<![CDATA[ home | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it <![CDATA[Alborosie allo Sherwood 2018]]>


Martedi 03 Luglio 2018

Sherwood Festival in collaborazione con BomChilom Sound presenta:

Alborosie

& The Shengen Clan Band

In tour con il nuovo disco prodotto assieme ai "The Wailers"

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

Prevendite 20 € + d.d.p.

Ingresso 20 € alla porta



Acquista in prevendita su www.sherwood.it
Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

Clicca sul box giallo a destra


Prevendite disponibili anche su:

www.ticketone.it


Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare


Alborosie, il cui vero nome è Alberto D’Ascola, è nato a Messina, Sicilia. Durante l’adolescenza trascorsa a Milano, fa parte di diversi gruppi per poi unirsi ai ‘Reggae National Tickets’, che girano regolarmente l’Europa in tour nella seconda metà degli anni 90. Un giorno, quando la band viene invitata a suonare in Giamaica, Alborosie, ispirato dagli eventi, decide di lasciare il gruppo e cambiare la sua vita. Ben presto si ritrova a vivere in Giamaica e a lavorare come ingegnere ai Gee Studios di Portland, dove si trova a contatto con molti notevoli artisti giamaicani e non solo. Da appassionato studioso di musica giamaicana è affascinato dalle tecniche di registrazione analogiche e impara a suonare diversi strumenti (come chitarra, basso e tastiere).

Oggi il suo Shengen Studio i piedi delle colline di Kingston, contiene apparecchiature un tempo appartenute a personaggi come King Tubby e Coxsone Dodd. E’ qui che Alborosie si immerge nel passato della musica reggae e crea l’essenza del suo sound rivoluzionario: per questo motivo rappresenta la nuova entusiasmante era del reggae.

Alborosie ha prodotto un buon numero di album acclamati dalla critica: non solo ‘Soul Pirate’, disco di debutto, ma anche ‘Escape To Babylon’ (2009), ‘2 Times Revolution’ (2011), ‘Sound The System’ e ‘Dub The System’ (2013), ‘Alborosie Meets King Jammy -Dub Of Thrones’ (2015) e infine 'Freedom & Fyah'.

Per il 2018 è prevista l'uscita del nuovo disco che vedrà la collaborazione con alcuni dei membri originali degli Wailers, la leggendaria band che ha accompagnato la carriera musicale di Bob Marley. Infatti, sarà un disco composto da tredici tracce prodotte e registrate da Alborosie con l’ausilio dei membri del gruppo citato poc’anzi.

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<![CDATA[Alice In Chains allo Sherwood 2018]]>


Giovedi 28 Giugno 2018

Alice In Chains

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 22.00

Prevendite 35 € + d.d.p.

Ingresso 40 € alla porta



Acquista in prevendita su www.sherwood.it
Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

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Prevendite disponibili anche su:

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www.fatickets.it


Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare


Tornano in tour e con un disco nuovo i capostipiti del grunge mondiale: Alice In Chains. La storica band guidata da Jerry Cantrell, attualmente in studio di registrazione a Seattle per completare il nuovo album, ha programmato il tour che li vedrà headliner in Europa la prossima estate. In Italia, la formazione è attesa giovedì 28 Giugno allo Sherwood Festival di Padova. Biglietti in vendita a partire dalle ore 10.00 di Lunedì 29 Gennaio.

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<![CDATA[Coez allo Sherwood 2018]]>


Venerdi 22 Giugno 2018

Coez

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Sherwood Festival 2018
Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood18


Apertura cancelli: ore 19.00

Inizio concerto: 21.00

Prevendite 22 € + d.d.p.

Ingresso 25 € alla porta

Acquista in prevendita su www.sherwood.it
Eviti le code
Ti assicuri l'ingresso anche in caso di Sold Out
È facile e sicuro

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Prevendite disponibili anche su:

www.ticketone.it


Al termine del concerto ingresso 1 € può bastare

Il caso discografico italiano del 2017.
Un disco cresciuto mese dopo mese che ha raggiunto il doppio disco di platino.
Un singolo da oltre 30 milioni di stream su Spotify.
Un video da oltre 50 milioni di visualizzazioni su YouTube.
Un tour estivo che ne ha decretato la grandezza.
Un tour invernale con 28 date tutte sold out ancora prima di partire che si è concluso facendo esplodere per ben due volte il PalaLottomatica a Roma.
Coez e le ultime 12 date in tutta Italia.


Un saluto a tutti i fan vecchi e nuovi, portando in giro con la band le hit di tutti i suoi dischi.

12 concerti per fare un bel casino, per un’ultima volta, tutti insieme (prima del disco nuovo).

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<![CDATA[Biglietti per lo Sherwood Festival 2018]]>

Sul sito di Sherwood è attiva la vendita ON LINE dei tickets di ingresso.

Per acquistare i ticket è necessaria la registrazione e seguire la procedura indicata.

Gli utenti, al termine dell'operazione, dovranno stampare un voucher che consegneranno in un ingresso dedicata per ritirare il biglietto e accedere immediatamente all'area concerti.

Se riscontrate dei problemi durante la fase di acquisto, scrivete a ticket@sherwood.it

Perchè acquistare i biglietti on line
direttamente sul sito di Sherwood?

Perchè eviti le code usando gli ingressi dedicati;
Perchè è facilissimo sicuro.

Clicca sui box gialli qui a destra


I box a lato compariranno quando saranno attive le prevendite;

I biglietti saranno anche disponibili al botteghino.

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<![CDATA[Venezia Hardcore Fest 2018]]>

Sabato 12 MaggioCentro Sociale Rivolta Via F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Venezia Hardcore Fest 2018

VI Edition

25 Bands // 2 Stages

Merchandising Area | Skateboarding | Vinyls | DIY

Pizza | Meat | Vegetarian & Vegan Food

Venice Hardcore Festival is a 100% DIY festival born 6 years ago. The aim of the festival is having the underground scene sticking together for a day with music, skateboarding, art & illustrations and tattoo artists.

This festival is run by volunteers and every year we do our best to add something new and improve our offer. We want to make sure people have a great time, but this depends on you as well, so enjoy the festival, make some new friends, have fun but PLEASE respect each other and respect the staff & venue which is hosting you!


Ingresso 12 €

Prevendite 10 € (presto disponibili)

Bands:

Integrity (USA)

The Secret (First show in 3 years)

Raw Power

The Varukers (UK)

Not On Tour (ISR)

Bull Brigade

The Rememberables (USA)

Second Youth

360Flip

Hotel & Hostel:

Book your room here > https://goo.gl/eLzDXh
Camping here > https://goo.gl/Kwqxtj


How to get to VEHC Fest:

By Car: Mestre/Marghera highway toll, the venue is 5 mins away from there.

By Train: Venezia Mestre station - the venue is 10 minutes away by walking.

Flixbus: In a month you will find all the rides available from the biggest

European cities and from Italy as well. Book yours at:

Germany (http://www.flixbus.de)
Italy (http://www.flixbus.it)

By Plane: Select Venezia Marco Polo (VCE) or Treviso Sant'Angelo (TSF) as destination. Each airport is less than 30 minutes away from the venue and the hostels linked above - well served by public transports.


Info:

There will be a limited amount of early bird tickets up on the internet with some special gift for the ones who will get it.

Support us and feel free to get in touch if you want to take photos, videos are any general inquire: venicehardcorefest@gmail.com

One love.

Venice Hardcore Crew

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<![CDATA[The Zen Circus al Rivolta]]>

Sabato 28 AprileCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera

The Zen Circus

Presentazione del nuovo disco "Il fuoco in una stanza"

www.facebook.com/thezencircus

www.instagram.com/zencircus


Apertura cancelli ore 20.00

Inizio live ore 22.00


Ingresso 17 € - No prevendite

I biglietti si acquisteranno direttamente in cassa all'apertura dei cancelli.
La location è molto capiente quindi non c'è rischio di sold out.

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.


Il 2 Marzo uscirà "Il fuoco in una stanza", il nuovo album per Woodworm Label / La Tempesta / Artist First

Seguiranno 7 concerti, 7 feste incredibili dove i brani del nuovo disco conviveranno insieme ai grandi classici del circo zen.

Vietato mancare, sarà bellissimo.

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<![CDATA[VENYL - 6ª Fiera del Disco di Venezia ]]>

Sabato 21 Aprile & Domenica 22 AprileCentro Sociale Rivolta Via F.lli Bandiera 45, Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


VENYL

Fiera del disco Venezia

www.facebook.com/fieradiscovenezia

6ª Edizione

21 Aprile - 15.00-22.00 / 22.00-04.00 - Ingresso 3 €

22 Aprile - 10.00-20.00 - Ingresso 3 €

Dopo la scorsa edizione abbiamo capito due cose …
La prima, che una sola giornata non basta, ecco che in questa edizione le giornate saranno due. La seconda che vi piace sì il vinile, ma anche la festa. Abbiamo perciò pensato di esagerare.

Sabato dalle 15 alle 22 e domenica dalle 10 alle 20 la fiera sarà aperta al pubblico, con ancora più espositori … 50 tra i migliori espositori in Italia (e qualche estero) riempiranno oltre 300 metri lineari di banchi dando spazio a tutti i generi musicali in tutti i formati (33/45 giri, mix, cd, tapes). Come la scorsa edizione sarà presente sia la lotteria gratuita (regaleremo a 5 fortunati 5 bei dischi) sia il servizio lavaggio dischi con macchine professionali. Confermiamo ai piatti fin da ora il collettivo The Obscure Music Club, oramai resident djs del nostro evento. Per la line-up completa dovrete aspettare qualche settimana.


Alle 22 di sabato invece la fiera chiude i battenti

e si comincia a far festa fino alle 4.00:

Venyl Night / Only Vinyl Dj Set

A breve seguiranno news e la line-up completa.

● Ingresso 3 € a giornata (gratuito per i bambini fino ai 12 anni)
● Ampio parcheggio gratuito
● 10 minuti a piedi dalla Stazione di Venezia/Mestre
● Bar sempre aperto per tutta la giornata.
● Pizzeria e Osteria con prodotti a km/0.
● Birre artigianali e vini del territorio

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<![CDATA[Cosmo al Rivolta]]>

Sabato 14 AprileCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera

Cosmo

con il nuovo disco "Cosmotronic"

www.facebook.com/cosmoitaly


Apertura cancelli ore 20.00

Ingresso 20 € - No prevendite

I biglietti si acquisteranno direttamente in cassa all'apertura dei cancelli.
La location è molto capiente quindi non c'è rischio di sold out.

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.

DNA concerti

42Records


L'uscita di Turbo, il nuovo singolo di Cosmo, annunciato a sorpresa con un post su Facebook e diecimila flyer distribuiti a Milano, Roma e Bologna, anticipa la pubblicazione di Cosmotronic, il nuovo album di Cosmo in uscita il prossimo 12 gennaio 2018 per 42 Records/Believe.

Il disco sarà presentato con un tour omonimo di otto date speciali che porterà Cosmo a esibirsi nei più importanti live club e discoteche italiane. Quello di Cosmotronic, infatti, non sarà solo un normale concerto ma un party itinerante che conterrà sì il nuovo live di Cosmo ma anche dj special guest che si esibiranno nelle varie date dando vita a una vera e propria festa che inizierà alle nove di sera e proseguirà fino a notte fonda.

Turbo è il nuovo singolo di Cosmo, una canzone veloce, ritmata, allegra ma al tempo stesso anche politica.Un viaggio saltellante in quello che è il cosmo-pensiero. Usando le parole dello stesso Marco "Turbo nasce dalla potenza di un frammento musicale siriano. Tutto si sviluppa a partire da quel campionamento. Il resto viene da sè, spontaneamente, come un sasso che rimbalza e rotola giù da un pendìo. Il ritmo, il testo, la risata, tutte le idee deliranti che sono contenute. La realtà e la fuga dalla realtà, l’esotico e il meccanico, la merda e il ballo. Questa canzone è un frullatore con un motore turbo. E in qualche modo ci siamo dentro tutti.”


Cosmo

Marco Jacopo Bianchi, già leader e fondatore dei Drink to Me, una delle cult band più amate dell’underground italiano, è esploso nell’estate del 2016 grazie al singolo “L’ultima festa”, il brano che dà il titolo al suo ultimo album e che ha letteralmente dominato l’airplay delle radio italiane fino ad arrivare al Disco d’oro. Grazie a un tour di più di 88 date, una vera e propria marcia trionfale scandita a colpi di sold out, ha vissuto da protagonista anche buona parte del 2017, grazie al successivo singolo Sei La Mia città.

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<![CDATA[Real Rockers (Macro Marco, Ensi, Moddi, Mad Kid)]]>

Sabato 14 AprileCentro Sociale Occupato PedroVia Ticino, 5 - Padova


BomChilom Sound presents:

Real Rockers

www.facebook.com/realrockersofficial

Team 2° Classificato al RedBull Culture Clash 2017

Macro Marco

www.facebook.com/macromarco.official

Ensi

www.facebook.com/ensiofficial

DJ Mad Kid

www.facebook.com/madkidofficial

Moddi MC


alongside

BomChilom

www.facebook.com/bomchilom

Pupa Giarret

www.tinyurl.com/PupaGiarretSound


Apertura cancelli 22.00

Ingresso 10 Euro


Nati in occasione del “Red Bull Culture Clash 2017” svoltosi a Milano, Barona, una competizione dove quattro super crew di provenienza musicale diversa si sfidano usando le le loro diverse attitudini nel fare musica, i Real Rockers sono connotati da una forte sfumatura caraibica.

Questa squadra di professionisti della consolle è composta da quattro veri mostri sacri:

Macro Marco: Vincitore del “Red Bull Culture Clash 2014”. Padre dell’etichetta musicale MacroBeats, produttore per artisti come Boom Da Bash, Konshens, Gappy Ranks e tantissimi altri. Noto per le sue selezioni musicali Macro è considerato ormai da anni un dj di altissimo livello.

Ensi: Un personaggio che davvero non necessita presentazioni, un rapper rispettato da tutti, un talento del freestyle che ha deciso di mettersi alla prova affrontando questa avventura.

Mad Kid: Le sua abilità nel mixare perfettamente ogni genere musicale gli hanno valso il nome di “Juggling Maestro”, da anni pilastro della scena Dancehall e Reggae è uno dei dj più attivi sul suolo italiano e non solo.

Moddi: Un vero veterano della scena. Calca i palchi praticamente da sempre, le sue capacità di improvvisazione lo rendono l’mc che ogni dj vorrebbe al suo fianco, fra i molti con cui ha collaborato Madkid e Macro sono una costante, questo fa si che l’intesa fra loro sia eccezionale.

Con la loro esperienza ed una selezione a base di Dancehall sfumata di Rap e Reggae condita da una valanga di dubplate stellari come quelli di Ward 21, Konshens, Spice, Aidonia, Romain Virgo (solo per citarne alcuni) hanno raccolto numerosi consensi all’ultima edizione del Red Bull Culture Clash.

Un'occasione da non perdere!!!

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<![CDATA[Worries In The Area 4: MaGash VS Triggafinga]]>

Sabato 17 Marzo 2018C.S.O. PedroVia Ticino, 5 – Padova


BomChilom Sound presents:

Worries In The Area 4

Dubplate Soundclash


"1-2-3 Badda Dan" 2017 Winner:

MaGash Int'l

(Svizzera)

FB Page: www.tinyurl.com/MaGashIntl


Versus

"Amsterdam Soundclash" 2017 Winner:

Triggafinga Int'l

(Grecia/Italia)

FB Page: www.tinyurl.com/TriggaFingaIntl


Apertura Cancelli: 22.00

Inizio Clash: 24.00

Ingresso: 15 Euro

Informazioni:

worriesinthearea@gmail.com
www.facebook.com/worriesinthearea
www.facebook.com/bomchilom


Come raggiungere la location:

In auto: 
Coordinate GPS - 45.424044, 11.870459

In treno: 
(Per info sugli orari: www.trenitalia.com) Stazione Padova Centrale, imboccare il sottopasso e prenedere "Uscita Arcella", girare a sinistra e proseguire per circa un chilometro su via Annibale da Bassano finchè sulla sinistra si trova Via Ticino (davanti al benzinaio ERG).

In aereo: 
Padova è facilmente raggiungibile dall'Aeroporto di Treviso (TSF) e da quello di Venezia (VCE) con bus di linea BUSITALIA (www.fsbusitalia.it). Dall'Autostazione di Padova entrare nella Stazione dei treni, imboccare il sottopasso e seguire le indicazioni riportate nel punto precedente.


Dove dormire:

Hotel Giovanni
Via Terenzio Mamiani, 17 – Padova
www.hotelgiovanni.it
+39 0498073382
2,6 km dalla location / from the venue

Bed and Breakfast Gioia
Via Pietro Liberi, 10 - Padova
www.bbgioia.com
+39 3930116407
874 mt dalla location / from the venue

Hotel Casanova
Via Annibale da Bassano, 45 - Padova
www.hotel-casanova.it
+39 0498643889
304 mt dalla location / from the venue

Hotel Al Cason
Via Frà Paolo Sarpi, 40 - Padova
www.hotelalcason.com
+39 049662636
670 mt dalla location / from the venue

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<![CDATA[Link Up In The Area 2018]]>

Venerdi 16 MarzoCentro Sociale Occupato Pedro Via Ticino, 5 - Padova

BomChilom Sound presents:

Link Up In The Area 2018

Worries In The Area Soundclash 4 Pre Clash Link-Up

International Reggae Dancehall Juggling Night


longside:

Souljah1 Sound (Bermude/U.K.)

www.facebook.com/souljah1muzik

Kali Bandulu (Milano - ITA)

www.facebook.com/KaliBanduluOriginal

Ironshirt (Fieberbrunn - AUT)

www.facebook.com/IRONSHIRTSOUND

Royal Marx (Northampton - U.K.)

www.facebook.com/RoyalMarxSoundsystem

BomChilom (Padova - ITA)

www.facebook.com/bomchilom

Sungun (Kempten - DE)

www.facebook.com/sungunsoundsystem

Omar MC & DJ Artin (Perugia - ITA)

www.facebook.com/omar.m.c.akhrif
www.tinyurl.com/ArtinDj

Banpay Crew (Firenze - ITA)

www.facebook.com/banpaycrew

Serious Thing (Milano - ITA)

www.facebook.com/seriousthingmilano

Huntin' Sound (Gorizia - ITA)

www.facebook.com/huntinsound

Jungle Army (Bologna - ITA)

www.facebook.com/junglearmy

Calabash (Milano - ITA)

www.facebook.com/calabash.crew

Zion Cuts (Venezia - ITA)

www.facebook.com/zioncutssound

Jimmy Splif (Modena - ITA)

www.tinyurl.com/JimmySplif

Mujina Crew (Cosenza - ITA)

www.facebook.com/mujinacrew

Kuntabunt (Wuppertal - DE)

www.tinyurl.com/Kuntabunt

Dalle 18.00 alle 3.00
Ingresso: 3 Euro
Pizza / BBQ w/ Jerk Chicken / Drinks

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<![CDATA[St. Patrick's WeekEnd in Marghera Vol. 02]]>

Venerdi 16 e Sabato 17 Marzo 2018Centro Sociale Rivolta Via F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltmarghera


St. Patrick's WeekEnd in Marghera Vol. 02

Birre artigianali, Cibo a KM0, Rugby e ottima Musica!!!!


Venerdi 16 Marzo

Dalle ore 19.00 - Ingresso gratuito

Ore 19.00 - Aperitivo
Ore 20.30 - Inizio Cena

Cena a base di birra

A breve vi comunicheremo il menù, il costo e apriremo le prenotazioni

Prenotazione obbligatoria entro le ore 21.00 del 14 Marzo
scrivendo a: info@centrosocialerivolta.org


Dalle ore 22.00 - Ingresso 3 Euro

Soul Friday 2.0 - Special Edition

www.facebook.com/SoulRiotMusic

Edizione speciale di #SoulFriday per il "St. Patrick's WeekEnd in Marghera Vol. 02"!!! Per l'occasione la serata si svolgerà nell'hangar del Rivolta, che sarà allestito per farvi ballare e per far scorrere litri di ottima birra.

Una nuova formula, ma sempre con lo stesso stile per portare un po' di sano HIP-HOP!! DjSet con le classiche hit e con le nuove scoperte per rinfrescare il party!

In consolle rigorosamente sui Technics:

DJ Tech / Shootist / DJ Rich / Paina

+ Special guest!


Sabato 17 Marzo

Dalle ore 12.30 - Ingresso gratuito

Proiezione della partite

del "6 Nazioni di Rugby"

Ore 13.30 - Italia VS Scozia
Ore 14.45 - Inghilterra VS Irlanda
Ore 17.00 - Galles VS Francia


Dalle ore 20.00 - Ingresso 5 Euro

Lennon Kelly Live

Presentazione del nuovo disco "Malanotte"

www.facebook.com/lennonkelly23


Inizio live ore 23.00

Prima e dopo il live Dj-Set

All'interno del Rivolta potrai trovare:

- Pizzeria e Osteria aperte con pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori locali
- Birre artigianali e Vini del territorio
- Proiezione delle partite del 6 Nazioni di Rugby

e molto altro ...

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<![CDATA[Mercato Genuino Clandestino Marzo]]>

Domenica 11 MarzoCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Mercato dei Produttori di

Genuino Clandestino

Comunità in lotta per l'autodeterminazione alimentare

www.facebook.com/GenuinoClandestino

+ Artigianato locale


Ore 15.00

Proiezione della partita del
"6 Nazioni di Rugby"

Galles vs Italiia


Ingresso gratuito

La sperimentazione di un modello di economia che impegna reciprocamente produttori, artigiani e consumatori per sovvertire le catene di distribuzione, ridurre la distanza alimentare, valorizzare le relazioni sociali, sensoriali e gustative. Per noi realizzare la sovranità alimentare nelle città significa difendere la piccola agricoltura contadina nelle campagne creando una relazione diretta tra chi produce e chi consuma.

Presso l'Osteria del Centro Sociale Rivolta potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.

** In caso di pioggia l'evento si terrà al coperto **

Il prossimo appuntamento con Genuino Clandestino
sarà Domenica 25 Marzo al CSO Django di Treviso.

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<![CDATA[All You Can Dance | Marghera Ed. 03]]>

Sabato 10 MarzoCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera

All You Can Dance

Marghera Edition | Vol. 03


Auza

(Funky, Bass Music & many more)

www.facebook.com/auza8


Nina dB

(Golden Age Hip-Hop & R&B)

www.facebook.com/ninadbdj


The Mojos

(R'N'R, Soul, Surf, Rockabilly, Cult-Movie ...)

www.tinyurl.com/TheMojosDJ


Apertura cancelli ore 20.00

Inizio DJ-Set ore 22.00


Ingresso 3 Euro

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.

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<![CDATA[Slick Steve & The Gangsters + ElectroSwing Party]]>

Sabato 24 FebbraioCentro Sociale Occupato PedroVia Ticino, 5 - Padova

Slick Steve & The Gangsters Live

www.facebook.com/slicksteveandthegangsters

"On Parade Tour"


Dopo il concerto:

ElectroSwing Party

Francesco Effe Dj-Set

www.facebook.com/francescoeffemusic


Apertura cancelli ore 22.00

Ingresso 5 Euro


Il secondo album dei Slick Steve and the Gangsters, “On Parade”, rivela le intenzioni del gruppo di voler continuare ad evolversi, prendendo ispirazione dalla musica del passato aggiungendoci nuove sonorità e concetti.

Le sonorità , appunto, sono genuine, pure e sincere, e aiutano a proiettare chi ascolta il disco nei luoghi descritti dai vari brani. I testi sono fantasiosi, a volte iperdescrittivi, contraddistinti dalla passione del cantante per storie strane e fantastiche, le arti magiche e per il circo. La musica è un matrimonio tra diversi stili, ma per lo più prende ispirazione dallo Swing, il Rhythm'n Blues e il Rock’n Roll.Ogni canzone è un mondo a se ed è contraddistinta dal suo stile particolare. Questa apparente “multi personalità” del gruppo, in realtà rivela grande coesione ed affiatamento. Uno stile ben definito. Lo stile unico di Slick Steve and the Gangsters.
L’album è uscito sotto le etichette “Go Down Records e Latlantide” ed è stato prodotto e registrato da Alessandro “Asso” Stefana negli studi della Perpetuum Mobile a Nave (BS), tra il gennaio e il marzo del 2015.

È stato successivamente mixato da Gianfranco Fiorenzi in collaborazione con Alessandro “Asso” Stefana e masterizzato da Andrea Suriani negli studi dell’Alpha Dept. di Bologna.

La collaborazione con “Asso” è stata preziosa e produttiva per la band e il risultato è stato un vero e proprio salto di qualità rispetto all’album debutto. “Asso” musicista eclettico, produttore, arrangiatore (chitarrista di Vinicio Capossela e fondatore dei Guano padano), ha accompagnato la band durante tutto il lavoro, dando una forte impronta al disco grazie alla sua spiccata personalità.

In oltre non si sono fatti mancare anche amici musicisti e ospiti, infatti suonano nell’album: l’immancabile David Hogan (saxofono, tromba e clarinetto), Vincenzo Vasi (musicista e suonatore di Theremin di fama internazionale), Valeria Sturba (violini) e infine il mitico Enrico Gabrielli (Calibro 35) in veste di arrangiatore per le parti di violino.

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<![CDATA[25th International Drum'n'Bass Meeting]]>

Sabato 24 Febbraio Centro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


IDM

International Drum'n'Bass Meeting

25th Edition


Apertura cancelli ore 21.00

Ingresso:

13 € in prevendita

15 € alla cassa


Main Stage: Hangar

Drumsound & Bassline Smith

(Technique) - UK

www.facebook.com/drumsoundandbasslinesmith


Mefjus

(Critical / Neosignal / Virus) - AU

www.facebook.com/mefjus


Hallucinator

(PRSPCT)

www.facebook.com/hallucinator


Mc Ferro & MC Def

(Underground Area)

www.facebook.com/djferrodnb

www.facebook.com/MC-DEF-161010983985511


No One Knows

(Bad Vibes)

www.facebook.com/nooneknowsofficial


Fractale

(Ram Records)

www.facebook.com/fractale.official


Beeonex

(Sub Concept / Bad Vibes / Dnb Temple)

www.facebook.com/fabrice.newar


Killercell

(Bass Kode)

www.facebook.com/K1LL3RC3LL


Hosted By:

MC Fava

(Hospital) - DE

www.facebook.com/FavaMC


Sismino

(Underground Area) - IT

www.facebook.com/sisminomc


Visual:

Whitescreen / Offline Project


Second Stage

by CTRL - Control

www.facebook.com/controlmusicctrl/

Richie Killasound

DJ Misquared

DJ Cyco

Dr. Dide

Prevendite:

Belluno: 347.8980367 - 3402272762
Bologna 320.6426271
Forlì/Cesena 349.8630278
Gorizia: 391.4025911
Mestre: 347.8980367
Modena/Carpi: 3473463797 - 333.4336668
Padova: 3402272762 - 349.0757549 - 340.3194795
Pordenone: 346.6785250
Ravenna: 3404773166
Reggio Emilia: 333.4336668
Treviso: 342.7462189
Trieste: 391.4025911
Udine: 320.3560158
Venezia: 347.8980367
Verona: 347.8980367
Vicenza: 345.6096733


Infoline:

349.8630278 - 3495767813

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<![CDATA[Soul Friday 2.0 - #04]]>

Venerdi 23 FebbraioCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Soul Friday 2.0 - #04

Black Music - Hip-Hop - Club Music


Apertura cancelli ore 19.00

Ingresso gratuito fino alle ore 22.00

Dopo le ore 22.00 ingresso 3 Euro

Alle ore 21.00 proiezione della partita del

"6 Nazioni" di Rugby - Francia VS Italia


Continuano gli appuntamenti con il #SoulFriday!!!

Vi aspettiamo per ballare assieme nella bella Osteria del CS Rivolta!

Una nuova formula, ma sempre con lo stesso stile per portare un pò di sano Hip-Hop!! DjSet con le classiche hit ma anche con le nuove scoperte per rinfrescare il party!

Dalle ore 19.00 Osteria e Pizzeria saranno aperte con pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori locali accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.

Dalle ore 22.30 inizierà il Soul Friday 2.0!

In consolle rigorosamente sui Technics:

Dj Tech / Paina / Shootist / Dj Rich

www.facebook.com/SoulRiotMusic

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<![CDATA[Snatura Rock del 18 febbraio 2018]]>

h15.15 Intervista a Rigo
"Cash Machine", appena uscito per New Model Label, è il sesto album solista di inediti del bassista e cantante Antonio Righetti in arte Rigo, già nei Rocking Chairs e conosciuto per avere collaborato con The Gang, Edoardo Bennato e per tanti anni con Ligabue. Il disco nuovo 'accarezza' la musica Americana, con Tom Waits che traspare nella vocalità nei momenti più drammatici delle sue liriche. Le storie che racconta appartengono al momento in cui ha capito che la musica avrebbe fatto parte della sua vita per sempre e questi momenti li ha voluti anche scrivere nel libro "Schiavoni Blues" uscito per Artestampa Editore, quasi in contemporanea col disco.

h16.00 Intervista a Nordgarden
Terie Nordgargen, che adesso usa come ragione sociale solo il suo cognome, è uscito con "Changes", il primo album di inediti da quando ha lasciato l'Italia per tornare in Norvegia. Il cantante e polistrumentista per anni era vissuto prima a Firenze e poi in Sicilia dove ha messo su famiglia. Il disco lo suona assieme a altri sette musicisti e canta con il supporto di altre quattro voci. Il risultato è un soul corale coinvolgente, accanto al country e al blues per raccontare di amori finiti, di atmosfere, paesaggi, percezioni, speranze.

h16.30 Intervista ai Monolithic
"Elephant" è l'esordio dei trio dei Monolithic che riescono a convincere subito con la loro impronta musicale ben definita. Rock e psichedelia, ballate e pop in canzoni che vanno dal 5 ai 18 minuti e si allontano così dalle convenzioni raccontando la loro storia che urla forte e si impone ma poi si calma anche e si innamora. Andrea Ravasi alla chitarra, Alessandro Riva al basso e Santo Carone alla batteria. Ne parliamo proprio con quest'ultimo.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Snatura Rock del 18 febbraio 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 18 febbraio 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Egle Sommacal • SOL#32]]>

 

Mercoledì 28 febbraio dalle ore 20.00

Sherwood Open Live
vicolo Pontecorvo 1/A - 35121 Padova

• Egle Sommacal •
fingerpicking • folk strumentale

evento Facebook -


***********************************************

Come di consueto si apre alle 20.00 per l'aperitivo tra spritz, birre artigianali CRAK e la speciale Sherwood Blonde Ale alla spina, vinelli, cicchetti e pizze fatte da noi.

Siamo pronti ad accogliervi dalle 20.00
Live puntuale dalle 21.30 alle 23.00 
Ultimo giro di bar alle ore 00.00 


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<![CDATA[Come arrivare - Sherwood Festival 2018]]>

Come puoi raggiungere il 

Park Nord dello Stadio Euganeo 

a Padova

Auto: all'uscita autostradale Padova Ovest prendere lo svincolo a sinistra seguendo per Padova. Seguire le indicazioni per Stadio Euganeo - Parcheggio Ospiti.

Autobus: dal centro di Padova prendere l'autobus n.11 in direzione Taggì e scendere in via Montà, proseguendo poi a piedi lungo Via Croce Verde in direzione Stadio Euganeo. In alternativa prendere l'autobus n.13 in direzione Altichiero e scendere in via Sacro Cuore, proseguendo poi a piedi lungo via Due Palazzi in direzione Stadio Euganeo.

Bicicletta: Per arrivare a Sherwood in bici il percorso più breve partendo dal centro è quello di via Montà. Percorrete via Montà fino alla rotatoria con via Croce Verde, qui svoltate a destra e scendete lungo il sottopassaggio. Vi troverete allo stadio Euganeo.

Arrivando dall'Arcella potete prendere il sottopassaggio per bici alla fine di via Annibale da Bassano e seguire la ciclabile di via Sacro Cuore. Svoltate a sinistra in via Due Palazzi.

C’è anche una scorciatoia all’incrocio tra via San Bellino e via J. della Quercia, prendendo il sottopassaggio per bici, seguite Via Canal Bianco e poi Via Natisone. Arrivate in via Sacro Cuore, svoltate a sinistra in via Due Palazzi.

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<![CDATA[ReadBabyRead_374_Bernard_Malamud_5]]>

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1957, Il commesso è considerato da molti l'opera più importante di Bernard Malamud. Negli ultimi anni, e dopo un lungo periodo di oblio, Bernard Malamud è tornato a occupare in Italia quella posizione di primo piano che gli è stata da tempo riconosciuta in patria, all’interno tanto della letteratura ebraico-americana, quanto della letteratura americana tout court. Ad assumere l’iniziativa di una ripubblicazione sistematica dell’opera di Malamud è stata minimum fax, come sempre attenta nell’accompagnare alla ricerca di nuove voci la riproposizione dei classici che meglio hanno resistito all’usura del tempo, corredati di introduzioni o saggi affidati a scrittori e critici contemporanei. A partire dal 2006 la casa editrice romana ha riproposto sette degli otto romanzi di Malamud, e le sue prime due raccolte di racconti, con prefazioni o «ricordi» di nomi importanti, italiani e stranieri. Il nuovo fermento che ha circondato la produzione narrativa di Malamud – e che è stato accompagnato da un costante riscontro anche di pubblico – sfocia ora nella pubblicazione, per i Meridiani Mondadori, dei due volumi della sua opera omnia Romanzi e racconti (volume I: 1952-1966; volume II: 1967-1986).

ReadBabyRead #374 del 22 febbraio 2018


Bernard Malamud 
Il commesso
(primi tre capitoli)

(5a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


Erano i primi di novembre e all'alba l'oscurità della notte durava ancora nella via, ma il vento, con meraviglia del negoziante, imperversava già. Gli sbattè con violenza il grembiule in faccia mentre si chinava a raccogliere le due cassette di latte dal bordo del marciapiede. Ansimando, Morris Bober trascinò fino alla porta i pesanti recipienti. Nel vano, un voluminoso sacco marrone pieno di panini di pasta dura e la testa grigia, il volto stizzoso della Poilisheh che se ne stava rannicchiata là ad aspettare di farsene dare uno.
«Come mai così in ritardo?»
«Sono le sei e dieci», disse il negoziante.
«Fa freddo», si lamentò lei.
Lui girò la chiave nella tappa e la fece entrare. Di solito riponeva le bottiglie del latte e accendeva i caloriferi a gas, ma la polacca era impaziente. Morris vuotò il sacco di panini in una cesta metallica sul banco, gliene scelse uno senza semi, lo tagliò a metà e lo avvolse in un foglio di carta bianca. La donna infilò il pane nella sporta di corda lasciando tre centesimi sul banco. Morris incassò la vendita nel vecchio e rumoroso registratore di cassa, ripiegò con cura e ripose il sacco del pane, finì di portare dentro il latte e sistemò le bottiglie nel frigorifero, in basso. Accese il calorifero a gas in negozio e andò nel retrobottega ad accendere l'altro.


L’eroe mite e dignitoso di Malamud, lo scrittore che amava Charlot

Appena Bernard Malamud seppe di aver vinto il National Book Award si mise in strada e passeggiò a lungo. Camminò per le vie che conosceva e proseguì per alcuni isolati sperduti, quando sentì di essere stanco si addentrò in un parco pubblico. Si sedette su una panchina, era quasi sera, e ci pensò su. Non rifletté sulle conseguenze del premio letterario più importante d’America, gli venne in mente la madre. Era morta giovane lasciandolo solo con il padre, un droghiere gentile di Brooklyn con la devozione per la famiglia. La madre e il padre: festeggiò così lo scrittore ebreo più importante e discreto degli Stati Uniti. Era il 1959 e lui aveva quarantacinque anni, un’esistenza alle spalle di mezza orfananza che gli aveva portato dozzine di mestieri, dalla fabbrica ai negozi alimentari, fino al concepimento di un romanzo capolavoro: Il commesso

Lo aveva pubblicato due anni prima, l’effetto che generò fu lo stesso che si avvera nelle scorribande tra ragazzini, quando il più fragile della compagnia compie un’impresa inaspettata. E produce sgomento. Così il narratore che veniva dalla tetra Brooklyn divenne il maestro indiscusso di un giovane Philip Roth e il collega a cui guardare con ammirazione, il riferimento è a Saul Bellow. L’intero mondo letterario seppe che la potenza di Malamud covava nella semplicità, e nell’onestà. Per lo sguardo e per la scrittura. Per l’azzardo di restare nella modestia degli uomini. 

Il commesso è questo, racconta la storia di Morris Bober, un piccolo negoziante ebreo che si trova in difficoltà per l’apertura nella stessa via di un’altra drogheria e di un negozio di liquori. Gli affari calano, la miseria arriva. Crescono le opportunità di farla franca in altre maniere. Morris non cede, si arrocca nella sua rettitudine e si consuma nello sforzo. Finché un ragazzo di origine italiana, Frank Alpine, si offre di aiutarlo senza compenso per imparare il lavoro sul campo. Morris tentenna, poi accetta perché la salute inizia a mancargli e perché vuole assicurare un futuro alla figlia e alla moglie. È la scelta che avvia la missione di ogni personaggio, umiliando le illusioni religiose, esaltando le certezze etiche. 

Destino, sacralità, morale. La cattedrale di Bernard Malamud scardina i miraggi quotidiani con una storia che è il punto massimo nella lotta tra un omino giusto e un Dio impietoso. «Sgobbava per ore e ore, era l’onestà fatta a persona – non poteva sfuggire alla propria onestà, era la sua palla al piede; sarebbe scoppiato se avesse imbrogliato qualcuno, eppure si fidava degli imbroglioni. Era Morris Bober e non poteva avere una sorte migliore. Con un nome così era come se il non possedere ce l’avessi nel sangue». Nella storia yiddish un bober indica una persona o una cosa che vale poco. Un’ombra nell’ombra. Invece qualcosa resiste: la dignità. Morris Bober non la perde mai. E quando sta per farlo la ritrova nelle origini. Nella madre e nel padre, appunto. Ancora meglio, nell’infanzia. «Morris era pieno di malinconia e passava delle ore a sognare del suo passato. Ricordava quelle verdi distese. L’uomo non dimentica mai i luoghi in cui correva da bambino»

Malamud ricordò sempre quell’infanzia, soprattutto l’episodio che lo aveva cambiato. Aveva poco più di dieci anni e il padre gli regalò un’intera enciclopedia, The Book of Knowledge, come premio per essere sopravvissuto a una feroce polmonite. Era la prima volta che un libro entrava in casa. Quando il ragazzino si vide davanti la sfilza di volumi, capì che il mondo non era solo fatto di merce da vendere, di una naturale cortesia verso i clienti o di gare tra coetanei nel quartiere. C’era dell’altro, e andava esplorato. Lo aiutarono dei buoni insegnanti al liceo e un’innata propensione a raccontare qualsiasi vicenda nei minimi particolari. Da sempre il piccolo Bernard assillava chiunque per una descrizione minuziosa dell’ultimo film visto. Era la vera passione malamudiana: i film, e soprattutto Charlie Chaplin

Molto tempo dopo quel battesimo culturale, lo scrittore di Brooklyn ammise che il tocco amaro dei suoi libri e la gentilezza della sua prosa venivano proprio da Charlot. Anche il modo di pensare per immagini era in debito con quell’alfabeto. Così il suo Morris Bober diventa un Chaplin quotidiano, mesto e acuto, rancoroso, timido. L’amaro del negoziante sopravvive nei gesti accorti, si avvera nella propensione al bene. Lungi da ogni sentimentalismo, Il commesso dà fiato alla discrezione del cuore. È lo stesso pudore narrativo che Malamud insegnò nei corsi di scrittura per quaranta anni. «Si impara da ciò che si insegna, e si impara da quelli a cui si è insegnato», disse a Daniel Stern in una delle poche interviste rilasciate. Non lo dimenticò mai, con questa missione continuò a trasmettere il mestiere del narratore finché riuscì. Era un modo per incontrare sensibilità formidabili («Imbattersi in un gruppo di lettori veramente seri è qualcosa di miracoloso»), e per viaggiare. 

Malamud perlustrò in lungo e in largo il continente americano e l’Europa, amava moltissimo l’Italia. Per un po’ visse a Roma e non è un caso che Frank Alpine sia di origine italiana. Ogni suo personaggio in un modo o in un altro rimane esule, è l’omaggio ai genitori immigrati dalla Russia. Anche Morris Bober ha la stessa ferita, non territoriale ma di alienazione. La minaccia viene dallo straniero: due norvegesi aprono un alimentari nella stessa via, sanno usare la pubblicità e vendono prodotti di qualità superiore. La strada che l’ha protetto ora è confine di guerra. Così Malamud trasforma il calore del luogo di nascita in ghiaccio. Anche il clima segue il suo disegno, la neve è l’unica traccia del Dio scorbutico. Nevica nel momento sbagliato: quando c’è di mezzo il riscatto finale di un uomo. «La neve di primavera commuoveva Morris profondamente. La guardava cadere, scorgendovi scene della sua fanciullezza, ricordando cose che pensava di aver dimenticato. Provò un desiderio irresistibile di trovarsi fuori, all’aperto». Morris Bober rispetta il suo vangelo. Va, esce. Sfida il cielo. E compie il suo destino. 

Malamud combatté per tutta la vita con l’incertezza di saper scrivere un libro. Più diventava celebre, maggiore era l’ansia di non riuscire a creare una storia. Lo diceva anche ai suoi studenti: «Convivete con l’insicurezza e osate». Lui osò sempre, e ogni volta tornava a trovarlo la paura di fallire. Forse fu proprio il suo timore atavico a condurlo in strada quel pomeriggio di vittoria del National Book Award. A convincerlo a passeggiare oltre le strade conosciute, a metterlo seduto sulla panchina di un parco pubblico. A fargli scansare un pensiero di gloria, a favore della madre e del padre. E a riportarlo a scrivere, per altri venticinque anni, narrazioni formidabili. 

Ribadì la sua esitazione sempre. Tranne a Daniel Stern, quando gli chiese se esistesse nel mondo la possibilità di non raccontare più storie. Prima di rispondere, Malamud aspettò un istante, poi disse: «Questo succederà quando la gente non farà più sesso»

Marco Missiroli
da Corriere della Sera, 19 ottobre 2013


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Miles Davis, Human Nature [John Bettis/S. Porcaro]
Brad Mehldau Trio
Holland [Sufjan Stevens]
Miles Davis
Time After Time [Cyndi Lauper/R. Hyman]
Brad Mehldau Trio
Where Do You Start? [Johnny Mandel/Marylin Bergman/Alan Bergman]
Miles Davis
, Back Seat Betty [Miles Davis]
Cyndi Lauper
Time After Time [Cyndi Lauper/R. Hyman]
Miles Davis
Yesternow [Miles Davis]


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<![CDATA[Contatti / FAQ - Sherwood Festival 2018]]>

SHERWOOD FESTIVAL 2018:

- Cos'è lo Sherwood Festival?

E' un festival culturale indipendente della durata di 30 giorni. Sui suoi palchi si esibiscono da anni le migliori band della scena indipendente. Una parte importante del festival è dedicata ai dibattiti, alle presentazioni e agli approfondimenti culturali.

Quando si svolge lo Sherwood Festival?

A breve comunicheremo le date ufficiali del festival.

Dove si svolge lo Sherwood Festival?

Si svolge al Park Nord Stadio Euganeo, Padova.

A che ora aprono i cancelli dello Sherwood Festival?

Tutti i giorni alle ore 19.00
La domenica alle ore 18.00

Come posso arrivare allo Sherwood Festival?

E' possibile arrivare al Parcheggio Nord Stadio Euganeo, in auto, bus o bicicletta.

INFO BIGLIETTI:

- Dove posso acquistare i biglietti?

Sul sito di Sherwood.it, è attiva la vendita ONLINE dei ticketClicca qui per vedere tutti i biglietti acquistabili.

- Perchè acquistare i biglietti online direttamente sul sito di Sherwood?

Eviti le code usando gli ingressi dedicati; è facile e sicuro.

- Quando e dove posso ritirare i biglietti acquistati on line su Sherwood.it?

Gli utenti, al termine dell'operazione, dovranno stampare un voucher che consegneranno, il giorno del concerto, in una corsia dedicata per ritirare il biglietto ed avere accesso immediato all'area concerti.

- I bambini pagano l'ingresso allo Sherwood Festival?

L'ingresso è gratuito entro il compimento dei 12 anni di età, ovviamente se accompagnati dai genitori.

SERVIZI:

Diversamente abili

L'ingresso è gratuito per gli accompagnatori. All'interno dell'area è predisposta una pedana riservata.

- E' possibile accedere con il proprio cane?

Sì, purchè sia tenuto al guinzaglio

- Cosa è possibile mangiare e bere allo Sherwood Festival?

Di tutto e di più. Ci sono numerosissimi stand gastronomici e chioschi. Dal veloce panino, all'otttimo kebab, passando per le pizze fino ai piatti più ricercati.
Con il caldo si beve di più. Potete scegliere fra cocktail, vini selezionati, birre artigianali e non, amari e grappe di qualità, freschi frullati e succhi di frutta.

Parcheggi:

Lascia la tua auto nel parcheggio Sud dello Stadio. E' il più vicino ed eviterai di incappare nella rimozione dell'auto.
Lo puoi raggiungere comodamente utilizzando l'uscita nr. 2 di Corso Australia. Evita invece via Due Palazzi, molto abitata, lontana dall'ingresso e a rischio rimozione forzata.

Se arrivi in moto o bicicletta usa il Parcheggio Nord, vicino all'entrata del festival.

- Cosa non posso portare allo Sherwood Festival?

Un solo e preciso divieto: non introdurre bottiglie di vetro.

- Cosa non posso fare?

Suonare percusioni o altri strumenti dopo le 24.00

- C'e assistenza sanitaria?
Certo. All'interno del festival è ativo tutti i giorni un presidio sanitario che si trova

vicino alla pizzeria. Il Presidio risponde al numero 327.3538331

- Cosa devo fare se trovo/perdo qualcosa all'interno dello Sherwood Festival?

Rivolgiti al Bar Centrale o chiama l'infoline del festival al numero 335.1237814. Puoi anche scrivere a info@sherwood.it

- Come posso rimanere aggiornato?

Segui sempre gli aggiornamenti su www.sherwood.it


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Informazioni al pubblico:

Infoline Sherwood Festival: 

335.1237814 (risponde solo dalle ore 13:00 alle 18:00)
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ARCHIVIO

Festival Oldies: Per rivivere lo spirito delle passate edizioni del Festival e per fare un esercizio di memoria, visitate la pagina dedicata

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<![CDATA[Diserzioni: ...e andare lontano]]>

Intro:

il passare del tempo a volte ti insegna
che cosa valga la pena ascoltare
e su cosa invece sorvolare
l'esperienza a volte consente di sapere
cosa serve alla tua immaginazione
per rompere la prigione
ed andare lontano


Playlist:

Lazarus Moment: Far Away

Space Alpe: White Bird

Vexaic: No More

Offthesky: Vox Delicæ

Klimeks: Transcend

Remember:Time To Open Your Eyes

Ecepta: Regret

Black Paper: Why

Black Paper: Far Away

Laurent Colson: Incantations

Loscil: Azimuth

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<![CDATA[Indica Puntata 13 - Orange Car Crash dal vivo!]]>

Dopo qualche mese dall'intervista in studio abbiamo avuto il piacere di ospirare nello spazio di Sherwood Open Live gli Orange Car Crash. Abbiamo posto loro qualche altra domanda lasciata off la scorsa volta prima del concerto, momento in cui la band padovana ha dato veramente il meglio di sé, fra pezzi già usciti e inediti.

Di seguito una breve recensione della serata, mentre a fianco il podcast del live!

"C’è sicuramente da spendere qualche parola per il concerto di ieri degli Orange Car Crash, in quanto è stato uno dei migliori dell’Open Live per due motivi.
Innanzitutto nello spazio di Sherwood si è vissuto un grande coinvolgimento del pubblico, che si è divertito e ha ballato senza barriere; c’era un’atmosfera Bella nel senso più autentico della parola! Spesso ai concerti ci si rilassa, si ascolta buona musica ma manca quella componente ludica capace di lasciare un senso di gioia e motivare ad andare a live di qualsiasi tipo, pure a prescindere da chi suona, per la semplice voglia di stare bene. Questa componente ieri sera era presente, soprattutto dopo che il pubblico è stato incitato ad alzarsi ed avvicinarsi al gruppo.

In secondo luogo la bravura tecnica e di performance della band ha trasmesso un sound pieno, completo, originale, tagliato su misura come fossero sarti artigiani. Le canzoni degli OCC diventano territori sconfinati dove camminare col pensiero e i sensi; nell’immaginazione si passa da terre arse e sconfinate, a foreste teutoniche dense di pioggerellina fitta, finendo in zone industriali dimenticate e corrose dall’acido, per le quali, però, “Don’t worry!”."

Link utili: Facebook e Bandcamp

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<![CDATA[Sagra delle Cose Strane • SOL#31]]>

 

Mercoledì 21 febbraio dalle ore 20.00

Sherwood Open Live
vicolo Pontecorvo 1/A - 35121 Padova

• Sagra delle Cose Strane •
Music for Marimba
Piano and Classical Guitar

evento Facebook -


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A noi di Sherwood Open Live , si sa, piacciono le cose strane.
Quindi ci siamo detti: "perchè non portare un gruppo che le cose strane le mettesse come punto di partenza per la loro musica?"
L'abbiamo trovato: mercoledì sul palco dell'Open Live troverete marimba, piano e chitarra a offrirvi tutta la stranezza di cui avete bisogno.

Come di consueto si apre alle 20.00 per l'aperitivo tra spritz, birre artigianali CRAK e la speciale Sherwood Blonde Ale alla spina, vinelli, cicchetti e pizze fatte da noi.

Siamo pronti ad accogliervi dalle 20.00
Live puntuale dalle 21.30 alle 23.00 
Ultimo giro di bar alle ore 00.00 

• Compila la richiesta di iscrizione online e risparmi tempo all'ingresso.
Clicca qui : 
Iscrizione

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Non conosci Sagra delle Cose Strane
Te li presentiamo noi!


Nato nel 2010 dalla collaborazione tra Francesco Russo (pianoforte) e Juan Martin Oyhenart Dublanc (chitarra classica), dopo alcuni anni di collaborazione in trio con il contrabbassista Alessandro Bizzarro, Sagra delle Cose Strane si ripensa nuovamente nel 2016 coinvolgendo il marimbista e percussionista Davide Zeta.

Il gruppo propone composizioni strumentali originali, dei pezzi-fantasia che si rifanno alle infinite soluzioni della forma canzone con svariate influenze derivate dallo studio del repertorio classico, dalla composizione di musica a tema (con o senza strumenti elettronici), dal jazz e dall’esplorazione di cantautorato e ritmi popolari, venendo così a collocarsi in un ideale punto immaginario che si trova a metà tra la musica accademica e la musica leggera.

Esce nel Febbraio 2018 il loro album "Fuga dalla Scatola”

Sagra delle Cose Strane è inoltre co-produttore assieme a Theama Teatro dello spettacolo “La Catasta” - ispirato al romanzo breve “Niente” di Janne Teller - per il quale compone ed esegue dal vivo le musiche originali ed è attualmente in programmazione in diversi teatri e spazi in Italia.

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<![CDATA[Calendario SOL // 17-18]]>

 

Calendario Sherwood Open Live
2017 - 2018

Ottobre

25/10 • SOL#16 • Patois Brothers + Toni BC • Reggae Acoustic Session

Novembre

01/11 • SOL#17 • Pieto Berselli • Duo Session

08/11 • SOL#18 • Al & Jay • FunkyReggaeBlues

15/11 • SOL#19 • Elli de Mon • OneWomanBand • Garageblues

22/11 • SOL#20 • Her Skin • Folk Songwriter

29/11 • SOL#21 • Blindur • Indie Folk-Rock

Dicembre

06/12 • SOL#22 • MET • Cantautorato

13/12 • SOL#23 • Alessandro Ragazzo • Guitarist • Songwriter

20/12 • SOL#24 • Ulisse Schiavo • Folk • Blues

Gennaio

10/01 • SOL#25 • Jeo Shamano • Acoustic Trip

17/01 • SOL#26 • PianoTàno • Reggae • Folklore Latino Americano • Rumba

24/01 • SOL#27 • Hit-Kunle • Tropical Rock

31/01 • SOL#28 • Giovanni Succi • Avant-Rock


Febbraio

07/02 • SOL#29 • Piccolo Digitale Mondo Antico • Cantautorato Psichedelico

14/02 • SOL#30 • Orange Car Crash • Psych • Ethno Folk

21/02 • SOL#31 • Sagra delle Cose Strane • Marimba, Piano & Classical xGuitar

28/02 • SOL#32 • Egle Somacal • Fingerpicking • Folk Strumentale

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<![CDATA[Carl Brave X Franco126 al Rivolta]]>

Sabato 17 Febbraio 2018Centro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera

Carl Brave X Franco126

www.facebook.com/carlbravexfranco126


Aftershow:

Momostock

www.facebook.com/momostock


Apertura cancelli ore 20.00

Inizio live ore 22.00


Ingresso 15 € - No prevendite

I biglietti si acquisteranno direttamente in cassa all'apertura dei cancelli. La location è molto capiente quindi non c'è rischio di sold out.

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.


DNA Concerti

Bomba Dischi


Freschi dell’uscita della loro quattordicesima polaroid Argentario, i due rapper prestati al nuovo pop e pubblicati da Bomba Dischi, porteranno le loro istantanee diventate immediatamente classici per le nuove generazioni (ma non solo) in giro per lo stivale.

Dopo aver riempito all’inverosimile l’Ex Dogana di Roma e il Circolo Magnolia di Milano la scorsa estate, tornano in concerto nel 2018 i due “fiori cresciuti in mezzo ai sampietrini” di Trastevere Carl Brave x Franco126.
Ad accompagnarli in queste date a cavallo tra gennaio e febbraio, ci sarà sempre la loro “big band”, per l’occasione impreziosita dall'inserimento di un secondo chitarrista e di un trombettista, per rendere il loro concerto ancora più denso di suoni e grondante groove.

Polaroid è la raccolta di 10 istantanee che fermano il frammento di una storia, un attimo che non tornerà mai più uguale a sè stesso, e proprio per questo fragile ed irripetibile. Sullo sfondo c’è sempre Roma, a “scattare” però non c'è una macchina fotografica, ma lo sguardo sincero di Carl Brave e Franco126, prima amici che musicisti, prima per strada che in studio.

Nelle loro canzoni la città eterna esce dalla solita retorica in cui è intrappolata nell'immaginario collettivo, per vestire i panni di una metropoli contemporanea

oggi definisco tutto per fare lancio di alborosie domani alle 12

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<![CDATA[Snatura Rock dell'11 febbraio 2018]]>

h15.15 Intervista a Teo Ho
Teo Ho, ovvero Matteo Bosco, è un poeta e con questo suo esordio "I Gatti di Lenin" diventa anche cantautore. Il suo disco uscito qualche mese fa per New Model Label, cantato in italiano è fatto di sogni, ricordi presi a gocce, vuoti che si riempiono e scatole nuove da riempire con nuovi fatti. La vita raccontata dal suo punto di vista ha un ché di magico, di poetico ma anche di critico e severo verso certe mostruosità in cui si si imbatte frequentando alcuni dei nostri simili.

h16.00 Intervista a Squid to Squeeze
Jacopo Gobber, in arte Squid to Squeeze, dopo un ep strumentale è tornato con delle canzoni che intitola "Dada is not Dead" uscito per New Model Label. Lui suona i synth, la drum machine e fa effetti sulla voce - per niente male - rilasciando impronte psichedeliche, brit pop e grunge. Il risultato è godibilissimo e divertente. Sembra quasi di entrare su parole, frasi che acquistano significato e spessore con la musica.

h16.30 Intervista agli Stella Maris
Molteni, ovvero Umberto Maria Giardini alla voce, Ugo Cappadonia (chitarra) e Gianluca Bartolo (chitarra) de Il Pan Del Diavolo, Paolo Narduzzo degli Universal Sex Arena al bassa e Emanuele Aloisi de La Banda del Pozzo alla batteria. Un super gruppo che si mostra compatto per questo progetto che raccoglie quei rancori spesso nascosti dopo rapporti scoppiati senza possibilità di essere ricuciti. Sentimenti messi a nudo. Il disamore è in frantumi e qualche volta anche brevi momenti di romanticismo suonato e cantato per bene. Ne parliamo con Ugo Cappadonia.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Snatura Rock dell'11 febbraio 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock dell'11 febbraio 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[“Take Five, Jazz & Dintorni” del 15 febbraio 2018]]>

Per continuare a proporre il meglio del jazz mondiale secondo vari punti di osservazione, questa volta vi farò ascoltare una serie di dischi e di musicisti fra quelli premiati o nominati alla celebrazione dei recenti Grammy Awards Internazionali di New York che, come è noto, riservano un settore speciale al jazz. A sua volta, la categoria jazz prevede la premiazione del miglior disco strumentale dell’anno precedente (2017), del miglior disco vocale, del miglior disco per orchestre o grandi gruppi, del miglior assolo (mah…) e del miglior disco di latin-jazz. Oltre a proporvi tutti i vincitori tranne uno, ascolteremo anche parecchi fra quelli che hanno avuta la prestigiosa nomination e un… intruso. A voi scoprire quale! Buon ascolto!   JPY

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 Playlist:

01. take five (P. Desmond) – Dave Brubeck 4et – time out (columbia) - 1959

02. footprints (W. Shorter) – Antonio Adolfo ft. Zé renato – hybrido: from Rio to Wayne Shorter (aam music) - 2017

03. coisa n° 1 (Moacir Santos)  - Anat Cohen & Marcelo Gonçalves – outra coisa (anzic rec) - 2016

04. choro 3 (V. Mendoza) – Vince Mendoza ft. Luciana Souza – homecoming (jazzline) - 2017

05. choro dançado (M. Schneider) - Maria Schneider & WDR Big Band – live at Jazzfestival Viersen 2006

06. full house (W. Montgomery) – Cecil Mc Bride Big Band – bringin it (mc avenue) - 2017

07. round about midnight (T. Monk) – John Beasley Monk’estra – Monk’estra 2 (mc avenue) - 2017

08. tight (Betty Carter)  - Jazzmeia Horn – social call (concorde) - 2017

09. backwards bop (B. Childs) – Billy Childs – rebirth (mc avenue) - 2017

10. Miles beyond (J. McLaughlin) – John McLaughlin and the 4th Dimension – live @ Ronnie’s Scott (abstract) - 2017

11. the unifier (J. DeFrancesco) – Joey DeFrancesco – project freedom (mc avenue) – 2017

12. take five (P. Desmond) – Dave Brubeck 4et – time out (columbia) - 1959

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<![CDATA[“Avenida Atlantica” del 15 febbraio 2018]]>

Ecco, proprio poche ore prima di questa puntata è finito il Carnevale di Rio con la decretazione della “Escola De Samba” vincente… la battaglia è durata fino all’ultimo voto e ha visto prevalere Beija-Flor de Nilopolis per un decimo di punto sui quasi esordienti nella massima serie, di ritorno dopo tanti anni, del Paraiso do Tuiutì. Due le retrocessioni nella serie inferiore tra le quali la Grande Rio, l’unica ad avere avuto un incidente nel corso delle sfilate. Hanno vinto i temi di protesta e di attenzione sociale, la contestazione politica contro il deleterio sindaco di Rio (rappresentato come un Giuda con tanto di cappio al collo) e il suo tentativo di distruggere il Carnevale e il Samba, contro il governo e il Presidente (rappresentato come un vampiro), contro la corruzione, contro la Petrobras (una delle maggiori aziende brasiliane e fra le prime compagnie petrolifere del mondo, centro di tutto lo scandalo che ha colpito due presidenti e decine di politici), contro la discriminazione, la violenza, la diseguaglianza, la schiavitù moderna. Una puntata in cui, essendo ancora assente Ligia, vi racconto ancora un po’ di questa importantissima festa, dei temi, delle polemiche ma soprattutto ascolteremo sia le musiche che accompagnano le sfilate, sia una bella quantità di Samba proveniente da registrazioni del 2017 finite nelle nomination dei recenti Grammy Awards Latinos grazie al disco Samba Book di Jorge Aragao (tutte sue le composizioni), lo stesso da cui ho tratto le musiche della scorsa puntata. Boa mùsica!  JPY/LF

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Playlist:

01. aquarela do brasil (Ary Barroso) – Joao Gilberto/ gilberto Gil/ Caetano veloso – Brasil (philips) - 1981

02. eu e vocé sempre – Diogo Nogueira

03. as mil e uma noites de uma Mocidade prà là de Marrakesh (A.Veloso,P.C.Feital,Z.Gloria...) – Wander Pires - samba enredo Mocidade 2017

04. monstro è aquele nao sabe amar (D.Menor,D.Oliveira,D.Rosa,G.Bacana...) –  Neguihno da Beija Flor - samba enredo Beija Flor de Nilopolis 2018

05. lucidez - Péricles

06. da Sampa a Sao Luìs - Alcione

07. vou festejar – Jorge Aragao

08. coisa de pele – Martinho da Vila

09. ja è – Thais Macedo

10. do fundo no nosso quintal – Maria Rita

11. coisinha do pai - Anitta

12. samba agoniza ma nao morre (N. Sargento) – Nelson Sargento & Teresa Cristina – dvd cidade do samba (emi) - 2007

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<![CDATA[PD City Hip Hop Night live]]>

Venerdì 16 FebbraioC.S.O. PedroVia Ticino 5, Padova

 

PD City Hip Hop Night live

 

Venerdì 16 febbraio vi aspettiaamo al Cso Pedro per una serata dedicata al talento locale della nostra città, dall'mcin' al turntablism. 

Hosted by Mbassadò


Apertura ore 21 - Ingresso 3 euro


Al mic:

Bomber Citro

Orli

Kalibro

Ai piatti

Dj Plaku

Dj Keyone

Gabry D Jay

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<![CDATA[ReadBabyRead_373_Bernard_Malamud_4]]>

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1957, Il commesso è considerato da molti l'opera più importante di Bernard Malamud. Negli ultimi anni, e dopo un lungo periodo di oblio, Bernard Malamud è tornato a occupare in Italia quella posizione di primo piano che gli è stata da tempo riconosciuta in patria, all’interno tanto della letteratura ebraico-americana, quanto della letteratura americana tout court. Ad assumere l’iniziativa di una ripubblicazione sistematica dell’opera di Malamud è stata minimum fax, come sempre attenta nell’accompagnare alla ricerca di nuove voci la riproposizione dei classici che meglio hanno resistito all’usura del tempo, corredati di introduzioni o saggi affidati a scrittori e critici contemporanei. A partire dal 2006 la casa editrice romana ha riproposto sette degli otto romanzi di Malamud, e le sue prime due raccolte di racconti, con prefazioni o «ricordi» di nomi importanti, italiani e stranieri. Il nuovo fermento che ha circondato la produzione narrativa di Malamud – e che è stato accompagnato da un costante riscontro anche di pubblico – sfocia ora nella pubblicazione, per i Meridiani Mondadori, dei due volumi della sua opera omnia Romanzi e racconti (volume I: 1952-1966; volume II: 1967-1986).

ReadBabyRead #373 del 15 febbraio 2018


Bernard Malamud 
Il commesso
(primi tre capitoli)

(4a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


Erano i primi di novembre e all'alba l'oscurità della notte durava ancora nella via, ma il vento, con meraviglia del negoziante, imperversava già. Gli sbattè con violenza il grembiule in faccia mentre si chinava a raccogliere le due cassette di latte dal bordo del marciapiede. Ansimando, Morris Bober trascinò fino alla porta i pesanti recipienti. Nel vano, un voluminoso sacco marrone pieno di panini di pasta dura e la testa grigia, il volto stizzoso della Poilisheh che se ne stava rannicchiata là ad aspettare di farsene dare uno.
«Come mai così in ritardo?»
«Sono le sei e dieci», disse il negoziante.
«Fa freddo», si lamentò lei.
Lui girò la chiave nella tappa e la fece entrare. Di solito riponeva le bottiglie del latte e accendeva i caloriferi a gas, ma la polacca era impaziente. Morris vuotò il sacco di panini in una cesta metallica sul banco, gliene scelse uno senza semi, lo tagliò a metà e lo avvolse in un foglio di carta bianca. La donna infilò il pane nella sporta di corda lasciando tre centesimi sul banco. Morris incassò la vendita nel vecchio e rumoroso registratore di cassa, ripiegò con cura e ripose il sacco del pane, finì di portare dentro il latte e sistemò le bottiglie nel frigorifero, in basso. Accese il calorifero a gas in negozio e andò nel retrobottega ad accendere l'altro.


L’eroe mite e dignitoso di Malamud, lo scrittore che amava Charlot

Appena Bernard Malamud seppe di aver vinto il National Book Award si mise in strada e passeggiò a lungo. Camminò per le vie che conosceva e proseguì per alcuni isolati sperduti, quando sentì di essere stanco si addentrò in un parco pubblico. Si sedette su una panchina, era quasi sera, e ci pensò su. Non rifletté sulle conseguenze del premio letterario più importante d’America, gli venne in mente la madre. Era morta giovane lasciandolo solo con il padre, un droghiere gentile di Brooklyn con la devozione per la famiglia. La madre e il padre: festeggiò così lo scrittore ebreo più importante e discreto degli Stati Uniti. Era il 1959 e lui aveva quarantacinque anni, un’esistenza alle spalle di mezza orfananza che gli aveva portato dozzine di mestieri, dalla fabbrica ai negozi alimentari, fino al concepimento di un romanzo capolavoro: Il commesso

Lo aveva pubblicato due anni prima, l’effetto che generò fu lo stesso che si avvera nelle scorribande tra ragazzini, quando il più fragile della compagnia compie un’impresa inaspettata. E produce sgomento. Così il narratore che veniva dalla tetra Brooklyn divenne il maestro indiscusso di un giovane Philip Roth e il collega a cui guardare con ammirazione, il riferimento è a Saul Bellow. L’intero mondo letterario seppe che la potenza di Malamud covava nella semplicità, e nell’onestà. Per lo sguardo e per la scrittura. Per l’azzardo di restare nella modestia degli uomini. 

Il commesso è questo, racconta la storia di Morris Bober, un piccolo negoziante ebreo che si trova in difficoltà per l’apertura nella stessa via di un’altra drogheria e di un negozio di liquori. Gli affari calano, la miseria arriva. Crescono le opportunità di farla franca in altre maniere. Morris non cede, si arrocca nella sua rettitudine e si consuma nello sforzo. Finché un ragazzo di origine italiana, Frank Alpine, si offre di aiutarlo senza compenso per imparare il lavoro sul campo. Morris tentenna, poi accetta perché la salute inizia a mancargli e perché vuole assicurare un futuro alla figlia e alla moglie. È la scelta che avvia la missione di ogni personaggio, umiliando le illusioni religiose, esaltando le certezze etiche. 

Destino, sacralità, morale. La cattedrale di Bernard Malamud scardina i miraggi quotidiani con una storia che è il punto massimo nella lotta tra un omino giusto e un Dio impietoso. «Sgobbava per ore e ore, era l’onestà fatta a persona – non poteva sfuggire alla propria onestà, era la sua palla al piede; sarebbe scoppiato se avesse imbrogliato qualcuno, eppure si fidava degli imbroglioni. Era Morris Bober e non poteva avere una sorte migliore. Con un nome così era come se il non possedere ce l’avessi nel sangue». Nella storia yiddish un bober indica una persona o una cosa che vale poco. Un’ombra nell’ombra. Invece qualcosa resiste: la dignità. Morris Bober non la perde mai. E quando sta per farlo la ritrova nelle origini. Nella madre e nel padre, appunto. Ancora meglio, nell’infanzia. «Morris era pieno di malinconia e passava delle ore a sognare del suo passato. Ricordava quelle verdi distese. L’uomo non dimentica mai i luoghi in cui correva da bambino»

Malamud ricordò sempre quell’infanzia, soprattutto l’episodio che lo aveva cambiato. Aveva poco più di dieci anni e il padre gli regalò un’intera enciclopedia, The Book of Knowledge, come premio per essere sopravvissuto a una feroce polmonite. Era la prima volta che un libro entrava in casa. Quando il ragazzino si vide davanti la sfilza di volumi, capì che il mondo non era solo fatto di merce da vendere, di una naturale cortesia verso i clienti o di gare tra coetanei nel quartiere. C’era dell’altro, e andava esplorato. Lo aiutarono dei buoni insegnanti al liceo e un’innata propensione a raccontare qualsiasi vicenda nei minimi particolari. Da sempre il piccolo Bernard assillava chiunque per una descrizione minuziosa dell’ultimo film visto. Era la vera passione malamudiana: i film, e soprattutto Charlie Chaplin

Molto tempo dopo quel battesimo culturale, lo scrittore di Brooklyn ammise che il tocco amaro dei suoi libri e la gentilezza della sua prosa venivano proprio da Charlot. Anche il modo di pensare per immagini era in debito con quell’alfabeto. Così il suo Morris Bober diventa un Chaplin quotidiano, mesto e acuto, rancoroso, timido. L’amaro del negoziante sopravvive nei gesti accorti, si avvera nella propensione al bene. Lungi da ogni sentimentalismo, Il commesso dà fiato alla discrezione del cuore. È lo stesso pudore narrativo che Malamud insegnò nei corsi di scrittura per quaranta anni. «Si impara da ciò che si insegna, e si impara da quelli a cui si è insegnato», disse a Daniel Stern in una delle poche interviste rilasciate. Non lo dimenticò mai, con questa missione continuò a trasmettere il mestiere del narratore finché riuscì. Era un modo per incontrare sensibilità formidabili («Imbattersi in un gruppo di lettori veramente seri è qualcosa di miracoloso»), e per viaggiare. 

Malamud perlustrò in lungo e in largo il continente americano e l’Europa, amava moltissimo l’Italia. Per un po’ visse a Roma e non è un caso che Frank Alpine sia di origine italiana. Ogni suo personaggio in un modo o in un altro rimane esule, è l’omaggio ai genitori immigrati dalla Russia. Anche Morris Bober ha la stessa ferita, non territoriale ma di alienazione. La minaccia viene dallo straniero: due norvegesi aprono un alimentari nella stessa via, sanno usare la pubblicità e vendono prodotti di qualità superiore. La strada che l’ha protetto ora è confine di guerra. Così Malamud trasforma il calore del luogo di nascita in ghiaccio. Anche il clima segue il suo disegno, la neve è l’unica traccia del Dio scorbutico. Nevica nel momento sbagliato: quando c’è di mezzo il riscatto finale di un uomo. «La neve di primavera commuoveva Morris profondamente. La guardava cadere, scorgendovi scene della sua fanciullezza, ricordando cose che pensava di aver dimenticato. Provò un desiderio irresistibile di trovarsi fuori, all’aperto». Morris Bober rispetta il suo vangelo. Va, esce. Sfida il cielo. E compie il suo destino. 

Malamud combatté per tutta la vita con l’incertezza di saper scrivere un libro. Più diventava celebre, maggiore era l’ansia di non riuscire a creare una storia. Lo diceva anche ai suoi studenti: «Convivete con l’insicurezza e osate». Lui osò sempre, e ogni volta tornava a trovarlo la paura di fallire. Forse fu proprio il suo timore atavico a condurlo in strada quel pomeriggio di vittoria del National Book Award. A convincerlo a passeggiare oltre le strade conosciute, a metterlo seduto sulla panchina di un parco pubblico. A fargli scansare un pensiero di gloria, a favore della madre e del padre. E a riportarlo a scrivere, per altri venticinque anni, narrazioni formidabili. 

Ribadì la sua esitazione sempre. Tranne a Daniel Stern, quando gli chiese se esistesse nel mondo la possibilità di non raccontare più storie. Prima di rispondere, Malamud aspettò un istante, poi disse: «Questo succederà quando la gente non farà più sesso»

Marco Missiroli
da Corriere della Sera, 19 ottobre 2013


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Miles Davis, Human Nature [John Bettis/S. Porcaro]
Brad Mehldau Trio
Holland [Sufjan Stevens]
Miles Davis
Time After Time [Cyndi Lauper/R. Hyman]
Brad Mehldau Trio
Where Do You Start? [Johnny Mandel/Marylin Bergman/Alan Bergman]
Miles Davis
, Back Seat Betty [Miles Davis]
Cyndi Lauper
Time After Time [Cyndi Lauper/R. Hyman]
Miles Davis
Yesternow [Miles Davis]


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<![CDATA[Le Granate del 13 Febbraio 2018]]>

Tredicesima puntata de "Le Granate", veramente piena e ricchissima di argomenti! Iniziamo parlando della manifestazione di sabato scorso a Macerata e lo facciamo con Giovanni della Polisportiva Ackapawa di Jesi e con Marco della nostra San Precario. Continuiamo poi la nostra chiacchierata con Giulio, di FuoriNorma, che ci parla della campagna ACAD sul caso dell'effige di Federico Adrovrandi negli stadi italiani. Infine Sandra, dottoranda in sociologia presso l'Università di Padova, ci ricorda gli appuntamenti accademici a cui parteciperà la Sanpre. Immancabili, come sempre, la "Settimana Precaria" e la buona musica di Radio Sherwood.

Qui sotto i brani, di lato il podcast

Lumpen - Sloop John B (Beach Boys Cover) [Sigla]

Alborosie - Still Blazin

Does It Offend You - We Are Rockstar

Moderat - Last Time

Tool - Schism

Carl Brave -Medusa

Orange Car Crash - Mind The Gap

Jerry The Pacemaker - You'll Never Walk Alone [Chiusura]

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<![CDATA[Snatura Rock del 4 febbraio 2018]]>

h15.15 Intervista ai Project-TO
Riccardo Mazza, compositore e docente di musica di alto perfezionamento, assieme alla fotografa e video maker Laura Pol, sono tornati per dare un proseguo ai Project-TO dopo "The White Side, The Black Side" di due anni fa dove proponevano due evoluzioni compositive degli stessi brani. Nel disco nuovo "Black Revised" ci spinge ancora oltre, ancora più profondamente nell'underground techno ambient rivisitando la Black Side del precedente album. Ne parliamo con Riccardo.

h16.00 Intervista a Luca Bretta
"L'1%" è il secondo album dopo "Disconnesso", l'esordio di Luca Bretta uscito nel 2015. Canzoni che vogliono e sanno parlare d'amore. Amore senza riserve anche se a volte non corrisposto allo stesso modo. L'1% che diventa l'unica soddisfazione, quella percentuale per cui ci si acquieta e che diventa importantissima per andare avanti. Canzoni d'impatto e molto ispirate.

h16.30 Intervista ai Le Fragole
Carlo Alberto e Marco Tascone, ovvero Le Fragole, sono un duo musicale di Bologna attivi da dieci anni. Dopo "La piccola enciclopedia del bosco" vol. 1-2-3- e "Gli Amanti" sono tornati con "Maremosso", un disco che riprende qualche canzone già edita e raccoglie tutte le sfumature dell'approccio compositivo del duo figlio di Umberto Balsamo e Rino Gaetano. Si mettono in evidenza i rapporti umani con i loro sbagli perdonati o meno e quelle tenerezze dell'animo che portano alle relazioni affettive.

Francesca Ognibene

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<![CDATA[Snatura Rock del 4 febbraio 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Snatura Rock del 4 febbraio 2018]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Diserzioni: Viaggio perpetuo]]>

intro:

Dispersi nell'oceano di suono,
in balia della sua onda infinita,
alla deriva e privi di bussola,
seguiamo improbabili rotte
ma senza spezzare l'incantesimo
del nostro viaggio perpetuo

Playlist:

Strië : Perpetual Journey

Waelder: 381

Dedekind Cut: Tahoe

Circadian Eyes: Light Year

Blut Own: Endless Space In Mirror

Detz: Alone Again

Warias: Now it's never

Gnoomes: B-Day (Ulrich Schnauss Remix)

Blankenberge: Hopeless

Mint Field : Ojos En El Carro

Spc Eco: All The Voice

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<![CDATA[18/02 • Aperiboogie]]>

 

Domenica 18 febbraio dalle ore 18.30

Sherwood Open Live
vicolo Pontecorvo 1/A - 35121 Padova

• Aperiboogie •
l'aperitivo dei ballerini padovani

evento Facebook -

Dalle 18:30 i Doo Wop Boogiedancers in collaborazione con Sherwood Open Live vi daranno la possibilità di concludere la settimana divertendosi tra amici, in compagnia di un buon aperitivo e dai cicchetti che lo staff Sherwood ci preparerà. Questa domenica avremo ospite EDDIE ROCKET DJ che con la sua incredibile selezione avrà il compito di farci scatenare tra uno spritz e l’altro.
Alle ore 21:00 la festa continua con la nostra mitica PASTASCIUTTATA offerta dallo staff Aperiboogie e Sherwood open live!!!!

Quindi vi aspettiamo numerosi alla domenica più rock ’n’ roll di Padova!!!!

EVENTO RISERVATO AI SOCI ACSI o SHERWOOD OPEN LIVE 


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<![CDATA[“Avenida Atlantica, Musiche & Storie dal Brasile” del 8 febbraio 2018]]>

Un programma che si occupa del Brasile, delle sue musiche e della sua Cultura, addirittura inventato e condotto da un nativo di Rio de Janeiro (Ligia stasera non ha potuto esserci), non poteva non dedicare almeno una puntata alla più grande festa nazionale, patrimonio culturale del Paese, anche se ovviamente infiltrato di affari, commercio, pubblicità e quant’altro! La data si prestava perfettamente perché i “desfiles” speciali (le sfilate delle “Escolas de Samba” più importanti) cominceranno domenica 11, quindi ho tutto il tempo di farvi ascoltare per esempio il “Samba Enredo” (la musica) che accompagnerà la mia squadra del cuore, la verde/rosa, la “Mangueira”, vincitrice del campionato del mondo di due anni fa! Ecco, vi invito ad ascoltare la puntata così capirete, se già non lo sapete, cosa sia questa festa, una competizione festosa ma acerrima fra scuole, quartieri, Storie, musiche, maschere, carri, una specie di vero “Mundial”, un campionato con tanto di vincitori e retrocessi, che faranno posto ai promossi dalla categoria inferiore l’anno successivo. Ve lo racconterò solo un po’ - anche svelando alcuni dei temi scelti dalle “Escolas”, in alcuni casi in polemica con l’attuale sindaco reazionario di Rio, omofobo, amico dei militari e tagliatore dei fondi per il Carnevale stesso - perché l’argomento è vastissimo e la colonna sonora sarà quanto promesso la settimana scorsa, ovvero ancora l’ascolto delle migliori cose del 2017 attraverso i risultati delle premiazioni ai recentissimi Grammy Awards Latinos. Nello specifico, ascolteremo una pioggia di samba e sambisti provenienti da un ricchissimo disco di Jorge Aragao (“Sambabook” – Musikeria rec. 2017) che si è giustamente guadagnato la nomination come miglior album di samba/pagode 2017 (poi vinto da Mart’nalia con “Misturado” – Biscoito Fino rec., 2017, che potete ascoltare sul podcast della scorsa settimana). Continueremo nella prossima puntata del 15/02 perché avremo i vincitori (proclamati la notte precedente, il 14/02) e perché Ligia ci parlerà probabilmente anche del suo Carnevale, quello più a Nord. Boa mùsica!   JPY/LF

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Playlist:

01. aquarela do Brasil (Ary Barroso) - Joao Gilberto/Gilberto Gil/ Caetano Veloso – “Brasil”, 1981

02. a ciencia do Samba – Diogo Nogueira - lançamento do CD “Alma Brasileira” (2017)

03. quem nunca sentiu o corpo arrepiar ao ver esse rio passar (Ramires,Trinidades, N.do Cavaco, Lopita77, Rocha, Girao, Sales) –Gilsinho - samba enredo Portela 2017

04. qunital do céu – Zeca Pagodinho

05. pedaço de ilusao – Beth Carvalho

06. com dinheiro ou sem dinheiro, eu brinco!(Lequinho,J.Fionda,A.do Cavaco,G.Machado,W.Santos,G.Martins,I.Leal –Ciganerey/Pericles –samba enredo Mangueira 2018

07. resto de esperança – Fundo de Quintal

08. mutirao de amor – Vander Lee

09. toque de malicia - Lenine

10. alvarà – Ivan Lins

11. identidade – Elza Soares

12. molque atrevido - Emicida

13. eu e vocé sempre – Diogo Nogueira

14. samba agoniza mas nao morre (N. Sargento) – Nelson Sargento & Teresa Cristina – “cidade do samba”, 2007

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<![CDATA[Orange Car Crash • SOL#30]]>

 

Mercoledì 14 febbraio dalle ore 20.00

Sherwood Open Live
vicolo Pontecorvo 1/A - 35121 Padova

• Orange Car Crash •
Psych - Ethno Folk

evento Facebook -


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Per questo Marcoledì avevamo voglia di proporvi una cosa un po' particolare, un po' diversa da quello che vi proponiamo di solito.
Avremo il piacere di ospitare gli Orange Car Crash che con ritmi tribali screziati di psichedelia ci porteranno su sentieri inesplorati della mente.

Come di consueto si apre alle 20.00 per l'aperitivo tra spritz, birre artigianali CRAK e la speciale Sherwood Blonde Ale alla spina, vinelli, cicchetti e pizze fatte da noi.

Siamo pronti ad accogliervi dalle 20.00
Live puntuale dalle 21.30 alle 23.00 
Ultimo giro di bar alle ore 00.00 

• Compila la richiesta di iscrizione online e risparmi tempo all'ingresso.
Clicca qui : 
Iscrizione

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Non sai chi sono i Orange Car Crash ? 
Te li presentiamo noi!

Orange Car Crash è il nuovo progetto di Andrea Davì, già batterista per Mamuthones, Lay Llamas e co-fondatore del collettivo musicale The Beautiful Bunker.
Il sound del gruppo parte da interessi di tipo etnomusicologico per poi spaziare attraverso le atmosfere più tipiche della psichedelia americana ed europea.
Il gruppo presenta pezzi inediti e pezzi tratti dall'album "Simple Music", uscito l'anno scorso per l'etichetta Americana Was Ist Das, proponendolo in una versione dal vivo per 7 elementi, dove la ricerca timbrica unita all'uso delle poliritmie diventa l'obiettivo del concerto.

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<![CDATA[“Take Five, Jazz & dintorni” del 8 febbraio 2018]]>

Prosegue la disamina, o meglio, l’ascolto di musicisti, gruppi e dischi estratti dalle classifiche relative al referendum annuale indetto dalla rivista “Musica Jazz”, una delle due più importanti testate specializzate in questo nostro amato settore musicale insieme a “Jazz.it”. Come credo sia ormai noto, a gennaio vengono pubblicate le risultanze delle “votazioni” degli addetti ai lavori che aderiscono a questa iniziativa che mettono in luce, volta per volta, le migliori cose dell’anno appena concluso.

Le categorie in corsa sono i musicisti, i gruppi, i dischi, i talenti emergenti, distinti in liste nazionali e liste internazionali. Ci sono poi i premi speciali dedicati alle migliori ristampe e agli inediti resuscitati dai famosi “cassetti”. I vincitori li abbiamo ascoltati la settimana scorsa, puntata nella quale però ho iniziato anche a proporre quelli che comunque sono risultati, a seguire, i più “votati” visto che un referendum del genere rappresenta comunque uno dei modi di osservare il panorama musicale attuale. E oggi proseguiamo, con un interessante intreccio fra Europa e Stati Uniti, fra giovani e veterani, fra tradizione e ricerca, fra improvvisazioni e riletture. Buon ascolto.   JPY

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Playlist:

01. take five (P. Desmond) – Dave Brubeck 4et – time out (columbia)  - 1959

02. tarova (M. League) – Snarky Puppy – culcha vulcha (ropeadope) - 2016

03. les rues vagabondes (R. Garcia-Fons) – Renaud Garcia-Fons – la vie devant soi (ccb) - 2017

04. don’t mind if I do (P. Johnston) – The Microscopic 7et – been up so long it looks down up to me (cuneiform) - 2017

05. morphing (S. Coleman) – Steve Coleman Eclipse Natal – morphogenesis (pi) - 2017

06. grrr (E. Rava) – Enrico Rava Quartet – Rava plys Rava (philology)  - 1999

07. small town (B. Frisell)  - Bill Frisell & Thomas Morgan – small town (ecm)  - 2017

08. the dreamer is the dream (C. Potter) – Chirs Potter – the dreamer is the dream (ecm) - 2017

09. the shining one (C. Taborn) – Craig Taborn – daylight ghosts (ecm)  - 2017

10. nuovo cinema paradiso (E. Morricone) – Enrico Pieranunzi Marc Johnson Joey Baron – live in Japan (cam) - 2007

11. jaspe (E. Risser) -  Eve Risser White Desert Orchestra – le deux versant de regardent (clean feed)  - 2016

12. everybody’s song but my own-serpentine (K. Wheeler-F. Hersch) Fred Hersch Trio - au Festival @ Jazz Sous Le Pommiers 2017

13. to those who loved us to those wholl love us (D. B. Van der Noot) – Dino Betti Van der Noot – September’s new moon (sam) - 2011

14. haydarpascià (Y. Merdiven) – Yuruyen Merdiven Trio ft. Eloisa Manera – zinar, gunes ve bir deli (Pazar) - 2016

15. la follia italiana (P. dalla Porta) – Paolo Fresu Devil Quartet – desertico (tuk music) - 2013

16. bumerang (M. Tingvall) – Tingvall Trio – cirklar (skip rec)  - 2017

17. theme 001 (J. Branch) – Jaimie Branch – fly or die (iarc) - 2017

18. time store (F. Michisanti) – Federica Michisanti – trioness (isk)  - 2012

19. take five (P. Desmond) – Dave Brubeck 4et – time out (columbia)  - 1959

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<![CDATA[Mercato Genuino Clandestino Febbraio]]>

Domenica 11 FebbraioCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Mercato dei Produttori di

Genuino Clandestino

Comunità in lotta per l'autodeterminazione alimentare

www.facebook.com/GenuinoClandestino
www.genuinoclandestino.it

+ Artigianato locale


Dalle ore 14.00 - Laboratorio per bambini

"Evviva il Carnevale!!"


Dalle 15.00 alle 18.00
> Dj-Set


Ingresso gratuito

La sperimentazione di un modello di economia che impegna reciprocamente produttori, artigiani e consumatori per sovvertire le catene di distribuzione, ridurre la distanza alimentare, valorizzare le relazioni sociali, sensoriali e gustative. Per noi realizzare la sovranità alimentare nelle città significa difendere la piccola agricoltura contadina nelle campagne creando una relazione diretta tra chi produce e chi consuma.

Presso l'Osteria del Centro Sociale Rivolta potrete gustare ottime pizze e piatti preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.

** In caso di pioggia l'evento si terrà al coperto **

Il prossimo appuntamento con Genuino Clandestino
sarà Domenica 25 Febbraio al CSO Django di Treviso.

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<![CDATA[Dischi Sotterranei, la festa al Cso Pedro]]>

Sabato 10 FebbraioC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova

 

Dischi Sotterranei, la festa

 

“Si dovrebbe poter comprendere che le cose sono senza speranza, e tuttavia essere decisi a cambiarle”. Così scriveva Francis Scott Fitzgerald ne Il grande Gatsby, che peraltro scrisse anche, nei Taccuini: "Allora mi ubriacai per molti anni, poi morii".

Insomma avete capito di che serata parliamo.

5 artisti e band, tutti rigorosamente Sotterranei, si avvicenderanno su due palchi. Poi sì, si tira tardi per chi ha voglia di ballare.


Apertura ore 21 - Ingresso 5 euro


Suoneranno per voi:

Ulisse Schiavo
www.facebook.com/UlisseSchiavoOfficial

Vertical
www.facebook.com/verticalmusicpage

Captain Mantell
www.facebook.com/captainmantell

Cosmetic
www.facebook.com/cosmeticmusic

Pietro Berselli
www.facebook.com/pietrobersellilive

 

...e a seguire dj set, per concludere la serata in bellezza!

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<![CDATA[Calibro 35 al CSO Pedro]]>

Venerdi 09 FebbraioC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova


Calibro 35

www.facebook.com/calibro35

presentazione del nuovo disco "Decade"

Unica data in Veneto


Opening act:

Torso Virile Colossale

www.facebook.com/torsovirilecolossale


Dopo il live

The Mojo's Dj Set

www.tinyurl.com/TheMojos


Apertura cancelli ore 22.00

Ingresso 10 €


Il sesto album in studio dei Calibro 35 si chiama Decade e uscirà il 9 febbraio 2018 per Record Kicks, giusto in tempo per il decimo compleanno della band, che ha approfittato dell’occasione per riassumere in un solo disco tutta la sua storia artistica.

Ma Decade non sarà solo nostalgia: per la prima volta i Calibro si sono fatti accompagnare in fase di registrazione da una piccola orchestra composta da archi, fiati e percussioni. Si tratta degli Esecutori di Metallo su Carta, ensemble fondato da Enrico Gabrielli con Sebastiano De Gennaro.

Le influenze sono quelle che abbiamo imparato a memoria negli ultimi anni: il crime-funk degli esordi, le colonne sonore di Morricone, l’afrobeat e il cosmic jazz in stile Sun Ra.

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<![CDATA[Indica Puntata 12 - Piccolo Digitale Mondo Antico]]>

Dopo lo Sherwood Open Live abbiamo intervistato i Piccolo Digitale Mondo Antico per capire meglio come scrivono e concepiscono la loro musica.

Ascolta i loro brani: www.youtube.com/channel/UCEnvNGa19XCMIhFUq96FdhQ

Seguili su Facebook: www.facebook.com/piccolodigitalemondoantico/

Buon ascolto della loro risposte e di due pazzi scelti ad hoc:

- Corro via
- Canzone della superficie

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<![CDATA[ReadBabyRead_372_Bernard_Malamud_3]]>

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1957, Il commesso è considerato da molti l'opera più importante di Bernard Malamud. Negli ultimi anni, e dopo un lungo periodo di oblio, Bernard Malamud è tornato a occupare in Italia quella posizione di primo piano che gli è stata da tempo riconosciuta in patria, all’interno tanto della letteratura ebraico-americana, quanto della letteratura americana tout court. Ad assumere l’iniziativa di una ripubblicazione sistematica dell’opera di Malamud è stata minimum fax, come sempre attenta nell’accompagnare alla ricerca di nuove voci la riproposizione dei classici che meglio hanno resistito all’usura del tempo, corredati di introduzioni o saggi affidati a scrittori e critici contemporanei. A partire dal 2006 la casa editrice romana ha riproposto sette degli otto romanzi di Malamud, e le sue prime due raccolte di racconti, con prefazioni o «ricordi» di nomi importanti, italiani e stranieri. Il nuovo fermento che ha circondato la produzione narrativa di Malamud – e che è stato accompagnato da un costante riscontro anche di pubblico – sfocia ora nella pubblicazione, per i Meridiani Mondadori, dei due volumi della sua opera omnia Romanzi e racconti (volume I: 1952-1966; volume II: 1967-1986).

ReadBabyRead #372 dell’8 febbraio 2018


Bernard Malamud 
Il commesso
(primi tre capitoli)

(3a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


Erano i primi di novembre e all'alba l'oscurità della notte durava ancora nella via, ma il vento, con meraviglia del negoziante, imperversava già. Gli sbattè con violenza il grembiule in faccia mentre si chinava a raccogliere le due cassette di latte dal bordo del marciapiede. Ansimando, Morris Bober trascinò fino alla porta i pesanti recipienti. Nel vano, un voluminoso sacco marrone pieno di panini di pasta dura e la testa grigia, il volto stizzoso della Poilisheh che se ne stava rannicchiata là ad aspettare di farsene dare uno.
«Come mai così in ritardo?»
«Sono le sei e dieci», disse il negoziante.
«Fa freddo», si lamentò lei.
Lui girò la chiave nella tappa e la fece entrare. Di solito riponeva le bottiglie del latte e accendeva i caloriferi a gas, ma la polacca era impaziente. Morris vuotò il sacco di panini in una cesta metallica sul banco, gliene scelse uno senza semi, lo tagliò a metà e lo avvolse in un foglio di carta bianca. La donna infilò il pane nella sporta di corda lasciando tre centesimi sul banco. Morris incassò la vendita nel vecchio e rumoroso registratore di cassa, ripiegò con cura e ripose il sacco del pane, finì di portare dentro il latte e sistemò le bottiglie nel frigorifero, in basso. Accese il calorifero a gas in negozio e andò nel retrobottega ad accendere l'altro.


L’eroe mite e dignitoso di Malamud, lo scrittore che amava Charlot

Appena Bernard Malamud seppe di aver vinto il National Book Award si mise in strada e passeggiò a lungo. Camminò per le vie che conosceva e proseguì per alcuni isolati sperduti, quando sentì di essere stanco si addentrò in un parco pubblico. Si sedette su una panchina, era quasi sera, e ci pensò su. Non rifletté sulle conseguenze del premio letterario più importante d’America, gli venne in mente la madre. Era morta giovane lasciandolo solo con il padre, un droghiere gentile di Brooklyn con la devozione per la famiglia. La madre e il padre: festeggiò così lo scrittore ebreo più importante e discreto degli Stati Uniti. Era il 1959 e lui aveva quarantacinque anni, un’esistenza alle spalle di mezza orfananza che gli aveva portato dozzine di mestieri, dalla fabbrica ai negozi alimentari, fino al concepimento di un romanzo capolavoro: Il commesso

Lo aveva pubblicato due anni prima, l’effetto che generò fu lo stesso che si avvera nelle scorribande tra ragazzini, quando il più fragile della compagnia compie un’impresa inaspettata. E produce sgomento. Così il narratore che veniva dalla tetra Brooklyn divenne il maestro indiscusso di un giovane Philip Roth e il collega a cui guardare con ammirazione, il riferimento è a Saul Bellow. L’intero mondo letterario seppe che la potenza di Malamud covava nella semplicità, e nell’onestà. Per lo sguardo e per la scrittura. Per l’azzardo di restare nella modestia degli uomini. 

Il commesso è questo, racconta la storia di Morris Bober, un piccolo negoziante ebreo che si trova in difficoltà per l’apertura nella stessa via di un’altra drogheria e di un negozio di liquori. Gli affari calano, la miseria arriva. Crescono le opportunità di farla franca in altre maniere. Morris non cede, si arrocca nella sua rettitudine e si consuma nello sforzo. Finché un ragazzo di origine italiana, Frank Alpine, si offre di aiutarlo senza compenso per imparare il lavoro sul campo. Morris tentenna, poi accetta perché la salute inizia a mancargli e perché vuole assicurare un futuro alla figlia e alla moglie. È la scelta che avvia la missione di ogni personaggio, umiliando le illusioni religiose, esaltando le certezze etiche. 

Destino, sacralità, morale. La cattedrale di Bernard Malamud scardina i miraggi quotidiani con una storia che è il punto massimo nella lotta tra un omino giusto e un Dio impietoso. «Sgobbava per ore e ore, era l’onestà fatta a persona – non poteva sfuggire alla propria onestà, era la sua palla al piede; sarebbe scoppiato se avesse imbrogliato qualcuno, eppure si fidava degli imbroglioni. Era Morris Bober e non poteva avere una sorte migliore. Con un nome così era come se il non possedere ce l’avessi nel sangue». Nella storia yiddish un bober indica una persona o una cosa che vale poco. Un’ombra nell’ombra. Invece qualcosa resiste: la dignità. Morris Bober non la perde mai. E quando sta per farlo la ritrova nelle origini. Nella madre e nel padre, appunto. Ancora meglio, nell’infanzia. «Morris era pieno di malinconia e passava delle ore a sognare del suo passato. Ricordava quelle verdi distese. L’uomo non dimentica mai i luoghi in cui correva da bambino»

Malamud ricordò sempre quell’infanzia, soprattutto l’episodio che lo aveva cambiato. Aveva poco più di dieci anni e il padre gli regalò un’intera enciclopedia, The Book of Knowledge, come premio per essere sopravvissuto a una feroce polmonite. Era la prima volta che un libro entrava in casa. Quando il ragazzino si vide davanti la sfilza di volumi, capì che il mondo non era solo fatto di merce da vendere, di una naturale cortesia verso i clienti o di gare tra coetanei nel quartiere. C’era dell’altro, e andava esplorato. Lo aiutarono dei buoni insegnanti al liceo e un’innata propensione a raccontare qualsiasi vicenda nei minimi particolari. Da sempre il piccolo Bernard assillava chiunque per una descrizione minuziosa dell’ultimo film visto. Era la vera passione malamudiana: i film, e soprattutto Charlie Chaplin

Molto tempo dopo quel battesimo culturale, lo scrittore di Brooklyn ammise che il tocco amaro dei suoi libri e la gentilezza della sua prosa venivano proprio da Charlot. Anche il modo di pensare per immagini era in debito con quell’alfabeto. Così il suo Morris Bober diventa un Chaplin quotidiano, mesto e acuto, rancoroso, timido. L’amaro del negoziante sopravvive nei gesti accorti, si avvera nella propensione al bene. Lungi da ogni sentimentalismo, Il commesso dà fiato alla discrezione del cuore. È lo stesso pudore narrativo che Malamud insegnò nei corsi di scrittura per quaranta anni. «Si impara da ciò che si insegna, e si impara da quelli a cui si è insegnato», disse a Daniel Stern in una delle poche interviste rilasciate. Non lo dimenticò mai, con questa missione continuò a trasmettere il mestiere del narratore finché riuscì. Era un modo per incontrare sensibilità formidabili («Imbattersi in un gruppo di lettori veramente seri è qualcosa di miracoloso»), e per viaggiare. 

Malamud perlustrò in lungo e in largo il continente americano e l’Europa, amava moltissimo l’Italia. Per un po’ visse a Roma e non è un caso che Frank Alpine sia di origine italiana. Ogni suo personaggio in un modo o in un altro rimane esule, è l’omaggio ai genitori immigrati dalla Russia. Anche Morris Bober ha la stessa ferita, non territoriale ma di alienazione. La minaccia viene dallo straniero: due norvegesi aprono un alimentari nella stessa via, sanno usare la pubblicità e vendono prodotti di qualità superiore. La strada che l’ha protetto ora è confine di guerra. Così Malamud trasforma il calore del luogo di nascita in ghiaccio. Anche il clima segue il suo disegno, la neve è l’unica traccia del Dio scorbutico. Nevica nel momento sbagliato: quando c’è di mezzo il riscatto finale di un uomo. «La neve di primavera commuoveva Morris profondamente. La guardava cadere, scorgendovi scene della sua fanciullezza, ricordando cose che pensava di aver dimenticato. Provò un desiderio irresistibile di trovarsi fuori, all’aperto». Morris Bober rispetta il suo vangelo. Va, esce. Sfida il cielo. E compie il suo destino. 

Malamud combatté per tutta la vita con l’incertezza di saper scrivere un libro. Più diventava celebre, maggiore era l’ansia di non riuscire a creare una storia. Lo diceva anche ai suoi studenti: «Convivete con l’insicurezza e osate». Lui osò sempre, e ogni volta tornava a trovarlo la paura di fallire. Forse fu proprio il suo timore atavico a condurlo in strada quel pomeriggio di vittoria del National Book Award. A convincerlo a passeggiare oltre le strade conosciute, a metterlo seduto sulla panchina di un parco pubblico. A fargli scansare un pensiero di gloria, a favore della madre e del padre. E a riportarlo a scrivere, per altri venticinque anni, narrazioni formidabili. 

Ribadì la sua esitazione sempre. Tranne a Daniel Stern, quando gli chiese se esistesse nel mondo la possibilità di non raccontare più storie. Prima di rispondere, Malamud aspettò un istante, poi disse: «Questo succederà quando la gente non farà più sesso»

Marco Missiroli
da Corriere della Sera, 19 ottobre 2013


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Miles Davis, Human Nature [John Bettis/S. Porcaro]
Brad Mehldau Trio
Holland [Sufjan Stevens]
Miles Davis
Time After Time [Cyndi Lauper/R. Hyman]
Brad Mehldau Trio
Where Do You Start? [Johnny Mandel/Marylin Bergman/Alan Bergman]
Miles Davis
, Back Seat Betty [Miles Davis]
Cyndi Lauper
Time After Time [Cyndi Lauper/R. Hyman]
Miles Davis
Yesternow [Miles Davis]

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<![CDATA[Diserzioni: Il respiro della pioggia]]>

Lascia che cada su di me
con il suo liquido suonare
questa musica umile
che fa vibrare l'anima
cadenzando il mio respiro
col battere della pioggia


Mahlow: Breath Of Rain

ZéM: This Is The Night

1954: Flower Of Dead Man

Jan Blomqvist: Winter Roads

Vaeros: Flight in No Time

Sace X Loneliness: Whisper

Liamere: Manitoba

Faex Optim: Saltire Court Inaccuracy

Swoop And Cross: 10439

Stefano Guzzetti: A New Day (Tokyo)

Phon.o: Leaving Khidi

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<![CDATA[The Soft Moon + Ninos Du Brasil & Havah ]]>

Sabato 03 FebbraioCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera

The Soft Moon

www.facebook.com/thesoftmoon

"Criminal" Record release show


Ninos Du Brasil

www.facebook.com/NinosDuBrasil


Havah

www.facebook.com/hhavahh


Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate dai produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.


The Soft Moon - "Criminal"

La creatura del visionario compositore di Oakland, Luis Vasquez, arriva in Italia per quattro date per presentare il nuovo album Criminal, in uscita il 2 febbraio per Sacred Bones e anticipato dai singoli Burn e It Kills, diffuso proprio oggi.

Criminal è un album di confessioni. Attraverso la dura lente della vergogna e del senso di colpa che lo ha accompagnato per tutta l’infanzia, cresciuto in un contesto di violenza all’interno del popolato ambiente del deserto del Mojave degli anni ’80, Luis Vasquez qui documenta il suono straziante di chi è costantemente in guerra con se stesso.  Combattendo con la propria sanità mentale, l’odio per se stesso, l’insicurezza e lottando con il rischio che questi sentimenti lo tarformino in una persona da disprezzare, Vasquez in Criminal mette a nudo i suoi sentimenti più nascosti, dando vita ad un album che rappresenta il suo lavoro più intimo. “Il senso di colpa è il mio più grande demone e mi segue sin dall’infanzia. Tutto ciò che faccio rafforza la narrativa di cui sono colpevole “ riflette Vasquez. “Il bisogno da cui nasce Criminal è un disperato tentativo di trovare sollievo sia confessando i miei errori sia incolpando gli altri per i dolori che mi hanno inflitto”.

‘Criminal’ dunque segna un capitolo sorprendente e importante nella sua auto-esplorazione, sia artisticamente che emotivamente. Da giovane musicista, Vasquez ha iniziato a cercare di elaborare la narrazione della sua difficile educazione attraverso l’esplorazione musicale. Partendo dal krautrock e dal Post-Punk e affinando le sue influenze in un incantesimo percussivo sommesso, è nato l’omonimo album di The Soft Moon, pubblicato nel 2010 da Captured Tracks ed elogiato dalla critica di tutto il mondo. Nel 2012 arriva ZEROS, un lavoro concettuale e apocalittico, dopo cui Vazquez si è trasferito in Italia a Venezia. Nel 2014 è la volta di DEEPER. Mentre i precedenti album erano principalmente registrazioni strumentali, dove la voce di Vasquez era diffusa tra la musica come un altro strumento, “Deeper” segna l’inizio di una nuova direzione musicale in cui le voci e i testi diventano centrali. Per questo lavoro Luis ha lavorato per un intero anno insieme al produttore Maurizio Baggio, che gli ha dato la possibilità di concentrarsi sulla scrittura dei brani più che sulla sperimentazione degli universi sonori e questo ha permesso a Soft Moon di fare un enorme passo avanti.

Criminal, realizzato ancora con la collaborazione di Maurizio Baggio, vede Vasquez esplorare ulteriormente le profondità della sua anima, mettendo i testi in prima linea e lasciando fluire le sue emozioni più crude. L’album è il tentativo di riconoscere la propria responsabilità e allo stesso tempo cercare la redenzione per gli abusi inflitti a se stesso e agli altri, riconoscendo le radici di questa violenza negli abusi subiti durante la sua infanzia.

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<![CDATA[Paolo Baldini Dubfiles Live ]]>

Sabato 03 FebbraioC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova

Paolo Baldini Dubfiles Live

www.facebook.com/paolobaldinidubfiles

with

L.O. outta Mellow Mood

www.tinyurl.com/LorenzMM

Jules I outta Mellow Mood

www.tinyurl.com/JulesImm


and more guests to be announced ...

alongside

BomChilom

www.facebook.com/bomchilom

Pupa Giarret

www.tinyurl.com/PupaGiarretSound


Apertura cancelli 22.00

Ingresso 5 Euro


Paolo Baldini Dubfiles

Paolo Baldini nasce a Pordenone nel 1975. È̀ considerato uno dei produttori più interessanti del panorama indipendente italiano.

Con la sua prima band (B.R.Stylers) si distingue nel panorama reggae italiano per l’uso predominante dell’elettronica e di sonorità di ispirazione UK, che lo avvicinano a nomi come Revolutionary Dub Warriors e Zion Train e che saranno suo segno distintivo per un lungo periodo. Nel 2006 entra a far parte degli Africa Unite, di cui produce due dischi (Controlli e Rootz). La collaborazione con Madaski si estende anche al progetto Dub Sync, di cui è bassista e produttore. Il suo approccio si fa sempre più analogico e ispirato ai grandi nomi del dub made in Jamaica come King Tubby o Scientist.

Nel 2010 produce per i Tre Allegri Ragazzi Morti “Primitivi Del Futuro”, esperimento di contaminazione rock-reggae, che avrà un seguito in “Nel Giardino Dei Fantasmi”, dove invece il rock è tinto di world music. È̀ il produttore storico dei Mellow Mood, sicuramente il suo prodotto di respiro più internazionale, e di cui cura anche i progetti paralleli.

Nel 2014 esordisce per La Tempesta Dischi con il suo progetto DubFiles, testimonianza del suo lavoro di dubmaster, accompagnato da diversi cantanti (Mellow Mood, Forelock, Richie Campbell, Sr. Wilson, Andrew I e Dub Fx). Il tour che segue porta Baldini ad esibirsi in Italia, Francia e Spagna.

A inizio 2015 si reca in Giamaica per registrare il suo secondo album, intitolato "DubFiles at Song Embassy, Papine, Kingston 6". Grazie ad uno studio mobile, che resta in funzione per una settimana alla Song Embassy yard che da il titolo al disco, una ventina di artisti provenienti dal ghetto di Papine, la maggior parte dei quali assolutamente sconosciuti, trasforma le strumentali di Baldini in un tributo al multiforme genio giamaicano più genuino e spontaneo, in una sessione di registrazione a cavallo tra esibizione e reggae party.

L’album, accompagnato da un documentario che ne racconta genesi e fasi di realizzazione, è uscito ad aprile 2016 per neonata La Tempesta Dub, sub-label della più famosa La Tempesta Dischi, gestita dallo stesso Paolo Baldini e dai Mellow Mood. I singoli estratti dal disco, “Boom (Wah Da Da Deng)” e “Kingston 6”, stampati su 7” per celebrare la nascita dell’etichetta, sono andati sold-out nel giro di poche settimane e saranno nuovamente disponibili nel corso del 2017.

Baldini continua l’attività live esibendosi in tutta Europa e partecipando a festival come Reggae Live (Messico), Siempre Vivo (Cile) e Sierra Nevada World Music Festival (Stati Uniti).

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