<![CDATA[ home | Sherwood - La migliore alternativa]]> https://www.sherwood.it <![CDATA[Worries In The Area 6: Foundation VS Stereo 5]]>

Sabato 29 Febbraio 2020Centro Sociale Occupato PedroVia Ticino, 5 – Padova, Italy


BomChilom Sound presents:

Worries In The Area 6

www.facebook.com/worriesinthearea

Dubplate Soundclash


"Highest Level Soundclash" 2018 Winner:

Foundation Sound

(Groningen, Olanda)

www.facebook.com/foundationsound1


VS

"US Rumble" 2019 Winner:

Stereo 5 Sound

(New York, U.S.A.)

bit.ly/Stereo5sound


Apertura Cancelli: 22.00

Inizio Clash: 24.00 (puntuali)

Ingresso: 15 Euro

Informazioni:

worriesinthearea@gmail.com
www.facebook.com/worriesinthearea
www.facebook.com/bomchilom


Come raggiungere la location:

In auto: 
Coordinate GPS - 45.424055, 11.870935

In treno: 
(Per info sugli orari: www.trenitalia.com) Stazione Padova Centrale, imboccare il sottopasso e prenedere "Uscita Arcella", girare a sinistra e proseguire per circa un chilometro su via Annibale da Bassano finchè sulla sinistra si trova Via Ticino (davanti al benzinaio ERG).

In aereo: 
Padova è facilmente raggiungibile dall'Aeroporto di Treviso (TSF) e da quello di Venezia (VCE) con bus di linea BUSITALIA (www.fsbusitalia.it). Dall'Autostazione di Padova entrare nella Stazione dei treni, imboccare il sottopasso e seguire le indicazioni riportate nel punto precedente.


Dove dormire:

Hotel Giovanni
Via Terenzio Mamiani, 17 – Padova
www.hotelgiovanni.it
+39 0498073382
2,6 km dalla location / from the venue

Bed and Breakfast Gioia
Via Pietro Liberi, 10 - Padova
www.bbgioia.com
+39 3930116407
874 mt dalla location / from the venue

Hotel Casanova
Via Annibale da Bassano, 45 - Padova
www.hotel-casanova.it
+39 0498643889
304 mt dalla location / from the venue

Hotel Al Cason
Via Frà Paolo Sarpi, 40 - Padova
www.hotelalcason.com
+39 049662636
670 mt dalla location / from the venue

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Link Up In The Area 3]]>

Venerdi 28 Febbraio 2020C.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova


BomChilom Sound
 presents:

Link Up In The Area 3

Worries In The Area Soundclash 6 Pre Clash Link-Up

Vai all'evento del clash


International Reggae Dancehall Juggling Night

Are you going to attend "Worries In The Area 6" ? Reach Padova on Friday February the 28th! Join us at #LinkUpInTheArea and play some gems from your dub box. All soundmen are invited to juggle their dubplates and 45. please let us know at worriesinthearea@gmail.com

The line-up will be released as soon as possible


Dalle 18.00 alle 4.00

Ingresso: 3 Euro

Pizza / Food / Beer / Cocktail

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Altavoz presents The Bloody Beetroots]]>

Sabato 18 Gennaio 2020Centro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


AltaVoz presents:

The Bloody Beetroots

www.facebook.com/thebloodybeetroots


A breve tutte le info su orari e biglietti

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.


Come arrivare dalla stazione Mestre?

https://goo.gl/maps/xKeXHTs33kxUmRCq5

The Bloody Beetroots Live è un progetto di Sir Bob Cornelius Rifo, il produttore, fotografo e dj italiano trapiantato a Los Angeles e nato lo stesso anno del punk rock. "1977" tatuato nel petto è l'unica vera identificazione pubblica di Bob Rifo, che sul palco indossa costantemente la maschera di Venom: un catalizzatore dice lui, e insieme una dichiarazione di anonimato artistico, che ha dato vita ad un lungo elenco di produzioni, progetti, film, manifesti e incarnazioni musicali. Decine di remix realizzati in tempo record, numerosissimi live, dj set e progetti paralleli fanno di Sir Bob uno dei produttori italiani più apprezzati a livello mondiale.

Il primo album “Romborama” ha venduto più di due milioni di copie nel mondo, mentre con il secondo, Hide, pubblicato a 4 anni di distanza è riuscito a coinvolgere icone della musica rock come Paul Mc Cartney che ha inciso con lui Out Of Sight, ma anche Theophilus London, Peter Frampton, e Tommy Lee.

Costantemente in tour, Sir Bob si è esibito nei luoghi più diversi, dai piccoli club underground alle sterminate platee dei festival internazionali come Coachella, Lollapalooza, Big Day Out, Primavera Sound, SXSW e Fuji Rock.

Il suo motto è “demolire per ricostruire” e la forza di Bob risiede proprio nella sua capacità di unire sonorità elettroniche e dance ad atmosfere che trovano le radici nella forza distruttiva del punk. Dopo aver mosso i primi passi in una garage-punk-band italiana, nel 2007 Bob ha fondato The Bloody Beetroots, ottenenendo in breve tempo il totale supporto della scena electro house mondiale.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Talco - 15th Anniversary]]>

Sabato 21 DicembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Talco

15th Anniversary

www.facebook.com/talcopunkchanka


Los Fastidios

www.facebook.com/losfastidios


Blowfuse

www.facebook.com/blowfuse


Apertura ore 21.00

Ingresso 10 € - No Prevendite

Biglietti direttamente in cassa all’apertura dei cancelli.


Vi invitiamo ad arrivare presto, all’interno del Rivolta saranno attive l’Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.


Come arrivare al Rivolta dalla stazione dei treni di Mestre:

Uscite dal sottopasso della stazione di Mestre (direzione di Marghera – uscita verso il binario con il numero più alto), proseguite per 100 mt. e svoltate a sinistra in Via Carrer, dopo 150 mt. attraversate Via Rizzardi, prendete Via Bellinato e tenendo la destra proseguite per 150 mt. fino ad arrivare in Via Durando, girate a sinistra e proseguendo per 100 mt. vi troverete in Via F.lli Bandiera, girate a destra e proseguite finché sulla vostra sinistra troverete il Centro Sociale Rivolta (15 min. a piedi).

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Mercatino di Natale del Rivolta]]>

Domenica 15 DicembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli  Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Dalle ore 10.30 alle ore 19.30

Mercatino di Natale del Rivolta

Artigianato, Usato, Prodotti a KM0 e molto altro ..

Una domenica alternativa per promuovere un commercio sano e utile, contro l'ingordigia dei grandi centri commerciali e i frenetici acquisti natalizi. Un mercatino riscaldato al coperto dove si potrà trovare di tutto, dall'abbigliamento, all'artigianato, dall'oggettistica ai prodotti a KM0 e molto altro ...


Ore 17.30

High Go live

www.facebook.com/highgoartrebels

● Ingresso gratuito
● Ampio parcheggio gratuito
● 10 minuti a piedi dalla Stazione di Venezia/Mestre
● Bar sempre aperto per tutta la giornata
● Pizzeria e Osteria con prodotti a km/0
● Birre artigianali e vini del territorio

Se vuoi partecipare con un tuo banchetto mandaci una mail a info@centrosocialerivolta.org con la descrizione di cosa vorresti vendere.

Come arrivare dalla stazione Mestre?

https://goo.gl/maps/xKeXHTs33kxUmRCq5

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Timeless Sound + BomChilom]]>

Sabato 14 DicembreCentro Sociale Occupato PedroVia Ticino, 5 – Padova


100% Reggae Dancehall Night

Special guest:

Timeless Sound

The baddest gambian selecter from Berlin

www.facebook.com/itstimeless


longside

BomChilom Sound

The Sound of Padova - Since 2004

www.facebook.com/bomchilom


Starts h. 22.00

Ingresso 5 Euro

Mighty Timeless was born and raised at the beautiful Smiling-Coast of Gambia, West Africa. At the age of 18 he moved to Germany. Over one decade ago he chose to reside in Berlin City, where he has started his career as an DJ, artist and producer. Ever since he has been running nuff dances and life shows - not only within Germany but also all over Europe, and of course in Africa! Music is his mission. And the words and works of Jah, the Almighty, are the message of his music. In order to bring his mission to the people Timeless Sound has been travelling all over the world. Throughout the years he became one of Europe’s best known Reggae-Dancehall Sounds, as well as a highly respected artist in West Africa.

'Big up righteousness, defend the culture.'

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Knocked Loose al Rivolta]]>

Sabato 14 DicembreCentro Sociale Rivolta Via F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Knocked Loose

"A Different Shade Of Blue" EU Release Tour

www.facebook.com/KnockedLoose


Malevolence

www.facebook.com/MalevolenceRiff


Justice For The Damned

www.facebook.com/JusticeForTheDamned


Renounced

www.facebook.com/renouncedhc


Presto tutti i dettagli su orari e biglietti!


Versus Music Project & Trivel sono felici di presentarvi, per la prima volta in Italia, Knocked Loose!

Il quintetto del Kentucky salirà sul palco del CS Rivolta di Marghera (VE) in un appuntamento esclusivo per presentare il nuovo album "A Different Shade Of Blue", uno dei dischi più attesi dell'anno da pubblico e addetti ai lavori in uscita il 23 Agosto su Pure Noise Records.

I cinque ragazzi di Oldham County non hanno bisogno di presentazioni per gli amanti del genere. La carica ed intensità delle loro esibizioni li hanno portati alla ribalta in tutto il mondo negli ultimi anni, e per questo tour saranno accompagnati da 3 band altrettanto esplosive: gli inglesi , gli Australiani Justice For The Damned e Renounced dal Belgio.

Info: trivelparty@gmail.com –– versus.music.project@gmail.com

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Raixe Storte con A.Pennacchi e G.Gobbo]]>

Mercoledi 04 Dicembre
Centro Sociale Rivolta
Via F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Serata a sostegno del

Centro di accoglienza della Coop. Caracol

www.facebook.com/coopcaracol

Raixe Storte

Pièce di teatro-canzone

www.teatroboxer.com/raixe-storte-teatro-boxer


di e con

Andrea Pennacchi

e Giorgio Gobbo


Musiche dal vivo di

Giorgio Gobbo

Una galoppata tra i fatti più sanguinosi della storia di questa regione; un antidoto al mito dei bei tempi antichi ("co se copava i peoci co i pichi"), dell'età dell'oro della polenta e tocio che sgorga dalle sorgenti del Po, ma anche a quello dei veneti buoni e coglioni, o solo storpiati dalla miseria e dalla pellagra.

Una sana dose di storytelling omeopatico, innaffiato da buona musica, per conoscere il lato noir del Veneto, dai tagliagole delle paludi dei Celti ai serial killer d'oggi.

Da morire dal ridere.


Apertura cancelli ore 19.00

Inizio spettacolo ore 21.00


Ingresso 10€

Il ricavato della serata servirà a finanziare il Centro di accoglienza della Coop. Caracol. Ringraziamo Andrea Pennacchi e Giorgio Gobbo per la disponibilità nel sostenere questa esperienza.

Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.


Sostieni il Centro di accoglienza della Coop. Caracol

Anche dopo lo sbarco, la tempesta continua a terra.

Dopo circa 2 anni e mezzo si è chiusa l’esperienza di gestione di un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) da parte della Cooperativa Caracol.

Abbiamo scelto di non partecipare ai nuovi bandi per la gestione di strutture con le nuove regole volute dal precedente governo, che vorrebbero si gestissero dei parcheggi per esseri umani senza alcun investimento nell’inclusione scolastica, sociale e lavorativa nel territorio.

Nonostante il cambio di governo non si intravede alcun cambiamento di rotta e questo non ci stupisce.

La scommessa iniziata nel 2017 con 21 ragazzi è stata vinta solo in parte, 5 ragazzi hanno ottenuto il tanto desiderato permesso di soggiorno (e hanno potuto finalmente iniziare la loro vita fuori da un centro di accoglienza) e 4 ragazzi hanno scelto di tentare la fortuna altrove.

Per 12 ragazzi invece, nonostante abbiano frequentato la scuola, abbiano svolto attività di volontariato nel territorio e nonostante stiano lavorando da oltre due anni con contratto in regola la battaglia continua.

Continue battute d’arresto nelle Commissioni per il Riconoscimento dello Status di Rifugiato e nei Tribunali fanno si che dei cittadini residenti e dei lavoratori rischino in ogni momento di trovarsi clandestini.

In questa fase per loro è impossibile trovare un alloggio e costruirsi finalmente la vita nella quale hanno investito tanto in Italia.

Per questo abbiamo chiuso ufficialmente ma i ragazzi che continuano questa estenuante ricerca di ottenere il permesso di soggiorno sono ancora con noi.

Sogniamo un lieto fine per tutti e per questo ci impegniamo a continuare, seppure non formalmente, ad accogliere chi sta ancora aspettando.

Abbiamo però bisogno di essere sostenuti da chi crede nella nostra scommessa.

Le spese di gestione per il centro di accoglienza ma soprattutto le spese legali sono elevate e vogliamo promuovere iniziative per sostenere dal basso questa nostra nuova esperienza.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[VENYL 10ª Fiera del Disco di Venezia]]>

Domenica 01 DicembreCentro Sociale Rivolta Via F.lli Bandiera 45, Marghera
www.facebook.com/rivoltamarghera


Venyl

10ª Fiera del Disco di Venezia


Dalle 10.00 alle 20.00

Ingresso 3 €

Domenica 01 Dicembre si torna in patria Veneziana per il nostro più grande evento! Venyl arriva alla sua decima edizione e sarà il Leone di San Marco ad indicarci la via del diggin'.

Dalle ore 10.00 alle 20.00, allestiremo il Centro Sociale Rivolta con ben 50 espositori che riempiranno oltre 300 metri lineari di banchi, dando spazio a tutti i generi musicali presenti nei diversi formati: dischi in vinile, cd e musicassette.

Non mancheranno le sorprese che vi sveleremo nelle prossime settimane.

Il Leone è un Digger.

● Ingresso gratuito per i bambini fino ai 12 anni
● Ampio parcheggio gratuito
● 10 minuti a piedi dalla Stazione di Venezia/Mestre
● Bar sempre aperto per tutta la giornata
● Pizzeria e Osteria con prodotti a km/0
● Birre artigianali e vini del territorio

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Furio presenta Furiology]]>

Sabato 30 NovembreCentro Sociale Occupato PedroVia Ticino, 5 - Padova


Furio presenta Furiology

con Furio dei Pitura Freska e gli Ska-J

www.facebook.com/MarcoFurioForieri

www.facebook.com/skaj.jazz


A seguire DJ-Set (TBA)
 

Apertura ore 22.00 

Ingresso 5 €


Furio, nome d’arte di Marco Forieri, nasce a Venezia il 3 ottobre 1962. Studia il sassofono con Gianantonio De Vincenzo e Marco Castelli. Si interessa alla musica alla fine degli anni ‘70 suonando in vari gruppi, spaziando tra diversi generi musicali, dal jazz-rock al punk allo ska-reggae. Dopo alcune esperienze in gruppi che propongono musica demenziale in lingua veneziana, entra nel gruppo reggae Pitura Freska sostituendo Pietro Tonolo e fondendosi con la tromba di David Boato e il trombone di Toni Costantini. Con l'indimenticata reggae band veneziana è coautore di alcuni tra i loro più famosi brani come “Picinin”, “Crudele”, “Papa Nero” e molti altri. Tappe essenziali dei Pitura Freska: un disco di platino e tre dischi d’oro, una Targa Tenco nel 1993, Festivalbar con il brano Crudele e Festival di Sanremo con il brano Papa Nero. Dopo lo scioglimento dei Pitura Freska, nel 2002 fonda il gruppo Ska-JazzSka-J con il quale inciderà 12 cd in 14 anni. Con gli Ska-J è ospite da Serena Dandini a “Parla Con Me” e da Luca Barbarossa al Rai2 Social Club. Negli ultimi anni suona con la North East Ska Jazz Orchestra ed il gruppo acustico Gli Stellari. Ha collaborato come autore ed editore con Orchestra Casadei, Banda Osiris, Gianluca Ballarin, Skardy, Catarrhal Noise, Rumatera e molti altri. Nel 2016 lancia una fortunata campagna sulla piattaforma di crowdfunding Musicraiser con l’obiettivo di produrre due videoclip a supporto del suo primo disco solista “Furiology”.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Sick Tamburo ]]>

Sabato 30 Novembre
CSA Arcadia
Via Lago di Tovel, 18 - Schio (VI)


Sick Tamburo

Paura e l'amore - Tour 2019


More info soon!



I Sick Tamburo tornano in tour con un nuovo disco di inediti intitolato PAURA E L’AMORE. Quinto disco della formazione nata dall’incontro tra Elisabetta Imelio e Gian Maria Accusani, in uscita il 5 aprile per La Tempesta Dischi.

Nati dall’esperienza Prozac +, i Sick Tamburo sono uno dei gruppi alternative rock più interessanti del panorama italiano: testi concisi, ritmi incalzanti e un’affascinante attitudine punk. A due anni dal precedente lavoro “Un giorno nuovo”, i Sick Tamburo intessono 9 nuovi brani, racchiusi sotto il titolo emblematico di “Paura e l’amore” che, nell’unione simbolica di due sentimenti opposti, ne sviscera l’intrinseca connessione:

“Ognuno di noi, durante il corso della vita, deve inevitabilmente fare i conti con la paura. La paura che si presenta sotto mille e mille forme ma che crea sempre e comunque uno stato di disagio che ci mette spesso in grande difficoltà. L'amore è l'unico vero antidoto per questo disagio. L'amore è l'altra faccia della paura. In fin dei conti, lo stesso immaginario dei Sick Tamburo ruota attorno a questa cosa. Sotto al passamontagna, che in qualche modo è proprio l'immagine della paura, c'è sicuramente l'amore. Questo è il nostro disco. È la storia di come si possano affrontare le paure riducendole notevolmente, con un'arma che abbiamo tutti a disposizione. L'amore.”

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Andrea Laszlo De Simone]]>

Venerdi 29 NovembreCentro Sociale Occupato PedroVia Ticino, 5 - Padova


Andrea Laszlo De Simone

Presentazione del nuovo disco "Immensità"

www.facebook.com/andrealaszlomusica


a seguire DJ-Set

Apertura cancelli ore 21.00

Ingresso 12 € - No prevendite

(Biglietti disponibili in cassa la sera del concerto)


In collaborazione con:

The Goodness Factory

42Records

DNA concerti

“Immensità”, in uscita il prossimo 8 novembre, è un’opera complessa che lega musica e immagini. Un lavoro diviso in quattro capitoli (le canzoni) per nove tracce (ogni “capitolo” ha un prologo o una conclusione). Una vera e propria suite, giusto per usare un termine antico, che può essere fruita nella sua completezza solo ascoltando il vinile, oppure in digitale nell’innovativo formato in traccia unica, senza pause, come se si trattasse di un’unica sinfonia della durata di 25 minuti e 16 secondi.

Questa la scaletta di “Immensità”:

Preludio: Il sogno
Capitolo I: Immensità
Interludio primo: La realtà
Capitolo II: La nostra fine
Interludio secondo: Lo spazio
Capitolo III: Mistero
Interludio terzo: Il tempo
Capitolo IV: Conchiglie
Conclusione

Per l’occasione si uniranno alla band di Andrea Laszlo De Simone 3 nuovi elementi: Giulia Pecora al violino, Clarissa Marino al violoncello e Stefano Piri Colosimo alla tromba e al flicorno.
9 musicisti sul palco per un concerto immersivo, una versione contemporanea della musica da camera in cui il pubblico potrà creare la propria condizione ideale per l’ascolto.

Seduti? Sdraiati? In piedi?

Portate tutti i cuscini che avete, portate le cose che amate di più, portate quello che più vi fa stare bene, perché un concerto non è un concerto senza un pubblico felice.

Dopo "Conchiglie" (Capitolo IV) e "Mistero" (Capitolo III), arriva "La nostra fine" il secondo capitolo di ”Immensità”, il nuovo lavoro discografico di Andrea Laszlo De Simone in uscita il prossimo 8 novembre in digitale e in vinile (edizione limitata, solo 500 copie numerate, le prime 200 in vinile trasparente). L'opera è di fatto la colonna sonora dell'omonimo mediometraggio musicale che verrà pubblicato nelle prossime settimane.

"La nostra fine" (Capitolo II) è una canzone che parla della fine di una relazione e della difficoltà di accettare l’ineluttabile. Il video, per la regia dello stesso Andrea Laszlo De Simone, è un racconto per immagini di una delle fasi più emozionanti della realizzazione di “Immensità”, la registrazione delle parti di archi classici presso il Conservatoire CSNMD di Parigi.

Guarda il video: https://youtu.be/FQ2Z16-sFyk
Vinile trasparente: www.42records.it/?p=5913
Vinile nero: www.42records.it/?p=5916

#AndreaLaszloDeSimone #Immensità

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Tecniche Perfette XVII al Cso Pedro]]>

Sabato 23 NovembreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova

 

Tecniche Perfette VII
Semifinale Veneto

 

Opening act:

Apollo Kids (TN)
www.instagram.com/apollo_kids


Hosted by:

Kiave
(Blue Nox Academy)
www.facebook.com/kiaveofficial

Mastafive 
(TP/ MTV Spit!)
www.facebook.com/Mastafive

Dj Double S 
(TP/CitySound/Fabri Fibra offical dj)
www.facebook.com/djmais


Co-host:

Mbassadò
(EAD/intl live/Ear 2 the Street)
www.facebook.com/IntlliveHipHopItaly


Apertura ore 22 - Ingresso 5 euro


Dal 2003 Double S e Mastafive sono in giro per la penisola in cerca del migliore MC da battaglia.
Una battle dopo l'altra si sono distinti rapper del calibro di Mondo Marcio, ENSI, Clementino, July B, Emis Killa, Nitro, Noema, CaneSecco, Kenzie, Moreno MC, Kenzie, Fatt, Lethal V,Maik Brain, Morbo, Reiven, Shekkero, BLNK, Frenk.


Iscrizioni:

bit.ly/IscrizioniTPXVII
(Iscrivetevi sul link o in orario utile entro le 22.15 in loco, per favore non postate le iscrizioni tramite post sulla bacheca)
Per poi perfezionarle sotto forma di conferma in loco la sera stessa dell'evento entro le h22.15

Come raggiungerci:

In auto: uscita Padova Ovest poi segui per il centro scendi dal cavalcavia Camerini te lo trovi sulla destra dopo rotatoria in via Ticino appena prima del benzinaio ERG.
In treno/ a piedi/bici: Per raggiungere il Cso Pedro dalla stazione dei treni di Padova, uscite al sottopasso uscita Arcella, poi sono meno di 10 minuti a piedi seguendo via A.da Bassano, all'altezza del Benzinaio ERG troverete via >Ticino alla vostra sin.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[1 0 0 w/ Rise Black, A Qadim Haqq & more]]>

Sabato 23 NovembreCentro Sociale RivoltaVia Fratelli Bandiera 45, Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


1 0 0

Born in the semi-abandoned island of Venice 1 0 0 is an event series dedicated to participative and experimental expressions


Sala Nite Park


Music by:

Lostsoundbytes Live (BE) [Vastechoses]

Rise Black (ES) [Moustache Records]

Mart (RU)

Tlxco (IT)

Gabsphere (IT)

Ashed Thought (IT)


Sala Open Space

Talk + Live Painting:

w/ Abu Qadim Haqq (Detroit, USA)

The Book of Drexciya - Volume One


A Qadim Haqq, conosciuto anche come “The Ancient”, è un artista visivo, illustratore e grafico Americano di base a Detroit, Michigan.

Haqq è colui che di fatto ha forgiato l’iconografia della scena techno di Detroit, connotandone la declinazione afrofuturista, e “vestendo” numerose pubblicazioni in vinile di alcune delle più iconiche etichette indipendenti techno di Detroit (Underground Resistence, Transmat Records, Planet E, Metroplex Records).

Nel 2019 prende forma il progetto di Haqq per una graphic novel che racconti, in modo inedito, l’immaginario subacqueo affiancato alle produzioni musicali del leggendario duo elettronico detroitiano “Drexciya”.

Il progetto è stato interamente finanziato attraverso una raccolta fondi online, e viene presentato per la prima volta al pubblico, in anteprima rispetto alla sua pubblicazione ufficiale, ad inizio 2020.


Apertura cancelli ore 18.30

Ingresso € 10

No Tessera (Non è necessario alcun tesseramento all’entrata)


Come arrivare dalla stazione Mestre?

https://goo.gl/maps/xKeXHTs33kxUmRCq5


Food

All'interno del Centro Sociale Rivolta saranno attive l'osteria e la pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vino del territorio.


Info

www.1-0-0.info

www.facebook.com/hopeyouknow100

www.instagram.com/hopeyouknow100

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[No Borders dj Night al Cso Pedro]]>

Venerdì 22 Novembre
C.S.O. Pedro
Via Ticino, 5 - Padova

 

No Borders Dj Night

 

La scuola di italiano libera e gratuita per stranieri Liberalaparola è lieta di invitarvi alla festa di autofinanziamento No Borders Dj Night!


Apertura ore 21.30 - Ingresso 2 euro*


*I proventi della serata serviranno a finanziare le attività della scuola di italiano per stranieri Liberalaparola


Line up della serata:

 

Workshop di danza afro con il gruppo Ringopeople

Je Rino aka dj Rino
(Afro beat dj)
+
SlimSoldier Ibhasuote
(rap)

Dj Galleh
(original sound from Gambia)

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Rokitanski • SOL#70]]>

 SOL#70


 

Mercoledì 27 novembre dalle ore 20.00

Sherwood Open Live
vicolo Pontecorvo 1/A - 35121 Padova

• Rokitanski •
Synth Pop

evento Facebook -


***********************************************

Pochi anni or sono, in quel della Sagrada Famiglia-Interno2, nasce, suona, registra e sopravvive, un gruppo di fuorisede pastaaglio&olio, Müller-Thurgau e maschere animalesche : i ROKITANSKI.

Il collettivo Rokitanski (chi suona ne è solo una minoranza) ha scelto il genere synth pop, dopo aver valutato che non ne esistono di più stupidi, e fonda le sue influenze sui più o meno noti Кино, Soda Stereo, Pulp, Deer Thick, Niccoló Contessa, Giorgio Poi, Gramsci, Camus.

Il loro motto? "Rivoluzione Artistica è collettivizzazione dei mezzi di SovraProduzione"


20.00 • Apertura
21.30 • Live
00.00 • Ultimo Giro di Bar

 

Birre CR/AK • Vini Biologici Ca' Lustra
Cicchetti di nostra produzione e tranci di pizza preparati da* ragazz* della pizzeria "La Pizza Loca" del Cso Pedro

Nel rispetto del gentile vicinato, quando siete all'esterno, vi chiediamo di cercare di mantenere un tono di voce discreto e di non sostare nel cortile interno e nella stradina, ma di raggiungere la strada principale. Grazie mille!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA["A casa e ritorno" di Chris Offutt - Recensione]]>


A casa e ritorno di Chris Offutt 
O del moto circolare

 

 

Scorrono lungo le strade dell'Illinois e del Nebraska, passano dall'operaia Detroit al profondo Kentucky, attraversano il Mississippi e si inerpicano fino al Colorado i racconti che Chris Offutt racchiude in A casa e ritorno, edito quest'anno da Minimum fax.

L'America profonda, distante dai più topici e narrati centri città, viaggia veloce tra le pagine e, così, nel giro di mezza frase vi trovate con una variopinta compagine di personaggi capace di solcare velocemente miglia su miglia.
Non aspettatevi, però, che questa varietà umana consenta un'intensa e immediata immedesimazione.

Troverete storie funamboliche e originali che di certo non sono state pensate per vedervi riflessa la quotidianità. Sono piuttosto una selezione ben strutturata di vite differenti come ci si aspetta da una buona antologia. Queste figure, come avrete quindi intuito, non diventeranno i vostri migliori amici. Nessuna sindrome dell'abbandono vi attende a libro concluso.

Eppure piano piano vedrete che nascerà un sottile legame tra tutti loro e voi, miei cari lettori. Questo perché non sono loro, come non lo è lo spazio in cui si muovono, il reale protagonista dei frammenti di vita narrati. Lo sceriffo e la giornalista, il camionista e il nuovo cognato, l'assidua ascoltatrice delle frequenze radio della polizia e l'alcolista sono solo agenti necessari a muovere trame che rimandano al vero principe della selezione: il moto.

Un movimento concentrico che prima è fame di viaggio e poi ineluttabile e melanconico ritorno al luogo di partenza.

In fondo questa spasmodica ricerca di un posto dove fermarsi, il miraggio di un ubi consistam, non è forse ciò che più di molto altro accomuna l'intera umanità?
Questo atavico bisogno, che attraversa tempo e spazio, ci assimila gli uni con le altre molto più di molto altro. Ci pone altresì indistintamente nel medesimo piano: non esiste estrazione sociale o generazionale che non si confronti con tale brama.

Non importano le motivazioni. Non interessa se la direzione è verso la città, la montagna o il paesino. Quello che interessa tutti quanti noi è quella necessità famelica di trovare un baricentro. Ed è proprio su questo che giocano i racconti di A casa e ritorno.

Chris Offutt ha quindi il pregio di ricordarci come tutti, indistintamente, brancoliamo in attesa di trovare un centro di gravità permanente e lo fa attraverso otto capitoli dalla prosa secca e piacevole che si leggono volentieri e lasciano durature sensazioni su cui riflettere. Non vi resta che dargli una possibilità, casomai non aveste ancora avuto modo di farlo. Una sana dose di realismo in un periodo ovattato da stucchevoli e temporanei buoni sentimenti che vi garantirà di passare agevolmente tra un panettone e un pandoro. E poi, nell'arte sottile e rischiosa che abita i racconti, questa rimane una prova superata che va di certo almeno spiata.

Chris Offutt, scrittore americano, classe 1958. Tra le sue pubblicazione, edite in Italia, trovate Nelle terre di nessuno, Mio padre il pornografo, Country dark e ovviamente A casa e ritorno.

Minumum fax è una casa editrice indipendente con sede a Roma, fondata nel 1994.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[ReadBabyRead_465_Viola_Di_Grado_10]]>

Ispirato a un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, Fuoco al cielo, della talentuosa scrittrice Viola Di Grado, racconta del male ubiquo che appartiene alla Storia ma che si rintana anche all'interno di ogni amore assoluto: perché la "città segreta” non è solo un luogo reale di distruzione e segregazione, ma anche il nodo più intimo e pericoloso di ogni relazione, dove i confini tra il sé e l’altro si confondono e può bastare una parola, un gesto, un grumo di silenzio per far crollare ogni cosa o metterla per sempre in salvo.

L’amore o quello che era, quella cosa forte e buia che non avevano chiesto, era di nuovo in circolo”.


ReadBabyRead #465 del 21 novembre 2019


Viola Di Grado
Fuoco al cielo

Brani (primi 14 capitoli)

(10a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"Lei prende dal tavolo il coltello della carne.
Lui le afferra il polso.
Lei si divincola, digrigna i denti.
È l'11 febbraio 1996, è il pieno dell'inverno, il sole non è ancora sorto. La luce sul soffitto va e viene.
"Cosa vuoi fare con quello, eh?"
Il coltello cade a terra con un rumore gelido, poi ritorna il silenzio. Lui si muove a tentoni, sbanda contro il cassetto. Lo apre, cerca una candela, non la trova. Lei raccoglie il coltello e lo punta contro se stessa, al collo, rovescia la testa come un animale sedato. Lui cerca di prenderglielo dalle mani, ma è un gesto meccanico, lento, senza terrore. Lei lo allontana con un calcio, ma è scalza, lui fa un sorriso di scherno, un ghigno che mette in mostra gli impianti sui molari e tutta la sua faccia diventa immobile e crudele.
Lui rimane lì fermo a guardarla - gli occhi grigi invasati, le dita con lo smalto scrostato, strette al manico di legno - come se volesse davvero vederla portare a termine l’operazione."


L’amore nella terra guasta 

Su Fuoco al cielo di Viola Di Grado


Muslyumovo, negli Urali del sud, è uno dei posti più radioattivi al mondo. Per anni, le scorie nucleari prodotte dal vicino impianto di Mayak sono state gettate nel vicino fiume Techla, da sempre utilizzato dalla popolazione per bere, lavarsi, irrigare i campi, pescare, fare il bagno d’estate. Nel 1957 un incidente a Mayak ha contaminato un’area all’incirca di 20.000 chilometri quadrati; una tragedia nucleare seconda solo a Chernobyl, che spinse le autorità sovietiche a mantenere il segreto su quanto stava succedendo nei dintorni della loro centrale nucleare e a creare una vera e propria “città segreta” i cui abitanti erano pagati per mantenere il silenzio sull’accaduto. La nuova Muslyumovo sorge a pochi chilometri dalla vecchia; i suoi abitanti ricevono un sussidio dal governo, ma la media dei malati di cancro è molto più alta della media nazionale e altissima è la percentuale di bambini che nascono con difetti congeniti o ritardi mentali.

Tamara e Vladimir vivono insieme a Muslyumovo, che come tutti i villaggi intorno alla città segreta è un villaggio chiuso. Vladimir è un infermiere che viene da Mosca e dopo aver incontrato Tamara ha scelto di restare malgrado le radiazioni. Tamara ha perso i genitori molti anni prima; i suoi genitori dragavano il fiume e si sono ammalati, lei è sopravvissuta. Tamara insegnava scienze nella scuola di Muslyumovo: dopo aver incontrato Vladimir ha smesso, e adesso la scuola è in stato di abbandono, le piante crescono tra le assi del pavimento. Tamara e Vladimir sono i protagonisti di Fuoco al cielo, l’ultimo romanzo di Viola Di Grado (La nave di Teseo, pp. 233, 19 euro), e finora il più estremo, il più radicale.

Cercando notizie su Muslyumovo, mi sono imbattuta in una foto di Robert Del Tredici che ritrae un gruppo di ragazze del villaggio. Sono eleganti, un po’ rétro, guardano con aria preoccupata altrove rispetto all’obiettivo tranne una, magra, dal volto affilato, che guarda dritto in camera. Qualche anno fa un altro fotografo, Robert Polidori, fece un importante reportage nella zona d’esclusione di Chernobyl, i trenta chilometri attorno alla centrale da cui la presenza umana è stata bandita. Quello che le foto di Polidori mostrano è un prevedibile paesaggio di case, scuole e luoghi di ritrovo abbandonati; quello che non mostrano è come la natura – lupo grigio, lontra, aquila americana, specie animali da tempo scomparse da quei luoghi – abbiano ricominciato a ripopolare la zona d’esclusione, decretando di fatto una rivincita della natura. Tamara e Vladimir si amano come due sopravvissuti all’umanità, come due che sanno che non c’è più spazio per un amore sano in una terra guasta.

Vladimir doveva saperlo. Doveva saperlo, Cristo santo. Nel suo corpo non poteva crescere niente di buono. Il suo corpo aveva il DNA marcio, era come un vecchio stupido albero, abbandonato dal sole e dalla terra, un albero che aveva succhiato plutonio tutta la vita. E poi aveva trentanove anni”.

Nel Novecento, l’archetipo della terra malata era La terra desolata di Eliot, con il senso di minaccia di cui si fa portavoce l’indovino Tiresia, l’uomo-donna veggente cieco capace di predire il futuro. C’è un cieco anche qui, l’ex direttrice dell’orfanotrofio accecata dal diabete. Rimasta anche lei per amore nel villaggio, cominciò a sognare “ombre nere che riempivano le strade”, e diventò lo spauracchio dei bambini, che la scambiavano per un fantasma.

Per Tamara e Vladimir il punto di non ritorno è la nascita di un bambino nato morto di Tamara, che all’inizio è riluttante ad accettare la gravidanza, ma dopo la morte del neonato non riesce ad elaborarne la perdita. Smarrita negli incubi e infragilita, trova nella foresta un essere mostruoso e inizia a prendersi cura di lui, fino al tragico epilogo. L’amore nella terra guasta è così, produce frutti che provocano insieme gioia e spavento.

Dopo un mese Vladimir le chiese di trasferirsi da lui, ma lei disse: “Assolutamente no”. Voleva restare nella casa in cui era cresciuta, in cui sua madre le aveva raccontato la sua ultima favola della buonanotte, quella del corvo che rivela agli inuit che nel resto del mondo esiste la luce. Nella casa vicina al cimitero, così suo padre e sua madre non erano mai veramente lontani e le sue preghiere notturne arrivavano a loro tutte intere. L’ultimo giorno del 1992 Vladimir si trasferì da lei, nel quartiere vecchio, nella casa dei suoi genitori e dei suoi nonni. Una casa cadente a centocinquanta metri dal fiume maledetto, dove il vento graffiava il vetro sottile delle finestre e il pattume radioattivo saliva dal fondo dell’acqua, rimestato dalle vacche che ci andavano a bere.
[…] Si trasferì e non se ne andò più. Quando lei usciva per andare al lavoro, il fondotinta sulla faccia, l’ombretto glitterato, lui sentiva uno strappo, come se fosse tornato bambino e non avesse modo di stare solo. Sedeva sul divano, una rivista di automobili addosso, senza riuscire a leggerla, pensando alla bocca scura di Tamara e alle sue gambe lunghe, alla sua risata rauca, alle sue mani fredde, sentiva una miscela confusa che era gioia, ma non poteva saperlo, perché la gioia si riconosce solo da lontano, quand’è passata per sempre
”.

Viola Di Grado ha un enorme talento, visionario e struggente. Il libro precedente, Bambini di ferro, metteva insieme infanzia e fantascienza in modo molto originale; Fuoco al cielo viene da lì, ma va molto oltre, a partire dalla scrittura, che rispetto ai libri precedenti è rastremata ed essenziale in modo direi brutale. Leggerlo, soprattutto nella parte iniziale, è stata una vera sofferenza fisica: Fuoco al cielo è un libro che fa male al lettore (ricordati l’ascia di Kafka, mi ha detto giustamente l’autrice). Mi sono fatta forza nonostante il disagio fisico, sempre tenendo in mente l’ascia di Kafka, ma il disagio non è diminuito, segno di un’ascia andata perfettamente a segno. D’altra parte, anche Kafka è una medicina amara ma prodigiosa.

di Francesca Matteoni
da NAZIONE INDIANA (nazioneindiana.com), 10 aprile 2019


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Joy Division, Love Will Tear Us Apart [Joy Division]
The National, Her Father In The Pool [Bryce Dessner]
Joy Division, The Eternal [Joy Division]
The Knife, A Tooth For An Eye [The Knife]
The National, Oblivions [Bryce Dessner/Aaron Dessner]
The Knife, Stay Out Of Here [The Knife]
Joy Division, She's Lost Control [Joy Division]
The Knife, Old Dreams Waiting To Be Realized [The Knife]
The National, Dust Swirls In Strange Light [Bryce Dessner]
Trepaneringsritualen, V
V V [Trepaneringsritualen]
Jóhann Jóhannsson, A Model Of The Universe [Jóhann Jóhannsson]
The National, Not In Kansas [Aaron Dessner/Anne Eickelberg/Mark Davies/Hugh Swarts/Jay Paget/Brian Hageman]
The National, Her Father In The Pool [Bryce Dessner]
The Knife, A Cherry On Top [The Knife]
The Knife, Ready To Lose [The Knife]
Joy Division, Atrocity Exhibition [Joy Division]
The Knife, Full of Fire [The Knife]
The National, Dust Swirls In Strange Light [Bryce Dessner]
The National, Hey Rosey [Aaron Dessner]
The Knife, Raging Lung [The Knife]
The National, Underwater [Aaron Dessner]
The Knife, Networking [The Knife]
Joy Division, Passover [Joy Division]
Trepaneringsritualen, An Immaculate Body Of Wate [Trepaneringsritualen]
TRIBALISM3 (Yann Joussein, Luca Ventimiglia, Olivia Scemama), 5553 [Yann Joussein]
Joy Division, Decades [Joy Division]
The Knife, Wrap Your Arms Around Me [The Knife]
The Knife, Without You My Life Would Be Boring [The Knife]
Joy Division, Twenty Four Hours [Joy Division]
The National, Oblivions [Bryce Dessner]
FKA twigs, Preface [Tahliah Debrett Barnett]
FKA twigs, Lights On [Tahliah Debrett Barnett]
The National, Sleep Well Beast [Aaron Dessner/Matt Berninger]
The Knife, Crake [The Knife]
The National, I'll Still Destroy You [Bryce Dessner]
The Knife, Oryx [The Knife]
The Knife, Fracking Fluid Injection [The Knife]

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[#ritardatarisidiventa_BAND EDITION - 1 - Cristopher Bacco Krisba & "Maestro" Pellegrini]]>

Ebbene si, è successo: i "Ritardatari" di Radio Sherwood lo hanno fatto di nuovo.

Di nuovo in onda, di nuovo in ritardo, sempre con il vostro Poeta Mentuccia Moscatelli, l'amichevole speaker di quartiere.

Piccoli cambiamenti in questa nuova stagione, primo su tutti, gli ospiti in studio.

Ad aprire le danze di questa seconda stagione, Cristopher Bacco Krisba dello Studio 2 - Recording Studio assieme a Francesco "Maestro" Pellegrini.

Con loro abbiamo voluto parlare di quello che è lo scenario musicale del momento e quale sia la loro personale visione su di esso, compreso di artisti a cui sganciare un bel mi piace.

Con il Maestro si è parlato anche del suo "Canzoni che non esistono tour" e della sua passione per il fagotto.

Con Kris invece si è andati ad indagare nei meandri delle produzioni musicali i metodi, i luoghi e logicamente gli artisti.

Puntata in cui era doveroso fare anche una parentesi su quanto è accaduto in questi giorni a Venezia ed assieme a Davide di Globalproject e voce del ritorno di Sport alla rovescia si è tentato di dare uno sguardo sulla situazione, sulla gravità dei danni e sull'opera più discussa della laguna.

TAKE IT EASY AND UN MINUTO.

#RitardatarisiDiventa

Qui sotto i brani, di lato il podcast.

- brano 1 Van Hallen -Jump

- brano 2 Marlene Kuntz - Lieve

- brano 3 Iggy Pop - The Passenger

- brano 4 Last Shadow Puppets - Miracle Aligner

- brano 5 The Beatles - Here, there and everywhere

- brano 6 Marco Cocci - Good day

- brano 7 Mina & Afterhour - Adesso è facile

- brano 8 The Winstons - Blind

- brano 9 Bjork - Earth intruders

- brano 10 Fancy Vices - Fancy Vices

- brano 11 Laser - La vera storia del mal di lei

- brano 12 Lo strano frutto - Per adesso tutto bene

- brano 13 Brunori sas - Lei Lui Firenze

- brano 14 Bjork - Homogenic

- brano 15 David Bowie - Moonage daydream

- brano 16 Pietro Berselli - Niobe

- brano 17 Gazzelle - Coprimi le spalle

- brano 18 Rush - Tom Sawyer

- brano 19 R.E.M. - Loosing my religion

- brano 20 Luci della centrale elettrica - Qui

- brano 21 The Offspring - You're gonna go far, kid

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Hotel VisiOn-Air: "Radici on-air"_chapter 6]]>

E se tutto fosse una bugia?

La verità, in fondo, è la bugia che ci piace di più.

Ireos allora cosa sta vivendo? Quale tipo di realtà sta attraversando?

E' calato nel mondo reale oppure sta vivendo il suo?

Una versione parallela, dai tratti comuni al nostro, questo è lo scenario del sesto capitolo in cui tutto sarà rivalutato. Sarà così anche per i punti fermi del nostro protagonista?

Qui sotto i brani, di lato il podcast.

- brano 1 Bjork - Bachellorette

- brano 2 Tanita Tikaram - Twist in my sobriety

- brano 3 Amy Winehouse - Back to black

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Con gli occhi del Sub]]>

Tutti a dirmi Sei Bella! Sei Unica! Noi Ti Salveremo! Impossibile Perderti! Eppure ora sto scivolando sotto il pelo dell’acqua assieme alle mie nuove compagne, le intelligenti e furbe pantegane che da secoli conoscono il modo di nascondersi e fuggire quando la marea invade il loro mondo sotterraneo. Mi sto trasformando in un pesce, a dire il vero un  pesce che non ha nulla della bellezza da tutti decantata. La mia pelle si è trasformata in una unta e maleodorante tuta nera da sub, emano odore di salsedine andata a male e fogna a cielo aperto ma ho scoperto che, a lungo andare, questi terribili odori si trasformano in respiro, l’unico possibile se decidi di vivere sotto il pelo dell’acqua.

Rio Terà Cannaregio

Anche perché questa non é esattamente acqua di mare ma ciò che i canali sputano sulle fondamente e vomitano sulle calli, è un intruglio malsano, colmo di batteri che potrebbe ucciderti in un secondo, se solo lo bevessi. Solo le mie amiche sono a loro agio, il musetto appena fuori dalla miscela micidiale, i polmoni che funzionano a pieni giri e via! Io mi ritrovo a seguirle stringendo un boccaglio infilato in bocca. Alla fin fine è anche un bene, non mi permette di urlare ciò che penso, di far sapere a quei falsi che continuano ad adularmi, quanto in verità mi fanno soffrire.

Ponte delle Guglie - Fond. Cannaregio

Ogni tanto però emergo, da lontano vedo gli scalini di un ponte e mi avvicino, con un colpo di pinne li raggiungo e finalmente a contatto con l’aria, con l’ossigeno, inizio a urlare. Urlo più forte delle Sirene, quelle bastarde creature che da sempre mi terrorizzano con il loro canto modulato: una, due, tre, quattro melodie e questo tubo che mi lega alla vita inizia ad imbarcare acqua. Ecco perché le seguo, le pantegane, solo loro sanno dove condurmi. Al riparo, sotto le fondamenta dei palazzi che, ve lo dico ma non pigliate paura, stanno tutte andando a remengo.

Sottoportego - Fond. Cannaregio

Si perché un tempo e da centinaia di anni, qui erano abituati a scavare i canali, a mantenere ben salda l’amicizia e la collaborazione tra l’acqua e la terra. Scavavano il fango, risanavano le fondamenta dei palazzi, loro si mi amavano e sapevano quanto e fragile e preziosa ero. Questi personaggi che ora vedo attraverso il vetro della mia maschera chi sono? Ma chi sono?! Da dove vengono?! Mi conoscono?! Sanno chi io sia?! Sanno qual’è la frequenza del battito del mio cuore? Mi hanno vista quando splendente accoglievo i miei figli che si tuffavano dai ponti o vogavano fino in Laguna, un paiòl lanciato in acqua e via, aggrappati ad imparare a nuotare. Questi non sanno NULLA! Non conoscono il valore della parola AMORE, loro calcolano e poco importa se questi calcoli producono devastazione, case allagate, vite distrutte, danni incalcolabili, lacrime, disperazione, ESODO!

Fondamenta Cannaregio

L’altro giorno nuotavo in Piazza San Marco, stranamente era deserta. Strano pensavo, solitamente milioni di persone passano da queste parti con il loro insano carico di ignoranza e telefonini perennemente scattanti. Poi all’improvviso ho visto codazzi continui di persone in giacca, cravatta e stivali alla coscia o vestiti da Omini Michelin con il berretto dei Carabinieri -?! perché - in testa e stivali alla coscia. Sono Politici, mi dice la mia amica dalla coda lunga. Loro vengono qui per farsi vedere, non sanno dove girarsi, non hanno nessuna soluzione valida ma devono farsi vedere perché gran parte degli umani, loro simili, crede alla panzane che raccontano. Se ne stanno in piedi, infilati dentro stivali interventisti, davanti alla Basilica completamente inondata di velenosa salsedine. E li votano!

Tabaccheria Fnd. Ormesini

Voglio dire, sono andata a vedere il disastro che hanno combinato alle bocche di porto, ho visto la cementificazione e l’acqua dell’Adriatico che capitombolava più veloce di un lampo attraverso quell’autostrada che loro hanno costruito. Ho visto la ruggine su quei mastodonti che a nulla servono e già non servivano quando li avevano ideati. Ho sentito la caparbietà con la quale insistono nel voler dar vita al mostro, sapendo benissimo che saranno altri miliardi gettati al vento. Perché non impiegare quei soldi nel risanamento?! Perché non risanano quel territorio che hanno devastato, questi bastardi! In fila indiana, uno dietro l’altro hanno governato giungendo da destra e da sinistra e nulla sono riusciti a fare per preservare la mia bellezza. Mi hanno distrutto e ancora insistono, ancora sono lì al loro posto dopo avermi praticamente ucciso. Governatori della regione, commissari speciali e al tempo stesso sindaci, gli stessi che nulla fanno per regolare un flusso turistico disumano, anzi lo aumentano permettendo la costruzioni di dormitori in quel luogo orrendo che si chiama Mestre. Gente che giunge dall’entroterra e mi ha sempre usato come si usa una bella donna portata alle cene di lavoro per far bella figura, pronti a cederla al miglior offerente in cambio di potere e denaro.

Farmacia in Fnd. Ormesini

Inizio a nutrire più amore verso le mie amiche pantegane che non verso gli uomini. Se penso a coloro che mi hanno fatto nascere così, dal nulla. Coloro che realmente hanno curato la mia bellezza e guai a chi mi toccava! Se penso alla mia lunga vita mi si appanna la maschera e non riesco più a scorgere nulla. Gli occhi si riempiono di lacrime e il respiro fatica a raggiungere l’uscita del tubo. Mi hanno distrutto e nessuno li fermerà finché non finiranno il loro lavoro. Solo il tempo, forse, riuscirà a vincerli e lo farà con le forza e la violenza di cui è capace, assoldando la sua fedele compagna, la Natura che non ne può più di essere violentata da chi ospita, da chi ha goduto dei suoi doni e del suo respiro.

Calle - Rio Terà Cannaregio

L’altra notte di tempesta, quella che ha strappato il cuore a decine e decine di famiglie, ero adagiata sul fondale e sognavo. Non ero più quella di un tempo ma neanche quella che ora cerca di sopravvivere. Il tubo per la respirazione non sarebbe servito a nulla, tanto alto era il livello dell’acqua. Riuscivo a scorgere solo le cupole della Basilica e la cima del Campanile della Piazza. Nessuno camminava più tra le calli, le fondamente e i campi. Tutto era sommerso. Si scorgevano gli interni delle case, bastava avvicinarsi alle finestre spalancate, anche quelle degli ultimi piani. Acqua, acqua, acqua ovunque e pesci che nuotavano attorno alle tv spente, si adagiavano sulle coperte e sui cuscini dei divani che nessun umano avrebbe mai più usato. Guardandoli bene sembrava sapessero dov’erano, sembrava fossero felici di vivere in un luogo che da sempre ritenevano loro.

Fnd. Cannaregio - Mauro il Barbiere

Era una situazione irreale, il silenzio era totale quando all’improvviso vedo la chiglia di una grande barca, l’elica del motore che cessa di girare e poi eccoli. Decine di sub che si tuffano, sono legati con una corda uno all’altro mentre davanti alla fila una guida fa luce con la potente lampada a led. Hanno tute multicolori con il Ponte di Rialto e un leone adagiato sopra il suo tetto. Indossa una maschera e tiene tra le zampe un cartello: Venice Underwater, The Real Venice. Sono turisti, gli eredi di quelli che ora continuano ad imperversare a piedi nudi dentro un metro e passa di liquido malsano, con le valigie sulle spalle e quel sorriso ebete di chi proprio non riesce a comprendere quale tragedia sono venuti a fotografare . Loro non la vedranno mai la Venezia del mio sogno, neanche voi che mi leggete, anche se purtroppo riuscirete a scoprire che significa vivere con un boccaglio infilato in bocca, state certi che ce la farete.

Pasticceria Donatella - Rio Terà Cannaregio

Mi sono rintanata nel mio angolo preferito, lontano dalle pietre che si sgretolano e dalla voce degli uomini che ferisce il mio udito. Me ne sto adagiata sul fondale della mia Laguna, accarezzata dalle onde e massaggiata dal fango del paugo. Qui sembra che nulla sia successo, tutto è com’era. Nel silenzio che mi avvolge rivolgo un pensiero a tutti coloro che in questi giorni dannati hanno perso tutto, a chi lotta fino allo stremo per continuare a mantenere una dignità, una casa, un lavoro.

Il Ghetto di Venezia

Alzo le braccia verso il cielo stellato e li abbraccio tutti, nessuno escluso. Sono stata con loro per centinaia di anni, abbiamo ancora poco tempo da passare assieme, uniti nel rispetto e nella memoria che sempre insegna. Facciamo che questi ultimi siano anni di bellezza ritrovata e amore. Il mio nei loro confronti, il loro nei confronti di questa vecchia che sa ancora cosa significhi amare i propri figli.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Con gli occhi del Sub]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Con gli occhi del Sub]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Con gli occhi del Sub]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Con gli occhi del Sub]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Con gli occhi del Sub]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Diserzioni: Buia foresta]]>

intro:

È un po' come seguire un timido raggio di luna
che ti indica il sentiero nel fitto intreccio oscurante
delle chiome di una foresta.
È un po' come ascoltare il lieve suono
che t'accompagna nei lenti silenzi notturni
dentro i respiri profondi del buio

*******************

Playlist:

Desolate: In The Forest Hides A Light

Boredom: Forest

Lazarus Moment: The Place Where we Grew Up

Phelian: Black Orchid

AK: Make Me Feel

Halls: Lifeblood

Azaleh: Herzschlag

Deamonds: 1Q84

Meemo Comma: Psithur

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[DethLine - Stagione 3 Puntata 5: Blind Guardian]]>

Una quinta puntata lunga e corposa è quella di questa settimana a DeathLine, la trasmissione che tratta di musica metal su Radio Sherwood. Abbiamo un gradito ospite in trasmissione, Boz, che ci parla del nuovo album dei Blind Guardian "Legacy Of The Dark Lands", da cui ascolteremo alcuni brani. Poi tantissime news con Iron Maiden, Megadeath, Ozzy Osbourne, Lacuna Coil e tanto altro. Immancabile la nostra playlist musicale a 360 gradi sul panorama metal!

Qui sotto i brani, di lato il podcast

Blind Guardian - The Gathering

Blind Guardian - War Feeds War

Blind Guardian - War Of Wrath

Blind Guardian - Into The Storm

Stone Sour - Absolute Zero

Iron Maiden - The Wicker Man

Ozzy Osbourne - Perry Mason

Megadeath - Symphony Of Destruction

Lacuna Coil - Under Surface

Cult Of Luna - The Silent Man

Machine Head - Thousand Lies

In Flames - Voices

Melvins - Honey Bucket

Fugazi - Waiting Room

Fu Manchu - Evil Eye

Kyuss - Gardenia

Enter Shikari - Meltdown

Infected Rain - Passerby

Jinjer - I Speak Astronomy

Korn - Good God

Limp Bizkit - My Generation

Sevendust - Unforgiven

Ill Ninho - This Is War

Trivium - The Sin And Sentence

In Flames - We Will Remember

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Sport alla Rovescia - Puntata 5]]>

Quinta puntata di "Sport alla Rovescia", la trasmissione che tratta di sport su Radio Sherwood. Questa settimana, come sempre le news dal mondo dello sport, per poi passare all'interessante intervista alla squadra di basket "Tam-Tam Basket" di Castel Volturno, finita agli onori della cronache negli utimi giorni per via dell'esclusione dal campionato di basket a causa dell'origine dei propri giocatori. Poi una digressione sul rapporto tra sport e forze armate. Infine, ormai appuntamento fisso, la rubrica a cura di Simon della "Chicca Storica". Immancabile come sempre la buona musica di Radio Sherwood.

Qui sotto i brani, di lato il podcast

Apres La Classe - Paris

The Black Keys - Lonely Boy

Ramones - I Don't Wanna Grow Up

Negrita - Mama Maè

The Mamas And Papas - California Dreamin

Vasco Rossi - Asilo Republic

The Cure - Boys Don't Cry

Patti Smith - Because The Night

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[BomChilom 15th Anniversary w/ Brusco]]>

Sabato 16 NovembreCentro Sociale Occupato PedroVia Ticino, 5 – Padova


BomChilom 15th Anniversary

100% Reggae Dancehall Night


Special guest:

Brusco

Live Showcase

www.facebook.com/Brusco.official


longside

Bomchilom Sound

The Sound of Padova - Since 2004

www.facebook.com/bomchilom


Starts h. 22.00

Ingresso 5 Euro


Giovanni Miraldi, in arte Brusco, inizia ed esibirsi all’età di 15 anni in occasione delle prime dancehall promosse dal sound system One Love hi Powa al Forte Prenestino, storico centro sociale di Roma. Era il 1990, anno in cui in Italia nacquero le prime “posse”, gruppi musicali prevalentemente orientati alla musica rap e legati ai movimenti studenteschi di quegli anni. Con l’allora compagno di scuola Paolo II (oggi rapper noto come Chef Ragù), Brusco diede vita alla Vatikan Posse utilizzando lo pseudonimo di Papa Giovanni. Per circa 2 anni questa formazione musicale si fa conoscere ed apprezzare grazie ai live che ne fecero uno dei gruppi più richiesti nella capitale.

Nel 1992 Brusco, che aveva nel frattempo cambiato il nome d’arte in Papa G, si unì alla neonata Villada Posse, band musicale composta da un vasto gruppo di amici che erano soliti riunirsi a Villa Ada, un noto parco romano. Brusco insieme alla V.A.P. pubblicò una cassetta musicale nel 1993 ed un cd nel 1996. Questi lavori, sebbene grezzi dal punto di vista tecnico, costituiscono un vero e proprio cult per gli amanti del reggae italiano e hanno fatto in modo che la Villada Posse girasse in lungo ed in largo per la penisola richiamando migliaia di spettatori.

Nel 2000 Brusco “diventa” finalmente Brusco ed intraprende la carriera solista. Dapprima con singoli brani destinati a compilation e collaborazioni con diversi artisti del panorama reggae ed hip hop italiano, e in seguito, nel 2001, con il primo cd solista intitolato “Brusco”. Tra i vari brani il cd contiene “ancora e ancora”, canzone dedicata alla A.S. Roma campione d’Italia nel campionato di calcio 2000-2001. Il brano ebbe un grande successo e richiamò l’attenzione, oltre che di un vasto pubblico, delle radio e delle televisioni. Da quel momento Brusco non si è più fermato. Nel giro di pochi mesi ha sfornato 6 singoli tratti dal cd “Si fa presto a dire … Brusco” del 2003. Tra essi il più noto fu sicuramente “Sotto i raggi del sole” rifacimento dancehall della hit degli anni ’60 “abbronzantissima” di Edoardo Vianello. Il successo di “Si fa presto a dire … Brusco” portò il cantautore romano ad esibirsi in contesti nuovi (tra cui diversi programmi televisivi) per lui e per il reggae italiano che non aveva mai conosciuto in precedenza una simile esposizione mediatica.

Dopo questo bagno di notorietà Brusco ha deciso di intraprendere la via più difficile, ma per lui anche la più gratificante. Anziché proseguire su una strada fatta di brevi e strapagate esibizioni musicali e di canzoni che per essere di gradimento delle radio necessitavano di compromessi artistici e di intromissioni da parte dei discografici, Brusco ha infatti voluto mettersi in gioco senza perdere contatto né con il suo mondo artistico, fatto di centri sociali, piazze e locali in cui l’ingresso fosse accessibile a tutti, né con i propri riferimenti musicali, ovvero la musica giamaicana, un genere decisamente dinamico in grado di evolversi e rinnovarsi con estrema rapidità. E così, collaborando con alcuni punti di riferimento internazionali, come One Love hi powa, Pow Pow movement e MacroBeats, Brusco ha dato vita nel 2006 al suo terzo cd “Amore vero”. Nel cd autoprodotto sono presenti alcune canzoni divenute delle vere e proprie hit underground. Infatti, anche senza la promozione delle grandi radio, decisamente fuori target per brani come “l’erba della giovinezza”, “ Sangue” o “Roma turn Rasta” l’album ha riscosso un grande successo ed ha qualificato Brusco come uno dei cantanti più amati dalle nuove generazioni. Il cd conteneva anche Rap Condicio un brano che la trasmissione Blob ha utilizzato per diversi mesi come sigla di chiusura. Anche grazie alla realizzazione di alcuni 45 giri, destinati agli amanti del reggae, negli ultimi anni Brusco ha visto crescere notevolmente il numero dei suoi estimatori e conseguentemente delle proprie esibizioni musicali. Insieme alla “Roots in the Sky Band” che lo accompagna nei live dal 2006, Brusco continua a sviluppare l’aspetto che più gli piace del mondo musicale: i concerti dal vivo ed il contatto con il suo pubblico.

A giugno 2009 è uscito Quattroemezzo, un album contenente 18 canzoni e diverse collaborazioni (Roy Paci, Sud Sound System, Boomdabash, Lady Flavia etc…) e divenuto presto un cult per gli appassionati del genere. Brani come “Il mondo non finisce mai”, “il vigile”, “Solo ganja”, “Tanti anni fa” sono tutt’ora tra i più richiesti ai concerti del cantante romano e sono stati oggetto di diversi remix ad opera di Dj house, afro e diversi altri generi musicali. In Quattroemezzo inoltre Brusco sperimenta per la prima volta il patois , ossia, il dialetto giamaicano.

Da allora scrive in questa “lingua” una ventina di brani, alcuni dei quali sono stati raccolti nei cd “Take off” vol 1 e vol 2 pubblicati a cavallo tra il 2010 e il 2011, destinati soprattutto al pubblico internazionale, avvalendosi di produttori, italiani, tedeschi, inglesi e soprattutto giamaicani. Alcune di queste canzoni sono state trasmesse dalle radio reggae più importanti del mondo , tra cui l’inglese BBC e la storica Irie FM Giamaicana. In virtù di questa notorietà Brusco , si è esibito in Giamaica , al X-mas Extravaganza Show di GT Taylor, un concerto interminabile che ospita ogni anno i più importanti artisti reggae e che conta su un affluenza di oltre 50 mila spettatori.

Accantonata anche questa esperienza, nel 2011 esce “Fino all’Alba”, altro cd indipendente, interpretato interamente in italiano e realizzato con l’obiettivo di sfornare un prodotto che unisse la modernità delle metriche e delle melodie giamaicane a testi che scandagliassero in profondità la realtà italiana, con la solita rabbia ed ironia che caratterizzano l’intera carriera di Brusco.

Tra un cd e l’altro, come sempre, sono stati numerosi i singoli e le collaborazioni. Tra questi di notevole impatto “La Cassetta e il Vinile”, “Omo de panza” (prodotti sempre da Nite Lite come l’intero cd Fino all’Alba), “Le mie domande” prodotta dagli amici di lunga data Sud Sound System.

Il 4 giugno 2013 uscirà “Tutto Apposto”. Il nuovo lavoro sarà firmato stavolta da Brusco e Roots in the Sky. In un momento in cui si va sempre più verso l’elettronica Brusco ha deciso ancora una volta di andare controcorrente e realizzare un disco interamente suonato, avvalendosi anche della collaborazione della sessione fiati dei “Funkallisto” e di altri validi musicisti, oltre ovviamente ai 5 componenti della band che lo segue oramai da quasi 10 anni nei live. Il cd contiene 9 tracce ed è volutamente semplice e diretto, senza fronzoli nei contenuti ne tantomeno nei suoni che si avvicinano il più possibile a quelli di uno show dal vivo. Canzoni come “Andrà meglio di così” un vero e proprio incoraggiamento per chi si vede perso nella difficile situazione che attraversa l’Italia, “Bruggisco” un inno in difesa degli animali, la solare e contagiosa “Insieme”, l’introspettiva “Il mio Universo” etc… faranno certamente di questo disco una svolta nella vasta produzione musicale di Brusco. “Tutto Apposto” si proietta verso un futuro che è possibile affrontare solo col sostegno dei legami affettivi costruiti negli anni e al tempo stesso recupera nelle sonorità e nei testi l’autenticità e la credibilità indispensabili per un musicista al giorno d’oggi. In un panorama musicale che punta sempre più sull’immagine, trascurando contenuti e creatività, disorientato dall’inevitabile crollo di quello che era divenuto ormai un mercato alla stregua di tutti gli altri ma incapace di contrastare l’evoluzione della tecnologia, Brusco e i Roots in the Sky si aggrappano alle sole armi su cui hanno sempre potuto fare affidamento, la voce, un basso, una batteria, una chitarra e due tastiere, per continuare a fare ciò hanno sempre fatto … semplicemente musica.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Mistaman + Dj Shocca & Frank Siciliano]]>

Sabato 16 NovembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 - Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


Mistaman

"L'universo non esiste tour 2019"

www.facebook.com/mistamanmusic


featuring

Roc Beats aka DJ Shocca & Frank Siciliano

www.facebook.com/rocbeatsakadjshocca

www.facebook.com/franksicilianoofficial


opening act:

Silek

www.facebook.com/silekofficial


Aftershow:

DJ Dema & Ones DJ-Set

www.facebook.com/DjDemaProductions

www.instagram.com/movebodyvarial

Apertura cancelli ore 21.00

Ingresso 10 €

Biglietti direttamente in cassa all’apertura dei cancelli.


Vi invitiamo ad arrivare presto, all'interno del Rivolta saranno attive l'Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.


Come arrivare al Rivolta dalla stazione dei treni di Mestre:

Uscite dal sottopasso della stazione di Mestre (direzione di Marghera - uscita verso il binario con il numero più alto), proseguite per 100 mt. e svoltate a sinistra in Via Carrer, dopo 150 mt. attraversate Via Rizzardi, prendete Via Bellinato e tenendo la destra proseguite per 150 mt. fino ad arrivare in Via Durando, girate a sinistra e proseguendo per 100 mt. vi troverete in Via F.lli Bandiera, girate a destra e proseguite finché sulla vostra sinistra troverete il Centro Sociale Rivolta (15 min. a piedi).


Mistaman, da sempre alla ricerca di nuove formule stilistiche per le quali si è sempre distinto, ritorna dopo "Realtà Aumentata" con un prodotto concreto, con pochi fronzoli e molta sostanza. L'innovazione lirica poggia sulle solide fondamenta di una carriera pluridecennale che trova nella sua scrittura uno dei più longevi alchimisti lirici del panorama hip hop in Italia.

Ad affiancare Mistaman in questo viaggio c'è Fid Mella, compositore di tutte le musiche dell'album, concepito tra Vienna e Milano è caratterizzato da un sound coerente ma poliedrico.

L'eclettico produttore, italiano ma da molti anni di base in Austria, con il suo sound non solo ha firmato innumerevoli produzioni in casa Unlimited Struggle, ma accompagna costantemente
numerosi MC in tutta Europa.

In "L'Universo Non Esiste" la ricerca musicale e quella lirica vanno di pari passo, caratterizzate dalla necessità di "elaborare una visione del nostro tempo", in un'era in cui la realtà si disgrega in
migliaia di feed, la cultura si appiattisce e le identità si digitalizzano, finendo così per far perdere i punti di riferimento, mettendo in dubbio perfino l'esistenza di un "Universo condiviso".

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Anton Ripatti (RUS) • SOL#69]]>

 SOL#69


 

Mercoledì 20 novembre dalle ore 20.00

Sherwood Open Live
vicolo Pontecorvo 1/A - 35121 Padova

• Anton Ripatti (RUS) •
Psychedelic songwriting

evento Facebook -


***********************************************

Mettetevi comodi e preparatevi ad un viaggio unico! Anton vi porterà nel suo psichedelico mondo fatto di rock e jazz noir, giochi di luci e buio inquietante, blues, smarrimento, amore.
Anton Ripatti è un cantautore psichedelico di Perm, in Russia.attivo da diversi anni è un ricercatore di suoni e atmosfere, effetti contrasti e tutto ciò che performativo.
Alcune persone hanno detto di lui:
"Le canzoni di Anton Ripatti? Sono insolite, le vedo perfettamente usate in un bel film indipendente europeo.
Sono avvolte da un oscurità e dalla luce in una sorta di mistero, un mix di lingue cantate in questo elettrico stile Tom Waits"

I suoi live sono un spettacolo imperdibile un Cocktail che contengono molti tipi di liquori:
blues, psichedelia, feedback di chitarra, jazz, ambient, cabaret tedesco, rock 'n' roll, chanson francese, noir, assurdo, atmosfera da vibe tubo e sincerità.

Sul palco tutto questo si accompagna la performance stile David Lynch teatrale con luci e ombre cinesi, dopo di che lo stupore e smarrimento lascia il posto a piacere sfrenato: thunder - fumo - traforo luce - buio inquietante - cinema intrigante .. l'atmosfera di amore - la paura - bellezza - insanity - sospetto - exhileration.

Ha una notevole esperienza live con concerti in Europa, Russia e U.S.A Dopo il successo del tour di Giugno con la sua band Babakaband(trio) in Italia.
Ritorna in tour ad Aprile in solo per proporvi un nuovo spettacolo in "Solo" imperdibile.


20.00 • Apertura
21.30 • Live
00.00 • Ultimo Giro di Bar

 

Birre CR/AK • Vini Biologici Ca' Lustra
Cicchetti di nostra produzione e tranci di pizza preparati da* ragazz* della pizzeria "La Pizza Loca" del Cso Pedro

Nel rispetto del gentile vicinato, quando siete all'esterno, vi chiediamo di cercare di mantenere un tono di voce discreto e di non sostare nel cortile interno e nella stradina, ma di raggiungere la strada principale. Grazie mille!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA["Motherless Brooklyn" di Edward Norton - Recensione]]>

Come si fa ad essere diversi rispetto al passato? È la domanda che forse Norton nella sua seconda prova da regista si è posto, andando ad adattare il romanzo Brooklyn senza Madre di Jonathan Lethem. Punto uno: non è il classico noir sommesso e lento, e in tal senso viene aggiornato il genere con una narrazione dal ritmo variegato quanto un free jazz di Coleman. Punto secondo: qui entra in scena una New York molto Allenper atmosfera e viene raccontata al tempo della musica dei grandi interpreti degli anni centrali del ‘900.

Il film inizia veloce, rallenta fino quasi a fermarsi per poi ripartire quando viene svelata la strada da seguire e l’obiettivo da raggiungere. Diventa la narrazione di un mistero da risolvere che segue i tempi del jazz e la musica in tal senso ha un ruolo fondamentale. Essa è pure la metafora per spiegare la psicologia dietro al personaggio interpretato da Norton, il detective Lionel Essrog, afflitto dalla sindrome di Tourette e da tic ossessivo compulsivi. Tali sintomi vengono comparati ai cambi di ritmo e stile nei fraseggi della jam session, utili a definire il genio e i suoi mille flash mentali, lampi nella notte cupa, insegne dei locali accese al calar del tramonto.

Motherless Brooklyn non è solamente un crime da risolvere ma anche una storia dei tempi odierni passati, perché alcuni problemi non cambiano, rimangono, mutano solo di nome e immagine. È una pellicola che parla di ultimi, di strani, emarginati che solo per paura del diverso verrebbero lasciati agli angoli, se non ci fossero delle persone amiche capaci di vederne il potenziale latente. È una storia di potenti, potenti economici muscolari voraci di spazi, status, manie di controllo, a cui il denaro fa solo contorno come fosse la piscina in cui nuotano o le statue di casa. Motherless Brooklyn diventa il racconto di una vecchia America moderna profondamente capitalista che striscia sotto le esistenze altrui cibandosi di risorse e ingenuità.

Il comparto tecnico dimostra un Norton abile a dirigere con una maestria degna di una figura professionale profondamente conoscitrice della materia, un amante del cinema, sapiente nel prendere gli stilemi dei classici passati innovandoli secondo la propria visione. Non vuole fare l’Allen raccontando allo stesso modo New York ma vi si ispira, come per la parte crime si lascia trascinare all’immaginario donato da Scorsese al pilot di Boardwalk Empire.

Consigliato a chi: ama risolvere i misteri ma senza la sua musica di sottofondo non alzerebbe le gambe dal bancone.

Vedi il Trailer!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Funk Shui Project, "La Soluzione" - Recensione]]>

Stavo camminando per il centro di Padova, zona Duomo, sulle 22 circa di sabato, scivolando verso i bar e le vie piene di vita, mentre mi accorgevo quanto il nuovo lavoro dei Funk Shui Project colori del variopinto mondo del funk sin dall’intro, dove si cita il celebre programma Soul Train, il quale permise in particolare fra gli anni ’70 e ’80 la diffusione della black music nel mondo mainstream americano.

Al genere appena citato va aggiunta la collaborazione della voce soul di Davide Shorty e il rifarsi alla old school, soprattutto quella ottanta/novanta New Yorkese, ma senza dimenticare la contemporaneità.

Perché ancora una volta è vero che le novità che mettono l’Italia al passo col resto del mondo arrivano dall’underground. La Soluzione difatti si ispira pure ai sound States di Anderson .Paak e J. Cole e alle tematiche intimiste di Frank Ocean.

Questo è un disco che parla di accettazione del diverso, di confini che si abbattono verso un mondo dove la contaminazione culturale vuole essere la norma oltre che stimolo creativo. È un lavoro che parla di persone alle persone scevro da egotrip di qualsiasi sorta, andando a puntare sulle difficoltà di essere sé stessi, le incertezze e tutto quello che solitamente si ritiene renda deboli. Caratteristiche ed esperienze che però, in realtà, sono essenziali, vanno assorbite per accettarsi e diventare più consapevoli e forti. C’è molta anima e introspezione, senza retoriche inutili ma testi diretti e comprensibili lungo questo viaggio.

La Soluzione dura relativamente poco – 24 minuti - per gli standard odierni, dove si cerca di buttare fuori tanti brani per occupare posizioni nelle classifiche streaming, spinti dall’hype. Questa mezzora scorre bene come un sorso di IPA fresca ed è ottimo come contraltare al logorio della vita moderna.

Ci sono canzoni che riescono a rievocare grandi classi della Doppia H nostrana: Insonnia è la versione 2019 di Notte Blu, smooth anthem di Frank Siciliano e Dj Shocca dal classico 60hz. Asociale invece fa le veci a Stupidi di Bassi Maestro, contenuto anch’esso in 60hz.

Fatevi una bella passeggiata pure voi con La Soluzione in cuffia, la sera tardi.

Consigliato a chi: vuole l’old school e il soul Motown nel 2019.

Ascolta l'album!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Il Buio, "La Città Appesa" - Recensione]]>

Un album del genere è un disco coraggioso. Un album che va ben oltre tutta la poltiglia che oggi viene definite musica indipendente, musica che in verità è solamente un’operazione di marketing per unire la patina dei progetti pop a quella dei prodotti pop. Una scrittura che ancora una volta ha perso la sua sincerità e freschezza per finire nel calderone sole-cuore-amore. Musica per finti alternativi destinati solo a cazzeggiare, a darsi finte arie culturalmente impegnate e basate su un perenne struggimento bohemien tratteggiante arie vissute. Una perpetua “pressammale” fiacca e superficiale.

“Figli del sistema, vittime devote alla produzione e al consumo, al sacrificio dei sogni”.

Questa è parte del testo di Tetano, terza canzone del nuovo album de Il Buio che torna dopo svariati anni sulla scena con un lavoro denso, sentito, autentico. Un disco forte, diretto, potente nelle liriche quanto nel suono.

La Città Appesa si può dire sia la media descrizione di una media città italiana, di una media città veneta (regione del gruppo) dove l’urbanizzazione è metafora per le parole alienamento, solitudine, vuoto, rabbia sommessa e rapacità di intenzioni.

“Si annegano pensieri ogni venerdì / La felicità è una proiezione chiusa in un frame / Le case ammassate condividono un silenzio assordante / Una città che non sa cogliere non sa cambiare, rigenera i propri mostri e li lascia invecchiare”, così raccontano nella Title Track, dando bene idea del tema che lega (forse) tutte i vari pezzi di questo Lp: la condizione dell’essere umano moderno. Dell’essere umani digitalizzati e divisi da forme di comunicazione che per assurdo portano all’incomunicabilità. Ed è per ciò che questa esatta musica è veramente indipendente, alternativa, perché ridà senso e centralità alle parole, alla condivisione di esse tramite una forma di espressione artistica che si pone in netto contrasto con le attitudini dominanti. Se nel precedente L’Oceano Quieto (2013) si dava cifra del nero che sgorga del vivere quotidiano di ognuno di noi, dalle brutture che i nostri occhi imprimono sulle nostre memorie, nel nuovo operato si espande la narrazione a un insieme di luoghi e flussi homo sapiens; ad una civiltà che forse ha perso le sue energie (o le sta perdendo) collettive.

La Città Appesa non è un album fatto per continuare semplicemente a fare musica, è un disco che nasce da una serie di urgenze che si percepiscono a pelle ascoltandolo, uno struggimento molto blues per un disco di rock oggi verà rarità. Un disco che non dimentica di curare il sound come fanno certi cantautori tutto testo e poca musica, ma che nei crescendo d’intensità, nelle esplosioni energiche coinvolge per i suonie nelle parti strumentali continua a raccontare quanto detto precedentemente.

Possiamo continuare ad ascoltare solamente prodotti del marketing, oppure darci al senso dell’arte più puro e ruvido: l’ascoltare l’urgenza comunicativa di un altro o altri esseri umani che hanno bisogno di note e strumenti per farlo e dare maggiore senso al processo.

“Nonostante la pioggia battente”

Consigliato a chi: vuole smetterla con le cazzate e ascoltare finalmente una band che racconta l’attualità come si deve, assieme ad uno sguardo al futuro prossimo.

Ascolta l'album!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Intervista ai Garrapateros #SOL68]]>

Open Live porta sul palco di Sherwood i Garrapateros, un mix unico di musica spagnola, flamenco e rap. La band bresciana ha fatto ballare letteralmente il pubblico in sala trasmettendo calore in questo novembre sempre più freddo metereologicamente.

Questa è la magia delle serate nella sede della Radio: contrasti, contaminazioni, viaggi ed energia a non finire.

Indica ha intervistato il gruppo, e la potete ascoltare cliccando qui a destra!

Ci vediamo ai prossimi appuntamenti di Sherwood Open Live, seguite la Fanpage per rimanere aggiornati, e seguite Indica su Facebook e Instagram!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Intervista ai Garrapateros #SOL68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista ai Garrapateros #SOL68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista ai Garrapateros #SOL68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista ai Garrapateros #SOL68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista ai Garrapateros #SOL68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista ai Garrapateros #SOL68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista a Timothy: Emotional Songwriting]]>

Indica da sempre vi porta il meglio dell'underground, ma la totalità delle volte sono artisti che hanno già fatto uscire i loro brani, anche in formato Do It Your Self.

Questa volta abbiamo avuto con noi Timothy, un artista realmente inedito, senza pezzi ancora usciti, questa dunque è un'anteprima di brani che forse non vedranno mai una release ufficiale, un flash che solo nel nostro podcast potete ascoltare.

Tale fronte musicale molto probabilmente è il più interessante di tutti: persone che fanno musica per il piacere di fare musica, senza l'ansia del pubblico generico ma solo con la voglia di condividere la propria passione, le proprie parole, esperienze, note, in una parola "emozioni".

Per questo la musica di Timothy è definibile - se la si vuole definire - come "Emotional Songwriting". Emozioni autentiche per ascoltatori autentici.

Ha suonato per noi 5 delle sue canzoni e una cover finale di tutto rispetto. Alla fine, una selezione di brani che lo hanno da sempre ispirato.

Cliccate qui a destra per ascoltare o scaricare il podcast!

_

Ascolta o scarica l'intervista qui a destra e segui Indica su Facebook e Instagram!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Efog 26 al Cso Pedro]]>

Venerdì 15 NovembreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova

 

Efog 26
w/ Good Cynical Practice

 

L'esordio nei club per i Good Cynical Practice sarà il momento clou di EFog26. Il trio padovano, con un bagaglio di esperienze che parla da solo, ha preparato per l'occasione un live che è un torpedo ad alta velocità per voce, sintetizzatori analogici e batterie elettroniche, in cui un arrangiamento dandy dei testi é combinato al minimalismo più acido alla funzionalità ritmica proto-rave.
L'apertura delle danze è affidata a Shazwa e alla sua inseparabile Roland Sp404.
Nel mezzo i nostri fidati resident djs e vj.


Apertura cancelli ore 23.00 - Ingresso 5 euro


Line up:

Good Cynical Practice
live

Federico Gabrielli
dj set

M.T.M.
dj set

AlGrain
vj

Good Cynical Practice - live
Good Cynical Practice é il trio wonky-techno-punk formato da due Mamuthones, Alessio Gastaldello (veterano che può vantare con i Jennifer Gentle un contratto per la leggendaria SubPop di Seattle) e Matteo Polato (fine compositore e sound artist padrino di RADIA), e Domenico Cipriani, conosciuto ai più come Lucretio, fondatore di Restoration Records, poliziotto analogico e adepto di Kyma .
Questa garage band d’eccezione unisce la matrice più sperimentale della psichedelia padovana con lo stato dell’arte del rinomato Sound of Brenta.
Per la prima volta in un club, il loro live per Electronic Fog sarà un torpedo ad alta velocità per voce, sintetizzatori analogici e batterie elettroniche, in cui un arrangiamento dandy dei testi é combinato al minimalismo più acido alla funzionalità ritmica proto-rave.
www.facebook.com/machinesstate
soundcloud.com/mamuthones

Shazwa - opening act
Beatmaker hip hop e DJ di periferia nel padovano, fa parte del collettivo rap emergente Ida Killa Crew nelle vesti di produttore. Partecipa a diversi contest (online e non) proponendo strumentali di carattere introspettivo e duro, ma nel contempo ritmico. Ha prodotto diversi rapper in giro per l'Italia, ma in particolare nel bacino locale padovano. Il suo contatto con la musica elettronica avviene quasi spontaneamente, per via del forte interesse nell'introdurre particolari nuovi e complessi nelle sue produzioni, spaziando tra IDM, techno e house. Prende ispirazione da artisti come Black Milk, The Gaslampkiller, eLan, Flying Lotus, e si avvicina ai campionatori osservando i live set di Nosaj Thing e Melo X su youtube. Da qui incomincia a perfezionare il proprio live set, mentre nel frattempo fa uscire progetti lofi e hip hop come "Foggy Daylight Beam", "Estensioni" sotto l'etichetta Hashetic Front Records, e trap come l'ultimo beattape "xXx". Tutti i progetti rintracciabili su Bandcamp. È autore del recente beatcontest "Dig the Gig", dove i partecipanti compongono le strumentali live con le proprie attrezzature.
www.facebook.com/Shazwa

Federico Gabrielli - dj set (Electronic Fog)
Federico Gabrielli ricerca ossessivamente tra le pieghe più insolite di techno e house, futuro remoto e passato anteriore uniti in un suono dreamy e sperimentale; artigliando il floor con trax ad alto contenuto esoterico e ambientale. A volte è un dream altre volte è un bad trip.
www.mixcloud.com/dreamhousedee

M.T.M.- dj set (Electronic Fog)
Colonna portante del collettivo Electronic Fog, professionista del dancefloor, spazia dall'house alla techno senza tralasciare sonorità decisamente più balearic e funk, 100% vinile.
www.electronicfog.net/artists/m-t-m

Algrain - visual show (Electronic Fog)
Inizia nel 2013 la sua esperienza e collaborazione come live performer VJ, video/teaser maker per il gruppo electro-pop NYŪ (I), vanta collaborazioni in campo internazionale rispettivamente con gli austriaci Elektro Guzzi (A), The Analogue Cops (D), Lucretio (I) e lo sloveno Christian Kroupa (SLO). Nelle sue performance unisce video manipolati analogicamente da sintetizzatori-video e mix analogici uniti a computer graphics per ottenere pattern ed entità tridimensionali strobo caleidoscopiche. Attualmente oltre ad essere parte del collettivo Electronic Fog dove assieme a Nichi List cura la parte di visual, collabora anche con il duo berlinese The Analogue Cops (D) e lavora a vari progetti A/V tra cui Nightjars (D) ed Epilessie (I).
www.algrain.xyz

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[DeathLine - Stagione 3 Puntata 4]]>

Quarto appuntamento di questa terza stagione di DeathLine. In questa puntata tantissime news, a partire dal nuovo album dei Deftones e del loro evento del 2 novembre "Dia De Los Deftones". Ne parliamo con Gualtiero della redazione di Deftones.it. Poi la bomba della settimana, la reunion dei Rage Against The Machine per il 2020 e delle prime cinque date del loro tour. E poi tanto metal, di tutti i tipi, nella nostra playlist a cura di Rossella, Theo e Pino.

Qui sotto i brani, di lato il podcast

Deftones - Change

Deftones - Phantom Bride

CHVRCHES - Sciens/Visions

Rage Against The Machine - Freedom

Gojira - The Gift of Guilt

I Prevail - Bow Down

Nine Inch Nails - Wish

While She Sleeps (Ft. Oli Sykes) - Silence Speaks

Bring Me The Horizon - Chelsea Smile

Wage War - Who I Am

Metallica - Creeping Death

Iron Maiden - Innocent Exile

Death - Lack Of Comprehension

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[ReadBabyRead_464_Viola_Di_Grado_9]]>

Ispirato a un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, Fuoco al cielo, della talentuosa scrittrice Viola Di Grado, racconta del male ubiquo che appartiene alla Storia ma che si rintana anche all'interno di ogni amore assoluto: perché la "città segreta” non è solo un luogo reale di distruzione e segregazione, ma anche il nodo più intimo e pericoloso di ogni relazione, dove i confini tra il sé e l’altro si confondono e può bastare una parola, un gesto, un grumo di silenzio per far crollare ogni cosa o metterla per sempre in salvo.

L’amore o quello che era, quella cosa forte e buia che non avevano chiesto, era di nuovo in circolo”.


ReadBabyRead #464 del 14 novembre 2019


Viola Di Grado
Fuoco al cielo

Brani (primi 14 capitoli)

(9a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"Lei prende dal tavolo il coltello della carne.
Lui le afferra il polso.
Lei si divincola, digrigna i denti.
È l'11 febbraio 1996, è il pieno dell'inverno, il sole non è ancora sorto. La luce sul soffitto va e viene.
"Cosa vuoi fare con quello, eh?"
Il coltello cade a terra con un rumore gelido, poi ritorna il silenzio. Lui si muove a tentoni, sbanda contro il cassetto. Lo apre, cerca una candela, non la trova. Lei raccoglie il coltello e lo punta contro se stessa, al collo, rovescia la testa come un animale sedato. Lui cerca di prenderglielo dalle mani, ma è un gesto meccanico, lento, senza terrore. Lei lo allontana con un calcio, ma è scalza, lui fa un sorriso di scherno, un ghigno che mette in mostra gli impianti sui molari e tutta la sua faccia diventa immobile e crudele.
Lui rimane lì fermo a guardarla - gli occhi grigi invasati, le dita con lo smalto scrostato, strette al manico di legno - come se volesse davvero vederla portare a termine l’operazione."


L’amore nella terra guasta 

Su Fuoco al cielo di Viola Di Grado


Muslyumovo, negli Urali del sud, è uno dei posti più radioattivi al mondo. Per anni, le scorie nucleari prodotte dal vicino impianto di Mayak sono state gettate nel vicino fiume Techla, da sempre utilizzato dalla popolazione per bere, lavarsi, irrigare i campi, pescare, fare il bagno d’estate. Nel 1957 un incidente a Mayak ha contaminato un’area all’incirca di 20.000 chilometri quadrati; una tragedia nucleare seconda solo a Chernobyl, che spinse le autorità sovietiche a mantenere il segreto su quanto stava succedendo nei dintorni della loro centrale nucleare e a creare una vera e propria “città segreta” i cui abitanti erano pagati per mantenere il silenzio sull’accaduto. La nuova Muslyumovo sorge a pochi chilometri dalla vecchia; i suoi abitanti ricevono un sussidio dal governo, ma la media dei malati di cancro è molto più alta della media nazionale e altissima è la percentuale di bambini che nascono con difetti congeniti o ritardi mentali.

Tamara e Vladimir vivono insieme a Muslyumovo, che come tutti i villaggi intorno alla città segreta è un villaggio chiuso. Vladimir è un infermiere che viene da Mosca e dopo aver incontrato Tamara ha scelto di restare malgrado le radiazioni. Tamara ha perso i genitori molti anni prima; i suoi genitori dragavano il fiume e si sono ammalati, lei è sopravvissuta. Tamara insegnava scienze nella scuola di Muslyumovo: dopo aver incontrato Vladimir ha smesso, e adesso la scuola è in stato di abbandono, le piante crescono tra le assi del pavimento. Tamara e Vladimir sono i protagonisti di Fuoco al cielo, l’ultimo romanzo di Viola Di Grado (La nave di Teseo, pp. 233, 19 euro), e finora il più estremo, il più radicale.

Cercando notizie su Muslyumovo, mi sono imbattuta in una foto di Robert Del Tredici che ritrae un gruppo di ragazze del villaggio. Sono eleganti, un po’ rétro, guardano con aria preoccupata altrove rispetto all’obiettivo tranne una, magra, dal volto affilato, che guarda dritto in camera. Qualche anno fa un altro fotografo, Robert Polidori, fece un importante reportage nella zona d’esclusione di Chernobyl, i trenta chilometri attorno alla centrale da cui la presenza umana è stata bandita. Quello che le foto di Polidori mostrano è un prevedibile paesaggio di case, scuole e luoghi di ritrovo abbandonati; quello che non mostrano è come la natura – lupo grigio, lontra, aquila americana, specie animali da tempo scomparse da quei luoghi – abbiano ricominciato a ripopolare la zona d’esclusione, decretando di fatto una rivincita della natura. Tamara e Vladimir si amano come due sopravvissuti all’umanità, come due che sanno che non c’è più spazio per un amore sano in una terra guasta.

Vladimir doveva saperlo. Doveva saperlo, Cristo santo. Nel suo corpo non poteva crescere niente di buono. Il suo corpo aveva il DNA marcio, era come un vecchio stupido albero, abbandonato dal sole e dalla terra, un albero che aveva succhiato plutonio tutta la vita. E poi aveva trentanove anni”.

Nel Novecento, l’archetipo della terra malata era La terra desolata di Eliot, con il senso di minaccia di cui si fa portavoce l’indovino Tiresia, l’uomo-donna veggente cieco capace di predire il futuro. C’è un cieco anche qui, l’ex direttrice dell’orfanotrofio accecata dal diabete. Rimasta anche lei per amore nel villaggio, cominciò a sognare “ombre nere che riempivano le strade”, e diventò lo spauracchio dei bambini, che la scambiavano per un fantasma.

Per Tamara e Vladimir il punto di non ritorno è la nascita di un bambino nato morto di Tamara, che all’inizio è riluttante ad accettare la gravidanza, ma dopo la morte del neonato non riesce ad elaborarne la perdita. Smarrita negli incubi e infragilita, trova nella foresta un essere mostruoso e inizia a prendersi cura di lui, fino al tragico epilogo. L’amore nella terra guasta è così, produce frutti che provocano insieme gioia e spavento.

Dopo un mese Vladimir le chiese di trasferirsi da lui, ma lei disse: “Assolutamente no”. Voleva restare nella casa in cui era cresciuta, in cui sua madre le aveva raccontato la sua ultima favola della buonanotte, quella del corvo che rivela agli inuit che nel resto del mondo esiste la luce. Nella casa vicina al cimitero, così suo padre e sua madre non erano mai veramente lontani e le sue preghiere notturne arrivavano a loro tutte intere. L’ultimo giorno del 1992 Vladimir si trasferì da lei, nel quartiere vecchio, nella casa dei suoi genitori e dei suoi nonni. Una casa cadente a centocinquanta metri dal fiume maledetto, dove il vento graffiava il vetro sottile delle finestre e il pattume radioattivo saliva dal fondo dell’acqua, rimestato dalle vacche che ci andavano a bere.
[…] Si trasferì e non se ne andò più. Quando lei usciva per andare al lavoro, il fondotinta sulla faccia, l’ombretto glitterato, lui sentiva uno strappo, come se fosse tornato bambino e non avesse modo di stare solo. Sedeva sul divano, una rivista di automobili addosso, senza riuscire a leggerla, pensando alla bocca scura di Tamara e alle sue gambe lunghe, alla sua risata rauca, alle sue mani fredde, sentiva una miscela confusa che era gioia, ma non poteva saperlo, perché la gioia si riconosce solo da lontano, quand’è passata per sempre
”.

Viola Di Grado ha un enorme talento, visionario e struggente. Il libro precedente, Bambini di ferro, metteva insieme infanzia e fantascienza in modo molto originale; Fuoco al cielo viene da lì, ma va molto oltre, a partire dalla scrittura, che rispetto ai libri precedenti è rastremata ed essenziale in modo direi brutale. Leggerlo, soprattutto nella parte iniziale, è stata una vera sofferenza fisica: Fuoco al cielo è un libro che fa male al lettore (ricordati l’ascia di Kafka, mi ha detto giustamente l’autrice). Mi sono fatta forza nonostante il disagio fisico, sempre tenendo in mente l’ascia di Kafka, ma il disagio non è diminuito, segno di un’ascia andata perfettamente a segno. D’altra parte, anche Kafka è una medicina amara ma prodigiosa.

di Francesca Matteoni
da NAZIONE INDIANA (nazioneindiana.com), 10 aprile 2019


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Joy Division, Love Will Tear Us Apart [Joy Division]
The National, Her Father In The Pool [Bryce Dessner]
Joy Division, The Eternal [Joy Division]
The Knife, A Tooth For An Eye [The Knife]
The National, Oblivions [Bryce Dessner/Aaron Dessner]
The Knife, Stay Out Of Here [The Knife]
Joy Division, She's Lost Control [Joy Division]
The Knife, Old Dreams Waiting To Be Realized [The Knife]
The National, Dust Swirls In Strange Light [Bryce Dessner]
Trepaneringsritualen, V
V V [Trepaneringsritualen]
Jóhann Jóhannsson, A Model Of The Universe [Jóhann Jóhannsson]
The National, Not In Kansas [Aaron Dessner/Anne Eickelberg/Mark Davies/Hugh Swarts/Jay Paget/Brian Hageman]
The National, Her Father In The Pool [Bryce Dessner]
The Knife, A Cherry On Top [The Knife]
The Knife, Ready To Lose [The Knife]
Joy Division, Atrocity Exhibition [Joy Division]
The Knife, Full of Fire [The Knife]
The National, Dust Swirls In Strange Light [Bryce Dessner]
The National, Hey Rosey [Aaron Dessner]
The Knife, Raging Lung [The Knife]
The National, Underwater [Aaron Dessner]
The Knife, Networking [The Knife]
Joy Division, Passover [Joy Division]
Trepaneringsritualen, An Immaculate Body Of Wate [Trepaneringsritualen]
TRIBALISM3 (Yann Joussein, Luca Ventimiglia, Olivia Scemama), 5553 [Yann Joussein]
Joy Division, Decades [Joy Division]
The Knife, Wrap Your Arms Around Me [The Knife]
The Knife, Without You My Life Would Be Boring [The Knife]
Joy Division, Twenty Four Hours [Joy Division]
The National, Oblivions [Bryce Dessner]
FKA twigs, Preface [Tahliah Debrett Barnett]
FKA twigs, Lights On [Tahliah Debrett Barnett]
The National, Sleep Well Beast [Aaron Dessner/Matt Berninger]
The Knife, Crake [The Knife]
The National, I'll Still Destroy You [Bryce Dessner]
The Knife, Oryx [The Knife]
The Knife, Fracking Fluid Injection [The Knife]

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[La famosa invasione degli orsi in Sicilia - Recensione]]>

 

 

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

 

Una favola moderna, una dicitura così semplice e complessa racchiude La famosa invasione degli orsi in Sicilia, tratto dalla storia di Dino Buzzati, (uscita sul Corriere dei piccoli nel 1945).

In una Sicilia fuori dal tempo e dallo spazio, vivono gli orsi, nei grandi massicci centrali dell’isola, sotto la guida del buon re Leonzio, il più valoroso e onesto fra loro. Il rapimento del figlio Tonio, ad opera degli umani ed un lungo inverno, lo costringeranno a scendere a valle con tutto il suo popolo.

Una Storia, con la S maiuscola, perché come nelle favole dei bardi e degli aedi, ogni storia ne racchiude altre, che si dipanano a loro volta in infinite storie, per chi ha voglia e piacere di ascoltare. Ci si immerge fin da subito nella dolcezza di un ricordo ritrovato, di una tradizione perduta e riscoperta, quella del narrarsi, del raccontare storie l’uno all’altro, per passare il tempo, per arricchirsi vicendevolmente e confrontarsi attraverso il vissuto.

Troppi questi 75 anni passati tra la prima pubblicazione dell’opera letteraria e questo film d’animazione.

Prima prova alla regia per Lorenzo Mattotti, punto d’arrivo e d’inizio di una carriera nel mondo dell’animazione per un artista da anni nome italiano di grido nel campo dell’illustrazione. Un'esperienza notevole ed un’opera non semplicissima da mettere in scena. Prova superata brillantemente, le libertà prese rispetto al testo originale apportano organicità ed epos. Ma questo ci aspettavamo da un artista di tal fatta.

Affascinante l’uso dei colori, in massima parte naturali e brillanti; che si mostri un monte innevato, una assolata spiaggia o i vicoli dei paesini siculi, i colori scelti sono quelli dell’immaginazione, colori archetipi, che sembrano nascere nella nostra mente piuttosto che sullo schermo. A tratti è facile smarrirsi nei propri ricordi infantili tanta è la dolcezza e la forza di alcuni paesaggi.

Ricco il numero di citazioni e riferimenti che provengono da ogni dove. Dal mondo del cinema, su tutte inquadrature e scene che rimandano a Il deserto dei Tartari di Vittorio Zurlini, (forse il libro più famoso e letto di Buzzati), dai film d’animazione come i disneyani Fantasia e Aladdin, dal mondo dell’arte le scene urbane ricordano i quadri di Segantini. Il tutto con un attento e perenne studio delle geometrie e con un tocco orientaleggiante che tanto era caro a Dino Buzzati.

I più grandi si porranno domande sui significati politici nascosti nell’opera, la guerra, la fame, il mondo della borghesia urbana in contrasto col popolino rurale, i trucchi dei potenti e degli affabulatori ideologici, sono tutti temi pregnanti e portanti nella storia. I più piccoli resteranno affascinati da una poesia visiva, dallo sfavillare di colori e il susseguirsi di incanti.

Vanno ringraziati i molti attori che hanno prestato le voci a quest’opera: Toni Servillo, Antonio Albanese, Corrado Guzzanti per dirne alcuni e su tutti la voce di Andrea Camilleri, il quale era molto legato a questa fiaba.

Questa co-produzione italo-francese è un gioiellino nel panorama attuale, è a distanze siderali dalla produzione mainstream odierna con uno stile unico e riconoscibile.
In conclusione, un caleidoscopio di colori e immagini, di fantasia e realtà, che vuole leggere il mondo in maniera schietta e sincer,a ma con la gioia e l’allegria della fanciullezza.

Un film di orsi, cantastorie, di maghi e mostri, di battaglia e di amore.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Sport alla Rovescia - Puntata 4]]>

Quarto appuntamento con Sport alla Rovescia, la trasmissione di informazione sportiva di Radio Sherwood. Tante le news di questa settimana, soprattutto il "caso Balotelli", ennesimo episodio di razzismo in Serie A della curva dell'Hellas Verona. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il giornalista sportivo Luca Pisapia, in un'interessante intervista. Infine non poteva mancare la "Chicca Storica" del nostro Simon.

Se vuoi approfondire l'argomento della rubrica "Chicca Storica", trovi un articolo sul sito di Sportallarovescia.it. In questa puntata Simon ha parlato di Shizo Kanakuri, qui il link!

Qui sotto i brani, di lato il podcast

Margherita Vicario - Mandela

Guts - You're Living Like a Pig

Jovine Ft Zulu - Napulitan

Calypso Rose - Caplypso Blues

Frida Frenner - Jackpunk

Blink 182 - Darkside

David Walters - Mama

Iseo e Dodosound - Lost City

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Hotel VisiOn-Air: "Radici on-air"_chapter 5]]>

Ireos, forse inconsapevolmente, giunge a metà del suo viaggio, che non avviene solo nella realtà, ma comprende anche una componente spirituale.

Proprio il livello spirituale è ciò che pervade questo quinto capitolo, nel quale il nostro protagonista si trova ad affrontare con dialettica aperta Lex, Max e Glauco.

La loro sarà un'esperienza dai tratti mistici, sospesa tra terra e cielo.

Un momento durante il quale ci sarà un colpo di scena.

Qui sotto i brani, di lato il podcast.

- brano 1 Near the Parenthesis - A brief walk in the sea

- brano 2 Massive Attack - Heat miser

- brano 3 Led Zeppelin - Stairway to Heaven

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Diserzioni: Struggente piacere]]>

intro:

Godere di certe cose chiaro-oscure,
segrete, nascoste tra l’ombra e la luce.
Scompigliare lo scandire del tempo,
ora, sospesi tra il passato e il futuro.
Provare uno struggente piacere,
sonoro, oscillando tra il classico e il romantico

**************

Playlist:

Vanessa Wagner: Struggle for Pleasure (GAS Version)

A Winged Victory for the Sullen: Our Lord Debussy

Nils Frahm: Sweet little lie

Jessica Pavone String Ensemble: Hurtle and Hurdle

Justin Wright: Modular Winter

Jonny Nash & Gigi Masin: Butterfly's Tale

Gigi Masin: Anemone

PAN-AL: Jár

Jogging House: Wounds

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Garrapateros • SOL#68]]>

 SOL#68


 

Mercoledì 13 novembre dalle ore 20.00

Sherwood Open Live
vicolo Pontecorvo 1/A - 35121 Padova

• Garrapateros •
Patchanka Rebelde

evento Facebook -


***********************************************

Questo mercoledì arrivano i bresciani GARRAPATEROS a portare ritmo, energia e scompiglio con la loro Patchanka Rebelde!
I GARRAPATEROS sono una band nata dall'idea del frontman Nic Garrapatero al suo ritorno nel 2010 dalla parentesi di vita in Spagna. Dopo un percorso durato 6 anni, dagli esordi come one-man ad un nuovo ensemblè di 5 strumentisti con 3 Album alle spalle e una compilation per Joe Strummer, la band si riassesta sul duo delle origini con chitarra, cajòn e i ritmi electro della Roland Handsonic di Cannibal. Nei live iniziano ad inserirsi un cantante nigeriano dalle influenze hip-hop e reggae, Junior Jey Morgan ed Enrico Rodrigo Decca, maestro della scuola di Flamenco "Cammino Flamenco", che accompagna la performance con la sua arte.

Chitarra classica, cajòn flamenco, handsonic, tacchi che battono e tre voci per comunicare vita e passione.

La band ha al suo attivo 3 album: “Vida No Mata” del 2012, “Esperando” del 2014 e “GARRAPATA Sound System” del 2015 oltre alla presenza nella compilation "Wellcome to Strummerville" in ricordo di Joe Strummer. Negli anni le condivisioni di palco più importanti sono state con TONINO CAROTONE, SKA-P, DE PEDRO, BANDABARDO', T.A.R.M., LA PEGATINA, TAIWAN MC, 99 POSSE.


20.00 • Apertura
21.30 • Live
00.00 • Ultimo Giro di Bar

 

Birre CR/AK • Vini Biologici Ca' Lustra
Cicchetti di nostra produzione e tranci di pizza preparati da* ragazz* della pizzeria "La Pizza Loca" del Cso Pedro

Nel rispetto del gentile vicinato, quando siete all'esterno, vi chiediamo di cercare di mantenere un tono di voce discreto e di non sostare nel cortile interno e nella stradina, ma di raggiungere la strada principale. Grazie mille!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Garrapateros • SOL#68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Garrapateros • SOL#68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Garrapateros • SOL#68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Garrapateros • SOL#68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Garrapateros • SOL#68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Garrapateros • SOL#68]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Ear 2 The Street - 3rd Episode]]>

 Nuova puntata di Ear 2 the Street appuntamento ogni 2 settimane con la musica e cultura Hip Hop su Sherwood Radio con tante news, anteprime, flashback sul mondo la cultura e la musica Hip Hop ed afrodiasporica.

Speciale dedicato a GANG STARR in concomitanza dell'uscita dell'album postumo"one of the best yet".

Qui sotto i brani, di lato il podcast

Family & Loyalty - GangStarr feat. J.Cole

Shot - Masta Ace+Marco Polo

Good morning sunshine - Llttle Brother

Hitman - GangStarr  feat. Q-tip

Take a Flight - GangStarr feat. Big Shug Freddie Foxx

Eastern Confererence all stars - Skyzoo Pete Rock

Bad Name - GangStarr

Tearz - Danny Brown feat. Run the jewelz

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Bad Vibes - Locals Only al Cso Pedro]]>

Sabato 9 NovembreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova

 

Bad Vibes - Locals Only

 

Per il secondo appuntamento della stagione, abbiamo pensato di fare una cosa un po' speciale, forse perché siamo vicini ai 10 anni di Bad Vibes: un back2back2back devastante con la squadra al completo. Fractale, No One Knows e Beeonex si alterneranno ai controlli tutta la notte per rompervi definitivamente le ginocchia, accompagnati da Mc Buzz b2b Mc Shado e con gli scratch di dj Linch!


Apertura ore 23 - Ingresso 5 euro


Line up:

Fractale
(RAM Records / The Dreamers / Vandal Records)

No One Knows

Beeonex

Hosted by:

Mc Buzz outta Massima Tackenza b2b Mc Shado

Scratches by:

Linch

Special 3D Videomapping by:

Audiogram Lab

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[M¥ss Keta al Rivolta]]>

Sabato 09 NovembreCentro Sociale RivoltaVia F.lli Bandiera, 45 – Marghera (VE)
www.facebook.com/rivoltamarghera


M¥ss Keta

Paprika Tour XXX

Vai alla Pagina FB


+ Special guests


Apertura cancelli ore 21.00

Ingresso 18 € – No prevendite

I biglietti si acquisteranno direttamente in cassa all’apertura dei cancelli.

Vi invitiamo ad arrivare presto, all’interno del Rivolta saranno attive l’Osteria e la Pizzeria dove potrete gustare ottime pizze e piatti, preparati con materie prime di qualità selezionate da produttori locali, accompagnati da ottime birre artigianali e vini del territorio.

Come arrivare al Rivolta dalla stazione dei treni di Mestre:

Uscite dal sottopasso della stazione di Mestre (direzione di Marghera – uscita verso il binario con il numero più alto), proseguite per 100 mt. e svoltate a sinistra in Via Carrer, dopo 150 mt. attraversate Via Rizzardi, prendete Via Bellinato e tenendo la destra proseguite per 150 mt. fino ad arrivare in Via Durando, girate a sinistra e proseguendo per 100 mt. vi troverete in Via F.lli Bandiera, girate a destra e proseguite finché sulla vostra sinistra troverete il Centro Sociale Rivolta (15 min. a piedi).


È stata un’estate molto calda in tutti i sensi per Myss Keta, che dai numerosi palchi e festival della penisola ha contribuito a innalzare le temperatura di svariati gradi. Ma la regina degli eccessi è proprio degna di questo nome e ha deciso di scaldare anche le notti autunnali annunciando un’ultima serie di date “speciali”, con un show rivisitato e tanti ospiti d’eccezione.

Sarà una lunga festa senza fine.

Bio

Performer situazionista, rapper dall’attitudine punk, icona pop e diva definitiva, ha esordito nel 2013 con Milano, sushi e coca. Da lì in poi, una serie di successi stratosferici come In gabbia (non ci vado), Burqa di Gucci, Le ragazze di Porta Venezia, raccolti successivamente nel greatest hits L’angelo dall’occhiale da sera: col cuore in gola (2016). Nell’estate 2017 pubblica per l’etichetta La Tempesta l’EP Carpaccio ghiacciato, in cui spicca la collaborazione con Populous, che ha prodotto il singolo Xananas. In questi anni ha infiammato i palchi dei maggiori festival e club di tutta Italia in un tripudio di electro, house, rap, dubstep che sembra generato dal suo stesso corpo, arrivando anche a toccare le capitali europee. Bassi profondi battuti da vertiginosi tacchi a spillo glitterati. Una vera sacerdotessa della notte pronta ad aizzare le masse di fedeli con il suo verbo dissacrante, eccessivo, radicalmente iperrealista. I suoi live sono esperienze extrasensoriali, i suoi testi la radiografia di una Nazione. Una donna di spettacolo, ma soprattutto uno spettacolo di donna, che non ha saputo dir di no agli insistenti corteggiamenti del mondo della moda, che l’ha fatta diventare la modella e icona più desiderata da svariati stilisti del Bel Paese e non solo.

Con fare camaleontico dice di aver trascorso estati in compagnia dell’avvocato Gianni Agnelli ed Edwige Fenech negli anni ’80. Negli anni ’90 invece sostiene di aver flirtato in barca a vela con Massimo d’Alema al largo della Costa Smeralda, e con Sophia Loren a Courmayeur. Ancor prima di tutto ciò sembrerebbe essere stata la prima musa di Salvador Dalí e Andy Warhol, per citarne soltanto alcuni.

Nell’aprile 2018 esce per Universal Music/La Tempesta UNA VITA IN CAPSLOCK, il suo primo vero album, acclamato anche dalla critica più snob. Un successo senza precedenti accompagnato da un monumentale tour che ha reso ancora più calda l’estate del Bel Paese e ha portato la regina della trasgressione anche in televisione: dopo aver conquistato Piero Chiambretti che l’ha voluta nell’ultima edizione di Matrix Chiambretti e la partecipazione a StraFactor 2018,  M¥SS è stata scelta come unica donna ospite di Mara Impara – La nuova musica, il primo format televisivo di Billboard Italia condotto da Mara Maionchi su Sky Uno.

La consacrazione internazionale è arrivata con l’esibizione durante l’autunno 2018 nel tempio della techno mondiale, il famigerato Berghain di Berlino, nella stessa stagione che l’ha vista protagonista anche del mondo letterario con il suo primo libro, Una donna che conta, pubblicato da Rizzoli Lizard.

Il 2 febbraio 2019 al Mediolanum Forum, nello show di apertura a Cosmo, ha presentato Main Bitch, mentre nella simbolica data dell’8 marzo ha rilasciato PAZZESKA con il featuring di Gué Pequeno. Entrambi i brani hanno anticipato il nuovo piccantissimo progetto, PAPRIKA, pubblicato il 29 marzo 2019 per Island/Universal. E a fine marzo è partito il suo Paprika Tour, che l’ha portata a suonare su più di 35 palchi in Italia e all’estero, e che ha visto non solo una partecipazione sempre maggiore di fan scatenati per la loro diva, ma anche un interesse sempre maggiore da parte di stampa e critica.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Intervista a Maestro Pellegrini #SOL67]]>

L'inizio di novembre di Open Live presenta sul palco Maestro Pellegrini, cantautore che assieme al padre performa un concerto sentito e particolarmente adatto a chi ama il songwriting denso e curato in ogni aspetto. Canzoni sospese fra le chitarre e il fagotto (suonati da Pellegrini) e il piano (suonato dal padre).

Un duo che immerge il pubblico in un'atmosfera dove la musica è autentica e quello che viene cantanto è un lungo viaggio nella storia e nelle esperienze dell'autore. Le canzoni sono inedite e perciò il titolo del tour che fa tappa in Vicolo PonteCorvo si chiama "Canzoni Che Non Esistono".

Saletta dei concerti sold out, piena di gente, e un altro bel mercoledì sera in compagnia della musica!

Ascolta l'intervista fatta dal team di Indica al Maestro qui a destra!

Ci vediamo ai prossimi appuntamenti di Sherwood Open Liveseguite la Fanpage per rimanere aggiornati, e seguite Indica su Facebook e Instagram!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Intervista a Maestro Pellegrini #SOL67]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista a Maestro Pellegrini #SOL67]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista a Maestro Pellegrini #SOL67]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista a Maestro Pellegrini #SOL67]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista a Maestro Pellegrini #SOL67]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Intervista a Maestro Pellegrini #SOL67]]> info@sherwood.it (Sherwood Network) <![CDATA[Afro Night al Cso Pedro]]>

Venerdì 8 NovembreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova 

 

 Afro Night
w/ Falafel Fazz Familia

 

Sentite ancora gli ultimi strascichi dell'estate, o forse sono gli effetti del #climatechange?

Sarà una serata caldissima!
Le Afro-Vibes dei Falafel Fazz Familia vi faranno ballare, assieme ai ritmi caraibici di Dj Svampish!


Apertura cancelli ore 22.00
Falafel Fazz Familia live set: ore 0.00
Dj set a cura di Dj Svampish: fino alle 03.00
Ingresso: 3 euro

 

Falafel Fazz Familia presenta:
SAVIGNANO-OH (live set)

SAVIGNANO-OH è lo spettacolo di punta di Falafel Fazz Familia. A metà tra canzone, varietà e mal d’Africa.

Tonino Tremila e Jesa Old-Fi remixano brani pop dello Zimbabwe facendo piovere laser e cantando il Sentimento che pervade la valle del Rubicone, armati di due phon e molleggiate sgambettate.

Non è la Romagna degli ombrelloni ma dei sexy incompresi, dell’allegro provincialismo che assume la forma di tendenza in tutti i Savignano del mondo.

Il loro ultimo disco è SENTIMENTO PERLINEO, diario emozionale di mesi passati a mollo nelle perline, tra festini afropunk e chiusini in salaprove alla farfisa.
Storie d’amore ultraleggere e gomitoli di ciani.

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Intervista ai Jennifer Gentle]]>

In occasione della presentazione al Cso Pedro del nuovo album dei Jennifer Gentle, Indica intervista la mente dietro alla band ovvero Marco Fasolo, andando ad esplorare la strada che lo ha portato lungo questi 10 anni alla creazione di un disco eclettico e davvero denso, da scoprire ascolto dopo ascolto.

L'intervista è una di quelle che si avrebbe sempre il piacere di fare per la ricchezza di contenuti nelle risposte e il background musicale e culturale che le ha ispirate.

Leggete anche il report del concerto aperto dagli Orange Car Crash, a cura della redazione Radio Sherwood.

_

Ascolta o scarica l'intervista qui a destra e segui Indica su Facebook e Instagram!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA["Apocalypse No" - Presentazione di Jacobin Italia n. 4]]>

Giovedì 7 NovembreC.S.O. PedroVia Ticino, 5 - Padova


Apocalypse No
Presentazione di Jacobin Italia n. 4

 

I movimenti climatici e le lotte contro la crisi ecologica stanno introducendo un nuovo lessico politico e sociale. Un lessico che si nutre di dati scientifici, ma vede la scienza come campo di battaglia. Un lessico che vede il clima non solo come un’emergenza, ma come la somma di contraddizioni storiche che si sono sedimentate all’interno del capitalismo.

Classe, razza, genere, gerarchie di potere: sono questi i principali elementi che si intrecciano nella crisi climatica. Per queste ragioni le risposte non possono che guardare a una radicale mutazione del paradigma produttivo e del modello sviluppista insito nel capitalismo industriale e post-industriale.

Le ricerca di una soluzione alla crisi climatica non può che passare innanzitutto da due piani: redistribuzione della ricchezza e democrazia reale. Due temi che accomunano tanti movimenti che stanno attraversando il pianeta, dal Cile al Libano, dall’Amazzonia alla Francia.

Cosa hanno in comune i movimenti climatici con le altre lotte?
Com’è possibile tracciare una visione globale a partire dal nesso giustizia climatica-giustizia sociale?


Ne parleremo con:

Lorenzo Zamponi
(ricercatore e collaboratore di Jacobin Italia)

Sandro Chignola


Inizio presentazione ore 20.30
Apertura ore 19, sarà attiva la pizzeria!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[Indica Diretta 10/11/2019 - S03]]>

Una puntata all'insegna della varietà delle sonorità: come è possibile ballare assieme jazz, funk e house? Ve lo dimostriamo noi con una selezione ad hoc che vi farà immergere in suoni caldi ed energici!

Tracklist:

Al Green - Let's Stay Together
Lafayette Afro Rock Band - Hihache
Grant Green - Ain't it Funky Now
Art Blakey & The Jazz Messangers e Bobby Timmons - Moanin'
Khruangbin - August 10

Madison Avenue - Don't Call Me Baby
Stylophonic - Play That Music
Modjo - Chilling
Alex Gaudino & Jerma - Little love
Dj Roog - Beautiful

_

Buon ascolto e seguite Indica su Facebook e Instagram!

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)
<![CDATA[ReadBabyRead_463_Viola_Di_Grado_8]]>

Ispirato a un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, Fuoco al cielo, della talentuosa scrittrice Viola Di Grado, racconta del male ubiquo che appartiene alla Storia ma che si rintana anche all'interno di ogni amore assoluto: perché la "città segreta” non è solo un luogo reale di distruzione e segregazione, ma anche il nodo più intimo e pericoloso di ogni relazione, dove i confini tra il sé e l’altro si confondono e può bastare una parola, un gesto, un grumo di silenzio per far crollare ogni cosa o metterla per sempre in salvo.
L’amore o quello che era, quella cosa forte e buia che non avevano chiesto, era di nuovo in circolo”.


ReadBabyRead #463 del 7 novembre 2019


Viola Di Grado
Fuoco al cielo

Brani (primi 14 capitoli)

(8a parte)


per info su F. Ventimiglia e C. Tesser:

Lettura e altri crimini
iTunes podcast


voce: Francesco Ventimiglia


"Lei prende dal tavolo il coltello della carne.
Lui le afferra il polso.
Lei si divincola, digrigna i denti.
È l'11 febbraio 1996, è il pieno dell'inverno, il sole non è ancora sorto. La luce sul soffitto va e viene.
"Cosa vuoi fare con quello, eh?"
Il coltello cade a terra con un rumore gelido, poi ritorna il silenzio. Lui si muove a tentoni, sbanda contro il cassetto. Lo apre, cerca una candela, non la trova. Lei raccoglie il coltello e lo punta contro se stessa, al collo, rovescia la testa come un animale sedato. Lui cerca di prenderglielo dalle mani, ma è un gesto meccanico, lento, senza terrore. Lei lo allontana con un calcio, ma è scalza, lui fa un sorriso di scherno, un ghigno che mette in mostra gli impianti sui molari e tutta la sua faccia diventa immobile e crudele.
Lui rimane lì fermo a guardarla - gli occhi grigi invasati, le dita con lo smalto scrostato, strette al manico di legno - come se volesse davvero vederla portare a termine l’operazione."


L’amore nella terra guasta 

Su Fuoco al cielo di Viola Di Grado


Muslyumovo, negli Urali del sud, è uno dei posti più radioattivi al mondo. Per anni, le scorie nucleari prodotte dal vicino impianto di Mayak sono state gettate nel vicino fiume Techla, da sempre utilizzato dalla popolazione per bere, lavarsi, irrigare i campi, pescare, fare il bagno d’estate. Nel 1957 un incidente a Mayak ha contaminato un’area all’incirca di 20.000 chilometri quadrati; una tragedia nucleare seconda solo a Chernobyl, che spinse le autorità sovietiche a mantenere il segreto su quanto stava succedendo nei dintorni della loro centrale nucleare e a creare una vera e propria “città segreta” i cui abitanti erano pagati per mantenere il silenzio sull’accaduto. La nuova Muslyumovo sorge a pochi chilometri dalla vecchia; i suoi abitanti ricevono un sussidio dal governo, ma la media dei malati di cancro è molto più alta della media nazionale e altissima è la percentuale di bambini che nascono con difetti congeniti o ritardi mentali.

Tamara e Vladimir vivono insieme a Muslyumovo, che come tutti i villaggi intorno alla città segreta è un villaggio chiuso. Vladimir è un infermiere che viene da Mosca e dopo aver incontrato Tamara ha scelto di restare malgrado le radiazioni. Tamara ha perso i genitori molti anni prima; i suoi genitori dragavano il fiume e si sono ammalati, lei è sopravvissuta. Tamara insegnava scienze nella scuola di Muslyumovo: dopo aver incontrato Vladimir ha smesso, e adesso la scuola è in stato di abbandono, le piante crescono tra le assi del pavimento. Tamara e Vladimir sono i protagonisti di Fuoco al cielo, l’ultimo romanzo di Viola Di Grado (La nave di Teseo, pp. 233, 19 euro), e finora il più estremo, il più radicale.

Cercando notizie su Muslyumovo, mi sono imbattuta in una foto di Robert Del Tredici che ritrae un gruppo di ragazze del villaggio. Sono eleganti, un po’ rétro, guardano con aria preoccupata altrove rispetto all’obiettivo tranne una, magra, dal volto affilato, che guarda dritto in camera. Qualche anno fa un altro fotografo, Robert Polidori, fece un importante reportage nella zona d’esclusione di Chernobyl, i trenta chilometri attorno alla centrale da cui la presenza umana è stata bandita. Quello che le foto di Polidori mostrano è un prevedibile paesaggio di case, scuole e luoghi di ritrovo abbandonati; quello che non mostrano è come la natura – lupo grigio, lontra, aquila americana, specie animali da tempo scomparse da quei luoghi – abbiano ricominciato a ripopolare la zona d’esclusione, decretando di fatto una rivincita della natura. Tamara e Vladimir si amano come due sopravvissuti all’umanità, come due che sanno che non c’è più spazio per un amore sano in una terra guasta.

Vladimir doveva saperlo. Doveva saperlo, Cristo santo. Nel suo corpo non poteva crescere niente di buono. Il suo corpo aveva il DNA marcio, era come un vecchio stupido albero, abbandonato dal sole e dalla terra, un albero che aveva succhiato plutonio tutta la vita. E poi aveva trentanove anni”.

Nel Novecento, l’archetipo della terra malata era La terra desolata di Eliot, con il senso di minaccia di cui si fa portavoce l’indovino Tiresia, l’uomo-donna veggente cieco capace di predire il futuro. C’è un cieco anche qui, l’ex direttrice dell’orfanotrofio accecata dal diabete. Rimasta anche lei per amore nel villaggio, cominciò a sognare “ombre nere che riempivano le strade”, e diventò lo spauracchio dei bambini, che la scambiavano per un fantasma.

Per Tamara e Vladimir il punto di non ritorno è la nascita di un bambino nato morto di Tamara, che all’inizio è riluttante ad accettare la gravidanza, ma dopo la morte del neonato non riesce ad elaborarne la perdita. Smarrita negli incubi e infragilita, trova nella foresta un essere mostruoso e inizia a prendersi cura di lui, fino al tragico epilogo. L’amore nella terra guasta è così, produce frutti che provocano insieme gioia e spavento.

Dopo un mese Vladimir le chiese di trasferirsi da lui, ma lei disse: “Assolutamente no”. Voleva restare nella casa in cui era cresciuta, in cui sua madre le aveva raccontato la sua ultima favola della buonanotte, quella del corvo che rivela agli inuit che nel resto del mondo esiste la luce. Nella casa vicina al cimitero, così suo padre e sua madre non erano mai veramente lontani e le sue preghiere notturne arrivavano a loro tutte intere. L’ultimo giorno del 1992 Vladimir si trasferì da lei, nel quartiere vecchio, nella casa dei suoi genitori e dei suoi nonni. Una casa cadente a centocinquanta metri dal fiume maledetto, dove il vento graffiava il vetro sottile delle finestre e il pattume radioattivo saliva dal fondo dell’acqua, rimestato dalle vacche che ci andavano a bere.
[…] Si trasferì e non se ne andò più. Quando lei usciva per andare al lavoro, il fondotinta sulla faccia, l’ombretto glitterato, lui sentiva uno strappo, come se fosse tornato bambino e non avesse modo di stare solo. Sedeva sul divano, una rivista di automobili addosso, senza riuscire a leggerla, pensando alla bocca scura di Tamara e alle sue gambe lunghe, alla sua risata rauca, alle sue mani fredde, sentiva una miscela confusa che era gioia, ma non poteva saperlo, perché la gioia si riconosce solo da lontano, quand’è passata per sempre
”.

Viola Di Grado ha un enorme talento, visionario e struggente. Il libro precedente, Bambini di ferro, metteva insieme infanzia e fantascienza in modo molto originale; Fuoco al cielo viene da lì, ma va molto oltre, a partire dalla scrittura, che rispetto ai libri precedenti è rastremata ed essenziale in modo direi brutale. Leggerlo, soprattutto nella parte iniziale, è stata una vera sofferenza fisica: Fuoco al cielo è un libro che fa male al lettore (ricordati l’ascia di Kafka, mi ha detto giustamente l’autrice). Mi sono fatta forza nonostante il disagio fisico, sempre tenendo in mente l’ascia di Kafka, ma il disagio non è diminuito, segno di un’ascia andata perfettamente a segno. D’altra parte, anche Kafka è una medicina amara ma prodigiosa.

di Francesca Matteoni
da NAZIONE INDIANA (nazioneindiana.com), 10 aprile 2019


Le Musiche, scelte da Claudio Tesser

Joy Division, Love Will Tear Us Apart [Joy Division]
The National, Her Father In The Pool [Bryce Dessner]
Joy Division, The Eternal [Joy Division]
The Knife, A Tooth For An Eye [The Knife]
The National, Oblivions [Bryce Dessner/Aaron Dessner]
The Knife, Stay Out Of Here [The Knife]
Joy Division, She's Lost Control [Joy Division]
The Knife, Old Dreams Waiting To Be Realized [The Knife]
The National, Dust Swirls In Strange Light [Bryce Dessner]
Trepaneringsritualen, V
V V [Trepaneringsritualen]
Jóhann Jóhannsson, A Model Of The Universe [Jóhann Jóhannsson]
The National, Not In Kansas [Aaron Dessner/Anne Eickelberg/Mark Davies/Hugh Swarts/Jay Paget/Brian Hageman]
The National, Her Father In The Pool [Bryce Dessner]
The Knife, A Cherry On Top [The Knife]
The Knife, Ready To Lose [The Knife]
Joy Division, Atrocity Exhibition [Joy Division]
The Knife, Full of Fire [The Knife]
The National, Dust Swirls In Strange Light [Bryce Dessner]
The National, Hey Rosey [Aaron Dessner]
The Knife, Raging Lung [The Knife]

]]>
info@sherwood.it (Sherwood Network)