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Intervista a “cecilia”: tra presente e futuro del pop/r’n’b italiano

di Indica - Nuove Narrazioni Sonore

21 Maggio 2020

Tra i suoni più freschi che la nuova wave italiana propone c’è n’è uno inedito che avanza e guarda lontano, agli Stati Uniti, buttando allo stesso tempo un occhio alla cara vecchia musica leggera italiana, sempre un po’ nel DNA degli artisti moderni. Il risultato è un genere sonoro molto difficile da etichettare rigidamente, ma che possiamo dire faccia un effetto simile ad un r’n’b reso più sensuale da voci melodiose e suadenti, le quali evocano un’immaginario più soul. Per capire meglio di cosa sto parlando, vi rimando a questo articolo.

Ed ecco che nella nostra ricerca musicale un nome è saltato ai nostri occhi: quello di “cecilia”. Giovane cantante, autrice e musicista, sulla quale la più moderna declinazione italiana del pop/r’n’b sembra essersi quasi cucita addosso.

L’artista ha ancora pochi brani all’attivo ma molte idee e progetti in cantiere, molti dei quali destinati presto a diventare realtà: il 29 maggio uscirà “Baltico”, terzo singolo del suo primo EP in fase di realizzazione.

Consigliamo di tenerla d’occhio perché la ragazza è una dalle idee chiare.

Già intervistata in occasione dell’ultima puntata di Indica, “cecilia” si è raccontata ai nostri microfoni con grande sincerità ed autenticità.

Di seguito al testo dell’intervista troverete anche la parte audio della stessa.

Da dove è sbocciata la tua passione per la musica e la voglia di iniziare a fare musica?

«Ero una di quelle bambine che canticchiava tutto il giorno, 24/7; credo che in qualche modo la musica abbia sempre fatto parte di me. 

Poi si, c’è stato un momento in cui l’ho scoperta, grazie ai miei genitori e ai dischi che ascoltavamo la domenica mattina, alle prime lezioni musica, ai primi insegnanti. L’ho conosciuta presto, e come tutti i rapporti non è stato sempre facile (ci sono stati e ci sono costantemente alti e bassi) ma ha rappresentato spesso un posto sicuro. La voglia di iniziare a fare sul serio è nata nel 2011, dopo un lutto che mi ha totalmente cambiato la vita e che mi ha fatto ristabilire le priorità. La musica era una di quelle».

Quali sono le sensazioni che intendi comunicare con i tuoi testi? Sono anche un metodo per incanalare il dispiacere per alcune cose che càpitano nella vita?

«Ho iniziato a scrivere perché avevo bisogno di fermare dei momenti, di prendere il mio tempo per affrontarli ed analizzarli, come se fosse una sorta di terapia. Scrivo quando una situazione mi colpisce in prima persona - per questo le storie d’amore e i rapporti interpersonali hanno sempre la maggiore. Più fa male più la voglia e l’esigenza di scrivere è grande. Credo funzioni così».

Pensi che la scena r’n’b italiana, oggi molto attiva a livello indipendente, potrà prendersi lo spazio che merita anche a livello mainstream?

«La musica italiana tradizionale è radicata nella nostra cultura: per apprezzare l’r&b e il Neo Soul ci vuole estrema curiosità, voglia di fare ricerca, propensione verso l'estetica e i dettagli, è un mondo molto lontano dal nostro che spesso non colpisce al primo ascolto. Allenando l’orecchio, grazie ai progetti indipendenti che stanno conquistando il loro spazio nel mercato musicale magari questa percezione da parte dell’ascoltatore potrà cambiare, ma non sono sicura che potrà mai diventare mainstream».

Quali sono i tuoi progetti futuri? Stai anche pensando a nuove ricerche sonore e/o testuali?

«Attualmente sto facendo uscire i singoli che faranno parte del mio primo EP in italiano, nel 2015 è uscito “Timeless”, dal sound neo-soul, il mio primo progetto in inglese sempre sotto il nome di 'cecilia'. Mi è servito un bel po’ di tempo per capire come far quadrare l’italiano su delle melodie che si adattano più naturalmente all’inglese. Per questo la ricerca testuale, soprattutto dal punto di vista del suono delle parole, è senza dubbio l’ostacolo più grande. Per quanto riguarda le sonorità e le produzioni, l’aiuto di Danny Bronzini e Peppe Petrelli è stato fondamentale. Presto uscirà l’intero progetto, composto da cinque canzoni che mostrano sfaccettature diverse fra loro. 

Per il futuro? Non lo so. Vorrei vivere nel qui ed ora. Sicuramente continuerò a scrivere canzoni, cose che mi capiteranno, nel modo più sincero possibile».

 
 

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