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Live Report - Subsonica - 26 giugno

di Enrico Brunetta

11 Luglio 2015

Sono stati i primi ospiti annunciati per l'edizione 2015 del Festival e il loro è uno dei concerti più attesi. I Subsonica, dopo aver pubblicato il loro settimo album Una nave in una foresta nel 2014, tornano a Sherwood davanti a un mare di gente. In giro da quasi vent'anni la band di Torino ha confezionato tantissimi successi e nella scaletta di oggi ci sarà giustamente spazio per un mix di canzoni vecchie e nuove. Non essendoci nessun gruppo spalla, la serata musicale è interamente dedicata a loro.


Dopo una lunga attesa, iniziano poco prima delle 22 con un classico come Colpo di pistola, ma nella prima parte ascoltiamo anche nuove canzoni come Lazzaro e Attacca il panico. Il pubblico è già caldo e accoglie con felicità le più famose Disco Labirinto e Nuova Ossessione che contribuiscono a riscaldare l'atmosfera facendo cantare in tanti. Sono catturato dalle luci spettacolari che creano effetti contrastanti: blu e rosso, colori freddi e caldi accompagnano tutto il live in modo affascinante. Ascolto con attenzione perché il potere dei testi è forte e apprezzo molto due canzoni del nuovo album: l'omonima Una nave in una foresta e Di domenica, dolcissima, con un ritornello che mi colpisce profondamente e di cui riporto dei brevi versi: Sono cambiamenti - solo se spaventano - sono sentimenti.


Verso la metà si concedono una pausa, che mi sembra essere più lunga del solito, ma il pubblico evidentemente li conosce bene perché non inizia a rumoreggiare, ma anzi li aspetta impazientemente, in silenzio. I Subsonica escono per la seconda parte dello show e riprendono a sfornare una canzone dopo l'altra, alternando le tastiere altisonanti di Il Diluvio ai suoni più recenti di Specchio, spaziando da un vecchio successo come Liberi tutti al ritmo incessante de L'errore. La cassa è invece l'ossatura principale di Benzina ogoshi, caratteristica che rende il brano facilmente ballabile ed orecchiabile.


Osservo come il sound della band si sia naturalmente evoluto nell'arco della carriera, e le differenze tra alcune canzoni sono evidenti, ma assisto ad un concerto ben strutturato e con un livello artistico notevole. Li vedo solo per la seconda volta, ma è una conferma del loro valore. Da anni una certezza nel panorama musicale italiano, il loro live si dimostra solido e vivace. Intorno a me vedo molti sorrisi e tante persone che cantano strofe e ritornelli a squarciagola: insomma tutti gli ingredienti utili a capire che il pubblico si sta divertendo e che la serata sta andando alla grande.
La band chiude con una versione più lenta e ridotta di Tutti i miei sbagli, in cui si chiede l'interazione del pubblico come contorno ad uno dei loro brani più famosi. In seguito ringraziano un'ultima volta anche tutta l'organizzazione di Sherwood per continuare a dare spazio alla musica, alla cultura e all'informazione. Proprio oggi, infatti, è presente al festival una delegazione di curdi giunti dalla Siria, esattamente da Kobane, città-simbolo della resistenza all'Isis, e assistiamo al toccante intervento di Nessrin Abdalla, comandante dell'Ypj (Unità di difesa delle donne). Sherwood è dalla loro parte.

 
 

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