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High Mountain Bluebirds – High Mountain Bluebirds

di Aria, Vinylistics

12 Dicembre 2013

Oggi ho voglia di farvi passare un bel quarto d’ora.
No, non è un invito pseudo-porno quello che vi sto facendo e tranquilli, non sono nemmeno davvero quindici minuti di lettura. Oggi si va dritti al punto. Oggi andiamo in Veneto.

Si sa, in un Paese - concedetemi il termine - “vecchio” come il nostro è difficile trovare qualcosa di davvero buono o quantomeno affascinante nel magico-mondo-della-musica. Ed è chiaro che di strada da fare per contare qualcosa nel magico-mondo-della-musica, ce n’è davvero tanta, ed è evidente anche dalla triste realtà che molti di quelli davvero bravi non ci vengono mai a trovare con un bel concerto. Ma ehi, tranquilli, ho sentito dire che i Muse hanno l’abbonamento per concerti in Italia fino al 2030. Festeggiamo: yeeee.
Ma oggi non è questo il punto. Oggi il punto è l’altra faccia della medaglia.
E chi c’è dall’altra parte della medaglia?
Tutti quelli che come noi Vinilistici amano la musica e danno un calcio alle barriere riconoscendo che c’è altro dietro l’alto muro che come una fortezza protegge o isola da tutto il resto (in questo caso i due verbi sono sinonimi) la storia della canzone italiana.

Non molto tempo fa, all’inizio del 2013, nasce a Mestre una band: gli High Mountain Bluebirds.

Perché lo so ?
Perché questi tre giovincelli un po’ di tempo fa hanno deciso di mandarci una mail con allegato il loro primo EP uscito a luglio scorso, registrato nel Velvet Recording Studio a Mestre.
E già solo per l’intraprendenza il trio veneto ha acquistato dei punti. Ascoltando poi l’EP, incuriosita e piacevolmente colpita da quello che sentivo, sono andata a stalkerizzarli sulla loro pagina di facebook e ho scoperto che il loro percorso musicale era davvero cominciato da poco. Dopo una serie di partecipazioni a iniziative e festival musicali vari, mica male registrare un EP dopo così poco tempo.

Gli High Mountain Bluebirds sono: Jacopo Sacrato (cantante e chitarrista) Pietro Giuliani (batterista) e Luca Bertomoro (bassista).

Quello che fanno con questo EP contenente 4 brani non è solo darci un assaggio di cosa sanno fare con i loro strumenti. Quello che fanno principalmente è riportarci in uno dei decenni più significativi per la storia della musica, quello degli anni ’60 e della psichedelica, con l’umiltà di chi ha appena cominciato a mettere i piedi nell’acqua di questo ambiente e la grinta e l’entusiasmo di chi ha voglia di dimostrare quanto si diverte a fare quello fa.

E’ proprio questa infatti la sensazione che si ha quando si ascolta Amplify Your Love, il pezzo che dà il via alle danze e che non potrete fare a meno di ballicchiare in uno di quei ridicoli modi inevitabili, quando il sound è così trasportante. Non a caso con le atmosfere surf rock di questo brano vi sembrerà di stare proprio in California a surfare. (Anche i vostri ridicoli balletti contribuiranno a dare questa impressione.)





Il secondo brano The Girl On The Bus Stop Bench dopo un inizio così grintoso, sembra lasciare un attimino di insoddisfazione quando ci si aspetta un crescendo nel brano che non arriva, ma a un certo punto ve ne dimenticherete quando inizierete anche voi a desiderare di voler fare da coro in questa canzone. Arriviamo così a Desert Flower che oh, potrete essere d’accordo o meno, ma c’è tutta una fase strumentale che a me m’attira proprio assai. Gli HMB fanno poker grazie a Crystal, il brano che chiude l’album e che ci porta proprio nel vivo di quelle atmosfere psichedeliche, con una marcia acida che ci tiene in movimento fino alla fine. Ed è proprio verso la fine di Crystal che avrete la sensazione definitiva di aver fatto bene ad accettare il consiglio ed esservi  goduti questo quarto d’ora di psych-rock.

Non sarà nulla che non avete mai sentito prima, nulla di rivoluzionario. Ma quando dei giovanissimi esordiscono con un primo EP ben confezionato come questo non possiamo fare altro che prendercelo, godercelo e aspettare di vedere cos’altro avranno da dirci in futuro.
Perchè a questo punto, ci contiamo.

 
 

Links utili:
High Mountain Bluebirds su Facebook
High Mountain Bluebirds su Rockit

 
 

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