Sono esperienze che testimoniano della sensibilità e della dimensione umana della sofferenza, anche quando questa è acuta e profonda, straziante talora e alienante, e che dimostrano la grande radicale importanza della relazione, dell’essere in dialogo, nell’articolazione della cura in psichiatria. Sono esperienze che solo chi ne abbia a soffrire conosce fino in fondo, e riesce a descrivere nella sua palpitante verità psicologica e umana; consentendo alla psichiatria di avvicinarsi al cuore della sofferenza: altrimenti irraggiungibile.

Sono esperienze espresse con un linguaggio di grande chiarezza, e di non comune pregnanza emozionale, che consente ad Alberto Fragomeni di farci conoscere i suoi pensieri e le sue emozioni, i suoi modi di rivivere la sofferenza e le sue doti di intuizione e di riflessione, la sua capacità di de-limitare l’influenza della malattia e di mantenere in ogni momento la coscienza acuta del suo malessere. La malattia, le accensioni brucianti della malattia, non spengono mai la percezione acuta del senso della sofferenza, e non lacerano, e nemmeno incrinano, la inclinazione allo studio e alla ricerca, alla lettura e alla rilettura di grandi e complessi testi di filosofia. Leggiamo stupefatti che egli si avvicina a libri fra i più complessi della filosofia moderna, come sono quelli di Karl Jaspers e di Martin Heidegger, con passione e con entusiasmo; e questo nonostante che da molti anni ormai la sua vita si svolga in un appartamento protetto: così è chiamata la struttura comunitaria in cui vive. La storia della sua vita si svolge senza che mai si manifestino comportamenti incrinati da aggressività, e invece sempre sigillati da una rara gentilezza. Nemmeno mai vengono meno la comprensione e l’accoglienza del modo di vivere delle pazienti e dei pazienti con cui Alberto Fragomeni si incontra.

Sono esperienze le sue, che solo la legge di riforma della psichiatria italiana ha reso possibili nel contesto di quella che è stata la chiusura dei manicomi nei quali, come si sa, la dignità della sofferenza psichica veniva radicalmente negata, e lacerata. Questo libro, sulla scia di straordinarie capacità espressive, testimonia della ricchezza umana e della gentilezza d’animo che si accompagnano alla malattia in psichiatria, e della rivoluzione alla quale è giunta in essa la cura non più irrigidita, e pietrificata, nei soli binari della farmacoterapia, ma allargata a modelli psicoterapeutici e socioterapeutici. Sono cose che tutti conosciamo, e cerchiamo di fare, ma che Alberto Fragomeni dimostra essere necessarie in questo bellissimo libro, che tutti dovrebbero leggere, non solo psichiatri e psicologi, e che ha in sé un grande valore formativo e, anche, educativo, perché ci confronta con l’aspetto interiore della malattia e della sofferenza in psichiatria, e ci aiuta a non perdere la speranza nemmeno quando non si possa giungere alla completa risoluzione della condizione di malattia. Un libro che si comincia a leggere, e non si riesce a interrompere: affascinati dalla sua originalità, e dalla sua umanità, dalla sua tenerezza, e dalla sua sensibilità.

Un libro che ci invita a riguardare e a superare il groviglio dei pregiudizi che non consentono ancora oggi di riconoscere la dimensione psicologica e umana della sofferenza psichica, della malattia in psichiatria, ricondotta abitualmente alla sua reificazione, alla sua riduzione a esperienza senza significato, e senza valore. Sono pochi i libri che, come questo, possano essere utilmente letti e illustrati nelle scuole, anche nella scuola primaria, al fine di ridare alla malattia in psichiatria, e alla grande sofferenza che l’accompagna, la loro irrevocabile dignità, e la loro nobiltà. Seguendo modelli formativi, come questo, ci si potrebbe attendere che, sulla scia della straordinaria rivoluzione che ha portato in Italia alla restaurazione della libertà nel deserto agghiacciante dei manicomi, la follia sia considerata come una dimensione della vita alla quale ciascuno di noi possa andare incontro. Il grande respiro etico del pensiero e dell’azione di Franco Basaglia non si limiterebbe allora alla realizzazione di una psichiatria umana e gentile, ma entrerebbe a fare parte della vita delle giovani generazioni, al di là di una opinione pubblica indifferente, e non di rado ostile, alla accoglienza  

di Eugenio Borgna
da L’Espresso, 25 ottobre 2017


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: La Chapelle De Guillaume Tell [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Au Bord D'Une Source [Franz Liszt]
Markus Hinterh
äuserSonata No. 1, I-IV [Galina Ustvolskaya]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Orage [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Sonetto 47 Del Petrarca [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Au Lac De Wallenstadt [Franz Liszt]
Lazar Berman
, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Venice & Naples: Gondoliera [Franz Liszt]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Sonetto 104 Del Petrarca [Franz Liszt]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 1, Switzerland: Le Mal Du Pays [Franz Liszt]
Markus Hinterh
äuserSonata No. 2, I-II [Galina Ustvolskaya]
Lazar Berman, Liszt: Années De Pèlerinage - Year 2, Italy: Après Une Lecture De Dante: Fantasia Quasi Sonata [Franz Liszt]

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[ReadBabyRead_395_A_Gavagnin_6]]>

Un omaggio di RBR, in sei puntate, all'amico e scrittore Angelo Gavagnin (con lui iniziammo a fare il nostro primo programma di reading radiofonico, "Di altri canti, di altre storie", negli anni 70 a Radio Mestre 103, nel quartiere CITA di Marghera, una delle iniziali radio libere locali, nello stesso periodo in cui a Padova nasceva Radio Sherwood).
Nell'ottimo libro "Il Risveglio" il protagonista si trova nello spazio tra la morte e la nuova vita, i Tibetani lo chiamano Bardo, da qui si intromette in alcune vite sperando di ricevere motivazioni sufficienti per ritentare una rinascita, è incerto: non sa decidere se ne vale davvero la pena.


ReadBabyRead #395 del 19 luglio 2018


Angelo Gavagnin
Il Risveglio
(primo e ultimo capitolo)

Madre e figlia: il viaggio
Addotto

(6a e ultima parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"C’è stato un momento nella vita in cui Nirvano visse un evento uguale alla morte, almeno di questo era convinto, in quel momento sembrava tale, appariva in tutto simile ad altre esperienze di altre morti, ma non era così. Era come una morte, un passaggio ad altre dimensioni di spazio e di tempo, perciò una morte come tutti la conosciamo, però non era come sembrava. In realtà era finito in un’altra dimensione, ma non a causa della morte, bensì per colpa di un’astronave con equipaggio alieno, che aveva deciso di prelevarlo per non si sa quali esperimenti sul genere umano: forma di vita ancora difficile da capire per gli abitanti dell’intero universo. In effetti sono strani gli umani, vivono sul pianeta più bello dell’intera galassia e sembra che facciano di tutto per distruggerlo o per renderlo invivibile a loro stessi, ecco perché questi alieni avevano deciso, e non era la prima volta, di prelevare alcuni esemplari di questa strana razza, per poterne studiare la psicologia, il carattere e verificarne la presunta intelligenza."



Sono nato a La Spezia il 16 agosto 1952 e trasferito a Venezia a pochi giorni dalla nascita, ho vissuto l’infanzia nell’isola di Pellestrina nella laguna veneziana e in seguito la mia famiglia si è spostata a Marghera. Ho lavorato al Porto di Venezia prima al Provveditorato poi alla locale Compagnia  dei Lavoratori Portuali. Tutto il tempo libero l’ho usato per viaggiare, soprattutto in Asia, la parte del mondo che amo. Sono stato molte volte in India dove nel 1979 ho conosciuto il Maestro indiano Osho e a ogni viaggio non mancavo di passare per Poona, dove c’era il sua ashram, fino al 19 gennaio del 1990, il giorno della sua morte dove ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Ho poi viaggiato in Thailandia, Malesia, Sri Lanka, ma anche Cuba e Santo Domingo, sempre con l’India tra un posto nuovo e l’altro. Sono diventato papà molto tardi, all’età in cui di solito si diventa nonni, così sono finiti i viaggi e ho iniziato a scrivere: in self publishing sono usciti “Non sono nato e mi sento molto bene”, “Il Risveglio”, “Lungo la via Francigena dal Gran San Bernardo a Santa Maria di Leuca”.


Amo scrivere perché la vita è breve: si lavora, si mette su famiglia, ma alla fine quando te ne vai non resta niente (a parte il mutuo). Di me vorrei che rimanesse qualcosa di più.

Interessi: A parte leggere e scrivere che è scontato, amo molto camminare e con un piccolo gruppo di amici vado ogni anno, in primavera, a percorrere le famose vie religiose. Ultimamente, oltre ad aver ultimato la via Francigena italiana: dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma a piedi, abbiamo percorso la Magna Via Francigena di Sicilia, da Palermo ad Agrigento.  E ogni anno facciamo qualche nuovo cammino più o meno famoso.

Sogno nel cassetto: Diventare sindaco di Goa in India, scherzo: non ho grandi cose da realizzare e forse neppure più molto tempo. Mi accontenterei che non succedesse niente, alla mia età ho capito che è più probabile fare un incidente che vincere una lotteria.

Nel libro “Il Risveglio” ho immaginato il protagonista nello spazio tra la morte e la nuova vita. Chiaramente vuol dire che credo sia vera la teoria della reincarnazione: è un concetto normale nella cultura Orientale, nel Buddhismo, meno in Occidente. Lo spazio nel quale pongo il protagonista del libro è uno spazio che i tibetani chiamano Bardo, e da questo spazio l’invisibile protagonista del racconto si diverte a scrutare e anche entrare in alcune vite, con lo scopo di cercare di dare un senso alla propria voglia di rinascita. In questa sua ricerca si imbatte in alcuni personaggi veri mentre altri sono inventati, alcuni gli danno energia  e motivazioni per tornare a vivere, altri lo rafforzerebbero nell'ipotesi che non ne vale la pena. Storie immaginate che possono in certi momenti sfiorare la realtà ma la domanda è costantemente la più classica delle domande: “essere o non essere”: se uno potesse scegliere cosa sceglierebbe? Cosa fareste voi stessi se foste messi nella situazione di poter scegliere coscientemente se essere presenti sulla Terra oppure no? Se sapeste che il “non esserci” non è una scelta di dolore ma solo un eterno stato meditativo. Scegliere se, come, dove, quando, perché nascere, si può?

Detto così sembra astruso e pesante ma niente paura: è un libro che si legge molto facilmente, si può affrontarne la lettura anche avendo a disposizione solo quindici minuti. Esiste naturalmente un filo conduttore e si può leggerlo tutto d'un fiato in qualche ora di insonnia notturna, ma lo si può anche leggere un capitolo alla volta. L'ho pensato così: lo puoi tirar fuori dieci minuti in autobus perché ogni capitolo, anche il più piccolo, è una storia finita in se stessa.

… “Avete la malvagia capacità di trasformare qualsiasi messaggio, anche il più amorevole, anche il più positivo, in dottrine guerrafondaie. Con la scusa di seguire gli insegnamenti di questi Maestri, avete inventato dogmi e regole liberticide, riuscite sempre a trovare il modo di ammazzarvi l’un l’altro, siete davvero unici nell’universo, per fortuna.

… “Stupida umanità, non avete ancora capito che ciò che sopravviverà sarà la vostra stupidità, non certo il vostro denaro o il vostro potere

 
Angelo Gavagnin


Le Musiche
, scelte da Claudio Tesser

Hariprasad Chaurasia, Alap, Jod, Jhala [Hariprasad Chaurasia]
Hariprasad Chaurasia
, Gat in Rupak Tal and Teental [Hariprasad Chaurasia]
Bruce Springsteen
The Rising [Bruce Springsteen]
Klaus Schulze
Gewitter [Klaus Schulze]
Klaus Schulze
Ebene [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra
, È la vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus Schulze
Exil Sils Maria [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, C'è una vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus SchulzeDungeon [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, Nella pietra e nel vento [
Aldo Tagliapietra]

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<![CDATA[Bus navetta gratuito per lo Sherwood 2018]]>

Tutti i giorni sarà disponibile un Bus navetta gratuito che farà un percorso circolare tra il centro di Padova e lo Sherwood Festival.


Fermate:

Prato della Valle

(Davanti al Foro Boario)


Ponti Romani

(Dietro libreria Feltrinelli)


Stazione FS

(Corsia bus nr. 2/B - davanti stazione)


Via Toti/Borgomagno

(Dopo incrocio con via Buonarroti)


Sherwood Festival

(Incrocio tra Viale Nereo Rocco e Viale Fausto Coppi)


Partenze da Prato della Valle allo Sherwood Festival:

19.00, 20.00, 21.00, 22.00, 23.00, 00.00, 01.00


Partenze dallo Sherwood Festival a Prato della Valle:

19.30, 20.30, 21.30, 22.30, 23.30, 00.30, 02.00


La domenica e il lunedì l’ultima corsa da Prato della Valle partirà alle 00.00, mentre l’ultima corsa dal festival alle 00.30

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Cosa mangiare allo Sherwood 2018]]>

Sherwood Festival non è solo musica, ma anche un posto dove trovare cibi e bevande di ottima qualità e con una vasta scelta, dalla pizza, allo street food, alla cena più ricercata; dallo spritz, alle birre artigianali, ai cocktails.

La verdura e la frutta che troverete nei nostri stand ci vengono fornite dalla Cooperativa El Tamiso e sono tutti di produzione biologica e per quanto possibile locale.

 
Qui di seguito un breve riassunto delle nostre proposte:

 Food


Nell'area food in questa edizione abbiamo il piacere di ospitare tre nuove attivita: un hamburgeria gourmet, il ristorante messicano "Viva El Mexico" e la polpetteria "Rumori".

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Uno street-food per gli amanti degli hamburger con un'attenzione particolare alla qualità dei prodotti utilizzati. La carne che utilizzeremo è di ottima qualità e di produzione locale e le verdure di produzione biologica.

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Una proposta ricca che si adatta a tutti i gusti e a tutte gli stili alimentari. Dalle classiche polpette di carne, di manzo e maiale, e di pesce a quelle con tonno e baccalà. Saranno presenti anche proposte vegetariane e vegane. Le polpette sono prodotte attraverso un metodo artigianale. Gli ingredienti utilizzati sono selezionati e di qualità. A gestire lo stand ci sarà lo staff di "Rumori Polpetteria". www.rumoristrani.it

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Tra le "new entry" di questa edizione anche un bistro messicano che potrete trovare a fianco al "Second Stage". Nachos, quesadillas, tacos, empanadas, albondigas, tequila e fiumi di sangria vi trasporteranno in un viaggio nei sapori di uno dei paesi più belli del Centro America. Lo stand sarà gestito dallo staff del "Bistrò" di Via del Livello, 1 a Padova. 

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Un luogo tranquillo all'insegna della qualità e della freschezza dei prodotti utilizzati per la preparazione delle pietanze cucinate in giornata dai nostri cuochi. Da quest'anno l'Osteria "Welcome", oltre al consueto menù, proporrà tutti i giorni anche primi piatti fatti al momento e fritto di pesce. Nell'osteria potrete degustare una selezione di ottimi vini e birre artigianali oltre ad un angolo caffetteria con amari e dolci. La cura e l'organizzazione dello spazio è gestito dall'Associazione "Open Your Borders", dalla Scuola di Italiano per migranti "LiberaLaParola" e dai richiedenti protezione internazionale che abbiamo incorciato nel nostro percorso associativo.

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L'esperienza pluri-decennale che abbiamo acquisito in tantissime edizioni del festival, l'accurata scelta degli ingredienti, l'impasto con pasta madre e la cura nella scelta delle farine, ci permette senza ombra di dubbio di dire: Per mangiare una delle pizze più buone di Padova vi toccherà venire a Sherwood! In questa edizione la pizzeria sarà situata di fianco al Bar "La Vela".

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Se volete qualcosa di veloce e gustoso per accompagnare la vostra birra ghiacciata questo è lo stand che fa per voi. Patatine fritte, crocchette di patate e di pollo, olive ascolane, verdure in pastella li troverete nello stand alla destra del Main Stage.

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Il punto ristoro dell'area sport, ai piedi della collinetta, è anche un posto dove sedere tranquilli sorseggiando una birra e guardando una partita o un incontro sportivo. Panini con wurstel, porchetta ma anche proposte vegetariane in questo stand gestito dalla Polisportiva San Precario di Padova. 

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Uno collaboratore dello Sherwood Festival che è con noi fin dagli inizi. Vahid e il suo staff torneranno nella storica location ai piedi della collinetta. Come sempre potrete gustare Kebab e Felafel, ma anche piatti della tradizione culinaria iraniana che ci faranno fare un salto nei sapori di terre lontane senza spostarsi dal Park Nord dello Stadio Euganeo. Venite ad assaporare un pezzo d’oriente.

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Da anni lo stand prediletto dal "popolo della collinetta", lo stand propone una selezione di squisite crepes dolci e salate, piadine e toast. 

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È il primo stand che si incontra entrando, e l'ultimo che si vede uscendo: con la sua selezione di caramelle, dolciumi, bomboloni, è la meta preferita dei più golosi. Da Rosario potrete trovare anche ottime specialità siciliane come arancini, cannoli e cassata.

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[ReadBabyRead_394_A_Gavagnin_5]]>

Un omaggio di RBR, in sei puntate, all'amico e scrittore Angelo Gavagnin (con lui iniziammo a fare il nostro primo programma di reading radiofonico, "Di altri canti, di altre storie", negli anni 70 a Radio Mestre 103, nel quartiere CITA di Marghera, una delle iniziali radio libere locali, nello stesso periodo in cui a Padova nasceva Radio Sherwood).
Nell'ottimo libro "Il Risveglio" il protagonista si trova nello spazio tra la morte e la nuova vita, i Tibetani lo chiamano Bardo, da qui si intromette in alcune vite sperando di ricevere motivazioni sufficienti per ritentare una rinascita, è incerto: non sa decidere se ne vale davvero la pena.


ReadBabyRead #394 del 12 luglio 2018


Angelo Gavagnin
Il Risveglio
(primo e ultimo capitolo)

Madre e figlia: il viaggio
Addotto

(5a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"C’è stato un momento nella vita in cui Nirvano visse un evento uguale alla morte, almeno di questo era convinto, in quel momento sembrava tale, appariva in tutto simile ad altre esperienze di altre morti, ma non era così. Era come una morte, un passaggio ad altre dimensioni di spazio e di tempo, perciò una morte come tutti la conosciamo, però non era come sembrava. In realtà era finito in un’altra dimensione, ma non a causa della morte, bensì per colpa di un’astronave con equipaggio alieno, che aveva deciso di prelevarlo per non si sa quali esperimenti sul genere umano: forma di vita ancora difficile da capire per gli abitanti dell’intero universo. In effetti sono strani gli umani, vivono sul pianeta più bello dell’intera galassia e sembra che facciano di tutto per distruggerlo o per renderlo invivibile a loro stessi, ecco perché questi alieni avevano deciso, e non era la prima volta, di prelevare alcuni esemplari di questa strana razza, per poterne studiare la psicologia, il carattere e verificarne la presunta intelligenza."



Sono nato a La Spezia il 16 agosto 1952 e trasferito a Venezia a pochi giorni dalla nascita, ho vissuto l’infanzia nell’isola di Pellestrina nella laguna veneziana e in seguito la mia famiglia si è spostata a Marghera. Ho lavorato al Porto di Venezia prima al Provveditorato poi alla locale Compagnia  dei Lavoratori Portuali. Tutto il tempo libero l’ho usato per viaggiare, soprattutto in Asia, la parte del mondo che amo. Sono stato molte volte in India dove nel 1979 ho conosciuto il Maestro indiano Osho e a ogni viaggio non mancavo di passare per Poona, dove c’era il sua ashram, fino al 19 gennaio del 1990, il giorno della sua morte dove ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Ho poi viaggiato in Thailandia, Malesia, Sri Lanka, ma anche Cuba e Santo Domingo, sempre con l’India tra un posto nuovo e l’altro. Sono diventato papà molto tardi, all’età in cui di solito si diventa nonni, così sono finiti i viaggi e ho iniziato a scrivere: in self publishing sono usciti “Non sono nato e mi sento molto bene”, “Il Risveglio”, “Lungo la via Francigena dal Gran San Bernardo a Santa Maria di Leuca”.


Amo scrivere perché la vita è breve: si lavora, si mette su famiglia, ma alla fine quando te ne vai non resta niente (a parte il mutuo). Di me vorrei che rimanesse qualcosa di più.

Interessi: A parte leggere e scrivere che è scontato, amo molto camminare e con un piccolo gruppo di amici vado ogni anno, in primavera, a percorrere le famose vie religiose. Ultimamente, oltre ad aver ultimato la via Francigena italiana: dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma a piedi, abbiamo percorso la Magna Via Francigena di Sicilia, da Palermo ad Agrigento.  E ogni anno facciamo qualche nuovo cammino più o meno famoso.

Sogno nel cassetto: Diventare sindaco di Goa in India, scherzo: non ho grandi cose da realizzare e forse neppure più molto tempo. Mi accontenterei che non succedesse niente, alla mia età ho capito che è più probabile fare un incidente che vincere una lotteria.

Nel libro “Il Risveglio” ho immaginato il protagonista nello spazio tra la morte e la nuova vita. Chiaramente vuol dire che credo sia vera la teoria della reincarnazione: è un concetto normale nella cultura Orientale, nel Buddhismo, meno in Occidente. Lo spazio nel quale pongo il protagonista del libro è uno spazio che i tibetani chiamano Bardo, e da questo spazio l’invisibile protagonista del racconto si diverte a scrutare e anche entrare in alcune vite, con lo scopo di cercare di dare un senso alla propria voglia di rinascita. In questa sua ricerca si imbatte in alcuni personaggi veri mentre altri sono inventati, alcuni gli danno energia  e motivazioni per tornare a vivere, altri lo rafforzerebbero nell'ipotesi che non ne vale la pena. Storie immaginate che possono in certi momenti sfiorare la realtà ma la domanda è costantemente la più classica delle domande: “essere o non essere”: se uno potesse scegliere cosa sceglierebbe? Cosa fareste voi stessi se foste messi nella situazione di poter scegliere coscientemente se essere presenti sulla Terra oppure no? Se sapeste che il “non esserci” non è una scelta di dolore ma solo un eterno stato meditativo. Scegliere se, come, dove, quando, perché nascere, si può?

Detto così sembra astruso e pesante ma niente paura: è un libro che si legge molto facilmente, si può affrontarne la lettura anche avendo a disposizione solo quindici minuti. Esiste naturalmente un filo conduttore e si può leggerlo tutto d'un fiato in qualche ora di insonnia notturna, ma lo si può anche leggere un capitolo alla volta. L'ho pensato così: lo puoi tirar fuori dieci minuti in autobus perché ogni capitolo, anche il più piccolo, è una storia finita in se stessa.

… “Avete la malvagia capacità di trasformare qualsiasi messaggio, anche il più amorevole, anche il più positivo, in dottrine guerrafondaie. Con la scusa di seguire gli insegnamenti di questi Maestri, avete inventato dogmi e regole liberticide, riuscite sempre a trovare il modo di ammazzarvi l’un l’altro, siete davvero unici nell’universo, per fortuna.

… “Stupida umanità, non avete ancora capito che ciò che sopravviverà sarà la vostra stupidità, non certo il vostro denaro o il vostro potere

 
Angelo Gavagnin


Le Musiche
, scelte da Claudio Tesser

Hariprasad Chaurasia, Alap, Jod, Jhala [Hariprasad Chaurasia]
Hariprasad Chaurasia
, Gat in Rupak Tal and Teental [Hariprasad Chaurasia]
Bruce Springsteen
The Rising [Bruce Springsteen]
Klaus Schulze
Gewitter [Klaus Schulze]
Klaus Schulze
Ebene [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra
, È la vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus Schulze
Exil Sils Maria [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, C'è una vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus SchulzeDungeon [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, Nella pietra e nel vento [
Aldo Tagliapietra]

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Cosa bere allo Sherwood 2018]]>

Sherwood Festival non è solo musica, ma anche un posto dove trovare cibi e bevande di ottima qualità e con una vasta scelta, dalla pizza, allo street food, alla cena più ricercata; dallo spritz, alle birre artigianali, ai cocktails.

 
Qui di seguito un breve riassunto delle nostre proposte:

Beverage

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È il bar principale del festival, il più grande. Qui troverete una vasta selezione di birre alla spina e in bottiglia, bibite, long drinks, spritz, caffè, amari, liquori, snacks e gelati. 

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Il nostro cocktail bar propone una ricca selezione di cocktails e long drinks, oltre ai grandi classici dell'aperitivo come la birra e lo spritz. Punto di forza: il mojito! Il "Black Mamba" si trova di fianco al Second Stage.

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Il bar "La Vela", posto esattamente al centro del festival, è la location più gettonata per l'aperitivo, ed offre una vasta selezione di birre internazionali alla spina e in bottiglia.

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Anche quest’anno all’interno del festival sarà presente lo stand Fermenti. Uno spazio accogliente dove viene proposta una vastissima scelta di birre artigianali. Durante tutto il Festival, sarà possibile assaggiare più di 100 birre artigianali, fra italiane ed estere, in rotazione su 16 spine. La proposta sarà costantemente rinnovata e pensata per attuare un percorso degustativo di stili birrai da diverse parti del mondo, includendo sapori classici e rarità del panorama dei piccoli birrifici artigianali.

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<![CDATA[Nuovo album per il trio di Castelfranco Veneto The Twinkles]]>

The Twinkles
"We Come Along"
Rocketman Records

“We Come Along” è il quinto album sulla lunga distanza del trio trevigiano guidato dal cantante e chitarrista Nick Mess. Il loro approccio musicale è legato al punk divertente e liberatorio con messaggi scritti in grassetto come ‘più spazio a chi suona e crea musica propria’, come ribadiscono nella title track.
Sanno essere divertenti in queste dieci canzoni che suonano come live, dove esprimono più grandemente la loro essenza.
“No More Faith In You” con la voce dritta e questa chitarra/batteria incalzanti che incorniciano una consapevolezza che si è venuta a insinuare, racconta della dolorosa perdita della fiducia.
“Bubblegum Girl” in un atmosfera sognante anni 60 si attraversano i colori pastello della spensieratezza, dell’adolescenza quando tutto sembra perfetto.
Una marcia creata dalla batteria e dal basso apre stratifica la melodia di “Your time has come” per descrivere le regole imposte dalla vita che nessuno in realtà aveva mai chiesto, ma ad un certo punto della vita bisogna seguirle per non finire male.
“C’est La Vie” un domanda e risposta tra cantante e coro per festeggiare la semplicità del lasciarsi andare a quel che accade, senza lamentarsi.
“Fantasy In My Mistress” con una sferzata di chitarra che diventa il ritmo cadenzato per il movimento melodico di tutto il pezzo che nel suo cuore diventa blues psichedelico, si fanno delle considerazioni su come non si ha colpa se si diventa ossessionati dalla fantasia che prende il sopravvento.
Sentori new wave in “Naughty Lady” con il ritornello pop corale, completano il quadro dello stile di questa band capace di sorridere con la musica.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Tutti gli eventi dello Sherwood 2018]]>

Main Stage:Willie Peyote + Orli

Evento FB: https://bit.ly/2ropdYA

Main Stage:Galeffi + Viito

Evento FB: https://bit.ly/2IiS4Ii

Main & Second Stage:Hip-Hop Day #9 w/ Mezzosangue + Freestyle Battle

Evento FB: https://bit.ly/2FLRjCj

Second Stage:Orange Car Crash

Evento FB: https://bit.ly/2FM6E5Z

Second Stage:Sotterranei a Sherwood w/ Vanarin & JesseTheFaccio

Evento FB: https://bit.ly/2JVkENa

Main Stage:The Zen Circus + Universal Sex Arena

Evento FB: https://bit.ly/2If4XTT

Main & Second Stage:Terroni Uniti + 'O Zulù

Evento FB: https://bit.ly/2FNI0Se

Main & Second Stage:Holi w/ Samuel Heron & Ernia

Evento FB: https://bit.ly/2KDyQvi

Second Stage:GASP! & Lercio Show

Evento FB: https://bit.ly/2wfl271

Second Stage:Sisma Nightw/ Superportua & Denoise

Evento FB: https://bit.ly/2JVlw4o

Main Stage:Noyz Narcos + Yang Attitude

Evento FB: https://bit.ly/2FLXrKO

Second Stage:Malasuerte Fi Sud

Evento FB: https://bit.ly/2rouSOx

Main Stage:Coez

Evento FB: https://bit.ly/2roWHGa

Main Stage:Altavoz De Dia w/ Ellen Allien & Derrick May

Evento FB: https://bit.ly/2HY4jGL

Second Stage:Sherwood Goes HC 4 w/ Slander & DJ Craim + ...

Evento FB: https://bit.ly/2FMtXfO

Second Stage:Silent Party®

Evento FB: Coming soon

Main Stage:Alice In Chains

Evento FB: https://bit.ly/2rmhZp1

Main Stage:Caparezza

Evento FB: https://bit.ly/2KEVmnx

Main Stage:Punkreas + The Atom Tanks

Evento FB: https://bit.ly/2HRyPq2

Sherwood For Kidsw/ Psycodrummers

Evento FB: https://bit.ly/2JVygYK

Main Stage:Alborosie + BomChilom & Mr. Robinson

Evento FB: https://bit.ly/2rltsUI

Main Stage:Lo Stato Sociale

Evento FB: https://bit.ly/2HVKaBo

Second Stage:Havah, Storm{o}, Organ

Evento FB: https://bit.ly/2KCuiFz

Main Stage:Gemitaiz + Drimer & Ares Adami + MC Martz & DJ Gaver

Evento FB: https://bit.ly/2HSrR47

Main Stage:Shantel & Bucovina Club Orkestar + Ajde Zora

Evento FB: https://bit.ly/2FLDWSw

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Tutti i live sul Main Stage dello Sherwood 2018]]>

Main Stage:Willie Peyote + Orli

Evento FB: https://bit.ly/2ropdYA

Main Stage:Galeffi + Viito

Evento FB: https://bit.ly/2IiS4Ii

Main & Second Stage:Hip-Hop Day #9 w/ Mezzosangue + Freestyle Battle

Evento FB: https://bit.ly/2FLRjCj

Main Stage:The Zen Circus + Universal Sex Arena

Evento FB: https://bit.ly/2If4XTT

Main & Second Stage:Terroni Uniti + 'O Zulù

Evento FB: https://bit.ly/2FNI0Se

Main & Second Stage:Holi w/ Samuel Heron & Ernia

Evento FB: https://bit.ly/2KDyQvi

Main Stage:Noyz Narcos + Yang Attitude

Evento FB: https://bit.ly/2FLXrKO

Main Stage:Coez

Evento FB: https://bit.ly/2roWHGa

Main Stage:Altavoz De Dia w/ Ellen Allien & Derrick May

Evento FB: https://bit.ly/2HY4jGL

Main Stage:Alice In Chains

Evento FB: https://bit.ly/2rmhZp1

Main Stage:Caparezza

Evento FB: https://bit.ly/2KEVmnx

Main Stage:Punkreas + The Atom Tanks

Evento FB: https://bit.ly/2HRyPq2

Main Stage:Alborosie + BomChilom & Mr. Robinson

Evento FB: https://bit.ly/2rltsUI

Main Stage:Lo Stato Sociale

Evento FB: https://bit.ly/2HVKaBo

Main Stage:Gemitaiz + Drimer & Ares Adami + MC Martz & DJ Gaver

Evento FB: https://bit.ly/2HSrR47

Main Stage:Shantel & Bucovina Club Orkestar + Ajde Zora

Evento FB: https://bit.ly/2FLDWSw

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<![CDATA[L'utopia della normalità]]>

Alla domanda "Cos'è lo Sherwood Festival?" non è facile rispondere, almeno quanto a quella "Ma quando è iniziato?"
Lo Sherwood innanzitutto è quello che si vede: tanta musica live per tutti i gusti, incontri, dibattiti, sport, giornate a tema.
Sono stati trenta giorni intensi, faticosi, ricchi, con un ritmo incalzante. Ogni giorno è stata una storia diversa, ogni giorno il festival si trasformava: dalla festa dedicata ai più piccoli all'evento di musica elettronica, dalla trap all'hardcore, dallo sport all'indie rock.
Un parcheggio fuori dalla città che per un mese all'anno prende vita, respira, da' ossigeno. Sì, proprio come una foresta.

Poi c'è quello che non si vede ma che capisci solo quando ci entri.
Un luogo in cui le differenze non sono un ostacolo ma una ricchezza, un luogo in cui le distanze si accorciano, in cui il confronto, il dibattito ci da strumenti per capire, in cui le relazioni, l'incontro, lo scambio e la cooperazione, la socialità, lo stare bene insieme, si danno in maniera spontanea, naturale.

Sarà la magia di questa foresta, sarà la sincera passione con cui centinaia di persone lo costruiscono, sarà che lo facciamo così come ogni giorno nelle nostre città ce la mettiamo tutta per cambiare questo mondo, ma la foresta che mette le proprie radici per un mese in un parcheggio ci piace definirla con le parole di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace in Calabria.
Quando Mimmo parla dell'esperienza virtuosa di accoglienza che rappresenta il suo piccolo paese dice "perché poi nella convivenza quotidiana si creano legami affettivi dentro la comunità. Si creano forme di fratellanza, partecipazione, condivisione. E alla fine diventa una storia di normalità. E chi arriva finalmente ritrova una dimensione umana".
Allora forse è proprio questo lo Sherwood Festival: l'utopia della normalità e oggi più che mai per ritrovare questa dimensione umana dobbiamo far crescere piccole e grandi foreste, aprire spazi, prendere parola, non rinchiuderci nelle nostre paure, rivendicare e batterci per i diritti di tutti, perchè la libertà non è una condizione fissa, la libertà si conquista.

Grazie a tutte le migliaia di persone che hanno attraversato lo #Sherwood18 e che lo hanno fatto vivere ma soprattutto grazie a tutt@ coloro che lo hanno reso possibile.

Ci vediamo nel 2019 e negli spazi sociali del nordest.

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<![CDATA[L'utopia della normalità]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[L'utopia della normalità]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[L'utopia della normalità]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[L'utopia della normalità]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Gemitaiz a Sherwood Festival 2018, come “Stare Bene” ]]>

Una delle cose più belle che possono accadere a chi ascolta musica da tanto tempo, e intendo fin da piccolo, penso sia vedere crescere un artista. Vederlo passare da un seguito risicato a riempire palchi affollati sotto da una moltitudine di persone. Questa è la storia di molti dei fan di Gemitaiz, accorsi alla data di venerdì 6 luglio a Sherwood Festival 2018: averlo seguito dal 2006, dai primi tape di Affare Romano e Quello che vi consiglio, arrivando al terzo album solista, fra i più venduti dell’anno, più che soddisfazione è un piccolo piacere.

Significa che la sua musica nonostante tutto “tiene botta”, come si suole dire, a fronte di un alleggerimento/semplificazione dato dalla crescita della diffusione, il quale è un processo comune a chi fa successo: si passa dalla forma d’arte pura, grezza, ad una maggiormente definita e dotata di un lato dedicato all’intrattenimento puro. Questo non è di per sé un male, salvo vederlo dalla giusta prospettiva, ponderandolo con i personali gusti.

Nella sostanza l'accusa di commercializzazione eccessiva lascia il tempo che trova: il rap lo sa fare, lo sa scrivere, di flow ne ha molti e nessuno gli fa le “doppie”; ha un dj - produttore “Mixer T” che risponde al sacro vincolo dell’hip hop, ovvero l’accoppiata MC + Deejay; è uno che inserisce sempre un pezzo della sua persona nelle tracce, anche le più leggere. L’unica critica che si potrebbe tirare fuori dal cilindro è il continuo riferimento al "farla grande come un..", però anche qua, riflettiamo: Gemitaiz introduce questo momento nei testi come azione transitoria in mezzo ad altre, dunque, cercando di darvi una lettura senza andare a parare sui massimi sistemi, sembra un momento utile al rapper romano attraverso cui filtrare gli eventi esistenziali e metabolizzarli.

Davide riesce a intrattenere il pubblico, variegato per età e provenienza, per un'ora e mezza puntando più sul presente e meno sul passato. Potrebbe essere una mossa "facile" per venire incontro ai giovanissimi, follower di recente data, ma non credo sia così. I pezzi che performa vanno dai suoi a quelli in feat. (MadMan, Achille Lauro) e nell'insieme sono la fotografia della dimensione artistica attuale, niente sensazioni dal vivo di nostalgia canaglia. È uno sguardo, un lungo respiro aperto al futuro: bastano le canzoni di oggi per fare un ottimo live ed emozionare, senza dover andare troppo distante (On The Corner, Non se ne parla) come a volte, ad altri, accade, quasi a conferma che "prima eri effettivamente meglio". Nulla di ciò.

In aggiunta, e sempre considerazione a pelle personale, il Gemitaiz di oggi è diverso da quello degli inizi: nei primi tape v'era la figura di un adolescente sofferente nel profondo per esperienze vissute, una figura pregna di un dolore da gridare al mondo tutto (Out of my way 1); oggi invece ritrovo una artista più felice, consapevole, cresciuto, con ancora dei tormenti (ma chi non li ha?), il quale riesce a darsi e dare una quadratura e a stare Bene, come:

“Quei giorni a Ottobre con la felpa

Che poi la leghi in vita e lasci la maglietta

Con il sole in faccia ma che ti accarezza

Come sul lungomare senza il parabrezza

Senza sentire quell'ansia che poi ti rigira lo stomaco”

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<![CDATA[Torna il siciliano Fernando Alba con il secondo disco "Nello stesso acido"]]>

Fernando Alba
"Nello stesso acido"
Maqueta Records

Fernando Alba, siciliano di nascita e romano d’adozione, con “Nello stesso acido” uscito quest’anno per Maqueta séguito dell’esordio “La chitarra nuova” uscito nel 2014.
Un disco di canzoni che raccontano momenti intimi e suggellano ideali antirazzisti con oltre cento musicisti orchestrali che girano attorno a canzoni schiette e senza ammiccamenti.
La title track inizia con una nota solitaria del pianoforte, la voce che si auto-racconta come si sente e cosa prova per lei, analizzando le sensazioni e quanto soffre quando lei è enigmatica così l’idea è di suggerire a lei di lasciarsi andare perché basta questo per vivere bene una storia d’amore oppure farla finire senza troppe notti insonni e ossessioni. ‘Sciolti nello stesso acido’, parafrasandolo, diventa la frase che viene in mente nel momento di estrema solitudine perché sarebbe come avere finalmente lei ma per questo morire.
Fernando Alba è apprezzato anche come compositore di colonne sonore, soprattutto per quest’ultimo anno e questo traspare dalle sue canzoni nuove, molte descrittive come in “Terreno inerte” dove le immagini raccontate dal cantante si materializzano e il pianoforte con gli strumenti a fiato e violini aumentando d’intensità rappresentano l’importanza del tempo e delle giornate positive per dimenticare le animosità del passato.
“Italia” una canzone che abbatte i confini come sogno ideale con ‘presentazioni’ di vari personaggi che fanno arrivare alla constatazione che viviamo nello stesso mondo, giusto per ricordarlo a chi ancora non l’ha capito.
Una batteria con il battito del cuore accelerato e la voce rarefatta in un tuffo di suoni che s’incontrano. Il bisogno di sognare fa immaginare di vivere in proprio mondo ideale qualche volta e in quel mondo far diventare possibili tutte le proprie priorità emotive e costruttive per alla fine sentirsi sinceri.
Piccoli angoli veri sulla vita che vengono fuori chiari e limpidi.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Tutti i live sul Second Stage dello Sherwood 2018]]>

Second Stage:Orange Car Crash

Evento FB: https://bit.ly/2FM6E5Z

Second Stage:Sotterranei a Sherwood w/ Vanarin & JesseTheFaccio

Evento FB: https://bit.ly/2JVkENa

Second Stage:GASP! & Lercio Show

Evento FB: https://bit.ly/2wfl271

Second Stage:Sisma Nightw/ Superportua & Denoise

Evento FB: https://bit.ly/2JVlw4o

Second Stage:Malasuerte Fi Sud

Evento FB: https://bit.ly/2rouSOx

Second Stage:Sherwood Goes HC 4 w/ Slander & DJ Craim + ...

Evento FB: https://bit.ly/2FMtXfO

Second Stage:Silent Party®

Evento FB: Coming soon

Second Stage:Havah, Storm{o}, Organ

Evento FB: https://bit.ly/2KCuiFz

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<![CDATA[Shantel and Bucovina Club Orkestar allo Sherwood 2018]]>


Sabato 07 Luglio 2018

Shantel

and Bucovina Club Orkestar

"30 years of Club Guerilla Tour"

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Opening act: 

Ajde Zora

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Aftershow - Second Stage:

Bim Bum Balaton DJ-Set

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


1 € può bastare


Stefan Hantel, in arte Shantel, poliedrico musicista e produttore tedesco con origini divise tra Romania e Ucraina, è il l’imperatore di un magico mix tra musica dell’Est e battito hi-tech, conosciuto soprattutto per i lavori con la sua orchestra gitana Bucovina Orchestra. Dalla sua vanta premi e riconoscimenti internazionali: con l’album “Bucovina Club Vol. 2” è stato votato miglior album dell’anno dalla rivista inglese Songlines, e ha avuto ampie citazioni sulle bibbie della musica Rolling Stone e NME.

Tra ritmi sincopati, spruzzatine di jazz, tinte balcaniche e gitane ed elettronica europea, senza tralasciare un ricordo vintage, quello di Shantel è un bellissimo esempio di contaminazione di generi e stili. Proprio come succede in quelle bancarelle di spezie, dove accanto alla cannella e allo zenzero ci sono lo zafferano, poi la curcuma, la menta e la paprika: non capisci bene che profumo ci sia nell’aria, ma capisci che il mix è di quelli buoni.

Shantel inizia la sua carriera da DJ a Francoforte, Germania, fu ispirato dalle reazioni del pubblico a band gitane come i Fanfare Ciocărlia e il trombettista Boban Marković a fondere elettronicamente musica gitana Balcanica nel suo portfolio. Shantel rilascia due compilation delle sue popolari notti da DJ, "Bucovina Club", sulla sua etichetta "Essay", il quale ha vinto il premio "Club Global" nel 2006 e alla BBC Radio 3 il premio "World Music". La sua popolarità in Turchia è aumentata notevolmente dopo aver registrato il videoclip del brano "Disko Partizani" nella città di Istanbul. Nel 2007 l'album di Shantel "Disko Partizani" inizia ad allontanarsi dalle sonorità techno del "Bucovina Club", per concentrarsi di più sulla musica Balcanica, viste le sue radici. Nell'Agosto 2009 rilascia il suo nuovo album, dal nome "Planet Paprika".

Il suo album "Bucovina Club Vol. 2" è stato votato come il miglior album dell'anno dalla rivista Songlines (Inghilterra), ed ha avuto ampie citazioni sulle riviste Rolling Stone e NME. Programmi TV francesi e tedeschi gli hanno dedicato ampi servizi ed al momento Shantel è riconosciuto in tutto il globo per il suo inconfondibile stile, un mix di Balkan Beats, Gypsy-Grooves e Russian-Disco. Ha dato origine a nuove sonorità, le quali fondono cultura pop musicale e suoni folkloristici Balcanici, senza essere mai banale, creando così il suo sound. Suona come DJ resident in molte città, quali Berlino, Vienna, Istanbul e tante altre. Shantel ha portato con sé in tour l'attore inglese Sasha Baron Cohen, famoso per i suoi personaggi come Ali G. e Borat. Il suo "Disko Partizani" è stato il suo primo album registrato con la "Bucovina Club Orkestar" (contrariamente a quanto accadeva con le compilation quali ad esempio "Bucovina Club vol. 1 e 2") raggiungendo subito la vetta della World Music Charts europea, inoltre l'album vanta diversi ospiti internazionali, come Marko Markovic, figlio del più noto Boban Markovic, l'italiano Roy Paci e molti altri ancora.

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<![CDATA[Gemitaiz allo Sherwood 2018]]>


Venerdi 06 Luglio 2018

Gemitaiz

"Paradise Lost Live Tour"

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Opening acts:

Drimer & Ares Adami

www.facebook.com/drimermc

www.facebook.com/AresAdami


Mc Martz & Dj Gaver

www.facebook.com/MartzOffiicial

www.facebook.com/itsgaver


Aftershow - Second Stage:

Bad Vibes

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

Prevendite 15 € + d.d.p.

Ingresso 15 € alla porta

Prevendite disponibili su:

www.ticketone.it


I diciottenni iscritti all'applicazione 18app potranno acquistare i biglietti dello Sherwood Festival avvalendosi del Bonus Cultura accedendo al seguente indirizzo 
www.ticketone.it/18app


Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare


Romano, classe ‘88, Gemitaiz, grazie a una poetica unica, un flow killer, tematiche e personalità da vendere, è uno dei rapper più seguiti della scena hip hop italiana. Dopo la firma per Tanta Roba Label nel 2012, Gemitaiz presenta al pubblico il suo primo album ufciale da solista, “L’Unico Compromesso”, che lo lancia nel mondo della musica che conta.

A giugno 2014 assieme a MadMan pubblica l’album Kepler” per Tanta Roba / Universal Music Italia. Dopo il primo posto in classifca FIMI GFK, l’album “Kepler” raggiunge dopo due mesi dalla pubblicazione il riconoscimento Disco D’oro per le copie vendute.
Un’intensa attività live fa seguito alla pubblicazione dell’album con i tour: "Kelpler Live Tour", "Kepler Summer SHow" con l’appuntamento di Capodanno al Circo Massimo di Roma per poi continuare con "QVC5 Live Tour" che registra i due sold out dell’Alcatraz di Milano e Orion di Roma. Il 22 gennaio 2016 Gemitaiz pubblica “Nonostante Tutto” su etichetta Tanta Roba Label/Universal Music Italia, album che raggiunge lo status di Dico d'Oro in sole due settimane dall’uscita.

Il tour che segue la pubblicazione dell’album registra numerosi sold out nei principali live club della penisola. Durante l’estate 2016 Gemitaiz porta i brani di “Nonostante Tutto” sui palchi di tutta Italia con il “Nonostante Tutto Summer Tour”, affiancato dalla sua band. Durante il tour estivo viene realizzato un progetto fotografco in Polaroid per Impossible da Francesco Anselmi – Contrasto (Progetti per la fotografa), che testimonia il grande successo ottenuto dai live show.

Nell’album “Nonostante Tutto”, il singolo “Scusa” viene certifcato oro dalla FIMI, il primo singolo “Bene” sarà certifcato Platino nel 2017. Allo stesso tempo anche “Blue Sky”, uno dei brani contenuti in “Kepler”, raggiunge il disco d’oro durante il 2016.
Il 4 novembre 2016 è il turno di “Nonostante tutto Reloaded”, la nuova versione del disco contenente l’album originale, inediti, remix, rarità e tracce registrate durante il concerto del 2016 al Carroponte (S. San Giovanni).

Nel mese di dicembre 2016 ha reso disponibile in freedownload “QVC7”, settimo capitolo della serie “Quello che vi consiglio”, ormai un appuntamento fsso con i propri seguaci. “QVC7” è stato anticipato dal singolo “Il Primo”, il cui video è diretto da YouNuts Production.

Nel mese di aprile 2017 ha portato il suo “QVC7 Live Tour” sui palchi di tutta Italia riscuotendo grande successo per una tournèe ricchissima di sold out.

Il 4 giugno 2017 Gemitaiz inizia al Nameless Festival di Lecco, il tour estivo“Tanta Roba Label Night” con MadMan e Priestess, che si concluderà il 15 settembre al Magnolia di Milano. Nel frattempo “instagrammo” (contenuto in “Kepler”), “Veleno 6”(contenuto nel mixtape di MadMan “MM vol. 2”) e “Preso Male” (contenutio in “Nonostante Tutto”) vengono certificati oro da FIMI.

A fine settembre, dopo le certificazioni platino dei singoli“Veleno 6”, “Blue Sky” e “Scusa”, l’album “Nonostante Tutto”viene certificato platino.

Sull’onda di questo successo, il 6 ottobre 2017 esce il nuovo singolo “Oro e Argento” (prodotto da Mixer T), di cui viene pubblicato anche il video.

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<![CDATA[Havah, Storm{o} & Organ allo Sherwood 2018]]>


Giovedi 05 Luglio 2018


- Second Stage - 

Havah

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Storm{o}

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Organ

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: ore 19.30


1 € può bastare

Havah

Racconto, potenza, ostinazione. Basterebbero queste tre parole per parlare della nuova prova di Havah, il progetto solista di Michele Camorani (La Quiete, Raein), che qualche anno fa, senza dismettere i panni di batterista di due delle band hardcore più importanti non solo d'Italia, decide (“per chiudere in fretta i pezzi”, racconta) di iniziare un suo percorso solista evidentemente ispirato da quell'ondata che ricordiamo come shitgaze e che illuminò le menti di centinaia di musicisti sulle infinite possibilità che il solo avere un pc con Garageband installato poteva dare. Dopo un disco in inglese, arrivano due prove e numerosi split in cui si adotta la linguamadre per veicolare il racconto. Da lì, quella memorabile pietra oscura che è “Settimana” non uscirà più dai nostri stereo, così come il successivo “Durante un assedio”e "Contravveleno".

Storm{o}

Gli Storm{o} sono un gruppo formato da 4 ragazzi nel 2005.
La band ha come base Feltre, provincia di Belluno, e il proprio nome deriva dal mescolarsi di una tempesta (“storm” in Inglese) con uno stormo di uccelli neri. Questa unione immaginaria è graficamente descritta dalle due parentesi graffe, che rappresentano lo stormo di uccelli, e la lettera “O”, tra le due parentesi, che simboleggia una goccia di pioggia.
Hardcore cantato ed urlato in Italiano, stretti passaggi in tempi dispari, fugaci implosioni emotive che sfociano in soffocanti esplosioni di caotico buio, tutto questo dà forma ad una musica non convenzionale.
Oltre 250 concerti, 5 tour europei tra Inghilterra, Olanda, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Serbia, Croazia, Belgio, Spagna e Portogallo.

Messa

Per descriversi parlano di una torre campanaria che oscura la mente lasciando dietro di sé una scia di velluto scarlatto. Non a caso parlano di “scarlet doom”. Doom, voci femminili oscure e influenze che oscillano tra Pentagram, Bellwitch, Windhand,Jex Thoth, Sabbath Assembly e Bathory per il quartetto di Treviso.

Organ

Organ è un gruppo doom da Belluno, nato nel 2014 da in seguito allo scioglimento dei tears|before. Nel 2015 esce il loro primo disco "Tetro", completamente autoprodotto: cinque tracce composte tra il 2015 e il 2014, registrate tra il Mal De Testa studio (batteria) e la loro sala prove. Mix e master sono stati realizzati dal loro chitarrista Luca Rizzardi.

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<![CDATA[Snatura Rock dell'1 luglio 2018]]> ]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock dell'1 luglio 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock dell'1 luglio 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[ReadBabyRead_393_A_Gavagnin_4]]>

Un omaggio di RBR, in sei puntate, all'amico e scrittore Angelo Gavagnin (con lui iniziammo a fare il nostro primo programma di reading radiofonico, "Di altri canti, di altre storie", negli anni 70 a Radio Mestre 103, nel quartiere CITA di Marghera, una delle iniziali radio libere locali, nello stesso periodo in cui a Padova nasceva Radio Sherwood).
Nell'ottimo libro "Il Risveglio" il protagonista si trova nello spazio tra la morte e la nuova vita, i Tibetani lo chiamano Bardo, da qui si intromette in alcune vite sperando di ricevere motivazioni sufficienti per ritentare una rinascita, è incerto: non sa decidere se ne vale davvero la pena.


ReadBabyRead #393 del 5 luglio 2018


Angelo Gavagnin
Il Risveglio
(primo e ultimo capitolo)

Madre e figlia: il viaggio
Addotto

(4a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"C’è stato un momento nella vita in cui Nirvano visse un evento uguale alla morte, almeno di questo era convinto, in quel momento sembrava tale, appariva in tutto simile ad altre esperienze di altre morti, ma non era così. Era come una morte, un passaggio ad altre dimensioni di spazio e di tempo, perciò una morte come tutti la conosciamo, però non era come sembrava. In realtà era finito in un’altra dimensione, ma non a causa della morte, bensì per colpa di un’astronave con equipaggio alieno, che aveva deciso di prelevarlo per non si sa quali esperimenti sul genere umano: forma di vita ancora difficile da capire per gli abitanti dell’intero universo. In effetti sono strani gli umani, vivono sul pianeta più bello dell’intera galassia e sembra che facciano di tutto per distruggerlo o per renderlo invivibile a loro stessi, ecco perché questi alieni avevano deciso, e non era la prima volta, di prelevare alcuni esemplari di questa strana razza, per poterne studiare la psicologia, il carattere e verificarne la presunta intelligenza."


Sono nato a La Spezia il 16 agosto 1952 e trasferito a Venezia a pochi giorni dalla nascita, ho vissuto l’infanzia nell’isola di Pellestrina nella laguna veneziana e in seguito la mia famiglia si è spostata a Marghera. Ho lavorato al Porto di Venezia prima al Provveditorato poi alla locale Compagnia  dei Lavoratori Portuali. Tutto il tempo libero l’ho usato per viaggiare, soprattutto in Asia, la parte del mondo che amo. Sono stato molte volte in India dove nel 1979 ho conosciuto il Maestro indiano Osho e a ogni viaggio non mancavo di passare per Poona, dove c’era il sua ashram, fino al 19 gennaio del 1990, il giorno della sua morte dove ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Ho poi viaggiato in Thailandia, Malesia, Sri Lanka, ma anche Cuba e Santo Domingo, sempre con l’India tra un posto nuovo e l’altro. Sono diventato papà molto tardi, all’età in cui di solito si diventa nonni, così sono finiti i viaggi e ho iniziato a scrivere: in self publishing sono usciti “Non sono nato e mi sento molto bene”, “Il Risveglio”, “Lungo la via Francigena dal Gran San Bernardo a Santa Maria di Leuca”.


Amo scrivere perché la vita è breve: si lavora, si mette su famiglia, ma alla fine quando te ne vai non resta niente (a parte il mutuo). Di me vorrei che rimanesse qualcosa di più.

Interessi: A parte leggere e scrivere che è scontato, amo molto camminare e con un piccolo gruppo di amici vado ogni anno, in primavera, a percorrere le famose vie religiose. Ultimamente, oltre ad aver ultimato la via Francigena italiana: dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma a piedi, abbiamo percorso la Magna Via Francigena di Sicilia, da Palermo ad Agrigento.  E ogni anno facciamo qualche nuovo cammino più o meno famoso.

Sogno nel cassetto: Diventare sindaco di Goa in India, scherzo: non ho grandi cose da realizzare e forse neppure più molto tempo. Mi accontenterei che non succedesse niente, alla mia età ho capito che è più probabile fare un incidente che vincere una lotteria.

Nel libro “Il Risveglio” ho immaginato il protagonista nello spazio tra la morte e la nuova vita. Chiaramente vuol dire che credo sia vera la teoria della reincarnazione: è un concetto normale nella cultura Orientale, nel Buddhismo, meno in Occidente. Lo spazio nel quale pongo il protagonista del libro è uno spazio che i tibetani chiamano Bardo, e da questo spazio l’invisibile protagonista del racconto si diverte a scrutare e anche entrare in alcune vite, con lo scopo di cercare di dare un senso alla propria voglia di rinascita. In questa sua ricerca si imbatte in alcuni personaggi veri mentre altri sono inventati, alcuni gli danno energia  e motivazioni per tornare a vivere, altri lo rafforzerebbero nell'ipotesi che non ne vale la pena. Storie immaginate che possono in certi momenti sfiorare la realtà ma la domanda è costantemente la più classica delle domande: “essere o non essere”: se uno potesse scegliere cosa sceglierebbe? Cosa fareste voi stessi se foste messi nella situazione di poter scegliere coscientemente se essere presenti sulla Terra oppure no? Se sapeste che il “non esserci” non è una scelta di dolore ma solo un eterno stato meditativo. Scegliere se, come, dove, quando, perché nascere, si può?

Detto così sembra astruso e pesante ma niente paura: è un libro che si legge molto facilmente, si può affrontarne la lettura anche avendo a disposizione solo quindici minuti. Esiste naturalmente un filo conduttore e si può leggerlo tutto d'un fiato in qualche ora di insonnia notturna, ma lo si può anche leggere un capitolo alla volta. L'ho pensato così: lo puoi tirar fuori dieci minuti in autobus perché ogni capitolo, anche il più piccolo, è una storia finita in se stessa.

… “Avete la malvagia capacità di trasformare qualsiasi messaggio, anche il più amorevole, anche il più positivo, in dottrine guerrafondaie. Con la scusa di seguire gli insegnamenti di questi Maestri, avete inventato dogmi e regole liberticide, riuscite sempre a trovare il modo di ammazzarvi l’un l’altro, siete davvero unici nell’universo, per fortuna.

… “Stupida umanità, non avete ancora capito che ciò che sopravviverà sarà la vostra stupidità, non certo il vostro denaro o il vostro potere

 
Angelo Gavagnin


Le Musiche
, scelte da Claudio Tesser

Hariprasad Chaurasia, Alap, Jod, Jhala [Hariprasad Chaurasia]
Hariprasad Chaurasia
, Gat in Rupak Tal and Teental [Hariprasad Chaurasia]
Bruce Springsteen
The Rising [Bruce Springsteen]
Klaus Schulze
Gewitter [Klaus Schulze]
Klaus Schulze
Ebene [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra
, È la vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus Schulze
Exil Sils Maria [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, C'è una vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus SchulzeDungeon [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, Nella pietra e nel vento [
Aldo Tagliapietra]

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<![CDATA[Lo Stato Sociale allo Sherwood 2018]]>


Mercoledi 04 Luglio 2018

Lo Stato Sociale

"Una vita in vacanza Tour"

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

Prevendite 15 € + d.d.p.

Ingresso 15 € alla porta

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Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

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“Primati” è una “raccolta differenziata” dei nostri singoli, contiene i tre inediti “Una vita in vacanza”, “Fare mattina” e “Facile” scritti successivamente all’uscita dell’ ultimo disco, oltre ad una nuova versione di “Sono così indie” tutti e quattro prodotti assieme a Fabio Gargiulo e altri tredici singoli che hanno segnato il percorso della banda dalla fondazione fino a oggi con la partecipazione al Festival di Sanremo.

“Primati” contiene anche il DVD con i film dei due concerti nei palasport: “L’ultimo concerto da gran fenomeni” del 21 novembre 2015 al PalaDozza di Bologna e “Un bel concerto da mitomani” del 22 aprile 2017 al Forum di Assago. Entrambi sono stati diretti da Paolo Santamaria e prodotti da Garrincha Dischi e Muse-X. I due film contengono l’esecuzione dal vivo di 41 brani con numerosi ospiti.

Se ci conosci godi, se non ci conosci capisci.

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<![CDATA[Sherwood Open Minds - Speciale elezioni presidenziali in Messico]]>

 

Martedì 4 Luglio 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

- Sherwood Open Minds -


Speciale elezioni presidenziali in Messico

A cura dell’Ass. Ya Basta! Êdî Bese!

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

 


Il 1° luglio in Messico si voterà per il nuovo presidente della Repubblica. Un momento cruciale nella storia del paese, stritolato dagli ultimi 12 anni di guerra al narcotraffico, voluta da Felipe Calderon (del PAN) e proseguita da Enrique Peña Nieto (del PRI), rappresentanti dei partiti da sempre al potere in Messico. Una guerra che non è al narcotraffico ma è una guerra civile e ha prodotto 35 mila desaparecidos e oltre 200 mila morti.
Queste elezioni hanno visto per la prima volta il tentativo dell’EZLN, in collaborazione con il Congreso Nacional Indigena di incunearsi all’interno della politica ufficiale. Un tentativo che si è fermato in febbraio, quando le regole imposte dai los de arriba, hanno di fatto escluso la candidata indigena Marichuy dalla contesa elettorale. Con la rubrica “Sin bajar la mirada” su Globalproject.info abbiamo seguito fin dall’ottobre di due anni fa il percorso dell’EZLN e del CNI, cercando di approfondire le ragioni, le motivazioni, i pro e i contro di una scelta definita dallo stesso SupGaleano “assurda”.

Tutti i sondaggi danno in netto vantaggio Andrés Manuel Lopez Obrador (al terzo tentativo di diventare presidente dopo le due sconfitte del 2006 e del 2012 causa brogli degli avversari). Il portavoce di MORENA (Movimiento de Regeneración Nacional) questa volta dovrebbe farcela, a meno di incredibili ma non improbabili recuperi miracolosi dei candidati avversari. La linea politica di AMLO è molto dibattuta in Messico, soprattutto in questi ultimi mesi in cui ha metaforicamente virato verso il centro, con alleanze a dir poco discutibili; parte dei movimenti non lo appoggia ma forse è l’unica speranza per il paese che si arrivi alla fine di questa spirale di violenza, morte e sparizioni forzate.

Per raccontare questo momento da vicino, l’associazione Ya basta! Êdî bese! ha organizzato nel mese di luglio il viaggio “La voz de los de abajo”: il viaggio attraverserà le giornate post elettorali, raccontando le reazioni della società civile e dei movimenti, cercando di dare voce a chi durante questo periodo elettorale si sente escluso, ma non per questo ha smesso di costruire percorsi di lotta e ad opporsi a un sistema brutale creando forme alternative di vivere.


Ne discutiamo con:

Christian Peverieri (associazione Ya basta! Êdî bese!), Camilla Camilli (associazione Ya basta! Êdî bese! in diretta dal Messico), Enrico “Carota” Roberto (Lo Stato sociale, Garrincha loves Chiapas)



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood

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<![CDATA[Tornano i Manovalanza con un disco live]]>

Manovalanza
"Last Live at Terrazza Sul Lago"
Impacto Records

I Manovalanza sono un gruppo ska-punk di San Sepolcro che dopo il quarto album sulla lunga distanza “Anacasmi” uscito nel 2017, sono tornati con un live che riprende il meglio dei loro dischi. Il luogo dove registrano il live, Terrazza Sul Lago, storico locale in provincia di Arezzo, è il posto che li ha visti esordire ufficialmente con “Anziani a vent’anni” nel 2011 e proprio il giorno che dovevano suonare per presentare l’ultimo disco hanno saputo che quel luogo avrebbe chiuso e loro rappresentavano l’ultimo live: così hanno voluto omaggiarlo facendo di quella serata il proprio ultimo lavoro.
Il live è un particolare fiore all’occhiello per la band che si è già spinta fino in Messico per un tour di due settimane nel 2015 e ne è venuto fuori un dvd e un libro scritto dal cantante Mattia e intitolato “La buena onda”.
Dentro “Last live at Terrazza sul Lago” trovate la loro jeux de vivre come in “Che Gioia il Buio” estrapolata da “Tutti Contro” il loro manifesto oi e rimane nell’aria come un sorriso amaro spontaneo.
Poi non poteva mancare “Vestiti usa e getta”, come dicono loro stessi ‘il pezzo più importante per i Manovalanza’. con la batteria su binari del super ospite Maicol Balzani. Una critica contro il consumismo che riguarda le cose ma soprattutto le persone.
Quando parte “Miserabili noi” siamo ai tempi del disco della band Tragicomìa album uscito nel 2016. Parafrasandoli chi non ha niente non avrà niente da perdere quindi perché lamentarsi di non avere nulla e con questo potremmo certamente tirarci su. Il modo di cantare focoso e appassionato del cantante e chitarrista Mattia porta dentro l’anima del gruppo che vuole arrivare alla gente a chi non è compreso e mostrare umanità per una volta. Completano il gruppo: Marco, batteria e voce; Valerio, trombone e cori; Francesco, tromba e Riccardo al basso.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Alborosie allo Sherwood 2018]]>


Martedi 03 Luglio 2018

Sherwood Festival in collaborazione con BomChilom Sound presenta:

Alborosie

& The Shengen Clan Band

"Unbreakable Tour"

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Warm-Up:

BomChilom & Mr. Robinson

www.facebook.com/bomchilom

www.facebook.com/misterobinson69


Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

Prevendite 20 € + d.d.p.

Ingresso 20 € alla porta


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Alborosie, il cui vero nome è Alberto D’Ascola, è nato a Messina, Sicilia. Durante l’adolescenza trascorsa a Milano, fa parte di diversi gruppi per poi unirsi ai ‘Reggae National Tickets’, che girano regolarmente l’Europa in tour nella seconda metà degli anni 90. Un giorno, quando la band viene invitata a suonare in Giamaica, Alborosie, ispirato dagli eventi, decide di lasciare il gruppo e cambiare la sua vita. Ben presto si ritrova a vivere in Giamaica e a lavorare come ingegnere ai Gee Studios di Portland, dove si trova a contatto con molti notevoli artisti giamaicani e non solo. Da appassionato studioso di musica giamaicana è affascinato dalle tecniche di registrazione analogiche e impara a suonare diversi strumenti (come chitarra, basso e tastiere).

Oggi il suo Shengen Studio i piedi delle colline di Kingston, contiene apparecchiature un tempo appartenute a personaggi come King Tubby e Coxsone Dodd. E’ qui che Alborosie si immerge nel passato della musica reggae e crea l’essenza del suo sound rivoluzionario: per questo motivo rappresenta la nuova entusiasmante era del reggae.

Alborosie ha prodotto un buon numero di album acclamati dalla critica: non solo ‘Soul Pirate’, disco di debutto, ma anche ‘Escape To Babylon’ (2009), ‘2 Times Revolution’ (2011), ‘Sound The System’ e ‘Dub The System’ (2013), ‘Alborosie Meets King Jammy -Dub Of Thrones’ (2015) e infine 'Freedom & Fyah'.

Per il 2018 è prevista l'uscita del nuovo disco che vedrà la collaborazione con alcuni dei membri originali degli Wailers, la leggendaria band che ha accompagnato la carriera musicale di Bob Marley. Infatti, sarà un disco composto da tredici tracce prodotte e registrate da Alborosie con l’ausilio dei membri del gruppo citato poc’anzi.

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<![CDATA[Sherwood for Kids - 5ª Edizione allo Sherwood 2018]]>


Domenica 01 Luglio 2018

Sherwood for Kids

5ª Edizione


con la partecipazione degli

Psycodrummers

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*** Evento in aggiornamento ***

Una giornata interamente dedicata ai più piccoli e
... a chi vuole tornare bambino

Sherwood Festival 2018Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 18.00


1 € può bastare

Sherwood for Kids

All'entrata ti sarà consegnata una mappa ... muoviti all'interno del Festival e mettiti in gioco tra le tante proposte!

I giochi dimenticati di Lodovico
Divertirsi con i giochi antichi.

Giochi di strada
Con il Gruppo Scout Pablo Neruda.

Truccabimbi

Saranno presenti laboratori e attività sportive


Programma:

Ore 18.30
Una merenda sana per tutti 

Sono i benvenuti gli artisti di strada che vogliano esibirsi a cappello per rendere ancora più magica questa giornata!

Ore 19.00 (Piazzale)
Psycodrummers - Prima esibizione

Ore 20.00 (Piazzale)
Spettacolo "La Corda" di Gera Circus
Acrobata, giocoleria, equilibrismo

Ore 20.40 (Piazzale)
Psycodrummers - Seconda esibizione

Ore 21.30 (Second Stage)
Spettacolo "Le Petit Tap" di Annina
Arte di strada con Tip Tap

Ore 22.10 (Piazzale)
Psycodrummers - Terza esibizione

Dalle ore 18.00 nella Free Sport Area

Musica e Sport contro la Mafia

Riscatto sociale e lotta alla dispersione scolastica attraverso progetti culturali, musicali e sportivi. I laboratori creativi ed il racconto dell’esperienza palermitana di Picciotto, vincitore del premio “Musica contro le mafie”.

A seguire live showcase di Picciotto & Gente Strana Posse

www.facebook.com/PicciottoGSP

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<![CDATA[Punkreas allo Sherwood 2018]]>


Sabato 30 Giugno 2018

Punkreas

"InEquilibrio Tour"

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Opening act:

The Atom Tanks

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Aftershow // Second Stage:

Putano Hoffman - "In Utero 90s Party"

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

1 € può bastare


Il 23 marzo è uscito "InEquilibrio", il primo di due EP della band di Parabiago per l’etichetta Garrincha Dischi, in collaborazione con Canapa Dischi

“InEquilibrio” è il primo di due EP, la prima parte di un lungo viaggio.

Un viaggio che inizia paradossalmente col fermarsi, col respirare, per ricordarci chi siamo, chi eravamo e chi vogliamo essere – “Fermati e respira”. La prima scommessa è che le nuove generazioni facciano meglio della nostra – “Conto su di te” – senza lasciarsi irretire dalle pericolose mistificazioni di chi vuole utilizzare paura e precarietà per metterci uno contro l’altro. Oggi come ieri, i muri innalzati da chi predica divisione ed esclusione dovranno essere abbattuti per guidare la storia verso un domani che, per i nostri figli, è già presente – “U-Soli”.
A noi non resta che spogliarci di tutto quello che sa di già visto o già sentito – “Inequilibrio” – non prima però di una sana e purificante incazzatura di orwelliana memoria – “Due minuti di odio” – per non partire lasciando conti in sospeso, per viaggiare più leggeri, perchè il percorso è ancora lungo.

Presto la seconda parte di questo viaggio, un secondo EP, altre cinque canzoni.

“InEquilibrio” è stato registrato e coprodotto da Olly Riva (Shandon) presso il Rocker Studio di Mario Riso (Rezophonic). Olly è un amico di vecchia data dei Punkreas, ma questa è la prima volta che lavorano insieme e la coesione per la lunga amicizia è tutta nel risultato.

Così la band racconta il lavoro con Olly:

“E’ incredibile come spesso la soluzione migliore sia spesso più vicina di quanto si pensi. E non si riesce a riconoscerla perché troppo vicina per metterla a fuoco. Olly ha lavorato per esaltare l’attitudine e il carattere del nostro sound lavorando unicamente sui dettagli. Senza mai stravolgere, mettendo l’accento sulla nostra essenza live, inclusi i nostri difetti. Talvolta sembrava tenerci quasi più di noi a preservare ed esaltare la vera natura dei Punkreas”.

Una storia iniziata nel 1989, quesi trent’anni fa, e che oggi arriva al traguardo dell’undicesimo album.

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<![CDATA[Caparezza allo Sherwood 2018]]>


Venerdi 29 Giugno 2018


Caparezza

"Prisoner 709 Tour"

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Aftershow - Second Stage:

BomChilom Sound DJ-Set

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

Biglietti Interi:

(dai 12 anni in su)

Prevendita: 25 € + d.d.p.

Biglietto in cassa: 28 €


Biglietti Ridotti:

(dai 6 anni al compimento dei 12 anni)

Prevendita: 20 € + d.d.p.

Biglietto in cassa: 23 €


Prevendite disponibili su:

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Caparezza: il tour estivo, a grande richiesta!

Da novembre a febbraio ha registrato 20 “sold out” nei palazzetti, ha percorso più di 9.000 KM sul furgone da Nord a Sud dello stivale, ha venduto più di 125.000 biglietti ed è indubbiamente l’artista dell’anno. Grazie al suo ultimo album “Prisoner 709” (Disco d’Oro) e ai suoi singoli è rimasto nelle “hot airplay” radio italiane: il risultato è che Caparezza è l’artista italiano dell’anno.

La storia non finisce qui. Caparezza è pronto a tornare a saltare sui palchi in una tranche estiva di oltre 20 date in tutto il Paese, dove incontrerà nuovamente i suoi fan e regalerà emozioni come solo lui sa fare… Sei pronto ad una estate che “Ti Fa Stare Bene”?

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<![CDATA[Alice In Chains allo Sherwood 2018]]>


Giovedi 28 Giugno 2018

Alice In Chains

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00

Prevendite 35 € + d.d.p.

Ingresso 40 € alla porta


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Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

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Tornano in tour e con un disco nuovo i capostipiti del grunge mondiale: Alice In Chains. La storica band guidata da Jerry Cantrell, attualmente in studio di registrazione a Seattle per completare il nuovo album, ha programmato il tour che li vedrà headliner in Europa la prossima estate. In Italia, la formazione è attesa giovedì 28 Giugno allo Sherwood Festival di Padova. Biglietti in vendita a partire dalle ore 10.00 di Lunedì 29 Gennaio.

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<![CDATA[ReadBabyRead_392_A_Gavagnin_3]]>

Un omaggio di RBR, in sei puntate, all'amico e scrittore Angelo Gavagnin (con lui iniziammo a fare il nostro primo programma di reading radiofonico, "Di altri canti, di altre storie", negli anni 70 a Radio Mestre 103, nel quartiere CITA di Marghera, una delle iniziali radio libere locali, nello stesso periodo in cui a Padova nasceva Radio Sherwood).
Nell'ottimo libro "Il Risveglio" il protagonista si trova nello spazio tra la morte e la nuova vita, i Tibetani lo chiamano Bardo, da qui si intromette in alcune vite sperando di ricevere motivazioni sufficienti per ritentare una rinascita, è incerto: non sa decidere se ne vale davvero la pena.


ReadBabyRead #392 del 28 giugno 2018


Angelo Gavagnin
Il Risveglio
(primo e ultimo capitolo)

Madre e figlia: il viaggio
Addotto

(3a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"C’è stato un momento nella vita in cui Nirvano visse un evento uguale alla morte, almeno di questo era convinto, in quel momento sembrava tale, appariva in tutto simile ad altre esperienze di altre morti, ma non era così. Era come una morte, un passaggio ad altre dimensioni di spazio e di tempo, perciò una morte come tutti la conosciamo, però non era come sembrava. In realtà era finito in un’altra dimensione, ma non a causa della morte, bensì per colpa di un’astronave con equipaggio alieno, che aveva deciso di prelevarlo per non si sa quali esperimenti sul genere umano: forma di vita ancora difficile da capire per gli abitanti dell’intero universo. In effetti sono strani gli umani, vivono sul pianeta più bello dell’intera galassia e sembra che facciano di tutto per distruggerlo o per renderlo invivibile a loro stessi, ecco perché questi alieni avevano deciso, e non era la prima volta, di prelevare alcuni esemplari di questa strana razza, per poterne studiare la psicologia, il carattere e verificarne la presunta intelligenza."



Sono nato a La Spezia il 16 agosto 1952 e trasferito a Venezia a pochi giorni dalla nascita, ho vissuto l’infanzia nell’isola di Pellestrina nella laguna veneziana e in seguito la mia famiglia si è spostata a Marghera. Ho lavorato al Porto di Venezia prima al Provveditorato poi alla locale Compagnia  dei Lavoratori Portuali. Tutto il tempo libero l’ho usato per viaggiare, soprattutto in Asia, la parte del mondo che amo. Sono stato molte volte in India dove nel 1979 ho conosciuto il Maestro indiano Osho e a ogni viaggio non mancavo di passare per Poona, dove c’era il sua ashram, fino al 19 gennaio del 1990, il giorno della sua morte dove ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Ho poi viaggiato in Thailandia, Malesia, Sri Lanka, ma anche Cuba e Santo Domingo, sempre con l’India tra un posto nuovo e l’altro. Sono diventato papà molto tardi, all’età in cui di solito si diventa nonni, così sono finiti i viaggi e ho iniziato a scrivere: in self publishing sono usciti “Non sono nato e mi sento molto bene”, “Il Risveglio”, “Lungo la via Francigena dal Gran San Bernardo a Santa Maria di Leuca”.


Amo scrivere perché la vita è breve: si lavora, si mette su famiglia, ma alla fine quando te ne vai non resta niente (a parte il mutuo). Di me vorrei che rimanesse qualcosa di più.

Interessi: A parte leggere e scrivere che è scontato, amo molto camminare e con un piccolo gruppo di amici vado ogni anno, in primavera, a percorrere le famose vie religiose. Ultimamente, oltre ad aver ultimato la via Francigena italiana: dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma a piedi, abbiamo percorso la Magna Via Francigena di Sicilia, da Palermo ad Agrigento.  E ogni anno facciamo qualche nuovo cammino più o meno famoso.

Sogno nel cassetto: Diventare sindaco di Goa in India, scherzo: non ho grandi cose da realizzare e forse neppure più molto tempo. Mi accontenterei che non succedesse niente, alla mia età ho capito che è più probabile fare un incidente che vincere una lotteria.

Nel libro “Il Risveglio” ho immaginato il protagonista nello spazio tra la morte e la nuova vita. Chiaramente vuol dire che credo sia vera la teoria della reincarnazione: è un concetto normale nella cultura Orientale, nel Buddhismo, meno in Occidente. Lo spazio nel quale pongo il protagonista del libro è uno spazio che i tibetani chiamano Bardo, e da questo spazio l’invisibile protagonista del racconto si diverte a scrutare e anche entrare in alcune vite, con lo scopo di cercare di dare un senso alla propria voglia di rinascita. In questa sua ricerca si imbatte in alcuni personaggi veri mentre altri sono inventati, alcuni gli danno energia  e motivazioni per tornare a vivere, altri lo rafforzerebbero nell'ipotesi che non ne vale la pena. Storie immaginate che possono in certi momenti sfiorare la realtà ma la domanda è costantemente la più classica delle domande: “essere o non essere”: se uno potesse scegliere cosa sceglierebbe? Cosa fareste voi stessi se foste messi nella situazione di poter scegliere coscientemente se essere presenti sulla Terra oppure no? Se sapeste che il “non esserci” non è una scelta di dolore ma solo un eterno stato meditativo. Scegliere se, come, dove, quando, perché nascere, si può?

Detto così sembra astruso e pesante ma niente paura: è un libro che si legge molto facilmente, si può affrontarne la lettura anche avendo a disposizione solo quindici minuti. Esiste naturalmente un filo conduttore e si può leggerlo tutto d'un fiato in qualche ora di insonnia notturna, ma lo si può anche leggere un capitolo alla volta. L'ho pensato così: lo puoi tirar fuori dieci minuti in autobus perché ogni capitolo, anche il più piccolo, è una storia finita in se stessa.

… “Avete la malvagia capacità di trasformare qualsiasi messaggio, anche il più amorevole, anche il più positivo, in dottrine guerrafondaie. Con la scusa di seguire gli insegnamenti di questi Maestri, avete inventato dogmi e regole liberticide, riuscite sempre a trovare il modo di ammazzarvi l’un l’altro, siete davvero unici nell’universo, per fortuna.

… “Stupida umanità, non avete ancora capito che ciò che sopravviverà sarà la vostra stupidità, non certo il vostro denaro o il vostro potere

 
Angelo Gavagnin


Le Musiche
, scelte da Claudio Tesser

Hariprasad Chaurasia, Alap, Jod, Jhala [Hariprasad Chaurasia]
Hariprasad Chaurasia
, Gat in Rupak Tal and Teental [Hariprasad Chaurasia]
Bruce Springsteen
The Rising [Bruce Springsteen]
Klaus Schulze
Gewitter [Klaus Schulze]
Klaus Schulze
Ebene [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra
, È la vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus Schulze
Exil Sils Maria [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, C'è una vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus SchulzeDungeon [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, Nella pietra e nel vento [
Aldo Tagliapietra]

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<![CDATA[Silent Party® allo Sherwood 2018]]>


Mercoledi 27 Giugno 2018


- Second Stage - 

Silent Party®

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio Party: ore 21.00


1 € può bastare


** A breve maggiori informazioni **

Un marchio, un brand di divertimento assicurato, diffida delle imitazioni! Sul palco si esibiranno in contemporanea 3 DJs, ed ognuno proporrà un genere diverso. L'impianto audio rimarrà spento, mentre Voi potrete selezionare, semplicemente con un click sulle cuffie consegnatevi, uno dei 3 canali disponibili.


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<![CDATA[“Take Five, Jazz & dintorni” del 21 giugno 2018]]>

Puntata concomitante con il giorno della Festa della Musica, quindi con l’inizio dell’Estate e con la pausa stagionale… puntata tutta dedicata alla nuova scena ”jazz” londinese, con le virgolette a significare che siamo in presenza di un genere aperto come sa essere il jazz, che è decisamente jazz influenced, ma che, come un porta innesto, serve a sostenere molti altri suoni, ritmi, voci che lo caratterizzano come qualcosa di originale e ben localizzato - appunto nella capitale inglese - nella zona nord, nord-ovest, almeno come origine, visto che là si trovano certi studios (Fish Factory Studios) dove si è registrata molta di questa musica e dove è stata prodotta una compilation che suggerisco senz’altro (“We Out Here”, Brownswood Rec. 2018). Molti degli artisti in questione sono neri di origine afro o caraibica e più di qualche volta riecheggia nelle loro musiche qualche accenno ai problemi sociali, politici, esistenziali o emerge una certa spiritualità apparsa anche nel jazz USA qualche decennio fa e poi sparita. Grandi del passato come Sun Ra e Fela kuti, o un contemporaneo come Mulatu Astatke, fungono spesso da ispirazione, ma non sono gli unici né sono sempre presenti in una musica che è decisamente originale presentando solo qualche leggera affinità, forse più spirituale che altro, con qualcosa che si muove di là dell’Atlantico con nomi come Kamasi Washington o Christian Scott o Robert Glasper. Invece qui a Londra i gruppi più blasonati rispondono ai nomi di The Comet is Coming, Sons of Kemet, Ezra Collective, Kokoroko Afrobeat Collective e molti altri ma spuntano alcune individualità, parecchie al femminile, che lasciano sperare in un futuro ricco di sorprese e di qualità: Theon Cross (tuba), Nubya Garcia (sax/clarinetto), Moses Boyd (batteria), Camilla George (sax), Sarah Tandy (piano), Shabaka Hutchings (sax), Daniel Casimir (basso), Zara Mc Farlane (voce), Femi Koleoso (batteria), Joe Armon-Jones (piano) tanto per citarne un po’ e invogliarvi alla ricerca di loro materiale. Va citata, per finire, anche almeno un’altra etichetta importante in questo settore, la Jazz Re:freshed, o il Sofar Club, o la Boiler Room, dove si esibiscono diversi di questi artisti che vengono visti e ascoltati in tempo reale in tutto il mondo essendo il Boiler Room un club quasi virtuale, in streaming, per farla breve (ma nel podcast se ne parla). A fine puntata rientriamo in Italia con un paio di novità di DodiciLune (una della collana Fonosfere) dove ascoltiamo due voci femminili, Giulia Galliani e Paola Lorenzi, l’una alle prese con un bell’omaggio alla canadese Joni Mitchell e l’altra con un profondo tributo alla cubana Marta Valdés, due leggende del canto e della Musica in genere. Buon ascolto e, a presto.   JPY

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 Playlist:

01. take five (P. Desmond)  - Dave Brubeck 4et – time out (columbia)  - 1959

02. opening theme/the mission – Soweto Kinch – a life in a day of B19 (dune rec) - 2006

03. black skin black masks – Shabaka Hutchings – we out here (brownswood rec) - 2018

04. start running – The Comet is Coming – death to the planet (leaf rec) - 2017

05. in memory of Samir Awad – Sons of Kemet – lest we forget what we came here to do (naim rec) - 2015

06. 40 point – Vels feat. Shabaka Hutchings –E.P. yellow ochre (total refreshment rec) - 2017

07. mami wata – Camilla George – isang (Ubuntu music)  - 2017

08. lost kingdoms – Nubya Garcia – Nubya’s 5ive (jazz re:freshed) - 2017

09. butterfly (H.Hancock/B.Maupin) – Tenderlonious’s Ruby Rushton – trudi’s songbook vol.2 (22a rec) - 2017

10. blue lotus – Dominic J. Marshall Trio – the triolithic (challenge rec) - 2016

11. ali’s mali – Waaju – E.P. Waaju live at Sofar Club (olindo rec)  - 2018

12. Juan Pablo - Ezra Collective – E.P. Juan Pablo the philosopher - 2017

13. colonial mentality (F.Kuti) – Kokoroko Afrobeat Collective – live at Sofar Club

14. candance of meroe – Theon Cross, Nubya Garcia, Moses Boyd – live at Sofar Club

15. exodus – Moses Boyd’s Exodus – live at The Boiler Room

16. goodbye pork pie hat (C. Mingus)  - Giulia Galliani Mag Collective – song for Joni (dodicilune) - 2018

17. cancion dificil (M. Valdes) – Paola Lorenzi/Pedro Mena Peraza – en la imaginacion, jazz tribute to Marta Valdes (dodicilune/fonosfere) – 2018

18. take five (P. Desmond)  - Dave Brubeck 4et – time out (columbia)  - 1959

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<![CDATA[“Avenida Atlantica, Musiche e Storie dal Brasile” del 21 giugno 2018]]>

Buona Estate a tutti voi… e con il solstizio d’Estate arriva, oltre alla pausa stagionale, anche la Festa della Musica, invenzione del ministro francese Jack Lang, che nel 1982 l’ha ideata apposta per festeggiarlo. E allora che Festa sia anche in questa puntata! E se dev’essere festa, allegria, gioia, deve esserci Samba!!! Ma non crediate che la cosa sia intesa come lo è nel capodanno italiano, dove regna il triste e offensivo “trenino” al suono delle musiche latine! No, qui ascolteremo una lunga serie di apprezzati e prestigiosi personaggi della scena musicale brasiliana, tutti impegnati in brani che nel loro titolo abbiano la parola Samba. Sarà un giro non privo di significati se prendiamo p.es. già il primo pezzo, un’invocazione/dichiarazione al Samba (definito Alma Brasileira, anima del Brasile) o il secondo (Samba bandido) che ricorda le origini difficoltose e perseguitate del Samba e dei sambisti. E poi, sempre solo grazie ai titoli, si forma quasi una storia, che passa dalla difficoltà degli inizi, allo sviluppo nei terreiros, nei cortili (Samba no quintal) o comunque negli spazi chiusi/riservati per poi arrivare nelle strade (nosso Samba tà na rua) ma ovunque, anche in cucina (Samba na cozinha). Samba che può essere personale (Samba meu) o da condividere (Samba a dois), che può essere protesta politica/sociale (Samba de Orly, scoprirete il motivo e il titolo originario ascoltando il podcast) o può essere omaggio a qualcuno (Samba de Chico, intendendo Chico Buarque). E poi non c’è un solo modo di fare Samba, lo sentirete, e qualcuno lo spiega (receita de Samba, ricetta per un Samba) e addirittura qualcun altro, Jobim, arriva a farlo con una sola nota (samba de uma nota sò). E, se pensiamo al Carnevale, il Samba, che è la sua colonna sonora, è anche illusione (Samba da ilusao), come si dice in una famosa canzone (A Felicidade, musica di Tom Jobim, poesia di Vinicius de Moraes, per il film “Orfeo Negro”): ci si prepara un anno intero per un momento di sogno, per l’illusione di essere Re, Pirata o Giardiniere… ma “tudo se acabar a quarta feira” (ma tutto finisce il giovedì grasso). Finito il giro dei Sambas vi propongo un paio di novità prodotte da italiani, l’una di Stefano Bollani, andato a Rio per fare il suo nuovo disco “Que Bom”, con una serie incredibile di incredibili personaggi (Caetano, Jaques Morelembaum, Joao Bosco, ecc), e l’altro di Laura Taglialatela, che nel suo disco (The Glow), si cimenta con un paio di perle di Antonio Carlos Jobim. Vi ricordo il concerto di Gilberto Gil a Venezia il 16/07 (che sarà anche a Umbria Jazz con molti altri brasiliani, consultate il sito!). Buon ascolto, a presto.   JPY

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 Playlist:

01. aquarela do Brasil (A.Barroso) – Joao Gilberto, Gilberto Gil, Caetano Veloso – Brasil (philips)  - 1980

02. ciéncia do samba (D. Nogueira) – Diogo Nogueira – alma brasileira (universal music oy) - 2016

03. samba bandido – Cello di Sarno – o samba bandido de Cello di Sarno - 2015

04. samba no quintal (Toninho/E.Cruz) – Nilze Carvalho – verde amarelo negro anil (rob digital) - 2014

05. nosso samba tà na rua (Alamir/Canario/Penetra/Lopes) – Beth Carvalho – nosso samba tà na rua (emi) - 2011

06. samba na cozinha (Z. Pagodinho) – Zeca Pagodinho - ser humano (universal music) - 2015

07. meu samba – Roda de Samba do Pagode dos Amigos

08. samba a dois – Mart’nalia – em samba! Ao vivo (biscoito fino) - 2014

09. samba de Orly (C.Buarque/Toquinho/Vinicius) – Eliane Elias – dance of time (concord bicycle music)- 2017

10. samba do aviao (A.C. Jobim)– Gal Costa – Gal canta Tom (bmg) - 1999

11. samba de Chico (H. de Holanda) – Hamilton de Holanda – samba de chico (biscoito fino) - 2016

12. samba de bia (A. Do E. Santo) – Arismar do Espirito Santo – roda gingante (tratore) - 2016

13. samba de mestre (M. Carrilho) – Alice Passos – voz e violao (fina flor) - 2016

14. samba de ilusao – Cristina Buarque – resgate (saci) - 1994

15. receita de samba (Joyce/P.C.Pinheiro) – Joyce – bossa duets (sony) - 2003

16. samba de uma nota sò (Jobim/vinicius) – Nara Leao – 10 anos depois (polydor) - 1971

17. galapagos (S. Bollani) – Stefano Bollani – que bom (alobar) - 2018

18. retrato em branco e preto (A.C. Jobim/A. De Oliveira) – Laura Taglialatela – the glow - 2018

19. samba agoniza ma nao morre (N. Sargento) – Nelson Sargento & Teresa Cristina – cidade do samba (emi)  - 2007

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<![CDATA[Sherwood Goes HC 4 allo Sherwood 2018]]>


Martedi 26 Giugno 2018


- Second Stage - 

Sherwood Goes Hardcore 4


Slander & DJ Craim

www.facebook.com/slandervenice

www.facebook.com/djcraim


Discomfort

www.facebook.com/Discomfortsquad


Despite Exile

www.facebook.com/despiteexile


Oltrezona

www.facebook.com/oltrezona


Confine

www.facebook.com/confinehc


Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00


1 € può bastare


Per il quarto anno consecutivo, sul palco dello Sherwood Festival, va in scena una giornata dedicata interamente alla musica Hardcore: Sherwood Goes Hardcore 4.

Un festival nel festival creato in collaborazione con Trivel Collective e Venezia Hardcore, collettivi propositivi e stabili che affondano le loro radici nella scena indipendente veneta e che quest'anno porteranno al Park Nord dello Stadio Euganeo una line-up esplosiva.

Per questa edizione l'headliner della giornata sarà proprio il gruppo
di punta della label veneziana, gli Slander, che andranno in scena con la prima data estiva del loro “Calunnia Tour”, affiancati dal funambolico turntablist fiorentino DJ Craim (Dj ufficiale di Kaos One).

Gli Slander sono ormai uno dei gruppi hardcore italiani contemporanei più conosciuti nella nostra penisola e all'estero, agitatori della scena dell'Hardcore veneto e instancabili macchine da tour. Con il loro EP “Calunnia”, uscito per FOAD Records, spostano un po’ il tiro del loro hardcore / thrashcore verso lidi maggiormente crossover impreziosendo il loro live con gli scratches di Dj Craim, talentuoso dj e produttore che ha già fatto risaltare il suo nome in diverse competizioni internazionali di turntablism e fatto parte di importanti progetti come Artificial Kid e Good Old Boys.

Durante la giornata si esibiranno anche altre 4 band di tutto rispetto: Discomfort, Despite Exile, Oltrezona e Confine.

Anche i Discomfort vengono da Venezia e sono considerati una delle band più interessanti del panorama underground italiano. Il loro sound è difficilmente riassumibile in poche parole e fonde insieme black metal, hardcore, sludge e blast beat infernali.

I Despite Exile. invece, vengono da Udine e sono nati nel 2010 dalle ceneri dei Farseer Scream. La band friulana ha saputo attirare rapidamente l’attenzione del pubblico in tutta Italia anche attraverso “Sentience”, il suo album d’esordio discografico nel 2013 e sono stati consacrati dal loro ultimo lavoro “Relics” uscito nel 2017 per l'etichetta tedesca Lifeforce Records.

Gli Oltrezona sono un gruppo moshcore/harcore veneto nato nel 99/2000. Gli Oltrezona hanno alle spalle un'intensa attività live, con svariate esperienze importanti, tra cui l'esibizione nel secondo giorno del Gods of Metal 2008, a fianco ad artisti come Dillinger Escape Plan, Carcass, Testament, Meshuggah e Slayer. Ogni elemento del gruppo proviene da esperienze musicali diverse e la loro fusione ha dato vita ad un genere molto duro e violento. Gli
Oltre Zona propongono canzoni in Inglese, Spagnolo e Italiano, un gruppo tutto da scoprire e da vedere ai concerti, dove assicurano presenza scenica e un muro sonoro da levarvi via i vestiti di dosso!

A completare la line-up ci sono i Confine, che porteranno il loro Punk hardcore sporco di grind, thrash e blasfemia dalle paludi venete, all’insegna delle sigarette e del disimpegno.

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<![CDATA[Snatura Rock del 17 e del 24 giugno 2018]]>
17/06/2018
 
h15.15 Intervista a Paolo Spaccamonti
"CLN" è l'esordio del nuovo sodalizio tra Paolo Spaccamonti, chitarrista cinematografico/emozionale di Torino, e Jochen Arbeit, chitarrista e tra i fondatori degli Einsturzende Neubauten. Rigore e asprezza che si contrappongono al noise in un terreno pulito e lucido che apre le braccia melodicamente. Quintessenze folk blues, polvere, note aspre, marce di soldati. Un disco magnifico che ci racconterà in particolare Paolo. Il disco è uscito come LP bianco 180 grammi e in digitale per Boring Machine ed Escape From Today.
 
16.00 Intervista a Canìs
Daniele Soriani, in arte Canìs, ci racconta del suo esordio "Effetto Doppler" appena uscito per Lapilla Ponderosa. Canzoni umorali che prendono come riferimento i mesi di vari anni in cui siano accaduti fatti, emozioni e smarrimenti. La penna abile di Daniele riesce a mettere in risalto i diversi colori del tempo, senza annoiare e rimanendo ancorato a una solidità compositiva che gli permette di non perdersi in divagazioni. 
 
h16.30 Intervista a Lisa Kant
"Trinus", appena uscito per Elastica, è l'esordio ufficiale sulla lunga distanza per la cantante Lisa Kant di Firenze, dopo diverse esperienze musicali. Un disco tra biblico e tribale con una voce talentuosa che può passare dai suoni cupi, evocativi, morbidi e sussurrati. Grande controllo melodico e consapevole per raccontare i sentimenti provati mentre ci si fida e ispira al proprio credo e al proprio amore.
 
24/06/2018
 
h15.15 Intervista a Federica Infante
Dopo qualche anno con la band i "Vertigine Viola", Federica Infante torna con un disco solista per raccontasi e provare nuovi aspetti del suo essere cantautrice. Viene fuori "Non importa" appena uscito dove la cantante esprime attraverso la voce e i testi momenti amicali che diventano indimenticabili, la voglia di tornare indietro per rimediare agli errori, ma anche la pace con sé stessi a volte innocenti.
 
h16.00 Intervista ai Devocka
Dopo "Dieci", la racconta uscita per i Dischi del Minollo nel 2013 che metteva assieme il loro meglio dal EP omonimo del 2014, a "Non sento quasi più" del 2016, "Perché sorridere!?" del 2009 e "La morte del sole" del 2012, i Devocka sono tornati con il disco nuovo "Meccanismi e desideri semplici" appena uscito per Dimora Records e New Model Label. Un disco meno noise, rispetto al passato, ma più inquadrato e posato. I sogni sono sempre più un alibi e si spera a volta di sparire, diventare invisibili. Ne parliamo con Igor Tosi, cantante e chitarrista.
 
Francesca Ognibene
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<![CDATA[Snatura Rock del 17 e del 24 giugno 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 17 e del 24 giugno 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 17 e del 24 giugno 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 17 e del 24 giugno 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[In Diretta dal Festival: Day 8]]>

Ottavo giorno di Sherwood Festival 2018 e ottava puntata della nostra trasmissione direttamente dal Park Nord dello Stadio Euganeo. Ospiti nel nostro studio abbiamo i Terroni Uniti, che ci parlano del loro progetto musicale e di molto altro.

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<![CDATA[Sherwood Open Minds - Presentazione del libro: "Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace"]]>

 

Giovedì 25 Giugno 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

- Sherwood Open Minds -


Presentazione del libro: "Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace"

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

1 € può bastare

 

Primavera 2016, la prestigiosa rivista americana Fortune, come di consueto, pubblica la lista dei 50 World Greatest Leaders, gli uomini e le donne più influenti al mondo. Insieme a papa Bergoglio, Angela Merkel, Aung San suu Kyi, Obama e Bono Vox, al quarantesimo posto c'è lui, Mimmo Lucano. Il sindaco di un piccolissimo comune calabrese, Riace. È l'unico italiano nella lista. All'estremo Sud d'Italia, ai piedi dell'Aspromonte, in piena Locride, c'è il sindaco migliore del mondo. Lui la chiama "utopia della normalità".

Iniziata nel 1998 con il primo sbarco di curdi a Riace, da quando è sindaco, il suo comune ha ospitato più di 6000 migranti che hanno ripopolato la sua piccola cittadina. Un quarto dei suoi concittadini non sono nati in Calabria: arrivano dall'Afghanistan, dal Senegal, dal Mali, hanno rischiato la vita attraversando il Mediterraneo e a Riace hanno trovato una casa. C'è chi fa da traduttore e da mediatore culturale, chi si prende cura dei fiori e delle piante del centro storico, chi fa la raccolta differenziata con un carretto trainato da due asine, chi sta ripristinando una valle abbandonata per farne un allevamento per animali e chi si prende cura della pulizia della spiaggia di Riace!
marina. Un modello, quello di Riace, che è stato esportato in altri comuni della Locride e che nell'epoca in cui si alzano muri, si ripristinano frontiere e si chiudono gli accessi, appare non solo come una speranza per un futuro migliore, ma come una reale alternativa economica a un sistema che si è ormai mostrato in tutto il suo fallimento. Attraverso incontri, viaggi e la condivisione di un'appartenenza non solo territoriale, Tiziana Barillà ci consegna un ritratto esclusivo del sindaco migliore del mondo, un uomo schivo, che non ama le luci della ribalta ma che si racconta liberamente in questo libro.


Ne disutiamo con l'autrice Tiziana Barillà, (giornalista de il Salto)



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood

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<![CDATA[Diritto di migrare e criminalizzazione della solidarietà nel tempo dei populismi]]>

 

Lunedi 25 Giugno 2018

Presso il Second Stage:

Diritto di migrare e criminalizzazione della solidarietà nel tempo dei populismi

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio incontro: ore 21.00

1 € può bastare

 

Lo scenario attuale attorno alle strategie di gestione delle migrazioni assomiglia sempre di più ad un campo di battaglia dove prevale assuefazione alle tragedie e un generale senso di impotenza. Nel tempo dei populismi i migranti e i loro diritti sono le vittime sacrificabili, sono numeri e statistiche sfruttati nelle campagne elettorali al fine di accrescere il consenso della parte politica che meglio interpreta e fomenta le paure percepite e i rancori delle popolazioni europee.

Tutto si gioca al ribasso, tutte le esternazioni politiche razziste o securitarie sono storicamente un modo per gestire in termini più restrittivi, arbitrari e ricattabili l'accesso degli immigrati ai diritti sostanziali. Il solco del resto, dalla legge Bossi-Fini fino alla Minniti-Orlando, è stato ben tracciato dai governi precedenti e da decenni di politiche europee di esternalizzazione delle frontiere e di controllo dei confini. Sulle persone migranti sono collaudate tecniche di esclusione e inclusione differenziale per definire una gerarchia sociale che, poi, verrà applicata a tutte e tutti.

Oggi, però, non solo assistiamo a una contrazione generale del diritto di asilo, alla militarizzazione delle rotte o a nuovi accordi per subappaltare il controllo dei flussi, ma anche a modalità più invasive di criminalizzare coloro che, in forme molteplici, praticano iniziative di solidarietà. L'attacco in questi ultimi anni verso tutte le azioni solidali si è talmente intensificato che perfino "salvare vite umane" - tanto nel Mediterraneo quanto sui valichi di frontiera alpina – è considerato un fattore d'attrazione da controllare, delegittimare e reprimere. Nel contempo lo scenario nazionale scivola inesorabilmente con un nuovo governo Di Maio-Salvini verso politiche ancora più spietate e fortemente connotate da razzismo ed emarginazione sociale verso i deboli.

Ma se in tutta Europa le politiche anti-migranti hanno preso il sopravvento, è anche vero che, disseminate nei diversi territori, resistono e si fanno forza a vicenda un’incredibile ricchezza di azioni, pratiche e lotte. Sono esperienze, progettualità, forum, proposte concrete, manifestazioni e piazze dove emergono intelligenze, capacità giuridiche di difendere i diritti umani, cooperazione sociale e piani rivendicativi: è da questo portato che si può e si deve ripartire per costruire un movimento che non si abitui all'ineluttabilità del presente e si ponga, costantemente, l'ambizione di cambiare l'ordine delle cose.


Ne discutiamo con:

Domenico Lucano (Sindaco di Riace), Riccardo Gatti (Proactiva Open Arms - Ong spagnola di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo), Andrea Palladino (Giornalista e documentarista), Andrea Segre (Regista e promotore del Forum Nazionale "Per Cambiare L'Ordine delle Cose"), Avv. Giulia Crescini (ASGI - Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione)

Introduce e modera:

Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot Europa)

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<![CDATA[Altavoz De Dia allo Sherwood 2018]]>


Sabato 23 Giugno 2018

Altavoz De Dia 2018


International Special Guests

Ellen Allien

(BPitch Control - DE)

www.facebook.com/EllenAllien

Derrick May

(Transmat Records - USA)

www.facebook.com/derrickmayday


Dj’s & Lives

Max D. Blas

(AltaVoz / Monologue)

www.facebook.com/maxdblasmusic

Paolo Tamoni

(AltaVoz / Kombination Research / Undeliving)

www.facebook.com/artistpaolotamoni

Andrea B

(Magic)

www.facebook.com/DjAndreaB

Alessio Tonin

(AltaVoz)

www.facebook.com/alessiotoninmusic

Prince Anizoba

(Area - The Place To Be)

www.facebook.com/princeanizoba

Wall a.k.a Marco Salvalaio

(AltaVoz / Taste)

www.facebook.com/Walla.k.a.MarcoSalvalaio

iLiA

(AltaVoz)

www.facebook.com/ilianemsadzedj


Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 18.00

Prevendite:

10 € + d.d.p. fino al 31 Maggio

13 € + d.d.p. dal 01 Giugno al 22 Giugno

Ingresso 18 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it
Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

Clicca sul box giallo a destra


Prevendite disponibili anche su:

www.ticketone.it

I diciottenni iscritti all'applicazione 18app potranno acquistare i biglietti dello Sherwood Festival avvalendosi del Bonus Cultura accedendo al seguente indirizzo 
www.ticketone.it/18app


Dopo mezzanotte ingresso 1 € può bastare


Quest'anno Altavoz porta a Sherwood un evento davvero eccezionale con due nomi leggendari della techno mondiale ... Derrick May, unanimamente riconosciuto come uno dei 3 fondatori della musica techno (insieme a Juan Atkins e Kevin Saunderson) ed Ellen Allien, l'artista berlinese che da oltre 20 anni ne è la maggiore rappresentante in Europa.

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<![CDATA[Coez allo Sherwood 2018]]>


Venerdi 22 Giugno 2018

Coez

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Aftershow - Second Stage:

Momostock

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

Prevendite 22 € + d.d.p.

Ingresso 25 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it
Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

Clicca sul box giallo a destra


Prevendite disponibili anche su:

www.ticketone.it


I diciottenni iscritti all'applicazione 18app potranno acquistare i biglietti dello Sherwood Festival avvalendosi del Bonus Cultura accedendo al seguente indirizzo 
www.ticketone.it/18app


Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

Raggiungi lo Sherwood Festival in autobus
collegati sul sito di Busforfun.com
www.busforfun.com/articolo/sherwood

Il caso discografico italiano del 2017.
Un disco cresciuto mese dopo mese che ha raggiunto il doppio disco di platino.
Un singolo da oltre 30 milioni di stream su Spotify.
Un video da oltre 50 milioni di visualizzazioni su YouTube.
Un tour estivo che ne ha decretato la grandezza.
Un tour invernale con 28 date tutte sold out ancora prima di partire che si è concluso facendo esplodere per ben due volte il PalaLottomatica a Roma.
Coez e le ultime 12 date in tutta Italia.


Un saluto a tutti i fan vecchi e nuovi, portando in giro con la band le hit di tutti i suoi dischi.

12 concerti per fare un bel casino, per un’ultima volta, tutti insieme (prima del disco nuovo).

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<![CDATA[Malasuerte FI Sud allo Sherwood 2018]]>


Giovedi 21 Giugno 2018


- Second Stage - 

Malasuerte Fi Sud

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: ore 21.30


1 € può bastare


La "Malasuerte Fi Sud" nasce nel 1997 come trio, con ispirazione e spirito fottutamente punk e antifascista, all'interno del C.P.A. Firenze Sud, una delle esperienze di occupazione più importanti del panorama italiano. Le canzoni di solidarietà, lotta di classe, diritto al lavoro e alla casa, e di tante altre problematiche, attuali e passate, troppo spesso trattate con ipocrisia o preconcetto, il tutto accompagnato da trascinanti e scatenate ritmiche punk, ska e rock. Il gruppo ha suonato nelle più disparate ed incredibili situazioni: per strada, sui camion, davanti ai carceri, di fronte ai tribunali, in festival importanti, spesso solo per l'importanza di esserci, dando sempre il proprio appoggio sempre con la massima carica ed energia. Grazie alla militanza appassionata e alla fortissima capacità di coinvolgimento nelle situazioni live la band può oggi vantare un gruppo di briganti seguaci in continua crescita, che ne sostengono la lotta, dimostrando che è giusto continuare a raccontare quello che non va, a denunciare i torti compiuti ogni giorno nei confronti di milioni di individui soprattutto tra le classi sociali più povere, da parte di questa società consumista e apparentemente perfetta, guidata dai paesi più ricchi e industrializzati del mondo. 
Non un passo indietro!

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<![CDATA[ReadBabyRead_391_A_Gavagnin_2]]>

Un omaggio di RBR, in sei puntate, all'amico e scrittore Angelo Gavagnin (con lui iniziammo a fare il nostro primo programma di reading radiofonico, "Di altri canti, di altre storie", negli anni 70 a Radio Mestre 103, nel quartiere CITA di Marghera, una delle iniziali radio libere locali, nello stesso periodo in cui a Padova nasceva Radio Sherwood).
Nell'ottimo libro "Il Risveglio" il protagonista si trova nello spazio tra la morte e la nuova vita, i Tibetani lo chiamano Bardo, da qui si intromette in alcune vite sperando di ricevere motivazioni sufficienti per ritentare una rinascita, è incerto: non sa decidere se ne vale davvero la pena.


ReadBabyRead #391 del 21 giugno 2018


Angelo Gavagnin
Il Risveglio
(primo e ultimo capitolo)

Madre e figlia: il viaggio
Addotto

(2a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"Dopo circa dieci anni dalla scomparsa del marito, la donna, rimasta sola con la figlia cosi fortemente voluta, era ancora incredula sulla particolare scelta del marito che aveva optato per una sorta di suicidio dolce.
La vicenda era semplice da ricordare: stanco della vita famigliare aveva scelto di andarsene, in punta di piedi e senza salutare: aveva voluto morire, perché non aveva paura della morte, convinto com'era che non sarebbe finito il suo ciclo di vite. Così la moglie era rimasta da sola con la figlia che ormai aveva intorno ai sedici anni.
Le due donne decisero di fare insieme un viaggio e di partire per l'India: per la ragazzina una novità assoluta, per la mamma invece era un ritorno perché era stata molti anni prima con il marito che quella terra amava molto. Lei era a ridosso dei sessant'anni, molto ben portati per effetto della dieta vegetariana e del buon allenamento: anni di corse che amava fare quasi tutti i giorni."



Sono nato a La Spezia il 16 agosto 1952 e trasferito a Venezia a pochi giorni dalla nascita, ho vissuto l’infanzia nell’isola di Pellestrina nella laguna veneziana e in seguito la mia famiglia si è spostata a Marghera. Ho lavorato al Porto di Venezia prima al Provveditorato poi alla locale Compagnia  dei Lavoratori Portuali. Tutto il tempo libero l’ho usato per viaggiare, soprattutto in Asia, la parte del mondo che amo. Sono stato molte volte in India dove nel 1979 ho conosciuto il Maestro indiano Osho e a ogni viaggio non mancavo di passare per Poona, dove c’era il sua ashram, fino al 19 gennaio del 1990, il giorno della sua morte dove ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Ho poi viaggiato in Thailandia, Malesia, Sri Lanka, ma anche Cuba e Santo Domingo, sempre con l’India tra un posto nuovo e l’altro. Sono diventato papà molto tardi, all’età in cui di solito si diventa nonni, così sono finiti i viaggi e ho iniziato a scrivere: in self publishing sono usciti “Non sono nato e mi sento molto bene”, “Il Risveglio”, “Lungo la via Francigena dal Gran San Bernardo a Santa Maria di Leuca”.

Amo scrivere perché la vita è breve: si lavora, si mette su famiglia, ma alla fine quando te ne vai non resta niente (a parte il mutuo). Di me vorrei che rimanesse qualcosa di più.

Interessi: A parte leggere e scrivere che è scontato, amo molto camminare e con un piccolo gruppo di amici vado ogni anno, in primavera, a percorrere le famose vie religiose. Ultimamente, oltre ad aver ultimato la via Francigena italiana: dal Passo del Gran San Bernardo fino a Roma a piedi, abbiamo percorso la Magna Via Francigena di Sicilia, da Palermo ad Agrigento.  E ogni anno facciamo qualche nuovo cammino più o meno famoso.

Sogno nel cassetto: Diventare sindaco di Goa in India, scherzo: non ho grandi cose da realizzare e forse neppure più molto tempo. Mi accontenterei che non succedesse niente, alla mia età ho capito che è più probabile fare un incidente che vincere una lotteria.

Nel libro “Il Risveglio” ho immaginato il protagonista nello spazio tra la morte e la nuova vita. Chiaramente vuol dire che credo sia vera la teoria della reincarnazione: è un concetto normale nella cultura Orientale, nel Buddhismo, meno in Occidente. Lo spazio nel quale pongo il protagonista del libro è uno spazio che i tibetani chiamano Bardo, e da questo spazio l’invisibile protagonista del racconto si diverte a scrutare e anche entrare in alcune vite, con lo scopo di cercare di dare un senso alla propria voglia di rinascita. In questa sua ricerca si imbatte in alcuni personaggi veri mentre altri sono inventati, alcuni gli danno energia  e motivazioni per tornare a vivere, altri lo rafforzerebbero nell'ipotesi che non ne vale la pena. Storie immaginate che possono in certi momenti sfiorare la realtà ma la domanda è costantemente la più classica delle domande: “essere o non essere”: se uno potesse scegliere cosa sceglierebbe? Cosa fareste voi stessi se foste messi nella situazione di poter scegliere coscientemente se essere presenti sulla Terra oppure no? Se sapeste che il “non esserci” non è una scelta di dolore ma solo un eterno stato meditativo. Scegliere se, come, dove, quando, perché nascere, si può?

Detto così sembra astruso e pesante ma niente paura: è un libro che si legge molto facilmente, si può affrontarne la lettura anche avendo a disposizione solo quindici minuti. Esiste naturalmente un filo conduttore e si può leggerlo tutto d'un fiato in qualche ora di insonnia notturna, ma lo si può anche leggere un capitolo alla volta. L'ho pensato così: lo puoi tirar fuori dieci minuti in autobus perché ogni capitolo, anche il più piccolo, è una storia finita in se stessa.

… “Avete la malvagia capacità di trasformare qualsiasi messaggio, anche il più amorevole, anche il più positivo, in dottrine guerrafondaie. Con la scusa di seguire gli insegnamenti di questi Maestri, avete inventato dogmi e regole liberticide, riuscite sempre a trovare il modo di ammazzarvi l’un l’altro, siete davvero unici nell’universo, per fortuna.

… “Stupida umanità, non avete ancora capito che ciò che sopravviverà sarà la vostra stupidità, non certo il vostro denaro o il vostro potere

 
Angelo Gavagnin


Le Musiche
, scelte da Claudio Tesser

Hariprasad Chaurasia, Alap, Jod, Jhala [Hariprasad Chaurasia]
Hariprasad Chaurasia
, Gat in Rupak Tal and Teental [Hariprasad Chaurasia]
Bruce Springsteen
The Rising [Bruce Springsteen]
Klaus Schulze
Gewitter [Klaus Schulze]
Klaus Schulze
Ebene [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra
, È la vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus Schulze
Exil Sils Maria [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, C'è una vita [
Aldo Tagliapietra]
Klaus SchulzeDungeon [Klaus Schulze]
Aldo Tagliapietra, Nella pietra e nel vento [
Aldo Tagliapietra]

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<![CDATA[Sherwood Open Minds - Storie dentro e oltre i muri]]>

Giovedì 21 Giugno 2018

Presso lo stand Sherwood Books & Media:

- Sherwood Open Minds -


Storie dentro e oltre i muri

Sui sentieri dei migranti verso l'Europa e gli Stati Uniti

 


Sherwood Festival 2018 Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18



Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio della trasmissione in diretta radio: ore 19.30

1 € può bastare


Dalle arse pianure della Turchia meridionale alle verdi valli del Libano, dai deserti altopiani del Messico all'antico mar Mediterraneo, sino ai campi coltivati di Rosarno, dentro la Fortezza Europa. Non ci sono strade per chi è costretto a fuggire. Le strade le costruiscono loro, i migranti, con il loro cammino. E sono strade di dolore, di diritti negati, di intense ed inutili sofferenze per valicare quei muri di cui si sono circondati tanto l'Europa quanto gli Stati Uniti. Muri di mattoni, di filo spinato ma soprattutto muri di paura. Muri che non possono fermare il cammino di chi non può fare a meno di camminare. Perché, se è una cosa che hanno in comune i migranti mesoamericani, i profughi siriani, i richiedenti asilo africani, i giovani tunisini e tutti coloro che abbandonano la propria terra, è che non è stata data loro nessun'altra scelta se non quella di fuggire. Guerre, pulizie etniche, carestie, cambiamenti climatici, sfruttamento, povertà, devastazioni ambientali, saccheggi delle risorse minerarie, tutte conseguenze di un capitalismo predatorio che ha origine proprio in quei mondi che i migranti cercano disperatamente di raggiungere. Un capitalismo che continua a macinare profitto anche dal loro dolore.

#OverTheFortress e Carovane Migranti hanno scelto scelto di non chiudere né le porte né gli occhi. Hanno scelto di tenere lo sguardo fisso su questi muri e di raccontare ciò che vi accade attorno. Dalla greca Idomeni alle città turche di Gaziantep e di Antakya, sino alla valle della Bekaa, in Libano, ai campi palestinesi ai confini con Israele, dalle selve del Messico meridionale, dove i migranti vengono venduti come merce ai narcotrafficanti, alle coltivazioni degli agrumi in Calabria, dove lo sfruttamento dei braccianti è gestito dalla 'ndrangheta e dai caporali...

Abbiamo raccolto tante storie. Storie di abusi e di violenze ma anche storie di coraggio e di resistenza. Storie che sentiremo raccontare da chi ha viaggiato lungo questi sentieri migranti.


Ne discutiamo con:

Matteo De Checchi (Collettivo Mamadou), Raffaello Rossini (Borders of Borders), Marta Peradotto (Carovane Migranti), Camilla Camilli (Ass.ne Ya Basta! Êdî Bese!)

Introduce e modera:

Riccardo Bottazzo (giornalista e viaggiatore)



Ogni giorno dalle 19 alle 20 appuntamenti in diretta con Radio Sherwood e TG Sherwood

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<![CDATA[Noyz Narcos allo Sherwood 2018]]>


Mercoledi 20 Giugno 2018

In collaborazione con Snackulture

www.facebook.com/SNACKulture

Noyz Narcos

"Enemy Tour"

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Opening act:

Yang Attitude

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

Prevendite 15 € + d.d.p.

Ingresso 15 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it
Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

Clicca sul box giallo a destra


Prevendite disponibili anche su:

www.ticketone.it


I diciottenni iscritti all'applicazione 18app potranno acquistare i biglietti dello Sherwood Festival avvalendosi del Bonus Cultura accedendo al seguente indirizzo 
www.ticketone.it/18app


Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare


Noyz Narcos

È uscito Venerdì 13 Aprile il nuovo progetto discografico di Noyz Narcos, “Enemy”, sorprendente nuovo album contenente ben 13 inediti e 2 bonus track su etichetta Thaurus Music/Universal. 

Considerato come uno dei migliori rapper di sempre e maestro d’ispirazione per moltissimi giovani della nuova generazione hip hop, Noyz Narcos, al secolo Emanuele Frasca, dopo anni di assenza dalle scene musicali torna più entusiasta che mai nel presentare al suo pubblico il suo ultimo lavoro che si avvale delle produzioni dei migliori producers della scena odierna: da Night Skinny a Sine, non mancano inoltre le produzioni di Parix, David Ice, Boss Doms e st Luca Spanish.

“Sono molto legato a questo nuovo album - dichiara Narcos – Enemy rappresenta un viaggio temporale nella mia vita a 360 gradi. Una perfetta sintesi musicale dell’intero mio percorso artistico che dura ormai da oltre dieci anni e che fotografa l’evolversi delle situazioni e dei sentimenti di una società troppo spesso mossa dai soldi e dalla corruzione, una società logorata dall’invidia e dall’odio, atteggiamenti ricorrenti che non giovano allo sviluppo dell’essere umano”.

Da “Enemy”, brano che titola l’album, a “Sinnò me moro”, singolo che ha anticipato uscita del disco, omaggio alla cantautrice romana scomparsa Gabrielle Ferri e alla sua Roma, e “Niente per Niente”, sono solo alcuni dei brani inclusi nel disco, che si arricchisce inoltre di preziosissime collaborazioni e featuring con alcuni dei migliori rapper del panorama italiano, come il feat con Salmo nel brano “Mic check”, “Sputapalline” in feat con Coez, “Casa Mia” in feat con Luchè e Capo Plaza, “R.I.P.” con Achille Lauro, “Matanza” in feat con Rkomi e “Borotalco” feat Carl Brave & Franco. Collaborazioni importanti che testimoniano il profondo rispetto e il culto della scena underground nei confronti di Narcos e della sua musica, incontri in cui sono proprio gli altri artisti ad entrare perfettamente nel suo mondo.


Yang Attitude

Collettivo Hip Hop padovano nato dall’unione dei rapper Intifaya, Orange, Rayan, Tony Boy, Yang Cross, tutti giovani emergenti della scena veneta con svariate apparizioni e prestazioni importanti su grandi palchi del Nord Italia.

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