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Giovedì 3 aprile 2014

Laboratorio occupato Morion

Salizada San Francesco della Vigna, Venezia

ore 19.00

Presentazione della mostra fotografica
This is Palestine. In my heart, un racconto per immagini di Elisa Fratini e Laura Vallortigara

ore 19.30

Lampedusa in Venice
Un incontro a partire dalla Carta di Lampedusa

Ne parliamo con:
Nicola Grigion, Progetto Melting Pot
Davide Carnemolla, Ass.ne Razzismo Stop
Riccardo Bottazzo, Giornalista

A seguire cena tunisina

ore 21.30

Spettacolo teatrale
La Spremuta
Rosarno, migranti, 'ndrangheta
un monologo di e con Beppe Casales

La Carta di Lampedusa è il risultato di tre giorni di incontri e confronti tra più di 300 persone, attivisti e non solo, che si sono dati appuntamento per scrivere una nuova carta dei diritti per un altro Euro-Mediterraneo.

Lo abbiamo fatto a Lampedusa, isola condannata e abbandonata dai governi di ogni colore, divenuta suo malgrado simbolo delle tragedie provocate dalle attuali leggi sull'immigrazione della 'Fortezza Europa'. Rompere il confine e ripensare i diritti in Europa, perché la Carta di Lampedusa non è una proposta di legge o una richiesta agli stati e ai governi, ma "un patto che unisce tutte le realtà e le persone che la sottoscrivono nell’impegno di affermare, praticare e difendere i principi in essa contenuti, è il risultato di un processo costituente e di costruzione di un diritto dal basso”.

E' il punto di partenza per costruire un'agenda di lotta che trasformi in realtà ciò che è stato messo nero su bianco dal 31 gennaio al 2 febbraio: la smilitarizzazione dei confini, la chiusura dei Cie e di tutti i centri di detenzione amministrativa; l'abrogazione della legge Bossi-Fini, di Eurosur, di Frontex, del sistema dei Visti, ma anche un accesso pieno alla cittadinanza, partendo dalla cancellazione del legame tra permesso di soggiorno e rapporto di lavoro; la costruzione di nuovi percorsi di inclusione e di possibilità basati su libertà di movimento, libertà di scelta, libertà di restare, libertà personale, libertà di resistenza.

La Spremuta
Rosarno, migranti, 'ndrangheta
un monologo di e con Beppe Casales

Il 7 gennaio 2010 i migranti che lavorano a Rosarno si ribellano. Gli africani dopo anni di violenze e sfruttamento reagiscono, fanno ciò che gli italiani non fanno da anni: alzano la testa. In due giorni si consuma tutto: scontri con la polizia, la caccia al nero, e infine lo sgombero. I media nazionali sottolineano che la mafia non c'entra. Ma dire che la mafia non c'entra in Calabria è una bugia. La mafia c'entra eccome, non solo in Calabria.
Nei fatti di Rosarno si concentrano tre nodi fondamentali che stringono al collo l'Italia, e che prima o poi bisognerà avere il coraggio di sciogliere: il rapporto coi migranti, la mafia e il concetto di lavoro.
L'Italia è spremuta da mani violente, da molte mani. Il coraggio di chi non vuole più girare la testa, di chi pensa che vivere esiga più dignità deve essere imitato, non temuto.

spettacolo vincitore del premio "LiNUTILE DEL TEATRO" 2013.
spettacolo selezionato per il Torino Fringe Festival 2013 e per la "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie" 2012 e 2013.

 
 

Links utili:
www.meltingpot.org
Laboratorio Morion on Facebook
http://beppecasales.blogspot.it

 
 

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