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recensioni a cura di Mirco Salvadori

Presto che è tardi! Ovvero, l’ansia del recensore Capitolo 4

Day Before Us, Ozmotic, Bojanek & Mihalowski

4 Giugno 2018


dei reperti digitali 2+4+5+6/18
Il povero cronista musicale da sempre deve fare i conti con il tempo. Dead lines, date uscite discografiche, anteprime, bisogna tenere sempre tutto sotto controllo, anticipare i tempi, uscire con le recensioni prima ancora che il disco inizi ad emettere anche solo un vagito. La regola dello slow listening sembra non godere di buona reputazione tanto che sugli schermi del pc spesso appare quel nevrotico coniglio che invade la nostra privacy urlando il suo famoso presto che è tardi!.

Da buoni disertori però, noi stanchi e sognanti viaggiatori del suono, lo scacciamo sorridendo e prelevando con la dovuta calma e dovizia i suoni accumulati nel cassetto.
Fretta non c’è, la buona musica sa attendere.


DAY BEFORE US
Adorned Path Of Stillness
Lmt. CD digipack format with photographies from Justyna Orlovska, Natalya Romashina | CD | Digital – GH Records/Twilight Records – Feb. 2018

Voi appassionati inseguitori di scie algoritmiche, voi virtuali viaggiatori in costante loop, moderni e modernisti, futuristi senza se e senza ma, voi non ci crederete ma esiste ancora una parte di mondo che respira lento e lo fa nella mestizia della penombra, la stessa che da decenni accompagna i riti legati al suono neo-decante, testimonianza viva di antico fulgore romantico. Ad esser sinceri sono ben pochi coloro che tutt’ora riescono a riproporre in modo convincente opere che siano all’altezza degli antichi fasti, quell’impero è decaduto ed è impossibile farlo risorgere. Esistono però delle voci che da sempre si tengono in disparte e con assoluta ed estrema eleganza propongono la loro visione intimista del mondo attraverso opere musicali di assoluto rispetto. Lontano dalle nere e ingombranti celebrazioni dark, poeticamente vicino al lirismo decadente, il parigino Philippe Blanche in arte Day Before Us, da circa un decennio racconta il suo mondo interirore e lo fa con il gesto gentile di chi ama il silenzio e l’introspezione. "Ho il dono della Specialità. La Specialità costituisce una specie di vista interiore che penetra tutto … io sono una sorta di specchio morale in cui la natura si riflette con le sue cause e i suoi effetti. Penetrando così nella coscienza, io indovino il futuro e il passato”. Queste le parole usate da Balzac per descrivere il suo personaggio, il Séraphîta che da il titolo al racconto dedicato alla figura di un androgino. A quest’opera è dedicata l’ultima release di DBU, un viaggio onirico nella profondità del sentimento accompagnati da un recitato che affascina e da un cantato che nostalgicamente vorrebbe Lisa G. a sostenerlo. Minna, Wilfrid e ora anche noi, tutti innamorati del mistero.

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OZMOTIC
Elusive Balance
CD – Touch – Giu. 2018

Riccardo Giovinetto e Simone Bosco ovvero Ozmotic, un duo che coglie l’essenza del suono e la traduce con un liguaggio personalissimo che crea una sorta di osmosi – è il caso di dirlo – tra i suond artists/musicisti e l’ascoltatore. La ricerca dell’equilibrio tra il nostro mondo sempre più artefatto rispetto all’altro da cui proveniamo, la possibilità di rialacciare un rapporto con la natura abbandonata, sette tentativi di contatto che riescono a stordire e trasportare chi ascolta in luoghi altri, lontani ma stranamente familiari. Una miscela sonora che sorprende, ambient, minime tessiture glitch appena accennate, drumming programmato, la voce narrante di un sax soprano che commuove e rende viva, umana questa esperienza sul confine tra poesia e lampo digitale. Questo è il terzo Ozmotic e il primo stampato sulla prestigiosa etichetta Touch; solo i migliori esploratori possono permettersi tali imprese.

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BOJANEK&MIHALOWSKI
Solid
Cd – Digital – N_Coded Records – Apr. 2018

Tiene inchiodati alla base d’ascolto, fa volare oltre le mura che lo racchiudono, la maestosa onda ambient è giunta a travolgere gli ultimi dubbi su quanto questo suono possa ancora donare bellezza e splendore all’arte del racconto musicale onirico. Viaggia lento, possente, piega l’accordo elettrico della sei corde trasformandolo in purezza poetica, il suo violento abbraccio è dolcemente pericoloso, crea dipendenza. La stessa di cui soffriamo noi, instancabili osservatori della galassia sonica, pronti a sorridere stupiti in presenza di una tra le più belle releaes elettro-ambient dell’anno.

 
 

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