<![CDATA[ home | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it <![CDATA[Willie Peyote ]]>

Sabato 09 DicembreC.S.O. PedroVia Ticino 5, Padova


1987-2017 // 30 anni di C.S.O. Pedro


International Live Booking & Cso Pedro proudly present:

Willie Peyote

"Sindrome di Tôret Tour"

www.facebook.com/williepeyote


Apertura cancelli ore 22.00

Ingresso 10 €

No Tessere - No Prevendite


“Sindrome di Tôret” è il titolo del nuovo concept album di Willie Peyote, in uscita il 6 ottobre per l’etichetta 451 con distribuzione Artist First.

L’intero disco affronta il tema della libertà d’espressione e dei limiti della stessa, in un’epoca in cui la comunicazione è cambiata profondamente a causa della tecnologia.

Con riferimenti e citazioni più o meno velate alla musica italiana degli ultimi quarant’anni, oltre al già menzionato Signor G., Willie Peyote delinea un sound e una forma lirica che vanno da Battisti a Bruno Martino, passando dal nuovo cantautorato pop e prendendo spunto dalla narrazione tipica della stand-up comedy e della satira: capovolge il punto di vista collettivo e sviluppa un pensiero critico attraverso la provocazione e l’ironia.

Irriverente, ironico e mai convenzionale, Willie Peyote si discosta dal diffuso stereotipo del rapper riuscendo a conquistare anche le platee più difficili.

Willie Peyote parla del disco “Sindrome di Tôret”:

L'analfabetismo è funzionale, nel senso che serve a chi comanda.

Qua hanno tutti una risposta.

Però qual è la domanda?

È ancora valida l’affermazione del maestro Gaber “libertà è partecipazione”? E poi in effetti, a cosa partecipiamo davvero se lo facciamo da dietro uno schermo?

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<![CDATA[VENYL - 5ª Fiera del Disco di Venezia]]>

Domenica 03 DicembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera 45, Marghera (VE)

10 minuti a piedi dalla Stazione di Venezia/Mestre


VENYL

5ª Edizione della Fiera del Disco di Venezia

www.facebook.com/fieradiscovenezia

50 tra i migliori espositori in Italia (e qualche estero) riempiranno oltre 250 metri lineari di banchi dando spazio a tutti i generi musicali in tutti i formati (33/45 giri, mix, cd, tapes).

Come la scorsa edizione sarà presente sia la lotteria gratuita (regaleremo a 5 fortunati 5 bei disconi) sia il servizio lavaggio dischi con macchine professionali.

The Obscure Music Club ai piatti per tutta la durata dell'evento!!


Orario continuato 10.00-20.00

Ingresso 3 Euro

(gratuito per i bambini fino ai 12 anni)

● Ampio parcheggio gratuito
● Bar sempre aperto per tutta la giornata.
● Pizzeria con prodotti a km/0.
● Birre artigianali

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<![CDATA[The Uppertones + Adrenalink Crew]]>

Sabato 02 DicembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)


Jamaican Boogie Night

Boogie, Mento, Blue Beat & more

The Uppertones

Mr. T-Bone, Peter Truffa & Count Ferdi

Presentano il nuovo disco "Up Up Up!"

www.tinyurl.com/TheUppertones

www.theuppertones.com/music


Prima e dopo il live:

Adrenalink Crew Dj-Set

con DJ Samba & DJ Yellow Weapon


Apertura ore 20.00

Ingresso 5 €

Presso l'Osteria del Centro Sociale Rivolta potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.


The Uppertones

Mr.T-Bone (voce, trombone), Peter Truffa (pianoforte, voce), Count Ferdi (batteria)

The Uppertones è un potente trio, composto da trombone, voce, piano e batteria, dedicato al suono giamaicano degli anni 50, al Jamaican R’n’B e al Jamaican Boogie, Calypso.
Protagonisti del trio tre mostri del mondo ska, rocksteady e reggae: Mr.T-bone (Jamaican Liberation Orchestra, Africa Unite, Giuliano Palma & The Bluebeaters), Peter Truffa (The New York Ska Jazz Ensemble, Giuliano Palma & The Bluebeaters), Paolo Inserra (Baustelle).

Mr.T-bone è un cantante, compositore, trombonista molto noto nella scena ska internazionale. Ha prodotto 8 solo album negli ultimi 12 anni e si è esibito in Europa, US, Canada, Indonesia, Brasile e Messico. Mr.T-bon è uno dei maggiori esponenti della scena ska & reggae italiana dell’ultima decade.
Peter Truffa è un incredibile pianista e cantante, viene da New York. Ha radici blues, jazz, ska e si è esibito per anni con la New York Ska Jazz Ensemble e con Giuliano Palma and the Bluebeaters. Ha lavorato con Mr.T-bone nel suo secondo album “Mr.T-Bone Sees America”.
Count Ferdi, aka Ferdinando “Bombodrummer” Masi, è un incredibile batterista. Ferdi è un pioniere della musica ska in Italia e ha fondato i Casino Royale nel 1987, primo gruppo ska in Italia. Ferdi è anche uno degli originali fondatori del progetto The Bluebeaters nel 1994. Compare con Peter Truffa in “Mr.T-Bone Sees America”.

www.theuppertones.com

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<![CDATA[BomChilom 13th Anniversary w/ Gappy Ranks]]>

Sabato 18 NovembreC.S.O. Pedro Via Ticino, 5 – Padova


1987-2017 // 30 anni di C.S.O. Pedro

BomChilom 13th Anniversary

100% Reggae Dancehall Night


Special guest:

Gappy Ranks

from U.K. - Live Showcase

"Pure Badness Tour 2017"

www.facebook.com/GappyRanks


longside

BomChilom Sound

The Sound of Padova since 2004

www.facebook.com/bomchilom


Warm-Up:

Pupa Giarret

http://on.fb.me/1t8n3YB


Apertura cancelli h. 22.00

Ingresso 7 Euro


Gappy Ranks

Nato da madre Giamaicana e padre Dominicano Gappy Ranks è cresciuto nella periferia inglese di Harlesden, a nord di Londra. All’età di undici anni fa
il suo debutto sul palco come cantante di una band locale, Ruff Cutt. Parallelamente fa esperienza nel mondo dei sound system accompagnando come Mc la
Suncycle Crew, facendosi notare da artisti come Kray Twinz e Twista. Se con la hit ‘Mountain Top’ raggiunge un buona notorietà in tutta l’Inghilterra è
con ‘Heaven in your eyes’, del 2009, che il suo nome comincia a girare in tutto il mondo. A consolidarne la fama arriva prima l’accoppiata di singoli
‘Stinking Rich’ e ‘Rising out the Ghetto’ e poi l’attesissimo album d’esordio ‘Put the stereo on’, pubblicato nel 2010 dalla storica Greensleeves.

Il disco è il più credibile tributo pagato da un giovane cantante al grande reggae dell’epoca classica, rivisto alla luce di una nuova sensibilità, una
nuova estetica, e rappresenta l’ideale preludio alla successiva uscita del 2011, quel ‘Thanks & Praise’ che diventa la definitiva consacrazione
internazionale di un talento onesto e innovativo, supportato dai più noti promoter del reggae, primo tra tutti Sir David Rodigan che l’ha voluto al suo
fianco sul palco in varie, importanti, occasioni. Un fondamentale contributo al suo successo ha la firma italiana, quella del calabrese Macro Marco che
con la sua Macro Beats ha confezionati diverse basi strumentali per le sue hit. A rafforzare il legame dell’artista con il nostro paese, nell’estate
del 2012 è arrivata anche la collaborazione con i salentini Rankin Lele e Papa Leu, in una produzione intitolata ‘Summer in Salento’ e marchiata Sud
Sound System.

Dopo le copertine conquistate sui principali magazine del settore, le apparizioni sulla BBC e un ampio tour mondiale che ha toccato i più importanti
festival in Europa, Asia e Stati Uniti Gappy Ranks arriva sul palco del CSO Pedro per festeggiare i primi 13 anni di attività del Sound di Padova:
BomChilom.

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<![CDATA[Samuel al Rivolta]]>

Sabato 18 NovembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, Marghera (VE)


Samuel

Il codice della bellezza Tour

www.facebook.com/pg/SamuelUfficiale
www.samuelromano.it

a seguire Dj-Set


Apertura cancelli ore 19.00

Inizio live ore 21.00

Ingresso 15 € - No prevendite

I biglietti si acquisteranno direttamente in cassa all'apertura dei cancelli.

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.


Samuel - Il codice della bellezza

Samuel nasce a Torino il 7 Marzo 1972 ed è un autore e compositore molto attivo, canta e suona fin dalle scuole elementari.

Ha realizzato quattordici album originali nelle varie formazioni musicali in cui ha militato (Subsonica e Motel Connection) e ha composto due colonne sonore per i film di Marco Ponti (Santamaradona e A+R Andata e Ritorno).
Ha collaborato, tra gli altri, con Franco Battiato (Up Patriots To Arms), Antonella Ruggero (Per un’ora d’amore), Patty Pravo (Se), Manuel Agnelli - Afterhours (Voglio una pelle splendida).

Alla fine del 2014 decide di realizzare il suo primo disco solista “Il codice della bellezza”, prodotto da Michele Canova, che uscirà il 24 febbraio 2017 dopo la partecipazione al Festival di Sanremo.
Il primo singolo estratto “La risposta”, uscito il 10 settembre 2016 va primo nell’ariplay radiofonico e il secondo “Rabbia” è in programmazione nelle maggiori emittenti italiane.
All’album collabora Lorenzo Jovanotti Cherubini, con cui Samuel firma alcuni brani e con il quale duetta in “Voleva un’anima”.
A Sanremo, Samuel presenta “Vedrai”.

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<![CDATA[Garrincha Loves Chiapas! al Rivolta]]>

Sabato 11 NovembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)

Garrincha Loves Chiapas!

www.facebook.com/garrinchadischi

Campagna di sostegno con ingresso concerto

www.tinyurl.com/GarrinchaLovesChiapas


2 Palchi // 10 band


Lo Stato Sociale

www.facebook.com/statosociale


Punkreas

www.facebook.com/punkreasofficial


España Circo Este

www.facebook.com/espanacircoeste


The BlueBeaters

www.facebook.com/thebluebeaters


Management Del Dolore Post-Operatorio

www.facebook.com/managementdeldolorepostoperatorio


Edo E I Bucanieri

www.facebook.com/SoloEdo


Io e La Tigre

www.facebook.com/IOelaTIGRE


I Botanici

www.facebook.com/ibotaniciband


I Camillas

www.facebook.com/icamillas


Brace

www.facebook.com/michiamobrace


Apertura cancelli ore 19.00

Inizio concerti ore 20.00

Ingresso 15 € - No prevendite

I biglietti si acquisteranno direttamente in cassa all'apertura dei cancelli.

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'osteria e la pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.


Evento in collaborazione con:

20EZLN

www.facebook.com/20zln


Associazione Ya Basta! Êdî Bese!

www.yabastaedibese.it


Perchè un disco e due eventi per il chiapas?

Carota de Lo Stato Sociale e Matteo Costa Romagnoli, fondatore di Garrincha Dischi fanno un viaggio in Chiapas nel 2016 con il collettivo 20ZLN. I due registrano suoni, scrivono alcune canzoni con altri viaggiatori cileni incontrati in una casa comune a San Cristobal, registrano voci e parole nelle comunità ed appuntano le tante emozioni di questo viaggio. Una volta tornati a casa riordinano il tutto e quello che ne esce è ARTE al servicio del pueblo, un disco a cui poi hanno preso parte tanti altri amici innamorati del Chiapas.


Perchè il chiapas?

La nostra adolescenza è stata segnata da una figura con il passamontagna e con la pipa in bocca, che parlava di un mondo diverso possibile. Era il Sub. Marcos, uno dei subcomandanti Zapatisti. E in quelle terre siamo andati. Le terre di confine sono luoghi magnifici e magici ed è proprio al confine tra il Messico ed il Guatamela che storie, mondi, e persone diverse si sono incontrate e hanno trasformato il sogno di un mondo diverso in realtà. Il mondo ha conosciuto il sogno e il Chiapas, lo stato del Messico dove si realizza, grazie alle parole ed alle gesta dell' EZLN, che per esteso fa Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Era il 1 gennaio del 1994. Indigeni di origine maya prendevano in mano la loro vita e iniziavano per primi a dire che la globalizzazione neoliberista sarebbe stata un disastro per loro e per il mondo. 23 anni dopo gli zapatisti e le zapatiste sono ancora li, in Chiapas e costruiscono uno degli esempi del mondo diverso possibile, governano in maniera autonoma e indipendente dallo Stato Messicano una parte di paese. In 23 anni la globalizzazione ha mostrato tutta la sua violenza, creando diseguaglianze in ogni angolo del globo che troppo spesso generano risposte razziste e xenofobe e che invece in posti di confine come il Chiapas creano esperienze inclusive e rivoluzionarie, dove al centro sta l'essere umano e dove i documenti e i passaporti non sono importanti.


Perchè un altro mondo è possibile.

Con due eventi/concerti, assieme a 20ZLN, al Centro Sociale Rivolta ed a Laboratorio Sociale di Alessandria vogliamo dare un contributo economico alle comunità zapatiste per continuare a portare avanti la loro diversità. Tutte la band infatti non percepiranno alcun compenso per le loro performance. 10 band che si esibiranno su 2 palchi, senza interruzioni dalle ore 20 in poi: Lo Stato Sociale, Punkreas, The Bluebeaters, Management del Dolore Post-Operatorio, I Camillas, España Circo Este, Brace, Edo e i Bucanieri, Io e la Tigre, I Botanici.


Come continuare il progetto?

Ora l’idea è quella di finanziare la partenza di altri artisti in quelle comunità per il volume 2 di “Arte al servicio del pueblo”, che certamente portino un nostro contributo economico alle comunità disastrate dai recenti terremoti ma che, sopratutto, continuino questo scambio culturale, creando musica nuova, perché questo è quello che sappiamo fare: musica.

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<![CDATA[Evidence live al Cso Pedro]]>

Sabato 11 NovembreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova

 

Evidence (Dilated Peoples/L.A.)
& Dj Mishaps (Gangrene)

 

Presentazione ufficiale del nuovo album "Weather or not"

Hosted by Mbassadò

Apertura ore 22.00 - Ingresso 10 euro




Evidence aka Mr. Slow Flow, Michael Perretta è un mc, beatmaker e writer statunitense, ma le sue origini sono piuttosto composite, essendo di padre italiano e di madre russo-statunitense.
Si interessa all'Hip Hop a soli 8 anni, a seguito del divorzio fra i suoi genitori e si dedica giovanissimo alla break dance, allo skateboarding e in seguito ai graffiti assieme alla crew Venice Z-Boys. In un'intervista recente di alcuni anni fa dichiarò l'affetto e l'unione per sua madre, dicendo che rappresentò la fonte d'ispirazione e di impegno per lui e per la sua arte.
Nel 1992, grazie anche alla spinta e all'influenza di Quincy Jones III, produttore esecutivo, Evidence si diede alla musica Rap, unendosi a un altro MC, Rakaa, col quale forma il duo Dilated Peoples (al quale presto si aggiungerà DJ Babu).
Ciò che caratterizza Evidence e compagni sono i temi sul genere "conscious", diversi dai canoni West Coast dominanti e improntati sul noto Gangsta rap fin dai tempi di gruppi quali N.W.A. e Compton's Most Wanted.
Sempre durante il periodo dei Dilated Peoples, Evidence inizia la carriera solista e pubblica a marzo 2007 l'album The Weatherman LP (con molte tracce prodotte da The Alchemist), non più distribuito dalla Capitol Records, ma dalla ABB Records, etichetta underground. Ottenne un buon successo nella classifica degli album indipendenti grazie ai vari singoli "Chase the Clouds Away" (la cui videoclip è stata pubblicata solo su internet), "All Said & Done" e "Mr. Slow Flow". Tra nuovi collaboratori di Evidence spiccano Slug degli Atmosphere e Sick Jacken. Poco dopo i Dilated Peoples interrompono la loro produzione musicale.
Nell'estate del 2017 è uscito il nuovo singolo "Throw it all away" già banger in heavy rotation, produzione di the Alchemist, caratterizzata dal magnetico flow di Mr Slow Flow. che ha anticipato il nuovo album "Weather or not".

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<![CDATA[Bengala (Egreen + Attila)]]>

Sabato 04 NovembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Reggae/Dancehall meets Hip-Hop

Bengala (Egreen & Attila)

www.facebook.com/EvergreenE.Green

www.facebook.com/attilamuzic


Free Download "Bengala": http://bit.ly/2hOm3w7

Ascolta in Streaming "Benagala": http://bit.ly/2xVZcCP


Special Guests:

Nex Cassel & Big Mike

www.facebook.com/NEXCASSELOFFICIAL

www.facebook.com/BigMike-51142201867


BomChilom & Zion Cuts

www.facebook.com/bomchilom

www.facebook.com/zioncutssound


Apertura cancelli: ore 20.00

Inizio spettacolo: ore 22.00


Ingresso 5 Euro

A partire dalle ore 20.00 all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.


Bengala (Egreen + Attila)

"Bengala" è un progetto musicale che vede protagonisti Attila & E-Green. Un nome che oltre ad essere il titolo del tape in oggetto è anche il nome del team stesso.
In questo primo "step" ufficiale come duo al mic, la punta di diamante salentina del reggae nostrano e l'mc milanese hanno reso omaggio a uno dei dischi più significativi della golden age americana, "Dah Shinin" del leggendario duo di Brownsville "Smiff n wessun", noto sin dagli albori per mischiare slang newyorkese e jamaican patois.
È quindi questa l'essenza stessa e l'attitudine con la quale va ascoltato e affrontato il progetto "Bengala" a 360 gradi. Riportare di proposito la musica a quando era lei stessa la priorità e l'unica protagonista, droppando stile e flow senza filtro di pancia, unendo due stili, due mondi, due generi musicali sotto uno stesso approccio alla disciplina. L'unico feat nel tape in più riprese è quello di DJ P-Kut (Big bang Family) che riesce ad inserirsi perfettamente nelle sonorità di questo instant classic targato BCC.

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<![CDATA[Lercio Live Show 2017 al Rivolta]]>

Venerdi 03 NovembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera

Lercio Live Show 2017

www.lercio.it

www.facebook.com/lercio.it


Apertura cancelli ore 19.00

Inizio spettacolo ore 21.00


Ingresso gratuito

All'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.


Lercio live è il primo spettacolo ideato e scritto dalla redazione di lercio.it. Telegiornali esilaranti, rubriche improbabili e il meglio del repertorio del sito satirico più famoso e amato d'Italia accompagneranno gli spettatori in un divertentissimo viaggio all'insegna della sporca informazione, sempre in bilico tra realtà e finzione.

lercio.it è il più famoso sito satirico italiano. Nato nel 2012, ha ottenuto negli anni il consenso unanime di pubblico e critica, vincendo svariati premi: il Premio satira politica di Forte dei Marmi, il Premio satira del Carnevale di Viareggio e 5 Macchianera Italia Awards (gli Oscar del web). Dal 2014 è presente stabilmente nei palinsesti di Radio 2 col notiziario satirico "TG Lercio", andato in onda anche su Rai 3 in occasione del Concertone del 1° maggio.

- Macchinista fa arrivare il treno in orario: denunciato per apologia del fascismo
- Giornalista di Studio Aperto non sa di essere in onda e dà una notizia di economia
- Salvini si sveglia in un mondo migliore e scopre di non esistere

Ne volete ancora? Allora non potete assolutamente perdervi il Lercio live, il primo spettacolo ideato e scritto dalla redazione del sito satirico più amato d'Italia. Battute fulminanti, telegiornali improbabili e scoregge vaginali vi terranno compagnia per un'intera serata, al termine della quale verrà sorteggiato il vincitore di una batteria di pentole in acciaio inox 18/10.

Nessuna selezione all'entrata, a meno che non siate Checco dei Modà.

Tipologia spettacolo: Comico/Satirico/Stand-up comedy

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<![CDATA[Fire Halloweed 13 w/ Pow Pow Movement]]>

Martedi 31 Ottobre
C.S.O. Pedro
Via Ticino, 5 – Padova


1987/2017 // 30 anni di C.S.O. Pedro

Fire Halloweed 13


The Mighty Pow Pow Movement

The maddest european juggling machine - Köln (DE)

www.facebook.com/powpowmovement
www.powpow.de


BomChilom

The Sound of Padova
www.facebook.com/bomchilom


Warm-Up:

Pupa Giarret

http://on.fb.me/1t8n3YB


Starts h. 22.00

Ingresso 5 Euro

Ormai è un classico. Anche quest'anno arriva al C.S.O. Pedro il consueto appuntamento con il "Fire Halloweed". Quest'anno siamo
arrivati all'tredicesima edizione e l'evento non ha più bisogno di presentazioni.

Per questa edizione gli ospiti d'onore saranno i tedeschi "Pow Pow Movement" da Colonia.

Pow Pow Movement è stato il primo sound system europeo a partecipare al World Clash del 2000 a New York e sono tra i pionieri della dancehall music in Europa: la loro fondazione risale al 1991 in contemporanea con il loro primo mitico viaggio in Giamaica. Ingo e compagni mettono le basi per il grande sviluppo della scena reggae tedesca invitando per primi ai loro eventi personaggi leggendari come Stone Love, Bodyguard, David Rodigan, Saxon, Tony Matterhorn e tanti altri. La crew tedesca è famosa anche per le sue produzioni: ritmi notevoli come Shanty Town, Blaze o Superior hanno letteralmente fatto la storia del reggae degli ultimi decenni.

Le danze saranno aperte come sempre da BomChilom Sound e Pupa Giarret.

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<![CDATA[We Love 2000 - Halloween Ed.]]>

Martedi 31 Ottobre (Prefestivo)Centro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera

We Love 2000

Rock & Horror > Halloween Edition

La prima festa Anni 2000 d'Italia arriva in città per la prima volta


Apertura Cancelli ore 20.00

We Love 2000 Party Start ore 22.30

Ingresso 8 € - No Prevendite

A partire dalle ore 20.00 all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali

#WeLove2000 giunge al quarto tour italiano e diventa XXL! La festa del millennio è di ritorno in tutta Italia! Tirate fuori i Nokia 3310! Leggi sotto le novità!


Novità!

Il Rigore di Grosso: Prova l'emozione di diventare campione del mondo anche tu: calcia il tuo rigore, davanti alla curva, e vinci gadget we love 2000!

Il Trono di Spade: Siediti sul trono più ambito dei sette regni, e fai la tua nuova foto profilo!

Pikachu Gigante: Anno nuovo, mascotte nuova! Non potrai fare a meno di farci un selfie insieme!

Wrecking Ball: Eh sì, nel bene e nel male, Miley Cyrus è un'icona dei 2000... vi piacerebbe 'rivederla' cavalcare la palla appesa a una catena? Accontentati!

DJs from Whazzup: Il trio di djs mascherati più gialli e #EMOJI di tutti i tempi, pronti a farvi saltare in aria, mashup su mashup!

È tempo di muovere i fianchi a tempo! Meglio Shakira o Beyoncè? Forse britney in tutina rossa! Rispolverate il my space! Ritornate ai tempi del Grande Fratello e dei Mondiali 2006! Di Harry Potter e i Pirati dei Caraibi, Sex And The City e Dawson Creek! Dei Blink e di Dragon Ball, di Lady Gaga e vai con le prove di Canto Urlato sugli Articolo e JAX, Gigi DaG e Sarabanda! Bentornati nei vostri anni più felici!


Activities!

IWall 2000: Manda i tuoi messaggi, pubblica su Instagram con il nostro hashtag #WeLove2000, e vedrai tutto pubblicato in diretta sugli schermi del locale!

Karaoke: Canta a squaciagola insieme a noi, le migliori e, soprattutto, le peggiori canzoni degli anni 2000!

Il confessionale: C'è bisogno di spiegarlo? Registra il tuo video messaggio e trovalo online sulla nostra pagina!

We Love 2000 Wall of Fame: L'immancabile photoset degli anni 2000, con decine di nuovi gadget e maschere!


Cose che suoniamo:

Cartoni animati, Psy, Italo Dance, Gabry Ponte, Miley Cyrus, Alcazar, Tiga, Justin Bieber, Articolo 31, Benny Benassi, Lady Gaga, Rihanna, Gigi D'agostino, Haiducii, Billy More, Black Eyed Peas, Bob Sinclar, Britney Spears, Bon Jovi, Sean Paul, Brusco, Caparezza, Tommy Vee, Dj Matrix, Nek, Brothers, Christian Marchi, Daft Punk, Dj Francesco, David Guetta, Eminem, Gwen Stefany, Fabri Fibra, Fedde La Grand, French Affairs, Pap N Skar, Gery Halliwell, Inna, Katy Perry, Max Pezzali, Kilye Minogue, Las Ketchup, Luna Pop, Madonna, Negramaro, Mika, Outkast, Piotta, Planet Funk, Safri Duo, Beyonce', Shakira, Scissors Sisters, Prezioso, Subsonica, Vasco Rossi, Ligabue, Zucchero, Velvet, The Fratellis, Chemical Brothers, Skunk Anansie, Blink 182, Neffa, Dari, Finley & More!!!


Mood:

Avatar, Nike Silver, Air Max, Pokemon, Step Up, High School Musical, One Piece, Sarabanda, Gameboy, Jack Sparrow, Giostre, The Club, Messenger, Trl, Mondiali 2006, Kill Bill, Matrix, Lost, Games Of Thrones, Grande Fratello, Amici, Uomini e Donne, Sex and The City, Villaggio Vacanze, Waka Waka, Asereje',


Infoline:

Mob 3887823821
WhatsApp 3297894555
info@welove2000.eu

www.welove2000.eu
www.facebook.com/WeLove2000
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www.twitter.com/welove2000

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<![CDATA[Colombre + Alcesti]]>

Sabato 28 OttobreC.S.O. PedroVia Ticino 5, Padova


1987-2017 // 30 anni di C.S.O. Pedro

Colombre

"Pulviscolo Tour"

www.facebook.com/colombregiova


Opening act:

Alcesti

www.facebook.com/alcestiband


a seguire Dj-Set

Ingresso 7 €


Colombre

"Pulviscolo" è il primo album di Colombre, progetto che inaugura l’esperienza da solista di Giovanni Imparato – già voce, chitarra e autore dei brani della band indie-pop Chewingum e co-produttore del disco "Sassi" di Maria Antonietta – pubblicato il 17 marzo per l’etichetta Bravo Dischi.

25 minuti e 36 secondi, 8 tracce dai titoli brevissimi (1, massimo 2 parole) per un album che ti conquista immediatamente.

Pochi attimi dal primo ascolto e subito ti viene voglia di cantare insieme a Colombre. L’album vanta collaborazioni artistiche importanti: la voce e i cori di IOSONOUNCANE, le percussioni di Francesco Aprili (batterista di Wrongonyou, Giorgio Poi e Boxerin Club) e il basso di Nicolò Pagani (Mannarino), l’artwork di Letizia Cesarini aka Maria Antonietta che firma anche la regia del video della title-track, primo estratto dell’album

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<![CDATA[Stregoni + Presentazione Centro di accoglienza Caracol]]>

Sabato 28 OttobreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera

Stregoni

www.facebook.com/stregoniband

Laboratorio musicale con i migranti del "Centro di accoglienza Caracol" del Centro Sociale Rivolta assieme ad Above The Three & C+C=Maxigross.

Ingresso gratuito fino alle ore 21.00

Dopo le ore 21.00 contributo di 3 €

a sostegno della serata

Ore 18.00 - Apertura cancelli e inizio laboratorio "Stregoni"


Ore 20.00
- Presentazione del progetto 

"Centro di accoglienza per richiedenti asilo Caracol"

www.facebook.com/coopcaracol


Il centro di accoglienza gestito dalla Cooperativa Caracol all'interno del Centro Sociale Rivolta da quest'estate ospita 21 richiedenti asilo, usciti dal centro di Conetta. Gli ospiti del centro di accoglienza hanno un'età compresa tra i 19 e i 37 anni e provengono da Mali, Nigeria, Senegal, Ghana e Bangladesh. Proprio loro saranno i protagonisti del laboratorio musicale "Stregoni", che in serata porterà sul palco del Rivolta uno spettacolo unico nel suo genere.


A seguire "Cena accogliente"

presso l'Osteria e la Pizzeria del Centro Sociale Rivolta


Ore 22.00 - Concerto

con i ragazzi che hanno partecipato al laboratorio assieme a:

Marco Bernacchia (Above The Tree)
Giulio de Boni (C+C=Maxigross)
Filippo Brugnoli (C+C=Maxigross)
Tobia Poltronieri (C+C=Maxigross)

www.facebook.com/above.the.tree
www.facebook.com/cpiucugualmaxigross


Stregoni

Quanto conosciamo delle storie e della musica che arrivano nelle nostre città attraverso i migranti?
Stregoni è il tentativo di comprendere attraverso il linguaggio sonoro quello che sta accadendo dentro e fuori dai confini di un continente segnato dalla più grande crisi politica dalla nascita dell'Unione.
Un vero e proprio laboratorio musicale dal vivo, che attraverso una serie di concerti-workshop organizzati sia nei centri profughi che nei club, cerca di raccontare quello che accade ogni giorno non in mare, non ai confini del deserto, ma nelle nostre città.

Partendo dalle musiche ascoltate dai rifugiati e richiedenti asilo e custodite nei loro smartphone, Above The Tree e C+C=Maxigross realizzano dei loop in tempo reale che costituiscono un punto di partenza, un frammento sonoro da cui creare composizioni originali.

I cellulari rappresentano il principale oggetto narrativo del progetto Stregoni e di questi viaggi di nomadismo digitale.
Senza uno smartphone arrivare in Europa è impossibile.
Le ricariche telefoniche sono utilizzate al posto del denaro contante come pagamento per il consumo di beni, i telefonini offrono uno strumento prezioso come il Gps, contengono centinaia di fotografie e video ma soprattutto tanta, tantissima musica.
Da quei suoni comincia il viaggio di Stregoni. Una colonna sonora che vuole raccogliere tutte le voci e le musiche di chi si sposta a fatica lungo i confini del Vecchio Contintente.

Electro-tribalismo, hip hop, psichedelia, afro e gospel si fondono con la musica che risuona nella cuffie dei migranti respinti alla frontiera.
Sul palco assieme a Mox e Above the Tree ci saranno di volta in volta musicisti di ogni estrazione e provenienza in un vero e proprio laboratorio-live di Stregoneria.

L'obiettivo finale del progetto Stregoni è quello di ripercorrere la strada dei migranti da Lampedusa a Malmoe in un lungo viaggio verso nord realizzando un documentario che possa raccontare un'Europa diversa da quella che chiude le frontiere e che fino ad ora si è mostrata incapace di dare una risposta politica forte a questa emergenza umanitaria mondiale.

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<![CDATA[Cool Jam w/ A Swinging Affair Live]]>

Venerdi 27 OttobreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)

Cool Jam

A Swinging Affair / Live

A seguire:

Jam Session - Aperta a tutti

Porta il tuo strumento e suona !!!


Dalle Ore 19.00

Ingresso Gratuito

A partire dalle ore 19.00 all'interno del Rivolta saranno attive l'osteria e la pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.

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<![CDATA[Coma 2049]]>

Sabato 21 OttobreC.S.O. Pedro Via Ticino, 5 - Padova

Coma 2049

Il terzo sabato di apertura sarà dedicato ad una etichetta emergente Padovana.
Coma Dischi è un'etichetta indipendente che riunisce al suo interno un mosaico di giovani gruppi musicali attivi a Padova.
www.facebook.com/comadischi


Apertura 22.30

Ingresso 3 Euro


Ischaemia

(Grunge)

www.facebook.com/IschaemiaIschaemiaIschaemia


Tutto Brucia

(Hardcore)

www.facebook.com/tuttobrucia.it


Cut-Aldo

(Techno,Synthpunk,Vaporwave,Indietronica)

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Veneto Blaze #13 ]]>

Sabato 21 Ottobre Centro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 – Marghera (VE)


Zion Cuts Sound, con la collaborazione di Centro Sociale Rivolta, BomChilom
e Heavy Rootation Soundsystem, è orgoglioso di presentare:

Veneto Blaze #13

Tredicesimo raduno annuale di sound & crew Reggae del Veneto

Veneto Blaze nasce nel 2005 da un idea di Zion Cuts Sound per cercare di rendere unita la realtà delle crew reggae nel Veneto.

Prende vita per fare una serata con tutte le crew, per conoscerci, per stare uniti, per fare il punto di dove siamo arrivati e per cercare di riunire una volta all’anno la numerosa e infuocata Massive del Veneto. Sempre di più sono le realtà che nella nostra regione spingono la musica in levare, e sempre di più gli appassionati di queste sonorità.

Abbiamo cercato anche quest’anno di rappresentare tutto il territorio, chiamando le crew “storiche”, le nuove leve e i sound più attivi, non riuscendo per motivi di tempo a dar spazio proprio a tutti, ma riassumento nel migliore dei modi il panorama della scena regionale in un’unica serata per 9 ore di musica no-stop, 3 sale con 28 crew & sound che si esibiranno per voi.


Apertura cancelli ore 19.00

Ingresso 5 €

Dalle ore 19.00 - Aperitivo e Warm-Up in Hosteria "La Rivoltella"

Ore 20.00 - Cena giamaicana (su prenotazione)

Jerk Chicken + Riso, fagioli e verdura + 1 bevanda (Birra piccola o acqua)

Costo 10 €

Prenotazioni entro Lunedi 16 Ottobre
via WhatsApp o sms scrivendo al 349 425 1227

All'interno del Rivolta saranno attive anche l'osteria e la Pizzeria "Nave de'Egno" con alternative vegetariane.


// Dalle ore 19.00 alle 23.30 //

Warm-Up > Hosteria "La Rivoltella"

Castaparia (Verona)
Frencio Dovie Crew (Vicenza)
Adriatic Roots (Adria)
N L Sound (Vicenza)
Chemikangelo (Vicenza)
Dj Pulse (Venezia)
Dj Bose (Padova/Vicenza)
Lion Arm (Treviso)
Baddest Gyalz (Padova)


// Dalle ore 23.30 alle 04.00 //

Dancehall Area

Zion Cuts (Venezia)
BomChilom (Padova)
Mighty Cez (Venezia)
Bassi Gradassi (Treviso)
Dj Friday aka Coolplay (Treviso)
Mr. Robinson (Padova)
Jungle Fever (Padova)
Pupa Giarret (Padova)

Dub Area

(10.000W Sound System Installed)

Heavy Rootation (Venezia)
Wavedub (Vicenza)
Delta Hi-Fi (Rovigo)
Untamed (Belluno)
Ramabass (Verona),
Tiberias Towa (Verona)
Elefant Hi Fi (Verona)
Sattamassagana (Treviso)
Tia Maria (Verona)
Blue Shepherd (Verona)
Kalamina (Verona)

Per ulteriori info:
www.facebook.com/zioncutssound
www.facebook.com/bomchilom
www.facebook.com/rivoltamarghera

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Slander/Discomfort - 24h Release Challenge]]>

Venerdi 20 Ottobre Centro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)


Slander / Discomfort

24h Release Challenge


Apertura cancelli ore 20.00

Dalle ore 20.00 si potrà accedere gatuitamente all'osteria e alla pizzeria del Centro Sociale Rivolta dove potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.


Inizio concerti ore 21.00

Ingresso 5 € - No tessera

Punti Scena Records ha sfidato Slander e i Discomfort a registrare una canzone a testa, stampare su tape il risultato e presentarla live in 24 ore. Suoneranno per voi al Rivolta venerdì 20 ottobre.

www.facebook.com/puntiscenarecords


Discomfort
www.facebook.com/Discomfortsquad


Slander
www.facebook.com/slandervenice


TSUBO
www.facebook.com/TSUBOBAND


Moral Values
www.facebook.com/mmoralvalues

Elephantewww.facebook.com/ELEPHANTE.STONER


Mano Armata Grind Congrega!
www.facebook.com/manoarmatagrindcongrega

Presso l'Osteria del Centro Sociale Rivolta potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.

Si suonerà nella sala dove hanno suonato i Vitamin X allo scorso Venezia Hardcore.
Blessend, che ha curato la copertina, esporrà un po' dei suoi ultimi lavori.
Ci saranno distro, presto fuori i nomi!

Info: trivelparty@gmail.com

As always no cani e no nazi

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<![CDATA[ReadBabyRead_356_Marc_Augé_3]]>

Il giorno di Pasqua del 2018, durante il tradizionale discorso urbi et orbi, il papa, dopo un lungo silenzio, esclama a gran voce: "Dio non esiste!" Tre parole che gettano nello sconcerto cristiani, ebrei, musulmani, agnostici, atei, e scatenano uno tsunami nel mondo intero. È l’inizio di una settimana folle, che incendierà il pianeta e farà piazza pulita di ogni sentimento religioso. Ma che cosa ha spinto il sommo pontefice a un intervento così intempestivo?
In tempi di massacri nel nome della religione, questa favola contemporanea, visionarla e insolente, che tiene il lettore con il fiato sospeso, lascia trasparire gli accenti di una fede illuministica nella ragione: forse, senza la violenza che a volte il sentimento religioso comporta, la fratellanza tra gli esseri umani non sarebbe più un'utopia.


ReadBabyRead #356 del 19 ottobre 2017


Marc Augé 
Le tre parole che cambiarono il mondo

(parte 3 di 4)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


“Tutto ha avuto inizio il primo aprile 2018 a Roma, in piazza San Pietro.
Quella domenica qualcosa mi aveva spinto a uscire, forse un effluvio di primavera o un certo non so che nell'aria frizzante. Per buona parte della mattinata avevo bighellonato sui quais ed ero rincasato prima di mezzogiorno. Ho stappato un Saint-Émilion, affettato un po' di salame e acceso il televisore.
Lo spettacolo era straordinario - da poco mi ero regalato un apparecchio con un grande schermo piatto, che cambia la visione delle cose. In quella soleggiata domenica di Pasqua, i cattolici erano giunti numerosi per ascoltare il papa, che stava per impartire la benedizione urbi et orbi, alla città e al mondo.”


Dai nonluoghi al luogo che non c’è. 

Marc Augé e l’utopia di un mondo senza Dio


Marc Augé è l’etnologo e antropologo ideatore della teoria dei nonluoghi: spazi spersonalizzati, privi di identità e memoria, che caratterizzano la società contemporanea e in cui gli individui si muovono senza rapporti fra di loro, chiusi in una esasperata e insondabile solitudine. Nel romanzo Le tre parole che cambiarono il mondo, edito in Italia da Raffaello Cortina Editore (2016, 94 pagine; titolo originale La semaine sainte qui a changé le monde), Augé si interroga, sull’onda emotiva degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, sui rischi di un fondamentalismo religioso che negli ultimi anni mostra un’aggressività sempre maggiore, infiammando l’Occidente con attentati sempre più violenti e sfrontati.
Eppure, mette in guardia il breve romanzo dell’antropologo francese, il fanatismo non è solamente quello di matrice islamica e anzi i vari fanatismi sono sollecitati l’uno dall’esistenza dell’altro, esasperati dalla loro stessa convivenza. Nati e radicalizzati nel segno dell’identità, i fanatismi religiosi finiscono con il creare non solo l’incomunicabilità fra i credenti in fedi differenti, ma anche un acritico appiattimento all’interno delle loro stesse comunità.

Le tre parole che cambiarono il mondo è scritto in prima persona, sotto forma di diario della settimana fra la domenica di Pasqua, il 1° aprile, e il 7 aprile 2018, in una chiara inversione dei sette giorni biblici della Creazione. Papa Bergoglio è l’uomo che dà inizio a una rivoluzionaria escalation che porterà il mondo alla piena conquista della libertà di pensiero. “Dio non esiste!” dichiara infatti il capo della più antica e potente teocrazia della Terra davanti a migliaia di fedeli che da giubilanti divengono annichiliti in una frazione di secondo. Una rivelazione che sembra nascere da un momento di personale obnubilamento e che conduce invece alla più grande rivoluzione mai conosciuta dal genere umano. Tocca al lettore scoprire come questo sia possibile e quali siano i mezzi con i quali questa consapevolezza riuscirà a diffondersi a macchia d’olio (– E Dio? – Non esiste! Diventa una sorta di saluto che molti si scambiano per strada, fra il divertito e il sollevato).

Un romanzo utopico, per certi versi fantascientifico e fantapolitico, che invita a riflettere su questioni che impregnano lo scenario politico mondiale: il terrorismo – o meglio, i terrorismi di matrice religiosa, gli effetti nefasti sulla politica di vari Paesi e sulla società, gli incoffessabili interessi economici che essi celano. Lo stile colloquiale, con numerosi riferimenti a fatti e persone reali, è impreziosito dalla consueta ironia d’Oltralpe, come nella scena in cui migliaia di atei convinti, militanti dell’Union Rationaliste, manifestano a Parigi in difesa di Jorge Bergoglio e della sua libertà di non credere: “Il papa è con noi! Viva il papa!” proclamano convinti.

Un libello illuminista quello di Augé, che vale la pena leggere per scoprire che la “salvezza”, a volte, sta proprio a un passo dal dirupo.

…qualche centinaio di morti in Nigeria; qualche amputazione di mano qua e là, qualche donna venduta come schiava in un altro Paese; qualche musulmano sventrato dai buddhisti in Birmania; copti di nuovo massacrati in Libia; due o tre ostaggi sgozzati in Africa; decine di jihadisti partiti per l’addestramento in Siria; in Medio Oriente sciiti uccisi da sunniti, e viceversa; un attentato non troppo grave a Londra – solo due morti e sei feriti… Ovviamente, come ben si sa, la religione non aveva niente a che fare con tutti questi avvenimenti: la religione è soltanto amore, tolleranza e temperanza”.

di Daniela Costanzo
da manifestblog.it, 15 gennaio 2017


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Moloko, Radio Moscow [Moloko]
Moloko
, Pure Pleasure Seeker [Moloko]
David Bowie
, Space Oddity [David Bowie]
Roxy Music
, Re-Make/Re-Model [Bryan Ferry]
Moloko
, Sing It Back [Moloko]
Roxy Music
, The Bob [Bryan Ferry]
David Bowie
, Starman [David Bowie]
David Bowie
, Life On Mars? [David Bowie]
Roxy Music
, The Bogus Man [Bryan Ferry]
Roxy Music
, Bitters End [Bryan Ferry]

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<![CDATA[Patois Brothers + Toni BC ]]>

 

Mercoledì 25 ottobre dalle ore 19:30

Sherwood Open Live vicolo Pontecorvo 1/A - 35121 Padova

Patois Brothers + Toni BC 

evento Facebook

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Il 25 Ottobre Sherwood Open Live riapre le porte e si prepara ad una nuova stagione con una serata in grande stile.

Il tema della serata è la Giamaica e i due ospiti saranno i Patois Brothers, che avrete sicuramente visto allo Sherwood Festival e , a portarci la sua selecta di vinili, Toni BC di BomChilom Sound.

Come di consueto si apre tra spritz, vini e birre artigianali CR/AK, ma questa volta c'è di più, dalle 19.30 alle 21, ad accompagnare l'aperitivo, ci sarà un FREE BUFFET.

Apertura porte alle ore 19:30
Il live inizierà alle 21:30

ENTRATA LIBERA
Contributo associativo di 1€

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Non conosci i Patois Brothers? Te li presentiamo noi!



Patois Brothers sono una band nata nel 2010 a Venezia, Italia. Il loro nome indica un’ espressione lirico-musicale non standard: come il Patois trae origine da lingue diverse, la loro musica vuole essere qualcosa di originale tra le influenze delle diverse sonorità del Reggae. Dopo la pubblicazione del loro primo singolo ‘Politician’, nel 2014 la band inizia il suo primo tour che li porterà da subito ad esibirsi su palchi nazionali ed internazionali, come Overjam, One Love, Jamrock, e molti altri. Terminato il tour estivo, i Patois Brothers si dedicano alla registrazione del loro primo album ‘Mighty Ways’, in uscita a gennaio 2015. Con l’album, la band esprime forti messaggi sia nelle liriche, sia nella musicalità dei brani, esortando ad un positivo cambiamento sociale ed educazionale attraverso la musica.

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Non conosci BomChilom Sound? Te li presentiamo noi!

BomChilom nasce a Padova nel Ottobre 2004 e in poco tempo si afferma come uno dei sound più attivi del Nord-Est. La formazione, inizialmente fondata da Alex (Mc) e Pinecone (Selecta), si allarga nel 2006 con l'entrata nel sound di Toni (uno dei primi selecta Reggae di Padova), Peppo (Selecta, Collezionista di rarities) e Nevo (Sound designer, Ex producer dei “DozHenS”, storica formazione Hip Hop padovana). Nel 2009 entra nel sound Nino (Selecta, Sound engineer, ex membro di Vibrabbona) e nel 2013, con l'arrivo di Skinny B e Luca (Ex NoBorder), si completa la compagine attuale.

I vari background musicali dei componenti del sound, permettono a BomChilom di spaziare attraverso molteplici stili e sonorità, suonando dalla Foundation al Digital, passando per l'Hip Hop e arrivando fino al Bashment.

La yard storica del sound è fin dall'inizio il C.S.O. Pedro di Padova, che nel giro di pochi anni diventa una delle realtà più calde d'Italia, ospitando tra gli altri: Cocoa Tea & Frankie Paul, Junior Kelly, Aidonia, General Levy, David Rodigan, Stone Love, Freddie Krueger, Puma (LP International), Supersonic, King Turbo, Sentinel, Herb-a-lize It, City Lock, Luv Injection, Taranchyla (Outta Poison Dart), Warrior Sound, Tek-9 Europe, Ma Gash, G-Spot, Sud Sound System, Brusco, Villada, BoomDaBash, Mellow Mood, One Love Hi Pawa, Heavy Hammer, Gramigna, Mad Kid, Kalibandulu, Northern Lights, I-Shence e molti altri.

Nel 2010 BomChilom diventa resident sound anche del Centro Sociale Rivolta di Marghera (VE), dove organizza grandi eventi che vedono salire sul palco dello Spazio Sociale lagunare artisti del calibro di: The Skatalites, Lee Scratch Perry, Yellowman, The Gladiators, Johnny Osbourne, The Abyssinians, The Congos, Horace Andy, Alborosie & Friends, Luciano, Ward 21, Chuck Fenda, Gappy Ranks, Etana, Bunny General, Wayne Marshall, Mad Professor, General Levy, Mojo Morgan, Zion Train, Bass Odyssey, Massive B, David Rodigan, Supersonic e molti altri.

Il 05 Marzo 2011 BomChilom si aggiudica il “Go Hard or Go Home Soundclash”, al Pop Corn di Marghera (VE), battendo gli udinesi Red Storm e diventando di fatto il primo sound veneto ad aggiudicarsi un clash.

Per quanto riguarda la promozione di soundclash nel 2006 BomChilom, in collaborazione con Northern Lights, organizza al C.S.O. Pedro lo storico clash italiano “4th FarEast X-Mas War Clash”.che vede sfidarsi Villa Ada (vincitori del trofeo), I-Shence e GodZilla. Dopo 8 anni, nel 2014, BomChilom torna alla grande nella promozione di clash di spessore internazionale. Nel 2014, infatti, sempre al C.S.O. Pedro, prende vita il “Worries In The Area Soundclash”. La prima edizione vede contrapposti MaGash dalla Svizzera ed I-Shence, e proprio i perugini portano a casa la coppa. Nel 2015 il livello si alza e sul palco del Pedro si fronteggiano Warrior Sound dalla Germania e Young Hawk da New York e il trofeo vola Oltreoceano.

Dal 2012 al 2014, in collaborazione con Rasta Snob, BomChilom è promotore del Venice Sunsplash, festival estivo che si svolge al Parco San Giuliano di Mestre, che ha visto esibirsi nelle ultime edizioni artisti come: Beres Hammond, Tarrus Riley, Shaggy, Busy Signal, Alborosie, Horace Andy, Morgan Heritage, Mr. Vegas, Jah Sun, Sud Sound System, Mellow Mood, Skardy, Ska-J, Brusco e Lion D.

BomChilom ha selezionato musica nelle migliori yard italiane come: Roma, Torino, Milano, Firenze, Bologna, Udine, Trento, Trieste, Pescara, Catanzaro, Cosenza, Alessandria, Senigallia, Macerata, Arezzo ecc. 
Nel corso degli anni, inoltre, ha anche avuto la possibilità di suonare all'estero in Canada, Germania, Austria e Slovenia.

Dalla prima edizione partecipa al “Veneto Blaze”, serata promossa da Zion Cuts, che dal 2005 riunisce in un unico evento i sound e le crew Reggae, Dancehall e Dub del Veneto.

To be continued …

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<![CDATA[Le Granate del 17 ottobre 2017 - Prima puntata della terza stagione]]>

Ritornano "Le Granate", ritorna la Sanpre in radio e lo fa con una puntata ricchissima. Iniziamo con il solito appuntamento, che ci accompagna per il terzo anno, "La Settimana Precaria" in cui vedremo come hanno inziato, o quando inzieranno, la stagione le nostre squadre e ci soffermeremo sull'iniziativa organizzata dalla Polisportiva San Precario e dal Comitato Provinciale UISP di Padova, per rilanciare la campagna #WeWantToPlay, nella settimana del #farenetwork di cui ci parlerà Davide. Avremo poi ospite in studio Sandra che ci parlerà dell'evento a cui la Sanpre parteciperà il 18 ottobre 2017, presso il Dipartimento di Sociologia dell'Università di Padova, "Non diamo i numeri:migrazioni, razzismo e dintorni". Sempre con Sandra parleremo più in generale di discriminazioni, per arrivare poi a chiudere con We Want To Play, di cui parleremo con Diego Bonavina, assessore allo sport del Comune di Padova,  e Stefano Ferro, direttore della Cooperativa Orizzonti e consigliere comunale a Padova . E come sempre non mancherà la buona musica della "selezione precaria".

Qui sotto i brani, di lato il podcast

Yuji Ohno & Lupinitic Five With Friends - Theme From Lupin III

Jimi Hendrix - Purple Haze

Caparezza - Ti Fa Stare Bene

Patois Brothers - Switch Off Babylon

Liberato - Tu T'è scurdat'e Me

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<![CDATA[L'isola di Mr Robinson del 13 ottobre 2017]]>

In occasione dell'uscita del nuovo album dei Sud Sound System:

“ETERNAL VIBES”

sulla spiaggia dell'isola di Mr.Robinson è venuto a trovarci Nando Popu con il quale abbiamo percorso il viaggio che dal Salento ha portato i Sud Sound System in Jamaica realizzando queste 16 tracce nel quale si possono incontrare le più svariate collaborazioni di tutto rispetto tra le quali icone del reggae come

Freddie Mc Gregor

AnthonyB.

Wild Life

U.ROY

Enzo Avitabile

Un album straordinario che raccoglie tutte le sfumature artistiche dei Sud Sound System miscelando suoni ,liriche e atmosfere genuine e potenti senza trascurare temi destinati a durare nel tempo come solchi di un vinile che non smette mai di esprimere emozioni vere.

Qui sotto i brani, di lato il podcast

Time is the master - Don Carlos

Give up my soul - Luciano

Messenger - Luciano

Do The Dance -  Barrington Levy

Destiny - Buju Banton

Mistycal Sound - Sud Sound System

Eternal Vibes - Antony B. and Sud Sound System

Chi lotterà vivrà - Enzo Avitabile and Sud Sound System

Na Luce - Freddie Mc Gregor and Sud Sound System

Brigante - Sud Sound System

Come un Gabbiano - Nando Popu

Mare de lu Salentu - Sud Sound System

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<![CDATA[Dnb Temple (First Edition)]]>

Sabato 14 Ottobre Centro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)


Dnb Temple

First Edition

Apertura cancelli: Ore 21.00

Ingresso: 16 € (Prevendita) // 20 € (Intero)

"As above the drum, so below the bass, in dnb temple we trust"

Dnb Temple nasce dalla passione e dall'unione di quattro realtà
presenti sulla scena bass music italiana: Ambra BassCulture, SUB CONCEPT, BAD VIBES e Control Music - CTRL. Il progetto è stato generato e si evolverà all'interno degli spazi del Centro Sociale Rivolta a Marghera (Ve) con due sale concepite per offrire una vibrazione DnB a 360 gradi.


// Elevation Stage //


Calyx & TeeBee

(RAM Records)

Audio

(Virus Recordings)

Maztek

(Renegade Hardware, Eatbrain, Virus Recordings, Hospital Records)


Hosted by:

MC Coppa(Eatbrain)


// Bad Vibes Showcase //


Beeonex

No One Knows

Evies

Mc Buzz from Massima Tackenza


// The School Stage //

[powered by B.U.M. Sound System]


SpectraSoul

(Ish Chat Music / Shogun Audio)

LSB

(Soul:r)


Hosted by:

MC DRS

(Soul:r)


Was A Be B2b Neve

Fractale B2b Ninjoh 

Richie Killasound B2b Deejay Cyco Criss 

Mc Il Liscio  


Video Mapping:

Offline Project


Prevendite:

Veneto
Vicenza 345 6096733
Vicenza 328 1478791
Padova 340 2272762
Padova 340 3194795
Treviso 342 7462189
Treviso 340 7292296
Verona 3204825857
Venezia/Verona 3478980367
Belluno 340 7612746
Belluno 393 6709765

Friuli V.G
Udine 320 3560158 / 3470874881
Gorizia/Nova Gorica 333 8978920
Trieste 391 4025911
Pordenone 346 6785250
Manzano/Cividale 342 6810199

Trentino A.A
Trento 338 8962497

Emilia Romagna
Bologna 346 544971
Rimini/Riccione 348 9347621

Lombardia
Milano 348 0781812
Brescia 347 8980367

Piemonte
Torino 346 5329397

Sicilia e Sud Italia
328 0143592

Come Arrivare:

Mappa: http://rivoltapvc.blogspot.it/p/come-trovarci.html

In Autobus
Da Venezia (Piazzale Roma)
Bus 6/ per Via Fratelli Bandiera; Bus per Padova;
Da Mestre (Via Cappuccina) Bus 10 per Cà Sabbioni;
Da Mestre (Corso del Popolo) Bus per Dolo/Padova

In Treno
Dalla Stazione di Venezia Mestre (10 min):
sottopasso per Marghera, dopo la prima rotonda andare a sinistra in Via Durando, incrocio a destra in Via Fratelli Bandiera.

Media Partners:

B.U.M.
The Dreamers
Catch a Fire Events
Infuzion
ReVoLtEkK
Nebrotrip
Funk Soul Brothers - Radio Statale
Ramblers.Nights
Dnb Attack

A partire dalle ore 21.00, presso l'Osteria del Centro Sociale Rivolta potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati dalle birre artigianali Lucky Brews.

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<![CDATA[Snatura Rock dell'8 ottobre 2017]]>

h14.45 Intervista a Orelle
Elisabetta Pasquale, in arte Orelle, è cantante e contrabbassista. Dopo un primo EP "Primulae Radix" del 2015, qualche mese fa è tornata con il suo esordio "Argo" uscito per Black Candy. La voce di Orelle è di quelle da far perder la gravità. Ci racconta, cantando in italiano, di sentimenti feriti ma anche di un modo poetico di affrontarli, all'interno di una struttura evanescente ma anche ben strutturata. Momenti di vita vissuti sulla propria pelle, rielaborati dalle melodie che ricamano aspetti prima invisibili e che dopo diventano punto di forza, perché rappresentano l'esperienza e quindi la forza. Il fil di voce di questa ragazza pulito e avvolgente è dove ti accorgi che ancora belle canzoni ci aspettano, dentro bellissimi dischi che si faranno sempre più ricchi di strumenti nuovi.

h15.30 Intervista agli Eugenio in Via di Gioia
Gli Eugenio in Via di Gioia hanno iniziato come buskers e a quanto pare ancora oggi continuano a 'provare' le loro canzoni provandole per strada tra la gente. Trovo questo meraviglioso e ammetto che si sente in effetti dalle loro canzoni del disco nuovo "Tutti su per terra", secondo album dopo "Lorenzo Federici", il loro esordio uscito per Libellula cinque anni fa. Con un sorriso amaro ci raccontano futuri catastrofici, amori che diventano ossessioni, la necessità di cavarsela da soli o una prima pace mondiale. Canzoni 'ballerine' che rimangono fisse nella testa e nel cuore. Ne parliamo con Paolo di Gioia, batterista, cajon, percussioni e cori. Completano il gruppo Eugenio Cesaro alla voce, chitarra e ukulele; Eugenio Via: pianoforte, fisarmonica e cori e Lorenzo Federici al basso e ai cori.

h16.00 Intervista a Ciccio Zabini
Ciccio Zabini è un cantante e musicista meraviglioso che si tiene per sé le sue canzoni da venti anni. Finalmente si è deciso a pubblicarne una decina su un suo esordio uscito qualche mese fa per Libellula e intitolato "Albume". L'armonica, il jazz, ritmi portoghese, una voce cavernosa alla De Andrè e una poeticità disarmante, ti portano a lasciare che tutto ti avvolga. Momenti emozionali inquadrati da un occhio sensibile che raggiunge chi lo ascolta anche se questo dovesse farlo distrattamente.

h16.30 Intervista agli Ella Goda
Gli Ella Goda dalla Val Seriana di Bergamo sono un trio punk con una voce melodica e pulita, quella del meraviglioso Brian Zaninoni, che suona anche le chitarre e il pianoforte. Al basso e ai sintetizzatori c'è Sebastiano Pezzoli e alla batteria e alle percussioni Marco Tower. Ci raccontano del loro esordio omonimo appena uscito per Bulbart label. Un disco di canzoni cantate in italiano con una grande cura per i testi e le voci. Ivan Graziani e Angelo Branduardi tra le similitudini e attinenze. Storie astratte, racconti di sguardi e chitarre storte con il pianoforte per il momenti più alti del loro rock pop. Ne parliamo con Marco.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Snatura Rock dell'8 ottobre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock dell'8 ottobre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock dell'8 ottobre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Tecniche Perfette XV - Semifinale Veneto]]>

Sabato 14 OttobreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova


Tecniche Perfette XV

Semifinale Veneto

www.facebook.com/TecnichePerfette


Dal 2003 Double S e Mastafive sono in giro per la penisola in cerca del migliore MC da battaglia. Una battle dopo l'altra si sono distinti rapper del calibro di Mondo Marcio, ENSI, Clementino, Nitro, July B, Emis Killa, Noema, CaneSecco, Kenzie, Moreno MC, Kenzie, Fatt, Lethal V, Maik Brain, Morbo, Reiven.


Ai piatti:

DJ Double S

(Official dj Fabri Fibra/MTV Spit!)

Host:

Mastafive

(Gatekeyz/MTV Spit!)

Co-host:

Mbassadò

(EAD/Intl Live/Move on)

Special guest:

Hyst

(Blue Nox)

 

Apertura ore 22.00 - Ingresso 5 euro


Iscrizioni
http://bit.ly/IscrizioniTPXV

Per poi perfezionarle sotto forma di conferma in loco la sera stessa dell'evento entro le ore 22.30.

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[ReadBabyRead_355_Marc_Augé_2]]>

Il giorno di Pasqua del 2018, durante il tradizionale discorso urbi et orbi, il papa, dopo un lungo silenzio, esclama a gran voce: "Dio non esiste!" Tre parole che gettano nello sconcerto cristiani, ebrei, musulmani, agnostici, atei, e scatenano uno tsunami nel mondo intero. È l’inizio di una settimana folle, che incendierà il pianeta e farà piazza pulita di ogni sentimento religioso. Ma che cosa ha spinto il sommo pontefice a un intervento così intempestivo?
In tempi di massacri nel nome della religione, questa favola contemporanea, visionarla e insolente, che tiene il lettore con il fiato sospeso, lascia trasparire gli accenti di una fede illuministica nella ragione: forse, senza la violenza che a volte il sentimento religioso comporta, la fratellanza tra gli esseri umani non sarebbe più un'utopia.


ReadBabyRead #355 del 12 ottobre 2017


Marc Augé 
Le tre parole che cambiarono il mondo

(parte 2 di 4)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


“Tutto ha avuto inizio il primo aprile 2018 a Roma, in piazza San Pietro.
Quella domenica qualcosa mi aveva spinto a uscire, forse un effluvio di primavera o un certo non so che nell'aria frizzante. Per buona parte della mattinata avevo bighellonato sui quais ed ero rincasato prima di mezzogiorno. Ho stappato un Saint-Émilion, affettato un po' di salame e acceso il televisore.
Lo spettacolo era straordinario - da poco mi ero regalato un apparecchio con un grande schermo piatto, che cambia la visione delle cose. In quella soleggiata domenica di Pasqua, i cattolici erano giunti numerosi per ascoltare il papa, che stava per impartire la benedizione urbi et orbi, alla città e al mondo.”


Dai nonluoghi al luogo che non c’è. 

Marc Augé e l’utopia di un mondo senza Dio


Marc Augé è l’etnologo e antropologo ideatore della teoria dei nonluoghi: spazi spersonalizzati, privi di identità e memoria, che caratterizzano la società contemporanea e in cui gli individui si muovono senza rapporti fra di loro, chiusi in una esasperata e insondabile solitudine. Nel romanzo Le tre parole che cambiarono il mondo, edito in Italia da Raffaello Cortina Editore (2016, 94 pagine; titolo originale La semaine sainte qui a changé le monde), Augé si interroga, sull’onda emotiva degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, sui rischi di un fondamentalismo religioso che negli ultimi anni mostra un’aggressività sempre maggiore, infiammando l’Occidente con attentati sempre più violenti e sfrontati.
Eppure, mette in guardia il breve romanzo dell’antropologo francese, il fanatismo non è solamente quello di matrice islamica e anzi i vari fanatismi sono sollecitati l’uno dall’esistenza dell’altro, esasperati dalla loro stessa convivenza. Nati e radicalizzati nel segno dell’identità, i fanatismi religiosi finiscono con il creare non solo l’incomunicabilità fra i credenti in fedi differenti, ma anche un acritico appiattimento all’interno delle loro stesse comunità.

Le tre parole che cambiarono il mondo è scritto in prima persona, sotto forma di diario della settimana fra la domenica di Pasqua, il 1° aprile, e il 7 aprile 2018, in una chiara inversione dei sette giorni biblici della Creazione. Papa Bergoglio è l’uomo che dà inizio a una rivoluzionaria escalation che porterà il mondo alla piena conquista della libertà di pensiero. “Dio non esiste!” dichiara infatti il capo della più antica e potente teocrazia della Terra davanti a migliaia di fedeli che da giubilanti divengono annichiliti in una frazione di secondo. Una rivelazione che sembra nascere da un momento di personale obnubilamento e che conduce invece alla più grande rivoluzione mai conosciuta dal genere umano. Tocca al lettore scoprire come questo sia possibile e quali siano i mezzi con i quali questa consapevolezza riuscirà a diffondersi a macchia d’olio (– E Dio? – Non esiste! Diventa una sorta di saluto che molti si scambiano per strada, fra il divertito e il sollevato).

Un romanzo utopico, per certi versi fantascientifico e fantapolitico, che invita a riflettere su questioni che impregnano lo scenario politico mondiale: il terrorismo – o meglio, i terrorismi di matrice religiosa, gli effetti nefasti sulla politica di vari Paesi e sulla società, gli incoffessabili interessi economici che essi celano. Lo stile colloquiale, con numerosi riferimenti a fatti e persone reali, è impreziosito dalla consueta ironia d’Oltralpe, come nella scena in cui migliaia di atei convinti, militanti dell’Union Rationaliste, manifestano a Parigi in difesa di Jorge Bergoglio e della sua libertà di non credere: “Il papa è con noi! Viva il papa!” proclamano convinti.

Un libello illuminista quello di Augé, che vale la pena leggere per scoprire che la “salvezza”, a volte, sta proprio a un passo dal dirupo.

…qualche centinaio di morti in Nigeria; qualche amputazione di mano qua e là, qualche donna venduta come schiava in un altro Paese; qualche musulmano sventrato dai buddhisti in Birmania; copti di nuovo massacrati in Libia; due o tre ostaggi sgozzati in Africa; decine di jihadisti partiti per l’addestramento in Siria; in Medio Oriente sciiti uccisi da sunniti, e viceversa; un attentato non troppo grave a Londra – solo due morti e sei feriti… Ovviamente, come ben si sa, la religione non aveva niente a che fare con tutti questi avvenimenti: la religione è soltanto amore, tolleranza e temperanza”.

di Daniela Costanzo
da manifestblog.it, 15 gennaio 2017


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Moloko, Radio Moscow [Moloko]
Moloko
, Pure Pleasure Seeker [Moloko]
David Bowie
, Space Oddity [David Bowie]
Roxy Music
, Re-Make/Re-Model [Bryan Ferry]
Moloko
, Sing It Back [Moloko]
Roxy Music
, The Bob [Bryan Ferry]
David Bowie
, Starman [David Bowie]
David Bowie
, Life On Mars? [David Bowie]
Roxy Music
, The Bogus Man [Bryan Ferry]
Roxy Music
, Bitters End [Bryan Ferry]

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<![CDATA[Diserzioni: Nella città oscura]]>

Intro:

nello specchio delle prospettive

ho visto la mia faccia riflessa

tentare di tenere gli occhi aperti

mentre sognava di svegliarsi

nel suono sporco

di una città oscura



Playlist:

Andrew Weatherall - Darktown Figures

Ghostpoet: End Times

Tricky: The Only Way

Brokenchord: Ochra

Blood Language: Wires

Jabu: Fool If

Blanc - Nblwld

Prayer: First Light

Mønic - Deep Summer (Burial mix)

Four Tet: Daughter

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<![CDATA[Trent'anni di Cso Pedro - Inaugurazione della nuova pizzeria]]>

Domenica 8 OttobreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova

 

Trent'anni di Cso Pedro

 

Mostra multimediale sui 30 anni di occupazione

Inaugurazione della nuova pizzeria

Dj set

 

 

Ci prepariamo ai prossimi 30 anni!
Sono stati 30 anni di lotta politica, di costruzione passo dopo passo di reti sociali e solidali, di riappropriazione di spazi e diritti, a partire dalla condivisione di valori come l'antifascismo e la lotta a tutte le discriminazioni.

30 anni che hanno lasciato un segno nella città di Padova, 30 anni di CSO Pedro.
Un anniversario importante, da festeggiare adeguatamente, ma anche un punto di partenza, per costruire insieme i prossimi 30, 40, 50 anni.

Per conoscere tutti i progetti e le idee che ruotano intorno al centro sociale di via ticino vi invitiamo domenica 8 ottobre dalle ore 18. In apertura godetevi un aperitivo e una mostra multimediale sui 30 anni trascorsi e dalle 19.30 inaugureremo la nuova pizzeria! 
A seguire si aprono le danze con un dj set!


Menu:

Pizza + Birra media/Bibita media a 12 euro


E' necessaria la prenotazione entro venerdì 6 ottobre, chiamando o scrivendo ad Asia al numero 3451660111, o con una mail all'indirizzo asia.pastorello.87@gmail.com


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<![CDATA[All You Can Dance - The Big Re-Opening]]>

Sabato 07 OttobreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova


All You Can Dance

The Big Reopening


Apertura cancelli ore 22.00

Ingresso 3 Euro

1987-2017 - 30 anni di occupazione

Pronti per un nuovo anno al Cso Pedro?

Noi non stiamo più nella pelle, e come ormai da tradizione inauguriamo la nuova stagione e il 30° anno di occupazione del centro sociale con la super festa danzante made in via Ticino 5: All You Can Dance.

Come al solito, avete a disposizione due sale aperte per scatenarvi nei balli che preferite, musica per tutti i gusti diversi dj e tanto divertimento!


Line up:


Mainstage - 23.00 > 04.00

BomChilom Sound(Reggae/Dancehall)
www.facebook.com/bomchilom

Bad Vibes(100% D'N'B)
www.facebook.com/badvibesdnb

The Mojos(Rock'N'Roll)
www.facebook.com/The-Mojos-466934233371721


Second Stage - 23.00 > 03.30

Electronic Fog(100% Techno)
www.facebook.com/electronicfogrecords

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<![CDATA[CS Rivolta Re-Opening w/ Ensi]]>

Sabato 07 OttobreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)


CS Rivolta Re-Opening Party

Ore 19.30 Proiezione del film "All Eyez On Me"

All Eyez On Me è un film drammatico biografico incentrato sulla vita del rapper statunitense Tupac Shakur, diretto da Benny Boom e scritto da Jeremy Haft, Eddie Gonzalez e Steven Bagatourian.

Orari della Giornata:

19.00 Apertura cancelli
19.30 Proiezione del film "All Eyez On Me"

22.00-22.20 MC Martz
22.20-22.40 Metro Quadro
22.40-23.00 Messaggeri dell'Ignoranza
23.00-23.20 Brain Smokerz
23.20-23.40 Sesto Senso
23.40-00.00 Orli
00.00-00.20 Lethal V

00.30 Ensi + Dj 2P & Vox P


Dalle ore 22.00 > Opening acts:

Lethal Vwww.facebook.com/lethalvofficial


Orli
www.facebook.com/orliiamnot


Sesto Senso
www.facebook.com/sestosensofficial


Brain Smokerz
www.facebook.com/brainsmokerz


Metro Quadro
www.facebook.com/ChioggiaMetroQuadroHipHop


Messa ggeri dell'Ignoranza
www.facebook.com/Messaggeridellignoranza


MC Martz
www.facebook.com/MartzOffiicial


Ore 00.30 > Special guest:

Ensi

+ Dj 2P & Vox P
Presentazione del nuovo disco "V" / Data zero del Tourwww.facebook.com/ensiofficial


a seguire Dj-Set

Durante tutta la serata area breakdance aperta a tutti


Apertura ore 19.00

Ingresso 5 €

Presso l'Osteria del Centro Sociale Rivolta potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori del territorio accompagnati da ottime birre artigianali.


Ensi

Registrato presso il Red Bull Studio Mobile, uno studio di registrazione su ruote, dal primo settembre è disponibile “V” il nuovo progetto discografico di Ensi prodotto da Warner Music Italia. Tanti i significati raccolti all’interno del titolo che rappresenta: il nome di Vincent, suo figlio; Vella, il suo cognome, la sua famiglia, le sue radici; “Vendetta”, il suo primo album e il numero romano, perché questo è il suo quinto disco in studio da solista. All’interno dei 14 brani che vanno a comporre “V” Ensi parla di vita privata, di rapporti, ma anche di sociale e di interazione raziale, collaborando su alcuni brani con il Cile, Clementino, Luchè e il duo Gemitaiz & MadMan.
Riconosciuto tra i migliori freestyler di sempre in Italia, Ensi dimostra anche in questo album, come nel precedente “Rock Steady”, che ha debuttato direttamente al n.1 delle classifiche di vendita, le sue grandi capacità di songwriting.

“La mia penna non è mai stata motivata dalle sfumature, ho sempre trovato la maggiore ispirazione agli estremi, nella sofferenza quanto nella felicità. – racconta Ensi – Questi ultimi tre anni della mia vita sono stati davvero intensi, sono passato più volte da un estremo all’altro senza fermate intermedie. È cambiato tutto. Sono cambiato anche io. Mi ci è voluto del tempo per metabolizzare e me lo sono preso, in piena controtendenza con il momento storico nel quale viviamo, dove è tutto molto veloce. Ma questo processo era necessario per arrivare a questo disco. Negli ultimi mesi ho raccolto tutto questo vissuto nella musica e ho scritto V, senza dubbio il mio miglior disco fino ad oggi. Non è una fotografia del momento, è più un collage di foto, strappi del passato e del presente, nei suoni come nelle immagini. Ci sono delle versioni completamente inedite della mia musica e le versioni migliori dei miei punti di forza. In “V” c’è l’uomo, il rapper e il padre.”

All Eyez On Me

La breve e sfortunata vita di Tupac Amaru Shakur, nato a New York da una madre affiliata alle Pantere nere e trasferitosi poi in California, nel pieno del disagio sociale. Il suo talento di rapper emergerà, ma la sua esposizione mediatica lo condurrà verso un destino tragico. Il recente successo di Straight Outta Compton ha portato, come forse era inevitabile, a una nuova ondata di biopic calati nel contesto black e romanzati a dovere, tra successi effimeri e tragedie. Inevitabile quindi passare da Tupac Shakur e dalla sua complessa figura scissa tra verità e finzione, impegno politico e delinquenza. Un personaggio contraddittorio e fatalmente incompreso, scosso dai dubbi e obbligato a scelte di carriera e di vita che lo hanno spinto verso un destino inevitabile. Ingabbiare nelle maglie della biografia classica la personalità di Shakur è compito impegnativo e Benny Boom dimostra ben presto di non disporre delle qualità necessarie.

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<![CDATA["Catalogna Indipendente" con Maria Rovira ]]>

Venerdì 13 ottobre dalle ore 19:00

Sherwood.it  Vicolo Pontecorvo 1/a, 35121 Padova

presentazione del libro

"Catalogna Indipendente" con Maria Rovira 

evento facebook

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A partire da venerdì 13 ottobre il programma culturale di Sherwood si arricchirà di un nuovo appuntamento mensile: Sherwood Open Minds. Si tratta di una serata, ogni secondo venerdì del mese, dedicata agli approfondimenti politici.

Abbiamo deciso di partire con un tema attualissimo, entusiasmante e controverso: la presentazione del libro "Catalogna indipendente" (edito in Italia da Manifestolibri), scritto a più mani dai militanti della CUP, storico partito della sinistra radicale ed indipendentista catalana. Sarà presente Maria Rovira (consigliera della CUP al comune di Barcellona).

Molte analisi riassumono la posizione indipendentista catalana con la volontà egoistica di una Regione ricca di smettere di cedere ricchezza al resto del Paese, venendo meno al patto sociale fondamentale di redistribuzione garantito dal sistema nazionale di contribuzione.

Tuttavia, il fronte indipendentista non si riassume a questa posizione: la Catalogna non è la Padania perché, oltre alle questioni economiche, esistono radici storiche e politiche ben precise, legate a doppio filo all’anti-franchismo e al rifiuto della monarchia. In Catalogna esiste un indipendentismo fortemente legato alla sinistra, che rappresenta un’anima importante del movimento attuale. Questo indipendentismo si concepisce come antitetico al nazionalismo, inclusivo e aperto delle differenze, e pensa l’indipendenza della Catalogna come un trampolino per la costruzione di una democrazia costruita dal basso, in aperta critica all’assetto neoliberale dell’Europa.

Come si articola esattamente questa tesi, e quali sono i suoi riferimenti storici e politici? Catalogna indipendente costituisce un breve panorama delle posizioni degli indipendentisti di sinistra, con l’obiettivo di offrirne una migliore comprensione al resto del mondo, soprattutto con particolare attenzione all’«emisfero della sinistra».

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Inizio dibattito ore 19.

- Interverranno:
Maria Rovira (consigliera della CUP al comune di Barcellona).
Fabio Mengali (centri sociali del nord-est, dottorando a Barcellona)

- Modera
Antonio Pio Lancellotti (Globalproject.info)

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<![CDATA[LiberaLaParola. Aperitivo!]]>


Mercoledì 11 ottobre ore 19

Radio Sherwood, vicolo Pontecorvo 1/A, Padova


LiberaLaParola. Aperitivo! 

Alla consolle TONI outta BOMCHILOM 

100% finest Reggae Music Played on Vinyl e breve presentazione della scuola

evento Facebook

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Anche quest'anno riapre la scuola di italiano LiberaLaParola. Per questa occasione vi invitiamo a una serata per conoscerci e fare festa. 
Vi aspettiamo numerosi in vicolo Pontecorvo, storica sede di Radio Sherwood e, da un anno ormai, sede anche della nostra scuola. 
Sulle note dei vinili di Toni BC, vi proporremo spunciotti, spritz, vini e birrette a prezzi popolari. Il ricavato della serata andrà interamente a sostenere attività e progetti della scuola. 
Nel corso della serata introdurremo brevemente chi siamo e cosa facciamo: non siate timidi, chiedete informazioni, condividete le vostre idee e le vostre esperienze e fatevi avanti se vorrete unirvi a noi come maestri!


INFO SERATA:
Apertura h 19:00
Alla consolle TONI outta BOMCHILOM - 100% finest Reggae Music Played on Vinyl
h 21 breve presentazione della scuola

INGRESSO LIBERO!

Se ancora non ci conosci, intanto un breve spoiler...
La scuola di italiano Liberalaparola si è costituita a partire dalla condivisione di idee e intenti su ciò che riguarda le pratiche di accoglienza dei migranti e il loro diritto a partecipare in prima persona ai processi di costruzione di una società aperta e antirazzista. L'idea e la pratica dell'insegnamento della lingua italiana ai migranti si è maturata da almeno una quindicina d'anni e si è poi rinvigorita in risposta alle normative,che hanno introdotto il permesso di soggiorno a punti (10 marzo 2012) legandolo al livello di padronanza della lingua. Inizialmente le lezioni si teneveno nei locali dell'Associazione Razzismo Stop di via Gradenigo, poi per tre anni la scuola si è trasferita tra le mura del cso Pedro, per "migrare" nell'anno trascorso (2016/2017) al piano superiore di vicolo Ponte Corvo 1/a, presso la sede di Radio Sherwood.
Nella scuola tutti e tutte vengono accolti senza discriminazioni e si mira a creare un clima sereno di condivisione e scambio tra insegnanti e "allievi", lontano dalle lezioni ex cathedra.Molti sono anche i progetti trasversali : laboratori di fotografia, uscite nella città,....
Liberalaparola è un'esperienza di crescita umana per tutti quelli che vi partecipano!

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<![CDATA[Snatura Rock dell'1 ottobre 2017]]>

h14.45 Intervista a Sawara
Fabio Agnesina, in arte Sawara, è tornato con terzo album "L'eccitante Attesa". Un disco spesso commovente. Una lunga notte passata con se stessi in una serie di immagini musicali visibili, create chiaramente che raccontano i pensieri interiori. Ossessioni segrete per momenti passati in solitudine ad attendere, gustando il sapore, il piacere dell'attesa, come ne "Il sabato del villaggio" di Leopardi. Storie intime da non nascondere e lucidare a nuovo. Una voce quasi fredda, seria che ci racconta della sofferenza di un uomo che esprime i propri sentimenti nonostante le conseguenze vissute.

h15.30 Intervista agli Slivovitz
"Liver" è la registrazione di un concerto a Milano degli strepitosi Slivovits da Napoli. Un settetto con strumenti per eseguire la classica, l'attitudine al rock e all'avanguardia. Un live in effetti dimostra il loro impatto dirompente col sax tenore drammatico, il violino elettrico che buca le pareti e arriva ad aprire al cielo. Strette sulle note basse e un grande impatto che attraversa il jazz e il progressive ma spinto dal rock e dal prog e rasserenato dal blues. Ne parliamo con Pietro Santangelo, sax tenore.

h16.00 Intervista ai Sula Ventrebianco
"Più Niente" è il quarto album dei Sula Ventrebianco uscito qualche mese fa per Ikebana records. Un album registrato in analogico e che sembra per i ragazzi un ulteriore passo avanti nel processo creativo che li porta a sperimentare con le velocità delle voci, le parti strumentali e ballate struggenti rimanendo ancorati al crossover con cui si sono formati. Un quartetto d'archi per supportare la canzone che chiude il disco a dimostrare inoltre quante varianti i ragazzi di Napoli reggono rimanendo credibili. Ne parliamo con Giuseppe Cataldo, chitarrista.

h16.30 Intervista a Carlo Barbagallo
"9" è l'ultimo album solista del produttore e plurimusicista cantante Carlo Barbagallo di Siracusa. Il suo disco nuovo col piccolo aiuto di una ventina di musicisti è piacevole dall'inizio alla fine ricamato dal folk, dal jazz, dal noise, dal soul e coltri di elettronica. Le trame sono mordenti e ricche di spunti emotivi e visioni del dolore e di viaggi interiori. Le storie a volte concrete di persone che si lamentano e si ubriacano se vogliono o sognanti, lisergiche. Un disco che decisamente non potrà annoiarvi. "9" è uscito per Trovarobato e Malintenti Dischi per l'Italia e Stereodischi, Noja Recordings e Wild Love Records per l'estero.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Snatura Rock dell'1 ottobre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock dell'1 ottobre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock dell'1 ottobre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[ReadBabyRead_354_Marc_Augé_1]]>

Il giorno di Pasqua del 2018, durante il tradizionale discorso urbi et orbi, il papa, dopo un lungo silenzio, esclama a gran voce: "Dio non esiste!" Tre parole che gettano nello sconcerto cristiani, ebrei, musulmani, agnostici, atei, e scatenano uno tsunami nel mondo intero. È l’inizio di una settimana folle, che incendierà il pianeta e farà piazza pulita di ogni sentimento religioso. Ma che cosa ha spinto il sommo pontefice a un intervento così intempestivo?
In tempi di massacri nel nome della religione, questa favola contemporanea, visionarla e insolente, che tiene il lettore con il fiato sospeso, lascia trasparire gli accenti di una fede illuministica nella ragione: forse, senza la violenza che a volte il sentimento religioso comporta, la fratellanza tra gli esseri umani non sarebbe più un'utopia.


ReadBabyRead #354 del 5 ottobre 2017


Marc Augé 
Le tre parole che cambiarono il mondo

(parte 1 di 4)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


“Tutto ha avuto inizio il primo aprile 2018 a Roma, in piazza San Pietro.
Quella domenica qualcosa mi aveva spinto a uscire, forse un effluvio di primavera o un certo non so che nell'aria frizzante. Per buona parte della mattinata avevo bighellonato sui quais ed ero rincasato prima di mezzogiorno. Ho stappato un Saint-Émilion, affettato un po' di salame e acceso il televisore.
Lo spettacolo era straordinario - da poco mi ero regalato un apparecchio con un grande schermo piatto, che cambia la visione delle cose. In quella soleggiata domenica di Pasqua, i cattolici erano giunti numerosi per ascoltare il papa, che stava per impartire la benedizione urbi et orbi, alla città e al mondo.”


Dai nonluoghi al luogo che non c’è. 

Marc Augé e l’utopia di un mondo senza Dio


Marc Augé è l’etnologo e antropologo ideatore della teoria dei nonluoghi: spazi spersonalizzati, privi di identità e memoria, che caratterizzano la società contemporanea e in cui gli individui si muovono senza rapporti fra di loro, chiusi in una esasperata e insondabile solitudine. Nel romanzo Le tre parole che cambiarono il mondo, edito in Italia da Raffaello Cortina Editore (2016, 94 pagine; titolo originale La semaine sainte qui a changé le monde), Augé si interroga, sull’onda emotiva degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, sui rischi di un fondamentalismo religioso che negli ultimi anni mostra un’aggressività sempre maggiore, infiammando l’Occidente con attentati sempre più violenti e sfrontati.
Eppure, mette in guardia il breve romanzo dell’antropologo francese, il fanatismo non è solamente quello di matrice islamica e anzi i vari fanatismi sono sollecitati l’uno dall’esistenza dell’altro, esasperati dalla loro stessa convivenza. Nati e radicalizzati nel segno dell’identità, i fanatismi religiosi finiscono con il creare non solo l’incomunicabilità fra i credenti in fedi differenti, ma anche un acritico appiattimento all’interno delle loro stesse comunità.

Le tre parole che cambiarono il mondo è scritto in prima persona, sotto forma di diario della settimana fra la domenica di Pasqua, il 1° aprile, e il 7 aprile 2018, in una chiara inversione dei sette giorni biblici della Creazione. Papa Bergoglio è l’uomo che dà inizio a una rivoluzionaria escalation che porterà il mondo alla piena conquista della libertà di pensiero. “Dio non esiste!” dichiara infatti il capo della più antica e potente teocrazia della Terra davanti a migliaia di fedeli che da giubilanti divengono annichiliti in una frazione di secondo. Una rivelazione che sembra nascere da un momento di personale obnubilamento e che conduce invece alla più grande rivoluzione mai conosciuta dal genere umano. Tocca al lettore scoprire come questo sia possibile e quali siano i mezzi con i quali questa consapevolezza riuscirà a diffondersi a macchia d’olio (– E Dio? – Non esiste! Diventa una sorta di saluto che molti si scambiano per strada, fra il divertito e il sollevato).

Un romanzo utopico, per certi versi fantascientifico e fantapolitico, che invita a riflettere su questioni che impregnano lo scenario politico mondiale: il terrorismo – o meglio, i terrorismi di matrice religiosa, gli effetti nefasti sulla politica di vari Paesi e sulla società, gli incoffessabili interessi economici che essi celano. Lo stile colloquiale, con numerosi riferimenti a fatti e persone reali, è impreziosito dalla consueta ironia d’Oltralpe, come nella scena in cui migliaia di atei convinti, militanti dell’Union Rationaliste, manifestano a Parigi in difesa di Jorge Bergoglio e della sua libertà di non credere: “Il papa è con noi! Viva il papa!” proclamano convinti.

Un libello illuminista quello di Augé, che vale la pena leggere per scoprire che la “salvezza”, a volte, sta proprio a un passo dal dirupo.

…qualche centinaio di morti in Nigeria; qualche amputazione di mano qua e là, qualche donna venduta come schiava in un altro Paese; qualche musulmano sventrato dai buddhisti in Birmania; copti di nuovo massacrati in Libia; due o tre ostaggi sgozzati in Africa; decine di jihadisti partiti per l’addestramento in Siria; in Medio Oriente sciiti uccisi da sunniti, e viceversa; un attentato non troppo grave a Londra – solo due morti e sei feriti… Ovviamente, come ben si sa, la religione non aveva niente a che fare con tutti questi avvenimenti: la religione è soltanto amore, tolleranza e temperanza”.


di Daniela Costanzo
da manifestblog.it, 15 gennaio 2017


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Moloko, Radio Moscow [Moloko]
Moloko
, Pure Pleasure Seeker [Moloko]
David Bowie
, Space Oddity [David Bowie]
Roxy Music
, Re-Make/Re-Model [Bryan Ferry]
Moloko
, Sing It Back [Moloko]
Roxy Music
, The Bob [Bryan Ferry]
David Bowie
, Starman [David Bowie]
David Bowie
, Life On Mars? [David Bowie]
Roxy Music
, The Bogus Man [Bryan Ferry]
Roxy Music
, Bitters End [Bryan Ferry]

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Diserzioni: Finestre sorde]]>

Intro:

La mia prigione, a volte,

ha finestre sorde,

perché sente l'assenza desolata di un fuori,

sente l'isolamento che ti urla dentro,

e solo il respiro del suono è capace di fari sentire

quel desiderio di liberazione

che non vuole finire.

Playlist:

Delete: Deaf Windows (distance Remix)

Wen: Blips

Sorrow: Frumoasa

Alis: Sai Strong

Mana: Crystalline

Offsoundbeat: Weekdays With Her

Menual X Spaceouters: Nightscape

Ambyion & Phelian: Farewell

Khalil:The White Hoodie I Wear Because I Love You

Christian.Loeffler: Haul (Max Cooper Remix)

Lali Puna: Two Windows

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info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[AltaVoz Back Home ]]>

Sabato 30 Settembre Centro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)


AltaVoz Back Home

Evento Internacional de Música Electrònica

#HangarEdition

Apertura Cancelli ore 22.00

Ingresso 15 €

Dopo una lunga estate, AltaVoz ritorna al Rivolta di Marghera con un evento mondiale nello spazio Hangar! Aspettando la grande apertura di Halloween!

New Year, New Look, New Sound ... Same Soul.


International Special Guests

Art Department(Circoloco / Crosstown Rebel)
www.residentadvisor.net/dj/artdepartment

Bella Sarris(Enter)
www.residentadvisor.net/dj/bellasarris


AltaVoz Dj’s

Max D. Blas(AltaVoz / Monologue Rec.)
www.facebook.com/maxdblasmusic

Alessio Tonin(AltaVoz)
www.facebook.com/alessiotoninmusic

Prince Anizoba(Area)
www.facebook.com/princeanizoba


Tavoli AltaVoz friends zone

Info e Prenotazioni: 333-7789146
(numero limitatissimo di disponibilità)

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<![CDATA[Ad Olol, con tutto l'amore che c'è]]>

Il mondo è sempre più solo quando muore un combattente. E tu, Olol, combattente lo sei sempre stato, nei centri sociali, nelle lotte per la difesa del territorio, in quelle a fianco dei lavoratori. Stanotte si è spezzato un cuore, di quelli tra i più generosi che abbiamo visto, di quelli più appassionati. Quell’infinito amore che hai sempre avuto per l’uguaglianza e per la libertà non si spegne; non si spegnerà mai.

È stato un onore averti al nostro fianco: per noi, tuoi fratelli e sorelle di sempre, per tutto il movimento, che ti ha dato e preso tutti gli anni della tua vita. Una vita breve, troppo breve. Che ci insegna che il mondo si cambia con la voglia di lottare, con quei desideri che abbiamo sempre condiviso e voluto realizzare insieme. No, il dolore non può passare in secondo piano. Ma il dolore è anche la speranza di continuare a guardare il presente ed il futuro anche con i tuoi occhi.

Ciao Olol, con tutto l’amore del mondo

I compagni e le compagne dei Centri sociali del Nord Est e di Adl Cobas

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<![CDATA[Diserzioni: Montagna fumante]]>

intro:

quel suono timido e schivo

che ci sembra da sempre di sentire

nella montagna e nei suoi boschi

tra i secolari tronchi rivestiti di muschio

ed tra il manto di foglie che ricopre

il suo fumante terreno


Playlist:

Synkro & Micheal Red: Smoke Mountain

Rift: Fornever

Brimstone: Reminiscence

Insomnia - Monochrome

Detz - You And Me

Honeyruin: I'll Follow You Into The End

Gacha Bakradze - Knowledge

Jameson Hodge & Waller - Beyond (CITYTRONIX Remix)

b.b. – hope u know

Palence: Phaedra

Phaeleh - Everyone

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<![CDATA[Snatura Rock del 24 settembre 2017]]>

h14.45 Intervista agli Airportman
"Dust & Storm" è il quindicesimo album, uscito qualche mese fa per Lizard, in rigoroso ordine che prevede per gli Airportman l'uscita di una disco una volta l'anno, questo dal 2002 al 2017. Anche quest'anno ce l'anno fatta e non ci hanno delusi. Il disco nuovo è un concept album nato dalla foto di un uomo - finita in copertina - la cui immagine è offuscata da una terribile tempesta come quelle devastanti degli anni 30. Otto tracce strumentali in cui si sottolineano i tratti emozionali di chi ha appena perso tutto, la speranza da ricostruire dentro di sé, il futuro da re-immaginare e il passato che rimane solo nei ricordi perché gli oggetti che lo evocavano non ci sono più. Ne parliamo con Giovanni.

h15.30 Intervista a SofaKing
SofaKing aka Paolo Pretto, cantante e chitarrista già conosciuto per i Lemmins, con questo primo disco omonimo, appena uscito per I Dischi del Minollo, è al suo esordio solista. Le canzoni sono nate nella sua cameretta e poi in corso d'opera SofaKing ha completato il sound con il bassista Nicola Sannino. La voce di Paolo riesce ad essere ora ammiccante, ora spettrale e ora sensuale, rimanendo comunque fedele alla melodia pop noise. Nel disco l'autore si spinge oltre il proprio background ma vuole anche riconoscerlo e sottolinearlo. Canzoni davvero piacevoli e ben strutturate.

h16.00 Intervista agli Earthset
Dopo "In a State of altered unconsciousness" di due anni fa il gruppo di Bologna è tornato con un disco nuovo, l'EP "Popism". Cinque canzoni di cui una strumentale in cui dominano i discorsi dei ragazzi del gruppo. Discussioni come intrecci di chitarre noise che sono sempre di più il fiore all'occhiello della struttura delle loro canzoni. Questo evolversi del rock non è nient'altro che un pensiero superiore, che cattura l'aria e l'atmosfera e ti prende dentro e ti ricorda quel che è già stato scritto in passato ma solo perché è semplicemente quel che è già stato anche provato. Ne parliamo con il gruppo al completo.

h16.30 Intervista ai Droning Maud
"Beautiful Mistakes" appena uscito per I Dischi del Minollo è il secondo album sulla lunga distanza per i laziali Droning Maud, dopo "Our Secret Code" uscito per Seahorse e l'ep di debutto "The World of Make Believe" uscito per U.D.U. Records. A dieci anni dalla formazione, le loro chitarre ricamano ancora le melodie per raccontare i momenti speciali. Non manca l'elettronica usata come ossessione e presa di spazi e le melodie storte sperimentali che suggestionano alternando i ritmi ora veloci ora lenti. Ne parliamo con Maurizio Tavani, voce e chitarra.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Snatura Rock del 24 settembre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 24 settembre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 24 settembre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[ReadBabyRead_353_Sergej_Esenin]]>

 
ReadBabyRead #353 del 28 settembre 2017

Sergej Esenin
Nei pressi di Acquabianca


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia

 
“L'estate era silenziosa e soleggiata, il cielo anziché azzurro era bianco, e anche il lago, che guardava il cielo sembrava bianco; solo presso la riva vacillava sull'acqua l'ombra del salice e dell'izba di Kornej Budarka. Talora il vento sollevava sulla sabbia un'intera nuvola di polvere, investendo l'acqua e l'izba di Kornej, poi, quando si quietava, dalla sabbia, nereggiando, affioravano massi in un punto esposto al vento; ma da essi non veniva ombra.
Kornej Budarka pescava su un lontano versante del fiume, e sua moglie Palaga ogni giorno stava sul balconcino di ingresso e guardava ora in quella direzione dove nereggiando affioravano massi in un punto esposto al vento, ora al cielo color latte.
Il salice solitario sotto la finestra faceva cadere la lanugine, l'acqua ancor più silenziosamente abbracciava la riva e, forse per la calura dell'acqua, forse perché in tutto il suo corpo sembrava traboccare il latte, Palaga pensava al marito, pensava a come trascorrevano bene il tempo, quando entrambi, stretti l'uno all'altra, passavano la notte nel fienile, ai suoi occhi azzurri, e in generale a tutto ciò che le rimescolava il sangue.”


NEI PRESSI DI ACQUABIANCA


Le parole del grande poeta e scrittore russo Sergej Esenin rivivono in un volume curato da Paolo Galvagni per Via del Vento Edizioni. Nei pressi di Acquabianca racchiude due prose – la prima inedita e la seconda di nuova traduzione – molto diverse tra loro che testimoniano la sensibilità e l’arguzia di uno dei più autorevoli rappresentanti dell’Immaginismo.

Nei pressi di Acquabianca, la prima prosa, quella che da il titolo alla raccolta, fu composta nel 1915 e pubblicata l’anno successivo sulla rivista “Birzevye vedomosti”.

Nella regione di Rjazan, precisamente nei pressi del lago di Acquabianca, Kornej Budarka si dedica  alla pesca, mente sua moglie Palaga ogni giorno sta in attesa sull’ingresso della sua abitazione. La loro è un’esistenza nella quale i vissuti  non trovano tangibile manifestazione. Lei lo attende fremente, fantasticando dimessamente sulla loro intimità, ma Kornej è minato dall’usura del lavoro ed è consapevole della sua inadeguatezza nei confronti della moglie. Intanto, Palaga avverte l’avvenenza del giovane Juska. I personaggi di Esenin sono fisicamente forti, quasi prorompenti, con una carica emotiva e passionale che li rende vivi e suscettibili.

Altre tematiche e altro registro per la seconda prosa, La Mirgorod di ferro, il resoconto del viaggio in Europa e Stati Uniti di Esenin con la ballerina Isadora Duncan – diventata poi sua moglie – tra il 1922 e il 1923. Il poeta russo appunta in questo testo tutte le sue impressioni su quell’America così “nuova” e inesperta, terra di rifugio e di occasioni, terra senza storia e senza arte, terra di luci e di spettacolo, terra di emulazione e gloria vuota. Un’America affascinante e lussuriosa ma, allo stesso tempo, emulatrice inconsapevole di quella Russia così lontana e così familiare per il grande poeta.

In una veste editoriale deliziosamente vintage (con  foto in bianco e nero di Esenin), l’editore Via del Vento dona al pubblico due gioiellini di prosa che fanno intravedere a lettore  le dimensioni del tesoro letterario del poeta russo autore di Confessioni di un teppista: il primo è edito per la prima volta in italiano; il secondo (un graffiante giudizio sul gigantismo americano visto con gli occhi di un russo antico) è ripubblicato in una nuova traduzione.

In questi due scritti la grandezza di un autore così tormentato e così sensibile si fa palpabile: la sua lucidità – spesso dimenticata nella vita privata – diventa la strada maestra da seguire per giungere a una scrittura vera, forte e sorprendente.

Lungi dal giudicare il valore letterario di questi brevissimi scritti (per dirla con Carmelo Bene, un autentico classico è fuori da ogni giudizio), ci limitiamo a ricordare che la forza di questa scrittura è rivissuta nell’opera del Branduardi di Confessioni di un malandrino. Dopo la conturbante lettura del primo di questi racconti - quello che dà il titolo al volumetto - un dubbio ci assale: Esenin avrà ispirato anche il Pierangelo Bertoli autore di Pescatore?

Francesco Clemente
da mangialibri.com


Nei pressi di Acquabianca
(2014, Edizioni di Via del Vento, Pistoia). Traduzione di Paolo Galvagni.


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Angelo BranduardiConfessioni di un malandrino [Angelo Branduardi/Sergej Esenin] *


*
Confessioni di un malandrino è una canzone del 1975 composta e cantata da Angelo Branduardi, contenuta nel suo secondo album La luna. Il testo è frutto di una traduzione e adattamento dello slavista Renato Poggioli (su musica dello stesso Branduardi) di una poesia del 1920 del poeta russo Sergej Esenin, intitolata Confessioni di un teppista (in russo Исповедь хулигана).

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<![CDATA[Snatura Rock del 17 settembre 2017]]>

h14.45 Intervista ai Supercanifradiciadespiaredosi
"Geni Compresi" è il quarto album sulla lunga distanza per il gruppo trentino. Un disco molto convincente e ricco di colori diversi. Giro di chitarre accattivanti con voci canterine tecnicamente sapienti che si districano in danze lisergiche o in melodie dritte o conturbanti. Dopo qualche cambio di formazione sono arrivati all'assetto finale, ma rispetto alla musica ci sarà sempre di ché strabuzzare gli occhi, perché cambiano continuamente la struttura delle loro canzoni nei momenti live, lasciando intatta la creatività e l'appeal. Ne parliamo con Boris, il cantante.

h15.30 Intervista ad Alessio Lega
Molto emozionata di intervistare Alessio Lega per il suo settimo album solista "Marenero, ritratto di un inferno bello mosso". L'amore e la difesa dei deboli, l'anarchia, il racconto concreto, i poeti francesi e le collaborazioni con i Mariposa (tutti o in parte) sono le costanti e le caratteristiche che hanno contraddistinto il cantautore in questi anni. Un disco come sempre ricchissimo di storie del passato, momenti poetici imprigionati da liberare e un sorriso grande da scaldare il cuore.

h16.00 Intervista a Giulia Villari
Giulia Villari, dopo il debutto "River" del 2010, torna con "Real" uscito per Ivory Records. Un disco in cui la cantante e chitarrista romana si avvicina all'elettronica, ma lo fa rimanendo lei con la sua voce fortemente coinvolgente e 'raccontante' e gli strumenti acustici che non mette da parte. Un disco che avvicina l'ascoltatore per i temi trattati che riguardano l'animo umano, ma anche che gode della voce tecnica e poetica assieme di Giulia capace di essere versatile e morbida sia che si tratti di violini che di batterie elettroniche.

h16.30 Intervista ai Il Vuoto Elettrico
Due anni fa il gruppo milanese aveva esordito con "Virale" e adesso con "Traum", ovvero sognare in tedesco, sono tornati. Canzoni che attraversano delle ipotetiche stanze che diventano momenti salienti della vita. La parola diventa importante e i testi sono descrittivi, come anche l'interpretazione diventa atto creativo che aggiunge 'sapore' a queste canzoni taglienti, sognanti e con ottimi momenti di sana tensione. Per il loro esordio avevano avuto un'esperienza 'umana' con il grande Fabio Magistrali che ha registrato il disco in presa diretta estrapolando la loro essenza invece per "Traum" sono stati guidati tecnicamente dalle sapienti mani di Xabier Iriondo che ha lasciato il suo tocco. Ne parliamo con Paolo, cantante e autore dei testi.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Snatura Rock del 17 settembre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 17 settembre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 17 settembre 2017]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[ReadBabyRead_352_Fulvio_Ervas]]>

 
ReadBabyRead #352 del 21 settembre 2017


Fulvio Ervas
Porto Marghera val bene una bocciatura

testo tratto dal libro
Porto Marghera
Cento anni di storie (1917-2017)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
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voce: Francesco Ventimiglia
(lettura live dallo Sherwood Festival 17)


“Una bella bocciatura in terza liceo, secca, quattro materie. Mio padre aveva aperto la porta della stanza e mi aveva avvisato che dai primi di giugno si andava in vacanza ai cantieri navali Breda.
Per vedere quanto costa guadagnarsi da vivere.
D'estate, per far felici gli operai, il primo turno iniziava alle sei del mattino sino alle quattordici, così si pitturavano le navi stando al fresco.
Perché quello sarebbe stato il mio lavoro: pitturare navi.
Per essere alle sei a Porto Marghera bisognava alzarsi alle quattro e mezza, prendere la corriera verso le cinque e sbarcare alle sei meno un quarto davanti ai cantieri navali. 
Il primo giorno di lavoro sono sceso dalla corriera blu come da un modulo lunare e mentre mio padre sfrecciava dall'altra parte della strada, io sono rimasto sbalordito ad osservare una marea maschile di formiche senza volto".


Cent’anni di Porto Marghera
Un libro raccoglie le storie di 16 scrittori


VENEZIA
È stata l’America a due passi da casa, duemila ettari di tubature e cemento e ciminiere e impianti e capannoni e grigio e vapori e vita e morte. Una bruttezza di metallurgia e chimica che esattamente da 100 anni si vede da Venezia e le fa da contrappunto: bella l’una, orrifica l’altra. La necessaria schiena al volto della bellezza che nell’assenza di decòr racconta come stanno le cose: a Porto Marghera dal 1917 si lavora, si suda, si guadagna, si muore. Si muore di lavoro e di mancanza di lavoro, il tempo scorre e la narrazione si adegua. A cento anni dalla nascita di Porto Marghera la casa editrice Helvetia ha chiesto a 16 scrittori del territorio di raccontare dal loro punto di vista storie che raccontassero la Storia, vicende che inquadrano il luogo che nella terraferma veneziana è stato il personaggio protagonista del tema e dello svolgimento: Venezia fulcro industriale dell’Italia.

Hanno risposto tutti e in cinque mesi il libro ha preso vita: il 16 marzo nella sala Gabriele Bortolozzo di Marghera la presentazione ufficiale porterà le prime copie di questo lavoro voluto dall’editrice Claudia Spagnol e curato da Elisabetta Tiveron e Cristiano Dorigo (14 euro, 176 pagine) che riferisce in forma narrativa ciò che è vita di migliaia di persone, storie personali della terraferma che sono un tassello della Storia. «C’è una casa a Portomarghera/ sotto le ciminiere/ che un uomo e un ragazzo / dipingono e ridipingono / continuamente». È una delle poesie di Ferruccio Brugnaro che il sindaco di Venezia, suo figlio Luigi, predilige e cita sempre. Una esortazione all’impegno infaticabile di ridipingere sempre il fondale del presente che Ferruccio ha voluto regalare al libro. «Il mio personaggio si chiama Tony. Esiste davvero, l’ho visto in un reportage di Presa Diretta: aveva le lacrime agli occhi e parlava dei giovani operai di Monfalcone. Diceva: questi sono tutti precari, tutti sacrificabili. Come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto?», racconta Nicoletta Benatelli. Cronista e scrittrice, nella fine del lavoro a Marghera racconta la precarietà della fine del lavoro tout court, oltre la fabbrica e le ciminiere. Dentro quei capannoni c’è stata morte ma anche epifania e una data simbolo è il 12 maggio 1980, data dell’assassinio del capo dell’antiterrorismo della Polizia di Venezia, il commissario Alfredo Albanese.

«Fu uno spartiacque, il giorno nel quale operai, studenti e poliziotti si ritrovarono tutti assieme a manifestare con le lacrime agli occhi in piazza Ferretto», spiega Gianluca Prestigiacomo, poliziotto e scrittore. Per Annalisa Bruni Porto Marghera è un paesaggio dell’anima nella storia di una coppia che festeggia 45 anni di nozze e parte dal Molino Stucky in un viaggio che attraversa le vicende di Venezia, Mestre, Marghera e intreccia il personale all’urbano e al politico. Giovanni Montanaro nel racconto - che pubblichiamo a lato - narra l’agonia di un padre operaio e della sua famiglia. Tra gli altri autori, Gianfranco Bettin (che si sofferma sulla parte mortale di quell’America a due passi da casa), Maurizio Dianese (sulle traversie di Gabriele Bortolozzo che sollevò il velo sulla verità della bruttezza di Porto Marghera), Sergio Tazzer (la nascita del più grande polo chimico d’Italia).

Monica Zicchiero
da Corriere del Veneto
3 marzo 2017


Le Musiche
, scelte da Claudio Tesser

Harold BuddAbandoned Cities [Harold Budd]

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<![CDATA[AQUAGRANDA in crescendo a Roma]]>

Appuntamento mercoledì 20 settembre, dopo la proiezione speciale del cortometraggio di Gianni Amelio "Casa d'Altri", a partire dalle 21,30, al Cinema Farnese con il documentario Aquagranda in crescendo, di Giovanni Pellegrini, presente alle Giornate degli Autori nel corso della 74° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Nell'ambito della 23esima edizione di "Il Cinema attravrso i grandi festival", che porta nella capitale alcune dei titoli legai alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva a Roma il film che parla della storia e della cultura di Venezia, realizzato e prodotto da una troupe di giovani, dal regista Giovanni Pellegrini, alla giovane realtà produttiva KAMA Productions di Riccardo Biadene. In seguito a Venezia74 il documentario è stato raccontato anche dalla stampa internazionale con un pezzo uscito su El Paìs. “L’acqua alta fa parte del DNA di Venezia, fin dalla sua fondazione, segue i ritmi della natura – racconta il regista - per 6 ore cresce e per 6 ore cala, solo che in alcune occasioni accade qualcosa di memorabile. Il 4 novembre del 1966 una particolare situazione meteo provocò l’acqua alta più grave della storia, con un valore di +194 cm sul medio mare e tutta la città è stata sommersa dall’acqua per quasi per 24 ore”. Aquagranda in crescendo racconta il Teatro La Fenice durante la realizzazione di Aquagranda, l’opera-evento che commemora i 50 anni dalla terribile alluvione che colpì Venezia il 4 novembre 1966. Attraverso le testimonianze di chi ha vissuto quella tremenda giornata e le interviste ai creatori dell’Opera (in primis il compositore Filippo Perocco, il regista Damiano Michieletto e i librettisti Luigi Cerantola e Roberto Bianchin), le musiche, i lavori di preparazione dello spettacolo, le impressionanti immagini di repertorio dell'archivio RAI e dell'Archivio Montanaro, il documentario narra un momento cruciale della storia della città lagunare; secondo gli autori, l'abbandono di molte case del centro storico come conseguenza dell’alluvione ha dato inizio alla trasformazione della città dei dogi in parco turistico.


L'opera Aquagranda ha aperto la stagione 2017/18 del Teatro La Fenice per volontà del sovrintendente Cristiano Chiarot e del direttore artistico Fortunato Ortombina, ed è stata recentemente insignita del prestigioso Premio speciale Abbiati 2017. A partire dal romanzo di Roberto Bianchin, “Acqua Granda. Il romanzo dell’alluvione” ogni maestranza ha contribuito a creare un’opera nuova, che parte dalla cronaca e arriva a una dimensione esistenziale, che usa il dialetto veneziano e una raffinata tecnologia nell’allestimento, che prevede lo svuotarsi di un gigantesco acquario in scena nell'evocazione del culmine dell’alluvione. Il documentario racconta la costruzione dello spettacolo, dalla ricerca dei costumi all’idea scenografica, alle prove dei cantanti con il regista, le prove dell'orchestra, del coro, dei figuranti-ballerini. Il racconto delle prove ricalca la successione delle scene dello spettacolo; il film ricostruisce l'andamento di tutto lo spettacolo, ma nelle sue diverse fasi di produzione. Aquagranda in crescendo segue il crescere dell'opera, dalla fase di ideazione al primo giorno di prove fino alla sera della prima. Ma ci sono anche immagini di archivio: “in particolare due, scattate a Piazza San Marco – racconta Pellegrini - sintetizzano come un campo e controcampo ideale le due facce contrastanti dell’alluvione del ‘66. La prima è la famosa foto che ritrae la basilica di San Marco e il Palazzo Ducale sferzati dalle onde, un’immagine apocalittica che racconta molto bene la fragilità di Venezia ed il pericolo che ha corso. Nel controcampo invece vediamo un bar allagato in cui è stata fatta entrare una gondola, e attorno ad essa un gruppo di persone sorridenti che beve il caffè. Il fatto è che per molti veneziani si trattava semplicemente di un’acqua alta un po’ più alta del solito, un avvenimento tutto sommato normale, non si poteva immaginare gli effetti che avrebbe avuto, anche perché sono stati principalmente a lungo termine”.

IL TEAM

Giovane e veneziano il team del documentario: diretto da Giovanni Pellegrini (1981), regista di documentari, cortometraggi e spot (tra gli altri “Bring the sun home” pluripremiato nel mondo), e prodotto da Riccardo Biadene (1973), anch'egli regista e autore di film documentari premiati nel mondo (tra gli altri Come un uomo sulla terra e Alain Danielou-Il Labirinto di una vita, uscito a giugno in Italia al Biografilm Festival di Bologna) con KAMA Productions, nuova casa di produzioni audiovisive orientata alla musica, alle arti performative e al dialogo interculturale. Veneti anche la montatrice Chiara Andrich e i tecnici del suono Mattia Biadene e Alessandro Romano e la produzione con Fabrizio Weiss, Valentina Lacchin, e Tommaso Santinon.


KAMA Productions è una casa di produzioni nata per favorire la discussione e gli scambi tra la cultura orientale e occidentale, soprattutto attraverso approfondimenti sulla musica e le arti performative. Kama ha coprodotto e distribuito il lm documentario “Alain Daniélou Il Labirinto di una Vita” e ha prodotto il lm documentario “AQUAGRANDA in crescendo”, sull’opera lirica AQUAGRANDA, che commemora i 50 anni dalla grande alluvione a Venezia del 1966. KAMA produce anche concerti ed eventi di arti performative (ricordiamo tra gli altri Pt. Hariprasad Chaurasia all’Auditorium Parco della Musica di Roma e le Canzoni di Tagore alla Fondazioni Cini a Venezia); coproduce inoltre il più importante festival italiano di cultura indiana, che si tiene a Roma ogni anno, il Summer Mela.

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<![CDATA[ReadBabyRead_351_Joseph_Conrad_6]]>

 
ReadBabyRead #351 del 14 settembre 2017


Joseph Conrad 
Un avamposto del progresso
La laguna

(parte 6 di 6)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
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voce: Francesco Ventimiglia


“Reggendosi con le braccia alla tuga di poppa il bianco comunicò al timoniere: «È tardi. Passiamo la notte nella radura di Arsat». Per tutta risposta il malese emise un grugnito, continuando a tenere lo sguardo fisso sul fiume. Il bianco appoggiò il mento sulle braccia incrociate e si mise a fissare la scia del battello. L'infilata delle foreste era tagliata in due dalla luce liquida del fiume: e il sole basso, abbacinante e senza nuvole, faceva brillare l'acqua come una placca di metallo. Le rive erano una cortina scura e inerte di vegetazione: non un suono, né un movimento. Ai piedi degli alberi immani i pesanti festoni delle palme nipa, che non hanno tronco, spuntavano dal fango, come pietrificati sui mulinelli scuri. Nell'aria ferma sembrava che un sortilegio avesse fissato ogni albero, ogni foglia, ogni ramoscello, ogni viticcio di liana, ogni petalo dei fiori minuscoli in un'immobilità perfetta e definitiva".


Un avamposto del progresso
di Joseph Conrad


I primi due racconti
 che Joseph Conrad pubblicò nel 1897, su due diversi giornali, vengono ora riproposti, in un unico, elegantissimo volumetto, da Adelphi (Un avamposto del progresso, 2014): scelta tanto più meritoria, in quanto, come noto, l’editoria italiana si mostra generalmente piuttosto refrattaria verso il genere letterario del racconto, o comunque di ogni narrazione che non sfami gli onnivori lettori con corposi tomi sulle cinquecento pagine, ma provi piuttosto a misurarsi nella squisita arte necessaria a sviluppare e condurre a conclusione una storia nel giro di qualche decina di pagine, al più.

Arte di cui questi due racconti, e soprattutto il secondo in ordine di pubblicazione, ma qui impaginato per primo, rappresentano già due splendidi esempi.

Nel più antico, infatti, La laguna, oltre alla raffinatezza, non aliena da toni e preziosità da prosa lirica, degli squarci descrittivi che intercalano la voce narrante, Conrad adotta per la prima volta il meccanismo narrativo destinato ad essere portato alla perfezione in molte delle sue opere maggiori: quello, cioè, per cui una parte della narrazione, naturalmente il suo nucleo più ricco di passione e d’intensità umana, viene svolta non dal narratore, ma da uno dei personaggi interni al racconto, talvolta a grande distanza, cronologica o spaziale, dal teatro della vicenda. Un espediente narrativo che rende la storia, come è facile capire, assai più coinvolgente, per il lettore, che se fosse stata narrata tutta con l’imparzialità “fotografica” del narratore onnisciente caro alla grande narrativa del pieno Ottocento.

È dunque Arsat, «un uomo giovane, robusto, con un ampio torace e le braccia muscolose», vestito appena di un sarong e «in testa, niente», che accoglie il «bianco» (nient’altro ci viene detto, di questo personaggio che si lascia facilmente interpretare come un alter ego di Conrad stesso) in viaggio sul fiume, e gli dà ospitalità per la notte. Sarà appunto la notte in cui, mentre all’interno del capanno la sua giovane donna «respira e brucia come se dentro avesse un fuoco. Non dice niente; non sente niente; brucia e basta», divorata da un male di cui non conosceremo la causa e per cui il nuovo venuto non ha portato alcuna medicina, Arsat ripercorrerà per il suo ospite occidentale la storia che lo ha condotto, per amore di quella di donna, ad abbandonare in mano dei suoi nemici la persona a lui più cara: suo fratello.

Sì che quando, all’alba, dopo che un maestoso uccello bianco si alza in volo nella luce del sole per «sparire nel blu come se avesse lasciato la terra», la donna «non brucia più», ci sembra di cogliere il senso di questo explicit imposto dal destino (essendo ormai il cielo di Conrad del tutto deserto di dei) ad Arsat: che di fronte ad esso però – nelle righe finali del racconto, mentre il «bianco» si allontana sul suo sampan – assume, da eroe già pienamente conradiano, la posa di un qualche protagonista di laicizzata tragedia greca: «Era in pedi, solo, nella luce spietata: e oltre il chiarore immenso di un giorno senza nuvole scrutava  la tenebra di un mondo senza illusioni».

La tangenza rispetto alla grande tragedia è ancora più evidente nell’altro racconto, che presta il titolo al volume, giacché i due protagonisti, dalla cui descrizione il racconto stesso prende le mosse, resteranno indissolubilmente legati uno all’altro – un po’ come poi i due ufficiali rivali attraverso i decenni, nei Duellanti – fino alla conclusione, di alto, drammatico impatto emotivo e, perché no, morale.

Meno elaborato, rispetto alla “Laguna”, sul piano della tecnica narrativa – che è, rigorosamente, focalizzata sull’esterno dei personaggi e condotta con scrupolosa sovrapponibilità del tempo narrativo al tempo dell’azione – il racconto è invece più complesso su quello dell’impalcatura ideologica. E lo dimostra il fatto che al delitto e al castigo risolutivi, oltre che da un crescendo di angoscia (l’isolamento rispetto al mondo da cui si proviene, i viveri che si rarefanno, il ritardo del battello, che giungerà, sì, nelle ultime pagine, ma solo per affrettare la sconvolgente katastrofé) misurato con la sapienza narrativa di un Conrad già perfettamente padrone dei propri mezzi, i due protagonisti vengano indotti dal lanciarsi contro una sola ingiuria, «schiavista».

Con quella parola, è come se l’imbiancatura perbenista che essi hanno cercato di darsi – uno vuol arricchire per procurare la dote all’amatissima, e poco avvenente, figliola, l’altro, per più prosaiche questioni di bolletta, e di riscatto di fronte all’intero gruppo famigliare – crollasse, e, preannunciata dall’amara ironia del titolo, non restasse che la nuda, belluina ferocia dell’essere umano: la redditività dell’avorio strappato dalla Compagnia per loro tramite ai quasi subumani nativi l’ha resa socialmente accettabile, ed essa ormai non ha più alcuna remora a scatenarsi. Fino alle estreme, tremende conseguenze: che ci prendono alla gola, come un tuffo nel nostro stesso sangue.


di Mario Massimo
da Flanerì.com, 22 dicembre 2014


Le Musiche
, scelte da Claudio Tesser

Miles DavisThe Mask [Miles Davis]
Jon Hassell/Brian EnoDelta Rain Dream [Jon Hassel/Brian Eno]
Jon Hassell/Brian EnoRising Thermal 14 16' N; 32 28' E [Jon Hassel/Brian Eno]
Jon Hassell/Brian EnoCharm (Over 'Burundi Cloud') [Jon Hassel/Brian Eno]
Herbie HancockWatermelon Man [Herbie Hancock]
Jon Hassell/Brian EnoBa-benzele [Jon Hassel/Brian Eno]
Jon Hassell/Brian EnoChemistry [Jon Hassel/Brian Eno]
Herbie HancockVein Melter [Herbie Hancock]
Jon HassellRavinia/Vancouver [Jon Hassel]

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<![CDATA["Medusa" è il ritorno della band Il Giardino dopo l'esordio di tre anni fa]]>

Il Giardino
"Medusa"
Autoprodotto

I Il Giardino da Sassari sono un quintetto che aveva iniziato come duo con Alberto Atzori alla voce e chitarra e Fabiano Musinu alla chitarra. Avevano esordito tre anni fa con “Il Mondo In Due” e adesso con anche Carlo Manca al basso e Simone Giola alla batteria sono tornati con il secondo album sulla lunga distanza “Medusa”. Un disco cantato in italiano come era stato l’esordio ma adesso ci sono in più le tastiere di Edoardo Usai e le parole sono sempre più importanti e nobilitate dalla volontà di voler lasciare un messaggio, per consigliare quasi su come sarebbe meglio fare per non soffrire. “Non fare il punk” ad esempio incita a non bere solo per far finta di essere felici e, parafrasandoli, ‘ridere di chi invece lo fa’ e si mette delle maschere invece di essere sinceri. “Anemone”, che chiude il disco e ricorda lo stile dei Tre Allegri Ragazzi Morti, racconta di chi si tiene a distanza da tutti diventando irraggiungibile: mantenendo questa piccola distanza sale la rabbia di chi vuole bene alla persona in questione ma non si riesce a raggiungere e amare, come nel film “Mia Madre” di Nanni Moretti a cui la canzone è ispirata. “Bambole di carta” è una critica all’usanza di dare un’opinione su tutto, spesso senza cognizione di causa e non pensando all’effetto finale. La sterzata chitarra/batteria iniziale dà subito un punto a loro favore nella canzone che apre il disco e che lo intitola ovvero “Medusa”: una donna capace di uccidere/ pietrificare con uno sguardo e l’innamorato si strugge perché crede che sia colpa sua la fine del rapporto e vorrebbe una motivazione ma purtroppo a volte non c’è nessuna risposta. Bravi ragazzi che cantano.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[La band milanese A Total Wall debutta con "Delivery", il primo album sulla lunga distanza]]>

A Total Wall
"Delivery"
Autoprodotto

Gli A Total Wall sono un quartetto di Milano dedito al djent metal. Dopo tre EP - di cui l’ultimo è uscito tre anni fa ‘Soundtrack For Your Honeymoon’ – è arrivato il momento dell’esordio sulla lunga distanza ‘Delivery’ che ben inquadra la band in tecnica e creatività. La versatilità della voce del cantante Gabriele Giacosa dà al gruppo quasi un doppio elemento vocale che passa dal progressive melodico al metal doom atonale e al djent. Si entra e si esce dalle viscere della terra in un’atmosfera tetra su cui battere le proprie idee che diventano dirompenti con la batteria di Davide Bertolini, il basso di Riccardo Maffioli e le chitarre di Umberto Chiroli. Diverse sfumature della rabbia caratterizzano i pezzi che hanno pochi momenti non serrati ma quando ci sono fanno diventare le canzoni quasi jazz, come in “The Right Question”, che inizia raccolta e implosa per poi aprirsi e diventare l’inferno o la stessa title track “Delivey” che nel cuore del pezzo diventa easy listening per qualche secondo. Mi piace poi il gusto hip-hop in “Reproaching Methodologies” per squarciare ogni possibilità di ribattere mettendo davanti parole su parole insultanti che creano un muro indistruttibile. La potenza e la complessità dei pezzi sono in un equilibrio gestito bene anche se questo è il debutto ufficiale, quindi solo l’inizio. Negli anni si scoprono direzioni diverse dove andare, soprattutto per ragazzi come gli A Total Wall che EP dopo EP hanno dimostrato di crescere tecnicamente e volere conoscere e scoprire novità in quanto sani e curiosi. Quindi ci portano nella condizione di fidarci su quello che sarà il disco nuovo fra qualche anno.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Suoni dal confine ]]>

La musica ci accompagna durante la nostra giornata, accende l'immaginazione, è fonte di suggestioni dolorose o, al contrario, serene. Noi diamo per scontata la sua presenza senza però soffermarci sulla sua vera essenza: il suono. Una componente fondamentale presente nella quotidianità ma che vive e si sviluppa anche ai confini della nostra esperienza uditiva. Esistono dei ricercatori che sanno come riconoscerlo e, soprattutto, sanno descriverlo. Leandro Pisano è uno di questi.

Leandro Pisano o forse dovrei dire Dottor Pisano, dietro il tuo nome si muove un universo di incarichi e iniziative culturali. La tua storia in poche righe, riesci a raccontarla?

È una storia radicata nella provincia del Sud, tra Venosa, in Basilicata, dove ho vissuto gli anni della mia adolescenza e la Valle Caudina, area di confine tra Sannio ed Irpinia e luogo di origine della mia famiglia, in cui ho cominciato a fare esperienza nell’organizzazione di piccoli eventi culturali su scala locale. Tutto ha cambiato improvvisamente prospettiva quando nei primissimi anni del nuovo secolo ho cominciato ad accostarmi alle arti digitali e a una serie di ascolti legati alla ricerca estetica di etichette come Raster-Noton, Rune Grammofon, Touch, Line e 12k ed ad artisti come Alva Noto, Ryoji Ikeda, Fennesz, Pan Sonic, Richard Chartier, Taylor Deupree o Biosphere. L’idea di portare alcuni tra questi artisti a performare nei luoghi rurali in cui vivevamo è stata la scintilla da cui è nato nel 2003 il festival Interferenze, di cui ricorre in queste settimane il quindicesimo anniversario. Da lì sono partite e si sono ramificate tutte le connessioni e le dinamiche che hanno generato un movimento di tipo geografico – da allora abbiamo presentato la nostra ricerca in più di venti stati e tre continenti in giro per il pianeta – e di ricerca, che ha prodotto nel corso degli anni festival, residenze artistiche ed altri tipi di format, fino ad arrivare alla pubblicazione del libro di cui parliamo in questa intervista.

I molti che seguono le vicissitudini legate al suono innovativo ti conoscono come fondatore e art director del ben conosciuto festival “Interferenze”. Come è nata l'idea e come si è sviluppata?

Nata come fascinazione pura rispetto agli ascolti ai quali facevo prima accenno ed alla scoperta di certe sperimentazioni artistiche in campo digitale (la software e la new media art), l’idea di Interferenze è poi stata influenzata in modo decisivo dalla dimensione territoriale del progetto. Rispetto al formato del festival di arti elettroniche, vincolato indissolubilmente - a cavallo tra i due secoli - allo spazio urbano e metropolitano, Interferenze proponeva invece una sorta di displacement, di sconfinamento atipico verso il territorio rurale. A partire dalla riflessione su questa irregolarità, abbiamo pensato che il nostro progetto potesse diventare una sorta di spazio di sperimentazione su temi come la ruralità, la comunità, l’ecologia, in intersezione con i linguaggi e i modelli culturali legati al digitale. Lavorando su questa formula, Interferenze è diventato nel corso del tempo un piccolo caso di studio nella scena internazionale, suscitando la curiosità di curatori, istituzioni ed organizzazioni, il cui interesse si è spinto fino all’invito ad organizzare un’edizione giapponese del festival, tenutasi nel 2010 a Tokyo.

Aggiungiamo un altro tassello. Nella tua bio si legge il termine “curatore”. Spiegaci.

Nel linguaggio dell’arte contemporanea, il termine “curatore” fa tradizionalmente riferimento ad una figura in grado di costruire ed attivare connessioni tra gli artisti, le istituzioni ed il pubblico. Si tratta di un ruolo che agisce, dunque, soprattutto all’interno delle istituzioni museali o delle gallerie ed intorno al quale negli ultimi due decenni è nata una questione relativa al senso stesso della sua presenza all’interno delle dinamiche dell’arte del nuovo millennio. Se penso alla definizione di questo profilo, devo dire che la mia esperienza “curatoriale” ha sovente sconfinato, configurandosi molto spesso come un lavoro in larga parte indipendente, di relazione comunitaria, spesso completamente al di fuori degli spazi e dei contesti istituzionali dell’arte. In generale, nel corso del tempo questa ricerca si è focalizzata sull’idea di territorio declinata come tema e strategia curatoriale. Tema, in riferimento alle modalità con cui insieme agli artisti abbiamo discusso e sviluppato pratiche su questioni come la relazione tra rurale ed urbano, la cartografia, l’identità, la comunità, le dinamiche coloniali; strategia curatoriale, e cioè il tentativo di sviluppare i singoli progetti in stretta relazione e dialogo con il contesto all’interno del quale essi sono stati attivati.

Quali i progetti che più ti hanno coinvolto e perché?

È difficile dare una risposta a questa domanda, nel senso che durante il mio percorso ho avuto la possibilità di lavorare a progetti che avessero sempre un significato preciso in senso strategico rispetto alla linea curatoriale e di ricerca che andavo sviluppando. Così, il livello di coinvolgimento è stato sempre alto, sia nel caso in cui mi sia trovato a lavorare a budget zero in progetti indipendenti e di scala molto piccola, come è spesso accaduto negli ultimi anni, sia quando si è trattato di collaborare con istituzioni museali riconosciute, come nel caso della mostra sulla sound art cilena che ho curato al MACRO di Roma insieme ad Antonio Arévalo poche settimane fa.

Gran parte del tuo lavoro lo svolgi all'estero, america latina in particolare. Come è nata questa relazione geografica, un'altra ennesima fuga dalla nostra penisola o una scelta dovuta ad altro?

Una delle questioni attorno alle quali si è articolata la mia ricerca di dottorato è proprio quella relativa alle voci degli artisti sonori provenienti dal Sud del mondo e in senso specifico dall’America del Sud. Nei miei viaggi di ricerca precedenti, dall’Europa agli Stati Uniti al Canada, fino al Giappone, ad Hong Kong e alla Corea, non avevo percepito tracce di connessioni o intersezioni con lavori o contributi di artisti sonori provenienti dall’area sudamericana, sia nelle sedi accademiche che nei contesti di presentazione tradizionali (gallerie, musei, festival). È da questa domanda che è nato un rapporto sempre più profondo di scambio e ricerca con quest’area, che si è sviluppato attraverso viaggi, incontri con artisti e curatori, collaborazioni con alcune istituzioni accademiche, la mostra al MACRO di cui dicevo prima e l’invito a sette artisti di stanza in Colombia, Cile, Uruguay e Peru a prendere parte alle residenze di Liminaria negli ultimi tre anni. Altri progetti sono in cantiere: la traduzione del mio libro in spagnolo da parte di una casa editrice cilena, con pubblicazione e distribuzione in tutta l’area latinoamericana e la partecipazione ad un programma speciale all’interno del progetto Encuentro Lumen nella Patagonia cilena, al quale parteciperò come curatore invitato nel novembre 2018.

In generale, al di là dell’interesse specifico per le pratiche e le riflessioni intorno al suono in area latinoamericana, mi interessa continuare a costruire questo tipo di connessioni in virtù anche dello sviluppo futuribile di una ricerca "da Sud”, anzitutto in senso epistemologico. Proprio in quest’ottica di intersezione relativa alle geografie critiche sul Sud, stiamo lavorando per esempio per portare Liminaria l’anno prossimo in Sicilia, aggiungendo un ulteriore livello alla ricerca "acustemologica” su spazi, territori e paesaggi delle aree mediterranee.

Lecture a Valparaíso, Cile, 2015

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Veniamo al suono, qual'è il tuo rapporto con questo elemento e come si è trasformato nel corso del tempo?

Partirei da un dato importante: il mio interesse intorno al suono non si è combinato ad alcun tipo di percorso di formazione “tecnica”, nel senso che non ho studiato come musicista, non sono un artista sonoro né un musicologo. Il mio approccio alla materia è stato mediato dai cultural studies e da altri tipi di letture trans-disciplinari, penso ai new media studies, alla filosofia, alla geografia critica. È una ricerca supportata da un lavoro di pratiche immersive nel suono stesso, tramite due tipi di esperienze: quella curatoriale e quella dell’ascolto riflesso attraverso la critica musicale in senso stretto, legata alla collaborazione con Blow-Up, cominciata nel 2007 e terminata poche settimane fa. L’avvicinamento alle arti sonore parte da lì, dall’ascolto di una serie di lavori di sperimentazione elettronica, per trovare definizione poi negli ultimi anni in un interesse sempre più orientato al suono come elemento materiale nei processi politici, culturali e dell’arte contemporanea.

A tal proposito mi piacerebbe sentire due parole anche sul progetto che condividi assieme ad Enrico Coniglio con l'etichetta digitale Galaverna. Una domanda che mi serve per entrare in un'area ben specifica.

Galaverna è una piattaforma di produzione di lavori sonori e visuali, nata nel 2012 dal tentativo di tradurre in un progetto una visione condivisa con Enrico intorno ad una serie di elementi estetici ed etici relativi alla produzione ed alla distribuzione di contenuti digitali. In questo senso, richiamarsi a teorie come quella del post-digitale o della decrescita ha rappresentato un modo per attivare insieme agli artisti una riflessione critica rispetto a certe modalità di creazione e diffusione di artefatti digitali nel mercato. Ma il modificarsi rapido dei contesti di riferimento, sia per quanto concerne i processi che le modalità di distribuzione e fruizione dei contenuti, ci ha recentemente posti di fronte ad una serie di interrogativi sul senso stesso del lavoro che stiamo facendo con Galaverna. L’esito di questa riflessione porterà nei prossimi mesi ad una serie di cambiamenti di direzione e di struttura del progetto, di cui stiamo al momento discutendo insieme ad Enrico.

Leandro Pisano e il paesaggio sonoro come nuova esperienza capace di contenere più realtà culturali, compresa ovviamente quella sonora. Come spiegare ad un pubblico abituato a proposte musicali tradizionali questa nuova forma di comunicazione.

Il concetto di soundscape, “paesaggio sonoro”, nato alla fine degli anni Sessanta dello scorso secolo in seno alle ricerche di Murray Schafer e della sua scuola, è stato oggetto negli ultimi anni di una serie di riletture critiche, che ne hanno messo in discussione non solo la nozione originaria di semplice ambiente acustico naturale, che comprende i suoni delle forze umane e non umane nel contesto naturale, ma anche la sua connotazione in senso musicale, come elemento talvolta armonico, per esempio nel caso di alcuni soundscape rurali. Quello che trovo particolarmente interessante in queste recenti riletture è la possibilità di ricollocare il paesaggio sonoro nel dinamismo degli spazi acustico-mediali della contemporaneità e di definire, attraverso di esso, dei percorsi che mettano in discussione il punto di ascolto antropocentrico. In questo rimescolamento di prospettiva, ogni tipo di gerarchizzazione dell’ascolto – mi riferisco a paesaggi sonori ad alta o bassa fedeltà ed in generale ad un approccio musicale più o meno colto – viene messa in questione.

Dall’altra parte, la stessa radice etimologica del termine connota il suono come elemento contiguo alla sfera visuale, attivando una molteplicità di riferimenti sensoriali e culturali che lo rivelano come contesto complesso e dinamico. In questo senso, è proprio a partire dal concetto di soundscape che si può rintracciare la possibilità di accostarsi al paesaggio, in senso lato, attraverso i suoi livelli di multisensorialità ed invisibilità.

Giungo alla parte centrale di questa intervista, dedicata al tuo libro, “Nuove Geografie del Suono – Spazi e Territori nell'Epoca Postdigitale”, da molti considerato come testo illuminante per meglio comprendere i cambiamenti in atto a livello territoriale e paesaggistico. Come sei giunto a tale pubblicazione, cosa ti ha spinto a farlo?

Nel libro converge integralmente il testo, opportunamente rivisto ed aggiornato, della dissertazione dottorale in Studi culturali e postcoloniali del mondo anglofono che ho difeso presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” lo scorso anno. L’esperienza del dottorato ha rappresentato la possibilità di dare una sistemazione accademica alla ricerca indipendente svolta a lungo negli anni precedenti e mi ha fornito una serie di elementi metodologici ed epistemologici che hanno sostanziato la mia prospettiva di studio dandole, appunto, una cornice teorica più solida.

All’interno di questo framework di ricerca, ho avuto modo di sviluppare una ricerca legata al suono inteso come strumento di indagine per comprendere quelle che sono le trasformazioni territoriali a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, in seguito all’avvento delle nuove tecnologie di comunicazione e dei processi legati alla globalizzazione. In questo senso, il suono diventa un elemento di analisi di indagine di dinamiche invisibili, impercettibili spesso allo sguardo.

Domanda iniziale che i molti non introdotti si pongono: il paesaggio e il suono, due realtà (solo) apparentemente separate, diverse, lontane. Come interagiscono e cosa possono produrre?

Credo di aver risposto in buona parte alla questione già in precedenza. Come dicevo, la radice del termine paesaggio sonoro/soundscape fa riferimento ad un contesto visualista nell’ambito del quale si articola la presenza del suono. In questo senso, paesaggio/paysage, come “ciò che si vede di...”, e suono costituiscono cioè i poli di tensione di un dualismo, quello visione/ascolto, che tende a sussumere il suono stesso nella sfera visuale. Riconsiderare in senso critico la nozione di paesaggio sonoro apre il campo ad un riequilibrio sensoriale – penso per esempio a quanto siano stati illuminanti in tal senso gli studi di Michel Serres - che parte dalla riconfigurazione del ruolo del suono all’interno del contesto del paesaggio. Questo processo implica anche una possibile riconsiderazione del lessico tradizionalmente adoperato dai sound studies, in relazione per esempio all’uso di soundscape o “ecologia acustica”, che richiede – a mio parere - non l’abbandono verso nuove terminologie, ma piuttosto un rinnovamento linguistico che passa attraverso un processo di riflessione e di rilettura concettuale.

Visto da fuori, sembra un'operazione, un progetto destinato ad un pubblico abituato al linguaggio cattedratico. Il libro stesso non è di facile consultazione per chi non possiede gli strumenti necessari. Ti sei posto il problema della semplificazione del messaggio durante la stesura del testo? A chi è rivolto il tuo lavoro?

Il libro è diviso tre capitoli e solo il primo, che pone le basi teoriche per il resto della trattazione, può essere ostico alla lettura per chi non è addentro ai temi del suono in senso stretto, ma è in ogni caso essenziale perché va a colmare, almeno nelle intenzioni, un vuoto bibliografico esistente in Italia su certi argomenti. Gli altri due capitoli sono decisamente più scorrevoli: in generale penso che questo libro, nell’attraversare tramite il suono territori trans- ed interdisciplinari – dalla filosofia alla geografia, dall’antropologia agli studi culturali - possa riscontrare attenzione da parte di lettori che hanno background, interessi, vocazione e provenienze disparate.

Si pronuncia poco la parola Musica, in queste pagine. Si preferisce usare il termine Suono o meglio, Sound Art. Cerchiamo di spiegare la diversità tra le due esperienze: musica e sound art.

In realtà i due elementi, quello musicale/musicologico e quello della sound art non vengono presentati mai in modo antitetico all’interno della trattazione, quanto piuttosto in tensione tra di loro, con l’idea di non mettere in opposizione due domini disciplinari differenti, nel tentativo di ibridarli per arricchire ciascuno di essi di questioni, prospettive ed approdi nuovi o inattesi. D’altra parte, è vero che una delle riflessioni da cui muove il libro è la possibile messa in discussione dello status minoritario della sound art rispetto alla musica e del suo ruolo di appendice nel dominio delle arti visuali. Questo lavoro di decostruzione poggia dunque su un’ipotesi di allargamento del campo di indagine del sound studies, in un’ottica che libera il suono da ogni subalternità disciplinare nei confronti della musicologia, producendo una moltiplicazione dei livelli di contatto ed intersezione del suono stesso con altre discipline: la filosofia, prima di tutto. È questo uno dei punti più delicati del libro, quello che più ha suscitato discussioni, affrontate in maniera serrata con alcuni musicologi nel corso delle diverse presentazioni in giro per l’Italia nelle scorse settimane. L’idea è quella dell’affermazione della possibilità di un ascolto altro, al di fuori delle coordinate e delle articolazioni musicali, soprattutto quelle della musica ‘colta’.

Può il termine soundscape esser la risposta alla crescente mancanza di innovazione in campo musicale? Potrà contribuire a risollevare la stanchezza nell'ascolto percepita dai più attenti fruitori di innovazione sonora?

Non so. Credo si tratti alla fine poi di percorsi, di traiettorie d’ascolto molto personali. Per quanto mi riguarda, proprio la stanchezza verso un certo tipo di proposte che invece mi avevano entusiasmato negli ultimi due decenni, insieme naturalmente ad un interesse specifico e crescente per alcune pratiche estetiche maturato - per così dire - sul campo, mi hanno spinto sempre di più verso “altri” tipi di territori.

Leandro Pisano con Taylor Deupree, Pedro Tudela, Miguel Carvalhais ed Aurelio Cianciotta a Barsento Mediascape 2013

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Tornando alle tue pagine, esattamente alla 160, si legge: “Il sound artist non si appropria della comunità politicamente o simbolicamente ma, servendosi della forza concreta del suono, contribuisce alla 'liberazione' del paesaggio sonoro della comunità, insieme ad essa, rendendolo spazio attivo al di fuori dalla rappresentazione, dalla referenza, dalle verità oggettive e lo articola come un ambiente fluido (…) nel quale è possibile inscrivere nuove storie, nuove narrazioni, che rimettono in circolo attraverso le pratiche del suono e dell'ascolto elementi già esistenti ed in circolazione nel paesaggio stesso”. Credo che questo passaggio tratto dal capitolo dedicato agli spazi sonori della ruralità, racchiuda gran parte delle intenzioni progettuali legate a questa ancora nuova modalità di ascolto. Potresti tradurre concretamente quanto scritto?

Queste righe sono estrapolate da una riflessione ampia, oggetto di trattazione del terzo capitolo, che riguarda le dinamiche di interazione tra comunità ed artisti sonori, con riferimento specifico ad una serie di pratiche sviluppate nelle aree rurali ed analizzate nel volume. Il punto di partenza è la possibilità di considerare il territorio rurale stesso come un laboratorio culturale in cui riassemblare, attraverso questa interazione, pratiche ed elementi culturali che sono già esistenti. Non più luogo nostalgico, il territorio rurale emerge, attraverso le pratiche dell'arte (sonora) e di un ascolto “profondo”, come uno spazio critico in cui mettere in questione il significato di termini come "comunità" o "identità" ed individuare nuove modalità di traduzione anche rispetto alle tradizioni. L’incontro tra artisti e comunità, attraverso processi temporanei e imprevedibili di traduzione, lascia riaffiorare frammenti di un passato che si apre alle voci ed alle risonanze del presente, alimentando un processo nel quale, a partire dalla rielaborazione dell’attuale, si può re-immaginare il territorio come un “paesaggio diverso”, al di fuori dei luoghi comuni di una ruralità ereditata e posta ai margini dai discorsi della modernità. Ascoltare, in questo senso, prelude alla possibilità di “riguardare” il proprio territorio con occhi diversi, adoperando una metafora usata da Franco Cassano.

Un altro passaggio che ho trovato interessante è quello riguardante il sound mapping e il field recording in relazione a forme di ascolto legate alla consapevolezza di classe. Amerei una tua spiegazione.

Più che di consapevolezza di classe, io parlerei di subalternità e differenze. Come ha scritto Chantal Mouffe, il suono ci mette di fronte all’“ineradicabilità” delle differenze. Lo spazio uditivo, in quanto libero da frontiere in senso visuale, si rivela come un ambiente particolarmente produttivo nel quale pensare alle identificazioni ed alle disarticolazioni culturali – non solo nei discorsi orali e musicali, ma anche nel più ampio contesto del paesaggio sonoro in cui siamo immersi. Al di là di un approccio puramente musicale, la cultura del suono, considerata nel senso più ampio possibile del termine, può potenziare le relazioni inter-culturali, favorire incontri e forme di traduzione culturale, configurare le pratiche di attraversamento dei confini, contribuire a ridefinire i discorsi sul genere, la razza e la differenza e dando nuovo significato a concetti come “identità” e “comunità”.

La suddivisione che fai tra i 'luoghi abbandonati del suono' e 'gli spazi sonori della ruralità'. mi ha particolarmente interessato. Ti ascoltiamo.

Più che una suddivisione, si tratta – di nuovo – di un attraversamento di geografie e dei territori che emergono dal contesto post-globale: aree rurali, luoghi abbandonati, zone ai margini affiorano attraverso modalità di ascolto e pratiche artistiche che le rivelano come spazi “aumentati”, sia dal punto di vista sensoriale che delle risonanze del pensiero. In questo senso, il suono non è semplicemente un linguaggio o uno strumento, ma piuttosto un metodo ed un dispositivo di indagine che invita a riconsiderare l’esperienza e la conoscenza dei luoghi secondo modalità differenti rispetto a quelle mediate dalle categorie del pensiero della modernità. Quanto ai luoghi abbandonati del suono, e cioè quelli che rientrano nel Terzo Paesaggio Sonoro ed agli spazi sonori della ruralità, essi vengono letti come ambienti di conflittualità e problematicità riverberata sul territorio e nello spazio sociale. L’ascolto, all’interno di essi, rende udibile tutto ciò che è invisibile, assente, intangibile, residuale in una sorta di geografia delle rovine: in questo senso, l’attraversamento sonoro palesa un’attenzione “ecologica”, o “ecosofica”, nel momento dell’incontro con il territorio.

Esiste una componente utopica all'interno di questo pensiero o, anche in base alla tua notevole esperienza sul campo, hai assistito a reali cambiamenti o per ora si tratta solo di enunciazioni?

Credo che l’impatto di questo tipo di pratiche e riflessioni sia legato ad una serie di questioni, che sono alla base dell’analisi su cui si costruisce il mio libro: è possibile che le pratiche artistiche sonore producano in qualche modo tensioni “agonistiche” rispetto alle forme egemoniche di soggettivazione, mettendo in discussione le dinamiche di dominazione? Possono aiutarci a rendere percepibili “altre” posizioni, nel momento in cui ci costringono a pensare e a sentire, a continuare ad apprendere? Se la risposta a queste domande è affermativa, allora possiamo, come scrive Owen Hatherley, “cercare di scavare l’utopia”.

Dovessi riassumere illustrando fisicamente la materia, che suoni intesi come supporti discografici e altre letture ci proporresti?

 Cinque lavori discografici:

- Chris Watson, “El Tren Fantasma”, Touch (2011);

- Angus Carlyle & Rupert Cox, “Air Pressure”, Gruenrekorder (2012);

- Budhaditya Chattopadhyay, “Landscape In Metamorphoses”, Gruenrekorder (2007);

- Peter Cusack, “Sounds from Dangerous Places”, ReR Megacorp (2012);

- Francisco López, “Wind (Patagonia)”, and/OAR (2007).

Cinque libri:

- Salomé Voegelin, Sonic Possible Worlds, Bloomsbury, London/New York 2014;

- Anja Kanngieser, Experimental Politics and the Making of Worlds, Ashgate, Farnham 2013;

- Brandon LaBelle, Acoustic Territories. Sound Culture and Everyday Life, Continuum New York, NY 2010;

- Gilles Clément, Manifeste pour le Tiers paysage, Éditions Sujet/Objet, Paris 2004;

- Franco Farinelli, La crisi della ragione cartografica, Einaudi, Torino 2003.

Chiudo con una domanda “filosofica”: cos'è per Leandro Pisano l'esperienza d'ascolto

Semplicemente, l’esperienza dell’ascolto è un atto di contatto e di immersione nel mondo ed allo stesso tempo un atto di affermazione su più livelli: culturale, sociale, politico.

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<![CDATA[Godblesscomputers - Solchi, manciata di groove e ricordi]]>

Cammino per la città di Padova in questo inizio settembre a tratti uggioso, e mi chiedo cosa sia rimasto dell’estate. Una manciata di pratiche di lavoro e di festival, in particolare Sherwood, tanti concerti e bicchieri vuoti. Un libro sui Ramones ancora da finire e la saga manga L’Attacco dei Giganti iniziata.

Sono ricordi. Ad ogni fine stagione, naturale ed umana, la testa si affolla di ricordi, e mi incasina, ma quest’anno è diverso. È un “mai più”: mai più caos e successivi repentini sbalzi d’umore, melanconia e incertezze.

Se prima essi serviano a generare confusione, pur nella loro piacevolezza, ora sono propedeutici a creare ordine; a sistemare le esperienze nella libreria di un’esistenza normale, senza accadimenti eccezionali, ma sempre volta alla ricerca di un miglioramento costante. Personale e nei rapporti con gli altri individui.

Questa è la tiepida razionalità che mi evoca il nuovo lavoro di Godblesscomputers, Solchi. Solchi (forse) come ricordi, come segni di vita che si imprimono indelebilmente e che nella maturità dei trent’anni impari a convertire in qualcosa di positivo, senza essere più esacerbato dai riflussi infausti di questa trasformazione.

Non sono accecato, nell’ascoltare, da attimi di gioia immensa seguiti da un vuoto di eccitazione. Non rimango nemmeno semi-indifferente (ci mancherebbe!). Latitudine e longitudine stanno altrove, è una lunga camminata assopita, avvolta dai suoni ovattati di dischi dai timbri caldi, dischi di strada e di casa. Dentro c’è un intero mondo di black music: soul, funk, R&B nel tocco e hip hop nelle batterie. Ci sono perfino la Giamaica e il dub.

Ricordo ancora quando due anni fa intervistai Lorenzo poco prima dell’uscita di Plush and Safe, e ascoltando adesso Solchi mi rendo conto dei cambiamenti dettati dal trascorrere del tempo. Plush and Safe coglieva un certo distacco riflessivo e poetico traducendolo in elettronica, una dimensione dove il ruolo di spettatore era ancora forte, oggi sembra Godbless abbia deciso di mettere le mani avanti e di fare il suono del tutto suo. Per questo motivo, pur essendo differente dai precedenti lavori, il nuovo Lp mantiene intatta la cifra stilistica, espandendola. Non la definirei una sperimentazione ma una naturalissima evoluzione, ordinata e consapevole.

Dell’intera scaletta Adriatica mi colpisce particolarmente per le pennellate di jazz che ben si adagiano sul selciato, evocando qualcosa di recondito e difficilmente identificabile ma che ha molto a che fare con i nodi alla gola sciolti quando si decide agire, e lasciare andare. “Mai più”.

Solamente Freddo, brano conclusivo, per assurdo, cita echi passati, divenendo un’ultima occhiata al libro delle fotografie, poco prima di chiuderlo.

Non so perché l’album, infine, pare parlare di figli e genitori, e di figli che diventano genitori idealmente, acquisendo quella sicurezza e quell’amorevolezza latenti, nel pensiero e nell’azione, capaci di permeare ogni gesto quotidiano e di distinguere (forse) un ragazzo da un adulto.

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Il bel video del singolo Just Slow Down:

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