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Racconti e suoni della catastrofe

...paure, climate change, visioni Ballardiane, immaginari suonati

26 Ottobre 2015

Sempre più spesso ho la sensazione che molte vite siano dominate dalla paura. E siccome le paure sono come le ciliegie, che una tira l’altra, basta mettere in giro delle leggende metropolitane o come si dice adesso delle “bufale” e il gioco è fatto. Insomma in rete e al bar, nel posto di lavoro e nell’ attesa dell’uscita del figlio da scuola i discorsi sono dominati dalla paura.

Che certe forze politiche, di destra ma non solo, facciano della paura il loro argomento principale è cosa nota. E’ paura del divenire e del dissolversi che il divenire porta con sé. Sicurezza è la parola chiave della destra perché è segno della paura: paura dell’inevitabile, cioè del venir meno, del confondersi e del morire.

Chi è saggio si libera dal bisogno di sicurezza perché la sicurezza non esiste, se non nel suo significato di assenza di paura (sine cura), cioè come libertà dall’ansia securitaria. L’ ansia securitaria è il miglior modo per aumentare l’insicurezza e l’unica sicurezza consiste nel non aver paura del possibile, nel non temere l’inevitabile.

Ma il motivo della paura ai giorni nostri non è stupido. E’ un motivo profondo che spesso non vediamo perché lo rimuoviamo e lo rimuoviamo perché ci mette in discussione. Cerchiamo di non vedere che la causa vera della paura è un progressivo dispiegarsi di una catastrofe che sta investendo la vita terrestre. Cerchiamo di non vedere gli effetti di uno stile di vita che ci ha avvelenato cuore e mente oltre che la terra, l’acqua e l’aria.

La catastrofe e le paure che spesso indirizziamo verso chi è diverso e magari sta peggio di noi ha invece cause più profonde e dimensioni molto ampie: cambiamento climatico, inquinamento della biosfera e della infosfera dovuto al capitalismo spinto imposto alla nostra vita.

In letteratura  e musica (e nelle arti in generale) c’è stato chi anche con largo anticipo ha indagato gli effetti della possibile catastrofe in atto:  metamorfosi dell’ambiente naturale ed artificiale ma soprattutto mutazioni ed alterazioni intime dell’essere umano.

Ad esempio per gli appassionati del genere, James Ballard, prima di altri ha contribuito all’affermazione della fantascienza dello “spazio interiore” . Tra il 1962 e il 1966 Ballard pubblica la rivoluzionaria trilogia della catastrofe destinata a fare di lui il punto di riferimento della cosi detta “fantascienza d’introspezione”: Terra bruciata, Deserto d’acqua, Foresta di cristallo.  Ripercorriamo quindi questi romanzi accompagnandoli con musiche ispirate dalle stesse tematiche e che, a mio avviso, ben rappresentano l'immaginario dei romanzi in questione:

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Terra bruciataindaga il processo di  desertificazione del pianeta e gli effetti sulla psicologia umana. Un mondo dove gli oceani sono ricoperti da uno strato di liquidi oleosi causato dagli scarichi industriali e petroliferi che non permette l'evaporazione dell’acqua e quindi nemmeno la formazione delle nuvole e delle pioggie. La mancanza d'acqua, la mente devastata dalla pazzia sono indagati in una storia di un viaggio nella catastrofe, direttamente giù nel deserto.

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 Deserto d’acqua

è lo scenario sempre più attuale di un mondo ormai sommerso. L'inalzamento delle temperature e lo scioglimento delle calotte polari hanno trasformato Londra in una laguna tropicale. E qui si danno battaglia visioni del mondo che la catastrofe stessa rende estreme e inconciliabili. C' è chi vuole restituire Londra all'antico splendore liberandola dalle acque, chi si sposta a nord come un profugo dei cambiamenti climatici e chi come il protagonista del romanzo va incontro all'unica soluzione dotata di senso in quel contesto: quella di accettare la nuova natura e sottoporsi alla mutazione, di viverla come una sorta di grado zero, di ritorno al grembo materno.

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Foresta di cristalloanche qui a muovere gli avvenimenti è la catastrofe dovuta all'uso spericolato delle nuove tecnologie. Infatti a causa della produzione di antimateria alcune zone del pianeta vengono colpite da un processo di cristallizzazione che riduce tutto a lucenti forme diamantiformi. L'avanzata della foresta di cristallo altro non sarebbe che la progressiva estensione di un blocco temporale. Mentre il mondo assiste impotente alla catastrofe anche in questo caso c'è chi va incontro ad essa e ne viene attirato come da una sirena. Un viaggio verso l'annullamento e la cristallizzazione della psiche.

 
 

 
 

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