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Pipers, la british band di casa nostra

di Aria, Vinylistics

11 Dicembre 2013

La cosa bella(?) dell’essere facebook-dipendente è che a volte, per una pura casualità del destino, a furia di cliccare su pagine e profili, prima o poi qualcosa di interessante che catturi la tua attenzione la trovi. Ci riesci davvero.

A me è successo esattamente 20 giorni fa quando tra un clic e l’altro sono inciampata nella pagina di una band: i Pipers.

Vuoi un po’ per il nome e i milioni di riferimenti che mi son venuti in mente, vuoi un po’ perché non riuscivo a capire come fossi finita dalla pagina ”Eventi Napoli” a “Pipers”, ho deciso di curiosare. (Va bene, visto che siamo tra di noi lo confesso, è stato anche per la foto profilo che mi sembrava figa.)

Comincio ad aprire video su video, a leggere stati di un disco che a breve uscirà, ringraziamenti e umori contrastanti per un “regalino” fatto da qualche hacker al loro sito ufficiale. Insomma, in pochi minuti ho cercato di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle.. E intanto in sottofondo andava una voce che cantava in inglese e quelle sonorità dal sapore british hanno deciso di trasferirsi nella mia testa e così, inevitabilmente e naturalmente, è successo: il colpo di fulmine.

Potete solo provare ad immaginare ( e state pur certi che non ci riuscirete) la faccia che ho fatto quando ho scoperto che i tre tipi in questione sono napoletani. Mi si è riempito il cuore di un’inspiegabile gioia.

Una voce decisamente fuori dal coro quella di questa band che si nutre a pane e brit pop, qui in Italia. Infatti ci metto poco a scoprire che il vero successo questi qui ce l’hanno oltre la Manica. Più scopro più mi sembrano interessanti.

E voi siete molto fortunati perché ora ci penso io a farvi un breve riassunto della loro storia.

C’era una volta, in un bel giorno del 2006, la passione per la musica di tre giovani napoletani che si unirono e presero il nome di Pipers. I tre formarono una cover band specializzata sul pop inglese, suonando brani di Travis, Coldplay e Oasis. Ma un giorno decisero che questo non bastava. E così, si lanciarono nel mondo della musica con la loro musica.

I Pipers sono Stefano De Stefano (cantante e chitarrista) Stefano Bruno (bassista) e Marco Magnacca (batterista).

Fin dagli inizi, spinti da un forte amore per la musica ed il brit pop, si sono dati da fare con tanta pubblicità e autopromozione, e ancor prima di aver registrato un disco si sono trovati nel loro curriculum tante esperienze e collaborazioni di un certo livello. Succede infatti nel 2008, quando funzionava ancora MySpace e Facebook non se lo filava nessuno, che al cantante Stefano viene la brillante e coraggiosa idea di scrivere a Tim Burgess (dei Charlatans) facendogli ascoltare un loro brano e chiedendogli se potevano aprire il loro concerto di Milano. Senza stare qui a spiegarvi tanti perchè e per come, i Pipers fanno colpo e la cosa va in porto. Quest’episodio diventa davvero notevole per la carriera dei partenopei, che nella stessa estate vengono invitati a suonare in Inghilterra al Liverpool Sound City grazie agli innumerevoli contatti intrapresi con band locali. Facendo tutto da soli, nella doppia veste sia di artisti che di manager, sono riusciti a farsi un buon giro nell’ambiente che conta e con la loro sfacciataggine – che è forse l’unica cosa che tradisce le loro origini – sono riusciti anche a sedurre Gavin Monaghan (produttore di Editors e Ocean Colour Scene) convincendolo a produrre il loro disco. Prima di questo, erano già riusciti a collaborare con Ian Brown e poi a salire sul palco insieme agli Starsailor, aprendo i loro concerti.

I tre napoletani hanno saputo bene come muoversi e con tanta perseveranza sono riusciti a farsi un nome nella patria del brit pop.

L’album di debutto No One But Us, uscito nel 2009 tramite la casa discografica Materia Principale, non lascia alcun dubbio: i Pipers sono british nella forma e nella sostanza. Si denotano chiaramente influenze di gruppi come Travis e Coldplay, ma quelli dei bei tempi eh.. e per quanto possa sembrare banale o scontato dirlo, è qualcosa che qui in Italia non viene giustamente apprezzato, ed è un peccato. Sono 11 canzoni dal sapore pop/indie rock che tra riff malinconici e chitarre vibranti ci regalano un album acidulo e sognante. Tra le canzoni migliori troviamo No One But Us, Sick Of You, Don’t Ask For More e Save The Tears.

Ora attendiamo con ansia il loro secondo album la cui uscita è prevista per il prossimo gennaio tramite la Flake Records in Giappone.

Nell’attesa, beccatevi questo brano che anticipa l’uscita del disco e che ci dà ottime previsioni per il futuro.

Per il resto, ci riaggiorneremo sicuramente.

 
 

Tratto da:
vinylistics.altervista.org

Links utili:
Pipers su Facebook
www.pipersonline.net

 
 

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